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Politica internazionale


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In passato la Corea del Nord si è lasciata andare ad azioni plateali (anche minacciose) quando si è trovata in una situazione interna particolarmente grave e aveva bisogno di aiuti dall'esterno, come durante la carestia del 1994/98 che si stima abbia ucciso dalle 200.000 alle 600.000 persone. E oggi, su quale sia stato l'impatto del Covid non si sa quasi niente di certo. La Corea del Nord ha un sistema sanitario fragilissimo, negli ultimi anni ha avuto a che fare con siccità ed alluvioni che hanno danneggiato la produzione agricola e le sanzioni economiche hanno fatto il resto.

 

Non oso immaginare come stiano le cose da quelle parti...

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  • 2 weeks later...
%d/%m/%Y %i:%s, osservatore dal nord dice:

La Cina avrà preso il controllo di Hong Kong con la nuova legge ma  le possibilità che i taiwanesi si facciano annettere pacificamente sono praticamente tramontare.

 

Ripeto: l'ignavia con cui l'UE sta affrontando la faccenda è criminale. Andrebbero imposte delle serie sanzioni economiche da parte di tutta l'eurozona.

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su questo sono perfettamente d'accordo. 

ci sono troppe questioni economiche per inimicarsi la cina. e se c'è una cosa che li fa inc***are è mettere il naso nella loro politica interna (vedasi caso nba di ottobre, dove anche lì tutti zitti alla fine).

 

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Negli ultimi tempi mi è capitato di leggere qualche nuovo articolo sulla "crisi libica".

 

O meglio, sulla montante crisi tra Francia e Turchia che l'intervento turco in Libia sta causando. Intervento che ha permesso alle forze di Al Serraj (originario della Tripolitania, riconosciuto diplomaticamente e istituzionalmente anche dall'Italia (che del resto, lo sappiamo, in passato ha avuto una complicata storia libica), e da qualche tempo appoggiato militarmente da Erdogan, appunto) di respingere l'offensiva di Haftar (originario della Cirenaica, sostenuto più o meno indirettamente, tra gli altri, dalla Francia e più o meno direttamente, cioè militarmente, da Putin) e addirittura passare al contrattacco. Tanto che l'Egitto avrebbe minacciato un'intervento nella regione confinante.

Com'è noto, proprio Tripolitania e Cirenaica sono le due grandi regioni (insieme al Fezzan dei Tuareg, nel Sud) che compongono (o forse sarebbe meglio dire in cui si divide) la stessa Libia. Sconfortante dover/poter scegliere solo tra due aspiranti dittatori come Erdogan o Putin (che hanno motivi di frizione anche in Siria). E inevitabile notare la rivalità tra due potenze entrambe parte della Nato (con cui del resto i francesi hanno spesso avuto un rapporto conflittuale). A proposito di Nato, proprio il silenzio USA è assordante, almeno rispetto ai decenni più recenti, ma anche questo (il relativo disimpegno americano dall'area medio-orientale e nord-africana) non è un fulmine a ciel sereno.

 

 

In ballo comunque c'è, oltre al petrolio libico e la concessione di porti e basi aeree nel Mediterraneo, anche il progetto di un gasdotto pensato tra Grecia e Cipro (che con la Turchia hanno una lunga storia conflittuale), Francia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti (l'altro "Stato" dietro Haftar), da cui l'Italia e Israele si sarebbero in un secondo momento disinteressati e defilati. E che sarebbe ostacolato proprio dalla geopolitica "neo-ottomana".

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Gli Emirati hanno una storia militare recente interessante. Non per nulla sono paragonati a Sparta. 

Anche i rapporti tra Turchia e Russia meriterebbero parecchi approfondimenti visto che si tratta di stati che potrebbero litigare facilmente ma per evitare i grossi problemi derivanti da ciò si comportano da semi alleati nonostante appogino quasi sempre fazioni opposte. E sia in Siria che in libia sono riusciti a trovare compromessi che hanno fatto guadagnare ad entrambi qualcosa

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Assurdo come, sulla stampa italiana,  la notizia sia "Marò, il processo si terrà in Italia" mentre la notizia dovrebbe essere "l'Italia ammette che i due pescatori indiani sono stati uccisi dai marò".

Vittime per cui dovremo corrispondere all'India un cospicuo risarcimento, per il quale però non mi pare ci siano state levate di scudi. Forse perchè Latorre e Girone non sono tornati dall'india con il bindi sulla fronte.

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E te pareva se non partiva la solita polemichetta... Probabilmente se  2 marò fossero stati uccisi dai pescatori indiani non avresti avuto nulla da eccepire, o forse sì perchè comunque i pescatori indiani essendo meno fortunati di esponenti del gruppo bianco caucasico andavano comunque giustificati -_-

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4 minutes fa, Lyra Stark dice:

Probabilmente se  2 marò fossero stati uccisi dai pescatori indiani non avresti avuto nulla da eccepire

 

Argomentum ad hominem: artificio retorico con il quale ci si allontana dall'argomento della polemica contestando non l'affermazione dell'interlocutore, ma l'interlocutore stesso.

 

Io resto ai fatti, e nei fatti la sentenza dice che:

 

"attaccando il peschereccio indiano al largo del Kerala, l’Italia ha violato la libertà di navigazione sancita dagli articoli 87 e 90 della Convenzione dell’Onu sul Diritto del Mare."

 

È un dato pesantissimo che (indirettamente, certo) attribuisce al nucleo anti-pirateria  a bordo della Enrica Lexie la responsabilità della morte di Binki e Jelastine.

Per i giudici dell’Aja, cui lo stesso governo italiano ha chiesto di dirimere il contenzioso giurisdizionale, non c’è alcun dubbio: i proiettili che hanno colpito i due pescatori e il peschereccio indiani sono partiti dalla Enrica Lexie.

 

Motivo per cui ci ha condannato ad un cospicuo risarcimento. Risarcimento di ci però nessuno si lamenta. Chissà perchè.

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%d/%m/%Y %i:%s, joramun dice:

Assurdo come, sulla stampa italiana,  la notizia sia "Marò, il processo si terrà in Italia" mentre la notizia dovrebbe essere "l'Italia ammette che i due pescatori indiani sono stati uccisi dai marò".

 

Non so che giornali leggi, ma un articolo abbastanza oggettivo è questo.

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Per dire che baraccone è diventato l'ONU, basti sapere che al consiglio per i diritti umani Cuba ha fatto una mozione per approvare la legge cinese che ha ricevuto 54 voti a favore contro 27. Per una volta iran e sauditi hanno votato in accordo. 

2) comunque la si pensi sui maro`,  bisognia dire che l'Italia è uno dei pochi paesi al mondo , indipendentemente dall'aver ragione o torto,  capaci di farsi incastrare in questa situazione . Ma stiamo vedendo in questi giorni con l'Egitto quanto siamo considerati. 

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39 minutes fa, Euron Gioiagrigia dice:

Non so che giornali leggi, ma un articolo abbastanza oggettivo è questo.

 

Che dice esattamente quello che ho detto anche io, e cioè che mentre il tribunale dell'AIA ha praticamente confermato che ad uccidere i due pescatori indiani è stata l'Enrica Lexie, e che quindi dovremo risarcire l'india per danni morali e materiali, la nostra stampa e il nostro sistema politico in coro festeggia il fatto che ci concedono di processarli qui. Ma vorrei capire cosa ci sia da festeggiare nel fatto che due nostri militari siano risultati colpevoli della morte di due cittadini stranieri.

Sorvolo sulle parole di Di Maio e di Guerini, che parlano di "fine di una lunga agonia, particolarmente gravosa per i suoi aspetti umani" (quella dei marò, eh...mica quella delle famiglie di due poveri cristi indiani) , perchè anche al disgusto c'è un limite.

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Al di là delle parole dei marò o dei nostri ministri, del tutto prevedibili vista la situazione, l'articolo di base dice questo:

 

Cita

Il Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò ha dato ragione all'Italia. I giudici hanno riconosciuto "l'immunità" dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in relazione ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 e all'India viene pertanto precluso l'esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.

Il Tribunale ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell'esercizio delle loro funzioni, ha reso la Farnesina. La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell'Italia.

Inoltre, secondo il Tribunale "l'Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l'India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all'imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell'equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony", a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala. "Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti".

 

Il fatto che adesso in Italia si festeggi è solo legato al fatto che ai marò è stata riconosciuta l'immunità. Che poi festeggiare sia giusto o sbagliato è un altro discorso.

 

3 minutes fa, joramun dice:

Sorvolo sulle parole di Di Maio e di Guerini, che parlano di "fine di una lunga agonia, particolarmente gravosa per i suoi aspetti umani"

 

Riflessione metapolitica: è interessante pensare al fatto che queste sarebbero state anche le parole del Salvini o della Meloni di turno. È proprio vero che le differenze politiche sono più sfumate di quanto sembri, e che l'Italia vive di consociativismo.

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