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AemonTargaryen

Music Challenge on the Wall.

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Giorno 40 - la tua canzone strumentale preferita.

Ogni cosa ha un inizio e una fine e siamo arrivati all'ultimo giorno. Vorrei ringraziare i partecipanti a questa challenge: mi avete fatto scoprire musicisti che non conoscevo che ho apprezzato, fatto riascoltare musicisti che non ascoltavo da un po' e ho riniziato a far girare, e condiviso anche canzoni che evidentemente ascoltiamo in parallelo, ognuno nella propria realtà. Mi piacerebbe ringraziare anche e soprattutto gli organizzatori che hanno portato avanti e reso possibile questa iniziativa!

 

Quindi grazie.

 

Non mi piacciono i saluti e i momenti finali, quindi prenderò esempio da alcune triplette che ho intravisto in questa giornata. Anche per non limitarmi solo a ciò che ci si aspetterebbe: l'ennesimo brano dei Mogwai.

Quindi, la mia canzone strumentale preferita è sicuramente Batcat. Una canzone per cui suggerisco di trovare un concerto dei Mogwai, perché la versione dal vivo non registrata è un'incredibile esperienza sensoriale che ti fa sentire le vibrazioni fin nelle viscere. Insieme a chi condivide il concerto con te e da solo con te stesso e la loro musica. 

 

 

Mi piacerebbe però condividere con voi anche un paio di track un po' meno note. Per parafrasare @SerGult gli strumentali sono un po' il mio bene rifugio in ufficio quando preparo documenti, non ti distraggono con le parole!

Altri 2 brani molto belli e un po' meno noti che mi dispiacerebbe non condividere sono Suicide by star dei God is an astronaut

 

 

E circles di cyann & ben. Quest'ultima a dire il vero ha 40 secondi di lyrics a metà, ma spero che mi perdonerete! ^_^

 

 

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È vero, ogni cosa ha un inizio ed una fine. Ringrazio @Lady Monica per aver collaborato alla realizzazione di questo progetto. Un altro grazie va allo staff di Pentos, a@Darklady e @Timett figlio di Timett.

Quaranta giorni sono tanti, e non ho potuto fare a meno di domandarmi se non fossero da considerarsi persino "troppi". Gli interventi sentiti che avete continuato a fare anche in questi ultimi scampoli della Challenge credo siano la miglior risposta che potessi attendermi. Ringrazio quindi ogni partecipante di Music Challenge on the Wall: chi c'è stato dall'inizio alla fine, chi si è aggiunto in corsa, chi è stato solo stoccatore. Grazie per avermi fatto tornare alla mente canzoni che non ascoltavo da anni. Grazie per avermene fatto conoscere di nuove. Grazie ad ogni partecipante per aver condiviso un piccola parte di sé attraverso la musica. Grazie per aver reso possibile, facendola "funzionare", Music Challenge on the Wall.

 

Ovviamente, buon proseguimento a chi come @SerGult proseguirà. Sarà interessante seguirne le scelte. :)

 

E quindi, cala il sipario anche sui miei quaranta giorni. Ovviamente con una canzone.

 

Giorno 40 - la tua canzone strumentale preferita. Chiudo con quello che ritengo essere stato uno dei più grandi chitarristi di sempre. Un musicista che in seguito ad un grande incidente stava per vedere la propria vita andare ad infrangersi contro un destino crudele. Destino che, però, decise di non accettare. Pur perdendo l'uso di una gamba e di parte della mano sinistra (perse il mignolo e l'anulare, saldati dalla cicatrizzazione), riuscì a lavorare duramente sulla propria tecnica, passando dal banjo alla chitarra. Il risultato non fu semplicemente quello di "riabilitare" un suonatore di banjo, rendendogli possibile continuare a fare musica attraverso la chitarra. Il risultato fu quello di rivoluzionare il genere. Senza di lui, tra l'altro, probabilmente non avremmo avuto quell'Arthur Dayne della chitarra di nome Tony Iommi (che pur tornò a suonare approntando una soluzione differente).Sto parlando, ovviamente, del padre del jazz manouche, Django Reinhardt, di cui propongo un brano scritto assieme al violinista Stéphane Grappelli.

 

Curiosità. Il brano che ho scelto è stato anche utilizzato come colonna sonora del film Chocolat. In quella circostanza, suonato (così come l'altro brano di Django, Caravan) da Johnny Depp.

 

Qualcosa di profondamente gitano.

 

Django Reinhardt e Stéphane Grappelli, Minor swing.

 

Grazie a tutti!

 

 

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Ogni cosa ha un inizio e una fine... non sono d'accordo XD

Il concetto di infinito smentisce tale affermazione, e anche quello di infinitesimo rende la stessa idea. :D

 

(Rincaro)

è una convenzione di orientamento, sicuramente naturale per esseri viventi mortali che sono soggetti alle leggi del tempo

ok ok... XD

 

Giusto per chiosare che è stato bello leggere i vostri pensieri riguardo le scelte giornaliere, e il correlato ascolto dei brani/video.

 

Arriverei a postare noise ambient o roba personalissima, ma tutto sommato è stato già fatto XD

 

magari una canzone d'amoreeeee

 

Buona fine e buon principio, e buon proseguimento :D

 

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Uh, che bello, Bjork Anch'io speravo in una catergoria in cui poterla inserire!

Bene, che dire? Ho partecipato saltuariamente, ma questo picolo cammino mi è piaciuto molto. Mi ha dato la possibilità di esprimere un po' dei miei pensieri, cosa che nella real life non riesco a fare, perchè le persone con cui ho contatti in questo periodo se iniziassi un discorso del genere mi stroncherebbero dopo tre secondi. E mi ha fatto conoscere un po' dei pensieri di altre persone  e molta bella musica che non conoscevo.

Posso salutarvi con un'artista che amo, ma non sono riuscita ad inserire?

Anzi, mi allargo e vado pure col tris di assaggi   

Lei è Regina Spektor. Russa di origini ebree, penso viva negli Stati Uniti: insomma, uno di quei mix di culture dall'enorme passato e spessore, che a volte, quando confluiscono su una persona dotata di talento e sensibilità fuori dal comune, producono personaggi interessantissimi, particolari e pieni di cose da dire (penso a un Woody Allen, per esempio). Aggiungiamo che viene da una famiglia di musicisti classici  e che lei stessa si è formata su uno strumento "classico", il pianoforte. Ma a un certo punto, si è messa ad usarlo in un modo diverso. A volte è abbastanza tradizionale, a volte molto meno. Ogni tanto usa strani suoni "di gola", si dà il tempo picchiando sul piano con un bastone... Altre volte, all'opposto, usa come base degli arpeggi al pianoforte che si divertono a ricordare i libri di studi dei primi anni, Heller, Czerny e compagnia (The Genius Of Next Door, testo incomprensibile e atmosfera piena di magia; la ascolterei dieci volte di seguito).

Scelgo questa canzone perchè ne ha fatte di molto più profonde, piene di amarezza e dolore autentico, legato alla vita reale (Sanson per esempio, che racconta di un amico morto di malattia), ma volevo salutarvi con qualcosa di sereno. Quindi vado con questa, che appartiene al filone di quelle più vispe e svaporatelle .

Mi piace molto come riesca a ricavare sonorità "pop" con strumenti classicissimi (pianoforte ed archi), usandoli in un modo pieno di freschezza. Nessuno osa più pestare sui tasti bassi (che a volte non mi sembrano neanche accordatissimi, ma probabilmente sbaglio) per tirar fuori un semplice, efficace, liberatorio, divertito "Ba-ba-ba BAN!": tutti penserebbero che sia roba vecchia, superata, improponibile. Be', lei, quando le va, lo fa. Con il coraggio di un'ingenuità voluta, con tanta serena sicurezza da farlo diventare qualcosa di completamente nuovo. Bello anche il testo, almeno, ciò che si capisce
:) 

 

 



Una melodia accattivante, con la sua voce bellissima:
 

 

 

E chiudo con tutta la sua classe, in un brano per voce, piano, sax ed emozione, così classico che più classico non si può.
E vi saluto con questo testo che è una poesia, pieno di una tristezza tanto vecchia ed abituale da non far quasi più male, da diventare una malinconia quasi dolce che tiene compagnia, perchè ormai è una parte della tua vita, di te, e se un giorno non ci fosse più forse, chissà, ti sembrerebbe di aver perso qualcosa.

Ti pare davvero di vederla, questa cantante di blues, sul palcoscenico di un locale da poco, un bar come tanti, tra il fumo di sigaretta e le chiacchere degli avventori ai tavoli. Non è più giovane, anzi, forse è abbastanza appassita. Probabilmente è moltro truccata, troppo, con un rossetto rosso come una ferita. Probabilmente somiglia a certe donne generose e un po' decadenti nei film degli anni '50, tra Marlowe e una bicchiere di wisky buttato giù con troppo in fretta, con una disinvoltura pericolosamente vicina alla disperazione disperazione. O forse no: forse è di colore, o forse è pallida e scialba; chissà. Quello che sappiamo è che conosce la vita e la vita non le ha dato molte carezze. Ma quando prende il microfono e inizia a cantare, è così brava che ti avvolge nella sua magia. E per un attimo diventa una lady. Anche se, forse, sta cantando per le ultime volte. Perchè la vita passa, baby... Ma, forse, non le importa poi così tanto.



Lady sings the blues so well
As if she mean it
As if it's hell down here
In the smoke-filled world
Where the jokes are cold
They don't laugh at jokes
They laugh at tragedies

Corner street societies
But they believe her
They never leave her
While she sings she make them feel things
She says, i can sing this song so blue
That you will cry in spite of you
Little wet tears on your baby's shoulder
Little wet tears on your baby's shoulder


And I have walked these streets so long
There ain't nothing right, there ain't nothing wrong
But the little wet tears on my baby's shoulder
The little wet tears on your baby's shoulder


Lady lights a cigarette, puffs away, no regret
Takes a look around, no regrets, no regrets

Stretches out like branches of a poplar tree
She says, i'm free
Sings so soft as if she'll break, says
I can sing this song so blue
That you will cry in spite of you

Little wet tears on your baby's shoulder
Little wet tears on your baby's shoulder

I have walked these streets so long
There ain't nothing right, nothing wrong
But the little wet tears on my baby's shoulder
The little wet tears on your baby's shoulder

But on this stage
I've learned to fly
Learned to sing
And learned to cry
Little wet tears on my baby's shoulder
Little wet tears on my baby's shoulder


But now it's time
To say goodbye
Some might laugh
But I will surely cry

Little wet tears on my baby's shoulder
Little wet tears on my baby's shoulder

Lady lights a cigarette
Puffs away, and winter comes
And she forgets

 

 

Un salutone (scusate, l'editor sembra impazzito: cerco di regolare la dimensione del carattere ma niente, decide lui) a tutti coloro che hanno animato questo percorso, riempendolo di bella musica, belle riflessioni e, ogni tanto, preziosi pezzettini di vita (in particolare a Aemon Targaryen )
E grazie a tutti della condivisione e della compagnia .  :D 

 

 

 

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1 hour fa, hacktuhana dice:

Ogni cosa ha un inizio e una fine... non sono d'accordo XD

Il concetto di infinito smentisce tale affermazione, e anche quello di infinitesimo rende la stessa idea. :D

E che ne dici di un bel nastro di Moebius?  :D 
E forse in GOT, se Bran si impegna, avremo il tempo circolare...

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@AemonTargaryen , che bella scelta! Conoscevo la canzone, anche perché ho visto Chocolat, ma credo di non aver mai sentito parlare del suo compositore prima d'ora né mi ero informata. Sono contenta di aver scoperto questo musicista straordinario, considerando principalmente i cenni che hai fatto alla sua vita visto che non ne conosco l'opera, anche perché - non voglio peccare di blasfemia :stralol: - scopro pure un omonimo del mio, anche lui straordinario nel suo piccolo, cagnolino (omaggio ai due Django cinematografici) :D 

 

Anch'io ringrazio per i vostri contributi, interessanti da leggere e da ascoltare. Ho un tenero piccolo cuore cui basta intravedere l'umanità abbagliante che si cela in ognuno - davvero, senza retorica - per emozionarsi, quindi ho fatto miei gli spiragli di luce di cui avete voluto fare dono :) vi ho immaginati piccoli e grandi, confusi e felici, malinconici e spensierati, anche senza essere espliciti o verbosi, e non so cosa ci sia di più bello - e al contempo rischioso - della condivisione di sé.
 

Adesso a rimanere qui da sola a postare mi sentirò sicuramente un po' inadeguata, sarò sempre sul punto di ripensarci, ritirarmi, censurarmi, e invece devo sforzarmi di continuare! Quando ho iniziato con la challenge la decisione di ricominciare era dovuta al fatto che tutte le categorie più coinvolgenti per me (che ti commuove, che ti descrive, che ti ricorda un luogo/una persona/un momento) erano già passate; sicuramente non cambio la mia idea ma ho scoperto che dietro ogni scelta si nasconde sempre qualcosa di più profondo e già questo la rende speciale. Comunque ho ancora una decina di canzoni di Nicc di cui parlare (LOL), don't stop me now e andiamo con la prima :D (forse al contrario diventerà deleterio sapere che quando scrivo potrebbe anche non leggermi nessuno).

 

Giorno 1 - La tua canzone preferita
Ecco, la difficoltà di postare la mia canzone preferita a metà anziché all'inizio sta nel fatto che per metà le ho già usate o ne ho già parlato o le ha usate qualcun altro e non mi va di ripeterle :blink: ha decisamente senso che sia la prima categoria.
Ho una lista - ridotta, a dire il vero - di canzoni che mi salvano la vita, e tra queste compaiono senza dubbio Comfortably Numb, Wish you were here, Costruire, La leva calcistica del '68 (che forse non avrò altre occasioni di nominare), La collina dei ciliegi, e altre che posterò prossimamente. Accanto a tutto questo sta poi l'intera discografia di Fabi, per cui (ri)comincio con un suo pezzo.

È come se "Solo un uomo" rappresentasse un nuovo esordio; piano piano mi stavo sempre più avvicinando al mio gusto per quanto riguardava le sonorità. Anche l’aver scelto di non andare in studio a registrare, ma rendere fin dall'inizio le registrazioni che facevo in solitudine a casa il disco vero e proprio, andando ad aggiungere man mano elementi, era in qualche modo una dimostrazione del fatto che stavo prendendo sicurezza in me stesso. 
(cit. dal libro-intervista che si trova nel cofanetto da poco uscito Diventi Inventi; io direi che questa scelta è pure significativa di chi è Niccolò)


Solo un uomo è il titolo della prima canzone che si trova nell'omonimo disco del 2009; come detto da lui stesso è quasi un nuovo esordio, e si sente.
Già dal primo album e dal brano incluso portato a Sanremo, l'apparentemente leggera Capelli, Niccolò ha sempre seguito un percorso fortemente autobiografico, ma a partire da Solo un uomo, come già il titolo rivela, mi pare che questa vena sia cresciuta a dismisura, anche e soprattutto in seguito a dolorose vicende personali. In Diventi Inventi, raccolta con cui quest'anno celebra i 20 anni di carriera, addirittura si scopre ancora di più, scegliendo di regalarci pezzi con la loro veste originaria e senza contaminazioni da parte della casa discografica, cioè proprio Capelli che è tornata al titolo Senza capelli e alle atmosfere più introspettive iniziali, o su cui si era auto-censurato. Ma torniamo alla canzone :unsure:
Solo un uomo potrebbe definirsi una dichiarazione di poetica, quasi un manifesto: la sua ispirazione primaria - non l'unica ma quasi - è la sua esperienza di vita, ma questa scelta non lo rende lontano e chiuso nella solitudine e nella malinconia di cui spesso scrive. Parlare di sé come uomo, come solo un uomo, fa sì che le sue canzoni possano essere universalmente condivise, che quell'universo a forma di persona diventi l'occasione per parlare delle persone che formano l'universo. La scelgo quindi come rappresentativa di tutta la sua musica (ma tornerà :P ).
 

È solo un uomo quello di cui parlo,
del suo interno come del suo intorno, 
di quando scivola su sé stesso, 
di quando scrive come adesso;
sulle sue guance ha il vento fresco
della vetta della conquista, 
sotto le unghie ha la terra di quando striscia;
le sue serate, le sue ferite,
le donne amate e poi dimenticate,
dell'ambizione, della speranza,
le ragnatele della sua stanza, 
di quando ha paura di morire 
o un orgasmo lo fa tremare,
quando la vita non è poi così come appare.
È solo un uomo quello di cui parlo, 
quando inciampa nella sua ombra,
quando cammina sull'acqua e non affonda. 
È solo un uomo quello di cui canto,
di quando sbaglia e non si perdona, 
il furore e il disincanto di quell'universo 
a forma di persona.
Parlo di quando spara a suo fratello 
e s'inginocchia a un portafoglio, 
quando osserva l'infinito 
attraverso il suo ombelico,
di quando sventola una bandiera 
o ci si nasconde dietro per paura.
Una menzogna è più cattiva 
nascosta dentro una preghiera.
È solo un uomo quello di cui canto,
di una doccia dopo il tradimento,
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto.
È solo un uomo quello di cui scrivo 
la notte prima di un lungo viaggio,
quando non sa se poi partire sia solo partire 
o magari scappare.
È solo un uomo quello che mi commuove,
che vorrei uccidere e salvare, amare e abbandonare.
È solo un uomo, ma lo voglio raccontare 
perché la gioia come il dolore si deve conservare,
si deve trasformare.

 
 

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@Darklady la OST di Top Gun è meravigliosa! Sia nelle Song che nelle tracce solo strumentali!

Dunque tra le canzoni solo strumentali ascolto moltissime OST che ho già citato, molto belle sono anche quelle dei Two Steps from Hell,

ed alcune di Enya,  che pure ascolto.

Ma, vorrei salutare col mio compositore preferito in assoluto 

P.I. Tchaikowsky (sicuro avrò dimenticato qualche lettera del cognome per strada ^^).

Purtroppo non so scegliere, i brani mi ispirano a seconda del momento. Dato che però siamo in aria di conclusione direi il finale de La bella Addormentata.

 

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Giorno 2 - Una canzone invernale

Ci ho pensato a lungo e mi erano venuti in mente il "solito" Battisti (Una giornata uggiosa, che a breve ascolterò spesso), Capossela (Parla piano, in realtà credo per il film di cui è colonna sonora, che s'intitola Dieci inverni), Zibba/Zibba&Almalibre (in diverse canzoni ci sono riferimenti invernali), varie canzoni natalizie (in particolare Feliz Navidad che NON è la solita canzone di Natale :D). Poi però mi è venuta in mente di botto questa, non so come abbia fatto a non pensarci prima :ehmmm: Anastasia rappresenta la mia prima volta in assoluto al cinema, che nel periodo di festa è diventato un rituale anche se vado in maniera abbastanza omogenea tutto l'anno, e questa la ascolto all'arrivo di ogni inverno praticamente :) 

 

 

Vi lascio anche un mio ricordo d'infanzia, ritrovato proprio grazie a questa challenge perché la sua esistenza mi è tornata in mente solo oggi :stralol: si tratta di una vhs Disney che avevo, dal titolo eloquente Il Natale vien cantando. Sarebbe una sorta di karaoke delle canzoni natalizie più famose, tutte in italiano e con animazioni in alcuni casi molto belle, quasi sempre con personaggi Disney. Ho intatto il ricordo di mia mamma che addobba l'albero e di una piccola me che gironzola cantando queste canzoncine insieme alla cassetta! Incredibilmente sul tubo c'è per intero :wub: potrò farmi maledire nuovamente dalla mia famiglia!

 

https://youtu.be/M45-jEMoDFw

 

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Giorno 3 - Una canzone che ti rende allegro

Oggi è abbastanza semplice scegliere quindi risparmio i giri di parole :D non è l'unica loro che mi mette allegria, ma con questo video non ho avuto dubbi sulla scelta, è sempre stato un antidepressivo :stralol: adoro :wub:

 

 

 

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Faccio anche io un bilancio di questa prima challenge: l'idea in sé è anche carina e utile a creare occasioni di scambio, se non fosse che per alcuni ha rappresentato solo l(ennesima)'occasione per interventi che suonavano come meri esercizi retorico stilistici a senso unico fondamentalmente autoreferenziali (che poi è un po' quello che accade nella gran parte dei loro interventi, quindi deve essere proprio il modo di intendere la partecipazione al forum e non un problema legato a questa attività in particolare) senza alcuno spazio per il divertimento, la leggerezza o lo scambio reciproco. Un po' una cosa fine a sé stessa, insomma. E vivaddio prendiamoci meno sul serio, e che sarà mai?! 

Tuttavia mi pare che coi film vada già molto meglio.

 

 

Comunque sia ho deciso di continuare a oltranza, perciò ecco il tema del giorno: la canzone per fare le pulizie!

Naturalmente non può essere che 

 

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Giorno tal dei tali: la canzone per fare le pulizie! mi serve qualcosa di più strong.. :D

 

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Giorno 4 - Una canzone che ti commuove
Diciamo che con me vincono facile, mi commuovo facilmente e tra canzoni, film, serie tv,... capita spesso :unsure: quindi sono tante le canzoni che potrei mettere, e infatti faccio una tripletta, tornando anche su Fabi ma poi prometto di fare una piccola pausa da lui :stralol: adesso sicuramente tutto ciò è dovuto anche al fatto che ho invidiato tantissimo chi è stato presente al concerto di chiusura del suo tour l'altro ieri e le dirette su FB hanno solo alimentato questo sentimento!


Non sono per niente un'amante del rap, ma definire Murubutu semplicemente rapper sarebbe davvero riduttivo, tanto che la sua musica è stata definita rap di ispirazione letteraria/letteraturap e lui stesso parla delle sue canzoni come di rap-conti. Questa è la prima canzone sua che ho ascoltato e, appunto, mi ha commossa e l'ho ascoltata per giorni in loop, magari intervallandola con altre sue per scoprirne qualcuna nuova :) alla fine non è stata l'unica a farmi quell'effetto ma vado con questa!
E quanto sono belle le copertine dei suoi album!
 




Fabi, dicevo... parlavo l'altro giorno di dolorose vicende personali e due sue canzoni che quasi non riesco ad ascoltare serenamente sono proprio legate a queste ultime. Una s'intitola Attesa e inaspettata e mi ha commossa sin dal primo ascolto, avvenuto un po' di tempo dopo l'uscita di Solo un uomo, in cui è contenuta; l'altra s'intitola Elementare ed è contenuta nell'album successivo, Ecco, di 3 anni dopo. In mezzo a questi due dischi un dolore enorme: la perdita della sua bimba di neanche 2 anni, Olivia. È difficile immaginare un dolore più grande, pur non capendo neanche minimamente cosa si provi ad essere un genitore. La prima canzone era stata scritta alla sua nascita, quindi prima, ma è stata centrale nel momento della perdita e, non so come, senza sapere tutto questo al primo ascolto avevo capito, forse perché la versione live che si trova in giro ha già dietro quella terribile consapevolezza; la seconda è stata scritta nel momento di massimo dolore, quindi dopo. Mi sono soffermata sulle tempistiche perché io scopro Niccolò dopo l'uscita di entrambi gli album e scopro il suo vissuto molto tempo dopo l'ascolto delle due canzoni, tuttavia non era stato necessario leggere niente per sentire tutto.
 

Attesa e inaspettata / arriva la seconda vita, / in quell'istante / in cui si taglia il velo / e sei dell’altra parte.
Non sei preparato mai abbastanza / ma sei pronto da sempre: 
la naturale conseguenza all'essere nato, / la naturale conseguenza dell’amore,
un pensiero che rende liquida la mente, / che ti fa sentire tutto e poi ti fa sentire niente.
È come fare un viaggio al centro della terra / o sulla Luna a ritrovare un senno nuovo.
Come cambia il peso delle cose, / il valore del denaro, / della forza delle braccia, / del pianto e del sorriso,
del sonno e del risveglio, / dell’aria che respiri, / di ritornare a casa.
Ora il mio posto è qui. / Che bellezza abbagliante, / la tua!

A volte manca il fiato, / da qui non si torna indietro: 
hai paura che il tempo / non stia più al tuo guinzaglio, / hai paura che il gioco / adesso sia finito.
E ti trovi a quell'incrocio / tra l’impegno e il disimpegno, / devi toglierti dal centro, / devi fare spazio dentro,
e poi dividere l’inutile / da ciò che è necessario,
non c’è più un giorno da perdere / nel tuo calendario,  / e poi serenamente / a ciò che non ti rappresenta / dire "No" finalmente!
Perché chi viene alla luce illumina.

 


 


Elementare come un bacio in una favola / elementare come il sonno la domenica / elementare come un'altalena libera / elementare come un pallone che rotola.
Un uomo sta seduto con un'ombra accanto / e osserva l'ingresso del suo labirinto: / ha il futuro che lo insegue, / il passato gli è davanti, / ma lui... lui resta lì, / 
con la testa sul volante e un piede sopra il freno, / all'incrocio fra il nulla e una vita in meno, / 
poi una mano leggera gli sfiora dolce il viso / e tutto all'improvviso è 
elementare come un bacio in una favola / elementare come il sonno la domenica / elementare come un'altalena libera / elementare come un pallone che rotola.
Un uomo che cammina lungo un precipizio, / sembra sia indifferente e non guarda in basso, / con quella sensazione di essere immortale di chi ha perso tutto, 
così vede quella stanza in fondo al corridoio, / quella in cui quando si entra tutto quanto è buio, / così afferra la maniglia, respira, chiude gli occhi, apre la porta e tutto è lì.
elementare come un bacio in una favola / 
elementare come il sonno la domenica / elementare come un'altalena libera / elementare come un pallone che rotola.


 

 

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Va che metto un altra song, perché pensavo di trovare la "povera" SerGult sola soletta XD

 

Metto una canzone in cui si parla(anche) di me.

XD

 

 

 

 

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