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senza volto

Fidel Castro e Cuba

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Vi chiedo qualche riflessione su Fidel Castro, appena morto.

Io sono stato a Cuba e ho girato un po', anche all'interno. Vero che non avevano niente e poche libertà e che certi articoli sono (o forse erano - ho avuto qualche notizia in merito ma nulla di cui posso garantire l'affidabilità) quasi introvabili. Anche vero che parliamo di un paese col più alto tasso di alfabetismo del mondo (ma se poi non puoi comprarti quello che vuoi da leggere...) e un gran numero di laureati, tanto da mandare dottori a lavorare nel resto del Sud America, oltre a un tasso di mortalità infantile (dati2014 e 2015) a livello dei paesi europei e migliore di quello USA. Consideriamo anche che la morte per denutrizione è inesistente, anche se ci sono poche possibilità di scegliere di cadere nell'obesità.

 

Qualcuno mi chiederà: ci andresti a vivere? Con qualche miglioramento, si!

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Beh.. Togliendo il potere ai castro e instaurando la democrazia, togliendo totalmente l' embargo sicuramente sarebbe un bel posto. L' unico effetto dell' allentamento dell' embargo di cui mi posso essere accorto è che su discovery/dmax hanno fatto un docureality "buena vista social car" sulle difficoltà ad aggiustarsi le macchine presenti nell' isola.

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Le macchine del posto, che devo dire sono magnifiche macchine d'epoca (almeno alcune), oppure quelle di nuova importazione?

 

ps. comunque preciso che ci sono stato 22 anni fa.

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Sono tutte macchine vecchie che non possono essere riparate per mancanza sia di pezzi di ricambio che di attrezzatura adeguata. Se aprono al commercio i cubani faranno affari d' oro.

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Si. Quel problema c'era anche allora. I pezzi si trovavano rarissimi al mercato nero, ma costavano cifre per loro impossibili, così si inventavano riparazioni di fortuna.

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Quando il capitalismo arriva tutto in un colpo e in mezzo ad un vuoto o caos politico, può generare mostri, e il prevalere di pochissimi forti.

Per i tanti deboli le cose si mettono male.

Abbiamo avuto l'esempio della Russia degli anni '90.

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Penso che cuba diventerà una piccola cina più che una vera democrazia.. In quanti anni dalla fine dell' embargo non lo so.

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La penso come Metamorfo.

Tempo fa all'università ci fecero vedere un grafico del rapporto PIL/aspettativa di vita. Ora, su un campione così grande l'aspettativa di vita è un buon indice della qualità della vita, e l'aspettativa di vita a Cuba era leggermente sopra a quella degli USA pur con un PIL veramente molto più basso.

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Quel "con qualche miglioramento" a cui accennavo non riguardava direttamene la politica, ma cose a livello personale come il lavoro e il "non essenziale" a cui ora sono abituato qui, come la connessione internet e altre piccolezze. Adesso non so come sono messi. Già il poter stare tutto l'anno in pantaloncini senza preoccuparmi del riscaldamento e altro, senza vedere gente che muore di fame come in altri posti del Centro-Sud America, varrebbe la pena.

 

Il commento di Trump -"faremo qualunque cosa" (se veramente l'ha detto oltre ad esprimere la sua gioia per la morte) per aiutare il popolo cubano a ritrovare la democrazia e la prosperità-, mi spaventa un po' per i cubani. Un rientro in massa dei dissidenti, magari armato e appoggiato dagli USA, sarebbe disastroso. Se la prosperità che dovrebbero raggiungere i cubani che lui cita è quella che avevano prima con Batista o che c'è in altri paesi della zona, è meglio per loro rimanere così. Ricordiamoci che Cuba era la pattumiera/bordello e peggio degli USA.

 

Riguardo l'arrivo del capitalismo, penso che, se ci sarà un processo, sarà diverso di quello della Russia, paese al confronto immenso. Comunque non vedo cose a breve, il fratello credo stia andando con molta calma. Giustamente.

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Personalmente io credo che la morte di Castro,così come quella di qualunque dittatore di qualunque orientamento politico,sia sempre un buon motivo per svegliarsi la mattina con un bel sorriso a 32 denti.

Tutti gli esiliati,i torturati e i morti per la sola "colpa" di essere dissidenti non valgono certo i successi raggiunti da Castro;al contrario,possono essere un valido motivo per ricordarsi di evitare l'instaurarsi di una nuova dittatura in futuro,senza però eliminare i successi ottenuti in campo sociale dal dittatore.

Che poi Cuba non debba tornare ad essere il giardino personale degli Stati Uniti com'era un tempo insieme a praticamente tutto il Centro e Sud America è più che auspicabile;sarebbe invece saggio se Raul Castro,che non possiede certo il carisma e il prestigio del defunto fratello,promuovesse una serie di riforme volte ad una graduale democratizzazione ed apertura di Cuba al resto del mondo,evitando possibilmente di far cadere di nuovo il paese in una spirale di sangue e violenza di cui sappiamo già il risultato.

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Bisogna contestualizzare il tempo e il luogo.

L'alternativa a Castro, in uno Stato di piccole-medie dimensioni nel centro-sud america, non è la Svizzera o la Nuova Zelanda.

Le alternative sono i tonton macoute di Papa doc, il dominio dei narcos in stile colombiani o il diventare una colonia delle multinazionali USA tipo Panama, con tanto di interventi del marines di tanto in tanto per ribadire il concetto.

Capirai che grande libertà e felicità.

 

Castro ha dato al suo popolo un livello di salute, istruzione e speranza di vita nettamente superiore alla media dell'area, ordine e sicurezza e, nei limiti del possibile, una certa dignità al popolo cubano, dignità che ben pochi popoli e Stati oggetto della dottrina Monroe possono vantare.

Ha ovviamente violato i diritti umani, come d'altra parte negli ultimi 50 anni hanno fatto in lungo e in largo tutte le democrazie occidentali con un certo peso internazionale, ma non è stato un dittatore sanguinario, se non nei limiti assolutamente fisiologici che ogni forma di governo autoritaria comporta.

Seppur con ritardo, resosi conto di essere diventato obsoleto, ha dato avvio a un processo di "democratizzazione" e uscita dall'isolamento, cosa che riescono a fare in pochissimi, i migliori (tipo Franco); se i sui successori se la giocano bene, riusciranno ad evitare il caos e i morti che spesso comporta la caduta del grande tiranno di turno.

 

Solo una visione utopica, distorta, ipocrita, non solo della storia e della politica ma più in generale della natura umana e della natura stessa del patto sociale, può portare a pensare e dire che, nelle condizioni di tempo e spazio in cui si è trovato ad agire, Castro sia stato un riprovevole mostro liberticida.

 

Poteva ovviamente fare meglio, molto meglio, ha fatto errori, commesso crimini e compiuto eccessi, ma in generale è stato un capo di Stato più che decente. Nell'area e tempo in cui si è trovato ad operare, un titano.

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Castro è stato un dittatore sanguinario e il fratello lo è ancora! Si è preso cuba e ora bisogna capire ccosa vorranno fare. Come ho detto qualche post fa cuba diventerà una cina in formato ridotto ma non penso che senza un' ulteriore ribellione avranno mai la libertà.

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Scusate eh,ma o avete letto male quello che ho scritto o mi sono spiegato male io.

Non sono un filo-americano o un sostenitore sfrenato del capitalismo,basta leggere il mio riferimento al "giardino personale degli Stati Uniti" nel mio post precedente.

Semplicemente i successi della dittatura non giustificano i sacrifici per il loro raggiungimento:è ovvio che non si può fare una rivoluzione senza spargimento di sangue ma passare da una dittatura di destra ad una di sinistra non mi sembra un cambiamento tanto positivo,no?Sempre di dittature parliamo,e lo sappiamo tutti cosa fanno le dittature per mantenere il potere.

Che poi Fidel Castro sia sicuramente stato migliore di altri dittatori (esempio:Stalin) è certamente vero,ma rimane pur sempre un dittatore,con tutte le caratteristiche di questi.

Lo stesso vale per le alternative alla dittatura:è sicuramente preferibile una dittatura che mantiene un certo ordine e un certo benessere alla popolazione piuttosto che lo strapotere di spacciatori e criminali o essere gli schiavetti di Stati Uniti o altre democrazie occidentali,ma questo non significa che la dittatura sia giusta.

E ugualmente,il fatto che le democrazie occidentali compiano in silenzio violazioni ai diritti umani non legittima certo una dittatura a farlo apertamente.

La verità è che si fa presto a parlare di sacrifici per un bene superiore ma nessuno pensa di essere lui stesso un possibile sacrificio:qualcuno di voi accoglierebbe con il sorriso e senza fiatare la propria morte se questa servisse a portare benefici allo Stato e alla popolazione?Io non credo,e se voi siete veramente qualcuna di queste persone vi faccio i mei complimenti, siete uno su un milione.

 

 

D'altronde a cosa serve l'istruzione universitaria gratuita, quando hai la libertà di scegliere tra McDonald e Burger King...

 

Questo tuo commento è sicuramente divertente,ma non c'entra assolutamente niente con quanto ho detto.

E potrei risponderti per le rime:

"A cosa serve la libertà di parola e di espressione quando hai l'istruzione universitaria gratuita?"

E potrei continuare con tanti altri esempi.

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Lo stesso vale per le alternative alla dittatura:è sicuramente preferibile una dittatura che mantiene un certo ordine e un certo benessere alla popolazione piuttosto che lo strapotere di spacciatori e criminali o essere gli schiavetti di Stati Uniti o altre democrazie occidentali,ma questo non significa che la dittatura sia giusta.

E ugualmente,il fatto che le democrazie occidentali compiano in silenzio violazioni ai diritti umani non legittima certo una dittatura a farlo apertamente.

La verità è che si fa presto a parlare di sacrifici per un bene superiore ma nessuno pensa di essere lui stesso un possibile sacrificio:qualcuno di voi accoglierebbe con il sorriso e senza fiatare la propria morte se questa servisse a portare benefici allo Stato e alla popolazione?Io non credo,e se voi siete veramente qualcuna di queste persone vi faccio i mei complimenti, siete uno su un milione.

 

ma nessuno mette in discussione che astrattamente i regimi totalitari in stile fidel non siano auspicabili e tutti saremmo più felice se vivessimo in tante piccole finlandie.

però l'alternativa concreta a Castro, per uno stato centro-americano di metà 900, era essere la classica repubblica delle banane, un paradiso fiscale (ma Cuba è troppo grande per quello) o una dittatura ancora peggiore... e in entrambi i casi la popolazione non ha nessuna libertà effettiva, subisce soprusi tali e quali ai cubani e in più ha pure un sistema sanitario, scolastico e di ordine pubblico demm...

 

non ci sono esempi di Stati di successo, democratici, liberi e duraturi nell'area, a parte il Costa Rica forse. Costa Rica che comunque, al netto di tutti i suoi successi, ha un indice di sviluppo umano analogo a quello di cuba.

 

quindi se fossi cubano, sì, mi giocherei le mie carte con Castro (vivo bene, seppur senza libertà), piuttosto che sperare che Batista o i suoi padroni mafiosi di Miami avesse in serbo per me chissà quali fantastiche riforme sociali.

Preferisco l'Avana che bogotà o cartagena o ciudad juarez...

 

 

La verità è che non tutti i contesti socio-economici possono permettersi di avere le nostre libertà, e avere allo stesso tempo livelli decenti di istruzione, ordine, sanità.

anzi, difficilmente un popolo che non sia prima istruito, senza leggi, senza certezza della pena, lasciato a morire per le strade, sa "mettere a frutto" il dono delle libertà democratiche, qualora tale dono gli venga concesso. Quasi inevitabilmente si trasformerà in una dittatura mascherata (repubblica delle banane) o dichiarata (infinti esempi), o cadrà in preda a tumulti interni e sanguinosissime guerre civili (vedi le recenti grandi democrazie di successo di iraq e afghanistan)

 

Il popolo cubano credo sia pronto, invece. E' stato reso pronto. Poteva essere pronto anche 15-20 anni fa, e aver ritardato troppo la transizione è forse il maggior errore di Castro.

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