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Iceandfire

Il potere della conoscenza in Games of Thrones

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Iceandfire    1,759

 

La maggiore dote che possa avere un uomo per modellare bene il suo futuro,razionalmente e non emotivamente,è la conoscenza e l’impegno per raggiungerla.
 

Certo in un periodo detto di oscurantismo come nel medioevo ,anche in quello fantasy di GoT,cercare la vera conoscenza non è né semplice, né facile,anzi spesso è controproducente, anche perché la conoscenza è qualcosa che non è concessa al popolo, infatti la vera conoscenza è sempre “rivoluzionaria” e fonte di contrasti e cambiamenti non desiderati per chi vive e prospera sull’ignoranza e la possibilità di manipolare la gente

 

In GoT i depositari della conoscenza sono essenzialmente i maestri che vengono forgiati nella cittadella per poi entrare a servizio dei Lords di Westeros, presso i quali svolgono varie funzioni. Essi sono medici,precettori,confidenti,e perché no pure i direttori del servizio aviario di posta celere. La conoscenza dovrebbe rendere migliori ma al fianco di maestri irreprensibili,preparati( anche sui vari tipi di veleni e droghe),saggi,parte orgogliosa della famiglia in cui prestano servizio,ci sono pure i maestri “devianti” e cioè quelli che usano la conoscenza per avere vantaggi personali.Infatti essi compiacciono i loro padroni in tutto,anche nelle loro devianze ( lo squallido Pycelle ) oppure credono che tutto possano fare e che tutto sia loro concesso per cui possono andare ben oltre precisi paletti etici e morali tanto da creare mostri decerebrati,ma con grande forza bruta ,da far usare a chi non conosce affatto il termine etica, rispetto di regole non scritte, rispetto per la vita altrui (Qyburn lo scienziato folle ).
 

Poi la cultura, intesa come la conoscenza degli avvenimenti futuri può essere appannaggio di preti rossi, stregoni,maghe, .vedi ruolo dei preti rossi o delle maghe, ma è una conoscenza vaga e oscura di difficile interpretazione dato che le profezie in Got sono troppo spesso poco decifrabili e male interpretate.
 

Ancora, c’è la conoscenza improvvisa che si può acquisire in breve tempo se si è predestinati ad un grande compito , essa , in mancanza di un idoneo mentore , ti può crollare addosso,non viene raggiunta, interpretata e metabolizzata, non è conseguita  step by step, per cui certamente crea problemi anche emotivi,perché no .Ergo un distacco da quello che si percepisce e si vede , troppo in una sola volta e non interpretabile, ci deve essere come pure ci deve essere un input preciso sulle priorità delle conoscenze.E quale è la priorità maggiore in GoT se non l’esistenza della specie umana senza la quale tutta la conoscenza salterebbe e non avrebbe valore?

 

E infine c’è la conoscenza che addestra e affina la mente e la migliora , quella che può permettersi,se lo vuole, dato che costa non poco,un ricco annoiato ma oltremodo motivato nella realizzazione problematica del suo sé,al secolo Tyrion Lannister. La conoscenza che ha acquisito, studiando molto e sempre,nonostante avesse anche altri passatempi più sollazzanti da preferire allo studio,non solo ne ha affinato la mente ,non solo ha reso Tyrion un politico sagace ed un buon governatore di città magmatiche,ma ha dato forza al suo desiderio personale di giustizia e comprensione, modellandolo, nel tempo, nel desiderio di non subire la malvagità e l’incompetenza e la vessazione di chi era al potere,ed infatti Tyrion rinnega la famiglia che lo ha disprezzato e umiliato e si mette al servizio di chi,al momento,crede possa instaurare una società più giusta e “ compassionevole” per i più deboli.

 

In tutto questo discorso come si innesca la ricerca della conoscenza da parte di Samwell Tarly? Certamente la conoscenza di Sam non è per “grazia ricevuta” o se si preferisce non è infusa dall’alto con il pericolo che essa possa devastare la mente di chi l’ha ricevuta che non sa come usarla .Sam si definisce un codardo ,ma perché allora chi perseguiva la conoscenza e voleva essere …un mago,certamente non era il tipo di erede che un Tarly avrebbe voluto, perché allora l’erede di una casata aveva rudimenti culturali, ma doveva conoscere essenzialmente le arti marziali ed affinarsi in esse.

 

Sam ha avuto un percorso che secondo me incarna pure per lui il tragitto dell’eroe,sia pure non nella accezione classica del termine, ergo dell’eroe nascosto.Sam stringe amicizia con Jon, un bastardo senza arte né parte, e lo supporta anche grazie alle sue , al momento,non eccelse conoscenze,lo aiuta a diventare Lord Commander il che migliora anche la sua posizione, ed è uno dei pochi che ha ucciso un estraneo con vetro di drago. Capisce che per supportare Jon nella sua lotta contro gli estranei deve avere più conoscenza,deve diventare un maestro e decide di andare a studiare presso l’università di quei tempi,non solo ma porta con sé anche la spada di acciaio di Valyria del padre dato che Jon gli ha detto che questo tipo di lama sbriciola gli estranei .

 

Alla cittadella nonostante il trattamento da sguattero della peggiore specie,Sam non smette di cercare,di perseguire la conoscenza,anche se capisce che troppi maestri sono dei vecchi tromboni pieni di sé al servizio solo di loro stessi..e che quindi hanno una conoscenza farlocca perché è solo una riverniciata superficiale che si sono dati , con essa non vogliono migliorare il mondo ma solo gratificare il loro orgoglio,la loro superbia.Fortuna che il maestro Ebrose è di altra pasta.Sam ricerca la conoscenza e non si dichiara mai sconfitto,cerca, prova , riprova e alla fine riesce ad ottenere quello che vuole. La sua voglia di acculturarsi lo fa essere un ricercatore notevole ,ma non avulso dalla realtà , non pieno si sé,freddo e distaccato e pure scocciato dai problemi che possono affliggere l’umanità. Sam ricerca,ha cultura ma ha anche sentimenti, per Gilly,il piccolo Sam e soprattutto per l’amico Jon che vuole assolutamente aiutare perché lo merita (e poi non sa nulla per definizione, e non ha tempo per farsi una cultura ..ah beata ignoranza)

 

Con queste premesse l’incontro Sam Bran è stato molto particolare ( Bran si è sentito per la prima volta coinvolto nell’interagire, anche ironico, con qualcuno dalle caratteristiche che mancano adesso a lui ma intelligente ed empatico) perché è l’incontro fra 2 diversi tipi di conoscenze che si innestano su un vissuto cognitivo diverso,su personalità diverse , su un modo di affrontare i problemi diverso,ma che opereranno insieme contro il pericolo WW .In fin dei conti cosa ha consigliato Sam al glaciale Bran? “Guarda tu stesso che Jon è figlio legittimo di Rhaegar e Lyanna” ,non credo che il particolare della legittimità sia gratuito fanservice,anche esso è conoscenza,specifica e acquisita. Anche il nuovo Corvo a Tre Occhi ha delle falle nella sua conoscenza, non sa ancora mettere bene a fuoco quello che è importante. E Sam trova queste falle, e aiuta Bran (isolato e chiuso in se stesso) ,non vede l’ora di aiutarlo a riempirle,Sam è sempre stato molto cerebrale, anche lui molto isolato ,si è percepito come emarginato e disprezzato, per tanto tempo, ha vissuto e vive una vita di introspezione e per questo Sam è il tipo di persona che può assorbire le informazioni in modo molto efficiente, quasi per osmosi, ma sapendole elaborare,  collocare in un tassello preciso. Il suo cervello non è mai completamente chiuso ,ma sempre pronto a acquisire e modellare la conoscenza in modo pragmaticamente valido ,in un modo che lo migliori per portare vantaggi ad altri, a coloro a cui vuol bene o con cui si sente moralmente in obbligo.

 

Sam cerca la conoscenza ed il modo migliore per renderla utilizzabile (guarisce Jorah dal morbo grigio grazie ai suoi studi e al suo coraggio ),Bran subisce la conoscenza ma ancora non sa utilizzarla al meglio, anzi è da essa trasformato in un essere algido e poco o affatto empatico che dal mondo si sta isolando sempre di più e non sa come utilizzare al meglio i suoi grandi poteri,non solo quello cognitivo ma quello di metamorfo ad esempio e quello di percepire le persone in un attimo
E per me Sam,il suo coraggio vero, il suo modo di intendere ed usare la conoscenza al servizio del bene delle persone, sarà importante nella ottava stagione ,anche nell’assistere Bran,nell’indirizzarlo su dove concentrarsi (acciaio di Valyria?) , e Bran grazie a Sam si sentirà anche meno isolato , non troppo computerizzato e finalmente operativo…Entrambi sono due menti , quella di Bran una è un mente pura ,la conoscenza totale, che non ha il conforto sperimentale e che soprattutto non è addestrata ad un fine eticamente giusto (ha perso il mentore troppo presto) , quella di Sam è una mente brillante ed empatica volta sempre a cercare la soluzione migliore ed eticamente giusta per risolvere i problemi di coloro che ama.

 

Anche qui ghiaccio e fuoco (calore umano) dovranno coesistere e cooperare.Sam auiterà molto Bran in tal senso…non a caso il piccolo Stark è come se avesse una scintilla di interesse ad interagire con Sam che gli da il consiglio giusto su come apprendere che Jon era legittimo.Ma accadrà anche il contrario,Bran vede qualcosa e Sam ne coglierà il dato pratico ed utilizzabile per una guerra da non perdere.

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JonSnow;    1,953

Analisi molto profonda che apre spunti di riflessione abbastanza complessi. 

 

La conoscenza è già potere di per sé. Essa è accrescimento verso l'interno e verso l'esterno. E' il primo contatto tra intelletto e cognizione. Non vi è dunque meraviglia nel constatare quanto il potere da essa derivata sia strettamente personale e quanto figuri esso stesso come una prova umana e morale. La conoscenza è un coagulo di nozioni utili e superiori da poter rendere l'uomo una creatura sapiente e al tempo stesso ubriaca del proprio ego. Più è insita o acquisita e più vi è la possibilità di un raffronto con chi tale conoscenza non la possiede. Dunque il crollo del proprio io, la riflessione, l'isolamento. 

 

Conoscenza è quindi potere costruttivo e distruttivo. Per quanto in talune credenze essa non sia altro che un inconsapevole recupero dell'inconscio, una mera reminiscenza di elementi già presenti, la sua risonanza pretende invece un cammino d'esperienza, ma soprattutto introspezione, alla ricerca di una verità possibilmente già latente in sé stessi e poi riscontrabile nella società esterna. E' un percorso di volontà e indagine. Essa non può prescindere da una posizione critica, poiché conoscere, prendere atto, comporta il superamento dei labili confini di convinzione e ipotesi, dunque un pericoloso avvicinamento a ciò che è reale

 

Conoscenza è anche lotta ai sensi e alle influenze. L'essere umano è da sempre preda di entrambi, ritrovandosi ad esserne consapevole solo in parte. La maggior parte dei suoi passi è irrimediabilmente influenzata dal proprio ambiente e dalle proprie convinzioni. Ciò, con pulsioni interiori annesse, tende a determinare differenti approcci verso l'acquisizione di un nuovo sapere. Differenzia e intacca fatalmente il rapporto con le informazioni assunte. Le distorce, lasciando che assumano una forma soggettiva. Ciò che la mente può e deve fare è difendersi il più possibile da un assetto radicale e autoimposto, avvicinandosi così all'essenza asettica e oggettiva del vero sapere, verso cui non ci si può esimere dal porsi in una posizione di ricevente. Il sapere ultimo è dunque la capacità di collegare quanto si conosce, di analizzarlo nella sua validità, di esaminarlo in un approccio razionale, che esuli dal secondo fine. Non differentemente dalla perfezione, anche la conoscenza è una struttura onirica alla quale ci si può soltanto avvicinare. Lo scopo concreto della mente umana in sua relazione è proprio ridurre la distanza tra essa e la propria figura. 

 

Come l'ignoranza, il sapere ha la capacità di generare inizialmente confusione. La ricerca verso la conoscenza comporta indursi consapevolmente in una dimensione marasmica in cui il fine ultimo è l'ordine e la totale ricezione. La vera conoscenza non è separabile quindi da un atto di volontà e coscienza, dal prendere in esame, da un approccio analitico, che fanno di essa una catarsi della mente. Non si può, dunque, scivolare nella contraddizione, laddove un approccio passivo sarebbe dimostrazione definitiva di debolezza e renderebbe inutile qualsiasi tentativo di accrescimento. 

 

In Game of Thrones, come in ASOIAF, ci si trova a confronto con conoscenze diverse e figlie di visioni soggettive, remunerative, opportunistiche. Per i motivi di cui sopra quella di un Brandon Stark, per quanto sulla scia dell'onniscienza, non è probabilmente vera conoscenza. Egli è difatti un ricevente passivo, un contenitore di dati, un soggetto in piena Anamnesi Platonica. Brandon è difatti associabile alla filosofia greca ed ebraica, dove la conoscenza non è altro che un risveglio della memoria. Egli non è più mosso da pulsioni, da volontà. Egli non è neanche influenzato, è invece forza inamovibile che, banalmente, sa.

 

Quella dei Maestri è una conoscenza teorica, priva di passionalità o morale, è posta come un dovere meccanico, una consapevolezza, un movimento d'inerzia. Sapere, poiché il proprio ruolo lo richiede. Dunque non un atto di volontà. 

 

Paradossalmente, al di là del fatto che essa sia in quest'opera adoperata come un'anticipazione delle mosse altrui, la vera conoscenza è quella di Tyrion Lannister e Samwell Tarly. Poiché nasce da impulsi banali, semplici, dove ciò che è elementare è altrettanto l'opzione più efficace. Essi non hanno secondi fini, se non quello di un accrescimento personale. Finiscono non solo per sapere, ma anche per conoscere sé stessi attraverso questo meccanismo. Non vi è ulteriore pretesa. Gli elementi raccolti sono altrettanto sottoposti a perizia, approfondimento e vengono visti senza presunzione. Dunque è possibile pensare che per giungere ad una forma di conoscenza concreta e veritiera sia necessario mostrare un'apertura totale ad essa, scindendola da qualunque pregiudizio o errata convinzione. 

 

Per citare Emerson... Conoscenza è antidoto della paura. Più pressante è la sua presenza, più aumenteranno il problemi, ma così di pari passo aumenterà il coraggio. E i due soggetti prima citati ne sono prove deambulanti. 

 

Ps. Anche quella di Qyburn potrebbe essere identificata come vera conoscenza. Egli è sì privo di moralità, ma sacrifica sé stesso nella sua ricerca e soprattutto il sapere che acquisisce non lo porta ad esacerbare la sua personalità o ad accrescere il proprio ego. Tantomeno a distorcere informazioni in virtù di ciò.

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ziowalter1973    622

Concordo su samwll tarly e tyrion lannister e in secondo piano qyburn come i veri esegeti della conoscenza in got e nelle cronache. Aggiungerei un personaggio delle cronache che mi sempre affascinato perchè fuori dal contesto ossia lord Harlaw zio di yara/asha. E' un personaggio delle sole cronache che rimane nella sua torre circondato dai libri ma in modo contemplativo. Nel pow dedicato ai greyjoy non lo vediamo mai mettere la sua conoscenza a disposizione delle isole di ferro. La sua conoscenza la tiene per se.

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JonSnow;    1,953

Ottima osservazione, ziowalter. Ho sempre ritenuto Lord Harlaw tra i migliori pg secondari, nonché tra i miei preferiti in tale schema, proprio per questa sua particolarità. Conosce, sa, ma non elargisce il suo sapere per la consapevolezza che esso andrebbe probabilmente sprecato. 

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Iceandfire    1,759

La vera conoscenza va condivisa e diffusa ,questo e' un punto cruciale ,Sam lo ha capito perché ha intelligenza,pragmatismo e voglia di mettersi al servizio dei più deboli e di chi lo merita 

Anche  per questo e' una sorta di eroe del quotidiano e i suoi comportamenti stridono con chi ha una conoscenza sterile che tiene solo per se stesso ,per alimentare egocentrismo,arroganza ,voglia di esercitare potere sugli ignoranti 

Qyburn incarna la conoscenza disgiunta dall'etica che,quindi, può portare danni incalcolabili ed imprevedibili 

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Iceandfire    1,759
2 minutes fa, JonSnow; dice:

Ottima osservazione, ziowalter. Ho sempre ritenuto Lord Harlaw tra i migliori pg secondari, nonché tra i miei preferiti in tale schema, proprio per questa sua particolarità. Conosce, sa, ma non elargisce il suo sapere per la consapevolezza che esso andrebbe probabilmente sprecato. 

Per me invece e' egoismo e pigrizia mentale ,il bello di chi conosce sta nel diffondere la conoscenza a chi desidera apprendere :)

 

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ziowalter1973    622

Non tutti i "sapienti" fanno così anzi.. Che poi bisogna vedere di che sapienza si parla e se ha qualche utilità diffonderla. Se io mi creo una biblioteca con mille volumi di romanzi d' amore non è che ci sia molto da condividere.. Se torniamo a got gli unici che usano la conoscenza sono i personaggi citati sopra mentre lord harlaw non è egoista ma semplicemente non ha nulla da diffondere nel regno delle isole di ferro. Poi potremmo anche metterci a discutere cosa trattino i libri dei maestri di got..

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the neck    297

ma che ottima discussione, e neanche a farlo apposta la conoscenza, o la non conoscenza, è un filo conduttore di GOT!

 

non è poi tanto il sapere le cose(o non solo)che consente il potere, è anche l'utilizzo che ne fai(chissa se ditocorto tornando indietro manterrebbe il silenzio con tywin circa l'identita della sua coppiera), giusto per rifarmi alla serie....

 

1)ned stark conosce le origini di jon, ma valutando lo scenario post ribellione fa la scelta giusta e lo nasconde al mondo, visto che aegon targaryen avrebbe probabilmente fatto una brutta fine in poco tempo

 

2)ned stark scopre il segreto di cersei, fa la mossa sbagliata e le conseguenze lo portano alla rovina! se l'avesse spifferato a tutti molto sarebbe cambiato, anche se avrebbe avuto sulla coscienza i suoi figli...

 

e qui altra questione, una conoscenza superiore deve modificare i tuoi metri di giudizio? piu aumentano le persone coinvolte e piu aumenta la necessita di un approccio alla vicenda diverso? un'informazione x ha anche una portata, un raggio di azione e una successione di conseguenze corrispondenti, rimane sempre semplice muoversi nel proprio schema morale/etico/comportamentale?

 

piu cose scopri, soprattutto nei campi dove l'interesse è maggiore, e piu probabilmente crescono consapevolezza, sicurezza, e se ben gestite puoi arrivare a esplorare situazioni di indipendenza, autonomia, scelta ponderata!

 

certo l'esperienza probabilmente è la conoscenza migliore, ti da un impatto reale, anche il sam della serie, preparato, zelante, dimostra di essere diverso da un semplice maestro e dalla loro fredda conoscenza! è un uomo valido e pronto nel momento in cui viene sbattuto in mezzo alle intemperie peggiori, rivelando sia i suoi limiti sia le sue qualita nascoste che li possono sopperire, e il coraggio è tra queste! quante volte fretta e paura possono coesistere se non quasi coincidere perche scegliamo di muoverci senza la necessaria esperienza e/o coraggio? magari uno dispone delle qualita necessarie o è predisposto per qualcosa ma non avendo mai sperimentato il tutto "sul campo" all'atto pratico fallisce! sansa ha paura di mettersi contro joeffrey e perde lady, troppe volte viene sballottata dagli eventi pur essendo a conoscenza della verita, solo in parte riescono a emergerne i tratti caratteriali propri!

 

ovviamente la conoscenza puo diventare un'ossessione, e avere risvolti estremi e atteggiamenti che portano al fanatismo!

 

 

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Bellissimo tema di riflessione! :)


Sapete che non avevo colto del tutto il parallelismo tra Sam e Tyrion? Parallelismo che, però, si costruisce solo gradualmente. Tyrion espone il concetto molto chiaramente, proprio all'inizio della narrazione, anche nei libri (quindi parliamo proprio del "vero" Tyrion e delle intenzioni di Martin in persona): chi non dispone di un fisico possente e di forza bruta, in un mondo difficile in cui chi è inerme soccombe ed è necessario disporre di un'arma, deve imparare ad usare la mente come tale. La sua è una strategia precisa, consapevole, deliberata. Sam invece all'inizio non ha questa consapevolezza: sa solamente di essere negato, fisicamente e caratterialmente, per le armi ed il sangue, e di amare i libri. Ma è un amore istintivo e fine a se stesso, per la cultura in se'; il sogno di un ragazzo che "da grande" vorrebbe essere un Maestro, non una strategia. Saranno le vicende che attraversa a portarlo sulla stessa strada di Tyrion, a renderlo una pedina importante della Storia a dispetto del suo fisico "svantaggiato" e proprio grazie alla sua conoscenza ed alle sue capacità intellettuali. Ed è curioso come, mentre Tyrion ha imboccato questa strada per decisione propria e grazie ad una visione limpidissima e lungimirante, Sam all'inizio viene messo sulla giusta via del tutto passivamente, grazie ad un'intuizione felice di Jon. Che guardacaso non molto tempo prima aveva ascoltato proprio le parole di Tyrion.
Mi piace molto questa idea di Martin: che i mostri e le guerre si combattono non solo con la forza bruta, ma anche con la conoscenza, la dedizione allo studio e l'intelligenza. Che persino in un mondo "fisico", brutale ed estremo come quello di Asoiaf, oltre che degli eroi, c'è bisogno delle menti e degli uomini di pensiero.

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JonSnow;    1,953

Il pensiero e la conoscenza sono tutto indipendentemente dal tempo. L'ignoranza non permette un'applicazione concreta della pratica, se non puramente istintiva. Senza approfondire la tematica Estranei e Dragonglass, ritrovandosi dunque privi di tali dettami e informazioni acquisite, non vi sarebbe stata possibilità di una vera e propria difesa e contromisura nella Guerra a venire. Pertanto l'abilità fisica e di duellante diverrebbero nel caso solo un inutile abbellimento. Il cavalierato della mente, che viene citato più volte in ASOIAF, è alla stregua dei principi più solidi possibili che si possano ritrovare. Nel caso di Tyrion e Sam, c'è una gestione lineare e sobria della conoscenza acquisita, poiché entrambi traggono il meglio e la loro personalità non è deviata verso una consequenziale saccenteria. 

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JonSnow;    1,953

Sì, esattamente. Per questo la gestione delle informazioni acquisite è sana e porta verso un accrescimento interiore e intellettivo. Ma, parimenti, è il medesimo caso di Qyburn, poiché è anch'egli privo di tornaconti o saccenteria. Egli, pur amorale, agisce a mero scopo scientifico e conoscitivo. 

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Iceandfire    1,759
Il 13/9/2017 at 00:14, ziowalter1973 dice:

Non tutti i "sapienti" fanno così anzi.. Che poi bisogna vedere di che sapienza si parla e se ha qualche utilità diffonderla. Se io mi creo una biblioteca con mille volumi di romanzi d' amore non è che ci sia molto da condividere.. Se torniamo a got gli unici che usano la conoscenza sono i personaggi citati sopra mentre lord harlaw non è egoista ma semplicemente non ha nulla da diffondere nel regno delle isole di ferro. Poi potremmo anche metterci a discutere cosa trattino i libri dei maestri di got..

 

E certo che non tutti i "sapienti" fanno così  ma il vero sapiente  ,cioè quello che ha metabolizzato davvero quello che ha imparato e quindi possiede vera cultura,di solito è un vero maestro

Peraltro ,siccome  trattasi di interazione almeno a due, molto conta il discepolo, cioè colui che fortissimamente vuole imparare  desidera "costruire" qualcosa o trovare delle risposte

Sam  non si arrende nella cittadella .vuole fortissimamente imparare  come sconfiggere gli estranei,quindi "ruba" anche la conoscenza in senso lato

Ma in questo Embose  ha un ruolo chiave :lo rimprovera ,gli pone ostacoli ,ma  a conti fatti apprezza quello che Sam  fa  dopo aver lottato per imparare, per conoscere, gli insegna il metodo e  lo approva sostanzialmente per quello che fa,anche se potenzialmente pericoloso

In mancanza di cocciute motivazioni del discente non c'è docente  preparato  che tenga

Per questo dico che Sam avrà un ruolo chiave nella ottava stagione

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Iceandfire    1,759
19 hours fa, JonSnow; dice:

Sì, esattamente. Per questo la gestione delle informazioni acquisite è sana e porta verso un accrescimento interiore e intellettivo. Ma, parimenti, è il medesimo caso di Qyburn, poiché è anch'egli privo di tornaconti o saccenteria. Egli, pur amorale, agisce a mero scopo scientifico e conoscitivo. 

Qyburn certamente  ama ricercare  ed ha anche entusiasmo per quello che fa

In più ha anche una molla importante, il vendicarsi cioè essere stato messo fuori dalla comune dei maestri  di allora, perchè  il suo amore per la ricercare,la sua voglia di trovare soluzioni da antico Victor Frankenstein (https://www.youtube.com/watch?v=EdyhDywdqb4)

 lo porta a superare limiti etici  il che non può non ritorcersi contro di lui Però oggettivamente la sua è ricerca di conoscenza  accanita e non solo

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