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Northern Moon

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Everything posted by Northern Moon

  1. Ho sempre trovato Emilia Clarke una bellissima ragazza ma... una pessima, pessima attrice. Non mi è mai piaciuta né è mai riuscita a coinvolgermi particolarmente nel suo personaggio. Nonostante ami il personaggio di Jon Snow, un discorso simile lo faccio per Kit che a differenza della Clarke ha avuto forse la fortuna che la sua mono-espressione sia più attinente con la scrittura televisiva del personaggio ( quelle due o tre volte in cui Jon ha riso ho avuto seriamente paura. Un discorso a parte sono le scene in cui Harington è in compagnia di Sophie Turner - attrice discreta ma a mio avviso no
  2. Anche io propendo come tutti voi per il legame mentale. Per rispondere a questa domanda in modo compiuto, bisognerebbe prima capire con esattezza cosa è accaduto al momento della loro nascita. Volevo ringraziare @Meri per la sua riflessione sui nomi assegnati ai draghi. In effetti, mi sono sempre chiesta perché abbia deciso di chiamarne uno come il fratello defunto visto la piega presa dai loro rapporti. E concordo sul fatto che Drogon e gli altri obbediscano a chi riconoscano come vero Targaryen. D'altronde, non è un caso se Drogon si ribella in un momento in cui Daenerys mette da parte l'ani
  3. Concordo con quanto detto da te, si sta mostrando cosciente e in grado di muoversi nella sua vita. Ma appunto, vorrei dessero maggior spazio a questa sua presa di coscienza e maturazione che al momento si può solo intuire. Io adoro il pg di Sansa e mi piacerebbe assistere alla sua, se mi passi il termine, rivalsa come donna autonoma, in grado di badare a se stessa e con i suoi mezzi, senza necessariamente aver bisogno di draghi o arti assassine da killer. Vorrei vederla costruirsi il suo spazio nel mondo tramite la sua intelligenza e, perché no, fascino.Magari mi accontentetanno in futuro..chi
  4. Se Brienne scrivesse quelle pagine... Il mio cuore di fanciulla non reggerebbe per la commozione.
  5. A mio avviso, Brienne è un personaggio più sfaccettato di quanto appaia. Dietro quell'apparenza monolitica giustamente da te messa in luce, si cela una tenerezza e una fragilità che stridono con quanto ci si potrebbe aspettare da lei. Penso che poter comprendere il suo personaggio, sia necessario riflettere sulla posizione della donna nella società di Westeros. Una donna di nobili natali è destinata inevitabilmente a essere una moglie, una lady. In assenza di grandi ricchezze o importanza politica (Cosa di cui mi pare la casata di Brienne sia provvista) la più grande dote di una donna è la sua
  6. Discussione interessante su due dei personaggi migliori della saga. Prima di tutto, penso che il loro essere caduti in sordina derivi anche dall'allontanamento tra i due. Trovo, infatti, che i dialoghi tra Varys e Baelish rappresentino uno degli apici della scrittura di GoT. Inoltre, questi erano utili a condensare due visioni, due approcci diversi al potere: quello disinteressato volto al bene del regno e quello personale, egotico ed egoista. Con tutte le ambiguità morali del caso. Adesso, forse anche in virtù dell'assenza delle loro dispute, entrambi sembrano muoversi secondo direzioni meno
  7. Parole sante... Io ho cominciato a pensare che il suo PG fosse inadeguato e "misteriosamente" fortunato già nella quinta stagione. Ed è questa sua evoluzione uno dei motivi per cui attendo i libri, in cui magari la sua aura di santità spero sia più rarefatta o meno persuasiva. Ho amato Jon per non essersi prostato. Non c'entrano poi le preferenze, a livello narrativo tanta sicumera è a mio avviso insensata.
  8. Innanzitutto, complimenti ancora una volta per l'analisi mai scontata e banale di Brandon, personaggio quanto mai ermetico e refrattario a interpretazioni. Il distacco del giovane Stark non ha potuto fare a meno di colpirmi, forse proprio perché sua dimensione psichica ci è stata preclusa maggiormente rispetto a quella di altri personaggi. Un legame con la sorella, con il mondo esterno appare ancora sussistere ma sembra essere dettato più da compassione trascendente che da empatia, sensibilità umana che dir si voglia. Tornando alla distinzione da te fatta sul rapporto conoscenza/moralità, cred
  9. Episodio molto godibile, sebbene a tratti tanta velocità non lascia il tempo allo spettatore non dico di riflettere, ma addirittura di metabolizzare quanto accaduto. Concordo su quanto scritto dalla maggior parte di voi: la bellezza dei dialoghi a Dragonstone, la bravura di un'attrice come Lena, lo spessore di un personaggio come Lady Olenna (mi mancherà). La commozione dell'incontro a Grande Inverno fra due fratelli radicalmente mutati. Voglio approfittare per lanciare una piccola riflessione che forse nasce dal mio rapporto d'odio/amore nei confronti del personaggio di Daenerys: lasciando pe
  10. La precisazione de "since it is his story" lascia intravedere che tutto sommato un certo rispetto per la storia originale - quella cartacea sussista. Oltretutto, si tratta di uno spoiler piuttosto credibile, per alcuni addirittura scontato. Il resto mi sembrano considerazioni molto tecniche da insider della produzione e simili.
  11. È un'ipotesi suggestiva e potrebbe ben accordarsi a uno scenario apocalittico post- lotta con estranei. È anche vero però che se Martin ha preso spunto dalla guerra delle due rose, allora la storia parla di una monarchia rafforzata, governata da una nuova dinastia.
  12. Se rimanesse re del nord sarebbe epico (con conseguente indipendenza riconosciuta). Spero non schiatti, in realtà, lasciar morire personaggi principali potrebbe diventare alla fine un cliché dopo le varie morti eccellenti.
  13. Grazie a tutti per il benvenuto, cercherò di attenermi alle regole del forum. Per quanto riguarda quanto detto da Metamorfo, concorso con lui. Il mio "non sempre" era riferito proprio a quei casi da te accennati. È anche vero che un'opera ben scritta ti fa chiudere gli occhi sulla tendenza a voler dividere il mondo in buoni e cattivi. Vedi la saga di Harry Potter, che io ho personalmente amato per qualità di scrittura, ambientazione e cura dei dettagli ma a cui rimprovero una certa semplicità morale. Proprio per questo i miei personaggi preferiti in quel caso erano quelli maggiormente am
  14. Magnifica l'analisi di Jon Snow e ricchi di spunti interessanti i commenti di tutti... Quanto a me, ho sempre considerato Theon il personaggio tragico per eccellenza nell'universo delle cronache. Una persona alla ricerca di una propria identità, in modo più solitario se possibile di un Jon Snow o di un Tyrion, entrambi reietti ma che nel loro essere emarginati riescono a trarre la propria forza e a imporsi su un gruppo sociale. Theon no, non ha i Guardiani della Notte, non ha gli intrighi del Concilio Ristretto. Un uomo che non ha connessioni con la propria figura materna - né in positivo
  15. Ho votato Jon per i motivi che voi stessi avete elencato: leadership, empatia, lungimiranza, vocazione al sacrificio. Sebbene fossi indecisa tra lui e Tyrion, altro personaggio da me adorato. In realtà, spero che a Jon venga offerto in qualche modo il trono, che lo rifiuti e che di conseguenza questo passi a Tyrion. Nel reale svolgimento dei fatti, temo però che sarà Dany ad accaparrarsi tutto... Non che la odi, but still..
  16. Io ti consiglio la saga di Kushiel scritta da Jacqueline Carey. Per certi versi, ricorda molto Martin: dallo stile di scrittura, alla discreta presenza dell'elemento magico e all'erotismo. A me è piaciuta davvero molto, anche se gli ultimi due o tre volumi non sono stati tradotti in italiano. Inoltre, il cartaceo non è facilmente reperibile ma io l'ho scaricato su internet senza problemi.
  17. Ciao a tutti, devo ammettere che vi leggo da un po', sia perche trovo molte delle vostre analisi davvero illuminanti sia per la mera curiosità di confrontare le mie opinioni alle altrui (non posso continuare a sfiancare i miei amici). Ho conosciuto il mondo di ASOIAF tramite la serie tv, dopo lunghe insistenze da parte della mia migliore amica. Non sempre digerisco i fantasy, per via dell'eccessivo buonismo, del tutto bianco e tutto nero.. ecc. Che dire.. in poco tempo ho recuperato quattro stagioni. Adesso sono impegnata con la lettura dei libri: lo stile di scrittura di Martin non mi ha
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