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Manna

Vikings

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Dovrebbe essere all'inizio, dietro a Bjorn, con le pitture di guerra bianche... a colpo d'occhio pare lei, però è difficile vedere se è sfregiata.

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Ah ok.. no sono abbastanza certa che non sia Porrun, a meno che non abbiano re castato l’attrice. All’inizio pensavo fosse la schiava che Ivarr bacia all’inizio della 5 season, ma rivedendola in quella scena e comparandola con questa (che è presente anche nel primo trailer) mi sembra evidente che non sia la stessa attrice. Quindi nulla di più facile che sia un nuovo personaggio. 

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Si ma se fosse un nuovo amore di Bjorn, la fa combattere? Ma non ha imparato un c.....

 

Riguardo Ragnar, l'assurdità (in senso buono) storica è che si hanno certezze sull'esistenza dei figli ma non di lui. Si pensa che si siano concentrate imprese di più uomini in uno solo, non si sa se reale o inventato.

Se guardiamo la storia, Bjorn avrebbe diventare Re di Svezia, ma questo andrebbe a fare a pugni con Harald (che comunque sembra un po' sfigato per riuscire a fare una cosa del genere, sempre di serie parlo)che riunisce la Scandinavia. Ivarr dovrebbe diventare il difensore della costa inglese, e anche questo mi stona nella serie. hanno concentrato fatti storici in realtà molto più diluiti nel tempo e ora sono curioso di vedere a cosa daranno la precedenza o se si inventeranno epiloghi differenti.

da qualche parte avevo letto che due dei figli di Ragnar vengono ucciso dagli inglesi(parlo sempre di fonti storiche). Pensavo che si trattasse di Ubbe e Hvitserk nella serie.  

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Si, come abbiamo detto molte volte una precisa corrispondenza storica non è il tratto predominante e caratterizzante della serie, nonostante questa sia dichiaratamente basata su vicende storiche reali e venga trasmessa su History Channel, canale americano che ha tra le sue missions quella di fare intrattenimento educativo e formativo. 

Basandoci sulle dichiarazioni degli showrunners, c’è da dire che le loro intenzioni sono state fin dal principio indirizzate a mostrare aspetti inediti e poco conosciuti del popolo e della società vichinga, come ad esempio il ruolo della donna nella società, donna che poteva scegliere di divenire guerriera e partecipare alle razzie ed alle scorribande esattamente come gli uomini, e che poteva anche divorziare e risposarsi, come nelle più moderne società. 

Hanno voluto far conoscere un popolo e la sua evoluzione, evoluzione che è stata così importante nell’Europa dei secoli successivi all’anno Mille , e l’hanno fatto attraverso il racconto sicuramente in parte romanzato della vita e delle gesta di una figura semi leggendaria, quella di Ragnar Lothbrok, e dei suoi “amici”, alleati e non. È uno scontro tra visoni, tra chi vuole preservare staticamente il potere acquisito e chi vorrebbe invece tentare di esplorare nuovi mondi ed approcciare nuove popolazioni e nuove culture non per sottomettere ma per creare ponti. 

Ovvio che in questo scontro qualcosa della realtà storica inevitabilmente va a perdersi perché si tende ad accavallare personaggi che storicamente non si toccano tra loroma che nella serie invece vengono presentati come coevi. 

Nel complesso, come dicevamo con @Menevyn, questo a me non dispiace purché la narrazione si mantenga sempre coerente ed attenta alle vicende generali, anche se effettivamente la figura ad esempio di Re Harald è molto più importante di quanto appaia nella serie; nella serie è indubbio che venga data più rilevanza ai Ragnarsson che ad altri personaggi storicamente più importanti, come pure si sa ormai che lo stesso Ragnar fu meno noto di suo figlio Bjorn.

 

Nella serie mi pare di ricordare che il Veggente predica a Margrethe che Ubbe sarà re ma non di Svezia, per cui non dovrebbe morire. La vedo invece più dura per Hvitserk, che oltre ad avere un’evoluzione sempre un po’ castrata e monca risulta essere il meno interessante dei figli di Ragnar, quindi se dovessi scommettere sarebbe il prossimo ad essere sacrificato. 

Nel trailer tra i due mettono molto più in risalto Ubbe, oltre al solito Ivarr, ed anche questo per me è indicativo in tal senso. 

 

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Probabilmente paga anche l'impronunciabilitá del nome. Un nome così complicato sembra fatto apposta per non restare impresso :blink:

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"Chi dobbiamo uccidere, mio signore?"

"Hvits... Hvisrt... Hives... Hi... Oh caspita, quello là!" :stralol:

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Ho trovato questo video molto intenso sulla personalità di Ubbe, Ubbe a mio avviso considerato a torto un debole, come egli stesso dice ai suoi fratelli, ad Ivarr in particolare.  

Notevoli i paralleli iniziali con Ragnar, una somiglianza che va ben oltre la fisicità. Ubbe infatti possiede la riflessività ed il cuore del padre, nonché innate doti da leader silenzioso; di contro, Bjorn ne ricorda la curiosità ed Ivarr la scaltrezza strategica e la grande intelligenza e visione d’insieme. Ma è Ubbe il maggiore dei figli che Ragnar ha avuto da Aslaug, e da buon fratello maggiore è anche il più protettivo, colui che più ha a cuore la sorte degli altri ed il benessere di Kattegat, incline al perdono tranne verso coloro che hanno ucciso il loro padre e Re, e, credo, verso colui che farà sanguinare il suo popolo, colui che non è disposto a condividere il potere. 

 

Si sente dare continuamente dell’inadeguato, come se la sua indole riflessiva e non incline alla belligeranza fine a se stessa sia sinonimo di poca consistenza caratteriale, di inefficacia; ad un certo punto si vede tradito anche dal fratello che egli sente più simile a lui, Hivtserk, quando questo sceglie di seguire la strada tracciata da Ivarr, quella della guerra ad oltranza ai sassoni, e decide per questo di allearsi con Lagertha, la grande e forte e saggia sovrana di Kattegat rea di aver assassinato sua sua madre, ma che ne riconosce il valore, la forza e la tenacia oltre l'apparenza mite. 

 

Il grande esercito pagano che ha vendicato la morte di King Ragnar è adesso diviso in due; da una parte un leader aggressivo, folle e spietato, assetato di sangue e gloria e legato profondamente alle sue radici vichinghe, Ivarr il Senz’ossa, Flagello del mondo; dall’altra coloro che poi incarnano i valori  più genuini e primordiali, paradigmatici di Ragnar: Lagertha, un Ubbe finalmente conscio della propria forza e l’amato fratellastro Bjorn. 

Come si inserirà Rollo in questa guerra fratricida resta per me il nodo più interessante da sciogliere anche se mi sono fatta la mia idea. 

 

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Ubbe vive in un periodo poco favorevole per la sua visione di prosperità; Ragnarr è stato ucciso (è andato a farsi uccidere), e l'intero popolo Normanno, che ormai vedeva Ragnarr come una leggenda, l'uomo che aveva spalancato loro le porte verso l'occidente ritenuto misterioso ed ignoto, si muove per portare guerra ai suoi assassini. Come abbiamo già detto, Ubbe incarna le speranze che Ragnarr covava per la sua gente, e ben sappiamo che per lui la guerra era un mezzo, il cui uso dosava attentamente, per ottenere terre più fertili e una vita più semplice, mentre Ubbe si trova a dover fare i conti con la follia distruttiva di Ivarr, i propositi egemoni di Harald, le questioni irrisolte di Rollo e la sete di vendetta e rivalsa di Lagertha e Bjorn, insomma, Ubbe sogna di deporre le armi e realizzare i propositi paterni in un'era di puro caos.

 

Sarà molto interessante vedere in che modo riuscirà a trovare una sua dimensione, in tutto questo (e un protagonista carismatico serve, in questa stagione).

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Bellissima disamina la tua, d’altro canto come abbiano detto tante volte Vikings non ha ancora finito di raccontarci la Storia e le storie di tutti questi grandi uomini e guerrieri. 

Già, Ubbe incarna l’ «our father’s dream», un sogno di prosperità e pace per il suo popolo che però, a causa di tutte le vicende contingenti da te elencate, mal si concilia con il momento storico in cui egli si trova a vivere.

Dovrà districarsi tra le tante singolarità che reclameranno vendetta, gloria e rivalsa, e tentare di emergere e a sua volta e far emergere quella che è la propria visione delle cose.

Io faccio il tifo per lui. 

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Io d'istinto faccio più il tifo per Bjorn, non solo perchè incarna lo spirito d'avventura di Ragnarr, ma forse perchè lui lo conosciamo fin da subito, fin da quando Ragnarr è un contadino che si limita a sognare guardando le stelle, credo che il pubblico sia più affezionato a Fianco di Ferro piuttosto che ai figli di Aslaug (personaggio abbastanza odioso).

 

Sono anche curioso di vedere come se la caverà Floki, non l'abbiamo lasciato proprio in una bella situazione...

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Infatti, a me dei figli di Auslaug non è mai importato una cippa lippa. In un certo qual modo li ho sempre sentiti come estranei. Non parliamo poi dell'insopportabile Ivarr che ovviamente miete consensi perché è quello strano e alternativo  (tanto per cambiare). Motivo per cui ho salutato la serie tempo fa.

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Dopo anni e innumerevoli suggerimenti, ho finalmente ripreso questa serie. Scusate se farò un intervento che vi riporterà decisamente indietro nel tempo...

Ho appena finito la prima stagione e devo dire che concordo molto con quello che alcuni di voi hanno detto nelle pagine precedenti. 

Partendo dal presupposto che sono appassionata di mitologia, storia e filologia germanica at large ed in particolare norrena, il mio apprezzamento per il soggetto va da sé. 

Inoltre, l'ambientazione, i paesaggi nordici e la fotografia cupa mi hanno ampiamente conquistato. Non solo, sempre restando in termini di fotografia e resa dell'immagine, apprezzo molto la "ruvidità" della resa dei personaggi. Ovverosia, a differenza di molte serie non c'è una spasmodica ricerca del bello, ma c'è più una ricerca del verosimile, come accade anche in Les Revenants e Breaking Bad, ad esempio. Difatti, una delle cose che amo di più sono le evidentissime borse di Ragnar. XD

Ho trovato davvero affascinante il modo in cui ripropone la filosofia e lo spirito di sacrificio dei guerrieri vichinghi, che a detta dei loro avversari non hanno paura neanche della morte. 

E questo è evidente in ognuno dei personaggi, soprattutto nel vecchio guerriero che si unisce alle razzie di Ragnar (non mi ricordo il nome), in Leif, e in Floki. 

Avvincente il dualismo tra Haraldson e Ragnar: al di là della lotta tra il vecchio potere che vuole salvaguardarsi e continuare ad essere tale e l'ambizione del giovane intraprendente, nonostante le efferatezze di certi momenti che contraddistinguono questa rivalità, si scorge un evidente rispetto tra i due ed un'interessante dicotomia, soprattutto in Haraldson, tra la stima ed il rispetto che nutre per l'avversario e i passi che è tenuto a compiere, con scelte altrettanto consapevoli, per il mantenimento del ruolo di capo. Nonostante la generale solennità/serietà dei momenti che riguardano Haraldson e Siggy, non mancano anche delle punte di ironia, per quanto amara, come nel momento in cui egli le fa notare per il matrimonio imposto alla figlia che, rispetto a ciò che è successo ai loro figli maschi, essere sposati con un vecchio uomo ricco, non è poi male. 

Ragnar mi ha conquistato subito con la sua aura di misticismo, mista alla sua sete di conoscenza, votata all'ambizione, chiara fin dal primo episodio: È che io non mi accontento di questo. Odino ha dato il suo occhio per conoscere l'ignoto ma io farò molto di più. E la linea narrativa in cui si mischiano le visioni del Dio, i suoi momenti meditativi, la sua fame di conoscenza e continuo apprendimento - Athelstan ne è il simbolo vivente - volto all'innalzamento della propria condizione è davvero avvincente. Il lato interessante del personaggio è che anche lui non è un character esclusivamente positivo, ma ha dei suoi lati più scuri. Leggendovi, qualcosa mi sono spoilerata, anche se il tentativo era di non farlo, nonostante le fonti le conosca, quindi, già di per sé, si sa cosa aspettarsi, salvo licenze. Però mi è piaciuta molto la frase citata in precedenza riguardo al personaggio, ne estraggo una parte già - forse - applicabile alla prima stagione:

egli era soltanto un uomo, con tantissimi sogni e tantissimi fallimenti. 

Forse, ancora più interessante da osservare è Rollo, il fratello, inizialmente suo pari, molto fedele, che non lo tradisce di fronte alle offerte di Haraldson, arrivando fino a farsi torturare. Ma che si fa sempre più irrequieto man mano che Ragnar si innalza, come già è evidente a Uppsala, fino poi a opporglisi unendosi a Jarl Borg.

Che poi perché Borg è Jarl e Haraldson conte mi resta una questione un po' oscura, forse la falla che nonostante le libertà storiche mi dà un po' più fastidio, proprio perché si tratta di un'incoerenza interna - ma è un dettaglio. 

Floki è il personaggio che probabilmente mi ha maggiormente incuriosito, molto estremo, ti coglie sempre un po' di sorpresa nell'avanzare della trama, passa da momenti di genio, a momenti di lucida follia, a momenti di grande altruismo, nonostante, tra le altre cose, sia un guerriero. 

L'evoluzione di Athelstan è altrettanto interessante. Da monaco pacifico, ma meno impaurito degli altri, cerca di adattarsi alla nuova realtà in cui si viene a trovare, ed è ben consapevole della sua necessità di legarsi all'interesse di Ragnar, per quanto questo vada a sfavore delle sorti della sua terra di origine, va anche a favore della sua sopravvivenza stessa. Certo, nonostante lo scherzetto che gli gioca ad Uppsala. 

Tra i personaggi femminili, ho apprezzato sia Lagertha, sia Siggy. Anche se, la prima ha una parabola più interessante nella prima parte della stagione, dove appare, tra alti e bassi, più forte e indomita, e dove forse è maggiormente indagata perché più legata al protagonista. Nella seconda parte sembra assumere un ruolo più funzionale forse. Ma vediamo andando avanti. 

 

Edit: dimenticavo due parole sul filone mistico. Questo da un lato può essere preso così com'è e dà un'aura fantastica alla storia, ma, in questa prima stagione, lo si può anche interpretare come una mistificazione con gli occhi dei giorni nostri. Se si presta attenzione alle profezie dell'indovino sono spesso vaghe e quindi potenzialmente interpretabili in molteplici modi, inoltre, se ricordo bene, non predice niente di non pronosticabile ad un'attenta analisi. Ad esempio, nelle ultime puntate, si fa riferimento al fatto che Ragnar sia in pericolo causa mondo magico, ma non si dice niente su Gyda.

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Gyda? E chi è? :stralol:

Secondo me persino gli sceneggiatori si sono dimenticati di lei a un certo punto, porella. 

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Poveretta! E dire che quella con Ragnar che la "saluta", seduto da solo sulla spiaggia, è una delle sue scene più belle...

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