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Northern Moon

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Everything posted by Northern Moon

  1. E se il Lamento di vedova di cui si parla fosse quello di Catelyn? In fondo, è pur sempre la vedova del possessore della spada fusa da cui è stata forgiata quella. E ora vedo che @Lyra Stark ha tratto la stessa conclusione. A questo punto il parallelismo con Giuramento, la lama gemella sarebbe molto significativo.
  2. Onestamente non penso. Maggy si riferisce alle lacrime di una madre e di una donna che ha perso tutto. Non al lamento di una moglie. Quella del nome della spada è una trovata sadica di Joffrey. Tra l'altro non mi pare che Cersei interagisca con l'oggetto.
  3. Infatti, anche D&D sono americani con la cultura di americani medi... xD
  4. Considerate anche che Martin è americano e non credo che nelle loro high school la storia dell'arte sia approfondita più di tanto. Secondo me è proprio disinteresse. PS per chi prima citava Holbein, si tratta comunque di un artista rinascimentale quindi anche qui bisognerebbe decidere di quale medioevo stiamo parlando Le statue dei sette sono descritte come realistiche, proprio ieri ho letto di Tyrion che osservava una statua dipinta nei giardini di Illyrio. Poi, se vogliamo considerare il ricamo arte abbiamo una forte presenza di quello
  5. Avrei votato volentieri quello tra Sansa e Ramsay per l'abito stupendo indossato da Sophie, l'ambientazione dark (You were beautiful.. lol).. Ma poi mi sono sentita troppo crudele, quindi ho optato per l'ovattata malinconia tra Rhaegar e Lyanna.
  6. Condivido, e inoltre non credo che in quel momento la madre abbia avuto ragione di mentire visto che intendeva rientrare nelle grazie Lannister..
  7. @ziowalter1973 Un bell'arazzo tipo quello di Bayeux sarebbe stato il top per i canoni del periodo. Io sono molto convinta comunque del disinteresse di George per la pittura e simili in generale xD il cibo lo descrive abbondantemente...
  8. Aggiungerei anche che anche la percezione della somiglianza varia di epoca in epoca. Probabilmente per i medievali quelle opere erano perfettamente somiglianti, quindi avrebbe ragione @Lyra Stark (tra l'altro poco fa leggevo che ami Ashara.. non sono la sola *_*).
  9. Dipingevano sì, ma con delle variabili a seconda del tempo e dello spazio. Ricordiamo che il Medioevo è un secolo lunghissimo che abbraccia mille anni di storia. La pittura su tavola per gran parte di questi secoli si è quasi esclusivamente limitata alle icone religiose. Molti storici dell'arte ipotizzano che gran parte delle opere profane siano andate perdute, ma tant'è. La stessa ritrattistica era spesso svolta in pietra, come dimostrano tanto chiese medievali in cui possiamo trovare scolpite le effigi dei donatori (per lo più principi e re). Questa situazione in Italia e in misura minore in Francia cambia a partire dal '300... Ma nei paesi nordici no. Tanto che nei libri e nei manuali di storia dell'arte i capitoli dedicati alla pittura del X e dell'XI secolo, ad esempio, analizzano mosaici (soprattutto in Italia e in Grecia) e miniature. Insomma, avrete capito che ho dato un esame di arte medievale piuttosto stressante all'università.
  10. A me è sempre sembrato un segreto di pulcinella, soprattutto in quel di King's Landing e fra chi bazzica la corte... Ma non vorrei andare OT, quindi chiudo qui!
  11. @Lyra Stark L'unico che non ci era arrivato era Nedduccio... e anche con quella immagino avrebbe faticato un attimino.
  12. Ho due ipotesi al riguardo. La prima: Martin non è un amante delle arti figurative e non si è particolarmente preoccupato di caratterizzare quel dettaglio. Ipotesi meno farlocca: se il contesto storico-culturale delle cronache deve essere riportato a un'ipotetica europa medievale, allora l'assenza di pitture non stupisce più di tanto. La tecnica dell'affresco rifiorisce in Europa nel XiV secolo più o meno (salvo sporadici casi), idem per quanto riguardo la pittura su tavola (praticata per lo più in Italia) e quella ad olio che nasce nelle Fiandre un secolo dopo. Il medioevo è stato un secolo di architetti, scultori e miniatori. Soprattutto in paesi come l'Inghilterra e in generale il Nord Europa. Immagino possa dipendere da questa sorta di fedeltà: in fondo, lo stile romanico prima e gotico poi prevede per lo più l'uso di decorazioni scultoree ed è uno stile che in Inghilterra si è mantenuto saldo quasi fino al 1500 quando si sono imposti poi i canoni rinascimentali.
  13. Ottima discussione, soprattutto per me in piena lettura delle Cronache! Come @Lyra Stark anche io vedo nel Red Wedding e nel complotto ordito da Roose Bolton più il segno dell'ambizione di questi (quante volte viene ricordato del trattamento riservato dai Bolton agli Stark loro nemici prima che ne diventassero alfieri?) che della sua attenzione verso il nord. Un tradimento che rivela tutta la sua perfetta portata a un secondo sguardo/lettura ma che al primo impatto - almeno per me - si rivelò una sorpresa: angosciante, sgradevole, ricca di pathos. Eppure di indizi, come avete ricordato, ce ne sono parecchi sia da parte di Roose che da parte di Tywyn: le guerre si vincono anche con i corvi. Quanto a Theon, l'ho sempre trovato un momento di alta emotività, un tradimento fondato ben poco sulla ragione e in parte anche prevedibile. Non per questo meno d'effetto, secondo me evidenzia molti dei temi portanti di Asoiaf e got: la ricerca di una propria identità, il rapporto con le precedenti generazioni. Il tutto supportato da uno dei migliori attori del cast. Vorrei citare quello che per me, tuttavia, rimane il tradimento più significativo e meglio orchestrato dell'intera saga. Un tradimento tuttora (in parte) senza colpevoli: quello perpetrato dal duo Lysa Tully e Littlefinger. Un vero motore della trama, senza cause apparenti ma dalle conseguenze nefaste.
  14. Autostima e non Orgoglio... Cersei (senza dubbio), Tywin, Theon prima della prigionia. Cat non la vedo affatto dotata di eccessiva autostima, sempre a struggersi di venir rifiutata dai figli, dal fratello o dalla sorella. Quella di Cersei, autostima mal riposta. Altrettanto sotto certi aspetti quella di Tywin: un uomo in grado di gestire un regno ma a capo della famiglia più disfunzionale del continente.
  15. @Lyra Stark Sono arrivata più o meno a metà di A storm of swords, ma tranquilla, negli anni la mia curiosità mi ha portata a spoilerarmi più o meno tutto, quindi parla pure liberamente e non aver paura di rovinarmi il piacere della lettura. Detto questo, ecco, io concordo in gran parte con quanto detto da te e sono stati questi elementi a farmi pensare a un eventuale complotto fra Lannister e Westerling. Un elemento, soprattutto, l'ostilità di Vento Grigio. Sappiamo tutti come i meta lupi siano dotati di un'intuizione fuori dal comune, magica per certi aspetti dal mio punto di vista, e come mette in luce anche Catelyin è avventato sottovalutare il sospetto della creatura. D'altra parte, come @Jon Snow, non dubito della sincerità dei sentimenti da parte dei due giovani ma appunto come Lyra credo che questi siano stati pilotati da persone come Tywin Lannister, o Lady Sibbel, appunto. La lunga permanenza al Crag da parte di Robb mi ha fatto sospettare che in qualche modo la madre in combutta con il Lannister abbia indotto la vicinanza tra i due, consentendo a Jeyne di curare il Giovane Lupo ad esempio. Ahaaha, anche io preferirei un Little Robb a un Rickon erede di Grande Inverno (ci spero poco)....
  16. Ahaha la presenza degli Stark in questa lista è commovente! Comunque anche se ho votato il matrimonio di Robb con Talisa, per me il peggiore errore rimane quello compiuto da Ned nel rivelare a Cersei di essere a conoscenza del suo segreto. Ok, possiamo giustificarlo con il suo carattere e via dicendo, ma il contesto in cui lo ha fatto rende inammissibile quella azione. Avesse minacciato Cersei una volta messe al sicuro Arya e Sansa, allora magari... Al secondo posto Robb e Talisa, azione che non necessita ulteriori argomentazioni. Al terzo, Ned che rifiuta l'aiuto di Renly per fidarsi di Baelish... Altro colpo di genio. Quinto posto: la liberazione di Jaime Lannister. La missione oltre la barriera preferisco dimenticarla.
  17. Non so se esiste già una discussione di questo tipo, in tal caso chiedo venia. Sono alla mia prima lettura di ASOIAF e arrivata al fatidico matrimonio di Robb Stark mi è sorto un dubbio. Sapevo già delle differenze di storyline tra la serie e la saga cartacea, eppure non mi aspettavo di ritrovare la sensazione che l'incontro fra Jeyne e Robb sia stato orchestrato in qualche modo da Tywin Lannister Non che egli se ne sia approfittato in un secondo momento, ma che abbia avuto una parte attiva nel provocare l' "innamoramento" fra i due. Le guerre si vincono con le missive, una calma fin troppo sottolineata in un POV di Tyrion alle notizie del tradimento dei Westerling (l'uomo che ha portato alla rovina i Castamere) e tanti altri piccoli dettagli (Zio Kevan che definisce Jeine una "dolce ragazza" mi ha messo i brividi). Insomma, cosa ne pensate?
  18. Certo che leggendo i libri è davvero sorprendente la personalità di Bran pre-corvo. Un ragazzino vivace, intelligente, sveglio seppur caratterizzato da una cocciutaggine - a tratti capricciosa - tipica della sua età. Certo che nella serie non traspare - o almeno, io non l'ho percepita - l'intuizione, la fantasia dello Stark. Certo che se nei libri l'evoluzione di Bran dovesse prendere una simile piega apatica sarebbe davvero un duro colpo. Io ho sempre pensato che il volare fosse riferito al wargare uno dei draghi ma visto l'andazzo credo che abbia ragione chi lo associa al volare dei corvi: credo abbia proprio la connotazione di viaggio fisico, vista l'insistenza di Bran sul camminare. Onestamente, non riesco a pronunciarmi sul ruolo avuto dal ragazzo nella disputa fra i tre e LF... Voglio ancora convincermi che tutto ciò non sia mai accaduto...
  19. Nessuno crede che Martin possa avere cambiato idea nel corso degli anni su questi famosi punti fermi rivelati al duo?
  20. Ciao a tutti, apro questo 3d per esporvi una delle riflessioni scaturite dalla visione della 7x07 ma che a ben pensarci riguardano l'intera stagione e la saga nel suo complesso. Mi riferisco al rapporto tra generazioni differenti, tra padri, figli e futuri eredi. Un tema che sembra ricorrere spesso nell'universo di ASOIAF sia in versione cartacea che visiva. Si tratta di un nucleo problematico che avvicinerebe l'opera da un lato al versante più classico e tragico della letteratura mondiale - non solo di stampo fantasy, per intenderci - dall'altro al genere del romanzo di formazione tanto importante all'interno della letteratura europea, specie se consideriamo le vicissitudini di personaggi come Jon, Daenerys, Arya o Sansa. Divagazioni storico-letterarie a parte, il tema spicca già dagli albori della vicenda: a fronte di un personaggio come Jon Snow che vive il dramma dell'essere un bastardo vi è una Daenerys Targaryen, ultima e legittima esponente di una leggendaria dinastia, sola al mondo ma che nella fede nel proprio nome trova riscatto identitario; ancora, il conflitto tra Tyrion e il padre che incide enormemente nella personalità del Folletto o l'esistenza in bilico di un Theon Greyjoy, Significativamente, i personaggi appartenenti alle generazioni precedenti (un Robert, un Ned, un Tywin) non appaiono segnati da simili tensioni e, anzi, sono latori di un corpus di principi,valori, testimoni una ben precisa visione del mondo che plasma in modo inesorabile il percorso formativo dei successori. Il caso Ned Stark è emblematico a tal proposito (che più volte viene ricordato nel finale di stagione per l'appunto). Seppur caratterizzati da destini diversissimi, della generazione di mezzo o comunque più giovani sembrano dover fare i conti con le proprie radici ancestrali e sul rapporto tra queste e loro stessi. Penso che il caso della famiglia Stark sia paradigmatico a tal proposito: una famiglia in cui la parte adulta trapassa prematuramente e che deve contare su degli adolescenti per sopravvivere. Mi sembra, anche, che i tre Stark rimasti, condensino in sé una parte ben precisa dell'identità della famiglia stessa: la giustizia, l'autorità sul nord (Sansa), il sangue del lupo (Arya) e, infine, la magia legata al ghiaccio, alle origini ancestrali risalenti ai Primi Uomini (Bran). Soprattutto le prime due, poi, affrontano un percorso di crescita durante il quale a una perdita iniziale di identità (Arya è una no one, Sansa diventa una Lannister poi una Bolton, e sappiamo quale dolore queste famiglie abbiano arrecato alla ragazza) corrisponde una ritrovata consapevolezza di sé, una pacificazione con il loro essere Stark. Alla luce di queste considerazioni - a cui se ne potrebbero aggiungere tante altre, a partire dal desiderio di Rhaegar di procreare un erede novello che ha avuto un ruolo centrale nel dare origine agli eventi che tutti noi conosciamo - credo che ora il nodo da risolvere sia: qual è la visione del mondo che le nuove generazioni intendono tramandare ai posteri? In che modo questi si differenzierebbero ai loro predecessori? I discorsi intorno la ruota, il mondo migliore o la successione a Daenerys mi sembrano legate a questo. E in tale ottica, anche la minaccia zombie sovrannaturale potrebbe diventare una metafora: se il mondo così come lo conosciamo rimarrà dopo la distruzione (già avvenuta sotto forma di morte ed esaurimento di intere famiglie), questo che tipo di mondo sarà? Spesso si sente dire che per creare qualcosa di nuovo occorre distruggere ed è proprio la prospettiva di una guerra totale la premessa della costruzione di un nuovo mondo. Ma su quali basi? Voi come vedere il rapporto tra generazioni in GoT? E soprattutto quale visione pensate possano sviluppare i personaggi (finora) in vita?
  21. Puntata finalmente vista, dico la mia anche se dopo pagine e pagine di commenti sicuramente ripeterò quanto da voi già detto. Ma procediamo con ordine: Assemblea alla Dragon Pit: Sicuramente suggestiva nelle tempistiche e nei modi, l'andamento solenne è riuscito a far passare in secondo piano l'assurdità della caccia allo zombie e della conseguente esibizione della prova a Cersei. Personalmente, apprezzo molto le reunion anche se, come è già stato fatto notare, le continue battute su peni & co. svilisce l'arguzia di personaggi come Bron la cui sagacia nelle precedenti stagioni non era riservata esclusivamente a tale ambito. Ma tant'è... Nota di assoluto favore è la bellezza dei costumi da entrambi gli schieramenti, la location suggestiva.. Insomma, un setting assolutamente curato fin nei minimi dettagli. La trattativa in sé non ha riservato molte sorprese, se non lo sgomento di Cersei che sinceramente non mi aspettavo. Ho apprezzato molto la risposta di Jon alla richiesta della Lannister e non per indole da fan ma per coerenza al personaggio che abbiamo imparato a conoscere nel corso di tanti anni e lunghe pagine. Detto questo, è pur vero che senza le performance di Lena e Peter la scena sarebbe risultata decisamente più piatta. Molto carino il gesto di Qyburn, ho sinceramente pensato stesse rosicando per le abilità del NK. I siparietti tra Jon e Dany li ho mal digeriti invece: continuo a trovare scarsa chimica tra i due attori e questo continuo insistere sulla (presunta?) sterilità di lei comincia a darmi a noia. Su Euron... Assolutamente no comment: la volgarità e la spacconeria fatta PG, un villain che risente di una scrittura carente e di una scarsa definizione della sua psicologia (della serie... "Perché fa quello che fa?" "È cattivo, bona, tutto qui") Cersei vs Tyrion: A mio parere, uno dei momenti meglio riusciti dell'intera puntata soprattutto grazie alle doti dei due interpreti. Ho molto apprezzato l'aver messo in luce l'amore provato dal nano nei confronti dei nipoti, l'attaccamento alla famiglia dimostrato da una donna conosciuta per il suo egoismo che rasenta la follia. Un'ambasciata quella di Tyrion che priva di presupposti logici (perché mai proprio lui sarebbe in grado di convincere la sorella che lo ha sempre odiato?) riesce comunque a emozionare, il che non è poco. Grande Inverno e processo a Ditocorto: pur amando generalmente l'ambientazione al Nord, la famiglia Stark e i pg di Sansa e Ditocorto ho trovato questa parte piuttosto deludente. La probabile rivelazione "off screen" di Bran riguardo ai magheggi di Baelish rende poca giustizia a entrambe le sorelle Stark: non si capisce come le due avrebbero organizzato il presunto teatrino, non vi è traccia dell'intelligenza che ormai si dia per scontato dovrebbe caratterizare Sansa (anche lei, è scaltra perché... perché sì) e Arya finisce per risultare nient'altro che una psicopatica violenta. Avrei voluto che le motivazioni di Littlefinger fossero un attimo meglio contestualizzate e analizzate, che la sua ambizione, il senso di rivalsa che comunque caratterizza il personaggio emergesse. E invece, no... esecuzione sommaria e tutto finisce lì. È giusto che Baelish muoia ma la sua dipartita avrebbe meritato più spazio quale momento chiarificatore dei molti intrighi politici delle stagioni passate. L'unica scena che ho apprezzato è quello di Arya e Sansa sulle mura di Grande Inverno, un momento toccante, di intimità e complicità tra le sorelle per una volta posto su basi un attimo più solide. Confronto Theon/Jon: sorvolerò sulla trashata della lotta a mani nude contro l'Iron Born che sancisce il ritrovato rispetto del Greyjoy fra i propri uomini, si è trattato di un dialogo abbastanza banalotto con il merito però di mettere in luce uno dei temi conduttori non solo della puntata ma dell'intera stagione e forse di tutto GoT: l'eredità padre/figlio. Entrambi segnati dall'eredità di un uomo che pur non essendo tale alla luce della biologia è riuscito a essere tramite di una visione del mondo. E proprio dell'assenza di una visione del mondo sembrano peccare questi figli. Sarebbe bello se l'eredità su cui tanto si insiste riguardo Dany non fosse semplicemente un riferimento fisico e carnale a un figlio ma a un corpus di principi etici e morali. Riusciranno le nuove generazioni a farsi tramite di una morale ben precisa? Cersei e Jaimie: forse il momento più alto dell'intera puntata. Ho provato pena per Cersei nel momento in cui l'unica persona che sinceramente la ama le volta le spalle. L'espressione di Lena lasciava davvero trasparire la spiazzante solitudine in cui si è trovata. L'ho trovata sensata sia a livello narrativo che attoriale. Vedo nel personaggio di Cersei un approfondirsi di una caratura tragica fino ad adesso solo accennata. Così come in quello di Jaime, un uomo che finalmente sta riprendendo consapevolezza e controllo di sé ma pagando un prezzo durissimo: l'amore di una vita. (Eh sì, sono una romantica a volte..) Bran, Sam e R+L: Numerose le incongruenze dei dialoghi tra i due, deludente il flashback e non per la somiglianza fra Rhaegar e Vyseris ma quanto per la sommarietà con cui la visione viene affrontata. Una scena utile a far capire agli spettatori meno attenti ancora una volta le origini di Jon e a confermare la legittimità di una sua eventuale pretesa al trono (che trovo piuttosto improbabile). La scena di sesso tra i due piuttosto noiosa ma credo che qui la responsabilità sia da attribuire ai poveri Kit ed Emilia... Che dire, se quest'amore deve nascere anche nella saga cartacea spero sia trattato in modo più maturo e meno adolescenziale. La presenza di Tyrion mi sembra avere il ruolo di "commentatore" della scena, quasi a rammentare la sorte che ogni storia d'amore ha avuto fino ad adesso nella storia. Crollo della Barriera: Ineccepibile a livello visivo. Per chi si lamenta che il crollo sia stato il frutto delle scelte avventate dei personaggi (lamentela che condivido) rispondo che non è la prima volta in cui i disastri del plot sono causati da scelte poco ragionate e impulsive. Non l'ho trovato un finale sottotono, anzi: quale evento potrebbe essere più rivoluzionario del crollo della barriera a Westeros? Uno scontro fra magie secolari, quella dei draghi, dei figli della foresta (all'origine della barriera stessa e dei WW), l'antica Valyria e i primordi del Westeros. Peccato solo per quel non sense della caccia... Ma smetto di contraddirmi nella speranza che certe cose vengano spiegate meglio successivamente. Nel complesso una stagione di alti e di bassi, che sicuramente avrebbe gioviato di un numero maggiore di puntate (continuo a non capire la scelta di accorciare la durata della stagione). Adesso non resta che attendere la prossima stagione o l'uscita della controparte cartacea (lol).
  22. Anche io personalmente detesto quelle narrazioni in cui i protagonisti hanno la meglio su tutto e tutti.. Ma mi sembra ancora prematuro dare giudizi. L'importante penso non è l'esistenza in sé della predestinazione ma come questa giocherà nei meccanismi interni della storia e nel suo scioglimento finale.
  23. Eppure se il termine predestinazione vi pare eccessivo, non si può negare l'orientamento a un fine ben preciso del personaggio. Ricordo ancora quando Arya chiese mestamente a Thoros di riportare in vita il padre e questi le fece notare che non sta a lui decidere chi portare in vita o meno, che egli non è il tramite che della volontà divina. Un sacerdote della stessa religione di colei che ha poi resuscitato Jon..
  24. E il tutto confermato dalla resurrezione, a riprova del fatto che il nostro abbia un ruolo chiave in una vicenda più grande di un uomo. Inoltre, supponendo che questa mano abbia caratteristiche trascendenti per non dire divine, viene da chiedersi se ciò possa dare adito a speculazioni sul ruolo del divino nella filosofia martiniana e che rapporto si intrecci fra predestinazione e libero arbitrio. In fondo, una guerra politica scatenata dalle azioni deliberate degli uomini (il rapimento di Rhaegar, la ribellione di Robert, i complotti di Littlefinger) a una guerra "metafisica", quasi una dialettica fra necessità e contingenza.
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