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Iceandfire

I cantautori della "scuola genovese", chi preferite e perchè?

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Ieri ho fatto zapping tra le varie reti e cosa ho visto cantato su RAI 1 in Sanremo Young ( che non consiglio )?Una delle canzoni più famose di De Andre’ di cui stiamo parlando proprio grazie ad una serie TV, il pescatore bella  musica e bellissime parole.

Poco prima parlavo dei cantautori genovesi con un conoscente che con malcelato disprezzo mi aveva detto che considera questi cantanti datati e ammuffiti.

E’ proprio vero che da noi non si ha memoria e si sa solo disprezzare il nostro patrimonio culturale vero musicale, quello che davvero ci appartiene e che è di altissimo livello .

Ma scimmiottare schifezze estere è tanto più semplice specie se commerciali

Sentite questa 

Con queste canzoni non ce ne è per nessuno 

 

 

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Guarda, Ice, non è un genovese, ma è pur sempre un cantautore (e di quelli tosti e belli pesanti da ascoltare): giorni fa, attraversando dei giardinetti, vedo due ragazzine sui diciassette-diciotto anni su una panchina. Ascoltavano una canzone dallo smartphone, senza cuffiette, quindi la si sentiva. Pensavo alle solite "andiamo a comandare / col trattore in tangenziale"o qualche cacofonia da discoteca per impasticcati, invece passando loro davanti ho sentito l'inconfondibile voce di... Francesco Guccini. E aveste visto come erano attente e concentrate. Pur non amando particolarmente Guccini, mi sono trattenuta a stento dal fermarmi e fare loro i complimenti. Ma davvero! :) Ice , c'è ancora qualche speranza: non per tutta la nuova generazione le canzoni e i geni di trenta -quarant'anni fa o più sono da buttare via a priori, perchè "vecchi".
A me piacerebbe tantissimo insegnare lettere, perchè mi scatenerei a offrire mini-corsi pomeridiani (facoltativi, ovvio) sui grandi cantautori. Per me, sarebbe finalmente dare sfogo ad una passione; e conosco la sensibilità di motli allievi delle classi più grandi: secondo me apprezzerebbero eccome. Magari senza cogliere certi aspetti, legati al dolore e alla sua esperienza, o all'invecchiare e sentire il tempo che ti scivola via tra le mani, come non li coglievo io allora; ma ad ascoltarle e coglerne la bellezza, come facevamo noi alla loro età, ci riuscirebbero eccome.

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Come la vita -ma soprattutto le leggi non scritte di una società basata sul Dio denaro- uccide gli ideali e soffoca le vocazioni, anche quelle più autentiche, nate dal cuore puro e candido di un bambino. Ma amerei guesta canzone già solo per l'inizio: "Da bambino volevo curare i ciliegi / quando rossi di frutti li credevo feriti". Meraviglioso.
(anche se probabilmente è una frase di Edgar Lee Masters)

 

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Meraviglioso certamente 

Pero’ tengo a sottolineare che non considero i ragazzini di oggi incapaci di comprendere la buona musica 

Dico solo che,se per una volta la RAI adempie al suo vero ruolo di servizio pubblico e ci parla di un gigante vero della nostra musica quella delle nostre tradizioni radicate beh almeno un poco di curiosità a cercare di ascoltare Fabrizio la si deve avere , perché la buona musica che ha anche testi spettacolari arricchisce sempre .

Per esempio io ringrazierò sempre chi mi ha parlato della musica barocca ad esempio degli Stabat Mater in particolare quello di Pergolesi, del Lamento della Ninfa di Monteverdi e non solo di Mozart, perché mi si è aperto un mondo che mi ha affascinato.

Pero’ ti pare normale che io abbia ascoltato note delle Quattro Stagioni e della Tempesta di mare di Vivaldi in ogni angolo di Dresda suonate da ragazzi giovanissimi mentre da noi questa musica di eccellenza è misconosciuta ?O considerata polverosa e antiquata da chi non ha la sensibilità di avvicinarsi ad essa almeno con il rispetto dovuto?

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Il 17/2/2018 at 15:30, Stella di Valyria dice:

Come la vita -ma soprattutto le leggi non scritte di una società basata sul Dio denaro- uccide gli ideali e soffoca le vocazioni, anche quelle più autentiche, nate dal cuore puro e candido di un bambino. Ma amerei guesta canzone già solo per l'inizio: "Da bambino volevo curare i ciliegi / quando rossi di frutti li credevo feriti". Meraviglioso.
(anche se probabilmente è una frase di Edgar Lee Masters)

 

Per lungo tempo è stato il mio album preferito di Faber... :)

 

E comunque la frase sui ciliegi mi pare sia farina del suo sacco, non dovrebbe essere mutuata da Spoon River.

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Per contrasto Luigi Tenco era più,secondo me,il cantautore o meglio il poeta del male di vivere

Ma anche lui era in un certo senso la trave in un occhio della società perbenista ed ipocrita di allora

Ecco un suo testo

 

Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro

e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

 

Ad esso va aggiunta la voce particolare ,dolce ,suadente, malinconica di un vero poeta dell'anima .I veri poeti peraltro non marciano perfettamente inquadrati in branchi acefali che riescono solo a far male a loro stessi ma di  certo non a chi assiste stupito di fronte a certe ridicole esibizioni di stampo squadristico

Su wikipedia di lui è scritto

"A detta di Morgan  la filosofia dietro alle canzoni  di Tenco si potrebbe accostare al pensiero di pensatori esistenzialisti quali Jean Paul Sartre e non esistenzialisti come Jacques Derida, Luois Altusser, Carlo Micheòstaedter mentre Fabrizio De Andrè ha più volte espresso pubblicamente profonda stima ed amicizia  nei confronti di Tenco arrivando a dichiarare che " senza Tenco io non ci sarei stato", sottolineando il vuoto artistico che Tenco ha provocato a seguito della sua morte. ]

Secondo Salvatore Quasimodo  la musica di Tenco ha voluto colpire a sangue il sonno mentale dell'italiano medio, rispetto al cambiamento dell'emergente protesta della critica sociale ai dogmi e alle vecchie tradizioni della società"

da https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Tenco

Eccolo

 

Peraltro De Andrè era quello che faceva anche protesta evidente e perfettamente realizzabile dallo spettatore tramite i suoi pezzi,invece Tenco era molto più intimista ,prendeva atto della realtà e cioè che nessuno voleva cambiare certe storture pur potendolo.Giustamente lui è come se sottolineasse l'indifferenza di fronte a certe vessazioni....caratteristica di chi dorme e preferisce girarsi dall'altra parte...

Del resto lui aveva detto

« Canterò finché avrò qualcosa da dire e quando nessuno vorrà più ascoltarmi bene, canterò soltanto in bagno facendomi la barba ma potrò continuare a guardarmi nello specchio senza avvertire disprezzo per quello che vedo. »

(Luigi Tenco)

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Gran bella osservazione, Ice.
E allora, per restare in tema su come Tenco vedeva la maggioranza delle persone, gregge belante e conformista, senza ideali e senza idee, che come massimo gesto di ribellione o espressione di malcontento si rifugiano nei sogni...
Questa è proprio un manifesto:

Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre
Aveva per la testa grandi idee, ma in fondo, poi...
Non ha concluso niente
Non devi credere, no, vogliono far di te
Un uomo piccolo, una barca senza vela
Ma tu non credere, no, che appena s'alza il mare
Gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo

Ragazzo mio... un giorno i tuoi amici ti diranno
Che basterà trovare un grande amore
E poi voltar le spalle a tutto il mondo
No, no, non credere, no, non metterti a sognare
Lontane isole che non esistono

Non devi credere, ma se vuoi amare l'amore
Tu,...non gli chiedere quello che non può dare
Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
Che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente
No, no, non credere no,
Non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare
Non devi credere, no, no, no non invidiare
Chi vive lottando invano col mondo di domani
 

 

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Esatto,il problema è che quell'italietta esiste ancora...e del resto far parte di un gregge acefalo e senza alcuna ironia conviene come conviene  pure girarsi dall'altra parte e  dare al branco libertà di dare pessima mostra di sè ;)

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Solo una curiosità (se la ritenete OT, ditemelo e cancello il post, nessun problema :)  ).

Come ho già scritto ovunque, sono una appassionata dei Baustelle. Che non sono genovesi (toscani, mi pare), ma hanno una delle due voci soliste, lo splendido (anche come autore di testi-poeta) Francesco Bianconi. Che ha una voce che definire particolare è dire poco... Perchè non vi sembra De Andrè tornato in vita? Per me, è impressionante.
Qui una canzone recente, che hanno scelto di non inserire in nessun album ma, in sostanza, di regalare a chi la vuole scaricare:
 

 

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Il 19/2/2018 at 11:27, Iceandfire dice:

Peraltro De Andrè era quello che faceva anche protesta evidente e perfettamente realizzabile dallo spettatore tramite i suoi pezzi

 

Non so quanto concordare con questo passaggio: la risposta di De André al '68 è stata La Buona Novella, in fondo. :lol:

Un album di protesta e di rottura indubbiamente, ma "perfettamente realizzabile" dallo spettatore forse no, ecco. Almeno non dallo spettatore meglio, diciamo. ;)

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Diciamo dallo spettatore che presta un vero ascolto,che non si ferma alla prima impressione di un ascolto distratto 

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Geordie di fabrizio de andrè cantata e suonata con i figli. Grande artista ma con una storia familiare un pò travagliata.

 

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Nello sceneggiato viene raccontata anche la storia dei suoi rapporti familiari .

E per inciso quando sono rapiti lui e Dory ,un rapitore sardo lo disprezza e lo tratta male ,mentre rispetta Dory perché figlia di operai , questo per dire che in Sardegna non è che Faber fosse poi tanto apprezzato dalla gente comune ,forse pure per questo :) 

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Oh, Geordie, che bella! E quanto l'ho amata da ragazza!
"Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso

Non ha vent'anni ancora
Verrà l'inverno anche sopra il suo viso

Potrete impiccarlo allora"
...poesia e pura bellezza. E uno stile riconoscibilissimo: solo De Andrè aveva questo modo di scrivere, questa ricchezza di immagini, questa delicatezza potente (è un ossimoro, ma non saprei descriverlo diversamente) e triste. Quattro righe, e già ti incantava.
Geordie tra l'altro si riusciva pure a suonare alla chitarra, anche essendo dei brocchi totali.
E' una di quelle canzoni di cui so ancora il testo a memoria e, a meno di malattie mentali, lo ricorderò per tutta la vita. Pe me è stata una di quelle canzoni che ti accompagnano per anni e anni, mentre cresci, e che diventano un po' parte di te. Un frammento luccicante di bellezza che ti resta dentro.
E questa esecuzione è bellissima. Grazie, @ziowalter1973

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Salve a tutti, discussione molto interessante alla quale mi fa piacere partecipare, visto che oltretutto sono genovese :-)


Prima di tutto però (non mi fucilate!)  vorrei fare qualche precisazione su quello che avete scritto.

Su Bruno Lauzi: nè Genova per noi nè Onda su Onda sono sue, sono entrambe di Paolo Conte. Conte a quei tempi faceva soprattutto l'autore, e questo è il motivo per cui tante sue canzoni sono state portate al successo da altri: prima fra tutte Azzurro, che tutti pensano sia di Celentano e invece è sua. Solo in un secondo tempo ha deciso di cimentarsi come interprete, rivelandosi grandissimo nonostante la voce certamente non canonica e non convenzionalmente "intonata".

Conte non è ligure, è di Asti, e questo spiega il testo di Genova per noi: non è la canzone di un genovese, ovviamente, ma di uno che viene giù dal Piemonte, che è abituato all'immobile campagna, alla pioggia che lo bagna e che del mare in fondo ha un po' paura. "Lasciaci tornare ai nostri temporali, Genova, ai nostri giorni tutti uguali": un genovese come Lauzi non l'avrebbe scritto!

Seconda cosa, Endrigo non è genovese: è un istriano vissuto a Venezia e poi a Roma.

 

Detto questo, vedo che De Andrè sta facendo la parte del leone e non mi stupisce, non solo perchè anche secondo me è una spanna sopra gli altri ma anche perchè tra tutti è quello che ha retto meglio al passare del tempo: gli altri ormai suonano tutti un po' datati, e infatti di loro si ricorda solo quella manciata di grandi successi e il resto...boh. Tenco secondo me è un caso un po' particolare per via del suicidio, che ha avvolto la sua figura in un'aria tragicamente romantica che ha contribuito parecchio al mito. Per dire, capisco che si ha ritegno a criticare Ciao Amore Ciao visto come sono andate le cose, ma secondo me è una canzone di una bruttezza imbarazzante e se non fosse stata l'ultima adesso non se la filerebbe più nessuno.

 

Di De Andrè avete già detto tantissimo! Per me è stato una specie di parente, ho iniziato ad ascoltare le sue canzoni da bambina perchè mia madre aveva i suoi dischi e poi ho continuato da sola, sono praticamente cresciuta con lui. Di suo conosco tutto, e una buona metà  a memoria. Sono stata varie volte ai suoi concerti e sono anche andata al suo funerale. L'avevo visto l'ultima volta quattro mesi prima, non potevo mancare.

Gli album suoi che preferisco sono Non al denaro, non all'amore nè al cielo, La Buona Novella e Anime Salve, anche se quest'ultimo deve molto a Fossati che ne è stato coautore sia per quanto riguarda i testi che le musiche. Del resto De Andrè le musiche delle sue canzoni non le scriveva praticamente mai: non è mai stato un vero musicista e si è sempre affidato a compositori affermati, prima Giampiero Reverberi e Nicola Piovani, poi Mauro Pagani e alla fine Fossati. Una situazione opposta a quella di Battisti, che era un grandissimo musicista ma testi non ne ha scritti mai.

Una cosa che secondo me invece viene sottolineata troppo poco è la sua assoluta grandezza come interprete: non so se avete avuto la fortuna di sentirlo dal vivo, ma De Andrè aveva una voce da paura. Non solo per via del timbro inconfondibile: era una voce intonatissima, potente, e lui un interprete instancabile. Perfino nell'ultimo concerto ha cantato meravigliosamente più di due ore senza fermarsi mai, tra una sigaretta e l'altra: eppure era già gravemente malato, anche se ancora non lo sapeva, e pochi mesi dopo sarebbe morto...

Video di sue canzoni ho difficoltà a metterne: molte delle mie preferite le avete già postate voi e tra le altre avrei veramente difficoltà a scegliere. Via del Campo l'avete messa? Mi pare di no, metto quella allora, che è la mia preferita assoluta. Ma non quella con la PFM che non mi piace, preferisco la semplicità dell'incisione originale:

 

 

 

Se venite a Genova andateci, in Via del Campo: è ancora praticamente come quando l'ha cantata De Andrè, a parte i colori delle facce della gente che ci incontri :-)

 

 

Ah no, ecco cosa metto: la canzone che porta il nome di mia figlia, Ho visto Nina volare. La "sua" Nina era una bambina di sei anni, sua amica d'infanzia: si chiama (è ancora viva) Nina Manfieri ed era la  bimba con cui giocava quando era sfollato in campagna in Piemonte. Ho letto a volte cose molto brutte su questa canzone, addirittura che parlasse di un pedofilo: invece è una canzone dolcissima, che parla dei sogni e delle fantasie di due bambini...

 

 

 

 

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