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J. R. R. TOLKIEN


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Rispondo con gravissimo ritardo, e mi scuso, a Tranon circa la Dagor Dagorath:

 

 

La Dagor Dagorath è la battaglia finale prevista nella seconda Profezia di Mandos. Inoltre è denominata Ragnarök e Ultima Battaglia. In The Shaping of Middle Earth IV volume della History of Middle Earth troviamo la versione definitiva di questa battaglia:

 

"Dopo il trionfo degli Dei, Eärendel 1 ha navigato ancora nei mari del cielo, ma il sole lo ha bruciato e la luna lo ha cacciato dal cielo… Allora i Valar hanno guidato la sua nave bianca Wingelot 2 sulla terra di Valinor e l’ hanno riempita di radianza e santificata, e l’hanno lanciata attraverso la Porta della notte. Lungamente Eärendel ha posto la vela nell’immensità senza stelle, Elwing al suo fianco, 3 il Silmaril sulla sua fronte, viaggiando nell'oscurità dietro il mondo, un barlume e una stella fuggitiva. E sempre e subito lui ritorna e splende dietro i percorsi del sole e della luna sopra i bastioni degli Dei, più luminoso di tutte le altre stelle, marinaio del cielo, mantenendo la vigilanza contro Morgoth sui confini del mondo. Così lui navigherà fino a che non veda l'ultima battaglia combattuta sulla piana di Valinor.

 

Così le parole della profezia di Mandos, che ha annunciato in Valmar il giudizio degli Dei, e la sua voce è stata bisbigliata fra tutti gli Elfi dell’Ovest: quando il mondo sarà vecchio e le Potenze diverranno stanche, allora Morgoth ritornerà attraverso la Porta della Notte dal vuoto senza tempo; e distruggerà il sole e la luna, ma Eärendel calerà su di lui come fiamma bianca e lo condurrà fuori dai cieli. Allora l'ultima battaglia sarà radunata sui campi di Valinor. In questo giorno Tulkas combatterà con Melko 4 e alla sua destra si leverà in piedi Fionwë 5 e alla sua sinistra Túrin

Turambar, figlio di Húrin, Conquistatore del destino; e sarà la spada nera di Túrin che darà a Melko la morte alla fine; e di così i figli di Húrin e tutti gli uomini verranno vendicati.

Dopodiché i Silmarils saranno recuperati dal mare e dalla terra e dall'aria; poiché Earendil discenderà e produrrà una fiamma con quello che aveva conservato. Allora Fëanor prenderà i tre e userà il loro fuoco per rivitalizzare i due alberi e una luce grande verrà fuori; e le montagne di Valinor saranno livellate, di modo che la luce possa colmare tutto il mondo. In questa luce gli Dei saranno ancora giovani ed gli Elfi risveglieranno tutti i loro morti che risorgeranno, e il fine di Ilúvatar riguardo loro sarà compiuto. Ma degli uomini in quel giorno la profezia non parla, ad eccezione di Túrin soltanto e il suo nome sarà tra gli Dei."

 

In nessuna versione finita di Tolkien, come quella utilizzata per il Silmarillion c’è un accenno alla Dagor Dagorath, in modo da quanto sopra non può essere considerato puramente canonico. Tranne i particolari leggeri, tuttavia, non contraddice che informazioni abbiamo i giorni finali ed i glimmerings di ultima battaglia possono essere visti nel Silmarillion, comunque niente dettagliatamente.

 

Per esempio, il Ainulindalë dichia che dopo gli ultimi giorni il Ainur ed i bambini di IIúvatar faranno una musica grande prima di Eru e "i temi di IIúvatar saranno aright giocato ed introito che ha luogo nel momento della loro espressione, dato che tutti allora capiranno completamente la sua intenzione nella loro parte e ciascuno conoscerà la comprensione di ciascuno ed IIúvatar darà ai loro pensieri il fuoco segreto, bene essendo soddisfacendo." Allora dei nani è la loro credenza, secondo il capitolo Aulë e Yavanna di che aiuteranno Aulë "nel refare di Arda dopo l'ultima battaglia." Il capitolo il Silmarils e l'agitazione del Noldor parla di Fëanor che ritorna l'estremità ed il sole che passa e della venire a mancare della luna.

 

 

Le versioni più iniziali della storia esistono. Per esempio, nei dati storici di terra centrale I, il libro dei racconti persi I che si dice a che quando i portelli della notte sono aperti Melkor contrive un quarrel fra la luna e sole ed IIinsor, steerman della luna 6 cercherà di seguire Urwendi, che guida il sole 7 , tramite i cancelli e quando entrambi sono andati, i cancelli sia dell'est che l'ovest sarà closed ed IIinsor ed il Urwendi saranno persi per sempre. Il Fionwë, che amava Urwendi, si transformerà in in bane più grande del Morgoth e distrugg il mondo a Morgoth destory. Alla fine slay Morgoth.

 

Più successivamente, nei dati storici di terra centrale II, il libro dei racconti persi II è trovato un'altra versione più iniziale facente parte i miti che Tolkien ha desiderato fare per l'Inghilterra. In questa sezione, ci è a.lot della discussione circa il destino del Elves che rimane in terra centrale. Come sappiamo, lentamente si sbiad e muoiono fuori. Ma ci era una parte circa "andare avanti", dove il Valinorean Elves andrebbe e proverebbe salvare il Elves perso. Ora in cui provano, gli uomini decideranno il loro destino. Se gli uomini aiutano il Elves, allora tutti gli uomini che desiderano andare a Valinor possono. Ma se gli uomini aiutano Morgoth ed oppongono il Elves, quindi il Elves il certamente morirà e forse anche il Valar. E quello può anche significare la conclusione di Arda in se.

 

Nota: Un'idea relativa a tutto il questa è "relighting del sole magico parlata nel libro dei racconti persi , che è relighting dei due alberi se buone vittorie nel Dagor Dagorath.

 

 

1 più successivamente variabile a Eärendil.

2 più successivamente variabile a Vingelot.

3 nel Silmarillion un cambiamento è stato fatto, in quanto Elwing non lo ha accompagnato sui suoi viaggi con i vuoti pathless, non potendo resistere ai colds e non amando piuttosto la terra ed i venti dolci che saltano sul mare e sulla collina.

4 più successivamente variabile a Melkor.

5 più successivamente variabile a Eonwë

6 successivamente è diventato Tilion

7 successivamente è diventato Arien

 

Fonte: Tolkien Encyclopedia

 

L'Ultima Battaglia

 

Che cosa conosciamo di ultima battaglia denominata Dagor Dagorath?

 

Si riferisce a nel Silmarillion .

"di Aule e di Yavanna", Silmarillion : Nel dire della credenza dei nani riguardo al loro afterlife, dice che alla fine, abbiano un posto fra i bambini. "allora la loro parte sarà di servire Aule e di aiutarlo nel refare di Arda dopo l'ultima battaglia ."

"nel Akallabeth" del Silmarillion , dice, "ma Ar-Pharazon il re ed i guerrieri mortali che avevano regolato il piede sulla terra di Aman è stato sepolto sotto le colline cadenti: là si dice che si trovano imprisoned nelle caverne del dimenticato di, fino all'ultima battaglia ed al giorno della sorte avversa."

"del venire del Elves e della prigionia di Melkor" nel Silmarillion dice a che Varda regolare la costellazione, Menelmacar, "con la sua cinghia brillante, quella forbodes l'ultima battaglia che sarà alla conclusione dei giorni."

Un poem riguardo a Manwe inoltre accenna l'ultima battaglia, dovunque quello sia.

 

Nei Racconti Incompiuti :

 

"Gli Istari".

Citazione p 413:

Manwe non discenderà dalla montagna fino al Dagor Dagorath e dal venire dell'estremità, quando Melkor rinvia. Al overthrow di Morgoth ha trasmesso il suo annunzia Eonwe. Alla sconfitta di Sauron non allora trasmetterebbe alcuni a poco (ma) spirito mighty della gente angelic, una coeval ed uguale, senza dubbio, con Sauron nei loro inizii, ma non in più? Olorin era il suo nome. Ma di Olorin non sapremo mai che più del lui ha rivelato in Gandalf.

Sotto il quel è un poem compreso le azioni sottili di Manwe, il re più anziano:

Appassisce il thou impara il lore

quello era segreto lungo

dei cinque che sono venuto

da un paese lontano?

Uno restituito soltanto.

Altri mai ancora

sotto dominion degli uomini

la Centrale-terra cercherà

fino a Dagor Dagorath

ed il cometh di sorte avversa.

Come il thou del hast lo ha sentito:

i consulenti legali nascosti

dei signori dell'ovest

nella terra di Aman?

Le strade lunghe sono perse

quello ha condotto il thither,

ed agli uomini mortali

Manwe parla non.

Dal Ovest-che-era

un foro del vento esso

all'orecchio della traversina,

nei silenzii

sotto notte-ombra

quando le notizie sono portate

dalle terre dimenticate

ed età perse

mari eccessivi degli anni

al pensiero di ricerca.

Non tutti sono dimenticati

dal re più anziano.

Sauron che ha visto

come minaccia lenta....

 

Che cosa possiamo speculare circa l'ultima battaglia?

 

Sappiamo che l'ultima battaglia si riferisce a con "il giorno della sorte avversa", della sorte avversa e "della conclusione dei giorni". L'ultima battaglia inoltre è denominata il Dagor Dagorath.

È suggerito che il Valar comunica con gli uomini dai sogni. Wind/voice del Manwe è trasmesso all'orecchio della traversina, come nel sognare, probabilmente usando la capacità del Irmo di trasmettere i sogni.

Sappiamo che Ar-Pharazon ed i suoi uomini che sono stati sepolti sotto le colline cadenti in Aman dopo che il loro attacco più non si trovi imprisoned nelle caverne del dimenticato. Usciranno combattere per Melkor o riacquistarsi con il Valar ed il Eru?

Sappiamo che "Manwe non discenderà dalla montagna fino al Dagor Dagorath e dal venire dell'estremità, quando Melkor rinvia". Ciò significa che Melkor lascerà il vuoto e ritornerà nella Terra di Mezzo.. Ciò significa che Manwe egli stesso scenderà dal supporto Taniquetil. Queste due forze avversarie eccellenti certamente faranno una battaglia titanic ed i loro seguicamme le unirebbero.

Varda ha regolato la costellazione, Menelmacar, "con la sua cinghia brillante, quella forbodes l'ultima battaglia che sarà alla conclusione dei giorni." La cinghia sarebbe un avvertimento della cinghia della spada che il Valar combatterà. Il Menel nome "il cielo" + Macar come il Vala di lotta nel libro dei racconti persi suggerisce il cielo del guerriero. Lotta delle stelle? Possiamo essere sicuri che Earendil, che si è transformato in nella stella, combatterebbe. Varda, la regina della stella, combattente?

Sappiamo che Arda sarà refatto almeno parzialmente dopo l'ultima battaglia da Aule con l'aiuto dei nani.

 

 

<img alt=" />;)

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wow, Gil Galad tu di Tolkien e del suo universo sai davvero TUTTO!!!

io pensavo di saperne moltissimo, e più di tutti quelli che conosco, ma leggendo in queste discussioni impallidisco davanti alle tue argomentazioni! Congratulazioni davvero! Anche per il nome, dato che era uno dei miei personaggi preferito il buon Gil! E' bello vedere che ci sono persone che come te amano da impazzire queste grandi opere...

Grandissimo Signore dei Noldor! <img alt=" />

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  • 3 weeks later...

Ciao, vi posto una "cosina" che per gli amanti di Tolkien è veramente una chicca. Si tratta di una piccola parte di un saggio contenuto nel libro Morgoth's Ring 10 Volume della History of Middle Earth curato da Christopher Tolkien "Myths Transformed" (Miti trasformati). E' un brano incentrato su Melkor/Morgoth e Sauron. Buona lettura! <img alt=" />

 

VII

Il testo è stato suddiviso e numerato in tre distinte sezioni, qui indicate (i), (ii) e (iii)

Note sulle ragioni del Silmarillion

 

(i)

Sauron era più grande, in realtà, nella Seconda Età, rispetto a Morgoth alla fine della Prima. Perché? Perché, nonostante egli fosse per levatura naturale molto minore, non era ancora caduto così in basso. Alla fine anche lui sperperò il suo potere (di essere) nel tentativo di prendere il controllo di altri. Ma non era costretto a spendere tanto di se stesso. Per conquistare il dominio su Arda, Morgoth aveva lasciato che molto del suo essere passasse nelle componenti fisiche della Terra perciò tutto ciò che nasceva sulla Terra e vivesse su essa o di essa, animali, piante e spiriti incarnati, poteva essere ‘contaminato.Al tempo della Guerra dei Gioielli Morgoth era permanentemente incarnato: per questo motivo aveva paura e mosse guerra quasi interamente attraverso congengi, o subordinati o creature dominate.

Sauron, d'altra parte, ereditò la corruzione di Arda, ed utilizzo i suoi (molto più limitati) poteri per gli Anelli; perché erano le creature della terra, e le loro menti e volontà, che egli voleva dominare. In questo senso, Sauron fu anche più saggio di Melkor-Morgoth. Sauron non era un seminatore di discordia; e probabilmente conosceva più della Musica rispetto a Melkor, la cui mente era sempre stata piena dei suoi stessi piani e congegni, e dedicava poca attenzione ad altre cose. Il periodo di maggior potere di Melkor fu quindi agli inizi fisici del Mondo; un enorme brama demiurgica di potere ed il raggiungimento delle sue volontà e dei suoi piani, su grande scala. E più tardi, dopo che la situazione era diventata più stabile, Melkor era più interessato e più abile a gestire un eruzione vulcanica, per esempio, piuttosto che (diciamo) un albero. E quindi possibile che egli fosse semplicemente inconsapevole delle produzioni minori e più delicate di Yavanna: com ad esempio, i piccoli fiori. [Quando tali cose venivano portate alla sua attenzione, egli si infuriava e le odiava, in quanto provenienti da menti diverse dalla sua.

Melkor non poteva, ovviamente, annientare niente che fosse materiale, poteva solamente rovinare o distruggere le forme date alla materia da altre menti nelle loro attività subcreative.

Per questa ragione egli arrivò a temere la morte e la distruzione della forma corporea che aveva assunto – più di ogni altra cosa, e cercò di evitare qualsiasi tipo di ferita alla sua forma.]

 

Così, quando Melkor, come Morgoth, fu messo a confronto con l’esistenza di altri abitanti di Arda, con differenti volontà ed intelligenze, egli si infuriò per il semplice fatto della loro esistenza, e la sua unica possibilità di interazione con essi consisteva nella forza fisica, o nella paura di questa. Il suo unico obiettivo finale era la loro distruzione. Gli Elfi, e ancora di più gli Uomini, li disprezzava per la loro debolezza: cioè per la loro mancanza di forza fisica o potere sulla materia, ma aveva anche paura di loro. Era consapevole, almeno originariamente, quando era ancora capace di pensiero razionale, di non poterli annientare: cioè distruggere il loro essere; ma la loro forma fisica e forma incarnata divenne sempre di più, alla sua mente, la sola cosa che valesse la pena considerare.

O forse diventò così bravo nella Menzogna che arrivò a mentire anche a se stesso, e finse di poterli distruggere e liberare totalemente Arda da loro. Da qui il suo costante tentativo, prima di distruggere i loro corpi, di spezzare le loro volontà e sottometterli oppure assorbirli alla sua volontà e al suo essere. Era puro nichilismo e la negazione era il suo obiettivo definitivo: se avesse vinto, Morgoth avrebbe senza dubbio distrutto persino le sue stesse creature, come gli Orchi, quando avessero completato il solo obiettivo per cui li usava: la distruzione degli Elfi e degli Uomin. L'impotenza e la disperazione finale di Melkor venivano da questo: che mentre i Valar (e i loro parenti Elfi e Uomini) potevano ancora amare Arda contaminata, cioè Arda con una porzione di Melkor, e potevano ancora guarirne le ferite, o produrre dalla stessa contaminazione, dallo stato in cui era, cose meravigliose ed amabili, Melkor non poteva far niente con Arda, che non proveniva dalla sua mente e che era intessuta dal lavoro ed i pensieri di altri: anche se lasciato solo, avrebbe solo potuto infuriare fino ad appiattirla nuovamente in un caos informe.

E tuttavia anche così sarebbe stato sconfitto, perché sarebbe ancora esistita indipendente dalla sua mente, in un mondo in potenza.

Sauron non raggiunse mai questo livello di pazzia nichilistica. Non aveva obiezioni all’esistenza del mondo, fintanto che avesse potuto farne quel che voleva. Aveva ancora i resti dei propositi positivi che derivavano dalla bontà della sua natura iniziale: era stata una sua virtù (e perciò anche la causa della sua caduta, e della sua recidività) che amasse l'ordine ed il coordinamento, e disapprovasse ogni tipo di confusione e di inutile attrito. (Fu l'apparente volontà e potenza di Melkor nel compiere i propri progetti velocemente e con maestria che per prima attirò a lui Sauron). Sauron, in realtà, era stato molto simile a Saruman, perciò lo capiva rapidamente ed era in grado di indovinare cosa potesse pensare e fare, anche senza l'aiuto dei palantiri o di spie; mentre invece Gandalf lo eludeva e confondeva. Ma, come in tutte le menti di questo tipo, l'amore (prima) e la mera comprensione (dopo) di altre intelligenze individuali era in proporzione più debole; e nonostante la sola cosa buona, o il solo motivo razionale, in tutto questo ordinamento e pianificazione ed organizzazione fosse il bene di tutti gli abitanti di Arda (anche ammettendo il diritto di Sauron di essere il loro signore supremo), i suoi piani, l'idea proveniente dalla sua mente isolata, divennero l'unico obiettivo della sua volontà e una fine, la Fine, in se stessa. [Ma la sua capacità di corrompere altre menti e persino di conquistarne i servigi, era un residuo del fatto che il suo originario desiderio di ordine aveva realmente previsto buone condizioni (specialmente fisiche) per i suoi soggetti]

Morgoth non aveva piani: a meno che la distruzione e la riduzione a nil di un mondo del quale aveva solo una porzione possano essere chiamate piano. Ma questa è, ovviamente, una semplificazione della situazione, Sauron non servì Morgoth, anche nelle sue ultime fasi, senza essere infettato dalla sua brama di distruzione, e dal suo odio verso Dio (che deve portare al nichilismo). Sauron non poteva, ovviamente, essere un ateo sincero. Nonostante fosse uno degli spiriti minori creati prima del mondo, egli conosceva Eru, nella misura a lui possibile. Probabilmente ingannò se stesso con l'idea che avendo i Valar (compreso Melkor) fallito, Eru avesse semplicemente abbandonato Eä, o, in ogni caso, Arda, e non se ne sarebbe più preoccupato. Sembrerebbe che egli abbia interpretato il cambiamento del mondo alla Caduta di Númenor, quando Aman fu rimossa dal mondo fisico, in questo senso: i Valar (e gli Elfi) persero il controllo effettivo, e gli Uomini erano sotto la maledizione e la rabbia di Dio. Se pensava agli Istari, specialmente Saruman e Gandalf, li immaginava come emissari dei Valar che cercavano di ricostruire il loro perduto potere e di colonizzare la Terra di Mezzo, il semplice tentativo di imperialisti sconfitti (senza che Eru sapesse o approvasse). Il suo cinismo, che (sinceramente) riteneva che le motivazioni di Manwë fossero identiche alle sue, era pienamente giustificato da Saruman. Gandalf egli non riusciva a capirlo. Ma sicuramente era già diventato malvagio, e perciò stupido, a sufficienza da immaginare che il suo differente comportamento fosse dovuto semplcemente ad un'intelligenza inferiore e dalla mancanza di uno scopo solido e imperativo. Era solo poco più furbo di Radagast più furbo perché era più profittevole (in quanto generava più potere) dedicarsi allo studio delle persone piuttosto che degli animali.

Sauron non era un ateo sincero, ma predicava l'ateismo perché indeboliva la resistenza a lui (e aveva smesso di temere l'azione di Dio su Arda). Così come fu visto nel caso di Ar-Pharazôn. Ma in quel caso si vide l'effetto di Melkor su Sauron: egli parlò di Melkor nei termini che Melkor avrebbe usato: come di un dio o addirittura di Dio. Questo potrebbe essere il residuo di uno stato che era, in un certo senso, un ombra del bene: la capacità, una volta presente in Sauron, di ammirare, come minimo, o ammettere la superiorità di un essere diverso da se stesso. Melkor e, ancora di più Sauron stesso più tardi, trassero entrambi profitto da questa ombra di bene e dai servigi dei fedeli. Me è dubbio che anche solo quest'ombra di bene fosse ancora attiva in Sauron a quel tempo. La sua astuta motivazione può essere meglio espressa così. Per svezzare un timorato di Dio dalla sua alleanza, è preferibile offrire un altro oggetto di alleanza invisibile e un’altra speranza di vantaggi; proporgli un Signore che approvi quello che lui desidera e non che lo proibisca. Sauron, che è apparentemente un pretendente sconfitto per il potere sul mondo, addirittura adesso un ostaggio, difficilmente può proporre se stesso, ma essendo stato in precedenza un servitore ed un discepolo di Melkor, l'adorazione di Melkor lo eleverà dallo stato di ostaggio a quello di alto sacerdote. Ma nonostante il reale fine di Sauron sia la distruzione dei Númenoreani, c'era una specifica questione nella vendetta su ArPharazôn, l'umiliazione. Sauron (diversamente da Morgoth), sarebbe stato soddisfatto se i Númenoreani fossero esistiti, in quanto soggetti a lui, e infatti utilizzò molti di loro che aveva ridotto all’obbedienza.

 

(ii)

Nessuno, nemmeno uno dei Valar, può leggere la mente di una uguale creatura’: [Tutte le menti/spiriti razionali derivanti da Eru sono uguali per ordine e stato anche se non necessariamente coevi o di potere originario uguale.] nessuno, cioè, può vederla o comprenderla interamente e direttamente con un semplice esame. Può dedurre molto dei suoi pensieri, da un generale confronto che porta a delle conclusioni riguardanti la natura e tendenze della mente e i pensieri, e da una specifica conoscenza dei singoli individui e di circostanze particolari. Ma questo non è lettura o esame della mente più di quanto possa esserci una deduzione del contenuto di una stanza chiusa o di eventi avvenuti fuori vista. E nemmeno il cosiddetto trasferimento dei pensieri è un processo di lettura della mente: non è altro che il recepimento, un’interpretazione da parte della mente ricevente, dell'impatto di un pensiero, o di uno schema di pensiero, emanato da un’altra mente, che non rappresenta la mente stessa completa più quanto la lontana vista di un uomo in corsa rappresenti l'uomo stesso. Le menti possono mostrarsi o rivelarsi ad altre menti attraverso le azioni delle loro volontà (anche se è dubbio che una mente, anche se lo fa consapevolmente e di propria volontà, possa davvero rivelarsi interamente ad un'altra). Costituisce perciò una tentazione per le menti di maggior potere tentare di governare e limitare la volontà di altre e più deboli menti, allo scopo di indurle o obbligarle a rivelarsi. Ma forzare una simile rivelazione o indurla attraverso le menzogne e gli inganni, anche per un supposto buon fine (comprendente il bene della persona persuasa o dominata) è assolutamente proibito. Farlo è un crimine, e il bene nell'obiettivo di chi commette questo crimine viene rapidamente corrotto.

Molto, così, poteva avvenire alle spalle di Manwë: infatti, l'essenza più intima delle altre menti, grandi e piccole, gli era nascosta. E per quanto riguarda il Nemico, Melkor in particolare, egli non poteva penetrare i suoi pensieri e fini attraverso una vista mentale a distanza, dal momento che Melkor manteneva una forte e decisa volontà di nascondere la sua mente: il che, espresso nel mondo fisico, prese la forma dell'oscurità e delle ombre che lo circondavano. Ma, ovviamente, Manwë poteva utilizzare, e infatti utilizzò, la sua grande conoscenza, la sua vasta esperienza delle cose e delle persone, i suoi ricordi della Musica, e la sua lungimiranza, e le notizie dei suoi messaggeri.

Egli, come Melkor, non fu praticamente mai visto o sentito al di fuori o lontano dalle sue sale e dalla sua residenza permanente. Perché? Per nessuna ragione profonda. Il Governo è sempre a Whitehall. Re Artù è generalmente a Camelot o Caerleon e le notizie e le avventure vanno là o là nascono. L'Antico Re non sarà ovviamente sconfitto o distrutto almeno fino ad un qualche Ragnarok finale, che è ancora nel futuro persino per noi, perciò non può avere alcuna reale avventura. Ma se lo lasci a casa, la questione di qualsiasi evento in particolare (dal momento che non può avere come risultato uno scacco matto definitivo) può restare in uno stato di suspence letteraria. Persino nella guerra finale contro Morgoth è Fionwë figlio di Manwë a guidare il potere dei Valar. Quando Manwë andrà via, allora sarà l'ultima battaglia, e la fine del Mondo (o di Arda Corrotta), come direbbero gli Antichi.

[il fatto che Morgoth stia a casa ha, come sopra descritto, una ragione diversa: la sua paura di essere ucciso o anche solo ferito (il motivo letterario non è presente, perché dal momento che è in competizione con il Re Antico, la ragione delle sue imprese è sempre in dubbio)]

 

Melkor si incarnò (come Morgoth) in modo permanente. Lo fece per avere il controllo del hroa, la carne o materia fisica di Arda. Cercò di identificarsi con essa. Una procedura più vasta e più rischiosa, anche se di natura simile alle azioni di Sauron con gli Anelli. Così, al di fuori del Reame Benedetto, tutta la materia poteva avere un ‘ingrediente Melkor, e quelli che avevano un corpo, nutrito con il hroa di Arda, avevano, in sé una tendenza, piccola o grande, verso Melkor: non c'era nessuno di essi che, nella sua forma incarnata, fosse completamente libero da lui, e i loro corpi avevano un effetto sugli spiriti.

Ma in questo modo, Morgoth perse (o scambiò, o trasformò) la maggior parte dei suoi originari poteri angelici, mentali e spirituali, guadagnando, nel contempo, un enorme presa sul mondo fisico. Per questa ragione doveva essere combattuto prevalentemente con la forza fisica e un’enorme rovina materiale era una possibile conseguenza di qualsiasi combattimento diretto contro di lui, che fosse vittorioso o meno. Questa è la principale motivazione della riluttanza dei Valar ad arrivare ad un’aperta battaglia contro Morgoth. Il compito ed il problema di Manwë era molto più complesso di quello di Gandalf. Il potere, relativamente più piccolo, di Sauron, era concentrato; l’enorme potere di Morgoth era disseminato. L'intera Terra di Mezzo era l'Anello di Morgoth, anche se la sua attenzione era temporaneamente concentrata sul Nord-Ovest.

A meno di un rapido successo, la Guerra contro di lui poteva benissimo finire per ridurre tutta la Terra di Mezzo nel caos, o persino tutta Arda. E' facile dire: “Governare Arda era il compito e la funzione del Re Antico e rendere possibile per i Figli di Eru una vita senza molestie. Ma questo era il dilemma dei Valar: Arda poteva essere liberata solo attraverso una battaglia fisica; ma un possibile risultato di una tale battaglia era l'irrecuperabile rovina di Arda. Inoltre, l'estirpazione finale di Sauron (in quanto potenza che guida il male) era raggiungibile con la distruzione dell'Anello. Una simile estirpazione non era possibile con Morgoth, perché avrebbe richiesto la totale disintegrazione della materia di Arda. Il potere di Sauron non era (ad esempio) nell'oro in quanto tale, ma in una particolare configurazione o forma fatta con una specifica porzione di oro. Il potere di Morgoth era disseminato nell'Oro, e anche non essendo assoluto in nessuna parte (perché egli non aveva creato l'Oro), in nessuna parte era assente. (Questo elemento-Morgoth nella materia, infatti, era il prerequisito per la magia e altre malvagità che Sauron realizzò con essa e su di essa).

E’ decisamente possibile, naturalmente, che alcuni elementi o condizioni della materia avessero attirato le speciali attenzioni di Morgoth (specialmente, a parte nel remoto passato, per motivi dettati dai suoi piani). Per esempio, tutto l'oro (nella Terra di Mezzo) sembra avere una particolare tendenza al male ma non l'argento. L'acqua viene rappresentata come quasi interamente libera da Morgoth. (Questo, ovviamente, non significa che un qualsiasi mare, corso d'acqua, fiume, pozzo, o persino contenitore d'acqua non potesse essere avvelenato o contaminato come è possibile per tutte le cose).

 

(iii)

I Valar svaniscono e diventano maggiormente impotenti, esattamente nella misura in cui la forma e la costituzione delle cose diviene più definita e definitiva. Più lungo è il Passato più è vicino alla definizione il Futuro e minore è lo spazio per cambiamenti significativi (azioni non impastoiate, che non abbiano propositi distruttivi). Il Passato, una volta ‘realizzato’, è diventato parte della Musica in essere. Solo Eru può alterare la Musica. L'ultima grande impresa di tale natura demiurgica realizzata dai Valar fu l'innalzamento a grande quota della catena dei Pelori. Questa può essere vista, se non come una cattiva azione, almeno come una sbagliata. Ulmo la disapprovava . Essa aveva un obiettivo buono e legittimo: la conservazione di almeno una parte di Arda incorrotta. Ma pareva avere anche un motivo egoistico o negligente (o dettato dalla disperazione); perché il tentativo di mantenere incorrotti gli Elfi là si era rivelato un fallimento se essi dovevano essere lasciati liberi: molti avevano rifiutato di andare nel Reame Benedetto, molti si erano ribellati e l'avevano lasciato. Mentre, per quanto riguarda gli Uomini, Manwë e tutti i Valar sapevano benissimo che non potevano del tutto andare ad Aman; e la longevità dei Valar e degli Eldar (pari alla vita di Arda) era espressamente proibita agli Uomini. Così l'Occultamento di Valinor quasi oppose alla possessività di Morgoth un rivale possessività, creando un dominio privato di luce e benedizione contro quello di oscurità e dominazione: un palazzo e un giardino dei piaceri (ben recintato) contro una fortezza e una prigione sotterranea .

Questa apparente pigrizia egoistica dei Valar nella mitologia così descritta è (anche se non l'ho spiegato o commentato), penso, solo un'apparenza, e una che noi siamo portati ad accettare come verità, perché siamo tutti in qualche misura colpiti dall'ombra e dalle bugie del loro Nemico, il Calunniatore. Deve essere ricordato che la mitologia è rappresentata come derivata attraverso due fasi di estrazione da una registrazione veritiera: è basata inizialmente sulle registrazioni e sulle tradizioni Elfiche a proposito dei Valar e delle loro relazioni con essi; e queste ci hanno raggiunto (in modo frammentario) solo attraverso i resti delle tradizioni Númenóreane (umane), derivate dagli Eldar per le parti più antiche, ma integrate, per le parti più recenti, da storie e racconti antropocentrici. Queste, è vero, ci sono giunte attraverso i Fedeli e i loro discendenti nella Terra di Mezzo, ma non potevano completamente sfuggire all'oscuramento dell'immagine dovuta all'ostilità dei Númenóreani che si erano ribellati ai Valar.

Anche così, e sulla base delle storie così riportate, è possibile vedere la questione in un altro modo. La chiusura di Valinor ai Noldor ribelli (che la abbandonarono volontariamente e dopo essere stati avvertiti) era di per sé giusta. Ma, se osiamo tentare di entrare nella mente del Re Antico, assegnando motivazioni e trovando errori, ci sono cose che dobbiamo ricordare prima di esprimere un giudizio. Manwë era lo spirito della più grande saggezza e prudenza di Arda. E' rappresentato come colui che ha la maggior conoscenza della Musica, in complesso, posseduta da una singola mente limitata; e solo lui di tutte le persone o menti del tempo è rappresentato come possessore del potere di ricorso diretto ad Eru e di comunicazione con Lui. Deve aver afferrato con grande chiarezza ciò che noi possiamo percepire solo debolmente: che la modalità essenziale del processo storico di Arda fosse il costante risorgere del male e che, da questo, dovesse costantemente nascere un nuovo bene. Un aspetto particolare di questo è lo strano modo in cui le malvagità del Distruttore, o dei suoi eredi, vengono trasformate in armi contro il male. Se consideriamo la situazione dopo la fuga di Morgoth e la rifondazione della sua dimora nella Terra di Mezzo, possiamo vedere che gli eroici Noldor erano la miglior arma possibile con la quale mettere Morgoth con le spalle al muro, virtualmente assediato e, in ogni caso, totalmente impegnato al margine settentrionale della Terra di Mezzo, senza provocare in lui una frenesia di distruzione nichilistica. E nel frattempo gli Uomini, o i migliori elementi dell'Umanità, liberatisi dalle sue ombre, vennero in contatto con persone che avevano veramente visto e vissuto il Reame Benedetto. Nella loro collaborazione con gli Eldar in guerra, gli Uomini furono elevati alla loro massima statura possibile, e attraverso i due matrimoni fu realizzato il trasferimento a loro, o l'introduzione nella Stirpe degli Uomini delle più nobili tendenze degli Elfi, in preparazione per i giorni ancora distanti ma in ineluttabile avvicinamento, in cui gli Elfi sarebbero svaniti.

L'ultimo intervento fisico dei Valar, terminato con la caduta dei Thangorodrim, può dunque essere considerato per niente riluttante e nemmeno ritardato senza ragione, ma eseguito nel momento più giusto. L'intervento avvenne prima della totale distruzione degli Eldar e degli Edain. Morgoth, nonostante avesse localmente trionfato, aveva trascurato, durante la guerra, la maggior parte della Terra di Mezzo; e da questo era stato, di fatto, indebolito: nel potere e nel prestigio (aveva perso e non era riuscito a recuperare uno dei Silmaril), e, soprattutto, nella mente. Si era fatto assorbire dalla regalità, e nonstante fosse un tiranno dal potere mostruoso e di dimensioni orchesche, questo costituiva una grande caduta rispetto alla precedente malvagità dell'odio e al suo terribile nichilismo. Si era abbassato ad apprezzare il fatto di essere un re-tiranno con schiavi conquistati e grandi eserciti obbedienti.

La guerra fu un successo e la rovina fu limitata alla piccola (anche se meravigliosa) regione del Beleriand. Morgoth fu così effettivamente reso prigioniero della sua forma fisica e in quella forma portato come un comune criminale ad Aman e consegnato al suo giudice e carnefice - Námo Mandos.Fu giudicato, e, alla fine, portato fuori dal Reame Benedetto e giustiziato: cioè ucciso come uno degli Incarnati. Fu dunque chiarito (anche se doveva essere stato preventivamente compreso da Manwë e Námo) che, anche se egli aveva disseminato il suo potere (e la sua volontà malvagia, possessiva e ribelle) ovunque nella materia di Arda, ne aveva perso il controllo diretto e tutto ciò che egli, con i residui supersiti della sua essenza completa, conservava come se stesso e sotto il suo controllo non era altro che lo spirito terribilmente contratto e ridotto che dimorava nel suo auto-imposto (ma non amato) corpo. Quando quel corpo fu distrutto egli divenne debole e completamente ‘senza casa’, e, in quel tempo, in perdita e privo di ancora’. Leggiamo che a quel punto fu gettato nel Vuoto. Questo significa che fu posto al di fuori del Tempo e dello Spazio, del tutto al di fuori di Eä; ma se fosse così, questo comporterebbe un intervento diretto di Eru (con o senza l'implorazione dei Valar). Può tuttavia essere un riferimento impreciso all'espulsione o alla fuga del suo spirito da Arda.

In ogni caso, avendo cercato di assorbire o, piuttosto di infiltrare se stesso nella materia, ciò che rimase infine di lui non era più abbastanza potente da rivestirsi. (Sarebbe adesso rimasto ossessionato dal desiderio di farlo: non c'era pentimento, ne' possibiltà di esso: Melkor aveva abbandonato per sempre tutte le ambizioni spirituali, ed esisteva quasi unicamente come desiderio di possedere e dominare la materia, Arda in particolare). Almeno non poteva ancora rivestirsi. Non dobbiamo supporre che Manwë facesse credere a se stesso che quella fosse stata una guerra che mettesse fine alle guerre, o persino che mettesse fine a Melkor. Melkor non era Sauron. Noi lo difiniamo indebolito, contratto, ridotto; ma questo a paragone con i grandi Valar. Egli era stato un essere di immensa potenza e vita. Gli Elfi credettero e insegnarono che i fear o gli spiriti possono vivere di vita propria (indipendentemente dal corpo), anche se possono essere feriti e guariti, essere ridotti e rinnovati. Ci si può perciò aspettare che il residuto dello spirito oscuro di Melkor, alla fine e dopo lunghe ere, si rinnovi nuovamente, persino (come qualcuno credeva) che recuperi alcuni dei suoi poteri precedentemente dissipati. Potrebbe farlo (anche se Sauron non poteva) a causa della sua relativa grandezza. Non si pentì, non abbandonò finalmente la sua ossessione, ma mantenne i resti della sua saggezza, cosicchè potè ancora perseguire indirettamente i suoi obiettivi, e non solo ciecamente. Avrebbe ripostato, cercato di guarirsi, si sarebbe distratto con altri pensieri e desideri e congegni – ma semplicemente allo scopo di recuperare sufficiente forza per tornare ad attaccare i Valar e alle sue vecchie ossessioni. Nella sua ricrescita sarebbe diventato, come già era stato, un’ombra oscura, che nasceva ai confini di Arda e la bramava.

Tuttavia, la caduta dei Thangorodrim e l'espulsione di Melkor furono la fine di Morgoth come tale per tutta quell'era (e per molte ere successive). Fu anche, in un certo senso, la fine della principale funzione e compito di Manwë come Re Antico, fino alla Fine. Egli era stato l'Avversario del Nemico.

E' ragionevole supporre che Manwë sapesse che entro breve (per come egli vedeva il tempo) sarebbe dovuto iniziare il Dominio degli Uomini, e che la costruzione della storia dovessere essere a loro demandata: erano stati fatti speciali accordi per la loro lotta contro il Male! Manwë, ovviamente, sapeva di Sauron. Aveva ordinato a Sauron di presentarsi a lui per il giudizio, ma aveva lasciato spazio per il pentimento e la riabilitazione definitiva. Sauron aveva rifiutato ed era fuggito a nascondersi. Comunque, Sauron era un problema con cui gli Uomini avrebbero dovuto , alla fine, confrontarsi: la prima delle molte concentrazioni del Male in specifici punti di potere che avrebbero dovuto combattere, mentre era anche l'ultima di esse in una forma mitologica personificata (ma non umana).

Può essere notato che la prima sconfitta di Sauron gli fu causata dai soli Númenóreani (anche se Sauron non fu di fatto cacciato personalmente: la sua prigionia fu volontaria, e fu un trucco). Nella prima sconfitta e disincarnazione di Sauron nella Terra di Mezzo (tralasciando la questione di Lúthien)

L'ultima grande impresa di tale natura demiurgica realizzata dai Valar

 

L'ultima grande impresa di tale natura dei Valar fu l'innalzamento dei Pelori ma non fu un'azione positiva: si avvicinava al contrapporsi a Morgoth con i suoi stessi metodi - a parte l'elemento di egoismo nel suo obiettivo di mantenere Aman come una regione beata in cui vivere.

I Valar erano come architetti che lavorassero con un piano passato dal Governo. Divennero sempre meno importanti (strutturalmente!) man mano che il piano si avvicinava al completamento. Anche nella Prima Età li vediamo dopo innumerevoli anni di lavoro vicini alla fine del loro periodo di lavoro non della saggezza e del consiglio. (Più diventavano saggi, meno potere avevano di fare qualsiasi cosa eccetto per i consigli).

Allo stesso modo gli Elfi svanirono, avendo introdotto l'arte e la scienza . Anche gli Uomini svaniranno, se questo si dimostrerà ancora il piano secondo cui le cose devono andare, quando avranno completato la loro funzione. Ma persino gli Elfi avevano la teoria che non sarebbe andata così: che la fine degli Uomini sarebbe stata in qualche modo legata alla fine della storia, o, come loro la chiamavano Arda Corrotta (Arda Sahta) e al compimento di Arda Guarita (Arda Envinyanta) .

(Non sembrano aver detto chiaramente o precisamente come avrebbero potuto! Se Arda Envinyanta sarebbe stata uno stato permanente, che potesse, perciò, essere goduto solo al di fuori del Tempo: la contemplazione del Racconto in un insieme raccolto; oppure uno stato di beatitudine incorrotta all'interno del Tempo e in un luogo che fosse in qualche senso un discendente lineare e storico del nostro mondo o Arda Corrotta. Sembra che abbiano spesso inteso entrambi. Arda Incorrotta non esistì in realtà, ma rimase nel pensiero Arda senza Melkor, o, piuttosto, senza le conseguenze del suo diventare malvagio; ma è l'origine da cui derivano tutte le idee di ordine e perfezione. Arda Guarita è così sia il completamento del Racconto di Arda che ha raccolto tutte le azioni di Melkor, ma deve essere buona, in accordo con le promesse di Ilúvatar; sia uno stato di riparazione e benedizione oltre i ‘circoli del mondo)

 

Il Male si riproduce per scissione. Ma è, in se stesso, sterile. Melkor non poteva procreare o avere una sposa (anche se cercò di violentare Arien, lo fece per distruggerla e insozzarla, non per generare un progenie ardente). Dalle discordie della Musica cioè non direttamente da uno dei due temi , quello di Eru e quello di Melkor, ma dalla loro reciproca dissonanza nacquero le cose malvagie su Arda, che non discendevano da alcun progetto diretto o visione di Melkor: esse non erano sue figlie; e perciò, siccome tutto il male odia, odiavano anche lui. La progenitura delle cose fu corrotta. Da qui gli Orchi? Una parte dell'idea Elfo-Uomo andata male.Tuttavia, per quanto riguarda gli Orchi, gli Eldar credevano che Morgoth li avesse effettivamente generati catturando Uomini (e Elfi) all'inizio e portando all’estremo tutte le tendenze corrotte che avevano.

 

Nonostante il suo stato incompleto (che sia dovuto allo smarrimento della conclusione della versione completamente sviluppata o al suo abbandono, vedere nota 6) questo è il resoconto più comprensivo che mio padre scrisse su come, nei suoi anni più tardi, fosse giunto ad interpretare la natura del Male nella sua mitologia; da nessun altra parte egli scrive una simile esposizione della natura di Morgoth, del suo declino, e della sua corruzione di Arda, ne delinea la distinzione fra Morgoth e Sauron: l'intera Terra di Mezzo era l'Anello di Morgoth.

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Quel testo è una traduzione di un piccolo brano di un libro postumo di Tolkien Morgoth's Ring volume 10 della seria La Storia della Terra di Mezzo edito dal figlio di Tolkien, Christopher, e mai pubblicato in Italia.
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  • 1 month later...
  • 1 month later...

Io!

Come non si può amare Tolkien <img alt=" />

Il mio nick è ovviamente preso da una delle sue opere, Il Silmarillion, era l'antenata di Isildur e Anarion.

 

@Gil Galad-Mi fa piacere vedere che c'è un esperto tolkeniano, è un piacere!

Una domanda, ma l'hai tradotto tu il brano di Morgoth's ring?

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Io!

Come non si può amare Tolkien <img alt=" />

Il mio nick è ovviamente preso da una delle sue opere Il Silmarillion, era l'antenata di Isildur e Anarion.

 

@Gil Galad-Mi fa piacere vedere che c'è un esperto tolkeniano, è un piacere!

Una domanda, ma l'hai tradotto tu il brano di Morgoth's ring?

 

 

Alcune parti sì, per altri brani devo ringraziare un po' di gente di varie comunità tra i quali anche alcuni utenti della Barriera che non finirò mai di ringraziare. Cmq il materiale è talmente immenso che sono sempre alla ricerca di aiuto per tradurre i testi più interessanti della History. Se Silmarien ti interessa posso darti qualcosa da tradurre. <img alt=" />

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Scusate il doppio post, ma ho appena visto questo

 

http://www.festivalintheshire.com/

 

Spero di andarci

 

AAAAggggh!....non riesco ad esserci neppure pagando col sangue! <img alt=" /><img alt=" />

Filma tutto e riporta amplissim documentazione.

 

Ho visto i dettagli, accidenti la cosa più bella (la conferenza) costa un botto di soldi ;)

Che dramma <img alt=" />

Se ci vado mi toccherà saltare la parte più interessante ;)

Cmq, ho visto che cercano volontari <img alt=" />

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Un' immagine così appassionati Tolkieniani non vi fa sognare!! WHITE SHIPS FROM VALINOR DI TED NASMITH <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

 

 

http://www.tednasmith.com/silmarillion/TN-White_Ships.jpg

 

Ted Nasmith ha fatto immagini una più bella dell'altra a parere mio! <img alt=" />

Concordo con te fanno proprio sognare..la mia stanza ne è piena

Una delle mie preferite è quella che raffigura le navi dei Teleri guidate dai cigni

 

http://www.tednasmith.com/silmarillion/TN-...wn_by_Swans.jpg

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