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Viserion

XXIX Contest di Scrittura Creativa.

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E' già tempo per aprire il nuovo Contest di Scrittura Creativa, il XXIX della serie regolare!
Come per gli altri contest regolari, ogni racconto dovrà avere una lunghezza massima di 5000 caratteri spazi inclusi, mentre la conta dei caratteri dovrà seguire come verifica il conteggio fatto da Letter Count. Per verificare che i racconti rispettino il limite vi invitiamo quindi a usarlo per il controllo del vostro racconto e in caso di problemi a scriverci preventivamente.
Ogni lavoro dovrà essere preceduto dalla dicitura Contest di Scrittura Creativa seguita dal racconto e/o da titolo. Come d'abitudine abbiamo scelto di assicurarvi almeno 2 fine settimana per la stesura, quindi avrete a disposizione fino lunedì 21 luglio ore 21, dopodiché si apriranno le votazioni che dureranno 4 giorni. Si potranno esprimere due preferenze; se i racconti arrivati fossero meno di 5, potrete esprimere invece una sola preferenza. Il voto sarà espresso pubblicamente nel topic indicando l'autore e/o il titolo del racconto (preferibilmente in grassetto o comunque in modo chiaro) e si potranno commentare liberamente i racconti in gara. Il vincitore del precedente Contest decide il tema del Contest successivo, ma non può partecipare, anche se è, come sempre caldamente invitato a donare un suo scritto sul tema proposto.
Dette le rituali note del contest, passiamo alla parte come sempre più attesa <img alt="> Il tema scelto dalla neo vincitrice in carica Maya per questo XXIX Contest è:

Il buio

Dalla paura fisica dell'oscurità alle tenebre che sono dentro di noi: come si vive, ma soprattutto si può affrontare e superare l'oscurità e tutte le paure connesse? L'individuo cerca sempre la luce oppure può accedere che scelga di vivere nelle tenebre del male, dell'ignoranza, della perversione?


E adesso scatenate la vostra creatività come eliche al vento estivo! <img alt=">

 

Partecipanti: Brezza: Un nuovo mondo; kinginthenorth: Rinnovamento; Eddard Greyjoy: Freddo e Buio; La Sposa del Re: Piero; hacktuhana: tutti i colori del buio; Lady Robyn Snow: C'è sempre una luce; Ser Matthews: Enigmi nell'oscurità; Eyrie: Naufrago; Albert Stark: Portatore di luce; Ygritte baciata dal fuoco; Ser Lostdream: L'incidente di Little Lake; Aeron Plain: Magazzini Generali; misterpirelli: Il Divoratore (1)

 

Fuori concorso: senza volto: CIAO PAPà

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Bel tema...

 

spero mi venga un idea, ma per ora brancolo nel buio... <img alt=" />

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Grandissimo tema Maya <img alt=" /> avrei già qualche ideuzza, spero di aver tempo per scrivere a 'sto giro :)

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Ho pensato ad un tema che accontentasse sia i molti amanti dell'horror (che sta per "Albert ed Emma non vi potete sottrarre"), dello spiritualismo, delle atmosfere dark, ma anche chi predilige aspetti più intimi ed introspettivi.

 

Ero tentata di proporre "il numero tre", ma poi mi venivate a cercare... <img alt=" />

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Siccome non so se avrò tempo nei prossimi giorni (temo di no, prevedo già giornate impegnative), mi sono subito data fare per partecipare anche questa volta... Perché mi è molto piaciuto. Adoro già questo contest! <img alt=" />

 

Ps: ah, leggo ora che Maya ha pensato a un "buio" sulla via dell'horror... ehm, io non proprio. Ma sempre buio è. Spero vada bene uguale <img alt=" />

 

Contest di scrittura creativa

tema: il Buio

titolo: Un nuovo mondo

4991 caratteri

 

Le dita della mia mano… le sentivo, sapevo che c’erano, ma non le vedevo. C’era troppo buio.

Avanzai un passo incerto, con le braccia protese verso l’oscurità, pronte a intercettare un qualsiasi ostacolo: ma a trovarlo per primo fu l’alluce del mio piede destro, andando a scontrarsi contro lo spigolo di chissà cosa.

Il dolore fu istantaneo e acuto. Una parte tanto piccola di me che faceva tanto male, era quasi buffo. Imprecai tra me e me, come se inveire contro persone, cose ed esseri più o meno spirituali o immaginari, potesse lenire il trauma alla mia pena.

Sentii un rumore, alla mia sinistra, un riso soffocato. Mi costrinsi a ignorarlo e a proseguire con maggiore prudenza. A piccoli passi, strisciando i piedi sulle mattonelle, muovendomi più lentamente dei bradipi, raggiunsi finalmente la mia meta. Fu lo stomaco a capirlo. Il fianco di legno lo colpì in pieno, ma non con forza. Almeno questo non fece male.

Mossi le dita della mano quasi ad accertarmi della loro esistenza. Sì, c’erano ancora. Erano al loro posto. Abbassai il braccio e lasciai che la mano esaminasse il fianco del tavolo rettangolare di legno massello, con i suoi grossi piedi lavorati a intagli circolari che si restringevano verso il centro. Non che lo vedessi, ma lo ricordavo bene. La mia memoria vedeva ancora.

Capii che l’alluce doveva essersi imbattuto nel piede di una delle sei sedie intorno al tavolo della sala da pranzo. Le dita andarono a cercarla alle mie spalle, alla mia destra, al lato opposto. Vagarono confuse con l’unico risultato di spostare l’aria in cui volteggiavano.

Avrei voluto sedermi, ma non osavo rischiare di muovere un passo alla cieca, per poi sbattere un’altra volta contro qualcosa che mi aspettava minaccioso nell’oscurità. Non mi sarei fatto ridere di nuovo dietro. Mi accontentai di seguire i contorni del tavolo di legno massello, mi piaceva il suo colore, lo avevo scelto io, anni fa, e mamma era stata d’accordo. Le dita si serrarono sul suo bordo.

Udii un sospiro. Scossi la testa. Era meglio se taceva. Volevo imparare da me. Dovevo imparare da solo. Lo sapeva, era stato il nostro patto.

Chiusi gli occhi, tanto tenerli aperti era inutile.

Vidi il mondo che mi esplodeva in faccia. Ero inginocchiato con un mio amico. Eravamo al centro della strada. Era Capodanno. Lui accese la miccia e questa esplose troppo in fretta, troppo in fretta… E ora ero così lento. Così scuro. Amavo i colori dei fuochi, ora mi facevano paura, perché il frastornante botto senza colori era terribile.

Riaprii gli occhi, anche se non serviva a nulla, era sempre meglio che guardare i tormenti dei miei ricordi.

Sentivo la sua presenza alla mia sinistra. Si era fatta più vicina. Percepivo la sua apprensione. Avrebbe voluto lanciarsi in mio soccorso, ma non poteva, come non aveva potuto quella sera, sulla strada, con la miccia che esplose troppo in fretta. Era il nostro patto. Dovevo imparare da solo.

Solo... Quasi mi afflosciai sulle gambe, per nascondere la testa sotto il tavolo di legno massello, dal colore fantasma. Per troppo tempo avevo desiderato di non vedere nessuno, o meglio, non volli verificare di non poter vedere alcuno.

Troppo a lungo ero rimasto rinchiuso in camera, disteso sul letto, verso la finestra, a osservare il mondo di fuori con la memoria di ciò che centinaia di volte avevo guardato senza prestargli attenzione, quasi senza rendermene conto. Era così naturale. Così ovvio. Così giusto… e adesso? Dov’era finita la mia naturale giustizia? Dov’era finito il mondo della vista con la sua ovvietà?

Le dita strinsero con più forza il legno levigato, fino a farsi male, quasi a urlare la loro esistenza. Non li vedevo, ma ciò non significava che non ci fossero. Non vedevo il mondo, ma esso c’era, viveva ancora, e anch’io vivevo ancora.

Il buio non è assenza di vita, mi ripetei come un mantra. Il buio è un nuovo mondo da esplorare.

Restai in ascolto per lungo tempo, immobile, quasi senza fiatare, finché non la udii ancora. Si era mossa. L’avevo sentita chiaramente spostare il peso da una gamba all’altra.

Al mio udito il nuovo mondo piaceva, lo trovava addirittura esaltante. Il mio udito non si era mai sentito vivo come ora.

Lentamente mi voltai verso di lei. Drizzai la schiena e allungai le braccia. Le mossi alla cieca, cercando di fidarmi del mio senso dell’equilibrio, dell’udito, dell’olfatto, della percezione, del tatto.

La vista non è tutto. E il buio non è assenza di vita. Io vivrò il nuovo mondo.

Sperai che lei non si scansasse. Certo che non l’avrebbe fatto! Mi stava aspettando. La sentii ridere ancora quando le mie dita sfiorarono una qualche parte di lei. Mi protesi con più coraggio e le finii addosso. Mi abbracciò e mi concessi di sorridere.

Mi baciò la fronte. Ero stato bravo. Era stato quasi divertente. Ero ancora vivo. Non era finita. Il buio non è assenza di vita.

Risi. Rise anche lei. Non ridevamo da troppo tempo, perciò ridemmo a lungo, per recuperare il perduto, per riappropriarci del mondo e farci amico il buio.

 

 

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Ok, una idea ce l'ho. Vediamo se ho il coraggio e la forza di scriverne.

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Detto fatto XD

Contest di scrittura creativa

Titolo: Rinnovamento

Caratteri (con Lettercount): 4981

Cos’è successo? Cos’hanno i miei occhi? I MIEI OCCHI! Cosa sono queste bende? PERCHE’ SONO BENDATO? Dove sono?

«Stai fermo. Riposa, recupera le forze.»
La voce che gli aveva parlato era armoniosa, pacata.
Il ragazzo bendato, in uno sforzo immane, chiese il perché di quelle fasciature, domandò in che posto si trovasse, attese risposte che temeva non sarebbero mai arrivate.
Poi la voce armoniosa lo accontentò.
«Non sono la persona più adatta per dare sollievo ai tuoi dubbi. Posso solo dirti che le bende sono necessarie. Dovrai passare attraverso il buio, se vorrai essere in grado di vedere la Luce.»
Il giovane si domandò cosa quella frase enigmatica volesse dire, ma prima di riuscire a muovere le labbra ed alitare parole, sentì una porta chiudersi e capì di essere rimasto da solo. Provò nuovamente a rimuovere le fasce di tessuto che gli coprivano gli occhi, incurante dei suggerimenti della voce armoniosa; allungò la mano, ma prima di poter arrivare al suo volto un dolore lacerante gli penetrò il cervello.
Va bene, farò come ha detto.
Tentò di dormire, il sonno lo catturò più facilmente di quanto credeva.
I giorni passarono lentamente, all’inizio. Durante uno dei pasti che gli venivano serviti due volte al giorno, la voce armoniosa gli fece compagnia.
«Stai recuperando le forze, ma non è ancora il momento di toglierti le bende. Il tuo corpo dovrà abituarsi a qualcosa di nuovo, presto inizierai l’allenamento».
Il ragazzo bendato non capì il significato di quelle parole.
«Allenamento? Cosa vuoi dire?»
«Tutto a suo tempo, Kaalum. Adesso devo andare.»
«Aspetta! Come conosci il mio nome? E Ceara? Dov’è finita? Aspetta!»
La porta si chiuse. Il dolore agli occhi cominciò a torturarlo, così come un incessante prurito alla schiena. Urlò, pianse, pensò a Ceara, si addormentò.
Nel silenzio della notte, qualcosa lo percosse violentemente alle gambe.
«Alzati. Il tempo di dormire è finito, Kaalum.»
Anche lui mi conosce.
A differenza dell’altro interlocutore, questo aveva una voce minacciosa. Inutili furono le domande, non arrivò nessuna risposta. Ciò che successe in quei giorni fu massacrante. Le bende gli bruciavano gli occhi, il prurito incessante alla schiena sembrava schernirlo costantemente. Nonostante questo, Kaalum imparò a muoversi al buio, a combattere al buio. Nulla di tutto quello che fino ad allora aveva appreso sul combattimento, adesso, aveva senso. Gli fornirono una spada più leggera, più sottile e più lunga di quelle che era solito usare. Imparò a maneggiarla, ad affrontare nemici invisibili nel buio del suo mondo. Il sudore gli bruciava gli occhi, ogni istante era una continua tentazione, voleva uscire da quel buio, voleva vedere la luce, il sole, il suo avversario. Ma ogni volta che le sue mani si avvicinavano al viso, la voce minacciosa lo frustava violentemente. I giorni trascorsero veloci. Il suo corpo acquistò vigore, si sentiva leggero. Adesso riusciva a destreggiarsi nel buio come se non avesse mai avuto gli occhi.
«In questi mesi hai dovuto portare le bende per imparare a combattere l’oscurità, perché l’oscurità sarà d’ora in avanti il tuo nemico. Stasera abbraccerai la Luce, il tuo addestramento sta per finire. Rimane un’ultima cosa da compiere. Salta.»
Non riusciva a spiegarsi quello che la voce minacciosa gli aveva appena chiesto di fare. Tentennò un attimo, quando arrivò una frustata sulla schiena. Il prurito si era intensificato dopo il colpo ricevuto. Non se lo fece ripetere una seconda volta. Saltò. E gli sembrò di arrivare su, fino alla luna. Sentì il prurito lungo la schiena cessare. Sentì il vento attraverso due nuove protuberanze che gli partivano dalle spalle, di cui non riusciva a spiegarsi l’esistenza. Tornò a terra. Le domande furono molte, la risposta una sola: Stasera, abbraccerai la Luce, e avrai le tue risposte.
La notte non tardò ad arrivare. Fu lavato, vestito con una tunica e condotto in un’altra stanza.
«Stai tranquillo, non aver timore. Hai superato il test.»
Era la voce armoniosa ad aver parlato. Era contento nell’averla sentita. Lo fece entrare in una sala, dove una voce possente parlò.
«Kaalum, hai affrontato l’oscurità e sei stato sconfitto. Tutti noi siamo rimasti colpiti dalla tua forza d’animo nel tentativo di difendere chi ami rischiando la vita e abbiamo deciso di donarti una seconda opportunità. Hai dovuto portare le bende, ti sei dovuto abituare all’oscurità perché lei sarà il tuo nemico adesso. Il tuo mondo è stato immerso nel buio, e nel buio hai imparato a muoverti. Ora potrai abbracciare la Luce. Rimuovi la benda. Sei pronto a combattere nelle nostre fila, contro l’oscurità?»
Kaalum rimosse le bende, abbandonando il buio che lo aveva accompagnato in quei mesi, e fu sorpreso nell’accorgersi che la luce abbacinante che lo riempiva non gli procurava dolore agli occhi. Fu ancora più sorpreso però, nell’accorgersi che ognuna delle cinque figure alte che sostavano dinanzi a lui aveva delle ali. E le aveva anche lui.
Sono diventato un Angelo?

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Ho pensato ad un tema che accontentasse sia i molti amanti dell'horror (che sta per "Albert ed Emma non vi potete sottrarre"), dello spiritualismo, delle atmosfere dark, ma anche chi predilige aspetti più intimi ed introspettivi.

 

Ahahah <img alt="> Farò del mio meglio per partecipare stavolta!

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Dal cell non riesco a mettere lo spoiler, perciò, chi non ha letto kinginthenorth, non mi legga! <img alt=" />

 

 

 

 

 

Bello kinginthenorth!

Mi è piaciuta molto la prova da superare per poter diventare un Angelo. L'ho trovata originale.

Fin quasi alla fine non avevo capito che fosse morto e che le ali che gli erano spuntate fossero angeliche. Perciò, l'effetto sorpresa c'è stato :)

Provo anch'io a dare delle stelline ai racconti...

Trama: ***

Originalità: ****

Personaggi: ***

Stile: **

 

Media stelline al racconto nell'insieme: ***

 

 

 

 

 

 

Edit: fatto Ygritte, grazie!

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Mi sono rimbecillito XD due volte che tento di premere "multicitazione" e invece premo "rispondi". Dovrei avercela fatta <img alt=" /> rispondo ai commenti e poi Brezza leggo e commenterò il tuo :)

 

 


Bello kinginthenorth!
Mi è piaciuta molto la prova da superare per poter diventare un Angelo. L'ho trovata originale.
Fin quasi alla fine non avevo capito che fosse morto e che le ali che gli erano spuntate fossero angeliche. Perciò, l'effetto sorpresa c'è stato :)
Provo anch'io a dare delle stelline ai racconti...
Trama: ***
Originalità: ****
Personaggi: ***
Stile: **

Media stelline al racconto nell'insieme: ***


 

Grazie mille <img alt=" /> (si si, è più che morto XD l'ho fatto morire due contest fa, quando si è scontrato contro un demone)

 

@kinginthenorth un commento a caldo


Accidenti accidenti! Un grande amore ma sarà possibile vederli di nuovo insieme? Il mio sogno....un angelo e un demone!

 

 

Ciao Ygritte :) ti svelo un segreto, chi non ha voglia di anticiparsi nulla (manco fosse l'ultimo libro di Martin XD) non legga sotto

 

 

In realtà è previsto un incontro.. ma vige una regola tra angeli e demoni, ed è per questo motivo che hanno addestrato kaalum a combattere bendato: se un angelo incrocia lo sguardo con un demone, entrambi verranno annientati (forza positiva e forza negativa si annullano a vicenda)

 

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