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Metamorfo

Fabbricanti di Universi

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Avete mai creato un mondo fantastico (fantasy o fantascientifico) e una storia?

 

 

Io ho immaginato un mondo e una storia, nati e cresciuti nella mia testa un anno e mezzo fa, per non annoiarmi durante le mie luuunghe passeggiate estive.
Da allora giace incompiuta nel cassetto della mia testa (e sto iniziando a dimenticare alcuni dettagli, anche importanti).

Si tratta di fantasy. Una storia lunga e complessa, che mi piace, e secondo me è originale e con ottime potenzialità. Una storia che mi piacerebbe leggere, se scritta da uno bravo.
Diciamo che se, tanto tempo fa, mi avessero raccontato la storia di ASOIAF e di quella immaginata da me, e chiesto quale avrei preferito leggere, per i miei gusti, avrei scelto quest’ultima. :victory:

 

Premesso che tutto è in divenire e modificabile, quello che ho:

 

- Una mappa del mondo, con nomi dei luoghi.
- Un prequel lontano della storia (tutto completamente diverso, ma per capirci, diciamo quello che nelle Cronache sarebbe la questione degli Estranei, della costruzione della Barriera, e altre cose che al momento solo George conosce)
- Un prequel vicino e influente (quello che nelle Cronache sarebbero le vicende della conquista Targaryen, della ribellione di Robert, Raeghar e Lyanna, ecc.) con le principali vicende storiche.
- I personaggi principali dei prequel e le cose importanti successe fino al momento in cui partirebbe la storia nel presente (le cui vicende sono ovviamente legate agli avvenimenti del passato lontano, vicino e vicinissimo)
- I personaggi del presente (qualche decina), compresi quelli che sarebbero POV (6)
- Buona parte del background dei personaggi principali, psicologia (abbozzata per alcuni, più approfondita per altri), evoluzione (più o meno approfondita).
- Lo scheletro della trama, con intrecci e 4/5 twist/colpi di scena.

- Percorso principale e destino dei personaggi (per alcuni arrivo fino a circa metà della storia, per altri fino al destino finale – o quasi).
- Nomi di quasi tutti i personaggi.
- La parte fantastica. Non so se usare la parola “magia” perché io non amo maghi e incantesimi/profezie, quindi il fantastico è legato ad altro.
- Idea abbastanza dettagliata per un prologo e per i primi 3 o 4 capitoli di ogni personaggio POV, ed idee dettagliate su altri avvenimenti/scene random sparse lungo la storia.
- Alcune caratteristiche del mondo: popoli, religione, caratteristiche fisiche, ecc.

 

Quello che manca:
Una cosa di poco conto: la forza/voglia/capacità di scriverla :stralol:
Non ho scritto una riga, e come detto, a parte una mappa che ho disegnato, è tutto nella mia testa.
E’ una cosa troppo enorme e troppo difficile da scrivere (scrivere bene, intendo, per creare qualcosa che valga la pena leggere).

Solo l’idea del tempo e delle energie che sarebbero necessarie, mi atterrisce.

Quindi, la storia e i personaggi giacciono lì, immobili.
Un po’ mi dispiace, perché mi ero affezionato ad alcuni personaggi/avvenimenti, però non so cosa farne.

Per qualche giorno mi era venuto in mente di farne un fumetto (ma non so disegnare); oppure di finire tutta la parte organizzativo/creativa e farla scrivere a qualcun altro (ma mi pare di capire che le idee, per quanto strutturate, non possono avere copyright). Altre idee strampalate e irrealizzabili.
Quindi, niente, la storia e i personaggi giacciono tra le sinapsi, immobili e inutili.

 

 

E voi? Nessuno ha immaginato (o scritto!) una storia?

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la mappa è il mondo reale,le varie nazioni sono abitate da personaggi famosi e civilta del passato

esempio:in italia ci sono i romani anche se l'impero si limita a italia,spagna e portogallo

in grecia c'è alessandro magno(dico i nomi a cui mi ispiro) con leonida come primo generale

in scandinavia i vichinghi :figo:

romania e bulgaria sotto il dominio di vlad tepes l'impalatore

il giappone dei samurai,l'impero cinese,l'impero mongolo

in egitto gli egizi al massimo del loro splendore sotto il dominio del re scorpione,in gran parte del nord-africa comanda la cartagine di annibale

in centro-sud-africa il terribile shaka zulu e la regina ravanalona

i persiani di serse

incas,aztechi,maya

 

e cosi via ,molto civilization

l'obiettivo è scatenare un guerra mondiale in tempi non moderni facendo incontrare e scontrare gli imperi asiatici ,vogliosi di conquiste contro una difficile e pericolante alleanza dei popoli europei ma non solo

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Qualche anno fa, mi pare avessi 16 anni, ho pensato ad una storia, abbozzato un po' di trama nella mia testa e buttato giù anche qualche riga prima di rendermi conto che odiavo scrivere :D La cosa è finita subito e sono anche contenta perchè anni dopo, rileggendo quello che avevo scritto...orrore e raccapriccio :shock: Non era niente di più che il prologo ma di una banalità tale che ancora mi vergogno se ci penso. Magari non era meno banale di altre cose che si trovano in giro, ma quel poco che era mi ha fatto rabbrividire. Di una cosa sono sicura però, la protagonista sarebbe morta. Non mi ricordo se all'inizio l'avevo pensata così ma durante la rilettura del prologo sul momento ho ricominciato a ricamare sulla trama e questa idea mi è piaciuta e tutt'ora sono convinta che se la cosa fosse andata in porto avrei fatto fare una morte eroica alla protagonista. Comunque tant'è, poco importa perchè la cosa è andata nel dimenticatoio e presto mi sono resa conto che scrivere non fa per me. Che sia una storia, un diario..se si tratta di esternare pensieri su carta allora sono la persona sbagliata, mi mettono in crisi anche i biglietti di auguri e ho detto tutto :D Al massimo potrei leggere/revisionare qualcosa scritto da altri ma scrivere qualcosa di mio penso non succederà mai (a parte la tesi, che mi tocca per forza :D)

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Io ne ho una in cantiere da un paio d'anni, ma scrivo una riga al mese, cancellandone almeno dieci e rivedendo tutte le altre. Si può dire che più vado avanti, più il presunto libro si assottiglia invece di crescere.

Solo un paio di capitoli possono dirsi completi, nel senso che sono quelli che modifico meno, ma per ora è ancora un ammasso di frasi, periodi, conversazioni o descrizioni buttate qua e là senza essere legate.

 

L'unica cosa effettivamente completa è il prologo.

 

Ho disegnato parte della mappa, ho creato la lingua con annesso alfabeto, ma è da rivedere abbondantemente

Ho in mente più o meno tutto lo svolgimento, ma manca la voglia di incollare tutti i pezzi.

 

In teoria, il continuo rimaneggiamento è un errore che conduce al sostanziale immobilismo (come confermi tu): bisognerebbe scrivere tutta la prima stesura, e soltanto ultimata quella, si dovrebbe tornare indietro e modificare/riscrivere/rimaneggiare il tutto.

Anche perchè, per quanto si possa perfezionare i capitoli e le singole pagine, andando avanti con la scrittura della storia, è quasi sicuro che poi si debba comunque modificare le parti già scritte (anche solo per inserire cose che diano senso all'evoluzione futura).

 

Un'intera lingua? Wow! Ambiziosa come scelta...

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Discussione molto molto interessante.

 

Per rispondere subito alla domanda di Metamorfo, sì anche io ho immaginato una storia, e un mondo ovviamente. E' una cosa che risale a quattro o cinque anni fa forse, quando ero ancora piccolo diciamo. Non so per quale motivo, ma ho sempre desiderato scrivere una storia, fantasy ovviamente. Avevo appena conosciuto il genere, ero davvero fomentato. Così mi cimentai anch'io. Molto ingenuamente iniziai a scrivere una sorta di prologo senza sapere niente dei capitoli successivi, così a caso. Dopo averlo scritto forse almeno in dieci modi diversi, mai soddisfatto, capii che in quel modo non andava. E così iniziai a "costruire", diciamo, una storia e un mondo.

Sono passati degli anni, come ho detto prima. Convivo con questo progetto da parecchio. Convivo nel senso che non passano due giorni di fila senza che ci pensi almeno un po'. Per adesso anche io mi trovo più o meno allo stadio di Metamorfo. Ho ad oggi:

  • avvenimenti passati che sono strettamente legati alla storia presente
  • una manciata di personaggi principali di cui conosco parte del passato, psicologia e desideri (intendo lo scopo a cui mirano)
  • sviluppo dei personaggi principali (solo di un paio conosco a grandi linee il destino fino alla fine)
  • alcuni elementi di background del mondo (popoli, razze, culture ecc,)
  • ho abbastanza colpi di scena di cui vado fiero
  • la mappa c'è l'ho più o meno in testa (preferisco disegnarla quando conoscerò per certo lo sviluppo della storia, per evitare di stravolgerla continuamente)
  • zero capitoli scritti

Ebbene, anche io oltre alle idee non ho scritto nulla di nulla (tengo gli appunti salvati in alcuni file sul computer). Ho intenzione di sviluppare la storia in tre libri e conosco piuttosto chiaramente gli avvenimenti dei primi due. Ho in mente un vago finale ma del terzo libro so quasi nulla.

In sostanza aspetto che mi venga qualche idea per colmare quel buco, ma più di tutto sono alla ricerca di qualcosa che manca. Ho la netta sensazione che alla storia, al mondo, a tutto insomma, manchi qualcosa. Sono in cerca di quell'elemento importantissimo che darà la svolta al mio progetto. Ogni tanto ho qualche idea interessante, molto interessante, ma una volta aggiunta agli appunti, una volta delineate le conseguenze di quell'idea nella storia e nei personaggi, mi ritrovo al punto iniziale. Sono come insoddisfatto, alla ricerca perenne di qualcosa che non so nemmeno io come debba essere.

Da poco tempo mi rassegnato internamente di essere andato in contro ad un "blocco dello scrittore".

Ho preso in mano una nuova idea (una sorta di novella diciamo, molto più semplice) con cui passo il tempo. La sto scrivendo, e voglio finirla. Il Progetto, è semplicemente addormentato. Ogni tanto arriva qualche idea, ma sono ancora in attesa dell'Idea.

 

So che è dura, Metamorfo, ma mi sembri contento del tuo lavoro. L'unica cosa che mi sento di dirti è di provare a scrivere. Mi fa piacere che tu preferisca la tua storia ad ASOIAF. E' un bene, altrimenti non varrebbe la pena perderci del tempo. Anche io vado fiero di molte cose della mia storia, effettivamente alcune mi fanno venire i brividi e penso che sviluppate con l'adeguato impegno possano superare o eguagliare Martin. Sembrerebbe vanagloria, ma senza di essa, come ho detto, non varrebbe la pena di perderci tempo.

Visto che ti piace la tua storia, io proverei. D'altronde è inutile pensare di avere qualcosa di bello tra le mani, ma convincersi di costruirlo senza fatica. Neanche Martin, o qualunque scrittore, credo abbia ricevuto la storia pronta caduta dal cielo.

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Io ho un mondo immaginario inventato fin da piccolo, assieme a mio fratello, dove pian piano abbiamo inserito personaggi e mondi.

Ancora oggi i protagonisti di quelle fantasie fanno capi

olino in qualcosa che scriviamo.

 

Un esempio lampante è il mio nickname Hacktuhana. :)

Alcuni di questi personaggi hanno un proprio linguaggio e una propria timbrica vocale, oltre che tratti caratteriali ben definiti, che sia io che mio fratello condividiamo e conosciamo da sempre.

 

Si potrebbe dire che per noi un iniziale mondo immaginario infantile, sia rimasto vivo e si sia poi evoluto in diverse direzioni.

 

Ad esempio diversi anni fa, nei novanta, conducemmo un programma radio facendo le voci di cui sopra e interpretando vari personaggi di questo "mondo".

 

:)

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Anche io ho avuto un sacco di idee in questo proposito e piano piano le ho raggruppate e potrebbero anche essere coerenti tra loro con un po' di lavoro.

Scrivere un qualcosa del genere è un sogno da sempre.

Essenzialmente cerco di non pensare troppo alla mitologia norrena su cui si basano, quale più e quale meno, quasi tutti i fantasy in circolazione e praticamente tutti quelli che ho letto. Ma cercando di fare questo mi ritrovo sempre in mezzo a situazioni storiche o peggio di mitologia classica, che mi puzzano di banalità peggio del ricalcare altro fantasy.

 

In sostanza ho:

-due idee principali che condividono background e personaggi, ma che per questo dovrebbero essere distanziate nel tempo,

-tante situazioni generali, ma soltanto 6 personaggi veri,

-tanti dubbi su ogni cosa, principalmente sulla magia, che è molto difficile da rendere coerente,

-una mappa che non mi piace e vorrei cambiare ogni volta che ci penso,

-uno stile di scrittura contorto che non riesco a cambiare senza cadere nella banalità.

 

In compenso non ho:

-nessun nome, proprio non mi viene niente!

-nessuna idea davvero originale,

-il tempo per dedicarmi a questa cosa,

-la speranza di trovargli un capo e una coda un giorno.

 

In più non riesco a staccarmi da un certo tipo di romanticismo che forse è l'unica cosa che mi è davvero propria, ma che ad un certo punto diventa noioso perfino ai miei occhi.

 

Forse quando avrò tempo proverò ad impegnarmi, se mai ne avrò...

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Io ho un mondo immaginario inventato fin da piccolo, assieme a mio fratello, dove pian piano abbiamo inserito personaggi e mondi.

Ancora oggi i protagonisti di quelle fantasie fanno capi

olino in qualcosa che scriviamo.

 

Un esempio lampante è il mio nickname Hacktuhana. :)

Alcuni di questi personaggi hanno un proprio linguaggio e una propria timbrica vocale, oltre che tratti caratteriali ben definiti, che sia io che mio fratello condividiamo e conosciamo da sempre.

 

Si potrebbe dire che per noi un iniziale mondo immaginario infantile, sia rimasto vivo e si sia poi evoluto in diverse direzioni.

 

Ad esempio diversi anni fa, nei novanta, conducemmo un programma radio facendo le voci di cui sopra e interpretando vari personaggi di questo "mondo".

 

:)

 

Bella questa cosa!

La vedrei bene sviluppata sotto forma di spettacolo teatrale (non so se per ragazzi o per adulti).

Potreste, insieme, scrivere una sceneggiatura per un'opera teatrale.

 

 

 

Da poco tempo mi rassegnato internamente di essere andato in contro ad un "blocco dello scrittore".

 

So che è dura, Metamorfo, ma mi sembri contento del tuo lavoro. L'unica cosa che mi sento di dirti è di provare a scrivere. Mi fa piacere che tu preferisca la tua storia ad ASOIAF. E' un bene, altrimenti non varrebbe la pena perderci del tempo. Anche io vado fiero di molte cose della mia storia, effettivamente alcune mi fanno venire i brividi e penso che sviluppate con l'adeguato impegno possano superare o eguagliare Martin. Sembrerebbe vanagloria, ma senza di essa, come ho detto, non varrebbe la pena di perderci tempo.

Visto che ti piace la tua storia, io proverei. D'altronde è inutile pensare di avere qualcosa di bello tra le mani, ma convincersi di costruirlo senza fatica. Neanche Martin, o qualunque scrittore, credo abbia ricevuto la storia pronta caduta dal cielo.

 

Non hai scritto niente di quel progetto, quindi temo che, come nel mio caso, sia qualcosa di peggio del blocco dello scrittore.

 

Io sono sicuro che, anche mettendomici, non potrei mai neppure avvicinarmi a Martin. Volevo dire che il tipo di storia fantasy che ho pensato, se scritta da un bravo scrittore (Martin stesso, per esempio), mi piacerebbe più di ASOIAF.

 

Ho letto decine di manuali di scrittura (in inglese) e mi sono reso conto anche di quanto sia difficile scrivere bene.

Se vuoi davvero scrivere qualcosa che vale, devi leggere dei manuali: se non conosci come funziona la scrittura, come pensano gli scrittori, quali tecniche vanno adottate, non puoi scrivere niente che meriti davvero di essere letto.

 

Creare una storia originale, con con un mondo affascinante e una trama iavvincente, è difficile, ma è la parte facile, a cui possono arrivare in tanti. Creare personaggi a tutto tondo, "vivi" e interessanti sulla carta, è un pò meno facile, ma ancora alla portata di un buon numero di persone.

Scrivere il tutto in maniera che non ne risulti un'opera mediocre, è per pochissimi eletti.

 

 

La lingua è stato probabilmente un errore, ma mi permette di creare qualcosa che vada oltre alla vicenda narrata. Il problema è che di ogni luogo devo creare una piccola storia a sè, i nomi delle persone di una determinata regione non potranno suonare simili ad altri di luoghi distanti. Devo cercare di mantenere un filo comune, ma comunque differenziando le varie parlate/nomi propri/leggende.

Ma visto che ormai mi sono impelagato in questa scelta, credo che dovrò prima concludere questo aspetto prima di procedere con la storia vera e propria.

 

Brutta scelta. E' già talmente lungo e complicato creare una storia completa in tutte le sue parti (trama, personaggi (caratterizzazione, background, conflitti interiori ed esteriori, evoluzione), world building, ecc. (per non parlare dello scriverla), che aggiungerci pure una lingua creata ad oc è puro masochismo :D

 

Anche io ho avuto un sacco di idee in questo proposito e piano piano le ho raggruppate e potrebbero anche essere coerenti tra loro con un po' di lavoro.

Scrivere un qualcosa del genere è un sogno da sempre.

Essenzialmente cerco di non pensare troppo alla mitologia norrena su cui si basano, quale più e quale meno, quasi tutti i fantasy in circolazione e praticamente tutti quelli che ho letto. Ma cercando di fare questo mi ritrovo sempre in mezzo a situazioni storiche o peggio di mitologia classica, che mi puzzano di banalità peggio del ricalcare altro fantasy.

 

 

 

Se vuoi creare qualcosa di originale devi lasciar perdere tutto quello che hai letto ed è stato già scritto.

Qualcosa di quello finirà comunque dentro quello che scriverai, ma dovresti cercare di partire da un'idea tua, anche uno o più particolare piccoli, e poi espandili, magari ponendoti delle domande e provando a rispondere (per esempio, ti viene in mente un tipo di magia. Inizi a chiederti: se si potesse fare questa forma di magia? Chi la praticherebbe? In che modo? a quale prezzo? come reagirebbe il resto del mondo? ecc.)

Può succedere di pensare di star andando in una direzione, e poi ti accorgi di essere arrivato da tutt'altra parte.

 

Il consiglio è di lasciar perdere qualsiasi cosa sia simile ad altro.

 

Fondamentalmente, le prime idee che vengono in mente (su magia, personaggi, trama, mondo e quant'altro) sono dei clichè. E' normale e naturale che sia così. Bisogna provare ad andare oltre.

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Non hai scritto niente di quel progetto, quindi temo che, come nel mio caso, sia qualcosa di peggio del blocco dello scrittore.

 

Ho letto decine di manuali di scrittura (in inglese) e mi sono reso conto anche di quanto sia difficile scrivere bene.

Se vuoi davvero scrivere qualcosa che vale, devi leggere dei manuali: se non conosci come funziona la scrittura, come pensano gli scrittori, quali tecniche vanno adottate, non puoi scrivere niente che meriti davvero di essere letto.

 

Creare una storia originale, con con un mondo affascinante e una trama iavvincente, è difficile, ma è la parte facile, a cui possono arrivare in tanti. Creare personaggi a tutto tondo, "vivi" e interessanti sulla carta, è un pò meno facile, ma ancora alla portata di un buon numero di persone.

Scrivere il tutto in maniera che non ne risulti un'opera mediocre, è per pochissimi eletti.

 

Sì, forse hai ragione. Si dovrebbe parlare di "blocco dell'ideatore", piuttosto che dello scrittore.

 

E concordo pienamente con quello che dici dopo sui manuali. Molti pensano che la scrittura sia un talento innato, che, o c'è l'hai o non saprai mai scrivere. Forse in parte è vero, se sei negato farai sempre fatica.

Ma quello dello scrittore è pur sempre un mestiere, e ci sono, come dici tu, delle tecniche che di certo non sono spontanee, ma vanno studiate.

 

Io personalmente ho letto un manuale intitolato Story di Robert McKee. Lui è un celebre sceneggiatore di Hollywood e il manuale è per sceneggiatori, ma vale per chiunque aspiri a costruire una storia, con relativi mondi e personaggi.

 

L'ho trovato davvero interessante e mi ha fatto riflettere su molti aspetti della mia storia. Ma sicuramente ne avrai sentito parlare.

Ho la sensazione che tu ti riferisca però a qualcosa di più specifico alla scrittura in sé.

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Caro Metamorfo, sono piú o meno nella tua stessa situazione. Una decina di anno fa iniziai a creare una storia pensando di renderla come fumetto, poi ho fatto 2 conti e ho visto che con il tempo a mia disposizione, e con le pagine che avrei dovuto disegnare, non ce l'avrei mai fatta.

Allora ho detto: scriviamo un romanzo, molto piú facile! :stralol:

 

Ho iniziato allora ad espandere il mondo e la storia: ho creato una mappa, una storia antica (600 anni prima degli eventi descritti) e una piú recente (alcuni mesi). Ho iniziato ad abbozzare una lingua: fonemi, semplice grammatica e stavo iniziando con il vocabolario. Ho abbozzato i personaggi principali, alcune peculiaritá della gestione politica. Ho raccolto documentazione sulla cucina e medicina medievali, sulla realizzazione delle armi, sui nomi esistenti all'epoca (non volevo usare nomi che derivassero, chessó, da mestieri troppo moderni).

 

Ho riscritto 3 volte il prologo, e buttato giú una prima versione dei primi 7 o 8 capitoli. Ho delineato gli elementi e gli snodi principali della trama fino a quello che avrebbe dovuto essere il secondo libro.

 

La storia raccontava, grosso modo, della popolazione del continente principale che 600 anni fa si é dovuta trasferire su un'isola per sfuggire ad un attacco micidiale di strane creature da est. Era troppo tardi per usare l'arma magico/divina che avevano creato per sconfiggerle, cosí avevano ripiegato per un esodo in massa su una isola 'maledetta', nel senso che in un lontano passato era dimora di una forza potente e malvagia. Da tempo aveva abbandonato l'isola, ma erano rimasti incantesimi e bestie pericolose. L'arma venne quindi usata per 'risanare' l'isola e i successivi 600 anni per ricreare una societá. Nel frattempo, le creature sul continente se ne vanno, e qualcuno tenta di farvi ritorno (per recuperare oggetti di valore, per fuggire dalla societá, per ripopolare le miniere etc).

 

Poi peró l'arma viene rubata dai forzieri in cui viene custodita. Le tracce sembrano indicare che sono coinvolte quelle creature di un tempo, e che di recente vengono avvistate ancora sul Continente. Contemporaneamente nell'Anello, la regione centrale dell'isola circondata da alte catene montuose, e che mai era diventata abitabile, le antiche forze si stanno risvegliando.

 

La storia che volevo raccontare seguiva diversi personaggi in una struttura a POV (ma va?). C'era chi investigava sulla scomparsa dell'arma, chi era inviato a sorvegliare le torri a guardia dell'Anello, chi, nelle regioni desertiche dell'isola, tentava di aumentare il proprio potere alleandosi con strani consiglieri e chi organizzava un complotto per salire sul trono dopo essersi arricchito grazie alle miniere sul continente.

 

Per come avevo organizzato la trama, solo parte delle vicende sarebbero state descritte. Ad esempio, il furto dell'arma in sé avrebbe meritato una storia a parte, perché piú complesso di quanto si sarebbe sospettato dalla trama principale. Cosí come gli eventi che contemporaneamente si svolgono sul continente (e che non avrei mostrato direttamente).

 

Peccato che poi non ho mai avuto il tempo di proseguire con questa storia. In compenso ho tutti i file ancora sul computer (e su backup esterno) e per chi fosse interessato, ho sul mio sito delle versioni temo non aggiornatissime sia della mappa (http://www.cygnusxone.altervista.org/src/page.php?page=art/art.html&section=Art é una delle immagini: non credo che altervista consenta l'accesso alle immagini dall'esterno) che del prologo ( http://www.cygnusxone.altervista.org/src/page.php?page=art/prologo.html&section=art).

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Guarda quanti Fabbricanti ho stanato :indica:

Pure Manifredde :scrib:

 

 

 

Sì, forse hai ragione. Si dovrebbe parlare di "blocco dell'ideatore", piuttosto che dello scrittore.

 

E concordo pienamente con quello che dici dopo sui manuali. Molti pensano che la scrittura sia un talento innato, che, o c'è l'hai o non saprai mai scrivere. Forse in parte è vero, se sei negato farai sempre fatica.

Ma quello dello scrittore è pur sempre un mestiere, e ci sono, come dici tu, delle tecniche che di certo non sono spontanee, ma vanno studiate.

 

Io personalmente ho letto un manuale intitolato Story di Robert McKee. Lui è un celebre sceneggiatore di Hollywood e il manuale è per sceneggiatori, ma vale per chiunque aspiri a costruire una storia, con relativi mondi e personaggi.

 

L'ho trovato davvero interessante e mi ha fatto riflettere su molti aspetti della mia storia. Ma sicuramente ne avrai sentito parlare.

Ho la sensazione che tu ti riferisca però a qualcosa di più specifico alla scrittura in sé.

 

 

Quando uno non inizia proprio a scrivere, più che blocco dello scrittore mi sa di mancanza di passione dello scrittore. Quelli che hanno il sacro furore della scrittura, hanno problemi diversi. Quello che non gli manca, sono le pagine e pagine e pagine digitate.

C'è un autore famoso che dice sia impossibile scrivere qualcosa di buono, senza aver prima scritto una quantità smodata di pagine prima (non ricordo in quanto le quantificasse: forse un milione di parole. Comunque, avevo calcolato ed erano tipo l'equivalente di una decina di romanzi).

 

Riguardo i manuali: ce ne sono di generici, e poi di settoriali/specialistici (sulla costruzione di mondi fantastici, sulla trama, sui dialoghi, sui personaggi, sulla costruzione delle scene, sullo stile, sul punto di vista, ecc.).

Se ne è parlato qui: http://www.labarriera.net/forum/index.php?showtopic=13134

 

(alla fine del messaggio #7 ci sono dei consigli di manuali, se ti possono interessare. In particolare, quelli generici e quelli sui personaggi e dialoghi sono illuminanti e belli da leggere - il bello dei manuali scritti bene, è che sono tutt'altro che noiosi)

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C'è un autore famoso che dice sia impossibile scrivere qualcosa di buono, senza aver prima scritto una quantità smodata di pagine prima (non ricordo in quanto le quantificasse: forse un milione di parole. Comunque, avevo calcolato ed erano tipo l'equivalente di una decina di romanzi).

 

:shock:

Bisogna darsi da fare :scrib:

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Tra le possibilità che avevo contemplato, c'era anche quella di scrivere a quattro mani con un altro/a.

 

Sicuramente, ci sono dei vantaggi: maggiore facilità nel superare i blocchi della trama (da soli manca lo spunto che un confronto sicuramente fornirebbe), più idee su personaggi e storia scaturite anche dal semplice parlare con qualcun altro, possibilità di editing incrociato, disvelamento di eventuali buchi della trama o cose che non tornano come logica (non sempre ci si accorge da soli di soluzioni che hanno poca logica), maggiore entusiasmo (o almeno sostegno/spinta reciproci), possibilità di dividere il peso e i tempi, persino la cosa importante di poter "non sapere" ogni riga della storia e poter essere in minima parte nella "parte del lettore" che non sa cosa succederà

.

Però, a parte la logistica (serve grande affiatamento, direi anche poca distanza fisica e di età, fiducia, ecc.), c'è anche il problema dello stile di scrittura che sarebbe difficile da uniformare.

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Credo che questa cosa dell'immaginarsi mondi paralleli dove vivano i nostri eroi personali sia comune a molti, soprattutto tra i fan del fantasy.

 

Anche io nel corso degli anni ho messo in piedi il mio universo privato, riempiendolo di popoli, storie e avventure. Al liceo disegnai anche una bozza di mappa e chissà dove sarà finita adesso, in soffitta forse o boh.

 

 

Nel mio mondo parallelo c'erano due grandi continenti principali, uno che da nord andava verso nord-ovest e poi verso sud-ovest, più grande, e un altro più piccolo situato a sud-est. Tra i due diversi arcipelaghi minori.

 

In questo mondo, che mischia fantasy ad ucronia, il focus è sul non-originale popolo dei Cimmeri, più simile a quello di Howard che a quello storico.

 

Il protagonista si muove tra i due continenti e in mezzo ai resti dei due grandi imperi che per diverso tempo si sono contesi l'egemonia e che adesso sono entrambi in una fase di declino.

 

Ci vedo poco di fantasy, in effetti quasi nulla se non qualcosa sull'onirico.

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