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JasonStark

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  1. Il senso della messa da parte di Jon secondo me non vuole essere una semplice ricerca de colpo di scena ad ogni costo, o perlomeno non lo sarà nei libri (se il finale sarà lo stesso, chiaramente). Perché vuole essere un grande marameo alle profezie e a tutto ciò che vi ruota attorno. In questo senso la morte di Melisandre calza a pennello. Vuole essere l’ennesima dimostrazione di come le volontà degli dei e il fato siano imperscrutabili. Di come tutte le pippe mentali di Rhaegar, altro personaggio quasi mitologico della storia, descritto da più parti come un santo, fossero tutte fantasie. Di come non esista nessuno predestinato, ma di come ognuno sia forgiatore del proprio destino.
  2. Perchè no? Non è forse vero che Arya non ha mai provato ad affrontare le sue paure? Non ha passato la sua vita a scappare? Non ho detto che deve riguardare gli Estranei nè le profezie, ma la questione della paura secondo me ci sta un sacco, per come la vedo io. Sulla costruzione pregressa concordo, manca in toto. Avrebbero dovuto farla. Prolungare di un po' la minaccia estranea per chiarire molti punti trattati troppo fretottolosamente già nella settima
  3. Non concordo su questo. Proprio per vincere la paura, è necessario guardarla in faccia. E Arya questo lo ha imparato a sue spese. A volte, bisogna avere il coraggio di avere paura, paradossalmente. Arya non è stata un robot invincibile, nè un Power Ranger senza paura. Si vede il terrore mentre il Night King le cinge la gola, mentre scappa dai WW, mentre si rende conto di cosa davvero ha davanti a sè. Ma Arya sa reagire, e rialzarsi. Trovo che questo sia il nocciolo di tutta la storyline di Arya. Beh, non è questione di scontato o meno, semplicemente secondo me c'è un gigantesco buco di trama che risale alla settima stagione. Il cambiamento di Jon da eroe senza macchia e gonfio di onore al Jon apparentemente senza spina dorsale è avvenuto chiaramente dopo la sua uccisione, come è giusto che fosse. Lo abbiamo capito durante la sesta stagione, quando questa mancanza è stata controbilanciata dalla maturazione del personaggio di Sansa, che ha veramente preso in mano le forze Stark e le ha portate alla vittoria (anche giocando sporco, chiamando Ditocorto senza dire niente a nessuno). Quello che manca è la settima stagione e la chiarificazione della vera indole di Jon e del suo effettivo destino. La consapevolezza che non è adatto ad essere l'eroe delle canzoni e delle filastrocche, ma un anonimo servitore del regno, come era sotto i Guardiani della Notte. Periodo in cui, nonostante tutto, era felice.
  4. Concordo perfettamente. Aggiungo che un tale strumento va usato quando c'è effettivamente bisogno di adattare le scelte politiche alle particolarità del territorio. In tal senso, l'autonomia è il migliore dei metodi, come appunto Bolzano ci insegna. Ma non vedo questo bisogno impellente per Milano a dire la verità, nè per le città vicine (magari la situazione cambia in altre parti della Lombardia). Quindi, a quale scopo? Trovo che dare l'autonomia tanto per darla e per far contento chi credeva nella Padania (leggasi Lega) sia assurdo.
  5. Ammetto di essere di parte, vivendo in Trentino Alto Adige ed essendo consapevole di come potrebbe essere interpretato questo commento. Io vivo nella quotidianità il sistema trentino, dove a causa della presenza dell'autonomia speciale la Provincia Autonoma la fa da padrone praticamente in tutto. In cima al sistema socio-economico c'è sempre la Provincia. Nel turismo, nei servizi, nel sistema imprenditoriale e bancario, la Provincia la fa da padrona. E tutto questo devo ammettere che funziona, perchè è un sistema che governa una regione tutto sommato insignificante a livello prettamente industriale e una regione che, se non avesse l'Autonomia Speciale, sarebbe considerata alla stregua del Molise (con tutto il rispetto del Molise). Ed è questo secondo me il nocciolo della questione. Attualmente le autonomie che funzionano sono tutte regioni montane, isolate e delle quali il governo centrale si occupa molto poco. Regioni che culturalmente e storicamente hanno avuto una storia differente da quella dell'Italia in sè. Un'Autonomia, in sintesi, deve essere giustificata su basi culturali (tutela delle minoranze, il motivo per cui noi e altre regioni disponiamo di questa autonomia) e su basi storiche. Ma anche per una questione pratica: ricordo che il Trentino, il Friuli e la Valle d''Aosta sono regioni che a causa della morfologia del territorio e del loro carattere frontaliero sono sempre state ai margini della storia italiana e di altre nazioni, scambiate spesso e volentieri come figurine tra una nazione e l'altra. L'accordo che fece nascere le Regioni a statuto speciale, l'accordo tra Alcide de Gasperi e il ministro degli esteri austriaco Karl Gruber si basa su questi principi. Questa nuova autonomia non trova nessun tipo di appoggio in queste motivazioni, ma sembra solo l'ennesimo modo della Lombardia e del Nord di farla da padrone sul Sud. La Lombardia, il Veneto e l'Emilia non sono regioni piccole e isolate, non hanno una storia culturalmente divisa tra due nazionalità e non sono state fatte oggetto di alcun tipo di discriminazione etnica come gli altoatesini o gli sloveni sotto il fascismo. Quali sarebbero le motivazioni di quesa nuova autonomia? E il risultato sarebbe solo far sprofondare il Sud e dividere l'Italia in regioni di Serie A e di Serie B, in italiani di Serie A e Serie B. Lo sanno tutti che Milano è il cuore economico dell'Italia, perchè lo devi separare dal resto del Paese? Dove è finito il senso di appartenenza ad una sola nazione? Siamo tutti italiani, un solo popolo. L'Italia non è attualmente pronta ad un sistema federalista, significherebbe abbandonare l'Italia da Roma in giù ai suoi problemi cronici. Non sono passati molti anni da quando la mafia voleva creare una Repubblica del Sud o comunque un federalismo per avere maggior potere. EDIT: Poi come detto anche da @Manifredde, qua la Provincia si sente moltissimo e in confronto sono molto meno sentite le questioni più nazionali. Ma è un fenomeno giustificabile con il fatto che, se non avessimo un'autonomia, probabilmente nessun governo centrale si occuperebbe seriamente di noi, come peraltro ampiamente dimostrato da millenni di storia. Non mi sembra ora che il governo non si occupi del Nord.
  6. Senza dubbio le prime stagioni sono state la rivelazione, la sorpresa, la meraviglia della scoperta, ma vogliamo parlare della lentezza della prima stagione, della noia rappresentato dal quadretto di famiglia felice degli Stark? Io a dir la verità avevo interrotto il primo libro alle prime pagine proprio per questo motivo. Poi, d'estate, lo ho ripreso e ho capito quanto mi sbagliassi, e quanto fosse, pur se poco movimentato, funzionale quel quadretto, poichè dava l'idea di qualcosa che non si sarebbe mai più ripresentato. Io mi annoiavo a morte con le liti di Sansa e Arya. Poi però ho riscoperto il loro valore, e così anche con Ned e Catelyn. Ora invece sento delle lamentele per la battaglia dei non-morti, battaglia televisivamente perfetta. Dietro all'ottava stagione c'erano troppe aspettative, come se, qualunque cosa fosse successa, essa sarebbe stata criticata a prescindere. Ma, nonostante la petizione, l'ottava stagione è stata a mio parere una delle migliori, dietro alla sesta e forse alla terza. Ha dei difetti sicuramente: salti temporali e il fatto che gli Estranei sono stati sconfitti in troppo breve tempo in primis. Il grande buco di questa serie, a mio parere, non sono le prime stagioni, e nemmeno la tanto criticata ultima stagione. No, il grande buco di trama è rappresentato dalla settima stagione, è quella la stagione che hanno proprio cannato. Posso salvare solo la battaglia dell'Altopiano tra Jaime e Dany. Sebbene avessero paventato la possibilità di pazzia di Daenerys già allora con il rogo dei Tarly e i discorsi di Tyrion e Varys, la vicenda andava preparata meglio, magari lasciando che Dany impazzisse già nel finale della settima e lasciando presagire eventi cupi per la ottava stagione. La questione di Jon Snow doveva essere rivelata e sistemata nella settima stagione, per essere metabolizzata per bene. Il ruolo di Corvo a Tre Occhi di Bran doveva essere approfondito nella settima stagione, così la sua ascesa al trono (che secondo me è perfettamente lineare con la trama, se questa fosse stata spiegata meglio) sarebbe stata digerita meglio. Era necessario, invece di spendere tempo dietro a inutili gite a Nord della Barriera, far attraversare la Barriera ai WW già nella settima, in modo da avere una sensazione più duratura nel tempo, quel pericolo che logora e che lascia presagire la vera pericolosità dei WW, perchè per come è stata fatta sembra più un lampo di luce fugace che se ne è andato dopo una battaglia (bellissima, per carità, ma non ha reso la pericolosità dei WW a causa della breve durata della loro effettiva minaccia). Logicamente per far tutto ciò servivano dieci episodi, una quantità di scene più noiose rispetto alle scene di azione di Eastwatch, ma sono quelle scene che avrebbero rappresentato una gran base per il finale e che avrebbero effettivamente preparato meglio lo spettatore per il finale. Però tutto questo, che piaccia o meno, è stato sacrificato in nome del Cliffhanger e dell'azione. Banali clichè dei quali la stessa GoT aveva dimostrato di saper fare a meno, rendendo tale rinuncia il fiore all'occhiello della serie. Se la settima fosse stata fatta meglio, più in funzione dell'ultima stagione, avremmo avuto molto meno il senso di frettolosità e buchi di trama dell'ottava. Ciò che manca all'ottava, in sintesi, è una stagione precedente che spieghi il perchè degli eventi dell'ottava. Questo è mancato. La questione Bran sarebbe stata capita, e così anche il motivo per cui Jon, considerato l'eroe fino alla settima, è stato praticamente anestetizzato nell'ottava. Scelta coerente a mio parere con i troll a cui Martin ci ha abituato, con Robb in in primis e se vogliamo anche Ned, ma va fatto lentamente, non di colpo. Non tutti hanno compreso perchè era Arya che doveva uccidere il NK. Non tutti hanno capito perchè Jon non poteva essere il PCFP. Non tutti hanno capito perchè Bran è diventato re, in linea con Brandon il Costruttore, per costruire un mondo nuovo dopo la totale distruzione di quello vecchio. Bastava spiegarlo
  7. E perchè non di Martin? Se ci pensi, è in perfetto stile martiniano, trollarci per sei libri e mezzo e scoprire nell’ultima parte del settimo che in realtà i personaggi che ritenevi migliori sono i peggiori, una pazza e l’altro senza spina dorsale
  8. Dopo aver visto questa puntata, ho avuto modo di riflettere sui personaggi di Jon Snow e Daenerys. Penso che ormai sia acclarato che Kit Harington e Emilia Clarke non siano all’altezza di Lena Headey, di Peter Dinklage o di altri attori. La scena della morte di Daenerys lo dimostra. Però vorrei soffermarmi sull’evoluzione dei personaggi di Jon e Daenerys. Questo ultimo episodio è stata la dimostrazione come in realtà tutta la storyline di questi due personaggi sia falsata, con un tranello che Martin ha già usato nel corso della storia. Mi spiego meglio. Quando ho iniziato a leggere le Cronache, per me gli Stark erano i buoni e i Lannister i cattivi. Gli Stark erano quelli con i valori della famiglia, dell’onore e della bontà e non mi accorgevo che i medesimi valori erano presenti anche tra i Lannister (famiglia e onore di sicuro, anche se a modo loro). Per me Ned era quello buono, bravo e intelligente, mentre gli altri erano quelli imbroglioni e malvagi. Solo dopo ho compreso che nessuno era malvagio, ma Tywin stava proteggendo la sua famiglia cosi come Ned faceva con la sua. Solo dopo ho compreso che tutta la prospettiva dei primi due libri è falsata, perché i cattivi non sono i Lannister, ma Ditocorto. Certo, c’era Joffrey, ma era più fumo che arrosto, e Tywin se lo gestiva come un professionista. Martin ha usato questo tranello in modo magistrale, e nessuno se ne è accorto. Questo per dimostrare che nulla è come sembra. Lo stesso avviene con Daenerys, e ciò viene palesato nel discorso di Tyrion a Jon. Quando lei uccideva i padroni di Astapor, tutti la acclamavano, perché erano malvagi. Perché la prospettiva degli eventi era quella di Dany. Quando ha crocifisso i padroni di Meereen, tutti la hanno acclamata come la Distruttrice di Catene. Nessuno ha pensato che quella fosse solo il germe della follia. L’unica cosa che il regno di Robert ci ha insegnato, è la clemenza per poter andare avanti. Dopo una feroce ribellione, lui ha perdonato tutti e ha dato una nuova vita al regno. Dany non è stata in grado di far ciò e ha pagato il conto del suo sangue Targaryen. È diventata folle, come il padre. O meglio, lo è sempre stata, ma non ce ne siamo accorti. Fin qui non ho detto nulla di eclatante, ma si può dire lo stesso anche per Jon. Jon, come Dany, rappresentava il più classico dei cliché: il bambinello sfortunato, messo da parte dopo la partenza di Ned perché troppo difficile da gestire, che si riscatta e raggiunge le vette più alte. Come un predestinato (esattamente come con Dany) e noi ci abbiamo voluto credere. Abbiamo commesso lo stesso errore di Melisandre, in un certo senso. Abbiamo sempre visto le cose dal punto di vista di Jon. Onore, la cosa giusta da fare, leadership. Eppure, nonostante lui fosse entrato nei nostri cuori, è stato ucciso dai Guardiani della Notte. Come com Dany, abbiamo dato la colpa agli altri. Come con Ned, era colpa dei traditori, non di Jon. E invece non ci siamo accorti della reale natura del suo personaggio. Una psicologia finemente costruita ma che porta il personaggio sul binario dell’inettitudine, del servilismo e della paralisi totale. Jon subisce gli eventi, non li pilota. Jon è ingenuo, come Ned. Jon si fa trasportare. Jon non ha polso, lo ha dimostrato nella gestione dei Guardiani. Ma noi abbiamo sempre voluto ignorare ciò, perché i suoi fallimenti erano sempre colpa di qualcuno di esterno. Ora, forse questa cosa non sarà digerita bene dai fan di Jon o di Dany, ma guardandola dall’esterno è la pura e semplice verità, secondo la mia opinione ovviamente.
  9. Scusate una cosa: perché Bran re in ASOIAF va bene e in GOT no? Innanzitutto, stando a ADWD, Bran non è ancora in Corvo per cui non sappiamo nulla di lui. Magari diventa apatico anche là, in un modo ovviamente costruito meglio e psicologicamente più approfondito di quanto faccia la serie. Ma non comprendo il motivo di tanto astio nei confronti della trama della serie TV. Cioè anche a me di base Bran Re non piacerebbe, ma non mi piacerebbe nemmeno nei libri. Però bisogna tenere a mente che dobbiamo ancora vedere l’episodio e leggerli, i libri. Non capisco su quali basi venga dettom ai libri tutto è concesso, alla serie nulla va bene. Opinione personale eh, non aggreditemi Detto questo, secondo me nella serie mancano alcuni passaggi determinanti per capire il motivo di alcune scelte ed eventi. Alcuni avvenimenti secondo me sono dovuti alla diversità di trama tra libri e serie tv, altri invece semplicemente potranno essere motivati solo dai libri. In ogni caso, che Bran debba essere colui che ricostruisce il mondo è evidente. Sono troppe le analogie con Brandon il Costruttore, e Martin si è espresso più volte sul fatto che il personaggio debba sopravvivere, segno che il suo ruolo sarà determinante non tanto durante ma dopo la guerra. Ma la serie purtroppo si trova nelle condizioni di non poter svelare tutte queste cause ed evidenze. Se nominassero Brandon il costruttore, nessun non-lettore capirebbe chi sia e le analogie con la storia che si ripete (analogie anche con il vortice e la Ringkomposition). Detto questo, resto dell’idea che affidargli la carica di re non sia la scelta giusta. Forse un’altra carica, ma non re. È un titolo che negli anni è stato sporcato, abusato, disonorato.
  10. Quello che non mi è chiaro è questo: Daenerys ascenderà al trono, ma quando lo farà tutti avranno ormai capito che il buon Varys aveva ragione, e Jon la uccide. Fin qui tutto regolare. Ma perché fare re un personaggio sterile, che non può avere figli, apatico, disinteressato a ciò che accade nel mondo? Lo vedete Bran a pensare a come sfamare e ricostruire Approdo del Re? Bran è fatto per pensieri molto più profondi della regolare amministrazione. Poi si può dire: per questo esiste il Primo Cavaliere del Re. Ma abbiamo visto tutti cosa succede se si lascia governare il Primo Cavaliere, una carica che a mio parere non ha sufficiente autorità politica e morale per imporsi. Ma la questione centrale sarebbe: chi sarebbe il suo erede? Proprio Tyrion che anche con Daenerys aveva premuto molto su questa questione lascerà che un re sterile ascenda al Trono di Spade?
  11. Puntata molto spettacolare, cruda, avvincente, tecnicamente perfetta e molto sentita da parte mia. Secondo me non è umanamente concepibile, a livello di tecnica e sceneggiatura, fare meglio. Tutti gli attori sono stati eccellenti (tranne il solito Kit Harington, che secondo me alla vista della battaglia e quando non è riuscito a fermare il massacro dei Lannister dopo aver gettato le spade non ha saputo esprimere bene sgomento, o non bene come gli altri). Ad Emilia Clarke serviva solo farle fare la Mad Queen perché finalmente la sua performance splendesse. Nel dettaglio: 1. Varys Il personaggio di Varys è stato uno dei personaggi con la miglior evoluzione. Lo abbiamo conosciuto come viscido ragno che tramava nelle segrete della Fortezza Rossa con Illyrio e come una delle tante cause della caduta in disgrazia di Eddard Stark. Poi, piano piano, è nata l’affinità con Tyrion e, dopo quel “Hai dimenticato, Lord Varys?” del processo si sono spalancate le porte di un personaggio singolare, che usa mezzi sporchi per fini nobili, contrariamente a quanto pensato all’inizio. Il suo ciclo si conclude dimostrando allo spettatore o al lettore che lui è forse il più saggio di tutta Westeros, e che conosce meglio di chiunque altro i meccanismo della storia. Il suo tramonto è stato dolce, come doveva essere: molti si sono lamentati del fatto che è durato troppo poco il suo piano, ma dopo aver tramato per trent’anni, è come se io avessi percepito la sua stanchezza di lottare per moltissimi anni per un reame che sembra non voglia essere salvato dai suoi cattivi governanti, motivo per il quale non si ribella o non prova a fuggire nemmeno. Magistrale. Singolare come, mentre Varys è andato contro tutto e tutti per salvare Tyrion, Tyrion non sia in grado di fare altrettanto con un personaggio di tale valore. 2. Daenerys Targaryen Non sono mai stato fan di Daenerys, il personaggio non ha mai attratto le mie simpatie e non mi è mai piaciuta nemmeno Emilia Clarke come attrice. Ma ora che la sua deriva folle è compiuta, trovo che il personaggio sia di gran lunga più prezioso a livello letterario di prima. Ciò controbilancia sette stagioni e mezzo di una Dany troppo smielata prima, fortunata e idealista poi, e infine pomposa e arrogante? Non lo so, forse no. Ciò non toglie che la svolta del personaggio è stata molto apprezzata. Anche solo come tenga i capelli sempre spettinati, mentre prima li aveva sempre perfetti con tremila trecce intrecciate, o le occhiaie mentre prima era sempre perfetta. È il ritratto del Re Folle. Molto ben costruita, a mio parere. Ormai per lei non vedo più motivi per andare avanti, è totalmente spenta e secondo me nella sei assisteremo alla sua dipartita finale, magari di lei che torna a Meereen. La deriva di Daenerys poi si inserisce in uno stato d’animo molto cupo da parte di tutti i personaggi, da Arya a Jon, da Davos a Cersei, da Dany a Verme Grigio, da Tyrion a Jaime. Sembra che la gioia e il sorriso siano morti a Grande Inverno con il Re della Notte. 3. Jon Snow Un personaggio con le più grandi potenzialità letterarie totalmente distrutto dall’assenza della base letteraria di Martin. I POV di Jon di AGOT, ASOS, AFOC sono solo ricordi lontani, quegli alti pensieri e quella psicologia interiore così finemente costruita ed elaborata, con tanto labor limae, svanita. Ridotto a semplice comparsa, a personaggio inerme e senza spina dorsale. L’akmè del personaggio è stato senza dubbio la battaglia di Aspra Dimora, ma dopo la resurrezione lui non è più lo stesso. Ma i conti su questo personaggio non tornano: tutte le menate su Azor Ahai, sul PCFP, sul fatto che lui fosse l’unione di Ghiaccio e Fuoco? Tutte le aspettative, tutte le teorie, le speranze? Buttate nel ce**o. E perché è risorto? Per fare la bella statuina ad Approdo del Re? O per farsi quasi uccidere da Viserion? O per aver causato praticamente la morte di Rhaegal? E tutto il peso della R+L=J, così faticosamente studiata dai lettori prima e poi mostrata nella serie? E Bran in tutto questo a cosa è servito? Quale è stata la sua utilità? Insomma: PERCHÉ? 4. Arya Stark E fu così che anche l’invincibile assassina Arya Stark è tornata la bambina spaventata che fuggì da Approdo del Re dopo l’arresto di Ned Stark. A livello di trama potrebbe non avere senso, ma era necessaria per rendere così avvincente e crudo l’orrore della battaglia. Vivendo gli orrori attraverso gli occhi di colei che ha ucciso il NK, si può comprendere con la sua paura, il suo affanno quanto effettivamente sia drammatica la situazione. E Sandor Clegane sembra fermare quella che potrebbe essere la sua deriva killer e vendicativa, insegnandole che, forse, è ora di voltare pagina e chiudendo la crescita del personaggio inziata con Yoren e continuata con Jaqen. Forse non sarà la miglior evoluzione della serie, ma è sicuramente ben fatta. 5. Jaime Lannister Che Jaime rimanesse nel lettuccio caldo di Brienne, penso non se lo aspettasse nessuno. Era evidente che doveva chiudere un conto aperto nella capitale, e un Lannister ripaga sempre i propri debiti. Ma non così. L’evoluzione del personaggio, che finalmente si era riscosso,durata troppo poco e sacrificata in nome della morte sdolcinata di Cersei. Per me è un gigantesco no. E il valonqar? E la profezia di Maggy? Altro personaggio rovinato. Dozzinale il combattimento con Euron. Molto bello anche il confronto con Tyrion, dove anche qua si invertono i ruoli. Unica parentesi positiva di Tyrion, che alla fine rimane sempre dalla parte dei Lannister. 6. Considerazioni sulla battaglia La battaglia è la migliore di sempre, senza ombra di dubbio. Meraviglioso il CleganeBowl, morte insignificante di Qyburn la più azzeccata dell’episodio, e bellissimo il fatto che sia a senso unico, come doveva essere. Il crollo psicologico di Cersei è stata la migliore interpretazione di Lena di sempre, a dir poco mozzafiato. Molto bella la scena in cui Dany ignora le campane e stermina tutti. Ci sono due grandi pecche però. La prima è una questione di trama, che lascia molto a desiderare: una battaglia simile doveva avvenire prima degli Estranei, o se proprio insieme a loro. Non è plausibile che dopo otto stagioni passate a dirci quanto siano terribili e diabolici gli estranei, alla fine la peggior battaglia sia quella contro Cersei. La cosa era iniziata con i WW, e doveva finire con i WW. Era l’ordine naturale delle cose. Anche se, senza questo escamotage, molti altri aspetti positivi non sarebbero stati possibili, come la pazzia di Dany, la visione della crudeltà degli uomini e il loro sfinimento. Il secondo grande punto interrogativo è: da quando i Dothraki hanno imparato la magica arte di far saltar fuori continuamente soldati dal nulla? Solo l’esercito di Tywin si moltiplicava magicamente come loro, avranno forse capito il barbatrucco?
  12. E rieccoci qua, di nuovo a commentare il nuovo episodio. Ho visto la puntata in contemporanea su Sky Atlantic e poi la ho rivista oggi pomeriggio. Espongo sinteticamente le mie impressioni (anche io, pardon, ho letro velocemente i commenti che mi sembravano piu interessanti, chiedo scusa se ripeterò cose già dette) 1) La sigla Era un cambiamento che forse doveva essere già fatto, aggiornare una sigla che già nella settima stagione andava risistemata (mentre nelle prime stagioni cambiava continuamente, nelle ultime tendeva ad essere sempre la stessa e a non rispecchiare la reale posizione dei personaggi protagonisti della puntata, per non parlare del cervo sopra Approdo del Re o l’assenza di Castel Granito o Alto Giardino). Però si sono rifatti nella ottava, rivoluzionandola in grande stile e mostrando una maestria che rimarrà unica nel suo genere e farà scuola, come del resto ha già fatto. Molto bella la costruzione dal basso e il ghiaccio che conquista Ultimo Focolare, ghiaccio che quindi procederà secondo gli andamento della trama. 2)L’arrivo di Daenerys è stato un chiaro riferimento al primo episodio, con colonna sonora e giovanotto a fare la parte del Bran di sette stagioni fa. Nella norma, come ci si aspettava. A me è piaciuta soprattutto Sansa. Il modo in cui l’attrice ha comunicato la sua antipatia verso Dany è stata magistrale. Sottile, ma raffinata, come si addice al oersonaggio ormai maturo di Sansa, che ha abbandonato la stupidità di Approdo del Re e l’arroganza della sesta stagione. Anche se qualche traccia rimane. Si nota molto il confronto con Daenerys: ho trovato molto ruvida e fuori posto la minaccia rivolta a Jon riguardo Sansa, quando fa notare che a lei non piace. Benvenuta nel mondo reale, qua non sei a Yunkai dove tutti ti considerano la loro Mysha. 3) Argomento Bran Bran migliorato dalle ultime reunion. Questa vilta, sotto la dura maschera del corvo, ha lasciato trasparire quel filo di emozioni che chiarisce lo stato d’animo di questo personaggio, forse un po’ troppo malinterpretato nelle scorse stagioni soprattutto a causa della discrepanza tra i saluti a Benjen Stark (che fine ha fatto, tra parentesi?) e a Sansa. Epocale la scena con Jaime, la faccia che il Lannister fa quando lo vede è epica. Non penso però che Bran sia cosí ottuso da covare vendetta, anzi penso che lo ringrazierà, sempre alla sua maniera. 4) Storia d’amore Jon-Dany Il giudizio, per quanto mi riguarda, è un colossale immenso NO. Cioè consumano un atto sessuale, detto in modo gentile per non far infuriare i mod, e già sono la coppietta dell’anno. Manco a Uomini e Donne. Topico Varys con il suo “Nothing lasts”. Si percepisce la fretta di concludere in sei episodi il tutto in questo caso. Le smancerie sono no. Tutt’altra cosa la prima cavalcata di Jon, da pelle d’oca. Anche se il bacio sotto la cascata potevano non farlo. 5) Varys/Tyrion/Davos Mentre l’evoluzione di Varys si può comunque apprezzare, aotto un certo punto di vista, perchè nonostante abbia perso le sue spie comunque si dimostra saggio anche dal punto di vista morale, forte di una esperienza non da poco, ormai mi sembra un dato di fatto la parabola discendente di Tyrion. Poco spazio, un personaggio che già prima necessitava di una scossa ma che ora come ora non può arrivare. Vedremo. Davos si conferma invece un modello per molti politcanti da quattro soldi, semplice ma efficace. 6)Sam e Dany Il momento più brutto della puntata. Si vede che hanno costruito la scena solo per far compatire Sam e per dare un senso al personaggio oltre alla big news che poi darà a Jon. Non tanto per come John Bradley fa trasparire il suo dolore, perchè lo rende molto bene rispettando le corde di Samwell, quanto proprio per come è stata costruita. Non dirmi che Jorah ignorasse chi fosse, e anche il modo in cui Dany lo ha raccontato ha fatto venire il vomito. Secondo me Emilia doveva far trasparire vergogna allo stato puro per il suo comportamento, ma sarebbe troppo da persona onesta per Dany. E il pensiero di Sam su di lei rappresenta l’ennesima disillusione di una donna venuta come salvatrice e rivelatasi come tutti gli altri:egocentrica e tiranna, per quanto di buon cuore possa essere e per quanti valori nobili si sforzi di mettere in pratica. 7) La rivelazione Leggo delusione per la rivelazione, dicendo che è stata messa giù troppo frettolosamente. Secondo me calza a pennello con quelle che sono le emozioni di Sam. È adirato com Dany, ed è naturale che ora lui provi risentimento e gioia nell’affermare che non è lei la regina che crede di essere. Poi logico che la reazione di Jon non è stata sviluppata qua, ma lo sarà nella prossima, quando lui dovrà confrontarsi con gli altri. Sicuro al 100% che Dany non rinuncerà al suo titolo, anche se come ha detto Sam sarebbe corretto e coerente che lo facesse. Ma non accadrà. Menzione d’onore per la reunion Jon Arya, con lei che difende Sansa (anche qui si dimostra la maturità di Arya con il paragone alla prima stagione) e che ricorda a Jon che anche lui è parte degli Stark, strizzando l’occhio allo spettatore e mettendo in chiaro che questo difficilmente cambierà anche dopo la rivelazione, e che casa di Jon sarà per sempre Grande Inverno. EDIT: dimenticavo la scena a Ultimo Focolare. La scena migliore dell’episodio con Edd Tollett e soprattutto il Giovane Umber. Impressionante. Quando ha sganciato quell’urlo il mio intestino ha fatto un triplo salto carpiato che nemmeno la Cagnotto.
  13. Ma perché si dovrebbe trovare a parlare con Cersei insieme alla Compagnia Dorata?
  14. Effettivamente la figura di spalle a destra ha una gonna nera e capelli ramati... ma difficile dire se sia Sansa o no
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