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Albert Stark

ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

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2 hours fa, sharingan dice:

 

Avere Jaime è fondamentale perchè rappresenta una polizza sulla vita di Robb. Finchè Jaime è in mani Stark, Tywin non può uccidere Robb nè acconsentire a qualsiasi piano per eliminarlo. Nel momento in cui invece sa che gli avversari non hanno più questa leva dalla loro parte può fare la sua mossa decisiva con maggiore libertà.

 

Questo avviene però nel momento in cui si sono verificate le altre condizioni di cui parlavo prima. E si concretizza alla luce della situazione globale della guerra.

Per uccidere direttamente Robb occorre il tradimento di una fetta dei suoi. Il tradimento dei Frey avviene per colpa di Robb. Il tradimento dei Bolton avviene accettando la proposta di Tywin, proposta che viene accettata per via di una serie di motivi. Si fossero aspettati una vittoria di Robb non credo lo avrebbero fatto.

 

A giudicare dal piano attuato nelle nozze rosse e dalla sua riuscita, non mi sarei stupito se avesse avuto in appendice la liberazione di un Jaime ancora in catene. 

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1 minute fa, Aegon il mediocre dice:

A giudicare dal piano attuato nelle nozze rosse e dalla sua riuscita, non mi sarei stupito se avesse avuto in appendice la liberazione di un Jaime ancora in catene. 

 

Questo credo di sicuro :ehmmm:

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@*Khaleesi*

 

certo era una buona parte, ma non la metà. Diciamo che in una guerra "normale" la perdita dei Karstark sarebbe stato un fattore relativamente secondario, ma in questo contesto già abbastanza precario è un altro brutto colpo. Credo però che sia negativo soprattutto perchè è un ulteriore innesto di sfiducia e precarietà che incide nel modo in cui Robb viene percepito dai suoi soldati e soprattutto dai suoi lord alfieri. Avremo però modo di approfondire la questione più avanti.

 

@Aegon il mediocre

 

Tywin viene avvertito da Varys della fuga di Jaime pochi giorni dopo il fatto, tanto che lo stesso Tywin manda suoi uomini nelle Terre dei Fiumi per cercarlo. Nel momento in cui Tywin sa che suo figlio non è più prigioniero di Robb può dare il via libera a qualsiasi piano volto ad ucciderlo.

 

Questo non toglie che le ulteriori azioni di Robb abbiano fatto sì che Frey e Bolton passassero dall'altra parte e dessero concretezza ai piani di Tywin. Il "bello" delle Nozze Rosse è proprio che vengono preparate da Martin con una successione di eventi piuttosto chiara e scandita, tanto che a posteriori viene da meravigliarsi per la meraviglia creata nel lettore. La sorpresa è dovuta al fatto che normalmente gli eroi di una storia sbagliano decine di volte ma vengono sempre salvati dal plot armor, mentre qui avviene che sbagliano decine di volte e ne subiscono le conseguenze.

 

In successione abbiamo:

 

Liberazione di Jaime da parte di Catelyn

Errore di comunicazione Robb-Edmure --> Battaglia Acque Nere

Matrimonio Robb-Jeyne

Decapitazione di Karstark

Caduta di Grande Inverno

 

Sono tutti eventi avversi alla Casa Stark e tutti con errori di giudizio valutazione di uno di loro. Una disfatta era in effetti ampiamente prevedibile se avessimo giudicato in base ai soli fatti.

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Recuperino quasi sul gong!

Magari settimana prossima divento più brava...

 

Arya II

Dopo l’opinione di Edric Storm su Robert ecco che ci imbattiamo in quella dell’altro suo bastardo, Gendry. L’ho trovata molto comica:

 

“That old drunk?” said Gendry scornfully. “He’s dead, some boar killed him, everyone knows that.”

 

Mi è anche piaciuto il parallelismo tra la canzone precedentemente udita da Sansa e adesso riproposta nel POV di Arya.

Comunque, il trio incontra la BWB e vengono portati alla locanda dove poco prima erano passati Brienne Jaime e Cleos. Degno di nota l’arrivo alla locanda del resto della BWB: dopo tanto penare e girovagare, Arya finalmente ritrova un volto amico, Harwin.

 

“Harwin, it’s me, don’t you know me, don’t you?” The tears came, and she found herself weeping like a baby, just like some stupid little girl. “Harwin, it’s me!”

 

Questo ultimo anno l’ha talmente provata che Harwin stenta a riconoscerla finché Arya non gli ricorda di Winterfell:

 

His eyes went wide. “Gods be good,” he said in a choked voice. “Arya Underfoot? Lem, let go of her.”

“She broke my nose.” Lem dumped her unceremoniously to the floor. “Who in seven hells is she supposed to be?”

“The Hand’s daughter.” Harwin went to one knee before her. “Arya Stark, of Winterfell.”

 

Catelyn II

Il POV si apre sulle defezioni seguenti al matrimonio di Robb con Jeyne Westerling: i Frey ed altri riverlords abbandonano la causa. In concomitanza, si apre anche la crisi con Karstark per la fuga di Jaime organizzata da Cat.

Un punto che colpisce molto è quando Cat riconosce in Robb un atteggiamento più similare a quello di Brandon che a Ned:

 

“Enough.” For just an instant Robb sounded more like Brandon than his father. “No man calls my lady of Winterfell a traitor in my hearing, Lord Rickard.”

 

Cosa che ritengo fosse già avvalorata implicitamente dalla relazione con Grey Wind e che probabilmente ha portato a questo risvolto coi Westerling. Ho letto che Robb abbia ceduto all’amore e all’onore, ma ho la sensazione che il suo sia stato più un cedimento alla passione ed un impulsivo tentativo riparatorio. L’onore avrebbe voluto che tenesse fede alla promessa fatta ai Frey, à mon avis. Come dicevano già @sharingan e @AryaSnow, tra Robb e Cat, la maggior sensatezza nella questione viene mostrata da lei:

 

“And you,” she said softly, “have lost the Freys.” [...]

“Dare I ask how many swords come with your bride, Robb?” [...]

It is swords you need, not gentle hearts. How could you do this, Robb? How could you be so heedless, so stupid? How could you be so... so very... young. [...]

Not only have you broken your oath, but you’ve slighted the honor of the Twins by choosing a bride from a lesser house. [...]

If you had to fall into a woman’s arms, my son, why couldn’t they have been Margaery Tyrell’s? The wealth and power of Highgarden could have made all the difference in the fighting yet to come. And perhaps Grey Wind would have liked the smell of her as well.

 

E Robb, per Jeyne, si distanzia anche da Grey Wind (folle!). Anche in questo Cat dimostra un maggior senso nel percepire quei Westerling per cui il lupo ha diffidenza come un pericolo, nello specifico madre e zio di Jeyne. Ma i dubbi di Robb sui metalupi, basati sull’errore di fondo, ovverosia la morte di Bran e Rickon, hanno un senso:

 

I used to think the same as you, that the wolves were our guardians, our protectors, until...”

“Until?” she prompted.

Robb’s mouth tightened. “Until they told me that Theon had murdered Bran and Rickon. Small good their wolves did them. I am no longer a boy, Mother. I’m a king, and I can protect myself.”

 

Ed assistiamo anche all’ulteriore indurimento di Cat: il modo in cui si rivolge a Robb per esortarlo a riprendere Winterfell e l’appello alla sola cosa che resta, la vendetta.

 

“It is too late for ifs, and too late for rescues,” Catelyn said. “All that remains is vengeance.”

 

E per riprendere il Nord hanno bisogno di riconquistare i Frey, alla cui causa viene immolato Edmure. Ma come aveva detto la stessa Cat:

 

“He is not reasonable,” said Catelyn. “He is proud, and prickly to a fault. You know that. He wanted to be grandfather to a king.”

 

Infine, sulle questioni strategiche. Robb aveva ordinato di tenere Riverrun. Edmure ha scelto di “ritardare” il passaggio di Tywin. La colpa sta nel mezzo: Robb dà un ordine a cui Edmure dovrebbe attenersi esclusivamente. Questo ordine però non esclude (forse) automaticamente la possibilità di portare avanti altre azioni collaterali. Il ritardo al rientro di Robb avrebbe dovuto essere un messaggio per Edmure, messaggio che egli fraintende. Sicuramente Robb e Brynden avrebbero dovuto leggere la natura di Edmure e dare maggior dettaglio, ma se un uomo d’esperienza come Brynden non ha ritenuto opportuna questa esplicitazione, ne deduco che fosse perché – come dicevo qualche frase fa - Robb aveva dato un ordine a cui Edmure avrebbe dovuto attenersi esclusivamente. Quindi sì, la colpa di aver perso gli alleati e della direzione ormai nefasta della guerra è di entrambi: Robb ha minato dall’interno ragionando con una parte del corpo che non era esattamente il cervello, Edmure ha inconsciamente favorito le alleanze e mosse avversarie.

 

Jon II

La prima cosa che mi colpisce è il paragone che Jon fa tra i giganti per come sono e per come raccontati da Old Nan. Sembra quasi che si possa intuire, per quanto ci sia un fondo di verità nelle storie riportate da lei, queste stesse siano in un certo qual modo corrotte dal tempo rispetto all’antico sapere di millenni che esse riportano, o comunque, in un certo qual modo adattate nel tempo per rendere comprensibile a chi non vede ciò che vi è descritto quello di cui si può trattare.

 

In Old Nan’s stories, giants were outsized men who lived in colossal castles, fought with huge swords, and walked about in boots a boy could hide in. These were something else, more bearlike than human, and as wooly as the mammoths they rode. Seated, it was hard to say how big they truly were, Ten feet tall maybe, or twelve, Jon thought. Maybe fourteen, but no taller. Their sloping chests might have passed for those of men, but their arms hung down too far, and their lower torsos looked half again as wide as their upper. Their legs were shorter than their arms, but very thick, and they wore no boots at all; their feet were broad splayed things, hard and horny and black. Neckless, their huge heavy heads thrust forward from between their shoulder blades, and their faces were squashed and brutal. Rats’ eyes no larger than beads were almost lost within folds of horny flesh, but they snuffled constantly, smelling as much as they saw.

They’re not wearing skins, Jon realized. That’s hair. Shaggy pelts covered their bodies, thick below the waist, sparser above. The stink that came off them was choking, but perhaps that was the mammoths.

 

IL flirtone con Ygritte è abbastanza evidente ormai, se era chiaro che qualcosa avesse colpito Jon quando ha scelto di risparmiarla, adesso è ancora più chiaro.

 

When she grinned, the crooked teeth didn’t seem to matter. And maybe her eyes were too far apart, but they were a pretty blue-grey color, and lively as any eyes he knew. Sometimes she sang in a low husky voice that stirred him. And sometimes by the cookfire when she sat hugging her knees with the flames waking echoes in her red hair, and looked at him, just smiling... well, that stirred some things as well. [...]

She reminded him a little of his sister Arya, though Arya was younger and probably skinnier. It was hard to tell how plump or thin Ygritte might be, with all the furs and skins she wore.

 

La cosa che mi ha più colpito sono le affinità e divergenze tra la visione della donna oltre barriera e nei sette regni. Nei sette regni ritengono che la condizione della donna possa essere moralmente più accettabile perché regolata da leggi e non da – chiamiamolo – lo stato di natura. In realtà, è una visione molto ipocrita. Come ci ha già ricordato Cersei, nei sette regni le donne non sono nulla di più che “capi di bestiame” da scambiare per alleanze di qualche sorta senza che abbiano alcuna voce in capitolo. Cosa assolutamente in linea con il setting in cui l’opera è ambientata perché sì nel medioevo esistevano delle leggi che regolavano la vita quotidiana, ma la legge del re o del lord si fermava comunque alla soglia della porta di casa, luogo in cui a fare la legge era il capofamiglia. Quindi la donna passa dalla tutela del padre a quella del marito senza che abbia alcuna voce in capitolo. E, per quanto il legame col marito possa essere sancito dal matrimonio stesso, questo non significa che ogni volta che lui la “prende”, questa sia d’accordo

 

SPOILER GOT 5

Spoiler

Come abbiamo visto con Sansa e Ramsey. Ma come accade anche in molte altre serie tv ambientate all’epoca.

 

E’ lecito per un marito violentare la moglie non consenziente, come è lecito arrivare ad ucciderla in uno scatto d’ira senza che per questo sia in qualche modo perseguibile per l’assunto di cui sopra. Per assurdo basti pensare che in Italia l’abominio del delitto d’onore è stato in vigore fino all’81. Ma sto divagando. Questo per dire che tra una situazione ipocrita in cui la donna è gestita da altri e comunque svilita per quanto nell’ambito di una serie di regole ed una situazione che espone la donna agli stessi rischi di svilimento, forse anche maggiormente violenti, ma che le consente quantomeno una certa libertà di fondo e minori compromessi, non sono del tutto sicura che la prima condizione sia preferibile o maggiormente favorevole.

Altro punto interessante è la convinzione di Qhorin che i wildlings stessero cercando qualcosa di “speciale” nei Frostfangs per oltrepassare la Barriera. Da qui il dubbio che negli anni precedenti in cui Mance ha unito i vari clan abbiano potuto essere loro la causa del risveglio degli Estranei.

 

The Halfhand had suspected that the wildlings had gone up into the bleak and barren Frostfangs in search of some weapon, some power, some fell sorcery with which to break the Wall... but if they had found any such, no one was boasting of it openly, or showing it to Jon. Nor had Mance Rayder confided any of his plans or strategies.

 

Interessante anche il modo in cui si pone Jon: scopriamo che lui sente la necessità di essere ligio al dovere e di assecondare i bruti in quanto ordinatogli da Qhorin, certo è che la vita con loro e la conoscenza diretta mette in atto delle dinamiche particolari, per cui si riscopre infatutato da Ygritte e affascinato da personaggi come Tormund e Mance; ciononostante ammette a sé stesso che pur di salvare tutte quelle percone che abbia mai conosciuto ed amato, che risiedono in quelle terre che sarebbero subito colte dall’invasione dei bruti, non esiterebbe ad uccidere Mance nonostante l’ammirazione che gli ispiri, anche se questo sicuramente gli costerebbe la vita. Già in questa considerazione c’è un’evidente anticipazione di ciò che poi succederà con fArya. Del resto come dice Jaime: The things we do for love.

Ci viene anche anticipata la sorte che tocca ai metamorfi quando muoiono: parte di Orell persiste nella sua aquila.

 

SPOILER GOT 6/TWOW

Spoiler

Questo potrebbe già essere un’anticipazione di quanto si presume possa accadere a Jon dopo l’attentato  di fine ADWD. Il tempo ci dirà se lo ritroveremo in Ghost o meno.

 

Can a bird hate? Jon had slain the wildling Orell, but some part of the man remained within the eagle. The golden eyes looked out on him with cold malevolence.

 

Scopriamo inoltre l’epilogo dell’attacco del prologo. Una minaccia che Mance conosce bene e che gli fa capire come mai i suoi uomini non avessero subito attacchi per un certo tempo.

 

Sansa II

Per Sansa, Cersei ha ordinato massima priorità nel rinnovamento del guardaroba e la ragazza fa bene a chiedersi quali ragioni vi siano dietro.

 

But why? Sansa wondered when she was alone. It made her uneasy.

 

Pensa ai Tyrell, ma pensa male, anche se le prime due lettere sono corrette.

Bello il momento in cui Sansa ripensa al Mastino:

 

Sansa wondered what Megga would think about kissing the Hound, as she had. He’d come to her the night of the battle stinking of wine and blood. He kissed me and threatened to kill me, and made me sing him a song.

 

Al di là della ship, che apprezzo, questo ci rende subito lampante quanto il bagaglio di esperienze di Sansa sia più “ricco” e “variegato” nel male rispetto a quello delle cugine di Margaery. Ma un bagaglio di questo tipo non significa che non possa avere anche delle conseguenze positive. Sicuramente è un bagaglio pesante e Sansa ne è ben conscia, riconoscendogli questo valore negativo e allo stesso tempo positivo non può che avere pena di loro perché sono ancora ignare e non possono capire la realtà per quella che è davvero, ma anche invidia perché quando la realtà è dolorosa, riuscire a non vederla, per quanto limitante, è pur sempre un sollievo.

 

They are children, Sansa thought. They are silly little girls, even Elinor. They’ve never seen a battle, they’ve never seen a man die, they know nothing. Their dreams were full of songs and stories, the way hers had been before Joffrey cut her father’s head off. Sansa pitied them. Sansa envied them.

 

In Margaery, invece rileva una natura differente: una facciata di cortesia e gentilezza dietro cui intravede almeno parte dell’arguzia di Olenna.

Bello l’approfondimento storico segnalato da @Aegon il mediocre. Adoro questi excursus nel passato dei Targ. Inoltre, questo passaggio rimarca ancora una volta il paragone che avevamo già visto nel POV di Tyrion tra Loras e il Dragonknight.

Per quanto riguarda l’interrogativo di @sharingan su piani Tyrell/Ditocorto, il fatto che Sansa riveli a Dontos del piano Tyrell e questi reagisca in maniera scomposta rivela già che i piani per lei di Ditocorto sono diversi. Ciononostante, questo non impedisce a Ditocorto di accordarsi con loro per l’uccisione di Joffrey: questa parte del piano è comoda ad entrambe le parti, toglie Margaery dal pericolo e crea un diversivo per la fuga di Sansa. La vera domanda è: si tratta di un piano ideato solo da Ditocorto su cui i Tyrell sono saliti in corsa, oppure si tratta di un piano già orchestrato nel momento in cui i Tyrell hanno scelto di impegnarsi nella Battaglia delle Acque Nere? Del resto, il veleno a Sansa venne consegnato nel suo ultimo POV di ACOK.

Se il POV precedente non ci aveva abbastanza convinti del fatto che la causa di RObb sia ormai una causa più che persa, il fatto che Sansa venga ormai considerata l’erede a Winterfell a KL dovrebbe darci il mattoncino finale.

Per quanto Sansa possa essere cresciuta nell’arco di due libri e un tot, ogni volta che un barlume di speranza di vita migliore le si palesa all’orizzonte, cede nuovamente ai suoi sogni di un tempo. I Tyrell sono stati per lei una parentesi di pace tra le angherie della vita di corte. Peccato che tutte queste belle speranze le si rivolteranno contro in -5, -4, -3…

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ARYA III

Capitolo in parte descrittivo (con il flashback di Harwin sugli eventi di Approdo del Re), in parte d'azione con il tentativo di Arya di fuggire dalla Fratellanza. Non mi vengono in mente grandi riflessioni da fare sia su questa parte sia su tutte le parti lette da Arya fin'ora. All'epoca della prima lettura ricordo che si trattava di alcuni dei capitoli che leggevo con più interesse, probabilmente solamente per via della simpatia del personaggio. Adesso invece non mi dicono più di tanto.

 

SAMWELL I

Ansimando, Samwell Tarly fece un altro passo. "Questo è l'ultimo, davvero l'ultimo. Non ce la faccio ad andare avanti, non ce la faccio proprio".

 

Samwell Tarly calciò un albero con il piede sinistro, spezzando la neve incrostata. Calciò anche con il destro. << Ci provo. >> Stringendo i denti, fece un passo. << Ce la metto tutta.>> E ricominciò a camminare.

 

Il capitolo si apre con un ultimo passo, un passo fatto a fatica che simboleggia una resa e si conclude con dei calci piuttosto decisi a indicare una nuova attitudine e un nuovo inizio. Fin da subito ci vengono mostrati i limiti fisici (l'obesità) e caratteriali (la codardia) di questo personaggio che in una società marziale come quella di Westeros diventano problemi molto grossi. Sam ha ben presente quello che è, lo dice chiaramente fin dalla prima volta che lo conosciamo e continua più volte a ribadirlo a se stesso e a tutti coloro che lo circondano. A ben vedere è proprio questa consapevolezza a renderlo un personaggio interessante: rispetto a Jon che non ha mai accettato la propria condizione di bastardo, Sam è un passo avanti verso quel percorso che Tyrion aveva suggerito al bastardo di Grande Inverno quando gli aveva consigliato di non nascondere la propria condizione di "diverso". Così come nel caso di Jaime, mi piace anche che l'autore faccia intraprendere al personaggio un'evoluzione graduale, evoluzione che probabilmente non sarà nemmeno del tutto completa e che non annullerà tutto ciò che il personaggio è sempre stato. Sam probabilmente rimarrà un codardo, probabilmente rimarrà grasso, però magari imparerà ad utilizzare più spesso quell'istinto di sopravvivenza che lo ha aiutato ad uccidere l'Estraneo. E' comunque significativo notare come nelle azioni positive intraprese da Sam sia sempre necessario uno stimolo esterno; di solito questo stimolo è Jon, qui invece è rappresentato dagli altri compagni dei Guardiani della Notte che sono per lui un valido aiuto materiale ma anche morale.

 

TYRION III

Capitolo molto denso e pieno di informazioni.

 

<< Troppe facce strane. Troppi nuovi giocatori. >>

 

Una conferma di ciò che era stato già detto nel primo dei POV del nano in ASOS. Il Folletto ha assaporato il potere e ora si ritrova a dover cominciare tutto daccapo e a reinventarsi in una situazione nuova e non confortevole. La novità più rilevante è l'arrivo in massa dei Tyrell, i quali ora spartiscono il potere con i Lannister da pari a pari, consci della loro influenza. Tuttavia i Lannister hanno ancora un vantaggio, ovvero possiedono la carica più importante (Primo Cavaliere) ma soprattutto hanno in quella posizione l'unica persona (Tywin) che riesca per davvero ad avere una visione complessiva della situazione e che si dimostri capace di usare i vari giocatori nel modo che più gli aggrada. In una sola seduta Tywin riesce  ad occuparsi più o meno di tutti i Sette Regni: buona parte del suo tempo è dedicato ovviamente al Nord e agli Stark, gli ultimi reali contendenti rimasti, ma non si dimentica nemmeno dei Greyjoy e dei Tyrell, della sua stessa famiglia (con i matrimoni di Tyrion e Cersei), dei Guardiani della Notte e dei bruti, della Guardia Cittadina e pure di Lysa Arryn e dei dorniani, finendo anche per menzionare qualche avvenimento al di là del mare. Finchè Tywin è in vita si ha  l'impressione che tutti i problemi interni verranno ridotti ai minimi termini e che i Tyrell, per quanto detentori del'esercito più potente del regno, dovranno accontentarsi di stare un gradino dietro i Lannister. Morto il capo dei leoni, la situazione non sarà più la stessa. Se però il signore di Castel Granito si dimostra di nuovo abile nel gestire la situazione Stark-Greyjoy, in realtà commette anche degli errori di valutazione che emergeranno sicuramente o quasi sicuramente in un futuro più o meno vicino. Come tutti, anche Tywin sottovaluta Ditocorto per via della sua posizione sociale inferiore (non a caso gli rivolge appena un cenno della testa) e gli concede qualcosa che sarà fondamentale per il prosieguo della scalata ostile di Petyr; in questa situazione emerge tutta la superbia dei Lannister e il loro disprezzo per le categorie "inferiori" della popolazione, evidente anche dal modo con il quale parlano degli Spicer. Più di ogni altro nei Sette Regni, i Lannister rappresentano l'essenza stessa dell'aristocrazia (nel bene e nel male).

 

CATELYN III

I vari errori commessi dagli Stark portano come conseguenza il tradimento dei Karstark, ultimo vero grande rovescio prima delle Nozze Rosse. Catelyn ha lasciato fuggire Jaime Lannister, negando la vendetta a lord Rickard, ma Robb non ha punito la madre con la massima pena, dimostrando così debolezza nel suo ruolo di re. La vendetta di Karstark si configura così proprio come un disconoscimento della figura di Robb:

 

<< Tu non sei il mio re. >>

 

E' vero che i lord devono assoluta obbedienza al loro sovrano ma bisogna sempre considerare che Robb è un monarca nominato sul campo di battaglia che deve quindi la corona solo all'appoggio delle persone che lo sostengono. I tradimenti successivi di Frey e Bolton avranno anch'essi una matrice di questo tipo: non tutti sono più disposti a seguire un re così incauto che si fa sopraffare dall'emozione e prende continuamente decisioni sbagliate. Non si possono chiedere ai propri uomini sacrifici, sangue e sofferenza per non essere poi in grado di sopportarne le conseguenze e buttare intere alleanze alle ortiche per i propri scrupoli personali. Nel contesto però di una situazione difficile come questa, la condanna di Karstark è abbastanza comprensibile; si tratta di quelle situazioni dove qualsiasi decisione è una sconfitta, di scegliere il male minore senza nemmeno avere la certezza di quale sia questo male minore. Rickard Karstark si è apertamente ribellato al proprio signore, lo ha fatto incurante delle conseguenze e anche con una certa crudeltà gratuita esemplificata dall'uccisione di due ragazzi innocenti. E' tuttavia piuttosto difficile comprendere il gesto di questo nobile del nord, per il quale uccidere due Lannister a caso viene visto come un prezzo accettabile per la morte (in guerra) dei suoi figli. Vero che nell'ottica della società di Westeros il concetto di vendetta assume spesso caratteri di faida familiare, però è anche vero che poche persone danno a questa formula il carattere estremo che gli ha dato il lord di Karhold. Robb avrebbe potuto tenerlo prigioniero ma avrebbe ulteriormente perso la faccia davanti al proprio esercito, sarebbe stato come dire che a tradire il re del Nord ne consegue una pena da piccolo reato. Credo quindi che in quel contesto l'uccisione fosse quasi inevitabile; le colpe di Robb sono piuttosto quelle di aver creato le condizioni di arrivare fino a questo punto. Da notare infine il dialogo tra Catelyn e Jeyne, dove possiamo notare come la madre della neo-regina avesse già programmato il voltafaccia: il lettore pensa chiaramente che alla figlia venga dato un composto per favorire una gravidanza mentre in realtà si tratta di un abortivo. Gli Stark non hanno solo perso amici ma si sono portati in casa dei nemici.

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Certo che puoi partecipare!

Se vuoi inziare da dove siamo noi i POV di questa settimana sono quelli del post precedente al tuo (capitoli 17-20).

Altrimenti se vuoi partire dall'inizio di ASOS, puoi tentare di recuperarci in maniera più veloce, come più ti aggrada. :)

 

Per delle istruzioni più dettagliate ti copincollo questa spiegazione di qualche pagina fa:

Cita

Il progetto consiste nel commento di quattro capitoli dei romanzi a settimana.

 

Al di là di questo, fin da quando lo abbiamo ripreso, il progetto è stato imperniato essenzialmente su due aspetti: libertà di partecipazione ed elasticità. E quindi:

- sì ad analisi e commento dei capitoli di turno, ma partendo da questi anche ad analisi di portata più ampia, sulla saga in generale;

- non c'è alcun obbligo quanto alla pubblicazione dei commenti, né sotto il profilo temporale, né sotto quello contenutistico. Quindi ognuno è libero di adattare la partecipaziome alle proprie esigenze. Ad esempio: se un utente ha a che fare con un periodo denso di impegni, può sospendere il commento e riprendere da dove ha sospeso, come anche saltare in toto i capitoli arretrati;

- chiunque può partecipare, in qualunque fase del progetto. Anche intervenendo sporadicamente.

 

E se hai dei dubbi, chiedici pure. 

 

Benvenuta @Figlia dell' estate! :)

 

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36 minutes fa, ***Silk*** dice:

Certo che puoi partecipare!

Se vuoi inziare da dove siamo noi i POV di questa settimana sono quelli del post precedente al tuo (capitoli 17-20).

Altrimenti se vuoi partire dall'inizio di ASOS, puoi tentare di recuperarci in maniera più veloce, come più ti aggrada. :)

 

Per delle istruzioni più dettagliate ti copincollo questa spiegazione di qualche pagina fa:

 

E se hai dei dubbi, chiedici pure. 

 

Benvenuta @Figlia dell' estate! :)

 

OK. Grazie mille

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Ieri non ho avuto modo di postare gli altri due capitoli della settimana, pur avendo finito la rilettura già da prima...

 

Jon II

Un capitolo molto incentrato sul farci conoscere meglio il popolo dei Bruti. Riprendendo il discorso sulla condizione della donna dopo la rilettura del dialogo tra Jon e Tormund, direi che da un lato è una visione molto moderna (la grande libertà sessuale di cui si gode, il fatto che non vengono considerati immorali i rapporti sessuali prematrimoniali, la considerazione paritaria di cui godono i figli nati fuori dal matrimonio), dall'altra lo è meno nel momento in cui Tormund precisa che l’uomo che mette incinta la donna non deve avere alcuna responsabilità nei riguardi del figlio e di quello che gli accade (e sotto questo aspetto è una concezione tutt'altro che paritaria dei due sessi). Diciamo che quella dei bruti è una società molto “naturalistica”: non c’è nessuna norma che crei vincoli (anche discutibili) all'arbitrio individuale e al tempo stesso non c’è nessuna norma che possa porre delle tutele dai limiti imposti dalla natura stessa (ad esempio il fatto che sia solo la donna a dovere, in senso fisico, affrontare il peso della gravidanza). Tra l’altro anche il racconto di Tormund su come si è guadagnato uno dei soprannomi parla di uno stupro, ma essendo questa palesemente una storia irrealistica e inventata diciamo che non “disturba” quanto può accadere per altri passaggi.

 

Oltre alla differenza ideologica, viene evidenziata un’altra ragione fondamentale per cui i Bruti provano tanta ostilità verso i Sette Regni e la cosa è espressa nella canzone sul gigante cantata da Ygritte e compagni. Di fatto i Bruti si ritrovano emarginati nel territorio climaticamente più ostile e più povero si risorse, oltre che ovviamente più soggetto agli attacchi degli Estranei. I Sette Regni con la Barriera hanno de facto privato chiunque ha la sfortuna di nascere oltre essa della possibilità di avere migliori condizioni di vita. Questo è un argomento che personalmente può farmi simpatizzare con loro in misura maggiore rispetto a quanto non facciano tutti i discorsi sulla più fumosa idea di libertà. Ed è vero che i Bruti avranno sicuramente imparato a fronteggiare gli Estranei con maggiore preparazione rispetto ai GdN, ma d’altro canto c’è da dire che questo avviene perché attacchi come quello subito al Pugno dei Primi Uomini probabilmente ne hanno subiti molti di più.

 

Mi piace come viene descritta Ygritte in questo capitolo. Viene resa bene l’idea di una donna non particolarmente bella, ma al tempo stesso dotata di fascino e di una sua sorta di carisma. Anche i sentimenti contrastanti che Jon nutre per il Popolo Libero sono credibili e ben descritti: questi capitoli non cadono nella tentazione di idealizzarlo troppo, cadendo nel poco credibile stereotipo del “buon selvaggio”, ma al tempo stesso vengono presentati i motivi per cui il ragazzo inizia effettivamente ad affezionarsi a loro.

 

Notiamo in Jon una mentalità tipica dei Sette Regni, con un moralismo che anche agli occhi di noi lettori appare un po’ stupido e antiquato, come il disappunto verso la nonchalance con cui i Bruti hanno rapporti prematrimoniali e generano figli bastardi. E’ però chiaro che quello di Jon non è semplice moralismo dato dal contesto culturale in cui è cresciuto, ma è anche un sentimento derivato dalla sua personale esperienza: lui ha vissuto come bastardo ed è sempre stato tormentato da complessi per questa sua condizione, quindi augura tale esperienza a meno persone possibili.

 

Mi pare anche che sia la prima volta in assoluto che si dice esplicitamente che dietro all'aquila di Orell c’è del metamorfismo. Oltre a lui Jon fa conoscenza anche con Varamyr, i cui poteri sono anche più forti dei suoi. Diciamo che la sua esperienza oltre la Barriera gli permette un incontro più ravvicinato con la dimensione magica di ASOIAF.

 

Alla fine del capitolo abbiamo in nuovo confronto tra Jon e Mance, questa volta ben più ostile. Giustamente, l’aver scoperto che Jon gli ha mentito sul numero dei GdN non l’ha certo reso contento e l’unico modo che ha Jon per sperare di farla franca è assecondare la bugia (o mezza bugia, se vogliamo prenderla così) di Ygritte. Diciamo che Martin qui ha trovato una strategia utile per far unire a Jon l’utile al dilettevole e spingerlo definitivamente tra le braccia della ragazza, evitando che la loro fosse una mera storia di seduzione (cosa che invece purtroppo non è riuscito a fare con Dany e Daario in ADWD).

 

Sansa II

Sansa attraversa un periodo quasi “paradisiaco”, in cui ritorna allo stile di vita che ha sempre amato, circondata da graziose lady e speranzosa di riuscire finalmente a godere ad Alto Giardino quella vita perfetta e raffinata che si aspettava da Approdo del Re. Insomma, per certi versi torna un po’ la Sansa di AGOT. Nonostante tutte le terribili esperienze passate, non ha ancora perso le debolezze del passato, con il vizio di cullarsi in queste sue fantasie. Sotto questo aspetto, la reazione di Dontos verso la fine del capitolo deve essere stata davvero sgradevole, perché in qualche modo ha scosso e sue aspettative e messo di nuovo in dubbio quel mondo dei sogni ha piano piano iniziato a ricostruirsi. Non posso che provare tristezza all’idea che, come si scoprirà in futuro, anche dietro a Dontos stesso in realtà si nasconde un inganno, ma di questo avremo modo di parlare meglio in futuro…

 

Al tempo stesso, ci sono comunque anche in questo capitolo dei piccoli segnali che ci fanno capire che Sansa è cambiata. Pensa alle donne che accompagnano Margaery come a delle ingenue bambine, contrapponendo la loro esperienza alla sua. In futuro anche Arya farà lo stesso pensiero su un’altra ragazzina, in maniera molto più dura, ed sarà interessante notare un ulteriore parallelismo tra le due sorelle. Inoltre Sansa accetta abbastanza volentieri l‘idea di sposare Willas e inizia a immaginare la loro vita insieme sotto una luce sognante e positiva, pur sapendo che è storpio e pur rendendosi conto che potrebbe non essere nemmeno tanto attraente, cosa che forse la Sansa di AGOT non avrebbe fatto con altrettanta facilità.

 

Viene dedicato molto spazio anche alle riflessioni che Sansa fa sulla prospettiva che la sua ormai amica Margaery sposi Joffrey e sui pericoli che questa potrebbe correre. La calma che Marg manifesta di fronte a un simile futuro è sorprendente, ma Sansa nel cercare di darsi una spiegazione non arriva nemmeno lontanamente ad ipotizzare ciò che i Tyrell hanno in serbo per il giovane sovrano. Questo è un altro aspetto che dimostra come in Sansa rimanga ancora una buona dose di ingenuità. Essa infatti non fa che pensare al modo in cui il valoroso cavaliere Loras potrebbe difendere la sorella, confrontando questa situazione alle storie delle ballate che è abituata a sentire. Da un lato Sansa percepisce che c’è dietro qualcosa di poco convincente, ma dall’altro non riesce proprio ad afferrare…

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Cercando di recuperare i capitoli precedenti...

PROLOGO:

Niente da dire, uno dei capitoli più belli di Asoiaf. Mi piace quando Martin si prende del tempo per descrivere i sentimenti dei personaggi e le atmosfere, alcuni capitoli dei primi tre libri li ho trovati troppo veloci. In particolare mi è piaciuto questo senso d' attesa. Alla fine ho quasi provato pena per Chett (anche se oggettivamente era uno str***o). Anch'io sono convinta che Bloodraven si sia wargato nel corvo di Lord Mormont (e infatti prima dell' attacco degli estranei dice "Morte, Morte, Morte").

JAIME:

Bello l' inseguimento sul fiume. Brienne è scontrosa, ma allo stesso tempo timida, emergono le sue abilità quanto il suo profondo senso morale. Carino il siparietto tra Jaime e Cleos:

"Con chi ho a che fare qui: con un onesto imb****le o con un leccaculo?"

Impassibile, ser Cleos andò avanti con la sua tiritera: "Colui il quale vuole credere che un confratello investito della Guardia reale sia capace di fare del male a un bimbo non conosce l significato dell' onore".

"Leccaculo"

CATELYN:

Capitolo un pò noioso. Capisco le ragioni di Catelyn (anche se il suo piano aveva scarsissime possibilità di riuscita) ma capisco anche Edmure che cerca di ritrovare un prezioso ostaggio. Il vero scoop è il segreto di Lysa: Hoster sei un pezzo di m***a!

Il tuo metto è "Famiglia, dovere, onore" e ti sbarazzi così di tuo nipote, sangue del tuo sangue? Non ho parole. Piena compassione per Lysa, probabilmente sarei uscita pazza anch'io. Tralaltro è stata uccisa proprio da Petyr, l' uomo per cui aveva sofferto così tanto...

ARYA:

Capitolo molto bello, perchè fa emergere un lato di Arya che molto spesso passa in secondo piano: la sua empatia. In questo caso "la lupa" è veramente l' animale di Arya, tutto il capitolo è costruito sul tema del branco. Speriamo che la banda di adoratori del dio della morte non distruggano questo lato della sua personalità.

TYRION:

Capitolo che serve sopratutto a riepilogare. Una cosa mi ha lasciato perplessa: Tywin accusa suo figlio di aver ammazzato Joanna, questo è un comportamento che mi aspetterei da una persona psicopatica come Cersei, non da un uomo intelligente come Tywin.

 

 

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Arya III

Hot Pie ha lasciato la compagnia ed in fin dei conti ad Arya dispiace.

Colpisce che si vergogni delle uccisioni che ha commesso/commissionato per sopravvivere fino a quel momento. Sceglie di ometterle nel racconto a Harwin:

 

Telling Harwin would be almost like telling her father, and there were some things that she could not bear having her father know.

Nor did she speak of Jaqen Hghar and the three deaths he’d owed and paid.

 

Scopriamo che non solo Jaime aveva reagito impulsivamente alla cattura di Tyrion, ma che Tywin aveva concepito un piano per uccidere Ned o in alternativa prenderlo prigioniero per scambiarlo con Tyrion, traendo vantaggio dalla missione contro la Montagna. Quindi, se i POV di Jaime non avessero già ridimensionato l’opinione burlona che Martin ci aveva fatto inizialmente avere di lui, adesso abbiamo un dettaglio in più che gli attribuisce una sfumatura di grigio in una tonalità vagamente più chiara rispetto al pregresso. Col senno di poi, è buffo vedere che anche i Lannister che sembravano all’apparenza maestri nel gioco del trono in AGOT si siano tirati la zappa sui piedi da soli.

Ci viene esposto come è nata la BWB: quella che era una missione pro-Robert, alla morte di Robert li fa diventare dei fuorilegge. Missione che Beric sceglie di portare avanti comunque, se non per il re almeno per il popolo del re - ponendosi in linea volendo coi GdN, in una loro interpretazione del “bene del reame” (questo li accomuna anche a Varys in un certo senso, ma sappiamo bene che lui sia una bestia differente). Ed è proprio questo modo di porsi che ha fatto sì che molti si aggiungessero alle loro fila.

Questo parallelismo coi GdN è ancora più lampante dalle parole che Harwin rivolge ad Arya quando la cattura dopo la tentata fuga:

 

The look she gave him was full of hurt. “I thought you were my father’s man.”

“Lord Eddard’s dead, milady. I belong to the lightning lord now, and to my brothers.”

“What brothers?” Old Hullen had fathered no other sons that Arya could remember.

“Anguy, Lem, Tom o’ Sevens, Jack and Greenbeard, all of them. We mean your brother Robb no ill, milady... but it’s not him we fight for. He has an army all his own, and many a great lord to bend the knee. The smallfolk have only us.”

 

Interessante il sogno di Arya: le rivela ciò che è successo a Winterfell e probabilmente sembra essere una visione a posteriori di ciò che possono aver visto i fratelli o i loro metalupi nel momento in cui hanno lasciato Winterfell, oppure semplicemente l’interpretazione visiva delle loro sensazioni, come se si trattasse di una sorta di linguaggio altro. L’unica cosa certa è che riprende il POV finale di Bran di ACOK.

Piccola parentesi: buffo quando Arya dice:

 

“I wish I had a good mean dog,” said Arya wistfully.

 

Tra poco lo avrà, almeno metaforicamente.

 

Samwell I

Si apre sulla disperazione di Sam e sull’ineluttabilità già anticipata dal commento di Mance nel precedente POV di Jon che gli estranei continuino inesorabili ad attaccarli finché non li avranno presi tutti. Si percepisce proprio la drammaticità della situazione e l’istinto di sopravvivenza che lo porta avanti per forza d’inerzia.

 

The dead have no mercy left in them, and the Others... no, I mustn’t think of that, don’t think, don’t remember, just walk, just walk, just walk.

 

Attraverso I suoi ricordi ci viene raccontata la battaglia con gli Estranei al Fist.

Anche in questo POV ritorna the bear and the maiden fair. Se nel caso di Sansa, poteva anticipare il purple wedding. In generale, questa canzone ci anticipa anche un po’ la sorte che toccherà a Brienne a Harrenhal.

Nel momento in cui Grenn, Small Paul e Sam restano indietro incontrano un estraneo:

 

The Other slid gracefully from the saddle to stand upon the snow. Sword-slim it was, and milky white. Its armor rippled and shifted as it moved, and its feet did not break the crust of the new-fallen snow.

 

La loro armatura che nel prologo di AGOT avevamo desunto potesse essere a specchio, con questa descrizione dà un’idea quasi di liquidità e leggerezza, quest’ultima accentuata dalla magrezza dell’essere e dal suo non intaccare il manto di neve appena caduto.

E vediamo che, oltre al fuoco, che avevano usato contro i due ranger/wights, l’ossidiana può sconfiggere gli estranei:

 

He heard a crack, like the sound ice makes when it breaks beneath a man’s foot, and then a screech so shrill and sharp that he went staggering backward with his hands over his muffled ears, and fell hard on his arse.

When he opened his eyes the Other’s armor was running down its legs in rivulets as pale blue blood hissed and steamed around the black dragonglass dagger in its throat. It reached down with two bone-white hands to pull out the knife, but where its fingers touched the obsidian they smoked.

Sam rolled onto his side, eyes wide as the Other shrank and puddled, dissolving away. In twenty heartbeats its flesh was gone, swirling away in a fine white mist. Beneath were bones like milkglass, pale and shiny, and they were melting too. Finally only the dragonglass dagger remained, wreathed in steam as if it were alive and sweating.

 

E questo dà ai due superstiti il coraggio per riprendere il cammino.

 

Tyrion III

Prosegue la depressione di Tyrion per l’estromissione dal potere e per il poco riconoscimento avuto nella Battaglia delle Acque Nere.

Viene analizzata tutta la situazione del regno. Le parti più interessanti sono: l’esito della battaglia di Duskendale, che già insinua Bolton come migliore opzione per Tywin rispetto a Balon; le manovre di Petyr, con cui si assicura il fallimento di farsi scappare Sansa dalle grinfie, aggiungendo mattoncini alla fiducia che i Lannister ripongono in lui e pronto a ripagarla con la presa della Valle e dell’erede al Nord; la maggior lungimiranza di Tyrion rispetto al padre nella gestione delle “cose del regno” sia nel momento in cui Tyrion rileva la pericolosità di Petyr, sia nel momento in cui Tyrion rileva l’importanza di mandare nuove leve alla Barriera, nonostante le terre circostanti siano in aperta ribellione.

La parte che più mi ha colpito, però è quella relativa a Tywin e ai propri figli. Il dialogo con Cersei, porta avanti quanto avevo già avuto modo di dire nello scorso post sulla condizione della donna nei Sette Regni, quando questa era stata messa a confronto con quella delle donne oltre Barriera.

Cersei si è già sposata e liberata di un marito inadeguato, l’ultima cosa che vorrebbe è trovarsene assegnato un altro. E chi può biasimarla nella sua condizione di Vedova e Queen Dowager? Probabilmente si trova nella posizione femminile migliore del Regno.

 

It came so suddenly that Cersei could only stare for a moment. Then her cheeks reddened as if she had been slapped. “No. Not again. I will not.”

 

Lo zio Kevan non ne vede il punto, vuoi per cortesia, vuoi per diplomazia, vuoi per opportunità, vuoi per cromosoma Y. Tywin chiarisce bene che non può tollerare il modo con cui Stannis ha infangato la reputazione della casata e venendo la casata prima di tutto, in quanto unica via d’immortalità nella sua filosofia, tutto ad essa va piegato. E’ evidente che Tywin non consideri i figli come esseri umani ma come pedine ed espansioni del proprio sé: Jaime l’unico possibile erede nonostante tutto, Cersei la merce di scambio per espandere il proprio potere e cementare la propria posizione, Tyrion il peso di cui vergognarsi e da tenere dietro le quinte da utilizzare alla bisogna.

 

“You must have a new husband in your bed, to father children on you.”

“Three children is quite sufficient. I am Queen of the Seven Kingdoms, not a brood mare! The Queen Regent!”

“You are my daughter, and will do as I command.”

She stood. “I will not sit here and listen to this -”

“You will if you wish to have any voice in the choice of your next husband,” Lord Tywin said calmly. […]

“You will marry and you will breed. Every child you birth makes Stannis more a liar.” […]

“That is so very kind of you, Father,” Cersei said with icy courtesy. “It is such a difficult choice you give me. Who would I sooner take to bed, the old squid or the crippled dog boy? I shall need a few days to consider. Do I have your leave to go?”

You are the queen, Tyrion wanted to tell her. He ought to be begging leave of you.

 

Si discute spesso e volentieri anche di quanto Cersei abbia delle sfumature di grigio tendenti molto allo scuro, c’è chi la definirebbe nera addirittura, ma come potrebbe essere altrimenti.

Per togliersi di torno anche il problema delle prostitute di Tyrion e il pericolo di farsi portare via Sansa dai Tyrell, Tywin ha deciso anche un altro matrimonio. E da ciò che dice si capisce anche, se non fosse già chiaro, la posizione di Tywin verso Cersei:

 

The girl’s happiness is not my purpose, nor should it be yours. Our alliances in the south may be as solid as Casterly Rock, but there remains the north to win, and the key to the north is Sansa Stark.”

 

Tywin sentenzia che il loro scopo non sia la felicità della ragazza. Da questa affermazione se ne può facilmente concludere che questa preoccupazione non la fa sua neanche per Cersei, come per gli altri suoi due figli. La sua unica preoccupazione, il suo unico interesse nell’intessere qualsivoglia relazione sono le alleanze.

Questo modo di fare di Tywin, questa sua quasi ossessione per la sopravvivenza della propria casata in una posizione di prestigio e quindi accumulo e mantenimento del potere, con relativa eliminazione di qualsivoglia minaccia, risulta ancora più chiara dal mini excursus sui Reynes e Tarbecks:

 

Lord Tywin did not suffer disloyalty in his vassals. He had extinguished the proud Reynes of Castamere and the ancient Tarbecks of Tarbeck Hall root and branch when he was still half a boy. The singers had even made a rather gloomy song of it. Some years later, when Lord Farman of Faircastle grew truculent, Lord Tywin sent an envoy bearing a lute instead of a letter. But once he’d heard “The Rains of Castamere” echoing through his hall, Lord Farman gave no further trouble. And if the song were not enough, the shattered castles of the Reynes and Tarbecks still stood as mute testimony to the fate that awaited those who chose to scorn the power of Casterly Rock.

 

Infine, si possono aggiungere dei pezzi al puzzle della questione Robb-Jeyne:

 

“Jeyne Westerling is her mother’s daughter,” said Lord Tywin, “and Robb Stark is his father’s son.”

 

Si può quindi presupporre che Jeyne abbia agito da arrampicatrice sociale, mentre Robb da uomo d’onore (non sarei d’accordo ma così sostengono). La calma con cui Tywin parla della questione va ad aggiungersi all’astio con cui Grey Wind si rapporta allo zio di Jeyne. E’ evidente che l’unione fosse stata preparata e che almeno i Westerling – cioè Spicer – adulti abbiano visto un vantaggio nel tentare di accozzarsi a Robb per venderlo al proprio liege.

Si comprende anche più a pieno l’offesa arrecata a Walder Frey. Se nel POV di Cat, era stato messo in luce il poco conto della casta Westerling, per quanto antica, adesso si scopre anche che questa si è unita agli Spicer che ne degradano ancor più il valore reputazionale:

 

Gawen is a good man, but his wife is Sybell Spicer. He should never have wed her. The Westerlings always did have more honor than sense. Lady Sybell’s grandfather was a trader in saffron and pepper, almost as lowborn as that smuggler Stannis keeps. And the grandmother was some woman he’d brought back from the east. A frightening old crone, supposed to be a priestess. Maegi, they called her. No one could pronounce her real name. Half of Lannisport used to go to her for cures and love potions and the like.” He shrugged. “She’s long dead, to be sure. And Jeyne seemed a sweet child, I’ll grant you, though I only saw her once. But with such doubtful blood...”

 

Piccolo inciso: per caso Tyrion se la sta chiamando? (Mi riferisco alla profezia del Valonqar)

 

He could think of nothing he would enjoy more, except perhaps strangling Cersei.

 

A proposito di Petyr, comica la frase di Mace Tyrell:

 

“You will miss the king’s wedding,” said Mace Tyrell.

 

Catelyn III

La morte dei due Lannister riapre il trauma per la perdita di Bran e Rickon nella mente di Catelyn, o meglio lo riacuisce. E si addentra nei cupi pensieri di come anche a Sansa possa toccare la stessa sorte. Anche il sonno di Cat è estremamente disturbato (Her own dreams were dark and laced with terrors.), ormai è totalmente in preda al dolore e alla necessità di sfogarlo in qualche modo.

La morte dei due Lannister è il tradimento di Karstark. Tradimento che segue la liberazione di Jaime ordita da Cat ed il suo blando confino come punizione. L’azione di Cat e la poca incisività, nel punirla, di Robb sono inaccettabili per un alfiere che ha perso i propri figli in battaglia per mano del prigioniero. Un alfiere che per quanto sia vassallo di Winterfell ha anche contribuito alla sua “elezione” a King in the North/King of the Trident and the North. Un alfiere che reclama indietro quell’acclamazione.

 

“Any man who steps between a father and his vengeance asks for death.” [...]

“Tell your mother to look at them,” he said. “She slew them, as much as I.” [...]

“How can it be treason to kill Lannisters, when it is not treason to free them?” asked Karstark harshly. “Has Your Grace forgotten that we are at war with Casterly Rock? In war you kill your enemies. Didn’t your father teach you that, boy?”

 

La condanna a morte da parte di Robb si configura quindi come un atto dovuto per ristabilire la sua posizione di forza e per mettere a tacere la sfida che Karstark gli lancia anche con le sue ultime parole nella hall:

 

“Yes, Lord Umber, leave me to the king. He means to give me a scolding before he forgives me. That’s how he deals with treason, our King in the North.” He smiled a wet red smile. “or should I call you the King Who Lost the North, Your Grace?”

 

Si percepisce in questo POV tutta la giovane età di Robb e la confusione data dall’epifania attraverso cui riconosce il mondo come una sfumatura di grigi: difatti, si trova al punto in cui deve scegliere di dare giustizia al nemico, punendo un alleato, il padre dei suoi amici. Del resto, niente è aprioristicamente giusto e niente può essere scelto solo sulla base della convenienza e nessuna scelta fondamentale è facile. Robb teme la scelta che sente di dover fare: schierarsi contro chi è stato fedele alla sua casata per dare, inutilmente, giustizia al nemico; atto che non ricomporrà le precedenti fratture con gli altri alleati che lo hanno abbandonato. Edmure è la voce della convenienza, ma la convenienza, se manca di coerenza che pro può avere? Robb sceglie quindi di salvare la propria immagine di re, o meglio, la propria consistenza morale di re, e rimetterla in una posizione di forza, condannando a morte Karstark.

 

“In battle I might have slain Tion and Willem myself, but this was no battle. They were asleep in their beds, naked and unarmed, in a cell where I put them. Rickard Karstark killed more than a Frey and a Lannister. He killed my honor. I shall deal with him at dawn.”

 

Al momento dell’esecuzione, rilevante che Karstark ricordi l’antica parentela che intercorre tra lui e gli Stark per lanciare un ultimo augurio a Robb (“Old gods or new, it makes no matter,” Lord Rickard told her son, “no man is so accursed as the kinslayer.” […] “Kill me, and be cursed. You are no king of mine.”). E tutta la sofferenza con cui Robb si è apprestato a compiere questa scelta è chiara dal modo in cui la porta a termine:

 

The axe crashed down. Heavy and well-honed, it killed at a single blow, but it took three to sever the man’s head from his body, and by the time it was done both living and dead were drenched in blood. Robb flung the poleaxe down in disgust, and turned wordless to the heart tree.

He stood shaking with his hands half-clenched and the rain running down his cheeks. Gods forgive him, Catelyn prayed in silence. He is only a boy, and he had no other choice.

 

L’imminente fine di Hoster sembra quasi andare in parallelo alla imminente fine del regno di Robb. Insieme alla consapevolezza che Sybelle sta operando affinché nessun erede venga generato. Mai pensiero fu più azzeccato di questo:

 

Is this the sound of a kingdom falling? Catelyn wondered.

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Arya III

 

Notavo il fatto che Arya si vergogna degli omicidi commessi e in generale della familiarità che ha dovuto acquisire con la violenza: “come dirlo a suo padre”. Però è un pensiero che mi spiego difficilmente. L’evolversi della situazione ha fatto sì che si sia dovuta adattare e per sopravvivere ha sperimentato, oltre agli effetti del gioco del trono, la ferocia della vita del popolino. Questa vergogna, rispetto ad un eventuale giudizio di Eddard, mi viene da accostarla all’allontanamento definitivo da quello stereotipo di lady alla quale era destinata da bambina. Però Ned era consapevole delle inclinazioni di Arya e lei lo sa. Mi risulta perciò difficile pensare ad un suo super-io che la redarguisca per la violenza perpetuata.

In maniera diametralmente opposta, cresce la curiosità per il trascorso con Jaqen. Ed il suo timore per la moneta di ferro, secondo me, tradisce il desiderio di saperne di più.

Veniamo a sapere delle peripezie del gruppo al seguito di Dondarrion e Thoros e come in effetti si intuiva loro sono uno scudo per il popolo.

 

 

Samwell I

 

Capitolo pregevole, più interessante per come è stato steso e scritto, che per i contenuti (che sono tutt’altro che irrilevanti).

Dopo la disfatta, la marcia di ritorno, senza sosta, disperata, con l’eco delle persone strappate alla retroguardia. Sam è sofferente, piangerebbe se non fosse che le lacrime congelerebbero.

Ho trovato piacevole l’escamotage di Sam che scrive messaggi sempre più disastrosi mentre la situazione al Pugno precipita.

Un po’ di anatomia estranea. Devo dire che tutta la preparazione all’evento, dal Pugno alla caduta di Sam, fino al superamento della retroguardia, rende ancor più d’effetto l’impresa di Sam.

 

 

Tyrion III

 

Ironia nel confronto tra il pomposo e solenne ingresso di Tywin ed il posizionamento di Tyrion.

Tyrion osserva che sono cambiate le regole del gioco, ma fondamentalmente si sono avvicendati altri giocatori e ad essere cambiato è il modo in cui essi giocano, lo stile.

Tyrion è fondamentalmente pieno di bile, aggiungerei giustamente. Per una persona avvezza all’umiliazione come lui, l’andazzo degli ultimi tempi è una beffa pesante.

Veniamo a sapere che le forze di Glover e Tallhart sono effettivamente cadute in trappola.

Abbiamo un concilio, dove osserviamo le interazioni attuali tra i membri, otteniamo informazioni e dobbiamo sopportare ditocorto in tutta la sua odiosità. E ditocorto è ovviamete scelto per risolvere l’affare Lysa, sappiamo come, sappiamo i retroscena, sappiamo a cosa porterà. Il titolo di Lord di Harrenal, secondo Tyrion era stato attribuito appositamente per permettere questo matrimonio. Scelta scaltra ma fino ad un certo punto. Oltre a concedere a ditocorto un regno, gli si concede un regno prospero, facilmente difendibile e non intaccato in alcun modo dalla guerra.

Circa i Greyjoy Tywin fa il vago ma Tyrion fiuta l’andazzo.

 

Altre informazioni circa Dorniani vs Fiorellini.  Si prevedono scintille. In più veniamo introdotti al “misterioso” omicidio di Elia.

 

Il quadretto familiare dei Lannister è splendido e tremendo allo stesso tempo. Ah..abbiamo la precoce prova che Dontos è al soldo di Ditocorto. L’opzione Cersei moglie di Balon fa sogghignare anche me.. E si cede alla risata quando Tyrion chiarisce le idee a Cersei circa chi sia Willas Tyrell.

Per il resto tante informazioni su Westerling, Spicer etc..

Un capitolo che serve a fare il punto della geopolitica di westeros e che getta spunti preziosi nella comprensione degli eventi a venire.

 

 

Catelyn III

 

Dalla vivacità di Approdo veniamo antiteticamente proiettati nel silenzio e nella tensione.

Unico elemento sonoro è l’ululato di Vento Grigio; "Sente l'odore del sangue" pensò. "Lo sente attraverso le mura di pietra e le porte di legno, dentro la notte e oltre la pioggia. Vento grigio sa riconoscere il sentore  della morte e della rovina.

Tanto per cambiare, alla corte del Giovin Lupetto c’è un problema spinoso da risolvere.

 

Tramite gli occhi di Cat vediamo la forte identità ed omologazione dei costumi e dell’estetica nordica. Non è un caso se si indugia sull’uguaglianza tra carcerati e carcerieri. Avevamo visto i Frey, che ben si erano spesi per Robb, abbandonare il suo seguito e dalla bocca del Kinga l’amaro per il fedele scudiero dovutosene andare. E questo a dimostrazione che dopo tutte le battaglie, il cameratismo, le sofferenze, anche tra persone provenienti da ambienti diversi si instaura facilmente solidarietà e amicizia sotto le armi.

Questo meccanismo vale prepotentemente tra appartenenti alla stessa cultura e allo stesso ambiente e questi sono gli uomini del Norf, in questo caso. E tra Karstark e Stark inoltre sussistono antichi legami di sangue.

Per cui quella descrizione rafforza ulteriormente il sentore che il Giovin lupastro, dai tratti di giovin trotarella, sta commettendo l’ennesima baggianata, anzi, peggio, sta perpetrando l’ennesima umiliazione di una casata fedele.

Ritengo prova di coerenza e onore il rispetto della prassi, a prescindere dalla natura di chi infrange le regole. Ma il cieco rispetto della legge (che poi sono tradizioni miste allo spirito del momento, non credo vi sia un codice), spinge anche una persona onorevole (che Robb non è, parlo in generale) all’ottusità e al regresso della propria comunità.

Lannister e Stark rappresentano i due estremi opposti nel modo di amministrare la giustizia e come tali sono deprecabili entrambi.

Il giovin lupetto poi, nella sua individualità, oltre a questa ottusità, dimostra pure disonestà, valutando secondo ipocrita convenienza personale i 2 tradimenti, questo e quello della madre.

 

Lord Rickard Stark si erge con una dignità che (perdonatemi il paragone) mi ricorda il Farinata degli Uberti della Divina Commedia: «Nessun assassinio, cavaliere» dichiarò lord Rickard Karstark, ignorando tanto la fune che gli imprigionava i polsi quanto il sangue che gli colava sulla faccia. «Chiunque venga a frapporsi tra un padre e la sua vendetta chiede la morte.»

E francamente Karstark esce con estrema dignità dallo scambio con Robb. Irremovibile, calmo, tanto quanto Robb si scalda subito (notare i punti esclamativi nel dialogo).

 Karstark esprime chiaramente il punto della situazione: «Quindi è tradimento uccidere dei Lannister, mentre invece non è tradimento liberarli» disse Karstark con asprezza. «Maestà ha forse dimenticato che siamo in guerra contro Castel Granito? E in guerra i nemici si uccidono. O tuo padre questo non te lo ha insegnato, ragazzino?»

 

E l’arroganza del Re che perse il Nord si rivela ampiamente nelle seguenti parole: «Anche i morti. Non intendo lordare i fiumi del lord mio zio. Che facciano da cibo per i corvi.»

 

Catelyn capisce la situazione.

All'esterno, un'ennesima scarica di tuoni si ripercosse sulla struttura della fortezza, talmente forte che le mura parvero sul punto di crollare ad-dosso al cupo corteo. La domanda, inesorabile, ineluttabile, emerse nella mente di Catelyn: "È questo il rumore del crollo di un regno?"

 

Catelyn vive un sentimento che oscilla tra la speranza e la rassegnazione. Non deve essere semplice vedere il fallimento di un figlio. I suoi Pov sono sempre più tristi e iniziano ad assumere una vena fatalista.

Ovvio sospetto che la madre di Jeyne stia facendo esattamente il contrario di aiutarla a concepire.

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DAVOS I:

Il capitolo è molto bello. La cosa che più mi ha colpito è il fatto che Davos fosse così preso dal dolore per i figli morti, da dimenticarsi quasi dei figli ancora vivi. Anch'io trovo ingiustificato l' odio di Davos per Melisandre. Davos le attribuisce la responsabilità del disastro alla Baia delle Acque Nere (dove lei non ha nessuna colpa), e della morte di Maestro Cressen (tecnicamente il suo era stato un suicidio, Melisandre gli aveva anche detto "Non sei costretto a farlo" o qualcosa del genere). E' bello il fatto che noi conosciamo Melisandre prima attraverso gli occhi di Davos e poi attraverso i suoi.

 

SANSA I:

Date un premio a quella donna, per favore. Mi ha fatto piegare dalle risate:

"Valoroso, certo" grugnì sua sua nonna. "E anche fascinoso, e molto pulito. Sapeva come vestire e sapeva come sorridere e sapeva come farsi il bagno. E in qualche modo ha sviluppato l' idea che tutto questo lo rendesse perfetto per diventare re."

Interessante anche il racconto delle origini della casa Tyrell, evidentemente non hanno perso il vizio di schierarsi col vincitore! Anche se bisogna dire che i Lannister hanno fatto lo stesso durante la ribellione di Robert...

Bella la descrizione di Alto Giardino, speriamo di "vederlo" prima della fine della saga (anche perchè non mi risulta ci siano molti capitoli ambientati nell' altopiano. Ma soprattutto pretendo di vedere Willas. Il personaggio mi ha sempre incuriosito e una parte di me continua a "shippare" lui e Sansa! Mi piace questa Sansa, per certi aspetti ancora ingenua, per altri accorta e diffidente. Sto iniziando ad apprezzare il personaggio. Personalmente ho trovato Margaery abbastanza sincera nel suo affetto per Sansa, e credo che anche nonna Olenna provasse della simpatia nei suoi confronti. 

Blocco di burro è eccezionale: cantante, acrobata, giocoliere, prestigiatore... aumentategli la paga!

Come hanno già detto alcuni di voi questa è solo la prima delle canzoni che troveremo in ASOS.

 

JON I:

Questo capitolo mi è sempre piaciuto, ma mi ha anche fatto inc***are perchè

Spoiler

non lo potevano fare uguale il dialogo tra Jon e Mance gli sceneggiatori? :angry:

 

La cosa più bella dei bruti è che sono quasi assenti le distinzioni di classe. C'è quasi una forma di democrazia visto che il re viene scelto per le sue abilità. Infatti ho sempre sperato che Jon venisse acclamato re dei bruti.

Quando dice:

"Hai visto dove avevano messo il bastardo?"

hai quasi l' impressione che Jon non stia mentendo e che nel suo cuore abbia già deciso di far parte di un posto dove non è un infamia essere un bastardo. Però poi vediamo che non è così. Oppure è così, nel senso che una parte di Jon continua a sentirsi uno del popolo libero.

Secondo me questa è un ulteriore prova del fatto che la "lettera rosa" e stata scritta da Mance: in questa Jon viene più volte chiamato "bastardo".

Se nei libri fosse confermata la

Spoiler

teoria R+L=J, questa scena avrebbe un ulteriore significato (il figlio di Rhaegar che incontra il re dei bruti).

 

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Daenerys I:

La frase che piú mi ha colpito di questo capitolo è stata:

<<Una sola voce ti puó dire il falso ma in molte voci c' è sempre una veritá da scoprire>>

Penso che rappresenti a pieno la tecnica utilizzata da Martin: farci sentire le cose da piú punti di vista attraverso i vari POV.

Ser Jorah è quadi possessivo con Dany, ma in fondo aveva ragione riguardo a Arstan Barbabianca. Cosí come ha ragione a non fidarsi di Illyrio. Penso che a Dany sia nancato davvero il suo consiglio in ADWD. Non a caso lo ha sognato nell' ultimo capitolo.

BRAN:

La cosa piú bella è l' effetto di straniamento che si crea quando leggiamo i pensieri del lupo, ma sopratutto il fatto che i lupi riescano a percepirsi a vicenda: "Non ne percepiva l' odore, nè l' ululato durante la notte, ma sentiva ancora la loro presenza dietro di sé... Di tutti, tranne della sorella che avevano  perduto. Nel ricordarla, la sua coda si abbatteva. In quattro, adesso, non piú in cinque. Quattro e un altro ancora, quello bianco che non ha voce."

Nei libri viene piú volte ribadito che Spettro è silenzioso. Io ho sempre associato questa caratteristica alla neve e al carattere introverso di Jon, ma potrebbe essere anche un riferimento al silenzio sulle origini di Jon...

Interessante anche il riferimento a Lady e al fatto che abbia abbandonato le terre selvagge per camminare nei luoghi degli uomini. Personalmente ho sempre pensato che Sansa non sarebbe piú tornata a Grande Inverno, rimanendo al sud, questo passaggio potrebbe esserne la conferma. Veniamo anche a sapere che un metamorfo deve controllare i suoi poteri altrimenti i suoi poteri lo controlleranno, questo mi fa temere molto per Rickon: lo ritroveremo piú lupo che bambino? Bella la descrizione di Jojen: una persona solenne e a tratti inquietante. 

Spoiler

Penso che abbiano tentare di fare lo stesso con Bran nella settima stagione, ma il risultato è stato fallimentare

DAVOS II:

Viene ribadita la sete di vendetta per Melisandre. Anch' io ho visto nella canzone di Macchia una profezia delle Nozze Rosse.

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Inauguro i 4 POV di questa settimana, anticipandovi che non ho saputo resistere a citare larga parte del racconto del Cavaliere dell'Albero che Ride. Quindi sì, questo post sarà molto lungo.

 

Jaime III

Il trio arriva a Maidenpool e ciò che mi piace davvero molto dello scrivere di Martin è il suo modo di dipingere con “poche pennellate” lo stato in cui versa il luogo a causa della guerra in corso:

 

The pool from which the town took its name, where legend said that Florian the Fool had first glimpsed Jonquil bathing with her sisters, was so choked with rotting corpses that the water had turned into a murky grey-green soup.

 

Queste sue poche righe rendono perfettamente l’idea di un luogo incontaminato, sereno, lontano dai grandi clamori e dalle macchinazioni di KL, che ineluttabilmente subisce le conseguenze di ciò che è deciso altrove. E le subisce talmente da ribaltarne completamente l’aspetto, corrompendolo.

Tra Jaime e Brienne continua questa interazione fatta di provocazione, da cui si evince l’insofferenza di Jaime per la sua condizione di prigioniero. Da piccole considerazioni poi, continua a venir fuori la questione che maggiormente dilania Jaime e che verrà approfondita pian piano nel corso della narrazione:

 

Jaime and Ser Cleos followed her out of the ashes of Maidenpool. A half mile on, green began to creep back into the world once more. Jaime was glad. The burned lands reminded him too much of Aerys.

 

Un tormento che ha ancora un grosso impatto nelle decisioni che Jaime prende oggi, a distanza di più di 15 anni:

 

Jaime had decided that he would return Sansa, and the younger girl as well if she could be found. It was not like to win him back his lost honor, but the notion of keeping faith when they all expected betrayal amused him more than he could say.

 

E iniziamo anche a scoprire il legame che lo unisce alla sorella, per quanto malsano, molto sentito dal personaggio. Una breve descrizione, come questa che segue, rende perfettamente l’idea di quanto a Jaime manchi Cersei e quanto tutto ciò che incontri riporti – in qualche modo – la mente a lei:

 

“Care for a bath, Brienne?” He laughed. “You’re a maiden and there’s the pool. I’ll wash your back.” He used to scrub Cersei’s back, when they were children together at Casterly Rock.

 

E questo suo sentire è evidente pochi pensieri più tardi, quando ricorda la loro infanzia a Casterly Rock:

 

He could never bear to be long apart from his twin. Even as children, they would creep into each other’s beds and sleep with their arms entwined. Even in the womb. Long before his sister’s flowering or the advent of his own manhood, they had seen mares and stallions in the fields and dogs and bitches in the kennels and played at doing the same.

 

Ovviamente, non è solo la questione di Aerys che lo dilania. Jaime, come abbiamo visto nel POV precedente, ha preso alcune delle decisioni fondamentali del suo percorso in funzione di Cersei e dell’impossibilità di rendere palese il legame che li unisce. Scopriamo adesso quanto sia incomprensibile per lui doverlo nascondere. Ne scopre la diversa percezione ben presto quando vengono scoperti a Casterly Rock e allontanati dalla madre. E tutta la sua insofferenza verso questa inamissibilità di ciò che sente è palese adesso che Stannis lo ha divulgato. Soprattutto, alla luce del fatto che ai soli Targaryen lo stesso comportamento era concesso senza grossi stigmi. Le leggi degli uomini non valevano per gli dei né per i Targaryen, che pure erano uomini, e se non valevano per loro perché dovrebbero valere per lui? Come diceva Dany, in ACOK Daenerys III:

 

The dragons are all the difference.

 

Da queste due grandi tematiche che tormentano Jaime, si capisce quanto egli sia in rottura con la società in cui si trova a vivere, della quale, come il Mastino del resto, rifiuta quella forma che tende a ripulirne una sostanza piena di ombre e contraddizioni.

Dall’attacco subito dal simpatico trio, in cui muore Cleos, riducendolo quindi ad un duo, appare evidente la maggiore esperienza di Jaime come anche la sua maggior pragmaticità che si fa cinismo vero e proprio. E queste dinamiche ricordano, con modi diversi, quelle che in ACOK si erano instaurate tra Sandor e Sansa. Brienne resta sorpresa dalla carica di un Jaime disarmato e in catene contro gli arcieri che li hanno attaccati, per contro, Jaime, da soldato esperto ha visto bene prendersi questo rischio, ritenendolo l’unica loro arma vincente contro l’attacco stesso, ponendo anche una certa dose di fiducia nelle azioni di Brienne stessa. Ma la cosa che sorprende ancor più Brienne è il suo proporsi di sistemarle le ferite, come fosse un compagno d’armi più che un prigioniero. Ovviamente, Jaime ha bene presente che la sua sopravvivenza dipende dalla sua carceriera, non c’è niente di più cinico che preservarla dalla sorte avversa finché non avrà adempito al proprio compito di riportarlo il più incolume possibile a KL, perché l’incolumità di egli stesso, dipende dalle forze e dall’incolumità di Brienne.

 

You have an arrow in your back, you know. And another in your leg. You ought to let me tend them.”

“YOU?”

“Who else? The last I saw of cousin Cleos, his palfrey was using his head to plow a furrow.

 

Lo stesso cinismo e realismo che gli fa reclamare vesti, armi e cavallo del povero Cleos. Brienne lo vede come una mancanza di rispetto per il parente, mentre in realtà si tratta di un istinto di sopravvivenza, più che una mancanza di rispetto verso il parente, che ormai è solo un corpo, per quanto caldo, e come tale non ha le necessità di chi vive e alla cui memoria si può comunque portare rispetto con modalità diverse.

Ed è qui che i due arrivano al duello. Schermaglia fisica e schermaglia ironica:

 

“Not bad at all,” he said when he paused for a second to catch his breath, circling to her right.

“For a wench?”

“For a squire, say. A green one.” He laughed a ragged, breathless laugh. “Come on, come on, my sweetling, the music’s still playing. Might I have this dance, my lady?”

Grunting, she came at him, blade whirling, and suddenly it was Jaime struggling to keep steel from skin.

 

La cosa che più colpisce di tutto questo è la fisicità di Brienne e il riconoscimento di quanto sia forte:

 

She is stronger than I am.

The realization chilled him. Robert had been stronger than him, to be sure. The White Bull Gerold Hightower as well, in his heyday, and Ser Arthur Dayne. Amongst the living, Greatjon Umber was stronger, Strongboar of Crakehall most likely, both Cleganes for a certainty. The Mountain’s strength was like nothing human. It did not matter. With speed and skill, Jaime could beat them all. But this was a woman. A huge cow of a woman, to be sure, but even so... by rights, she should be the one wearing down.

 

Nella concentrazione dell’atto fisico, i due si lasciano sorprendere dai Bloody Mummers, banda a cui viene riconosciuto lo stesso livello della Montagna e Amory Lorch, animali da caccia a cui far terrorizzare e stanare la preda. I quali, in odore di essere papabili “pidocchi risaliti”, passati all’altro lato della barricata, fanno un po’ sorridere nel volersi riconosciuta la forma di dignità e onore.

Cinismo e pragmatismo sono una costante di questo POV. Riemergono nei consigli che Jamie dà a Brienne sul lasciarsi far stuprare, così come nel tentativo di negoziare una miglior sorte con Urswyck. SI continua ad intravedere in Jamie l’inizio di un legame verso Brienne che va oltre quello del prigioniero verso il carceriere a meno che non lo si voglia interpretare come una sorta di Stockholm’s Syndrome, ma sarebbe fuorviante.

 

Jaime felt sorry for her. She would lose her maidenhood tonight, he had no doubt. That noseless bastard would have her for a certainty, and some of the others would likely take a turn. […]

“When we make camp for the night, you’ll be raped, and more than once,” he warned her. “You’d be wise not to resist. If you fight them, you’ll lose more than a few teeth.”

He felt Brienne’s back stiffen against his. “Is that what you would do, if you were a woman?”

If I were a woman I’d be Cersei. “If I were a woman, I’d make them kill me. But I’m not.”

 

E si continua anche a rilevare quanto la reputazione, irrimediabilmente macchiata, di Jamie continui a rappresentare per lui un ostacolo a qualsivoglia fine, nonché al riconoscimento di ciò che egli pensa di incarnare. Certo non avere alcuna credibilità neanche agli occhi di un mercenario di dubbia fama è per lui un bello smacco, oltre ad essere l’ennesimo di una lunga serie nell’ultima quindicina di anni, un po’ come un continuo riconoscimento da parte di chiunque di una sorta di incapacità di agire oltre l’ambito fisico-militare, perché la sua parola non ha valore a nessun livello.

 

“I have heard enough, Kingslayer. I would have to be a great fool indeed to believe the promises of an oathbreaker like you.” He kicked his horse and galloped smartly ahead.

Aerys, Jaime thought resentfully. It always turns on Aerys.

 

In realtà, anche i cani da caccia hanno il loro sentire, i loro rancori, e la necessità di sfogare le proprie vendette con le loro modalità. Così il messaggio per Tywin divenne la mano di Jaime. E per Jaime è difficile restare fedele al proprio orgoglio. E, come Mirri non riuscì a mantenere la promessa di non urlare nella pira, anche Jaime non riesce a fare altrettanto:

 

He was a Lannister of Casterly Rock, Lord Commander of the Kingsguard; no sellsword would make him scream.

Sunlight ran silver along the edge of the arakh as it came shivering down, almost too fast to see. And Jaime screamed.

 

Arya IV

Arya capisce che sarà barattata per del budget che permetterà alla BWB di procurarsi armamenti e cavalli. Vediamo che il suo pensiero è molto più in linea con quello di Robb, più di quanto non lo fosse quello di Cat:

 

That much was true, Arya knew. Knights were captured and ransomed all the time, and sometimes women were too. But what if Robb won’t pay their price? She wasn’t a famous knight, and kings were supposed to put the realm before their sisters. And her lady mother, what would she say? Would she still want her back, after all the things she’d done? Arya chewed her lip and wondered.

 

Se nel POV precedente si era posta il problema di ammettere con la famiglia ciò che ha commesso, qua la vediamo convinta dell’opinione negativa che potrebbe averne la madre. Evidentemente, si tratta più di una necessità sua personale di accettare ciò che ha dovuto commettere per assicurarsi la sopravvivenza e la fuga, per quanto in precedenza fosse sembrata meno tormentata. Probabilmente la situazione di costante pericolo le impediva pensieri di questa sorta che hanno iniziato ad affiorare dall’incontro con Harwin.

Finalmente si arriva a Cuore Alto: una collina su cui, una volta, sorgevano 31 alberi cuore, fino al momento in cui il re Andalo Erreg the kinslayer li tagliò, estirpando anche la vita di quei COTF, i cui fantasmi ancora oggi, si narra, che lo infestino. Un luogo in cui, si dice, ancora alberghi una qualche sorta di magia.

Dalla descrizione della Vecchia di Cuore Alto, si può desumere che ella stessa sia almeno in parte discendente dai COTF: è significativamente più bassa di Arya, significativamente più vecchia di Old Nan e ha gli occhi rossi. Se così fosse, possiamo desumere che sia una greenseer molto potente da ciò che dice Jojen riguardo al colore dei loro occhi (giallo, verde, rosso, nella scala di potere e rarità). Non sarà l’unico incontro che faremo con lei avremo modo di approfondire più avanti e per farlo linko il topic dedicato in cui se ne era discusso.

Le sue visioni, infatti, sono veritiere: ha sognato l’ombra di Stannis uccidere Renly, il faceless che ucciderà Balon – da capire se commissionato da Euron o se utilizzando la faccia di Euron -, il risveglio di Cat come Lady Stoneheart. Il primo evento, che sappiamo già verificatosi in questo momento della storia, serve per farci comprendere l’affidabilità delle due previsioni successive (immagino).

 

“The old gods stir and will not let me sleep,” she heard the woman say. “I dreamt I saw a shadow with a burning heart butchering a golden stag, aye. I dreamt of a man without a face, waiting on a bridge that swayed and swung. On his shoulder perched a drowned crow with seaweed hanging from his wings. I dreamt of a roaring river and a woman that was a fish. Dead she drifted, with red tears on her cheeks, but when her eyes did open, oh, I woke from terror. All this I dreamt, and more.

 

Al castello di Lady Smallwood, veniamo a conoscenza del fatto che il gruppo dei Karstark che ha lasciato Riverrun è passato da lì in cerca di Jaime. Si diffonde la voce di come sia stato liberato e dopo una prima incredulità, si può presupporre che il presunto comportamento di Cat ponga delle preoccupazioni e degli interrogativi alla BWB relativamente alla monetizzazione della restituzione di Arya agli Stark.

 

Daenerys II

Il POV si apre sulla statua dell’arpia. Un’immagine significativa per quello che verrà, per quanto l’antica Ghis, in termini di civiltà e lingua, ci viene presentata come estinta da millenni, spazzata via dai Valyriani.

Missandei si caratterizza fin da subito come un soggetto particolare: non ha più di 10 anni eppure ha un’ottima padronanza della Common Tongue per non essere mai stata a Westeros. Non volendoci vedere grossi misteri, si può presupporre che la baia schiavista sia abitualmente frequentata da westerosiani, altrimenti non si spiega come vi possa essere stata esposta.

La disciplina e la forza degli Unsullied viene subito rimarcata dalla particolare crudeltà del loro training. Questi schiavi, come schiavi infatti, sono trattati come oggetti, niente di più niente di meno, il loro unico scopo è in primis essere un prodotto di forma e forza conforme, se sopravvivono ad anni di continua e quotidiana lotta, possono diventare Immacolati e tirare finalmente un mezzo sospiro di sollievo. Un prodotto senza “alcuna distrazione”, a cui vengono rimossi tutti gli organi genitali. Potenziato da un intruglio a base di nightshade, che bevono quotidianamente che sembra portarli all’insensibilità fisica. La spersonalizzazione è totale: non hanno neanche un nome proprio ma una targhetta che cambia ogni giorno con inciso un nome che gli ricordi la bassezza della loro posizione sociale ed il proprio ruolo.

 

“They are chosen young, for size and speed and strength,” the slave told her. “They begin their training at five. Every day they train from dawn to dusk, until they have mastered the shortsword, the shield, and the three spears. The training is most rigorous, Your Grace. Only one boy in three survives it. This is well known. Among the Unsullied it is said that on the day they win their spiked cap, the worst is done with, for no duty that will ever fall to them could be as hard as their training.” […]

Unsullied are not men. (Say that) death means nothing to them, and maiming less than nothing. […]

“Those who cannot are culled in training, along with those who cannot run all day in full pack, scale a mountain in the black of night, walk across a bed of coals, or slay an infant.” […]

We give each boy a puppy on the day that he is cut. At the end of the first year, he is required to strangle it. Any who cannot are killed, and fed to the surviving dogs.

 

Anche in questo POV ritorna l’inconciliabilità della visione di una regina (ma direi pure di una donna con senno) con quella che è l’organizzazione della società e delle credenze formali Westerosiane. Mi ci ero già soffermata diverse volte su Cersei e recentemente anche su qualche POV del freefolk. Non posso esimermi dal farlo neanche in questo caso in cui la questione contrappone Dany e Barristan:

 

“Better to come a beggar than a slaver,” Arstan said.

“There speaks one who has been neither.” Dany’s nostrils flared. “Do you know what it is like to be sold, squire? I do. My brother sold me to Khal Drogo for the promise of a golden crown. Well, Drogo crowned him in gold, though not as he had wished, and I... my sun-and-stars made a queen of me, but if he had been a different man, it might have been much otherwise. Do you think I have forgotten how it felt to be afraid?”

 

Barristan dal privilegio della sua posizione di high-born, maschio e sworn to the Kingsguard, difficilmente può comprendere l’irritazione che può causare con questa sua mancanza di pragmaticità, con questa sua aderenza al formalismo senza calarsi nel particolare. Dany, per quanto privilegiata in quanto discendente Targaryen, quindi, nonostante le difficoltà dell’esilio, in una posizione di grande vantaggio se comparata alla maggior parte delle altre figure femminili. Lamenta una condizione non tanto diversa da quella lamentata da Cersei stessa, in quanto donna. Come donna, per il fratello non è stata altro che merce di scambio, un capo di “bestiame” da vendere per una corona. E’ perfettamente consapevole della fortuna che ha avuto nella breve esperienza di Khaleesi a fianco di Drogo, è perfettamente consapevole che sarebbe potuta andare molto peggio.

E’ Jorah che, oltre ad aver risvegliato certe necessità in Dany, la invita ad agire in maniera pragmatica e le fa notare i pro dell’accettare tra le proprie fila la macchia di “8000 bambini e 8000 cuccioli uccisi”, facendole notare che una tale armata non si macchierebbe dei crimini solitamente imputati ai soldati in guerra, per quanto si sia già macchiata di quelli richiesti dal loro disumano allenamento, e ricordandole che il motivo per cui una città facilmente conquistabile come Astopor è “lasciata stare” dai propri vicini, Dothraki in particolare, è proprio la presenza di tali soldati. La esorta a prepararsi a riconquistare Westeros con Blood and Fire.

 

“My queen,” the big man said slowly, “all you say is true. But Rhaegar lost on the Trident. He lost the battle, he lost the war, he lost the kingdom, and he lost his life. His blood swirled downriver with the rubies from his breastplate, and Robert the Usurper rode over his corpse to steal the iron Throne. Rhaegar fought valiantly, Rhaegar fought nobly, Rhaegar fought honorably. And Rhaegar died.”

 

Piccola nota: che il re pirata interessato a comprare un centinaio di Unsullied fosse Euron?

 

Bran II

Il gruppo prosegue verso Nord, seguendo l’Ice Dragon. Il viaggio si fa duro: sulla strada che hanno scelto di seguire per maggiore sicurezza, le possibilità di procurarsi del cibo scarseggiano.

La situazione nel Nord non ci è descritta come migliore, il passaggio dello scranno di Winterfell dagli Stark a Theon/Ramsey ha visto un inasprimento dei pericoli per la popolazione. La caccia ai piccoli Stark è ancora aperta. E non meglio appare la situazione della Barriera coi Guardiani dati per dispersi in seguito all’ultima spedizione del Lord Commander.

SPOILER GOT 6

Spoiler

Alla luce di ciò che sappiamo dovrà accadere prima o poi anche nei libri. Mi colpisce questo passo:

 

“Hodor,” said Hodor.

“Hodor,” Bran agreed.

Jojen kicked a pinecone. “Hodor likes it when you say his name, I think.”

 

Jojen ha visto nei suoi sogni che i lupi torneranno a Winterfell, che abbia visto anche questo drammatico episodio? Inoltre, per quanto sappiamo che accadrà, c’è l’estrema probabilità che possa accadere in condizioni diverse, che sia proprio Bran a chiedere a Walder “Hold the door”? O semplicemente che Hodor nel suo stato attuale apprezzi la pronuncia di questa contrazione da parte di Bran come riconoscimento del suo fine ultimo e della sua azione futura?

 

E’ in questo POV che Meera narra la storia del Cavaliere dell’Albero che Ride, che riporto a stralci per meglio discuterne. Come sappiamo è la storia di Howland Reed e del Torneo di Harrenhal.

 

“There was one knight,” said Meera, “in the year of the false spring. The Knight of the Laughing Tree, they called him. He might have been a crannogman, that one.”

Or not.” Jojen’s face was dappled with green shadows. 

 

Innanzitutto, si ambienta la storia nell’anno della falsa primavera, il protagonista è il Cavaliera dell’Albero che Ride. Si narra potesse essere un crannogman, ma Jojen instiga il dubbio su questa ipotesi, oltre a sorprendersi del fatto che Ned non avesse mai raccontato niente di tutto ciò a Bran.

 

“Once there was a curious lad who lived in the Neck. He was small like all crannogmen, but brave and smart and strong as well. He grew up hunting and fishing and climbing trees, and learned all the magics of my people.” […] he could breathe mud and run on leaves, and change earth to water and water to earth with no more than a whispered word. He could talk to trees and weave words and make castles appear and disappear. […] “The lad knew the magics of the crannogs,” she continued, “but he wanted more. […] But this lad was bolder than most, and one day when he had grown to manhood he decided he would leave the crannogs and visit the Isle of Faces.” […] “It was the green men he meant to find.

 

Piccolo inciso: si parla anche dei poteri di Howland che sembrano essere già di suo maggiori, rispetto a quelli elencati da Jojen per Meera nel precedente POV. In aggiunta trascorre anche quasi un intero inverno sulla Isle of Faces. E quell’inverno durò un bel po’.

 

 “He rowed and rowed, and finally saw the distant towers of a castle rising beside the lake. The towers reached ever higher as he neared shore, until he realized that this must be the greatest castle in all the world.

 

Ancora setting: se ne deduce di essere a Harrenhal.

 

A great tourney was about to commence, and champions from all over the land had come to contest it. The king himself was there, with his son the dragon prince. The White Swords had come, to welcome a new brother to their ranks. The storm lord was on hand, and the rose lord as well. The great lion of the rock had quarreled with the king and stayed away, but many of his bannermen and knights attended all the same. The crannogman had never seen such pageantry, and knew he might never see the like again. Part of him wanted nothing so much as to be part of it.”

 

Al Torneo di Harrenhal erano presenti: Aerys, Rhaegar, e le cappe bianche per la nomina di Jaime. Vi era Robert e vi era Mace. Non Tywin adirato per la nomina di Jaime.

 

“The daughter of the great castle reigned as queen of love and beauty when the tourney opened. Five champions had sworn to defend her crown; her four brothers of Harrenhal, and her famous uncle, a white knight of the Kingsguard.”

 

Se non ci bastava l’allusione precedente a Harrenhal, questo pezzo ci schiarisce le idee con l’evidente allusione agli Whent.

 

Sometimes the knights are the monsters, Bran. The little crannogman was walking across the field, enjoying the warm spring day and harming none, when he was set upon by three squires. They were none older than fifteen, yet even so they were bigger than him, all three. This was their world, as they saw it, and he had no right to be there. They snatched away his spear and knocked him to the ground, cursing him for a frogeater.” […] “None offered a name, but he marked their faces well so he could revenge himself upon them later. They shoved him down every time he tried to rise, and kicked him when he curled up on the ground. But then they heard a roar. ‘That’s my father’s man you’re kicking, howled the she-wolf.” […] “The she-wolf laid into the squires with a tourney sword, scattering them all. The crannogman was bruised and bloodied, so she took him back to her lair to clean his cuts and bind them up with linen. There he met her pack brothers: the wild wolf who led them, the quiet wolf beside him, and the pup who was youngest of the four.

 

Howland viene aggredito da tre scudieri e Lyanna prende le sue difese. Dopodiché lo porta alla loro tenda, dove vediamo che erano presenti anche i suoi fratelli: Brandon, Ned, Benjen.

 

That evening there was to be a feast in Harrenhal, to mark the opening of the tourney, and the she-wolf insisted that the lad attend. He was of high birth, with as much a right to a place on the bench as any other man. She was not easy to refuse, this wolf maid, so he let the young pup find him garb suitable to a king’s feast, and went up to the great castle.

“Under Harren’s roof he ate and drank with the wolves, and many of their sworn swords besides, barrowdown men and moose and bears and mermen. The dragon prince sang a song so sad it made the wolf maid sniffle, but when her pup brother teased her for crying she poured wine over his head. A black brother spoke, asking the knights to join the Night’s Watch. The storm lord drank down the knight of skulls and kisses in a wine-cup war. The crannogman saw a maid with laughing purple eyes dance with a white sword, a red snake, and the lord of griffins, and lastly with the quiet wolf... but only after the wild wolf spoke to her on behalf of a brother too shy to leave his bench.

 

Alla festa vediamo presenziare gli Stark e i loro bannermen, Rhaegar in versione bardo che commuove Lyanna, un guardiano della notte che non mi sovviene (qualcuno sa/si ricorda chi fosse?), Robert che era intento a vincere una gara di bevute con Richard Lonmouth (aka Lemoncloak), Ashara che ha ballato con una cappa dorata (Arthur? Barristan? Altri?), Oberyn, Jon Connington, e Ned Stark. Con questo ultimo ballò perché a chiederglielo fu Brandon.

 

“Amidst all this merriment, the little crannogman spied the three squires who’d attacked him. One served a pitchfork knight, one a porcupine, while the last attended a knight with two towers on his surcoat, a sigil all crannogmen know well.”

 

I tre scudieri sono riconosciuti come in forze agli Haigh, Blount, e Frey.

 

“The wolf maid saw them too, and pointed them out to her brothers. ‘I could find you a horse, and some armor that might fit’, the pup offered. The little crannogman thanked him, but gave no answer. His heart was torn. Crannogmen are smaller than most, but just as proud. The lad was no knight, no more than any of his people. We sit a boat more often than a horse, and our hands are made for oars, not lances. Much as he wished to have his vengeance, he feared he would only make a fool of himself and shame his people. The quiet wolf had offered the little crannogman a place in his tent that night, but before he slept he knelt on the lakeshore, looking across the water to where the Isle of Faces would be, and said a prayer to the old gods of north and Neck...”

 

Da questo brano, sembra cadere ogni possibilità che il cavaliere possa essere Howland. Per quanto forte fosse il suo desiderio di vendetta, ammette di non essere un cavaliere, di non avere grandi doti a cavallo (fondamentale per la giostra) e non avere maestria con la lancia.

 

The daughter of the castle was the queen of love and beauty, with four brothers and an uncle to defend her, but all four sons of Harrenhal were defeated on the first day. Their conquerors reigned briefly as champions, until they were vanquished in turn. As it happened, the end of the first day saw the porcupine knight win a place among the champions, and on the morning of the second day the pitchfork knight and the knight of the two towers were victorious as well. But late on the afternoon of that second day, as the shadows grew long, a mystery knight appeared in the lists.” […] “No one knew,” said Meera, “but the mystery knight was short of stature, and clad in ill-fitting armor made up of bits and pieces. The device upon his shield was a heart tree of the old gods, a white weirwood with a laughing red face.” […] “Perhaps they did. The mystery knight dipped his lance before the king and rode to the end of the lists, where the five champions had their pavilions. You know the three he challenged.” […] “Whoever he was, the old gods gave strength to his arm. The porcupine knight fell first, then the pitchfork knight, and lastly the knight of the two towers. None were well loved, so the common folk cheered lustily for the Knight of the Laughing Tree, as the new champion soon was called. When his fallen foes sought to ransom horse and armor, the Knight of the Laughing Tree spoke in a booming voice through his helm, saying, ‘Teach your squire honor, that shall be ransom enough.’ Once the defeated knights chastised their squires sharply, their horses and armor were returned. And so the little crannogman’s prayer was answered... by the green men, or the old gods, or the children of the forest, who can say?

 

Si capisce che il Cavaliere dell’Albero che Ride ha lo scopo di vendicare ciò che è successo a Howland. Partendo dal presupposto che green men=children of the forest=old gods, si ha l’impressione che, in seguito alla preghiera di Howland, questo potere superiore abbia in qualche modo “facilitato” le vittorie di Haigh, Blount e Frey, affinché Il Cavaliere dell’Albero che Ride li sconfiggesse. Impressione avvalorata dallo stemma del Cavaliere stesso, che raffigura un albero cuore. Essendo gli Stark i soli ad essere a conoscenza della vicenda di Howland, si può presupporre che il Cavaliere fosse uno di loro. Possiamo escludere subito Brandon e Ned, ormai troppo adulti per essere considerati di bassa statura. Restano quindi Lyanna e Benjen.

 

“That night at the great castle, the storm lord and the knight of skulls and kisses each swore they would unmask him, and the king himself urged men to challenge him, declaring that the face behind that helm was no friend of his. But the next morning, when the heralds blew their trumpets and the king took his seat, only two champions appeared. The Knight of the Laughing Tree had vanished. The king was wroth, and even sent his son the dragon prince to seek the man, but all they ever found was his painted shield, hanging abandoned in a tree. it was the dragon prince who won that tourney in the end.”

 

Dopo aver punito I tre scudieri il Cavaliere sparisce. Se fosse stato Benjen, non avrebbe avuto senso tenere la sua identità nascosta, né abbandonare il torneo stesso. Nel caso di Lyanna invece, che sappiamo essere un’ottima amazzone e capace di sconfiggere Benjen a duello, avrebbe senso questa sparizione. Evento che potrebbe anche dare il là ad un incontro più ravvicinato tra i due, dopo la commozione di lei per la canzone suonata da lui alla prima sera del torneo.

 

More food for thoughts sul Cavaliere dell'Albero che Ride in questo topic.

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