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826 risposte a questa discussione

#826 ***Silk***

***Silk***

    confratello

  • Utente
  • 564 messaggi
    • Time Online: 21d 14h 35m 42s

Inviato Ieri, 22:41

Sì su Summer, avremo tempo di cambiare idea nel corso della rilettura, chissà... l'augurio che abbia una sorte migluore rispetto alla serie resta...

Passo a Cat IV
Abbiamo la conferma che Bran ha visto giusto con la tempesta. Anche la nave non poteva avere nome migliore: storm dancer.
È introdotto uno dei maggiori giocatori: Cat ricorda che il soprannome con cui tutti lo chiamano, Littlefinger, gli fu dato da Edmure: le proprietà della sua famiglia si trovavano sul più piccolo dei Fingers e lui stesso era esile e basso per la sua età. Sfidò Brandon Stark a duello quando seppe che avrebbe sposato Cat. Dopo questo episodio Hoster lo mandò via. Lui le scrisse dopo la morte di Brandon, ma lei bruciò la lettera.
Non si può dire che siano nei migliori rapporti.
Cat inoltre non è stupita dalla sua ascesa, ne ricorda l'intelligenza ma solleva che al tempo peccava in saggezza.
È introdotta KL, la città fondata da Aegon il conquistatore, quando decise di unire sotto la sua guida i regni di Westeros. La costruzione della fortezza rossa fu iniziata da Aegon e completata dal figlio Maegor che uccise tutti coloro che vi avevano lavorato perché l'architettura restasse segreta. Col senno di poi, il pensiero va subito alle origini di Varys. Questo è il primo indizio che ce lo identifica come Targaryen/Blackfyre.
Quando Varys entra in scena ci viene presentato as hairless as an egg, con una veste dorata sopra una tunica di seta viola. Col senno di poi di tutta la produzione Martiniana su Planetos, ci leggo un secondo indizio: le vesti rimandano alla colorazione Targaryen, l'oro/platino dei capelli ed il viola degli occhi; l'assenza di capelli e la metafora dell'uovo al modo con cui Egg/Aegon nascondeva l'appartenenza ai Targaryen.
Varys ci viene anche presentato come non avente nessun possedimento oltre alla sua rete di spie e la conoscenza che da essa deriva. Viene chiamato Lord solo per cortesia dovuta come membro del concilio ristretto. Questo ci fa capire l'eccezionalità dell'uomo e del potere che è riuscito a raccogliere: un unicum in una società feudale come quella di Westeros. Littlefinger almeno appartiene alla piccola nobiltà.
Varys infatti oltre a sapere che Cat era arrivata a KL, sa anche perché vi si trova.
Di chi fosse la daga glielo rivela LF: era sua finché non la puntò su Jamie al torneo organizzato per il compleanno di Joffrey, Loras lo batté e la daga fu vinta da Tyrion. Varys guardava Cat mentre riceveba la notizia.

Qua vediamo Varys che usa Littlefinger per creare intorno a Cat un ambiente di fiducia. Dal dialogo sulla nave tra Vat e Ser Rodrik si capisce che i trascorsi giovanili di Cat e Petyr fossero ben noti. Per scoprire cosa la avesse portata KL, coinvolge Petyr. Petyr dal canto suo, coglie l'occasione per rivedere Cat. Non sappiamo cosa Varys gli abbia detto quando lo ha avvertito della sua presenza a KL, ma vediamo che nota subito lo stato delle mani di Cat e comprende che sia in città per un motivo grave, quindi una volta scoperta la daga, ci mette poco a prendere vantaggio della situazione, indicando Tyrion come pericolo per la sua famiglia e amplificando i sospetti già innescati dalla lettera di Lysa.
Varys lo lascia fare... in questo momento ritiene utile inimicare gli Stark e i Lannister affinché il regno non prosperi sotto i Baratheon?
Varys a cui niente o poco sfugge sa chi ha ucciso Jon Arryn?
Sa chi sia il vero proprietario della daga?
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#827 ***Silk***

***Silk***

    confratello

  • Utente
  • 564 messaggi
    • Time Online: 21d 14h 35m 42s

Inviato Ieri, 23:57

Jon III
Jon inizia il suo cammino da solo nei GdN, i suoi compagni non lo amano e lui li disprezza, per quanto siano più grandi, nessuno vale la metà del combattente che era Robb a Winterfell.
Nel capitolo è enfatizzata la freddezza della barriera che Bran aveva anticipato nella sua visione.
Jon è arrabbiato perché solo Tyrion gli ha detto francamente cosa fossero i GdN, non Ned. Ce l'ha anche con lo zio, perché come primo ranger, passa il proprio tempo col Lord comandante e Maester Aemon, mentre lui è lasciato alle angherie di Ser Alliser. Jon deve abituarsi agli usi e costumi dei GdN, decisamente meno ameni rispetto a quelli di bastardo Stark a Winterfell, che già maldigeriva.
Jon si sente completamente abbandonato dai propri cari. Quando Benjen parte oltre la barriera gli augura il peggio e subito se ne pente cercando conforto in Ghost.
Gli mancano i suoi fratelli: il piccolo Rickon, Robb, suo rivale e migliore amico, Bran sempre al seguito dei fratelli maggiori, Sansa addirittura, e soprattutto Arya, la sua simile nel fisico e nell'anima, come lui, un pesce fuor d'acqua.
Nell'interazione coi suoi compagni non è meno snob e classista di Sansa. Lo vediamo andare ai matti ogni volta che si dubita dell'onorabilità della madre.
Dopo gli insegnamenti di Tyrion riceve quelli di Donal Noye: gli scherni non sono verità e, per quanto potesse trovare tormentata la sua condizione di bastardo, è niente in confronto alle vere asperità della vita che non è amena come la raccontano nelle favole. Così come non lo è la barriera. Prima Jon lo accetta, prima riuscirà ad ambientarsi in questo luogo che ha scelto per la vita. E dal suo adattamento dipenderà la sua sopravvivenza.
Anche Tyrion gli ricorda di non farsi toccare dalle parole altrui, ma di farle proprie e usarle a proprio vantaggio.
Ciò che alla fine spinge Jon al cambiamento sembra essere la gioia derivante dalla notizia del risveglio di Bran.

Brevi considerazioni:
Jon sogna spesso sua madre, nei suoi sogni è bella, nobile, e ha gli occhi gentili. Anche i sogni di Jon sono una sorta di visione.

La barriera è più antica dei sette regni e Jon percepisce che se mai cadrà, il mondo cadrà con lei.

Grazie @Aemon: i messaggi in codice del corvo mi erano sfuggiti, la cosa ha senso.

Ser Alliser: lealista Targaryen, rifiuta ciò che la loro sconfitta ha cambiato: il regno, la sua sorte di cavaliere. Se la lega al dito quando Jon lo sfida apertamente. Come sottolinea Aemon, la cosa è quasi comica col senno di poi.
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