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Emma Snow

Indovina il libro - Edizione dei Campioni

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Io ti conosco, mascherina ti conosco,
ti conosco, mascherina ti conosco.
Mediatizzati da ogni canale ne scopro sempre di più,
regnano nel mondo del virtuale
e fanno a gara di popolarità. (cit.)

 

 

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Io ti conosco, mascherina ti conosco,
ti conosco, mascherina ti conosco.
Mediatizzati da ogni canale ne scopro sempre di più,
regnano nel mondo del virtuale
e fanno a gara di popolarità. (cit.)

 

 

 

Proprio quella. :singing:

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Allora vado.

 

Mentre indugiavo a rivestirmi, a dieci metri dalla riva vidi l’acqua bollire. Un attimo dopo avevo afferrato la rivoltella e miravo al coccodrillo, perché è indubbio che si trattasse di quella bestia. Miravo, esitando a sparare, sapevo che le mie pallottole avrebbero appena scalfita la corazza del mostro e soltanto se l’avessi colpito all’occhio potevo ucciderlo. Mi tenevo pronto a fuggire e a raggiungere il sentiero, abbandonando la latta che mi sarebbe stata d’impaccio. Senonché, il ribollimento si placò e non vidi ombra di coccodrillo. «Mi sono ingannato» pensai. Poi aggiunsi che non m’ero ingannato e che forse il coccodrillo non mi aveva visto. Si sa che in acqua questi animali vedono meno bene di quando sono sulla terraferma. Aspettai ancora e, senza osare di confessarmelo, desideravo che il coccodrillo apparisse: volevo vederlo. Certo, se fosse apparso sarei fuggito; ma volevo vederlo e non era la paura a suggerirmi questo singolare desiderio e nemmeno una scientifica curiosità, era soltanto il desiderio di vederlo e di sparargli addosso tutto il caricatore. E poi fuggire.

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Primo indizio:

Il romanzo è ambientato in Africa nel periodo coloniale.

 

Aggiungo un nuovo passo.

 

Entrammo in una casa, il fuochista aveva certamente fretta di restare solo con la donna (la vedevo passare seminuda nel vano della porta, cominciava a lavarsi, sfiancata dal caldo anche lei, assolutamente sorda al nostro dialogo), e a fatica si decise ad ascoltarmi. Stette a lungo pensieroso, non si fidava, e infine disse: “Impossibile”.

La donna si stava lavando e mi guardava di sopra il paravento. Le sorrisi, quel volto opaco era ravvivato da un fiocco rosso nei capelli, ed era un volto calmo, sopravvissuto al disastro del corpo. Dunque, le sorrisi e ripresi a convincere il fuochista, che mi ascoltava. Ma vedevo i suoi occhi inespressivi perdersi nello sforzo di quella noia. “Impossibile” ripeté, con uno stanco sbadiglio. Non voleva storie, avrebbe dovuto pagare troppe complicità.

La donna venne a sdraiarsi sul letto, seminuda. Era un’indigena, si sdraiò e ascoltava serenamente i nostri discorsi, nessuno le disse di andarsene, e io pensavo che non capisse. Tale era il caldo che si spogliò e rimase nuda, impassibile, lo sguardo perso e inchiodato al soffitto. Quando io ebbi finito di parlare, la donna senza muoversi (e la sua voce mi sorprese come la più impensata delle sovrapposizioni), disse: “Ma sì, che ti costa?”.

Il fuochista non rispose neppure, si sdraiò sul letto e io temei che si sarebbe addormentato. Allora tirai fuori il denaro e vidi che lo tentava, ma non voleva decidersi. “Debbo sentire prima gli amici” disse infine, ma mi parve pentito di aver promesso, anche così vagamente. Quando gli lasciai qualche biglietto, si fece più espansivo, promise, avrebbe tentato. Anzi, disse che avrei dovuto trovarmi alle undici all’inizio del molo. La sua faccia era calma e serena, e ora parlava come se fosse uso a simili imprese. Mentre mi asciugavo il sudore vidi (o sbagliavo?) che la donna sorrideva al soffitto, persa in un suo pensiero. La salutai ed ella, improvvisamente pudica, si coprì il ventre con la vestaglia.

Feci provviste per otto giorni e alle dieci ero sul molo.

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L'autore è forse Joseph Conrad? è Cuore di Tenebra?

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Allora riprovo con Un avamposto del progresso, sempre di Conrad.

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Allora riprovo con Un avamposto del progresso, sempre di Conrad.

Vorrei tanto poter dirti di sì, ma purtroppo non è nemmeno quello. :(

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Sul ponte sventola bandiera biancaaa....

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Secondo indizio.

 

Il protagonista del romanzo è un ufficiale dell’esercito italiano, non troppo ligio al dovere, che avendo commesso un primo misfatto nel tentativo di nasconderlo ne commette altri in una continua drammatica successione.

 

Aggiungo un nuovo passo.

 

Dopo un istante, un ufficiale entrò nel campo, correndo dalla baracca principale e subito sentii altri comandi, stavolta più decisi, i comandi definitivi delle grandi occasioni. Era forse un generale che voleva passare in rivista uno dei suoi reggimenti, ma era strano a quell’ora. Poi non lo trovai affatto strano, il caldo tra poco avrebbe reso faticosa ogni evoluzione.

Dalla baracca principale usciva adesso un piccolo corteo. C’erano vari ufficiali e il cappellano del reggimento, in cotta e stola. Forse doveva benedire la nuova bandiera del reggimento, che era in quella cassa vicino al pennone. Il piccolo corteo avanzò sino al pennone della bandiera e si dispose di fronte al drappello. Un ufficiale molto pingue si pose in mezzo al quadrato, con le spalle alla scarpata, trasse un foglio da un portacarte e cominciò a leggere. Non sentivo nulla. I soldati stavano immobili in un “attenti” perfetto. Tra le baracche, gli uomini in mutande s’erano aggruppati e non si muovevano.

L’ufficiale finì di leggere e tornò vicino al drappello. Fu ordinato il “riposo”, ma i soldati non fecero nessun movimento percettibile e il silenzio non fu interrotto da nessun brusìo. E fu allora che m’accorsi che tra il gruppetto degli ufficiali c’era anche un soldato.

Strano che non l’avessi visto prima. Stava a testa nuda, le mani dietro la schiena, accanto al prete e ad altri due soldati. Le viscere cominciarono a dolermi, perché avevo capito. Volli alzarmi, ma rimasi inchiodato, incapace di andarmene, solo sperando che avrei avuto la forza di non guardare, ma sapevo che non era possibile.

I tre soldati e il prete si mossero verso la scarpata. Il prete parlava all’orecchio del soldato, il quale camminava senza nulla vedere, poiché il prete doveva ogni tanto sorreggerlo e guidarlo.

Mentre i quattro camminavano verso la scarpata, il drappello si mosse silenziosamente e un ufficiale fece un gesto. Gli uomini approntarono le armi. Non udii nessun rumore, forse le armi erano già cariche. Tra le baracche, qualche soldato andò via.

Adesso gli ufficiali erano tutti al loro posto. Il prete parlava sempre e il soldato faceva segno di sì con la testa. Un sudore freddo mi stava bagnando il petto e la schiena, e scendeva lungo le gambe. Mi gettai a terra, presso un cespuglio, non volevo vedere, né sentire nulla. Cominciai a tremare e cercai di nascondermi nel cespuglio. Volevo nascondermi. Era quella la mia esecuzione, sarebbe stata quella, e io m’ero alzato in tempo, avevo preso quella strada, avevo scelto il posto migliore.

Il soldato faceva sempre cenno di sì con la testa e il cappellano l’abbracciava. In fine lo baciò, gli fece baciare la croce e si ritrasse guardandolo, mentre anche i due soldati si ritraevano. Il soldato a testa nuda guardava il cappellano, poi alzò appena la testa verso la collina. Ma non poteva vedermi, ero nascosto dal cespuglio e non poteva immaginare che a quell’ora ci fosse qualcuno lassù. Gli uomini puntavano le armi, il soldato guardava la collina, di colpo cadde in avanti, come spinto da un pugno e intesi la scarica.

Gettai un urlo, ma nessuno poté sentirlo. Stetti lì, nascosto, mentre alcuni ufficiali si avvicinavano al soldato e il prete agitava la croce.

Ora due soldati stavano portando la cassa dal pennone verso la scarpata, altri due vi deposero il corpo del soldato, chiusero la cassa e si scostarono, senza parlare. Dalle baracche avanzava, traballando sulle asperità del campo, un autocarro.

L’ultimo sguardo del soldato era stato per la collina, ma non è possibile che m’abbia visto: ero nascosto da un cespuglio. Nessuno mi aveva visto, nemmeno i soldati che adesso rientravano nelle baracche, sempre ordinati; nemmeno gli ufficiali che, senza guardarsi, entravano nella baracca principale a prendere un cognac o un caffè; nemmeno il cappellano, che aspettava vicino al furgone, per salirvi.

Mi sdraiai a guardare il cielo, cercando di calmarmi. Non era la mia esecuzione, non ero né un disertore né un traditore: ero soltanto un malato. Non si fucila un malato.

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L'ottava vibrazione di Lucarelli?

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L'ottava vibrazione di Lucarelli?

Buongiorno Lady Monica. :)

Mi dispiace dirti che non è quello. :(

Però mi hai portato al corrente di un libro che non conoscevo. Una grave mancanza, :angry: Carlo Lucarelli è un autore che si trova tra i miei preferiti. Dopo la tua segnalazione, mi sono andata a documentare, mi ha incuriosita e prevedo che lo leggerò.

Ritornando alla tua risposta il territorio dove si svolge la vicenda, è quello.

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Terzo indizio

 

Questo romanzo ha vinto il premio Strega. Il suo autore era uno sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista, critico cinematografico e drammaturgo italiano. Questo fu il suo unico romanzo.

 

Dopo questo mega galattico indizio… a chi è più veloce.

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Il suo autore era uno sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista, critico cinematografico e drammaturgo italiano.

Niente più?

Niente più non è il titolo del libro, eh! specifichiamo...non sto rispondendo.

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