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TWOW - Sansa Stark


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Sì, per ora Sansa non dimostra segni di rigetto, ma penso che Martin voglia arrivare a quello, quando Sansa arriverà a una maturazione più completa e si renderà conto che l'amoralità di Baelish va pagata in qualche modo. Lei fin da quando ha visto la morte di Dontos ha capito che di lui non ci si può fidare, ma non ha altra scelta se non assecondarlo dato che è "sola al mondo". Ecco, nel momento in cui non lo sarà più o quantomeno arriverà a trarre altre conclusioni, potrà finalmente scegliere di imporre la "giustizia" che noi tutti agognamo :)

Mi sono sbattuta parecchio per riportare tutte le citazioni dal libro con l'indicazione del capitolo perché chiunque potesse controllare le citazioni nel contesto ed esprimere una propria opinione su ciascun fatto. Quando Petyr ha spiegato le sue raggioni per uccidere Dontos Sansa le ha prese come giuste, non c'è un mezzo pensiero di lei che dicesse "oh Petyr è un cattivo perché ha ucciso tre innocenti" Ditocorto è un cattivo perché non l'aiutava all'Approdo del Re, ma Petyr è gentile e premuroso. Per quel che riguarda la completa maturazione, la sua crescita è iniziata alla fine di AGOT e da li è stata costante, è irrealistico pensare che Martin cancellerà tutto quello che è successo in quattro libri per trasformare Sansa in tanto agognata giustiziera che lei non è. Petyr forse merita la sua pena, ma non da Sansa. In un altra discussione eravamo d'accordo con te sul fatto che per lui la morte più epica sarebbe per mano di Zombi-Cat.

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Petyr forse merita la sua pena, ma non da Sansa. In un altra discussione eravamo d'accordo con te sul fatto che per lui la morte più epica sarebbe per mano di Zombi-Cat.

 

 

Farlo morire per mano di LS effettivamente sarebbe appagantissimo e soddisfacente, anche perchè ritengo che Sansa non debba necessariamente macchiarsi di omicidio, ho sempre detto che non deve diventare Arya (amo il suo personaggio proprio per com'è).

 

Il fatto è che finora Petyr ha agito, apparentemente, solo ed esclusivamente per il suo bene, come ad esempio quando l'ha salvata dalla follia di Lysa. Ma se, mettiamo caso, lei si innamorasse di Harry l'Erede e lui la ricambiasse, e Baelish lo uccidesse, non penso che lei rimarrebbe impassibile. Magari Martin deve prima fargli fare qualcos'altro di spregevole per far sì che Sansa si ribelli.

Fosse per me aspetterei la rivelazione di Rickon con tutto ciò che questo porterebbe nella mente della ragazza. Una volta al corrente che "non è sola", che ha altre vie, altre possibilità, la via per ribellarsi sarebbe spianata.

 

Chissà cosa ci riserverà Martin nel "capitolo controverso"... :scrib:

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Il fatto è che finora Petyr ha agito, apparentemente, solo ed esclusivamente per il suo bene, come ad esempio quando l'ha salvata dalla follia di Lysa. Ma se, mettiamo caso, lei si innamorasse di Harry l'Erede e lui la ricambiasse, e Baelish lo uccidesse, non penso che lei rimarrebbe impassibile. Magari Martin deve prima fargli fare qualcos'altro di spregevole per far sì che Sansa si ribelli.

Fosse per me aspetterei la rivelazione di Rickon con tutto ciò che questo porterebbe nella mente della ragazza. Una volta al corrente che "non è sola", che ha altre vie, altre possibilità, la via per ribellarsi sarebbe spianata.

 

Chissà cosa ci riserverà Martin nel "capitolo controverso"... :scrib:

All'analisi mancano i quattro capitoli più interessanti, ma mio malgrado non ci sono alcune certezze, Sansa è titubante. Non sai quanto darei per poter leggere il capitolo che potrebbe essere contraverso per alcuni parti del fandom, così lo ha definito Garsia. Baelish è molto intelligente, non fa ca***te e sa tenere le sue mani pulite, difficilmente si metterebbe in una situazione scomoda con Sansa.

Il nocciolo del mio pensiero è Sansa non deve necessariamente ribellarsi a Petyr. Ditocorto è un nemico degli Stark, ma per Sansa è il miglior alleato che lei possa avere, non perché lui sia una brava persona, ma perché lui è uno degli uomini più potenti di Westeros, lui sa come rendersi utile. La via della ribelione sarà più che spianata dopo(se) il matrimonio con Harry, Sansa diventerebbe lady della valle e avrebbe il potere di giustiziare Baelish con qualsiasi pretesto. Per quel che riguarda Rikon è difficile dire, c'è un'altra discussione Sucessione a Grande Inverno se ne discute più approfonditamente.

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Quoto tutto l'ultimo discorso, Sansa non ha il minimo motivo ad ora di ribellarsi a Petyr. Ma forte di questo rapporto Petyr potrebbe trovare in Sansa la sua debolezza, e se lei capisse alcune cose (che magari lui si può fare sfuggire abbassando la guardia di fronte a lei) potrebbe cambiare la sua visione di Petyr.

A questo punto spetterebbe a lei fare una scelta: tenersi un alleato potente e utile su cui potrebbe capire di avere un certo ascendente OPPURE cercare vendetta per la sua famiglia. In entrambi i casi sarebbe la Sansa plasmata soprattutto da Petyr a fare questa scelta...e per me ci stanno benissimo entrambe, infatti è una delle cose che sono più curioso di vedere che piega prenderà :)

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Bellissima discussione su Sansa...condivido alcune cose dette precedentemente....è un personaggio che sta maturando sia per età e sia, soprattutto, come giocatrice...io confido che una volta scoperto che il padre, Ned, è stato tradito e incastrato da Ditocorto, Sansa possa superare il "maestro" e ucciderlo...magari sarà proprio Varys ad informarla....

 

Credo che il suo ruolo sarà importante per portare la pace tra la Valle la Terra dei Fiumi e il Nord, ma non vedo Sansa come Lady di Grande Inverno, per quello c'è Rickon...

 

Visto che la serie tv potrebbe spoilerare a riguardo, Martin farà uscire il capitolo controverso, che oltre a farci capire quanto Sansa abbia imparato, magari scopriremo qualcosa di più sulla sua storyline :)

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Bellissima discussione su Sansa...condivido alcune cose dette precedentemente....è un personaggio che sta maturando sia per età e sia, soprattutto, come giocatrice...io confido che una volta scoperto che il padre, Ned, è stato tradito e incastrato da Ditocorto, Sansa possa superare il "maestro" e ucciderlo...magari sarà proprio Varys ad informarla....

 

Credo che il suo ruolo sarà importante per portare la pace tra la Valle la Terra dei Fiumi e il Nord, ma non vedo Sansa come Lady di Grande Inverno, per quello c'è Rickon...

 

Visto che la serie tv potrebbe spoilerare a riguardo, Martin farà uscire il capitolo controverso, che oltre a farci capire quanto Sansa abbia imparato, magari scopriremo qualcosa di più sulla sua storyline :)

 

Nella serie tv Sansa non sa della lettera di Lysa e dell'assassinio di Jon Arryn, Sansa del libro non ci ha dato peso a quelle parole. Ci credo poco che Petyr abbassi la guardia a tal punto da spifferarle il tradimento di Ned. Non è certo che Sansa possa scoprire quello che è successo.

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Bellissima discussione su Sansa...condivido alcune cose dette precedentemente....è un personaggio che sta maturando sia per età e sia, soprattutto, come giocatrice...io confido che una volta scoperto che il padre, Ned, è stato tradito e incastrato da Ditocorto, Sansa possa superare il "maestro" e ucciderlo...magari sarà proprio Varys ad informarla....

 

Credo che il suo ruolo sarà importante per portare la pace tra la Valle la Terra dei Fiumi e il Nord, ma non vedo Sansa come Lady di Grande Inverno, per quello c'è Rickon...

 

Visto che la serie tv potrebbe spoilerare a riguardo, Martin farà uscire il capitolo controverso, che oltre a farci capire quanto Sansa abbia imparato, magari scopriremo qualcosa di più sulla sua storyline :)

Nella serie tv Sansa non sa delle lettera di Lysa e dell'assassinio di Jon Arryn, Sansa del libro non ci ha dato peso a quelle parole. Ci credo poco che Petyr abbassi la guardia a tal punto da spifferarle il tradimento di Ned. Non è certo che Sansa possa scoprire quello che è successo.

Si, Sansa non dà molto peso alle parole della zia, in quanto la ritiene una pazza...ma di certo inizierà a valutare in prospettive quelli che pensava fossero dei vaneggiamenti....

 

Per l'altro discorso, infatti non penso proprio che sarà Ditocorto a rivelare a Sansa di esser stato lui a tradire il padre...Ditocorto si sta esponendo e molti hanno iniziato a capire i suoi piani (Varys e Tyrell...Lannister mi sembrano completamente all'oscuro)...e questo significa avere dei nemici...più esci allo scoperto e più i tuoi nemici sanno come colpirti...

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Winterfell il sogno..

 

Analizzare il capitolo più bello dell’intera saga non è facile, dividerlo per prenderci delle citazioni sembra quasi uno scempio. Sansa da piccola non capiva e non apprezzava il Nord, ne pativa l’isolamento e il carattere chiuso dei suoi abitanti. Sognava lo splendore del sud con i suoi tornei e cavalieri invece all’Approdo del Re ha visto la profondità del vero squallore e vi ci ha fatto il bagno.

Tutti i sogni di Sansa, le fantasie, l’amore e la famiglia erano vere solo a Grande Inverno, li gli uomini erano valorosi e le canzoni cavalleresche erano quasi realtà. Sansa amava quel mondo, l’unico in cui è mai stata veramente felice. Grande Inverno è amore della famiglia, i giochi con i fratelli, l’assoluta sicurezza dai pericoli della vita e l’innocenza dei sogni. Sansa rivede la neve al Nido dell’Aquila e si lascia travolgere dalla nostalgia. Leggere e non commuoversi è impossibile.

ASOS 80 SANSA

Sul giardino in basso si era già depositato uno spesso strato candido ricoprendo il prato, spruzzando di bianco i cespugli e le statue, incurvando i rami de­gli alberi. Queste immagini riportarono Sansa alle fredde notti, di tanto tempo prima, nella lunga estate della sua infanzia.

L'ultima volta che aveva visto la neve era stata a Grande In­verno. "Una nevicata più leggera di questa" ricordò. "Quando mi diede l'ultimo abbraccio, Robb aveva i fiocchi che si scioglie­vano nei capelli e la palla di neve che Arya cercava di fare conti­nuava a dissolversi tra le sue dita." Ricordò come si era sentita felice, quella mattina. Ma adesso quel ricordo la faceva soffrire. Hullen, il mastro dei cavalli di suo padre, l'aveva aiutata a mon­tare in sella. Poi lei aveva cavalcato fuori della Prima Fortezza per entrare nel grande, vasto mondo che l'attendeva, con tanti fiocchi bianchi che le turbinavano attorno. "Pensavo che il mio canto fosse appena all'inizio quel giorno, invece era quasi alla fine."

La corte di re Joffrey l’ha cambiata, la sua l’innocenza si è sciolta come il giaccio in quella palude bollente, la vita non è una canzone cavalleresca, Sansa non è una dolce e cortese lady, è solo una pedina che gli altri spostano a loro piacimento.

Quando aprì la porta che dava sul giardino, restò quasi senza fiato per il meraviglioso scenario che si trovò davanti. Non voleva turbare una bellezza così perfetta. La neve continuava a cadere in un si­lenzio spettrale, formando al suolo una coltre spessa, intonsa. Tutti i colori del mondo esterno erano svaniti. Il luogo era fatto unicamente di bianco, nero e grigio. Torri bianche, neve bianca, statue bianche, ombre nere e alberi neri, e un cielo grigio che so­vrastava tutto.

"Un mondo puro" pensò Sansa. "Al quale io non appartengo

Sansa è stata privata di tutto della sua famiglia, della sua dignità il destino non le ha lasciato ne meno i sogni più intimi, qualsiasi cosa lei osasse sognare si è trasformato in cenere: il principe, i cavalieri galanti, il matrimonio felice. Lei si sente vuota e sporca dalla realtà, Grande Inverno è quel grande ricordo felice che evoca il Patronus in HP, che permette di difendersi dal grigiore del mondo.

Sansa si fermò e alzò il viso verso il cielo, chiu­dendo gli occhi. Percepì i fiocchi sulle ciglia, ne sentì il sapore sulle labbra. Il sapore di Grande Inverno. Il sapore dell'innocen­za. Il sapore dei sogni.

Sansa riaprì gli occhi. Era in ginocchio nella neve. Non ricor­dava di essere caduta. Le parve che il cielo avesse assunto una sfumatura grigio pallido. "L'alba. Un nuovo giorno. Un altro nuovo giorno." Ma erano i vecchi giorni quelli di cui aveva una disperata nostalgia. Quelli per cui pregava. Ma pregava chi? Co­me lei sapeva, un tempo quel giardino era destinato a essere il parco degli dèi di Nido dell'Aquila, ma il terreno era troppo pie­troso perché un albero-diga potesse attecchire. "Un parco degli dèi senza dèi, vuoto come lo sono io."

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Che bello quel capitolo! Sansa si rende conto di quanto amasse Grande Inverno e la sua famiglia solo dopo averli perduti per sempre. Da piccola si lamentava sempre che a Grande Inverno non ci fossero cantastorie, o tornei, e sognava le corti del Sud. Anche in riguardo alla sua famiglia cambia prospettiva: Arya, che prima giudicava insopportabile, ora le manca, e Jon, che reputava un fratello di serie B in quanto bastardo, ora è l'unico pezzo di famiglia che le rimane, e vorrebbe rivederlo.

 

Quando costruisce la fortezza di Grande Inverno nella neve, e si stupisce di riuscire a riprodurre fedelmente tutti i particolari, in quando pensava di non ricordarsela così bene, è uno dei miei pezzi preferiti per quanto riguarda il personaggio di sansa. Ovviamente poi arriva il dolce Robert a rovinare tutto :figo:

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Questo è davvero uno dei pezzi più belli e commoventi dell'intera saga. Siamo con Sansa nel sentire nostalgia di Grande Inverno e della famiglia Stark riunita, nonostante quel mondo lo abbiamo conosciuto per brevissimo tempo.

 

Menziono anche la scena nella serie tv, che seppur breve a me ha commosso. Penso che Sansa terrà vivo il ricordo della sua infanzia, non lo perderà, e mi auguro che un giorno possa ritornare a casa, nonostante le circostanze sono sfavorevoli (e anche la concezione delle "radici" perse fin dalla morte di Lady).

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Winterfell la realtà..

 

ASOS 68 SANSA

Gli occhi grigioverdi di Ditocorto la fissa­rono con innocenza. «Sei sconvolta, vedo. Pensavi forse che stes­simo dirigendoci verso Grande Inverno, cara? Grande Inverno è stata presa, bruciata, saccheggiata. Tutti coloro che amavi sono morti. Gli uomini del Nord che non sono stati sottomessi dagli uomini di ferro ora combattono gli uni contro gli altri. Perfino la Barriera è sotto attacco. Grande Inverno era la casa della tua in­fanzia, Sansa, ma ormai non sei più una bambina. Sei una donna adulta, e hai bisogno di avere una casa tua.»

Sansa sapeva che ne è stato di Grande Inverno, ma le sue speranze e sogni non volevano abbandonarla fino al monto in cui non si può più rifiutare l’orribile realtà. Ha dovuto imparare a rinunciare ai sogni, dopo tutti gli abusi subiti dai Lannister, Sansa spera solo in un po’ di tranquillità.

ASOS 68 SANSA

Erano passati anni dall'ultima volta che Sansa aveva visto la sorella di sua madre. "Sarà gentile con me, ne sono certa, in ricor­do di mia madre. Lysa è sangue del mio sangue." E la valle di Arryn era splendida, lo dicevano tutte le canzoni. Forse non sa­rebbe stato così terribile rimanere là per qualche tempo

Baelish ha più ragione di quel che si vede a prima vista quando dice a Sansa “sei una donna adulta e hai bisogno di una casa tua”. Lei aveva in mente quel pensiero già a undici anni quando il re Robert ha voluto che lei sposasse suo figlio. Lei sapeva di non essere l’erede di Grande Inverno, lei voleva avere una famiglia sua, il suo posto al mondo. Lei era più che diligente nel compito di costruirsi una famiglia e il buon rapporto con il nuovo marito, peccato che Joffrey non abbia apprezzato. Quando è arrivata la proposta matrimoniale dai Tyrell, Sansa era di nuovo contenta e convinta che ciò le avrebbe garantito la casa e l’amore che ha sempre sognato. Sansa ha sempre voluto costruire qualcosa di buono, voleva essere una brava madre e moglie per avere in cambio amore e rispetto.

ASOS 68 SANSA

Aveva pensato con nostalgia ad Alto Giardino, con i suoi prati fioriti e i suoi musicanti, con le sue barche da di­porto sul fiume Mander. Tutti paesaggi ben diversi da quella te­tra costa pietrosa. "Ma per lo meno qui sono al sicuro. Joffrey è morto, non può più farmi del male, e adesso io sono solo una bastarda. Alayne Stone non ha marito e non ha titolo." E presto sarebbe arrivata anche sua zia Lysa. Il lungo incubo di Approdo del Re era ormai alle sue spalle, e anche la farsa del matrimonio con Tyrion. Ora poteva farsi una nuova casa. Proprio come di­ceva Petyr

Sansa ha sempre desiderato avere un posto suo, di mettere i piedi per terra. Adesso suo malgrado ha qualcosa che appartiene solo a lei, Grande Inverno. Lei non deve più sottomettersi al marito, lei è Sansa Stark, lady protettrice del Nord. Per proteggere il Nord deve prima di tutto proteggere se stessa. Lei sa che una caccia è aperta alla sua eredità, nessuno la lascerà in pace, nessuno la sposerà per amore. L’aveva già capito durante il matrimonio con Tyrion, è in quel momento che le sono spuntati gli artigli, per ora piccoli e fragili, ma andrà sempre meglio.

ASOS 68 SANSA

Un giorno però anche tu vorrai avere dei figli. E vorrai sposarti.»

«Io... sono già sposata, mia signora.»

«Sì, ma sarai presto vedova. Sii lieta che il Folletto preferisca le puttane. Non sarebbe stato bello che mio figlio raccogliesse gli avanzi di quel nano, comunque, ma visto che non ti ha mai tocca­ta... Che ne pensi dell'idea di sposare tuo cugino, lord Robert Arryn?»

Il pensiero la mise a disagio. Di lord Robert Arryn sapeva sola­mente che era un ragazzino, e malaticcio. "Non è me che vuole per suo figlio: è il mio diritto di eredità su Grande Inverno. Nes­suno mi sposerà per amore. Mai." Ma ormai Sansa Stark mentiva facilmente. «Io... non vedo l'ora d'incontrarlo, mia signora. Però è ancora un bambino, vero?»

«Ha otto anni. E non è molto robusto. Ma è un ragazzo così buono, arguto e intelligente. Diventerà un grande uomo, Alayne. "

(..)

«Robert ha la vista debole, ma adora che qualcuno gli legga a voce alta» dichiarò lady Lysa. «Le storie che preferisce sono quel­le degli animali. Conosci la canzoncina della gallina travestita da volpe? Io gliela canto sempre, al mio dolce Robert, lui non si stanca mai di sentirla. E gli piace anche giocare a Salta-rospo, Fai-girare-la-spada e Vieni-nel-mio-castello, ma devi sempre lasciar­lo vincere. È giusto che sia così, non trovi? Lui è il lord di Nido dell'Aquila, dopo tutto, e tu non lo dovrai mai dimenticare. Il tuo lignaggio è nobile, certo, e gli Stark di Grande Inverno sono sem­pre stati orgogliosi. Ma adesso Grande Inverno è caduta, e tu sei solo una mendicante, quindi farai bene a mettere da parte il tuo orgoglio. Nelle tue attuali condizioni, il tuo primo sentimento dovrà invece essere la gratitudine. E l'obbedienza. Sì, mio figlio avrà una mogliettina grata e obbediente.» Lysa è da prendere a schiaffi più di Cersei.

Al Nido dell’Aquila Sansa non trova quel che cercava, ma non si dispera e lo costruisce di neve, non ha più l’illusione di poter costruire qualcosa con le persone che non se lo meritano.

ASOS 80 SANSA

Casa. Ho sognato di essere a casa.

Ma Nido dell'Aquila non era casa sua. Non era più grande del Fortino di Maegor, e all'esterno delle sue lisce mura bianche c'e­rano solo la montagna e la lunga, pericolosa discesa oltre Cielo, Neve e Pietra, i fortini alle altezze intermedie, fino alle Porte del­la Luna, sul fondo della valle. Non c'era nessun posto dove anda­re e nemmeno molto da fare.

Precedentemente ho parlato del valore simbolico e sentimentale di Grande Inverno, ma oltre a quel significato ne ha un altro molto più pragmatico e terreno. Sansa sa quali sono i suoi diritti e sa di potergli pretendere.

E così fu. La Torre Spezzata risultò ancora più facile. Sansa e Petyr costruirono l'alta torre lavorando assieme, inginocchiati l'uno accanto all'altra a lisciare e a compattare la neve. Quando l'ebbero innalzata, Sansa infilò le dita nella cima, afferrò una manciata di neve e la gettò dritta in faccia a Petyr. Lui urlò, la ne­ve che gli scivolava dentro il colletto.

«Questo, mia signora, è stato un gesto tutt'altro che cavalie­resco.»

«Anche il tuo, che mi hai condotta quassù dopo avermi giura­to che mi avresti riportata a casa.»

Sansa si chiese da dove venisse quel suo improvviso coraggio, a parlargli con tale franchezza. "Da Grande Inverno" pensò. "So­no più forte tra le mura di Grande Inverno."

Durante il matrimonio con Tyrion è nata la consapevolezza, da li in poi Sansa non si lascia più usare e non vuole più essere una vittima. Petyr è stato molto carino con la ragazza ad aiutarle a costruire il castello, era un momento magico di sintonia, lei si sentiva libera e quasi felice, dopo tanto tempo di bugie aveva trovato il coraggio di parlare con sincerità, direttamente dal cuore, aveva anche lanciato una palla da neve a Baelish. Lui ha rovinato tutto con la grazia di un ippopotamo, passi per il bacio inappropriato, ma lui ha continuato ad insistere e spaventare la ragazza. E’ esemplare la reazione di lei, non si è scomposta e gli ha saputo subito indicare che il suo posto è vicino a Lysa e che lui non deve baciarla, mancava solo uno schiaffo che ci starebbe bene. Io amo Petyr, ma in quel occasione si è comportato da grandissimo co***one, non si spaventano le ragazzine in questo modo. Dal altro canto con quel bacio ha fatto capire ai lettori che non avrebbe lasciato Sansa nelle grinfie di Lysa.

L'espressione di Petyr si fece più seria. «È vero, ti ho detto una bugia... E anche un'altra.»

Sansa sentì un vuoto allo stomaco. «Quale altra bugia?»

«Ti ho detto che nulla potrebbe darmi più piacere dell'aiutarti a costruire il tuo castello. Ma temo che anche questa sia una bu­gia. C'è una cosa che potrebbe darmi un piacere maggiore.» Si avvicinò. «Questa.»

Sansa cercò di ritirarsi. Petyr la prese tra le braccia. All'improv­viso, la stava baciando. Lei cercò debolmente di respingerlo, ma l'unico risultato fu quello di ritrovarsi ancora più stretta contro di lui. La bocca di Petyr coprì la sua, inghiottendone le proteste. Il suo alito sapeva di menta. Per un breve attimo, Sansa cedette al bacio... ma poi voltò il viso dall'altra parte, divincolandosi dalle sue braccia.

«Ma che cosa stai facendo?»

Petyr si ricompose il mantello. «Sto baciando una fanciulla di neve.»

«Dovresti invece baciare lei.» Sansa sollevò lo sguardo, ma la balconata di Lysa era vuota. «La lady tua moglie.»

«Lo faccio. Lysa non ha alcuna ragione di lamentarsi.» Petyr sorrideva. «Come vorrei che tu potessi vederti, mia signora. Sei così bella. Tutta incrostata di neve come un cucciolo d'orso, con il viso acceso, il respiro affannato. Da quanto tempo sei qui? Devi avere molto freddo. Lascia che ti riscaldi, Sansa. Togliti quei guanti bagnati, dammi le tue mani.»

«No. Non intendo farlo.»

In quel momento Petyr Baelish, lord di Harrenhal e protettore della valle di Arryn, parlava esattamente come Marillion il canta­storie la notte delle nozze, ubriaco perso. Solo che, questa volta, nessun Lothor Brune sarebbe apparso a salvare Sansa. Lothor Brune era un uomo di Petyr.

«E tu non mi puoi baciare. Potrei essere tua figlia...»

«Certo che potresti esserlo» ammise lui con un sorriso ambi­guo. «Ma non lo sei, o sbaglio? Sei figlia di Eddard Stark e di Cat. E io penso che tu sia addirittura più bella di quanto lo fosse tua madre alla tua età.»

Robert, futuro marito di Sansa non le da molte più soddisfazioni distruggendole il castello..

Portarono via il ragazzino. "Il lord mio marito..." Quel pensie­ro attraversò la mente di Sansa mentre contemplava le rovine di Grande Inverno. La neve aveva cessato di cadere e faceva più freddo, molto più freddo di prima. Sansa si domandò se lord Robert avrebbe continuato a tremare per tutta la durata della loro cerimonia nuziale. "Per lo meno Joffrey era fisicamente sano." Un furore nero s'impossessò di lei. Raccolse un ramo spezzato, lo infilò nella testa mozzata del bambolotto e lo sistemò sui resti del corpo di guardia di quello che era stato il suo castello di neve, si­mile a un sinistro trofeo. I servitori rimasero sconvolti. Ma Ditocorto, quando vide quello che lei aveva fatto, scoppiò in una risa­ta. «Stando alle leggende, non è certo il primo gigante la cui testa è finita a decorare le mura di Grande Inverno.»

«Sono solo leggende» disse Sansa. Gli voltò le spalle e lo lasciò nella neve devastata.

La rabbia per Lysa e suo figlio per Petyr e per l’inganno spingono Sansa ad agire, lei non ha alcuna intenzione di sopportarli tutti, è più disponibile a rischiare di essere scoperta e vivere da bastarda nelle Porte della Luna. Pensa di poter opporsi anche al matrimonio, non ne vuole accettare uno secondo. C’è un pensiero fondamentale nella sua ribellione “Non sono affatto una mendicante” “Sono erede di Grande Inverno” si tratta di un legame molto pragmatico con la sua terra.

Fece ritorno nei suoi alloggi, si sbarazzò del mantello e degli stivali fradici e si sedette vicino al fuoco. Sarebbe stata costretta a rispondere della crisi di lord Robert. "Forse lady Lysa mi man­derà via." Sua zia era molto incline, anche troppo, ad allontanare chiunque la facesse adirare. E nessuno la faceva adirare quanto coloro che secondo lei maltrattavano suo figlio.

Sansa non avrebbe chiesto di meglio che essere bandita. Il ca­stello delle Porte della Luna era decisamente più grande di Nido dell'Aquila, e con molta più vita. Lord Nestor Royce sembrava arcigno e austero, ma era sua figlia Myranda a mandare avanti il castello in sua vece, e tutti dicevano che era una ragazza piena di allegria. Nemmeno la ipotetica nascita bastarda di Sansa avrebbe fatto molta differenza. Al servizio di lord Nestor c'era anche una delle figlie bastarde di Robert Baratheon, una ragazza di nome Mya Stone. E si diceva che lei e lady Myranda fossero molto ami­che, addirittura quasi come due sorelle.

"Dirò a mia zia che non intendo sposare Robert." Neppure l'Alto Sacerdote in persona poteva dichiarare sposata una donna, se lei si rifiutava di pronunciare il giuramento nuziale. E lei non era affatto una mendicante, a dispetto di qualsiasi cosa dicesse sua zia. Aveva tredici anni, era una donna fertile e sposata, erede di Grande Inverno. Certe volte, Sansa provava compassione per quel gracile cuginetto, ma non riusciva proprio a immaginare di poter diventare sua moglie. "Piuttosto, preferirei essere ancora sposata con Tyrion Lannister." E se sua zia fosse venuta a saper­lo, l'avrebbe di certo bandita... lontano dalle smorfie e dagli oc­chi lacrimosi di Robert, lontano dagli sguardi turpi di Marillion, e lontano dai baci di Petyr. "Glielo dirò! Sì: glielo dirò!"

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Lysa e Robert, di male in peggio per Sansa :D

 

La forza che le dà Grande Inverno è palese, in questi capitoli i detrattori di Sansa non troverebbero di che lamentarsi. La fanciulla di neve, tenera e dolce, nasconde dentro di sè un sentimento di rivalsa verso chi l'ha maltrattata e la maltratterà.

 

C'è chi dice che quello che costruisce con lei il castello e la bacia è il lato "Petyr", e non il lato "Ditocorto". A tal proposito ho notato che nella 4x07 l'interprete di Baelish aveva la voce tremante. Purtroppo per Sansa e per noi, Petyr non può prevalere su Ditocorto, e sarà determinante un errore, un dettaglio sfuggito, per decretare la fine di entrambi (ormai mi ripeto, ma quando si parla di lui auspico sempre la stessa cosa :ehmmm: ).

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La forza che le dà Grande Inverno è palese, in questi capitoli i detrattori di Sansa non troverebbero di che lamentarsi. La fanciulla di neve, tenera e dolce, nasconde dentro di sè un sentimento di rivalsa verso chi l'ha maltrattata e la maltratterà.

 

C'è chi dice che quello che costruisce con lei il castello e la bacia è il lato "Petyr", e non il lato "Ditocorto". A tal proposito ho notato che nella 4x07 l'interprete di Baelish aveva la voce tremante. Purtroppo per Sansa e per noi, Petyr non può prevalere su Ditocorto, e sarà determinante un errore, un dettaglio sfuggito, per decretare la fine di entrambi (ormai mi ripeto, ma quando si parla di lui auspico sempre la stessa cosa :ehmmm: ).

La forza di Sansa è la forza di una posizione formale, per lei è sempre stato importante il suo status sociale, voleva diventare regina a tutti i costi, poi si sarebbe accontentata di diventare la lady da Alto Giardino. Io volevo sottolineare che la forza che Sansa trae dalla consapevolezza di essere l'erede di Grande Inverno non è di origine romantica, ma materiale. Sansa è sempre stata una Stark, ma prima di sapere che quel castello e quelle terre sono sue non ha mai tirato fuori le unghie. C'è chi dice che Sansa non ha il diritto al Grande Inverno e che lei debba accontentarsi della Valle, io non ci vedo Sansa d'accordo con questa teoria lei ormai è stanca di doversi sempre accontentare. Lei rivuole indietro casa sua e vuole anche esserne la padrona. Ne un padre, un marito ne un fratello che la comandi. Sansa aveva provato a guadagnarsi la posizione di rilievo come la septa le aveva insegnato, non ha funzionato. Se esce fuori che Rikon è vivo Sansa sarà ovviamente contenta, ma non penso che sarà contenta dopo tutto quello che ha passato essere rinchiusa in una gabbia matrimoniale lontano da casa e senza reali diritti, perché la donna in quella società di diritti ne ha pochi.

ASOS 80

 

«Sto componendo una nuova canzone, voglio che tu lo sappia. Una canzone così dolce e triste che arriverà a sciogliere perfino il tuo cuore di ghiaccio. Il suo titolo sarà La rosa sulla strada. Parla di una ragazza bastarda così bella da stregare il cuore di tutti gli uo­mini che posano il loro sguardo su di lei.»

"Io sono una Stark di Grande Inverno!" avrebbe voluto urlar­gli in faccia. Invece si limitò ad annuire, lasciando che lui la scor­tasse giù per le scale della torre e poi lungo un ponte di collega­mento.

 

Edited by Ombra Lunare
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Parte quarta: A FEAST FOR CROWS

 

La morte della canzone.

 

La vita non è una canzone cavalleresca è l’essenza di tutto il percorso di crescita di Sansa. I suoi ideali iniziali sono stati distrutti granello per grallo, le botte della guardia reale, il tradimento di Dontos e dei Tyrell, ma il destino non si è accontentato, ha voluto far nascere il ribrezzo in Sansa verso le canzoni. Al matrimonio di Joffrey lei è stata testimone di come nasce la menzogna, il cantastorie ha elogiato gesta eroiche che non avevano mai avuto luogo.

ASOS 60 SANSA

Verso la fine della canzone, quando lo spettro del valoroso lord Renly volava fino ad Alto Giardino per gettare un ultimo sguardo al viso del suo unico, vero amore, gli occhi della regina Margaery erano umidi di lacrime.

«In tutta la vita, Renly Baratheon non si è mai pentito di nien­te» disse il Folletto a Sansa «ma se ho ben capito, Hamish ha ap­pena vinto il liuto dorato in palio.»

 

«Il Cantico delle Acque Nere, che narra come il reame ven­ne salvato.» Cominciò per primo il tamburo, con un ritmo lento e sinistro.

«Attendeva il signore oscuro in alto nella sua torre» iniziò Galyeon «nel suo castello nero come la notte.»

«Nera la sua chioma, e nera la sua anima» intonarono in coro gli altri musicanti.

«Di sete di sangue e invidia egli banchettava, di disprezzo la sua cop­pa fino all'orlo egli riempiva» cantò Gayleon. «Sui Sette Regni un tempo mio fratello regnava, il signore oscuro disse alla megera sua mo­glie. Ciò che era suo io prenderò, e tutto mio farò. Il di lui figlio la pun­ta della mia spada sentirà.»

«Giovane valoroso dai capélli d'oro» cantò il coro, accompagnato dall'arpa di legno e dal violino.

«Se mai dovessi essere ancora nominato Primo Cavaliere del re» disse Tyrion, forse a voce troppo alta «la prima cosa che farò sarà impiccare tutti i cantastorie.»

Accanto a lui, lady Leonette si lasciò sfuggire una breve risata, e ser Garlan Tyrell si sporse per dirgli: «Un atto di valore non ce­lebrato non è per questo meno di valore».

«Le sue legioni il signore oscuro a raccolta chiamò, e come corvi at­torno a lui si radunarono. Assetate di sangue, sulle sue navi s'imbarca­rono...»

«... e il naso del povero Tyrion quindi tagliarono» concluse il Folletto.

Lady Leonette ridacchiò. «Forse, mio signore, anche tu dovre­sti dedicarti al canto. Le tue rime sono buone quanto quelle di Galyeon.»

«No, mia signora» disse ser Garlan. «Il mio lord di Lannister è fatto per compiere epiche imprese, non per cantarle. Se non fosse stato per la sua grande catena attraverso le Acque Nere e per il suo altofuoco, il nemico avrebbe attraversato il fiume. E se i guer­rieri selvaggi di Tyrion non avessero ucciso la maggior parte de­gli esploratori di Stannis, noi non saremmo mai riusciti a coglier­lo di sorpresa.»

Parole per cui Tyrion si sentì assurdamente grato, che lo aiuta­rono a rilassarsi mentre Galyeon di Cuy andava avanti a cantare versi sul coraggio del re ragazzo e di sua madre, la regina d'oro.

«Lei questo non l'ha mai fatto» osò dire Sansa a una delle strofe.

«Mai credere alle canzoni, mia signora.»

Petyr ha confessato di aver manipolato Mace Tyrell con i cantastorie proprio come la regina Cersei aveva una volta manipolato lei.

Hanno anche distribuito qualche conio d'argento all'esercito di cantastorie presente alla corte di lord Tyrell, perché celebrassero le eroiche gesta di Ryam Redwyne, Serwyn dallo Scudo a specchio e del principe Aemon, il cavaliere del Drago. Nelle mani giuste, un'arpa può essere pericolosa quanto una spada.

«Mace Tyrell arrivò addirittura a credere che l'idea di far en­trare ser Loras nella Guardia reale come parte integrante del con­tratto di nozze con Joffrey fosse davvero sua.

Martin non si è accontentato, tutto quello che Sansa ha passato per colpa delle false canzoni non gli è bastato, ha voluto generare repulsione verso gli ideali fantasiosi che un tempo erano il fondamento del carattere di Sansa.

Ma gli dèi non le avevano mai risposto, né gli uni né gli altri, e le sale di Grande Inverno erano rimaste silenziose.

Ma tutto questo era stato quando lei era ancora una bambina, una bimba sciocca. Adesso, aveva ormai tredici anni, era una fan­ciulla. Le sue notti erano piene di altre canzoni, e durante il gior­no pregava in silenzio.

Se il Nido dell'Aquila fosse stato costruito come gli altri castel­li, solamente i ratti e i carcerieri sarebbero stati in grado di udire il canto dell'uomo morto. Le segrete della fortezza sulla cima del­la montagna inaccessibile avevano muri abbastanza spessi da in­ghiottire sia i canti sia le urla. Ma una delle pareti era fatta di vuoto, per cui ogni accordo dell'arpa dell'uomo morto echeggia­va rimbalzando sui contrafforti rocciosi della Lancia del Gigante. E poi le canzoni che sceglieva... La danza dei draghi, La bella Jonquil e il suo giullare, Jenny di Vecchie Pietre e il principe delle Libellule. Cantava di tradimenti, dei più orribili delitti, di uomini impiccati e di vendette sanguinarie. Cantava di lutti e di tristezza.

Non faceva differenza in quale parte del castello Sansa si tro­vasse, né dove andasse: non riusciva a sfuggire alle note del can­tastorie. Marillion era il suo nome. Le sue melodie strisciavano su per i gradini a chiocciola della torre, la sorprendevano nuda nel bagno, cenavano con lei all'ora del crepuscolo, arrivavano addi­rittura a infilarsi nella sua camera da letto quando chiudeva le im­poste. Canti nella fredda aria rarefatta, canti che, proprio come quell'aria fredda, le penetravano nel profondo delle ossa. Sul Ni­do dell'Aquila non nevicava dal terribile giorno in cui lady Lysa era stata inghiottita dal baratro, ma le notti erano gelide.

La voce del cantastorie era forte e ben modulata. Sansa trova­va che il suo talento fosse sempre più eccelso, la sua voce in qual­che modo più ricca, piena di dolore, paura e rimpianto. Sansa non comprendeva per quale motivo gli dèi avessero dato una vo­ce così meravigliosa a un uomo tanto malvagio. "

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