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AemonTargaryen

Il futuro dell'Europa

Il futuro dell'Europa  

31 members have voted

  1. 1. Su quale Unione europea punteresti per il futuro dell'Europa?

    • Stati Uniti d'Europa
      14
    • L'Unione europea attuale
      1
    • Un'Unione europea diversa (specificare)
      10
    • Nessuna Unione europea
      6


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Il referendum con cui la Grecia sarà chiamata a decidere del proprio futuro, indipendentemente dal suo esito, rappresenta in ogni caso un segnale politico molto forte che l'Unione europea (e forse il mondo) non può ignorare. È inevitabile, a questo punto, aprire una seria riflessione sul futuro dell'Unione europea e dell'intera Europa.

Il segnale politico lanciato dalla crisi greca ci pone di fronte a diversi interrogativi. È stato giusto aderire alla moneta unica? È giusto continuare con un'Ue guidata da una Commissione che rappresenta l'interesse generale dell'Unione stessa o è meglio ripartire da una conferenza intergovernativa? Ci sentiamo davvero cittadini europei? Ci sentiamo partecipi della vita "democratica" dell'Unione?

 

In questa discussione potremo provare a dare qualche risposta ad alcune di queste domande.

Il sondaggio allegato serve inoltre a cercare di capire le varie aspettative che abbiamo sull'Europa.

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Una Unione diversa: rifare completamente tutti i trattati, abolire l'euro che è un disastro non esiste una moneta unica per tanti paesi con economie così differenti e che poggia su cervellotici parametri come il 3% tra deficit e PIL studiato da tre matematici non si sa bene su quali basi. Sarebbe meglio una Confederazione di Nazioni che prima di tutto abbiano una politica comune, un parlamento con veri poteri e una commissione i cui membri vengano scelti dal parlamento stesso. Abolirei il Consiglio Europeo che oggi è l'organo più importante dove comanda però pressoché solo la Germania e un po' la Francia. Poi esercito comune con abolizione della Nato e amicizia sia con USA che con Russia ma da posizioni equidistanti. Sull'economia difesa dei prodotti tipici dei vari Stati anche mediante uso di dazzi doganali e libero scambio di merci ma controllo sul passaggio dei cittadini tra paese e paese come era un tempo. Accumunare legislazioni comuni dove possibile ma senza snaturare tradizoni o Costituzioni dei singoli Stati che devono sempre avere la precedenza. Se una norma viola la Costituzione di un paese non deve entrare in vigore in tutta la Confederazione. Al momento direi questo, poi se mi viene altro in mente lo aggiungeró.

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Il nostro futuro è la Federazione Europea!! (stati uniti di europa fa troppo USA, non mi piace)

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L'errore fatto, IMHO, è stato che ad un certo punto l'unione economico-finanziaria ha prevaricato quella politico-istituzionale. Oggi l'Europa è percepita (e in parte lo è) un po' come quei condomini in cui tutti (amministratore compreso) fanno la voce grossa e trovano un intento comune solo quando c'è da riscuotere la rata, e poi quando c'è da decidere sulle aiuole o la disinfestazione, tutti spariscono o pensano ai ca**i propri.

 

Le cronache di questi giorni sono emblematiche di questa ambivalenza: se si tratta di fare il ca**iatone a Tsipras e alla Grecia sui conti, sono tutti unanimi e tutti d'accordo.

Poi si parla della questione immigrazione e ognuno torna a pensare ai fatti suoi, non si trova una politica comune........ e ci troviamo nella condizione per cui un continente ricchissimo, di 450 milioni di abitanti, con mezzi e risorse abbondantissimi, con un "know how" politico e diplomatico millenario, deve essere messo in crisi, sentirsi "invaso" (alimentando, tra l'altro, il peggio della demagogia destrorsa), per l'incapacità di trovare una politica comune sulla gestione di un centinaio di migliaia di migranti.

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Ieri, mio fratello di 12 anni mi ha chiesto che significa <<l'europa non funziona>>

gli ho risposto: vedi, finché l'europa non è più forte degli stati uniti, come dovrebbe essere, non sta funzionando.

(ora io certo non sono anti iuessei, anzi).

 

L'europa diversa per cui ho votato sarebbe una federazione europea. Ma, fermo restando che io vedo molto lontano questo obiettivo, per motivi economici linguistici politici e culturali, resta un dovere e un diritto continuare questo processo d'integrazione, cui già abbiamo fatto abbastanza danni e resistenze nel primo decennio duemila col fallimento della costituzione europea e molti altri fallimenti. Se l'integrazione politica è rimasta indietro non è solo colpa dei riccastri che si sono spinti troppo avanti ma anche di chi non ha voluto seguirli (e da presso, per vedere che non combinassero disastri)

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Personalmente vedrei anche bene un solo Stato di dimensione continentale, ma nel contempo gli Stati Uniti d'Europa sembrano la meta più abbordabile tra quelle ottimistiche.

 

Il problema è che ci sono troppi nazionalismi, soprattutto quelli di ritorno.

Quando ci sono le crisi, chi non ha se la prende con chi ha, e chi ha ha paura di perdere quello che ha.

 

È difficile per un tedesco, o un finlandese, o che altro, identificarsi con un greco o un portoghese (e viceversa). Ci sono profondissime differenze linguistiche e culturali che mettono in ombra le pur maggiori affinità.

 

 

Gli attuali problemi dell'UE derivano a mio parere da un allargamento sconsiderato verso est, attuato prima di realizzare una reale integrazione tra i membri preesistenti, e tutti gli ostacoli volontariamente posti verso la realizzazione di istituzioni europee forti e autosufficienti, in grado di vincere i nazionalismi.

Questo obiettivo doveva essere raggiunto nei primi anni del nuovo millennio, in un periodo di crescita e benessere economico. Farlo ora è terribilmente più difficile - in quanto impopolare.

 

 

Oggi si parla tanto di lasciare l'UE, o almeno l'euro. Francamente ho vissuto solo gli anni '80 e '90 prima della UE, ma non mi ricordo questo paradiso in terra. Anzi. La svalutatissima lira consentiva di poter vendere all'estero a prezzi competitivi semplicemente attraverso governi compiacenti, e questa è una delle cause principali della devastazione del nostro tessuto industriale (ovviamente ci sono state le eccezioni): perché investire per ammodernare le linee di produzione se posso vendere in Francia e Germania a prezzi (per loro) bassi semplicemente svalutando la moneta?

La libertà di stampare moneta per far rifiatare la nostra economia è stata, dal 1945 al 1999, sistematicamente abusata dall'Italia, prima con inflazione a due cifre e poi con un debito pubblico mostruoso. A cosa ci ha portati?

Dare la colpa alla Germania brutta e cattiva non ha senso. Non è colpa dei tedeschi se i governi italiani degli anni '80 portarono il debito pubblico dal 40% al 110% del PIL, né dei finlandesi se negli anni '70 il governo stampava moneta per pagare i debiti e c'era l'inflazione al 12%.

Oggi l'Europa ci tratta come un Paese di serie B, che non si sa imporre, che è da temere per via del suo debito pubblico e della sua esposizione alla speculazione? Beh, per cercare i colpevoli non serve andare oltre confine. :)

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Sono stati compiuti diversi errori.

 

1) Confondere il mezzo con il fine. L'Ue è nata perché alcuni tizi avevano pensato più stretta collaborazione tra Stati in varie materie economiche avrebbe contribuito a avvicinarli anche su altri piani. Ha funzionato. Ma resta pur sempre il mezzo per avvicinare gli Stati. Nel momento in cui invece gli allontana e ingenera l'odio reciproco, bisognerebbe rallentate.

 

2) Allargarsi a est senza prima aver consolidato la situazione a ovest

 

3) Prendersi non dico dove il trojan horse chiamato Gran Bretagna, la cui politica estera da circa 5 secoli è improntata ad unica, immutabile, costante: impedire che sul continente venga meno la situazione di frammentazione ed emerga una potenza egemone.

 

4) credere di poter superare millenni di differenze culturali, sociali, etniche, etiche, religiose facendo sparare ai giudici di qualche corte quattro cagate politically correct

 

5) cadere nel solito errore per cui si crede che più istituzioni e più organi burocratici e più norme possano aiutare ad accelerare/migliorare i meccanismi l'economia e l'integrazione dei popoli. Falso. Meno istituzioni ci sono meglio è, in questi due campi. O la "mano invisibile" o fa il suo corso oppure c'è poco da fare.

 

 

La soluzione a) è inattuabile, pura follia: quanto a "complessità dell'aggregato", l'Europa sta agli Stati Uniti come un mammifero sta ad una monera.

 

La soluzione b) è ormai fallita, questione di tempo, anche se non tutti se ne sono accorti.

 

La soluzione c) sarebbe quella migliore, ma bisogna avere coraggio: sbattere fuori i pesi morti e/o inutili, e tornare a limitarsi a favorire il commercio dei beni e la circolazione delle persone, senza forzature.

 

La soluzione d) è quella più probabile, a lungo termine.

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Gli attuali problemi dell'UE derivano a mio parere da un allargamento sconsiderato verso est, attuato prima di realizzare una reale integrazione tra i membri preesistenti, e tutti gli ostacoli volontariamente posti verso la realizzazione di istituzioni europee forti e autosufficienti, in grado di vincere i nazionalismi.

Questo obiettivo doveva essere raggiunto nei primi anni del nuovo millennio, in un periodo di crescita e benessere economico. Farlo ora è terribilmente più difficile - in quanto impopolare.

 

 

 

 

Si ma in parte. Nella moneta unica mi pare solo la Lituania dell'est europeo da poco sia entrata nell'euro. Certo si è voluto a tutti i costi allargarsi fin quasi alla Russia ed ora questi sono gli stupendi risultati. Sotto le pressioni americane negli anni tutti gli ex paesi del Patto di Varsavia sono entrati nella UE con le loro economie distrutte da decenni di comunismo che abbiamo aiutato a risollevarsi ma solo in parte mentre noi stessi ci distruggevamo. Inoltre già prima prendere decisioni tra 13 paesi era difficile ora in 28 Stati è tutta una baraonda con pure piccole nazioni come l'Eatonia che possono mettere il veto. Ma non mi pare che si sia imparata la lezione visto che qualcuno a Bruxelles probabilmente eterodiretto da Washington vorrebbe far entrare pure l'Ucraina un paese al collasso economico, già fallito, che si è stimato aver bisogno di 40mld all'anno per molti anni per rimettersi in piedi. Chi li tirerà fuori questi denari? Noi? Tra poco a discapito delle menzogne dei politici su una ripresa che non c'è e su nuove migliaia di posti di lavoro (ma dove!) l'Italia potrebbe stare come la Grecia se mai qualcuno osasse sfidare la Merkel. Tutti sapete la mia avversione per Berlusconi ma la sua cacciata che nel 2011 tanta gioia mi diede rivista a posteriori fu una ferita alla nostra già pessima democrazia, una cacciata certo dovuta alla sua pessima politica economica ma anche ad un complotto europeista-atlantico volto a togliere un Presidente non allineato con frau Merkel e con la linea made in USA. Se è questa l'Europa di oggi che trama per cacciare come ora con Tsipras Presidenti e Governi eletti dai popoli che non si comportano come i poteri burocratici-finanziari teutonici vogliono allora meglio che un'unione non ci sia più. Che si torni ad una CEE con un mercato aperto ma controllato solo per le merci, non si stava poi male. Avete letto le parole di Shulz, ora Presidente dell'Europarlamento? Se la Grecia non si piega il Governo Tsipras deve essere cacciato e sostituito con un Governo di tecnici. Ma scherziamo! Che caspita di democratici sono questi elementi? Tanti anni fa Shulz fu attaccato da Berlusconi ve lo rammentate? A parte il ruolo di Kapò per il quale il Berlusca suggeriva a Shulz di farsi prendere certi retroterra non propriamente democratici forse l'ex cav li aveva colti in lui.

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A me invece dispiacerebbe perdere la permeabilità delle frontiere, l'erasmus, la collaborazione tra università e centri di ricerca di paesi diversi, i giovani a zonzo per l'europa in Interrail.

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Comunque posso fare una domanda? in un'europa "diversa" secondo ciascuno di voi, la libera circolazione di capitali andrebbe lasciata libera il più possibile o costretta il più possibile? e perché?

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Dentro l'UE per me andrebbe lasciata libera, a patto di avere fiscalità comune.

 

In tal modo si avrebbe una sorta di delocalizzazione interna verso le aree più depresse, aiutandole a crescere e uniformando il benessere economico continentale.

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Una cosa che andrebbe assolutamente fatta, IMHO, è la messa al bando delle società di rating. A garantire o meno la salute fiscale di uno stato membro dovrebbe essere la stessa UE, e non una società privata extraeuropea, che spesso condivide il consiglio di amministrazione con quelle stesse società che andranno a speculare sul debito degli stati.

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Credo che siamo d'accordo che l'europa cosi non funziona.

Abbiamo a grandi linee un europa economica c'è, anche se è folle pensare di potere di mettere economie completamente diverse insieme pendendo un modello e portandolo in tutti i paesi europei ( fu lo stesso errore che fece il regno di italia con il sud ed ancora ne paghiamo le conseguenze di quell'incapacità politica).

Il difficile è portare un europa politica (secondo me impossibile ) perchè l'Europa è formata da vari popoli diversi , con culture diverse e lingue e non siamo ancora pronti per unificarci sotto questo entità superiore .

Per fare questo occorrerebbe che l'europa unita prendesse i debiti di tutto i paesi , ci fossero le stesse leggi pensionistiche , un unico esercito (si risparmierebbe molto , invece di dover spendere il 3 % del pil come impone la nato) le stesse leggi , una diplomazia unica e molte altre cose del genere.

Inoltre non è normale che stati come Estonia , Lettonia o Bulgaria possano avere lo stesso potere politico di stati come Italia , Spagna o Francia , che danno un maggiore contributo in risorse economiche e popolazione.

Questo per me è irrealizzabile allo stato delle cose attuali quindi le soluzioni sono 2:

 

O ce ne andiamo tutti , cosa molto probabile , se la Grecia fallirà in quanto non ci sarebbe più fiducia tra i membri dell'UE ; vi immaginate il Texas che viene cacciato dagli USA?

Il secondo modo è quello che dice GIL una confederazione di stati , in quanto il merito maggiore dell' UE è quello di non avere evitato guerre in europa e la libera circolazione delle merci e degli uomini.

 

In conclusione io spero in un europa diversa , ma la vedo molto dura

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Fino a quando gente come Juncher, Shulz, Tusk e compagnia cantando sarà al ponte di comando delegata dalla Merkel non cambierà mai nulla. Bisognerebbe mettere tutti i debiti dei paesi in comune in modo che sti maledetti mercati la piantino di speculare, creare una vera Banca Centrale non quella di adesso che è un surrogato della Bundesbank. Questo per iniziare. Siamo in un Quarto Reich senza nemmeno accorgercene, i tedeschi decidono chi va bene e chi no al Governo degli altri paesi, gestiscono quasi solo loro con la Francia la politica estera europea e gli altri sono a rimorchio. Mi fa ridere pensare al trionfalismo di Renzi quando riuscì a spuntarla per la Mogherini al ruolo di Lady Pesc. Un ruolo inutile che non rappresenta pressoché nessuno e gestito da una persona saccente, impreparata e incolore. Ma noi ci accontentiamo di questi posti mentre il vero potere, le vere redini del comando sono saldamente nelle mani germaniche mentre i nostri Premier vengono trattati come scolaretti (con loro tra l'altro grande godimento e ossequio).

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Si però evitiamo espressioni da sito complottistico di quart'ordine tipo "siamo in un Quarto Reich", nche oltre a essere eccessive, rischiano di portare la discussione da tutt'altra parte.

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