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Politica internazionale


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C'è anche da considerare il lato economico; la guerra costa e più sono teconologicamente avanzate, meglio equipaggiate e preparate le forze messe in campo, più le spese aumentano. Non è un caso infatti che siano stati mandati dei giovanissimi, ed in alcuni casi di leva, soldati in Ucraina e che i loro equipaggiamenti siano "non proprio aggiornati".

Con la reale potenza di fuoco che Mosca dovrebbe possedere (condizionale d'obbligo), avrebbe già dovuto radere al suolo letteralmente tutte le città attualmente sotto assedio....e non dopo più di venti giorni, ma nel giro di pochissimi giorni (il concetto di guerra lampo era basilare nei piani del Cremlino, secondo me, e questo è stato il loro primo errore).

 

Poi chiaramente c'è la sottostima relativa alla resistenza ucraina (che però non può durare per sempre, anche dando loro armamenti, i soldati ad un certo punto non saranno più numericamente sufficienti).

 

Poi c'è il fattore "storico"; si potrebbe dire che Kiev, di fatto, è la culla da cui è nata la Russia. Nel suo "non riconoscere l'Ucraina come nazione" Putin tuttavia non dimentica l'importanza di Kiev che sente come "appartenenete di diritto" alla "patria russa".

 

Poi ci sono le regioni indipendentiste del Donbass che, per quanto a maggioranza russofone, non sono completamente e convintamente russofile; e sebbene credo che, molto cinicamente, sarebbe meglio che (almeno in parte) questi territori tornassero sotto l'egemonia russa (fosse solo per il "quieto vivere" dell'intera nazione ucrania - vedi gli ultimi 8 anni passati a "darsele" ad ogni pié sospinto), non è così facile accettare di perderli, soprattutto per ragioni di carattere economico.

 

Ad ogni buon conto, qualsiasi sia l'epilogo di questa tragedia, nessuna delle due parti avrà vinto: l'Ucraina, se si arrende o cade, perderà non solo parte dei territori nazionali, ma dovrà dimenticarsi NATO e sogno europeo (cosa per altro sancita dai famosi trattati di Minsk). Putin, e la Russia, se anche ottenessero ciò che vogliono, perderebbero di credibilità in modo molto molto pesante qui in occidente (la cosa potrebbe anche non toccarli più di tanto nel breve periodo, ma non nel lungo.....). E' un dato di fatto che Putin non ne sta uscendo granché bene in fatto di immagine, lasciando anzi trasparire quanto l'autorità in Russia odori sempre di più di regime assoluto (se non totalitario, checché se ne dica).

Questo comporterà perdite anche per noi occidentali, sia chiaro.....e non mi riferisco solo all'effetto boomerang delle sanzioni applicate a Mosca.....

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7 ore fa, Darklady ha scritto:

Con la reale potenza di fuoco che Mosca dovrebbe possedere (condizionale d'obbligo), avrebbe già dovuto radere al suolo letteralmente tutte le città attualmente sotto assedio....e non dopo più di venti giorni, ma nel giro di pochissimi giorni (il concetto di guerra lampo era basilare nei piani del Cremlino, secondo me, e questo è stato il loro primo errore).

Ma secondo me questo non è accaduto perchè non volevano farlo. Ovviamente anche. Si aspettavano l'uscita di Zelensky (auspicata dagli USA), transizione pacifica, "occupazione" e rientro, il tutto in 2 giorni. 

Il problema è stato appunto Zelensky e la sua parte che non hanno mollato, ma organizzato e soprattutto invitato i cittadini alla Resistenza, anche se da quanto ho capito più che invito c'è tipo la leva forzata in Ucraina, i maschi non possono lasciare il paese (questo dicono i profughi che arrivano qui, uomini e persone utili tipo medici etc non hanno il permesso di varcare il confine).

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8 ore fa, Darklady ha scritto:

Con la reale potenza di fuoco che Mosca dovrebbe possedere (condizionale d'obbligo), avrebbe già dovuto radere al suolo letteralmente tutte le città attualmente sotto assedio

 

Cosa non molto intelligente da fare, quando miri ad annettere in blocco il Paese che hai invaso - retorica del salvatore o meno. Senza contare che comunque la Russia non ha mobilitato il suo intero apparato militare - sia in termini di uomini, mezzi e tecnologia - perchè avrà anche un forziere di guerra che vale sui 200 mld USD (quelli scampati alle sanzioni sui circa 640 che la Banca Centrale aveva accumulato dal 2014 - una cifra spaventosa, che invece di essere investita in infrastrutture, riforme, crescita, sviluppo e benessere è stata tenuta lì, ferma, in attesa di far guerra) ma bisogna comunque risparmiare dove è possibile. Molto più economico ripiegare su ceceni e siriani, quando le cose iniziano ad andar (proprio) male.

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Il 18/3/2022 at 18:43, Menevyn ha scritto:

forziere di guerra che vale sui 200 mld USD (quelli scampati alle sanzioni sui circa 640 che la Banca Centrale aveva accumulato dal 2014 - una cifra spaventosa, che invece di essere investita in infrastrutture, riforme, crescita, sviluppo e benessere è stata tenuta lì, ferma, in attesa di far guerra

 

Puntualizzazione molto interessante (e amara). Ci ho pensato diverse volte, nel tempo. Cosa potrebbe diventare la Russia, la società russa piuttosto che la Russia Potenza, se solo il potere pubblico reimpegnasse una piccola parte di tutte le risorse impiegate per sostenere l'apparato repressivo e militare (1 milione e mezzo tra para e militari, più di Germania, UK, Francia e Italia tutte insieme). Se venissero liberate le forze dell'economia privata e attratti investimenti dall'estero. Ovviamente il regime non sopravvivrebbe e dunque non ha interesse. Le cifre a mia disposizione dicono meno del 4% del PIL in spesa per istruzione, 3% spesa sanitaria (contro un range del 5-10% delle altre), addirittura meno del 1,5% spesa per ricerca e sviluppo. Gli USA (ma anche la più piccola Germania), la cui economia è oltre x10 più grande, sfiorano il trepercento, pensate che differente ordine di grandezza ne viene fuori. Spesa militare, circa 4%, la maggior parte delle grandi Potenza variano tra meno del 2 a meno del 3. Gli USA poco più del 3%, proviamo a paragonare. Mortalità infantile, tra le più alte (delle grandi P), speranza vita, tra le più basse. Pil pro capite, meglio solo di Cina, India e Brasile. Corruzione. Qualità della vità (ISU). Un Paese malato.

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Il 20/3/2022 at 16:49, Mar ha scritto:

Ovviamente il regime non sopravvivrebbe e dunque non ha interesse

 

Diciamo che il regime, più che non sopravvivere, si impoverirebbe notevolmente - gli oligarchi sono diventati ciò che sono diventati rapinando il loro stesso Paese, ma se riuscisse a trascinare la Russia fuori da quell'acquitrino sociale ed economico nel quale sta sprofondando, non è da escludere che possa guadagnare qualcosa in termini di supporto popolare.

Guardiamo la Cina: è governata da un regime non meno repressivo ed autoritario di quello russo, ma i risultati economici e sociali raggiunti dal 1978 ad oggi sono incontestabili; l'aspettativa di vita si è allungata di dieci anni, la mortalità infantile è crollata dal 52% all'8%, il tasso da alfabetizzazione è passato dal 68% circa al 96%, il suo sistema di previdenza sociale e quello di assistenza medica sostengono un miliardo di persone (Un. Miliardo. Di. Persone.), il reddito pro-capite è cresciuto di oltre 20 volte, ed è un Paese all'avanguardia in molti campi scientifici e tecnologici. Certo, sul piano delle libertà personali c'è da inorridire, ma non c'è dubbio che i cinesi abbiano avuto in cambio qualcosina niente male.

 

Ok, la Cina e la Russia sono due Paesi diversi sotto molti punti di vista, e difficilmente la Russia riuscirà a replicare il dirompente sviluppo cinese - difficlmente l'Orso si trasformerà in una Tigre - ma il punto è che i cinesi hanno compreso qualcosa che evidentemente all'oligarchia russa ancora sfugge: che un popolo che vive bene - e che le libertà occidentali non le ha mai conosciute o le conosce poco - sarà meno incline a mordere la mano che lo nutre (bene).

 

Ovviamente il mio non è un'elogio alla tirannia illuminata, o "soft" (che poi quella cinese non è nessuna delle due cose), solo un ragionamento per dire che con le risorse che i russi hanno a disposizione, e per Giove se ne hanno, è francamente inconcepibile che non abbiano ancora iniziato a farle fruttare per tutti e non solo per la piccola cricca al potere.

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6 minuti fa, Menevyn ha scritto:

Ok, la Cina e la Russia sono due Paesi diversi sotto molti punti di vista, e difficilmente la Russia riuscirà a replicare il dirompente sviluppo cinese - difficlmente l'Orso si trasformerà in una Tigre - ma il punto è che i cinesi hanno compreso qualcosa che evidentemente all'oligarchia russa ancora sfugge: che un popolo che vive bene - e che le libertà occidentali non le ha mai conosciute o le conosce poco - sarà meno incline a mordere la mano che lo nutre (bene).

 

Sono molto d'accordo e credo che una conferma di questo siano i "proclami" di protesta dei giovani russi: "Vogliamo Netflix, non il Dombass".

 

Da assoluta profana della materia mi pare che la cecità del regime russo sia anche un'anzianità di pensiero. I cinesi (e non solo loro) hanno capito che oggi il "potere" non dipende da quanta terra conquisti e dalla tua espansione geografica, ma da quanto mercato controlli e dalla capillarità della rete di fornitura e approvvigionamento.

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Sono d'accordo, diciamo anche che i cinesi beneficiano di una certa collegialità, nella gestione e nella concezione del potere, che in Russia non c'è più, è una cosa che se n'è andata con l'URSS. Putin può decidere, assieme a sei o sette persone, di invadere un'altro Paese, e se lo dice il capo si fa e basta, in Cina Xi, per quanto ormai abbia preso il suo posto nella Storia Nazionale assieme a Mao e Deng, avrebbe più difficoltà a piantare la bandierina sulla mappa e dire "invadete all'alba".

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Le meravigliose perle dei talk show italiani :wacko:

 

https://www.ilpost.it/2022/03/24/alessandro-orsini-rai/

 

Cita

Dopo giorni di polemiche che hanno coinvolto anche la politica, la Rai ha deciso di non firmare un contratto che era stato concordato con il professore di sociologia del terrorismo Alessandro Orsini, estesamente criticato per i suoi interventi in vari talk show televisivi in cui aveva espresso posizioni controverse sull’invasione russa in Ucraina. Oltre che in varie trasmissioni di reti private, in particolare Piazzapulita su La7, Orsini era stato ospite diverse volte del programma di Rai 3 Cartabianca. Secondo un articolo pubblicato mercoledì dal Foglio, Orsini aveva un contratto per sei ospitate, per un compenso di circa 2.000 euro a puntata.

 

Spoiler

 

 

 

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3 ore fa, osservatore dal nord ha scritto:

Intanto Kim ci ricorda che tiene particolarmente  al titolo di bad boy planetario

 

In genere il lanciare missili davanti al Giappone è anche un modo per la NC di attirare l'attenzione quando le cose vanno particolarmente male - tipo che la gente non ha da mangiare. Kim ha (ulteriormente) isolato il Paese nel 2020 per l'emergenza Covid, i rifornimenti dalla Cina si sono bloccati e pare che dilaghi una tremenda crisi alimentare. Secondo fonti cinesi il regime si starebbe preparando ad una crisi peggiore della carestia del 1994/98, che ha fatto centinaia di migliaia di morti. Questo stando a notizie di inizio anno.

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Da notare però che la Transnistria, pur essendo quasi un pezzetto di URSS sopravvissuto allo scorrere del tempo, non solo non ha preso una posizione netta sulla guerra in Ucraina, ma non pare neanche così nettamente a favore dell'annessione alla Russia come le repubbliche "sorelle" in Ucraina, pur dipendendo economicamente da Mosca in modo pesante, il che penso sia indicativo di un'altro potenziale autogol di Putin, ossia quello di aver reso gli ideali di riunificazione russa meno attraenti di quello che potevano essere fino a qualche anno fa.

 

Sul piano internazionale, speriamo che gli Europei, dopo la gaffe (chiamiamola così) di Biden sul cambio di regime in Russia, inizino a ritagliarsi un loro spazio privilegiato nei negoziati con Mosca.

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