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Lord Beric

Musica classica e dintorni

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Sinfonia n.6  "pastorale" di Beethoven

 

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Quando ero piccola, la musica classica per me erano le 4 stagioni di Vivaldi. Io e mia mamma abitavamo da sole e la domenica mattina era l'unica mattina della settimana che potevamo prendercela comoda. Mettevamo il vinile e l'ascoltavamo mentre facevamo colazione e organizzavamo il pranzo, soprattutto se venivano i parenti. 

E poi ovviamente Fantasia. 

 

Crescendo, grazie ad un preside piuttosto illuminato, con la scuola media andavo all'opera una volta ogni paio di mesi. Tra le più belle, la Boheme e Cenerentola. Invece tra i miei incubi peggiori, il Faust: non finiva più, cantata tutta in tedesco, volevo morire. 

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Ziowalter: oh, Fantasia... (non mi ricordo come si mettono le emoticon con i cuoricini, ma immaginale. Tante tante tante. ;)  )
Ice: oh, che bello quando mettono la musica con lo spartito, mi piace tanto :)   Ecco la tipica cosa che, prima di Internet, non ti sognavi neanche. E gli spartiti costavano una sventola, tra l'altro.

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33 minutes fa, Lady Monica dice:

E poi ovviamente Fantasia. 

 

Crescendo, grazie ad un preside piuttosto illuminato, con la scuola media andavo all'opera una volta ogni paio di mesi. Tra le più belle, la Boheme e Cenerentola. Invece tra i miei incubi peggiori, il Faust: non finiva più, cantata tutta in tedesco, volevo morire. 

 

Fantasia! Quanti bei ricordi d'infanzia!

 

Sì il Faust è pesante, non sono mai riuscita ad apprezzarlo appieno. La storia è anche interessante, ma il resto...

 

Io mi sono avvicinata molto alla musica classica piuttosto tardi, verso i 18-19 anni, e sempre verso quell'età ho anche iniziato 'seriamente' ad andare a teatro. Servono a qualcosa gli sconti per gli studenti, sapete? Ho trovato tutto quel mondo affascinante...

Mi sarebbe piaciuto imparare a suonare qualche strumento, magari il piano, ma per un motivo o per l'altro non l'ho mai fatto. Peccato!

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Un'altra sinfonia che ho sempre amato, e anche qui pecco probabilmente di scarsa originalità, è la Dal Nuovo Mondo di Dvorak.

 

Del mio approccio a questo pezzo sono debitore alla scuola: il secondo movimento, l'Adagio, credo sia su tutti i libri del musica delle scuole medie d'Italia, e per quanto possa essere stato strapazzato da classi di undicenni disinteressati, mi ha colpito e fatto venir voglia di approfondire.

E che sorpresa quando all'attacco del quarto movimento ho riconosciuto uno dei motivi che più mi attiravano in non so quale spot pubblicitario della mia infanzia! Ecco da dove veniva quella musica così eccitante e coinvolgente nella sua maestosa epicità.

 

Approfondendo poi negli anni il mondo intorno alla sinfonia, sono arrivato a capire le sue radici estremamente variegate, da Schubert alla musica degli indiani d'America ai canti degli schiavi neri sempre negli Stati Uniti.

E mi sono divertito a leggere la storia delle critiche a questa sinfonia: considerata dagli esperti un gradino sotto alcune altre opere di Dvorak dal punto di vista formale e strutturale, interi pamphlet sono stati scritti per giustificare il suo straordinario successo popolare.

 

Quanto al pezzo in sé... beh, lo trovo tutto bello, ma il finale, al di là del celeberrimo motivo dominante, è veramente una cavalcata unica e indimenticabile, e trovo particolarmente felice la riproposizione, prima del gran finale, dei temi dei primi tre movimenti.

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Oh, sìììììììì!!! Altra cosa che ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo (suonata dall'Orchestra Sinfonica della Rai di Torino, in una antica chiesa sconsacrata di Cuneo... del 1400 o prima ancora, direi a naso. Questo solo per dire che anche l'ambiente, magari non era acusticamente perfetto -ma io profana intanto non ero in grado di accorgermene) ma la suggestione raddipiava!
Secondo i soliti amici musicofili con la puzza al naso "non era un granchè di orchestra" (alla faccia!), ma per me era stato senplicemente stupendo!

(Notina: insisto tanto sull'aver ascoltato delle cose dal vivo perchè, trovo, l'emozione è completamente diversa. E non parliamo del suono... Il suono degli archi, di qualsiasi tipo, in particolare, a me dal vivo ha sempre fatto venire la pelle d'oca dalla bellezza. Ma c'è anche da considerare che a casa ho un mini-stereo della mutua, pagato tipo 129 euro: quindi in parte il fatto che le stesse cose sentite su cd non mi diano neanche lontanamente le stesse sensazioni sarà dovuto a quello. Però, vedere i musicisti, essere lì, nella  musica mentre viene suonata, sentire la bellezza, le sfumature e la potenza dei suoni degli strumenti dal vivo -ripeto, in concerti dove non c'era molta gente, quindi ci si sedeva tra la seconda e la ventesima fila se proprio andava male... mamma mia che emozione! E la Sinfonia del Nuovo Mondo, anche se, ahimè,  non sapevo e non so nulla di quanto ha appena scritto Lord Beric, è un altro di quei brani maestosi, che trasmettono una sensazione di forza, vigore e potenza, e di emozione "viscerale" ne danno tantissima. Anche questo da occhi lucidi)

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Vi ho parlato molto dei luoghi altamente suggestivi, quasi magici in cui, una volta, c'erano tutti questi concerti di musicisti a livello internazionale. Per darvi un'idea (e per spiegare meglio perchè, per me, amplificavano ancora la magia e la bellezza della musia), ve ne faccio vedere alcuni. Sto divagando un po' -spero che nessuno mi richiami- ma, oltretutto, alcuni sembrano davvero far parte del mondo di Asoiaf. O meglio, anche se sono luoghi minori e sicuramente Giorgetto manco sa che esistono, sono un frammento dell'epoca e dell mondo a cui Asoiaf è ispirato.
Qui, per esempio, suonava Brian Ganz, il mio pianista-mito (ma immaginate la piazzetta di sera illuminata solo con delle torce, proprio quelle a fiamma: a volte era così.)

E questa è l'abside (foto indecente, ma non ho trovato di meglio)  (ve la linko anche perchè, a prescindere dal gotico, mi sempra proprio un luogo alla Asoiaf!) 

Nella stessa abside, Sepolcro di Ludovico II. Siamo o no in pieno mondo Martiniano?

Carmina Burana sentiti (e quasi pianti), dal vivo, una dolcissima sera di inizio estate, in questo praticello, nel cortile di questo  piccolo castello medioevale. Vi sembra una cosuccia da niente, vero? Be', al suo interno ha...
...questo.
Qui un dettaglio

Sono raffigurazioni di inizio 1400, che illustrano il primo romanzo cavalleresco, scritto, mi pare, da Valerano di Manta.
 

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Il 19/2/2018 at 20:13, *Khaleesi* dice:

 

Non ricordo la durata complessiva, mi riferivo all'anello del nibelungo... che però è comunque un 'ciclo'... dipende se si prendono le opere una alla volta o tutte insieme (suicidio) xD

Credo ti riferissi al ciclo completo. Sarebbe bello assistere nel teatro che era stato costruito appositamente a Bayreuth.

Leggevo che a detta dei Manowar proprio Wagner è ritenuto l'ispiratore dell'epic metal.

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Sempre  collegando film  famosi a musica classica come non citare Il film Il pianista?

In esso il protagonista si sentiva vivo  e non infelice ripetendo mentalmente e quindi ascoltando,le musiche che lui suonava abitualmente

Ecco una scena bellissima,con la musica che avvolge ogni spazio, mentale innanzitutto, anche del nazista

https://www.youtube.com/watch?v=aS4YDuTfJ7Y&feature=youtu.be

 

Come si può non amare la sensibilità e la forza ad essa collegata di Chopin?La bella musica è vita

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Ice, non parlarmi del Pianista... (qui ci vorrebbero i cuori. Ma in senso vero, non da ragazzina).
Amo quel film con tutto il mio cuore, mi ha fatto stare malissimo per giorni; quando ci penso -e penso che è una storia vera- credo che me l'abbia lasciata davvero e per sempre, una spina piantata nel cuore. Se ci sono film che ti cambiano, Il pianista è uno di quelli. E sì, quella scena è una delle più commoventi, forte, intense e strazianti...

Spoiler

Il protagonista  ormai è l'ombra di un essere umano, costretto a vivere come un topo, ridotto ad essere solo fame, terrore puro e istintiva, viscerale lotta per la sopravvivenza. Ma davanti ad un pianoforte, pur terrorizzato dal tedesco e quindi in un accavallarsi di emozioni fortissime ed opposte, ritrova qualcosa del se stesso di una volta, di quando era ancora un essere umano. Di cos'era la vita prima della follia. Della bellezza imensa che l'uomo è stato in grado di creare, prima di impazzire e creare l'abisso.
Ho pianto a dirotto per quella scena, come per almeno metà del film.
Per inciso, il nazista "buono" che lo tiene nascosto e lo salva, e che alla fine vediamo, cambiati i venti, in un campo di concentramento, nella vita reale in quei campi di concentramento ci è morto. Finita la guerra, il pianista (questo non c'è nel film, èil seguito della storia, accadutqa realmente) lo cercherà per ringraziarlo, seguirà le sue tracce... che porteranno ad uno o più (non ricordo) campi di concentramento. Nll'ultimo dei quali il suo salvatore è morto di stenti o è stato ucciso.


Atroce.

Edited by Darklady
Nonostante sia un film non più nuovissimo, parli di parti molto importanti e quindi è il caso di usare il tag spoiler.

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Vedo che non so l'unica a essere debitrice alla bistrattata musica studiata alle medie. Non mi piaceva molto come materia, soprattutto odiavo il solfeggio, ma suonare il flauto non mi dispiaceva. Mi appassionava tanto però, come ha scritto anche Lord Beric, spulciare il libro e leggere tutte le trame delle opere, seguire gli ascolti guidati e così scoprire che alcune musiche che sentivo da piccola erano in realtà opera di compositori dei secoli passati. Ogni tanto provavo anche a suonare da sola ^^

Poi grazie anche alla mia mamma che mi comprava i cd (il primo fu Bach) e alle varie raccolte che vendevano in edicola. 

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Mi fa piacere che ci siano altri amanti di Puccini!

 

Io domani vado a vedere questo:

 

 

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Oh! Questa fu una strana scelta, perché lirica e far west non sembrano accostarsi granché, eppure trovo l'idea molto originale. All'epoca non fu compresa per niente ^^"

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Un'altra sinfonia che mi ha sempre colpito è la Fantastica di Berlioz.

 

Un giovane musicista di sensibilità morbosa e di immaginazione ardente, in un eccesso di disperazione amorosa, si avvelena con l'oppio. Ma la dose è troppo debole per dargli la morte e lo fa cadere in un sonno pesante, accompagnato da strane visioni, durante il quale le sensazioni del suo cervello malato si traducono in immagini musicali. La donna amata è divenuta per lui una melodia che, come un'idea fissa, ritrova e riode ovunque.

 

Questa la premessa - con diverse radici autobiografiche, anche se romanzate - della sinfonia, una premessa che ho poi scoperto essere la "scusa" per l'autore per ricollocare, rimaneggiare e cucire insieme una serie di composizioni a effetto tratte da altre opere rimaste incompiute: in fondo, una serie di visioni allucinate non necessita di un filone narrativo particolarmente coerente e coeso, no? ;)

La scoperta di questo atteggiamento un po' ruffiano da parte dell'autore per un certo tempo mi ha allontanato da questa sinfonia, è stato un po' come scoprire che l'autore aveva giocato sporco, ma poi ho deciso di cambiare atteggiamento e apprezzarla semplicemente per il suo valore musicale.

 

In particolare il valzer del secondo movimento è per me - assieme al Valzer dei Fiori di Čajkovskij e con buona pace di Strauss - il valzer, il valzer come dovrebbe essere; l'altro movimento che trovo particolarmente significativo è il quarto, la marcia al supplizio, estremamente evocativa nella sua cupa durezza, e come non commuoversi dinanzi al tema dell'amata (l'idea fissa) che viene riproposto poco prima del colpo fatale, come un ultimo pensiero d'amore.

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