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Lyra Stark

Viaggi: itinerari, mete e consigli – Europe Edition

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Possibile che nessuno abbia visto la tomba di Merlino e la fonte della giovinezza?

Ci sono in Bretagna 

In quel viaggio mio fratello compro’ anche una spada e cioè Excalibur a formato  naturale ,strepitosa e bellissima 

Fu sequestrata all’aeroporto e per averla mio padre dovette esibire il certificato di sanità mentale :( 

A Nantes che era il nostro quartier generale (come ristorante di riferimento era la cigale,bellissimo ) abbiamo bevuto un’acqua minerale petite  petillante

LA FERRARELLE !!!!!

In Francia sanno fare turismo ,ah la route du vin e gli chateaux...ma poi riporto l’itinerario tutto 

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Peccato non poter parlare della cucina francese,  delle escargot, delle ostriche,del Kyr Royale e semplice, del vino francese con i suoi eccezionali bouquet, degli champagne millesimati a produzione locale solo , dei fantastici plateaux di frutti di mare che fanno parte della cultura e delle tradizioni di un popolo, si fa un viaggio anche per goderne..... Oltretutto queste cose sono ad alto livello solo nel paese dove sono prodotte

 

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Ma no perché? :) Personalmente non mangio escargot nemmeno sotto tortura :ehmmm:, ma di sicuro a tanti utenti potrebbe interessare avere qualche indicazione di posti dove mangiarle in Francia.

 

Se hai delle dritte di posti specifici puoi inserirle nel topic dedicato ai "luoghi dove mangiare e bere";)

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Grazie per l’informazione ma io viaggio per diletto e soprattutto per cultura ,per conoscere anche come vive la gente ed il cibo è  cultura vera innanzitutto.

Per esempio negli alberghi francesi accolgono i visitatori offrendo kyr con vino loro bianco in genere dell’Alsazia e questo Kyr in creme rigidamente de Cassis,lo offrono in bicchieri tipici verdi lavorati che rientrano anche nei souvenirs da portare a casa .

Ancora se visiti uno chateau che poi è un luogo dove si producono vini fai un percorso culturale ,per esempio nella zona di Reims,dello champagne dico (terreno particolare e argilloso essenziale per lo champagne che se prodotto altrove non ha questo nome) vedi pure come producono lo champagne ed impari soprattutto che la bottiglia di champagne non va tenuta in piedi 

Loro le tengono in belle poupitres di legno o metallo dove appunto sono inclinate e ogni tot giorni le girano un poco e questa è cultura, non semplice ristorazione .

Conoscere queste cose su posti che si vanno a vedere , è un arricchimento non da poco e soprattutto non si fa un elenco pedissequo di ristoranti che peraltro in Francia sono a volte monumenti storici 

Spero di aver reso l’idea

Non a caso inserisco questo link

https://www.expedia.it/vc/magazine/rubriche/itinerari/tour-dello-champagne-3-giorni-di-bollicine-da-reims-a-pernay

ps mi piacciono molto les escargots soprattutto il loro sughetto fatto con burro aromatizzato,ma capisco che non a tutti possano piacere , neanche quelle doc francesi ,le sole che mangio e solo in Francia 

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Perché non costruisci qui un itinerario enogastronomico ideale (anche se non lo hai fatto, uno che ti piacerebbe fare) dove inserire un po’ di mete in questo senso? Sarebbe interessante. :)

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2 hours fa, Iceandfire dice:

Per esempio negli alberghi francesi accolgono i visitatori offrendo kyr con vino loro bianco in genere dell’Alsazia e questo Kyr in creme rigidamente de Cassis,lo offrono in bicchieri tipici verdi lavorati che rientrano anche nei souvenirs da portare a casa .

 

Beh, dipende da che albergo ci si può permettere.

Noi avevamo alloggiato in uno della catena Campanile, prezzi abbordabili e comunque dignitoso. Inutile spendere più di tanto quando poi si va in giro tutto il giorno.;)

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Beh ci provo 

Circa l’albergo o meglio gli alberghi che offrono il Kyr ( non il Royale che è con lo champagne ) ne ho trovati proprio nella zona dell’Alsazia e non erano affatto cari ma offrendo il vino dimostravano cura per l’ospitalità e anche questo per me è cultura  che forse non abbiamo ancora ,oltretutto vedi questi bicchieri particolari e magari poi te li compri per casa ad esempio 

 

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Dato che vedo è uscito il tema francese...

 

PARIGI

6 giorni

 

GIORNO 1: aereo molto presto (sigh...) con volo Airfrance, arriviamo all'aereoporto Charles de Gaulle. Da qui prendiamo subito la Paris Visite, che è una card molto comoda e assolutamente vantaggiosa per visitare Parigi, in cui si paga un tanto al giorno (c'è la versione in cui si possono scegliere più giorni o settimanale) per usufruire della metropolitana e si hanno anche degli sconti sull'entrata ad alcuni monumenti (Pantheon, Arco di Trionfo tra quelli che ricordo).

Da qui molto comodamente tramite trenino abbiamo raggiunto il nostro Hotel, l'Hotel des Mines, molto comodo perchè ha la fermata della metro a un tiro di schioppo ed è dirimpetto ai Jardins du Luxembourg.

Un suggerimento: in molti casi, come nel mio, gli hotel non comprendono la colazione al mattino che viene fornita pagando un extra (9 euro al giorno). Per meno della metà si può fare un'ottima colazione in uno dei baretti nelle vicinanze, che offrono deliziose varietà di brioches e croissant appena sfornati, altro che tristi fettine biscottate confezionate! Io personalmente prendevo la colazione da asporto e facevo colazione proprio ai Jardins du Luxembourg di fronte.

Lasciati i bagagli abbiamo fatto prima un giro nelle vicinanze, arrivando fino al Pantheon, che si trova qualche laterale più in là dell’albergo, da dove peraltro si gode una bella vista della Tour Eiffel, quindi abbiamo proseguito per il centro città fino a Notre Dame. Visitata la splendida cattedrale, un po’ affollata, abbiamo proseguito per una passeggiata lungo la Senna, per poi prendere la metro e arrivare al Trocadero, da cui si gode una magnifica vista della città.

La sera, tornati verso l’hotel, abbiamo cenato in uno dei ristorantini lungo la laterale che porta al Pantheon dove servono le moules, ovvero le cozze. Tra l’altro una cosa utile da sapere è che molti ristoranti propongono l’opzione menù in cui per 20/25 euro si hanno un antipasto e il secondo o un secondo e il dolce più bibita. I piatti sono sempre completi di contorno e le porzioni abbondanti, perciò l’ho trovata davvero valida per mangiare bene senza spendere cifre esorbitanti.

 

GIORNO 2: si comincia subito, dopo la colazione con pain au chocolat regolamentare e sosta ai Jardins du Luxembourg, con la Sainte Chapelle, in zona Notre Dame – Ile de la Citè, meravigliosa con le sue vetrate, il cui biglietto dà l'accesso anche alla Conciergerie, che sarebbero le prigioni, un po' sul Disneyland style molto usato anche in UK. Si prosegue quindi, dopo una veloce baguette, con il Musée D'Orsay, che devo dire mi ha entusiasmato meno del previsto, nonostante sia un’amante degli impressionisti. Ci siamo spostati quindi verso Le Mairie – il municipio di Parigi e la vicina Place Vendome, da cui poi abbiamo preso la metro per giungere sino ai famosi Champs Elisèes, con il Grand e Petite Palais, e da qui all’Arco di Trionfo (consiglio vivamente la metro, perché ho tentato di farmela a piedi, ma nonostante abbia un buon passo a metà ho rinunciato). La sera, dopo una cena esotica in un ristorante tibetano sempre in zona Pantheon vicino al nostro albergo, abbiamo fatto una passeggiata lungo la Senna per vedere Notre Dame in notturna. Merita.

 

GIORNO 3: mattino dedicato al Louvre, in cui abbiamo visitato le collezioni greco romane più un salto a vedere La Gioconda e i dipinti più noti. Mi rammarico di non aver visto la collezione egizio mesopotamica, da parte mia sarei probabilmente uscita il giorno dopo, ma le persone che erano con me a un certo punto mi hanno portato via di peso ^^. Pausa pranzo con panino a un baretto nelle vicinanze, dove mi è venuto quasi da piangere quando chiedendo una pastina mi hanno portato praticamente una mini torta da mangiare con tanto di forchetta!, abbiamo proseguito per l'ovvio Carousel du Louvre fino all'Orangerie. Bellissima. Da qui con la metro tappa obbligatoria alla Tour Eiffel, passando prima per Les Invalides. La sera ricordo che abbiamo cenato in un grazioso ristorantino che è famoso per la Tarte Tatin, che nella pratica si è tradotta in mele cotte coperte di burro fuso in crosta di sfoglia, non proprio un’idea felice ^^, di cui però mi sfugge nome e collocazione.

 

GIORNO 4: mattina dedicata a Montmartre, quartiere che ho adorato. Popolato di artisti, dai musicisti ai pittori (uno mi ha rincorso per mezz’ora perché voleva a tutti i costi farmi un ritratto e mi sa che si è pure offeso perché non ho voluto!), offre anche numerosi negozietti carini dove fare acquisiti, compreso uno che offre una bella varietà di dolci e biscotti. Scendendo a piedi tappa obbligata presso il Moulin Rouge, che da fuori non dice granchè, ho trovato molto più bella la fermata della metro stile Liberty.

Nel pomeriggio abbiamo optato per il Museè du Quai Branly, che era tra gli accessi gratuiti con la Paris Visite. Si tratta di un museo etnografico, molto interessante non solo per il tema, ma anche per la peculiarità di esposizione che utilizza tutte le più recenti tecnologie, ed inoltre per l'architettura della struttura, molto particolare con tanto di giardini a parete. Una vera sorpresa. La sera abbiamo fatto una passeggiata in zona Place de la Bastille, cenando in un rinomato ristorante (Bofinger o qualcosa del genere).

 

GIORNO 5: giornata della gita fuori Parigi. Io avrei voluto andare a Versailles, ma ero in minoranza, perciò la meta è stata Chartres, raggiungibile in una mezz’oretta di treno. Cittadina carinissima, molto medioevale, che merita anche non ci fosse la splendida Cattedrale, che fa concorrenza a Notre Dame. Mangiato un Croque Monsieur in un baretto/ristorante, siamo rientrati nel pomeriggio. Passeggiando nei dintorni ci siamo fermati a cena in un ristorante antico e famoso di Parigi, Le Papillot o qualcosa di simile (per i nomi e le collocazioni sono pessima, chiedo venia, in compenso mi ricordo benissimo i menù ^^), molto carino, prezzi nella norma e ambiente caratteristico.

 

GIORNO 6: giornata corta, perché nel pomeriggio dovevamo rientrare. Passeggiata dalle parti dell’Opera e visita veloce al Centre Pompidou. Nel pomeriggio ci siamo diretti all’aereoporto.

 

Parigi è bellissima, mi rincresce non poterci tornare, perchè mi farebbe davvero piacere. E' stata singolare l'impressione di trovarsi come a casa, nonostante sia una grande metropoli. Davvero facile e comoda da visitare.

 

Consigli e dritte varie: sicuramente per muoversi la Paris Visite. Ho visto che all’epoca c’erano anche molte biciclette di quelle a noleggio, che può essere una valida opzione. La metro di Parigi, comunque, per la mia esperienza è tra le migliori e le più comode.

Per il cibo ho già scritto il successo della formula menù, che si trova anche in molti bar in cui si ha l’insalatona o la baguette (che spesso abbiamo diviso date le dimensioni) con bibita e dolce oppure altro snack o frutta per cifre molto ragionevoli.

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Infatti hanno ad un prezzo molto ragionevole le insalatone con noci e l'eccezionale formaggio roquefort,o l'emmenthal francese ma molto buona è anche l'insalata niçoise  con anche il tonno e tanto altro

Il vino lo portano anche en pichè, vinello sfuso freddo molto buono e che costa poco

Si possono acquistare ad un ottimo prezzo delle crepes favolose ,consiglio quelle con Nutella e Grand Marnier specie se acquistate al Centre Pompidou.

Il grosso problema a Parigi è  ( o forse era non so, ci manco da tempo ) il caffè,non lo sanno proprio fare e ti spacciano un  espresso per caffè petit che è lo stesso caffè brodaglia nera in tazza piccola invece che grande>_>

Ma ovviamente si è in crisi di astinenza e allora si ipotizza che la creme de cafè che vedi fanno in un bar vicino a  Montmartre sia qualcosa che si avvicini...PEGGIO , MOLTO PEGGIO, UNA SUPERCIOFECA IMBEVIBILE.

Alla fine  della giornata in cui sei sempre più in astinenza, vedi un ristorante italiano vicino a Les portes de Paris e fai la solita figura dell'italiano all'estero...ti butti sulla pasta   e alla fine chiedi speranzosa un espresso con tutta la compagnia...rassegnata in partenza....

Ma quello era un VERO espresso fatto ad arte,il dramma è che lo si è bevuto la sera , risultato si è partiti il giorno dopo per vedere i castelli della Loira come zombie...

Piccola segnalazione,a Montmartre l'atmosfera è davvero speciale, quando ci sono arrivata dopo quello schifo di creme di cafè mi sono sentita meglio ad ascoltare da un cantante di strada con pianola , questa canzone ,che riporto nella versione di Montand ( ma c'è pure quella della Piaf )

 

Ca c'est Paris...se me lo consentite anche se la Parigi di adesso non è quella alcuni anni fa

Mio fratello ci ha fatto capodanno a Parigi tre anni fa e mi ha detto che la metro è diventata pericolosa di sera 

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5 hours fa, Maya dice:

Perché non costruisci qui un itinerario enogastronomico ideale (anche se non lo hai fatto, uno che ti piacerebbe fare) dove inserire un po’ di mete in questo senso? Sarebbe interessante. :)

Mi accodo all'ottimo suggerimento per suggerire a mia volta di postare, per chi volesse, anche itinerari "sognati" qualora non aveste materiale di prima mano. È comunque un modo per scambiarsi idee e consigli.

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18 hours fa, Iceandfire dice:

Beh ci provo 

Circa l’albergo o meglio gli alberghi che offrono il Kyr ( non il Royale che è con lo champagne ) ne ho trovati proprio nella zona dell’Alsazia e non erano affatto cari ma offrendo il vino dimostravano cura per l’ospitalità e anche questo per me è cultura  che forse non abbiamo ancora ,oltretutto vedi questi bicchieri particolari e magari poi te li compri per casa ad esempio 

 

 

Lo credo anch'io. E ciò va al di là del Kir, la cui fama, date le origini, parla a sé. Per Alsazia e zone simili il relazionarsi a soggetti di cultura differente o meno, comporta un tipo di ospitalità meno pragmatico e più votato ad un corollario di comportamenti e usanze che hanno lo scopo di causare sorpresa in chi le riceve e un insolito calore derivato da esse, anche a costo di affogare nella diceria dello snobismo fino a sé stesso. Da noi si dà meno peso a tutto ciò e si sacrifica una presentazione più iconica in favore del badare al concreto, di un qualcosa di ampiamente più pratico e rustico, che non abbia particolari fronzoli se confrontato con lo stile che riporti. Penso ciò derivi da una mentalità diversa, che riflette su ospiti e persone i comportamenti che normalmente si adoperano per sé stessi, generando un clima più simile a ciò che si conosce. 

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Ma quella francese è cultura vera dell'ospitalità , che peraltro mette in mostra i propri prodotti offrendoli ai turisti

Quanto vuoi che costi un Kyr con vino di alsazia?A loro pochissimo ma il gesto conta

E per questa ,anche per questo il turismo in Francia tira più che da noi e per inciso anche in Germania ,soprattutto in Bavaria sono molto accoglienti

Noi abbiamo tante bellezze che in tutto il mondo si sognano, ma poi fanno pagare a Venezia un pranzo 1400 euri ...rendo l'idea?Non abbiamo professionalità e vera cultura dell'accoglienza, solo ,in molti casi,superficialità e supponenza

 

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Attenzione a rimanere sul tema principale del topic, vale a dire suggerimenti circa viaggi ed itinerari e non confronto dei livelli di ospitalità più comunemente offerti nelle strutture ricettive nelle diverse nazioni. ;)

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Il 1/27/2018 at 20:52, Iceandfire dice:

Ci sono dei viaggi che affronti con emozione e altri in cui l’emozione ti prende quando ,di passaggio per raggiungere un’isola greca, leggi ATENE su un cartello, ma questo è un arco riflesso.
Quando sono andata per la prima volta a Berlino beh ero certamente emozionata.
La città è molto bella, carica di storia ed e’ una capitale certamente europea
Si arriva con il volo e l’albergo è vicino al dente cariato che sarebbe una sorta di campanile di una chiesa ancora mezzo distrutta dalle bombe ,sembra proprio un dente cariato,vicino c’ è la chiesa nuova, moderna ,particolare ma di stile freddo e asettico anche nelle sue improbabili vetrate
Berlino ovviamente ha una metropolitana che funziona benissimo e con una card per attraversare la città di importo variabile ,in base al numero di giorni in cui sei in città ,con la metro si gira benissimo

 

Giorno 1 Muro di Berlino: è una galleria d'arte a cielo aperto, ciò che rimane di esso si trova nel quartiere studentesco di Friedrichshain. Pittori del post Guerra Fredda hanno espresso la loro arte con immagini e slogan trasformando il muro in tele colorate. Merita anche una visita il Cafè Sybille, il più famoso bar della Berlino Est.
Crociera sulla Sprea ,si vede il parlamento tedesco tra l’altro,mangiati wrustel bolliti molto caldi e birra

Giorno 2: Mitte e Unter den Linden. Il quartiere storico merita un giorno intero per essere visitato. Partendo dal Parlamento, caratterizzato da un edificio antico con una cupola ultra moderna in vetro, ci si può spostare verso la Porta di Brandeburgo (molto bella ed imponente ,specie al tramonto dove si potevano comprare dei ricordini,io ho acquistato dei pezzetti di muro ed un piccolo orsetto panna di pelouche con fularino rosso per la macchina,si chiama Berlin)
Da qui parte il viale più famoso di Berlino, il mitico Unter den Linden, pieno di negozi e ristoranti, che si protrae fino all'Isola dei Musei.Ad un certo punto ci hanno fatto vedere in una sorta di piccola piazza il luogo dove per ordine di Hitler bruciarono tanti libri (e come non fare mente locale a Indiana Jones?)Emozione forte ecco.
Isola dei musei
Il Museuminsel (isola dei musei) è un insieme di cinque musei – tra i quali il Pergamon – costruiti tra il 1824 e il 1930 su una piccola isola della Sprea, il fiume cittadino. Questa raccoglie opere e reperti che raccontano di seimila anni di arte. Molte provengono dalle collezioni private della famiglia reale prussiana e dal 1918 sono amministrate da una fondazione ,
Eccezionale è la zona dove è esposta l’ara di Pergamo e strabilianti sono le porte di Isthar e da mozzare il fiato per l’imponenza e l’eleganza è la porta del mercato di Mileto
Bellissimo e imperdibile è
Il Busto di Nefertiti che è una Cosa di una bellezza,grazia e rifinitezza senza pari,si trova all’interno del Ägyptisches Museum, il Museo Egizio di Berlino anche esso nell’isola dei musei,esso
espone al suo interno diverse reperti archeologici, come sarcofagi, statue e mummie, che lo rendono uno dei più ricchi ed importanti al mondo.( ma non come quello di Torino)


Giorno 3: Postdamer Platz e Charlottenburg. Postdamer Platz è’altra Berlino,quella tecnologica e moderna infatti la piazza, ospita il Sony Center, imponente edificio costruito in vetro e acciaio di grande impatto. Poi si va fino al Tiergarten, uno dei giardini più grandi di Berlino. Con la metro vale la pena spostarsi a Charlottenburg, quartiere residenziale e prestigioso con negozi di lusso e boutique esclusive
Qui è da vedere il castello di Charlottenburg 
Costruito nel 1699 da Federico III come residenza estiva per la consorte Sofia esso è incorniciato da un giardino barocco.
L’interno ospita la più importante collezione di pittura francese del Settecento al di fuori della Francia. È possibile visitare il Palazzo Antico (con le sue stanze barocche, gli appartamenti reali, la collezione di porcellane cinesi e giapponesi, le uova faberge’, le argenterie) e l’Ala Nuova, con gli eleganti arredi e decori in stile rococò voluti da Federico il Grande (Federico II di Prussia). Il complesso è stato ampliato diverse volte, con l’aggiunta di una torre sormontata da una cupola e da una statua della dea Fortuna, di alcune ali laterali, del giardino d’inverno e della sala per il tè Belvedere, che oggi è un museo della porcellana. Meritano una visita anche il mausoleo della regina Luisa di Prussia e il padiglione Schinkel, costruito come residenza estiva per Federico Guglielmo II
Il palazzo fu gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e fu poi ricostruito a partire dagli anni Cinquanta. L’ex teatro del palazzo ospita oggi il Museo della preistoria e dell’antichità, che custodisce tesori provenienti dai famosi scavi di tr**a eseguiti da Schliemann nell’Ottocento.Disponibili audio guide anche in italiano,trasmessa anche musica barocca ovvio .
Di fianco al palazzo, sosta al bar-ristorante Kleine Orangerie ,esiste anche la Grosse Orangerie :da aprile a ottobre vengono organizzati concerti di musica classica


Giorno 4: Alexander Platz e Quartiere Ebreo. Alexander Platz è il simbolo della Germania Est, con la sua imponente torre della TV, e incrocio caotico di strade e la si visita cantando tra se e se l’omonima canzone di Battiato,Nei dintorni ci sono diverse chiese e il museo della DDR. Sicuramente più interessante è l'ex quartiere ebraico, lo Scheunenviertel, pieno di negozi perfetti per un po' di shopping e ristoranti etnici per la sera. Da non perdere (visto che verrà smantellato a breve) Tacheles, vecchio edificio oggi abitato da squatter dove potrete sorseggiare una buona birra seduti su una sedia da barbiere di recupero.
Sera al cabaret di Berlino molto divertente ,si segue facilmente il tutto a parte il fatto che qualche frase in italiano la dicono


Giorno 5: Kreuzberg. Visita al quartiere di Kreuzberg, con il celebre Checkpoint Charlie, manifesto simbolo della Guerra Fredda.
E infine piccola puntatina al Ka De Ve che al 5 piano ha negozi di gastronomia di tutto il mondo
Visto il caffè Illy per esempio e comprati weiss wurst
 

 

E a Berlino non hai visto il museo della Shoah ?

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No ma prima dell’isola dei musei ho visto un museo in tema con soffitto di cristallo mi pare di Renzo Piano di due piani 

C’era riprodotto anche l’ufficio di Hitler ,molto triste ,e c’erano foto , lettere Etc 

Inoltre ho visto nella ex Berlino est anche un monumento ai caduti russi pacchiano oltre ogni dire 

Ne vuoi parlare tu ?

Mi sembra che questo sia il posto giusto

Grazie :) 

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