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Euron Gioiagrigia

PHAZYO

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ORA CHE IL SUPREMO MAESTRO E SIGNORE DELL'UNIVERSO PHAZYO E' STATO (NUOVAMENTE) BANNATO, CREDO SIA GIUNTO IL MOMENTO DI DIFFONDERE IL SUO VERBO ANCHE SU QUESTO LIDO.

 

OVVIAMENTE, CONSIGLIO A TUTTI CALDAMENTE L'USO (L'ABUSO) DEL CAPS LOCK.

 

DUNQUE: PHAZYO NASCE SU FACEBOOK COME NARRATORE DI BREVI RACCONTI UMORISTICI AVENTI COME PROTAGONISTA SOLITAMENTE IL CELEBRE CONDUTTORE FABIO FAZIO IMPEGNATO A COMBATTERE EZIO GREGGIO, PER MOTIVI CHE NON POSSO ESPORRE IN QUESTO FORUM (SAREI BANNATO ALLA VELOCITA' DELLA LUCE). SUCCESSIVAMENTE LA POETICA PHAZYANA SI E' EVOLUTA FINO A UN VERO E PROPRIO UNIVERSO NARRATIVO CON VARI PERSONAGGI, TUTTI PROVENIENTE DALLA POLITICA E DAL MONDO DELLO SPETTACOLO: MASSIMO BOLDI, MARCO CAPPATO, BEPPE GRILLO, MATTEO RENZI, EMMA BONINO, LUIGI DI MAIO, LUIGI DE MAGISTRIS E ALTRI ANCORA, OLTRE OVVIAMENTE AI PROTAGONISTI FABIO FAZIO E EZIO GREGGIO IMPEGNATI NELL'ETERNA LOTTA METAFISICA. MENZIONI SPECIALI PER PIERGIORGIO ODIFREDDI, SEMPRE IN PRIMA LINEA A FIANCO DI FAZIO, E PER LA CONTINUA E INSISTITA IRONIA VERSO LE ASSURDITA' DELLA SOCIETA' MODERNA.

 

PAGINA FACEBOOK CHE PUO' DISGUSTARE O INCANTARE. IO OVVIAMENTE APPARTENGO A QUESTA SECONDA FAZIONE, E INOLTRE SEGNALO CHE ESISTE SU INTERNET UN SITO IMBANNABILE IN CUI IL MAESTRO HA RACCOLTO TUTTE LE SUE STORIE (CHE NON LINKO PERCHE' NON SO SE VIOLA IL REGOLAMENTO).

 

INSOMMA, SENZA DAR GRATTACAPI AI MODERATORI, CHE NE PENSATE?

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MOD ON

Un messaggio a prova di SORDI! :ehmmm:

Comprendo lo spirito goliardico dell'iniziativa, ma il tutto maiuscolo su web corrisponde ad URLARE ed è normalmente considerato poco educato. La comune netiquette ed il nostro galateo interno (vedere regolamento) indica di non abusarne.

 

Tra l'altro, non tutti gli utenti potrebbero comprenderne l'uso in questa personale accezione, finendo per fraintenderne le intenzioni. :ehmmm:;)

 

MOD OFF

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Ho seguito il suggerimento di Euron Gioiagrigia

ho letto alcune “novelle” di PHAZYO , esse vanno dal geniale all’abominevole, spesso contemporaneamente. O.o

Tuttavia quando credo di aver colto il significato di questa poetica esso mi sfugge

perché proprio Fazio e Ezio Greggio (o più recentemente Pif )?

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Forse il miglior racconto di Phazyo, ma anche il primo che abbia mai letto. Fu così che mi innamorai del suo umorismo surreale e della sua poetica lovecraftiana.

Mi scuso per i moderatori per il caps lock, ma faccio direttamente copia e incolla e di certo non lo sto a riscrivere in caratteri minuscoli:

 

Cita

SENTIVO L'ASFALTO FREMERE SOTTO LE RUOTE, E LA LIMOUSINE CHE MACINAVA LA A6 UN CHILOMETRO ALLA VOLTA.

ERA AUTUNNO.

IL RUMORE DEL TERGICRISTALLO CONFERIVA UN RITMO SINCOPATO ALLA TRAFILA DEI MIEI PENSIERI, MENTRE ATTRAVERSO IL FINESTRINO GUARDAVO LA CAMPAGNA LIGURE SCORRERE VELOCE E DEFORMATA DALLA PIOGGIA.

E POI VIDI UN NOME SU UN CARTELLO AUTOSTRADALE, UN NOME QUALSIASI DI UN PAESE QUALSIASI DELL'ENTROTERRA SAVONESE, MA CHE PER ME ERA UNA LAMA AFFILATA SU UNA VECCHIA CICATRICE.

LA TENTAZIONE DI IGNORARLO E QUELLA DI SEGUIRE IL MIO ISTINTO COMBATTERONO DENTRO DI ME PER UN LUNGHISSIMO ISTANTE, MA NON CI FU NULLA DA FARE.

"ADOLFO, PRENDI LA PROSSIMA USCITA."

L'AUTISTA GUARDÒ PERPLESSO NELLO SPECCHIETTO RETROVISORE: "DOTTOR FAZIO, DOBBIAMO ESSERE A MILANO ALLE SEI E SIAMO GIÀ IN RITARDO DI UN'ORA."

"NON PREOCCUPARTI, DOPO DARÒ UN COLPO DI TELEFONO A CAMPO DALL'ORTO."

LA LUNGA LIMOUSINE SI ARRAMPICÒ GOFFAMENTE SU QUELLE CONTORTE STRADINE DI COLLINA. MI FECI LASCIARE DA ADOLFO APPENA FUORI L'ABITATO, CON LA PROMESSA CHE NON AVREI FATTO TROPPO TARDI.

AD ECCEZIONE DI UN PAIO DI ANZIANE SIGNORE CHE CHIACCHIERAVANO SU UNA PANCHINA, LE STRADE PAREVANO DESERTE.

AVEVA SMESSO DI PIOVERE DA POCO, E FECI FATICA AD EVITARE LE POZZE CHE SI ERANO FORMATE TRA I GRADINI SCONNESSI DEL VECCHIO SAGRATO.

ENTRAI NELLA CHIESA. L'INTERNO ERA APPENA ILLUMINATO DALLA LUCE DELLE CANDELE. UNA GIOVANE RAGAZZA MI PASSÒ DI FIANCO USCENDO DAL CONFESSIONALE, SALUTANDOMI DISTRATTAMENTE CON UN CENNO DEL CAPO.

SCOSTAI LA TENDA, ED ENTRAI.

DA DIETRO LA GRATA DI MOGANO SENTII UNA VECCHIA VOCE SCACCIARE IL CATARRO DALLA GOLA: "NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO... DIMMI PURE FIGLIOLO..."

"SONO VENUTO A CHIEDERE IL PERDONO DI DIO, PADRE GIANNI. IL PERDONO PER UN PECCATO CHE ABBIAMO COMMESSO MOLTO TEMPO FA, IO E LEI INSIEME."

IL RESPIRO PESANTE DEL PRETE SI FERMÒ: "FABIO?"

"SONO IO, PADRE."

VIDI CHE ALZAVA LO SGUARDO, CERCANDO DI SCRUTARE I MIEI LINEAMENTI ATTRAVERSO LA GRATA.

"COSA CI FAI QUI? SEI VENUTO A CREARMI PROBLEMI? SAI QUANTO TEMPO È PASSATO?"

"NON HO ALCUNA INTENZIONE DI SMUOVERE LE ACQUE. MA IN QUESTO POSTO HO LASCIATO DEI PEZZI DI ME STESSO. VORREI PROVARE A TROVARNE QUALCUNO."

LA RISATA GRACCHIANTE DEL VECCHIO PRETE RIMBOMBÒ FRA LE NAVATE DELLA CHIESA: "HAI DELLE BELLE PRETESE, FABIO. PENSI CHE DIO QUA ABBIA FERMATO IL TEMPO IN ATTESA CHE TORNASSI? DI QUEL PRELATO CONTRO CUI HAI COVATO RANCORE IN TUTTI QUESTI ANNI NON È RIMASTO NULLA. E LO STESSO VALE PER IL RESTO. VAI. VAI A FARTI UN GIRO, E DIMMI QUANTI DI QUEI PEZZI RIESCI A RITROVARE."

USCII DALLA CHIESA CON L'AMARO IN GOLA.

LA VIA PRINCIPALE, QUELLA CHE PORTAVA ALLA PIAZZA, ERA PIENA DI SARACINESCHE ABBASSATE: "VENDESI", "CESSIONE ATTIVITÀ", "CHIUSO PER FERIE", "CHIUSO PER SEMPRE".

QUASI TUTTI GLI SCURI DELLE CASE ERANO SERRATI.

POI SCORSI, IN FONDO ALLA STRADA, UN'INSEGNA FAMILIARE. E AFFRETTAI IL PASSO.

ENTRAI NEL NEGOZIO: DIETRO IL BANCONE C'ERA UN UOMO SULLA QUARANTINA, DAI TRATTI MEDIORENTALI.

MI GUARDAI ATTORNO: "PIERO DOV'È?"

L'UOMO MI SQUADRÒ: "LEI È QUELLO DELLA TELEVISIONE VERO? DI QUEL PROGRAMMA... CHE CLIMA CHE FA."

"CHE TEMPO CHE FA... SENTA, MI SA DIRE DOV'È PIERO?"

"PIERO È MORTO CINQUE ANNI FA, SIGNOR FAZIO. IO LAVORAVO PER LUI. NON AVEVA FIGLI E MI HA LASCIATO L'ATTIVITÀ."

MI MORSI LE LABBRA: "BENE, HO CAPITO. BUONA GIORNATA."

"LO SO COSA STA PENSANDO, SA. MA IO NON C'ENTRO NIENTE. IO, ABDELKARIM BEN AMMAR, NON SONO CHE UN MINUSCOLO INGRANAGGIO NEL COMPLESSO MECCANISMO SOCIOANTROPOLOGICO GLOBALE CHE CI HA PORTATI A QUESTO PUNTO. LA COLPA È SUA, E DELLA GENTE COME LEI, SIGNOR FAZIO. È TROPPO TARDI PER TORNARE INDIETRO ORA. QUESTE ROVINE LE HA CREATE LEI QUANDO HA DECISO DI ANDARSENE: LA GENTE COME ME HA SEMPLICEMENTE RIEMPITO IL VUOTO. ED È POI COSÌ IMPORTANTE, ALLA FINE? CI PENSI, FAZIO, SONO PIÙ IMPORTANTI I SUOI PROGRAMMI TELEVISIVI, LA SUA FAMA, IL SUO SUCCESSO, O QUESTO MONDO CHE MORIVA ALLE SUE SPALLE? NON FACCIA IL ROMANTICO. SE FOSSE PER QUESTI DISCORSI STAREMMO ANCORA A INGROPPARCI TRA CUGINI IN QUALCHE GROTTA DEL ca**o. È GIUSTO COSÌ. NON HA SENSO COMBATTERE CONTRO LA REALTÀ. MA SA CHE COSA HA SENSO? ASSAGGIARE IL MIO PESTO FRESCO. LO FACCIO CON INGREDIENTI LOCALI, PROPRIO COME FACEVA PIERO."

L'UOMO MI PORSE UN BARATTOLINO E UN PEZZETTO DI PANE. TOCCIAI IL PANE NEL BARATTOLO, E ASSAGGIAI IL PESTO.

ERA VERO: AVEVA LO STESSO SAPORE DI QUELLO DI PIERO, LE STESSE SFUMATURE, GLI STESSI RICORDI. E PERÒ C'ERA QUALCOSA IN PIÙ...

"SCUSI MA COM'È CHE QUESTO PESTO SA DI ca**o?"

LENTAMENTE, I LINEAMENTI ARABI DI ABDELKARIM LASCIARONO POSTO AL GHIGNO PIENO DI ODIO DEL VILE EZIO GREGGIO.

"SEI FINITO FABIO. DENTRO QUEL PESTO C'ERA UN LETALE VELENO CHE HO CONFEZIONATO PERSONALMENTE COI SOGNI INFRANTI DI MILLE BAMBINI FILIPPINI."

SENTII LA TESTA LEGGERA, E CADDI A TERRA. ATTRAVERSO LE PALPABRE SOCCHIUSE VIDI GREGGIO AVVICINARSI AL MIO CORPO ESANGUE.

POI UDII UN COLPO SECCO.

QUANDO RIAPRII GLI OCCHI, GREGGIO STAVA STRISCIANDO VIA NELLA SUA FORMA DI TRICHECO INFERNALE, CON UNA FRECCIA CONFICCATA NELLA SPALLA: "NON FINISCE QUI FABIO, VERRÀ IL GIORNO IN CUI ASSAGGERÒ LA TUA SUCCOSA MELASSA."

DI FIANCO A ME C'ERA PIERGIORGIO, CON LA SUA BALESTRA ANCORA FUMANTE.

"GRAZIE AMICO MIO!"

"NON RINGRAZIARE ME, RINGRAZIA ADOLFO. È STATO LUI AD AVVERTIRMI."

MI AIUTÒ A RIALZARMI.

"CHE C'È FABIO, TI VEDO SCOSSO..."

"NON LO SO... NON LO SO VECCHIO MIO... LE PAROLE DEL MALIGNO EZIO MI HANNO FATTO PENSARE. E SE AVESSE RAGIONE? VALE LA PENA COMBATTERE LA REALTÀ?"

PIERGIORGIO MI DIEDE UNA PACCA SULLA SPALLA: "STAI SCHERZANDO, FABIO? LA VITA È FATTA APPOSTA PER COMBATTERE CONTRO LA REALTÀ. SE NON COMBATTI CONTRO LA REALTÀ SEI UN MONGOLO."

 

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