Jump to content

Northern Moon

Utente
  • Content Count

    67
  • Joined

  • Last visited

Everything posted by Northern Moon

  1. Ho sempre trovato Emilia Clarke una bellissima ragazza ma... una pessima, pessima attrice. Non mi è mai piaciuta né è mai riuscita a coinvolgermi particolarmente nel suo personaggio. Nonostante ami il personaggio di Jon Snow, un discorso simile lo faccio per Kit che a differenza della Clarke ha avuto forse la fortuna che la sua mono-espressione sia più attinente con la scrittura televisiva del personaggio ( quelle due o tre volte in cui Jon ha riso ho avuto seriamente paura. Un discorso a parte sono le scene in cui Harington è in compagnia di Sophie Turner - attrice discreta ma a mio avviso non abbastanza abile per un personaggio fatto tanto di non detto come Sansa - lì la chimica fra i due attori ha esaltato le performance di entrambi. Chi davvero è una maestra nell'arte recitativa è Lena Headey, perfetta in tutto - l'intonazione, i movimenti, le espressioni del volto. Una spanna sopra tutti gli altri attori così come Peter Dinklage per cui direi le stesse identiche cose. Apprezzo moltissimo anche Alfie Allen, Maisie Williams (la migliore attrice fra gli Stark ancora in circolazione), Nikolaj Koster Waldau per l'eleganza di un'interpretazione mai esagerata e mai sopra le righe e la classe di Liam Cummingham.
  2. Anche io propendo come tutti voi per il legame mentale. Per rispondere a questa domanda in modo compiuto, bisognerebbe prima capire con esattezza cosa è accaduto al momento della loro nascita. Volevo ringraziare @Meri per la sua riflessione sui nomi assegnati ai draghi. In effetti, mi sono sempre chiesta perché abbia deciso di chiamarne uno come il fratello defunto visto la piega presa dai loro rapporti. E concordo sul fatto che Drogon e gli altri obbediscano a chi riconoscano come vero Targaryen. D'altronde, non è un caso se Drogon si ribella in un momento in cui Daenerys mette da parte l'anima più conquistatrice a favore di quella di regnante. Per quanto riguarda la "tecnica" di cavalcata, penso siano scelte meramente scenografiche e visive della produzione. Ho dato un'occhiata ai video della Mano del Re (la cui fonte è proprio l'HBO) e in quelli dedicati alla danza dei draghi i cavalieri cavalcano servendosi di selle e strumenti simili. D'altronde per quanto Dany possa essere ignifuga/tollerante al dolore siamo di fronte a creature la cui superficie è irta, piena di aculei e via dicendo.
  3. Concordo con quanto detto da te, si sta mostrando cosciente e in grado di muoversi nella sua vita. Ma appunto, vorrei dessero maggior spazio a questa sua presa di coscienza e maturazione che al momento si può solo intuire. Io adoro il pg di Sansa e mi piacerebbe assistere alla sua, se mi passi il termine, rivalsa come donna autonoma, in grado di badare a se stessa e con i suoi mezzi, senza necessariamente aver bisogno di draghi o arti assassine da killer. Vorrei vederla costruirsi il suo spazio nel mondo tramite la sua intelligenza e, perché no, fascino.Magari mi accontentetanno in futuro..chissà!
  4. Se Brienne scrivesse quelle pagine... Il mio cuore di fanciulla non reggerebbe per la commozione.
  5. A mio avviso, Brienne è un personaggio più sfaccettato di quanto appaia. Dietro quell'apparenza monolitica giustamente da te messa in luce, si cela una tenerezza e una fragilità che stridono con quanto ci si potrebbe aspettare da lei. Penso che poter comprendere il suo personaggio, sia necessario riflettere sulla posizione della donna nella società di Westeros. Una donna di nobili natali è destinata inevitabilmente a essere una moglie, una lady. In assenza di grandi ricchezze o importanza politica (Cosa di cui mi pare la casata di Brienne sia provvista) la più grande dote di una donna è la sua bellezza, bellezza di cui la nostra è sfortunatamente sprovvista. A una lady si chiede prima di tutto di essere bella. Brienne non potendo adempiere a questa missione, diventa un cavaliere, il migliore di quelli che appaiono nel corso della storia. Cerca di dimenticare il suo genere ("non sono una lady...") eppure dei sentimenti sbocciano nel suo cuore (Renly, Jaimie soprattutto). Ho amato la composta dignità con cui prova a tenere a bada quest'amore per Jaimie e i mille impercettibili modi in cui questo riaffiora. Non vedo solo conflitto tra desiderio e dovere, qui, ma anche una tenerissima paura, paura del rifiuto, dell'ammissione dei propri sentimenti. Quanto al suo destino... Sono sicura avrà un ruolo nella lotta contro i WW (perché sprecare una lama di Valyria?) e sono convinta che ci sarà la renion con Jaimie, dal momento che credo che anche lui avrà un ruolo nella battaglia decisiva. Onestamente spero che quest'amore non si consumi, ma che serva Jaimie a scuotersi dal suo torpore. Non sono una che spera nella sua redenzione (non amo i redenti), ma se il Jaimie amorale deve avere il sopravvento che sia una versione consapevole e non l'uomo passivo che abbiamo di fronte al momento. E Brienne sembrerebbe la persona giusta a scuoterlo da questa passività.
  6. Discussione interessante su due dei personaggi migliori della saga. Prima di tutto, penso che il loro essere caduti in sordina derivi anche dall'allontanamento tra i due. Trovo, infatti, che i dialoghi tra Varys e Baelish rappresentino uno degli apici della scrittura di GoT. Inoltre, questi erano utili a condensare due visioni, due approcci diversi al potere: quello disinteressato volto al bene del regno e quello personale, egotico ed egoista. Con tutte le ambiguità morali del caso. Adesso, forse anche in virtù dell'assenza delle loro dispute, entrambi sembrano muoversi secondo direzioni meno chiare. - Concordo con @Iceandfire su quanto detto a proposito di Baelish. Anzi trovo molto poetico da un punto di vista narrativo e interessante da quello psicologico che la rovina di un uomo in grado di fregare lord e regine sia stata la passione per una fanciulla (o l'aver sottovalutata?). Tuttavia avrei preferito mostrassero una maggiore evoluzione di Sansa, giusto per rendere più credibile un'eventuale fine del gran burattinaio per mano sua. - Per quanto riguarda Varys, se tutto ha ragione di esistere nella costruzione di un personaggio ipotizzerei che ci sia certamente un legame tra la sua avverisione alla magia, al lato esoterico delle cose e la sua ideologia politica. Come LF è un figlio del caos, Varys mi sembra un seguace della ragione in quanto opposto a quella magia per cui tanto ha sofferto. Nel suo parteggiare per Jon o Dany.. Ci sono delle clues che lasciano intravedere un probabile "tradimento" (ché tale non sarebbe in virtù di quanto da lui stesso dichiarato). Ma personalmente non so se intendere il dialogo a Dragonstone come indizio per tale tradimento o semplice spiegazione alla domanda tipo "Ah, ma Varys che diavolo ci fa qua?"
  7. Parole sante... Io ho cominciato a pensare che il suo PG fosse inadeguato e "misteriosamente" fortunato già nella quinta stagione. Ed è questa sua evoluzione uno dei motivi per cui attendo i libri, in cui magari la sua aura di santità spero sia più rarefatta o meno persuasiva. Ho amato Jon per non essersi prostato. Non c'entrano poi le preferenze, a livello narrativo tanta sicumera è a mio avviso insensata.
  8. Innanzitutto, complimenti ancora una volta per l'analisi mai scontata e banale di Brandon, personaggio quanto mai ermetico e refrattario a interpretazioni. Il distacco del giovane Stark non ha potuto fare a meno di colpirmi, forse proprio perché sua dimensione psichica ci è stata preclusa maggiormente rispetto a quella di altri personaggi. Un legame con la sorella, con il mondo esterno appare ancora sussistere ma sembra essere dettato più da compassione trascendente che da empatia, sensibilità umana che dir si voglia. Tornando alla distinzione da te fatta sul rapporto conoscenza/moralità, credo che lo Stark si avvicini più al secondo tipo umano da te descritto. La curiosità. Una curiosità non esente da rischi, come il povero Hodor ha dovuto imparare a sue spese. Eppure, fino a quando il Corvo suo predecessore era ancora in vita almeno, simile fame di conoscenza rappresentava una molla, un istinto vitale, una scappatoia (non dimenticherò mai i tentativi di Bran di comunicare con un giovane Ned Stark, la sua voglia di vedere, di sapere appunto sempre di più). In realtà, sembra che una volta acquisita l'onniscienza quello slancio, che seppur confinato alla sfera psichica poteva esser definito vitale, sembra essersi estinto. Personalmente, mi è sempre piaciuto considerare Brandon come la rappresentazione, la presentificazione fisica della memoria. Il suo ruolo, quello del testimone, di colui che trasmette gli eventi. Una memoria orale, archetipica quasi, evocativa di quel Nord ancora pervaso di antica magia. E a questo, ho contrapposto Samwell. La memoria scritta, il documento, il libro come testimonianza della modernità, una testimonianza esente da superstizioni e rapporti con l'alterità, pratica e oggettiva. Uno scontro di civiltà, un conflitto tra due modi di intendere la storia e il rapporto tra l'io e il mondo.... Scusa per la divagazione!
  9. Episodio molto godibile, sebbene a tratti tanta velocità non lascia il tempo allo spettatore non dico di riflettere, ma addirittura di metabolizzare quanto accaduto. Concordo su quanto scritto dalla maggior parte di voi: la bellezza dei dialoghi a Dragonstone, la bravura di un'attrice come Lena, lo spessore di un personaggio come Lady Olenna (mi mancherà). La commozione dell'incontro a Grande Inverno fra due fratelli radicalmente mutati. Voglio approfittare per lanciare una piccola riflessione che forse nasce dal mio rapporto d'odio/amore nei confronti del personaggio di Daenerys: lasciando per un attimo da parte la questione schiavismo, comincio a trovare abbastanza contraddittorio questo suo essere considerata rivoluzionaria nel momento in cui legittima la propria pretesa al trono per ragioni dinastiche, legate al sangue. Ho fatto caso a questo contrasto proprio perché in questa puntata lei ribadisce di "essere nata per questo", mentre pochi minuti dopo Cersei la definisce una rivoluzionaria (e non è la sola).
  10. La precisazione de "since it is his story" lascia intravedere che tutto sommato un certo rispetto per la storia originale - quella cartacea sussista. Oltretutto, si tratta di uno spoiler piuttosto credibile, per alcuni addirittura scontato. Il resto mi sembrano considerazioni molto tecniche da insider della produzione e simili.
  11. È un'ipotesi suggestiva e potrebbe ben accordarsi a uno scenario apocalittico post- lotta con estranei. È anche vero però che se Martin ha preso spunto dalla guerra delle due rose, allora la storia parla di una monarchia rafforzata, governata da una nuova dinastia.
  12. Se rimanesse re del nord sarebbe epico (con conseguente indipendenza riconosciuta). Spero non schiatti, in realtà, lasciar morire personaggi principali potrebbe diventare alla fine un cliché dopo le varie morti eccellenti.
  13. Grazie a tutti per il benvenuto, cercherò di attenermi alle regole del forum. Per quanto riguarda quanto detto da Metamorfo, concorso con lui. Il mio "non sempre" era riferito proprio a quei casi da te accennati. È anche vero che un'opera ben scritta ti fa chiudere gli occhi sulla tendenza a voler dividere il mondo in buoni e cattivi. Vedi la saga di Harry Potter, che io ho personalmente amato per qualità di scrittura, ambientazione e cura dei dettagli ma a cui rimprovero una certa semplicità morale. Proprio per questo i miei personaggi preferiti in quel caso erano quelli maggiormente ambigui e non i classici "buoni" che spesso mi stanno sullo stomaco.
  14. Magnifica l'analisi di Jon Snow e ricchi di spunti interessanti i commenti di tutti... Quanto a me, ho sempre considerato Theon il personaggio tragico per eccellenza nell'universo delle cronache. Una persona alla ricerca di una propria identità, in modo più solitario se possibile di un Jon Snow o di un Tyrion, entrambi reietti ma che nel loro essere emarginati riescono a trarre la propria forza e a imporsi su un gruppo sociale. Theon no, non ha i Guardiani della Notte, non ha gli intrighi del Concilio Ristretto. Un uomo che non ha connessioni con la propria figura materna - né in positivo né in negativo. Ancora una volta, tracciando un paragone con Jon e Tyrion, come Theon senza madre, notiamo una differenza sì piccola, ma altrettanto incisiva. L'assenza della madre comporta, infatti, una connotazione identitaria: è l'assenza della madre di Jon a renderlo il bastardo, è stata la morte per parto della madre del nano, oltre alla sua deformità fisica, a fare di Tyrion il Folletto odiato dal padre e dalla sorella. Nulla di tutto questo può essere attribuito a Theon (ma potrei sbagliarmi). Con la morte di Ned Stark anche il suo viaggio ha inizio. Un viaggio senza una meta se non, forse, quella di trovare se stesso. E quindi, il ritorno dal Padre, il tentativo disperato di conciliare le due identità: quella di Stark e quella di Uomo di ferro. Il rifiuto del Lord che ha valore sia narrativo che psicologici. Motore degli eventi che porteranno alla presa di Winterfell da parte degli uomini di Ferro, esso pone finalmente Theon davanti alla domanda che forse è il suo reale quid identitario: chi sei tu?Non a caso, alle mutilazioni fisiche di Ramsay segue la perdita del proprio nome, connotazione identitaria per eccellenza. Da quel momento, la riconquista del sé parte attraverso la riconquista del proprio nome e in questa luce io leggo SPOILER GOT 6 STAGIONE
  15. Ho votato Jon per i motivi che voi stessi avete elencato: leadership, empatia, lungimiranza, vocazione al sacrificio. Sebbene fossi indecisa tra lui e Tyrion, altro personaggio da me adorato. In realtà, spero che a Jon venga offerto in qualche modo il trono, che lo rifiuti e che di conseguenza questo passi a Tyrion. Nel reale svolgimento dei fatti, temo però che sarà Dany ad accaparrarsi tutto... Non che la odi, but still..
  16. Io ti consiglio la saga di Kushiel scritta da Jacqueline Carey. Per certi versi, ricorda molto Martin: dallo stile di scrittura, alla discreta presenza dell'elemento magico e all'erotismo. A me è piaciuta davvero molto, anche se gli ultimi due o tre volumi non sono stati tradotti in italiano. Inoltre, il cartaceo non è facilmente reperibile ma io l'ho scaricato su internet senza problemi.
  17. Ciao a tutti, devo ammettere che vi leggo da un po', sia perche trovo molte delle vostre analisi davvero illuminanti sia per la mera curiosità di confrontare le mie opinioni alle altrui (non posso continuare a sfiancare i miei amici). Ho conosciuto il mondo di ASOIAF tramite la serie tv, dopo lunghe insistenze da parte della mia migliore amica. Non sempre digerisco i fantasy, per via dell'eccessivo buonismo, del tutto bianco e tutto nero.. ecc. Che dire.. in poco tempo ho recuperato quattro stagioni. Adesso sono impegnata con la lettura dei libri: lo stile di scrittura di Martin non mi ha presa molto inizialmente, dunque ho dovuto iniziare pià volte dal principio la lettura.. E che dire, se a livello stilistico non sarà uno dei miei autori preferiti, il suo modo di delineare e approfondire le psicologie dei vari personaggi è davvero unico. Non aggiungo altro, dal momento che le mie principali preferenze sono ben intuibili dal mio profilo. Buona giornata a tutti voi e grazie dell'attenzione!
×
×
  • Create New...