JonSnow;

ADWD - Cersei Lannister. La Leonessa. La Donna. Il Delirio.

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Il 21/9/2017 at 13:20, eveline dice:

Personalmente il suo personaggio lo vedo un po' come il rovesciamento dello stereotipo femminista, la donna che, vivendo in una società di stampo maschilista, è convinta oltremodo delle sue capacità e vuole rifarsi, conquistando il potere. Ma nel momento in cui ce l'ha in mano si dimostra inadatta perché troppo poco capace, avveduta e intelligente per gestirlo. È un personaggio che detesto e amo al tempo stesso. 

 

Anche io la vedo così. Che poi Cersei si trova in una posizione scomodissima in vita sua dal momento in cui nasce; nei libri soprattutto emerge questo dissidio interiore di una che:

  • cresce senza madre e con il padre che la usa per i suoi interessi
  • sogna di sposarsi ed essere una principessa, amata e adorata dal marito -> sappiamo come va a finire
  • pensa di poter essere un ottimo politico, si convince di esserlo ma di fatto non lo è, perché non è stata educata a questo e magari non ci sarebbe stata portata comunque, finendo in una spirale di alcolismo e miseria
  • il femminismo di Cersei, anche se passa per delle realizzazioni veritiere - le donne sono davvero oppresse, lei passa dall'essere proprietà del padre a proprietà del marito ecc - diventa una giustificazione per le nefandezze che compie, come una vendetta. 

Tutti i personaggi femminili nei libri devono prima o poi fare i conti con il mondo in cui vivono

  • Margaery alla fine sa sfruttare il suo ruolo di nobildonna, non sfida l'autorità ma se ne serve, riesce a sfruttare il benvolere popolare nei suoi confronti, sa dipingersi un'aura da brava ragazza, casta, generosa ecc che magari a noi la fa apparire falsa ma è il suo modo di farsi strada a corte, di proteggersi, di rendersi inattaccabile; 
  • Sansa è un personaggio che evolve nella storia e se n'è parlato tanto, però anche lei riesce alla fine a mostrare coraggio, ad andare avanti, imparare dalle esperienze che fa e migliorare la sua condizione
  • Asha si veste di abiti maschili e si presenta come "eccezione alla regola", un uomo in corpo di donna
  • Daenerys è la madre dei draghi, praticamente una figura tra l'umano e il divino

In tutto ciò, Cersei non riesce a trovare la sua dimensione, il suo modo di essere che le permetta di non rimanere pedina, forse perché rispetto agli esempi sopra, è molto meno straordinaria e allo stesso tempo così al centro dell'attenzione pubblica che non può deviare dal suo ruolo di madre e regina.

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3 hours fa, LordDrago dice:

Penso che Cersei Lannister, sia uno dei migliori personaggi scritti da Martin.

 

Che lei sia pazza, non ne sono sicuro. Perchè sia nei libri che nella serie TV, ha avuto un comportamento coerente con il suo modo di pensare.

Onestamente, cosa ha fatto che indica che è matta?

 

 

 

Matto può voler dire molte cose, non solo incoerente.

 

Detto questo, la Cersei di GoT è spietata sino all'efferatezza, del tutto priva di empatia e piuttosto ossessionata, ma si muove in modo del tutto razionale. Estremamente razionale, direi. Non la classificherei come matta, proprio no.

 

La Cersei di Asoiaf è un persona diversa, molto meno razionale, volubile, e soprattutto instabile. Non stupida, questo no, e infatti ne azzecca più d'una, ma in AFFC sprofonda via via in una sequela di atti deliranti e allucinati. Il caso Stokeworth, la gestione che lei crede cinica ma che si rivela demenziale dei suoi amanti, il suo farsesco Concilio Ristretto, l'incapacità di mantenere un minimo rapporto con Jaime e Kevan. Lo stesso modo con il quale affronta la minaccia Tyrell. La vediamo naufragare in una spirale - anche vagamente ossessiva - che non riesco a non considerare folle.

 

Aggiungo che Sansa e Tyrion sono la sua nemesi.

Sansa perché arriva a dimostrare come una donna possa ottenere il potere e cessare di essere una pedina senza divenire un mostro.

Tyrion perché è l'unico che da sempre riesce a guardarle dentro e a percepirne l'estrema miseria morale. Il fratello, a ben vedere, la compatisce, e questo lei lo odia. 

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3 hours fa, Iceandfire dice:

Tornando al rapporto Tyrion Cersei ,certamente ella lo odia perché e' stata causa della morte della madre (pensiero irrazionale ma dipendente dal fatto che a livello di percezione emotiva Cersei accusa la mancanza di una madre che mitigasse la volontà di Tywin di raggiungere i suoi scopi anche usando i figli e che la facesse sentire amata e compresa) e perché ovviamente crede che egli sia la sua nemesi

Ma probabilmente lo odia perché in un modo o nell'altro capisce che il fratello ha una mente politica, fine ,estremamente intelligente , che sa affrontare le situazioni e sa farsi rispettare anche da gente che lo dovrebbe disprezzare perché nano ed incapace di sostenere per esempio un duello in combattimento

Cioè  Tyrion pur partendo svantaggiato come lei,ha saputo proporsi adeguatamente in certe situazioni ,lei parte svantaggiata perché donna per giunta con scarsa visione politica delle cose  e resta in questa posizione confinataci peraltro da Tywin per il quale lei e' utile solo per contrarre alleanze e non ha voce in capitolo su nulla

A questo proposito mi viene in mente che persino Sansa ,la piccola,ingenua Sansa , si comporta da lady o meglio da regina rincuorando le donne asserragliate nella fortezza rossa durante la battaglia delle acque nere ,mentre a lei tutta questa gente da solo fastidio,non le importa nulla di queste donne spaventate che avrebbero dovuto essere anche loro suddite di Joffrey e,quindi,secondo lei,anche sue.Tradotto lei vuole il potere per il potere,per gratificare se stessa,ma non accetta di addossarsi obblighi anche morali che il potere comporta.

A ben vedere e' come se Cersei si fosse costruita una corazza protettiva  per cui il resto del mondo non valeva nulla anche se poteva essere pericoloso,mentre lei e i suoi "averi " e cioè i figli ed in parte Jaime erano il centro del mondo perché a lei piaceva aveva un ruolo chiave,senza meritarlo peraltro 

 

 

Concordo su molti punti ed è evidente come abbia un rapporto negativo con qualunque figura maschile possibilmente dominante e di potere che non sia il padre.

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Beh il padre lo deve subire per forza anche perché ha grande carisma ,ma disprezza o invidia in modo improduttivo qualsiasi figura maschile la "ostacoli"

E questo atteggiamento la fa essere quella che e' 

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Giusto, ma diciamo che questo atteggiamento è principalmente figlio di una venerazione indiretta che ha per il padre. Venerazione che si intreccia anche con contestazione ed odio. Quindi lei fa una sorta di transfert ogni volta che ha a che fare con una figura maschile non passiva. 

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infatti credo che tu , come sempre abbia centrato il nocciolo del problema

Peccato che l'ottusità e la prevaricazione danneggino Cersei   in primis...e peccato che sia tanto improvvida e poco lucida da non mettersi in discussione

Del resto solo i mediocri hanno questi atteggiamenti

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Dimenticavo ,la mediocrità di chi cospira e vuole il potere con arroganza e plagiando coloro che per opportunismo o altro si fanno plagiare e circuire, non è neanche aurea mediocritas e' proprio incapacità assoluta ,propria delle vere nullità e non porta a nulla di positivo ,neanche a molto ipotetiche gratificazioni personali  impossibili da raggiungere per reale impreparazione ed inconsistenza .Povera Cersei e non solo.....dato che al gioco dei troni si può anche barare ma di certo  alla fine i nodi vengono sempre al pettine ..... :D 

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Cersei Lannister è uno dei miei personaggi preferiti, nel senso che trovo estremamente interessante la sua personalità disturbata e i rapporti che ha con altri personaggi, in particolare con la sua famiglia. Come avete già evidenziato, Cersei è una persona narcisista e paranoica, il cui problema originale sta nel non essere nata uomo, proprio perché nella società di Westeros il suo sesso le ha impedito di prendere delle decisioni in modo autonomo: è stata educata come una lady fin dall'infanzia, (a differenza dell'educazione di Jaime) non ha potuto sposare né Rhaegar né Jaime ed è stata costretta a un matrimonio infelice con Robert. Per reazione ha cercato di ottenere il potere come riscatto, ma non avendo ricevuto un'istruzione adeguata da Tywin su come maneggiarlo prende delle decisioni affrettate, figlie irrazionali della sua volubilità. I suoi intrighi le permettono di raggiungere lo scopo che si è prefissata a breve termine, ma a lungo termine si ritorcono contro di lei. Credo inoltre che la mancanza di una figura materna abbia inciso molto su di lei e probabilmente è anche per questo che in seguito Cersei si è rivelata una pessima madre: non avendo ricevuto affetto né dalla madre morta prematuramente né dal padre, (ricordo che Tywin faceva discorsi materialistici a Jaime su come l'amore non nutrisse né riscaldasse le stanze d'inverno) ha iniziato a considerare l'amore come una debolezza. (da qui "l'amore è veleno" detto a Sansa) Ella non è incapace d'amare, ma il suo amore è morboso, egoistico, non è sano.

La profezia si colloca proprio nel periodo dell'infanzia in cui Cersei comincia a manifestare comportamenti preoccupanti (i tormenti al neonato Tyrion, l'implicita uccisione di Melara)e credo che si realizzerà non perché si deve realizzare, ma perché sarà Cersei stessa a predisporre le condizioni affinché si verifichi. La paranoia si sviluppa soprattutto in AFFC, quindi alcune delle sue azioni più turpi si collocano qui. Un senso di colpa latente è presente, (per esempio quando lei riflette sulle celle nere dove si trovano Senelle e Falyse Stokeworth, oppure quando prova disgusto durante la tortura del cantastorie da parte di Qyburn) ma viene subito represso, proprio perché uno dei suoi più grandi limiti è l'incapacità di mettere in discussione se stessa.

Sul rapporto con gli altri personaggi avete già detto molte cose che condivido: mi limito ad aggiungere qualche pensiero su Tyrion e Robert. Una cosa che mi ha sempre colpito è che in ACOK, in un POV di Sansa, Cersei dimostra di aver intuito il bisogno d'amore di Tyrion, affermando che Tyrion è affetto da questo bisogno come se fosse una malattia. Questo fa capire come nel profondo lei non creda che Tyrion è un mostro, ma ha fatto di tutto per convincere se stessa che lo fosse, perché si sentiva minacciata non solo dalla sua astuzia, ma anche dal fatto che Tyrion conosce i meccanismi della sua psiche ed è in grado di smascherare le sue illusioni.

Per quanto riguarda il suo disprezzo per Robert, mi piace molto il parallelismo che Martin ha tracciato tra lei e il defunto marito: lei lo disprezzava per l'abuso di alcol, l'infedeltà coniugale e l'incapacità politica e nel corso di AFFC Cersei non solo commette una serie di errori politici dopo l'altro, ma beve sempre di più e tradisce ripetutamente Jaime. Nel rapporto sessuale con Taena Merryweather si manifesta ulteriormente la sua volontà di comportarsi come un uomo, di fare come Robert, eppure questo non la soddisfa: trovo molto triste la sua considerazione di come il sesso abbia funzionato solo con Jaime,  suo alter-ego. In realtà Cersei è profondamente sola.

Sarà molto interessante vedere come la Walk of Shame (secondo me uno dei momenti più belli di ADWD) influirà sull'evoluzione della sua psiche: da una parte le allucinazioni durante il cammino e i successivi bagni frequenti che fa per lavare l'onta sembrerebbero indicare una deriva nel delirio, (che potrebbe acuirsi in seguito alla morte dei figli rimasti) dall'altra il comportamento tranquillo e posato durante la cena con Kevan mi fa pensare che l'esperienza l'abbia resa più fredda e calcolatrice.

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Ricostruzione molto lucida con cui ovviamente concordo. La chiave sta proprio nel vantaggio a breve termine. Come quasi tutti i personaggi tendenti al negativo in ASOIAF, si ha un tornaconto iniziale, ma un contrappasso nel lungo termine. Ciò non sempre è indice di una pianificazione o una gestione scadente, ma nel caso di Cersei lo è, per ovvie lacune di abilità. Vivere perennemente di autoconvinzioni contribuisce a distanziarla da un'analisi lucida della realtà e dell'ambiente circostante, pertanto cullare la propria figura e bearsi del proprio riflesso diviene un handicap non solo intimo, ma soprattutto a livello logico. Non è sorprendente, quindi, che ne consegua una debacle senza fine. 

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