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J. R. R. TOLKIEN


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Riferimenti precisi non me ne vengono in mente però un discorso simile forse non è del tutto campato in aria, potrebbe anche inquadrarsi nell'ottica Noldor, che hanno trascorsi "burrascosi" proprio legati al temperamento (d'altronde il ragionamento per cui lasciano Arda non è molto diverso). Non credo per Sindar e Silvani che alla fine sono meno orgogliosi.
Forse il sommo [mention=61963]Menevyn[/mention] è più ferrato sull'argomento.
Erano proprio i Noldor infatti
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11 hours fa, Balinor dice:

Oltre a ciò probabilmente si può aggiungere anche la scelta di alcuni di loro che rimangono per contrastare Sauron?

 

Non credo, nel senso che dopo la sconfitta di Morgoth Sauron rimase inattivo e nascosto per più di un millennio, e in seguito più che sugli Elfi (molti dei quali, come Elrond e Gil-galad, non si fidavano di lui) Sauron si concentrò di più su Uomini e Nani, avendo capito che gli Elfi erano troppo potenti per essere ingannati e sottomessi. Fu riconosciuto come uno dei seguaci di Morgoth e quindi affrontato dopo la creazione dell'Unico, quando gli Elfi capirono che gli Anelli che avevano ricevuto da lui servivano a renderli suoi schiavi. Alla fine Sauron iniziò ad odiare particolarmente gli Uomini, soprattutto i Dunedain di Numenor (e di loro aveva paura) che lo avevano sconfitto ed imprigionato, la Caduta di Numenor si può definire il capolavoro di Sauron, anche se gli costò parecchio, in termini di potere, visto che durante l'Akallabeth Sauron perse il suo corpo fisico e gran parte dei suoi poteri, e si salvò solo grazie al legame con l'Anello.

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  Non credo, nel senso che dopo la sconfitta di Morgoth Sauron rimase inattivo e nascosto per più di un millennio, e in seguito più che sugli Elfi (molti dei quali, come Elrond e Gil-galad, non si fidavano di lui) Sauron si concentrò di più su Uomini e Nani, avendo capito che gli Elfi erano troppo potenti per essere ingannati e sottomessi. Fu riconosciuto come uno dei seguaci di Morgoth e quindi affrontato dopo la creazione dell'Unico, quando gli Elfi capirono che gli Anelli che avevano ricevuto da lui servivano a renderli suoi schiavi. Alla fine Sauron iniziò ad odiare particolarmente gli Uomini, soprattutto i Dunedain di Numenor (e di loro aveva paura) che lo avevano sconfitto ed imprigionato, la Caduta di Numenor si può definire il capolavoro di Sauron, anche se gli costò parecchio, in termini di potere, visto che durante l'Akallabeth Sauron perse il suo corpo fisico e gran parte dei suoi poteri, e si salvò solo grazie al legame con l'Anello.         

 

Mi riferisco ai Noldor dopo che l'anello non viene definitivamente distrutto da Isildur. So che sto facendo salti di migliaia di anni ma era per elencare tante cause che li trattengono nella terra di mezzo nel corso delle ere oltre quello detti da te e [mention=1870]Lyra Stark[/mention] quello che ho trovato nella lettera.          

 

PS non riesco a taggare Lyra Stark, mi rimanda ad una utente "Lyra" anche quando la seleziono

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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12 hours fa, Balinor dice:

Erano proprio i Noldor infatti emoji6.png

Ah ecco molto interessante il passo che hai citato. Conferma proprio quello che ho sempre ritenuto come il peccato di ubris dei Noldor i quali si fanno ossessionare dall'idea di tornare nella Terra di Mezzo perché lí possono eccellere ed emanciparsi rispetto ai Valar. Nel brano che hai postato si ribadisce in pratica lo stesso concetto "non se ne vogliono andare perché restando potrebbero essere superiori alle altre razze", tornando ad Aman non solo diverrebbero "ordinari" ma in più dovrebbero pure fare i conti col loro orgoglio e ringraziare i Valar per la loro benevolenza, dopo averli sputazzati ere primaed essere stati banditi per i loro ehm crimini :unsure:

In pratica ritornare all'Ovest significa pure ingollare un bel rospone e ammettere di aver fatto una gran cavolata.

Se vogliamo la stessa Galadriel fa capire la situazione quando dice a Frodo che andrà all'Ovest, perderá i poteri ma rimarrá Galadriel.

 

Riguardo un eventuale senso di responsabilità rispetto al combattere Sauron so che fa brutto dirlo ma non ho mai percepito una generosità così forte da parte degli Elfi. Non sono cattivi ma tendenzialmente pensano ai fatti loro. E penso che dopo la guerra dell'Anello anche chi credeva negli Uomini come Elrond sia rimasto profondamente deluso. In effetti loro sembrano non nutrire grandi speranze di salvezza e si limitano a contrastare il nemico nelle loro vicinanze, organizzando al contempo l'ultimo grande esodo. A inizi ISDA la situazione è molto precaria, certo con la missione di Frodo sembra tornare un po' di speranza, ma a ben vedere sono gli Uomini i grandi artefici della vittoria e molto si deve alla tenacia e alla fiducia di Gandalf. 

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%d/%m/%Y %i:%s, Lyra Stark dice:

Riguardo un eventuale senso di responsabilità rispetto al combattere Sauron so che fa brutto dirlo ma non ho mai percepito una generosità così forte da parte degli Elfi. Non sono cattivi ma tendenzialmente pensano ai fatti loro. E penso che dopo la guerra dell'Anello anche chi credeva negli Uomini come Elrond sia rimasto profondamente deluso. In effetti loro sembrano non nutrire grandi speranze di salvezza e si limitano a contrastare il nemico nelle loro vicinanze, organizzando al contempo l'ultimo grande esodo. A inizi ISDA la situazione è molto precaria, certo con la missione di Frodo sembra tornare un po' di speranza, ma a ben vedere sono gli Uomini i grandi artefici della vittoria e molto si deve alla tenacia e alla fiducia di Gandalf.

 

Tutto vero. Non a caso intorno agli Elfi si respira sempre un'aria "decadente", o almeno così l'ho percepita leggendo Il Silmarillion e LOTR: sono incredibilmente colti, intelligenti e forti, ma si avverte fin da quando Morgoth diventa più forte che la loro civiltà è destinata al declino. E inoltre non sono del tutto fuori dalle emozioni che imputano agli Uomini: magari non subiscono il fascino del Male, ma sono molto orgogliosi e questo li ha esposti a tanti problemi (vedi Fëanor e figli).

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Infatti. Anche loro hanno le loro belle contraddizioni. 

Per la decadenza mi piace molto una descrizione che ne dà Tolkien e che suona più o meno "sono intrisi di tristezza dalla quale traggono la loro bellezza".

(io direi quasi tragicitá alla luce dei fatti del Silmarillion)

E la tristezza è principalmente dovuta proprio alla comprensione che hanno fatto il loro tempo, che per loro nella Terra di Mezzo non c'è più speranza ma il loro destino sarà imbarbarirsi (da un punto di vista culturale) e svanire, ed è giunto il momento di lasciare il passo alle razze più giovani. 

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Ah ecco molto interessante il passo che hai citato. Conferma proprio quello che ho sempre ritenuto come il peccato di ubris dei Noldor i quali si fanno ossessionare dall'idea di tornare nella Terra di Mezzo perché lí possono eccellere ed emanciparsi rispetto ai Valar. Nel brano che hai postato si ribadisce in pratica lo stesso concetto "non se ne vogliono andare perché restando potrebbero essere superiori alle altre razze", tornando ad Aman non solo diverrebbero "ordinari" ma in più dovrebbero pure fare i conti col loro orgoglio e ringraziare i Valar per la loro benevolenza, dopo averli sputazzati ere primaed essere stati banditi per i loro ehm crimini :unsure:
In pratica ritornare all'Ovest significa pure ingollare un bel rospone e ammettere di aver fatto una gran cavolata.
Se vogliamo la stessa Galadriel fa capire la situazione quando dice a Frodo che andrà all'Ovest, perderá i poteri ma rimarrá Galadriel.
 
Riguardo un eventuale senso di responsabilità rispetto al combattere Sauron so che fa brutto dirlo ma non ho mai percepito una generosità così forte da parte degli Elfi. Non sono cattivi ma tendenzialmente pensano ai fatti loro. E penso che dopo la guerra dell'Anello anche chi credeva negli Uomini come Elrond sia rimasto profondamente deluso. In effetti loro sembrano non nutrire grandi speranze di salvezza e si limitano a contrastare il nemico nelle loro vicinanze, organizzando al contempo l'ultimo grande esodo. A inizi ISDA la situazione è molto precaria, certo con la missione di Frodo sembra tornare un po' di speranza, ma a ben vedere sono gli Uomini i grandi artefici della vittoria e molto si deve alla tenacia e alla fiducia di Gandalf. 
Io ho solo adesso cominciato a leggere qualcosa oltre isda e lo Hobbit, che avevo letto parecchio tempo fa. Quindi gli eventi del Silmarillion che sto leggendo sono ancora incompleti (sto ancora alla creazione di luna e sole), pertanto la stessa domanda che ho fatto inizialmente era decisamente prematura per ciò che ho letto finora se non per il discorso inverso di cui parli, cioè l'emancipazione di Fëanor e della sua gente.
In quella famosa lettera JRR fa un discorso generale che immagino avesse maturato molto prima.
I peccati dei Noldor sono talmente gravi (intuisco che ne seguiranno) che nelle ere che seguono c'è senso di rassegnazione per ciò che fu causato tanto tempo prima, per alcuni invece è voglia di primeggiare nella terra di mezzo proprio come Fëanor? Riguardo a questo non ho piena consapevolezza del punto di vista di Elrond in tutto questo discorso (non si fida degli uomini, ma organizza il viaggio dove comunque deve fare ammenda in quanto massimo esponente dei Noldor, non intende più coinvolgere la sua gente in guerre) intuibile invece Galadriel come dici.
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:unsure: prima mi sa che è meglio se procedi con la lettura perché non vorrei spoilerarti oltre! 

Per quanto riguarda Elrond c'è anche da dire che secondo me è un elfo sui generis perché di fatto molto più vicino agli Umani anche solo per natali rispetto a tutti gli altri.

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:unsure: prima mi sa che è meglio se procedi con la lettura perché non vorrei spoilerarti oltre! 
Per quanto riguarda Elrond c'è anche da dire che secondo me è un elfo sui generis perché di fatto molto più vicino agli Umani anche solo per natali rispetto a tutti gli altri.
Allora ne riparleremo più avanti
Grazie per il confronto
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  • 3 weeks later...

Una domanda ragazzi.
Ma Gil Galad o Ereinion di chi è figlio? Di Orodreth o di Fingon?

Sul libro dice che è figlio di Fingon, cercando su vari siti anche ben conosciuti invece di Orodreth senza però specificare altro mentre sul libro c'è proprio questa parte in cui non possono esserci dubbi.d59968d3eab1d3233f57586c4a73079b.jpg

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C'è un pò di incertezza dovuta al fatto che Tolkien cambiò idea almeno due volte sulla paternità di Gil-Galad, e Christopher ha fatto altrettanto durante la revisione del Silmarillion. Da quello che so, la versione definitiva è che il padre di Gil-Galad è Orodreth.

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Oh @Balinor! Sei tornato! Mi stavo giusto chiedendo come procedesse la tua lettura.

Gil Galad è sempre stato un personaggio che mi ha affascinato anche se in realtà non è che venga detto tantissimo su di lui. 

Anche io però sapevo che era si il Re dei Noldor nella Terra di Mezzo (aka supermega pezzo grosso) grazie al suo retaggio ma non che fosse il figlio diretto di Fingon.

Tolkienpedia conferma quanto detto da Menevyn (Christopher si è proprio scusato poi)

https://lotr.fandom.com/it/wiki/Gil-Galad

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C'è un pò di incertezza dovuta al fatto che Tolkien cambiò idea almeno due volte sulla paternità di Gil-Galad, e Christopher ha fatto altrettanto durante la revisione del Silmarillion. Da quello che so, la versione definitiva è che il padre di Gil-Galad è Orodreth.
Da capire se più avanti nel Silmarillion c'è qualcosa che dica che Orodreth è suo padre. Per il momento ho letto solo di Fingon.
Certo sarebbe una contraddizione.
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