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Maya

George R. R. Martin è davvero un bravo scrittore?

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21 hours fa, Lyra Stark dice:

il fatto che non riesca a scrivere un finale può capitare a uno scrittore (disorganizzato) e di certo poi ne inficia la qualità. 

 

Secondo me, però, in questa riflessione c'è un vizio di fondo: ASOIAF non è l'unica opera di Martin. Probabilmente è la più nota, ma non è l'unica. Come ha ricordato @Euron Gioiagrigia e prima di lui anche @Timett figlio di Timett, ce ne sono molte altre, alcune validissime. Io non le ho lette, ma voglio fidarmi del loro giudizio (anche perché non sono i soli a sostenerlo :yeah:). 

 

La riflessione "non sei riuscito a tenere le fila del discorso e a chiudere al storia, ergo sei bravo a creare mondi e personaggi, ma non a definire la struttura, intrecciare la vicenda ecc." la potrei (forse) capire se ASOIAF fosse il suo unico lavoro. In questo senso, si potrebbe parlare di "promessa non mantenuta" (che si usa anche per tutti quelli che portano a casa un successo e poi... fine). Se, però, prima e dopo ha messo insieme diversi libri buoni o anche molto buoni, sinceramente non regge al fine di stabilire perentoriamente che non sia un valido scrittore e un serio professionista.

 

Possiamo definirlo "antipatico" e aggiungerlo al nutrito gruppo di personaggi famosi che sono tutt'altro che gentili con i fan, se proprio vogliamo. Possiamo sentirci delusi o arrabbiati. In parte lo sono anche io, soprattutto perché penso abbia svenduto la sua opera che è poi stata "massacrata" dai due scribacchini di HBO. :ehmmm:

Tanto per fare un esempio, però, Baggio non ha smesso di essere un campione quando ha "ciccato" clamorosamente un rigore decisivo ai Mondiali del 1994, né gli hanno ritirato il Pallone d'Oro. Eppure ha mancato in uno dei momenti più cruciali della sua carriera.

Ci sono personaggi pubblici, attori famosi e ultra premiati che hanno fama di essere tutt'altro che gentili e affabili con i fan Non è un atteggiamento gradevole, né molto professionale, ma nulla toglie alle loro qualità artistiche.

 

In questa discussione, secondo me, il giudizio rispetto alla persona non dovrebbe influenzare quello sulle sue capacità artistiche.

 

 

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Io non penso che la capacità di rientrare nelle scadenze abbia a che vedere con la qualità artistica o che il processo creativo si possa ridurre a "trova la quadra adesso, altrimenti non ne uscirai mai più nella tua vita". Ci sono persone che passano l'intera vita a scrivere un romanzo, facendone varie versioni e cambiando spesso idea, prendendosi lunghe pause e facendolo maturare nel cassetto, quasi fosse un vino da invecchiare, poi lo pubblicano ed escono capolavori. Ritmi e scadenze sono una questione editoriale. Con ciò non voglio dire che Martin sia una vittima del sistema, se scegli di scrivere un libro a puntate devi stare saper stare al gioco. Ma i tempi lunghi non sono per forza indice di una scrittura negativa, semmai di scarsa professionalità. Anche ammesso che non sappia come mandare avanti la trama (il che è tutto da dimostrare), non è detto che non possa poi trovare l'ispirazione, perché la fantasia di uno scrittore è qualcosa di imprevedibile.

Sulla prolissità di AFFC-ADWD: io ho trovato prolisso ACOK, specialmente i capitoli ad Approdo del Re e le discussioni sulla fedeltà dei Kettleblack (nella mia mente pensavo "A chi importa?"), poi sono arrivata ad ASOS e tutto aveva un senso.

E il Tyrion di ADWD è per me un personaggio più interessante del Tyrion di AGOT, che in alcuni frangenti avrei preso volentieri a schiaffi.

Poi de gustibus

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2 hours fa, Maya dice:

La riflessione "non sei riuscito a tenere le fila del discorso e a chiudere al storia, ergo sei bravo a creare mondi e personaggi, ma non a definire la struttura, intrecciare la vicenda ecc." la potrei (forse) capire se ASOIAF fosse il suo unico lavoro. In questo senso, si potrebbe parlare di "promessa non mantenuta" (che si usa anche per tutti quelli che portano a casa un successo e poi... fine). Se, però, prima e dopo ha messo insieme diversi libri buoni o anche molto buoni, sinceramente non regge al fine di stabilire perentoriamente che non sia un valido scrittore e un serio professionista.

Appunto come ho detto evidentemente a lui è congeniale la forma del racconto breve, ma certo se quella che dovrebbe essere la tua opera magna (credo che Asoiaf si possa definire tale o sbaglio? Di sicuro credo che Martin ci tenga e la sua fama è legata soprattutto a quello) e sulla quale hai speso tanto del tuo tempo va avanti o meglio non va avanti da anni, rischiando di non procedere proprio, significa che qualche problema a gestirla lo hai.

Non vedo perchè continuare a cercare chissà quale giustificazione o alibi. I problemi di gestione ci sono punto. Resta da vedere se saranno superati o no. Nel secondo caso risultato grande buco nell'acqua e dimostrazione che un'opera di una tale portata non la sai gestire. Non è mica facile né una cosa da tutti. 

Poi capisco che ai fan di serie A scocci sentir dire certe cose di quello che secondo loro è il top della categoria, ma che TWOW sia fermo da anni non me lo invento mica io, è un dato di fatto. 

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23 hours fa, Maya dice:

 

Secondo me, però, in questa riflessione c'è un vizio di fondo: ASOIAF non è l'unica opera di Martin. Probabilmente è la più nota, ma non è l'unica. Come ha ricordato @Euron Gioiagrigia e prima di lui anche @Timett figlio di Timett, ce ne sono molte altre, alcune validissime. Io non le ho lette, ma voglio fidarmi del loro giudizio (anche perché non sono i soli a sostenerlo :yeah:).

Visto che mi tirate in ballo :unsure: My two cents: é difficilissimo valutare uno scrittore che ha scritto pagine importanti in tanti generi diversi (scifi, horror, fantasy) avendo a disposizione solo un' opera.

Secondo me dovreste leggervi ALMENO il suo romanzo di esordio The Dying Light, poi Windhaven, il suo successo commerciale pre-Cronache Fevre Dream e last but not least la novella Sandkings per avere un giudizio a 360°.

Non voglio fare lo snob, ma visto che siete sul forum si presume, che almeno le Cronache vi siano piaciute. Ecco, io darei allo zione un' altra chance con almeno uno dei titoli elencati.

 

Per me la incredibile forza di Martin é quella di potersi immedesimare nei personaggi e di fare affondare nella storia e nell'ambientazione il lettore come nessun' altro. I PoV di Sansa, sono quelli di una bambina presuntuosa, quelli di Cat di una bacchettona bigotta, quelli di Jaime di un bullo prepotente. Martin non ti fa vedere la sua storia, ti ci butta proprio dentro.

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Giusto, dimenticavo Fevre Dream, romanzo che divorai in pochi giorni. Sicuramente un'opera di alto livello.

Tuttavia, Martin rimarrà alla storia solo se finirà ASOIAF. Altrimenti verrà ricordato solo come un buono scrittore, come ce ne sono stati tanti.

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Il 18/4/2020 at 18:14, Timett figlio di Timett dice:

é difficilissimo valutare uno scrittore che ha scritto pagine importanti in tanti generi diversi (scifi, horror, fantasy) avendo a disposizione solo un' opera.

Be tanto diversi non sono... alla fine appartengono tutti alla letteratura di intrattenimento di tipo fantastico. 

Comunque personalmente se sono sul forum è proprio per approfondire meglio il fenomeno ASOIAF non tanto Martin (anche perchè i generi in cui pare eccellere horror e scifi non mi piacciono e infatti già le digressioni a tema horror in ASOIAF mi fanno storcere il naso), ma il mio giudizio è parecchio peggiorato negli anni :ehmmm: 

@Euron Gioiagrigia come ho sempre sostenuto secondo me rimarrà di più nella storia se ASOIAF non lo finisce, sarà in questo caso un vero fenomeno letterario con scene di isteria di massa, un unicum nella storia della letteratura moderna. O meglio per un po' di tempo, non vedo gli estremi per un perdurare sul lunghissimo periodo. Non tanto per causa di Martin, ma perchè ormai la società è iperveloce e ipersatura quindi tutto passa abbastanza in fretta.

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No, non credo. Senza ADOS sbiadirà con il tempo, e rimarrà solo il ricordo di ciò che avrebbe potuto essere.

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3 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:

e rimarrà solo il ricordo di ciò che avrebbe potuto essere.

 

Appunto, rimarrà scolpito nella memoria proprio per questo. Aver lavorato per vent'anni e rotti ad una saga letteraria che ha poi sbrodolato facendosi distrarre da una miriade di altre cose. Non il tipo di ricordo che vorrebbe avere, senza dubbio, ma ugualmente indelebile.

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Se così fosse, sarebbe una saga infamata più che famosa.

Io non capisco, gli costerebbe così tanto lasciare gli appunti pronti per un eventuale erede pronto a raccoglierne l'eredità, come fece Jordan? Anche questo contribuisce ad un giudizio negativo nei suoi confronti.

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Ecco su questo mi sento quasi addirittura di difenderlo: da autore non deve essere facile pensare che altri scriveranno il finale di ciò a cui hai lavorato per una vita e chissà in che modo, sicuramente mai come lo avresti fatto tu. Al massimo potrebbe lasciare non so, una serie di appunti da divulgare ai lettori giusto per far capire come sarebbe stato il finale e risolvere gli enigmi principali. Ma su questo ha già risolto in parte con la serie, quindi se vogliamo una specie di eredità l'ha lasciata (o almeno avrebbe dovuto farlo).

 

Comunque sia sempre secondo me lasciare un non finale è anche un modo per non scontentare i lettori e mantenere la loro fidelizzazione alla saga, perchè così ognuno potrà continuare a credere che erano vere le proprie aspettative, ed è molto meglio che leggere un finale, magari scadente, che le sconfessa totalmente. In questo modo accontenterebbe tutti.

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Qui tu dici che non scrive il finale di proposito, per far contenti tutti? Mi risulta difficile da credere.

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20 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:

o non capisco, gli costerebbe così tanto lasciare gli appunti pronti per un eventuale erede pronto a raccoglierne l'eredità, come fece Jordan? Anche questo contribuisce ad un giudizio negativo nei suoi confronti.

 

Che non abbia appunti pronti da lasciare in eredità è una supposizione. Per quanto sia uno scenario possibile, giudicarlo negativamente oggi in questo senso mi pare azzardato. :ehmmm: 

 

56 minutes fa, Lyra Stark dice:

Comunque sia sempre secondo me lasciare un non finale è anche un modo per non scontentare i lettori e mantenere la loro fidelizzazione alla saga, perchè così ognuno potrà continuare a credere che erano vere le proprie aspettative, ed è molto meglio che leggere un finale, magari scadente, che le sconfessa totalmente. In questo modo accontenterebbe tutti.

 

Sinceramente gli unici che accontenta con questa strategia sono i produttori di fan-fiction ispirate ad ASOIAF che possono così immaginare un finale a propria misura. :ehmmm:Per tutti gli altri è tutt'altro che appagante e, anzi, mi sembra piuttosto frustrante. Insomma, se la fidelizzazione è il suo obiettivo, lo sta perseguendo davvero molto male. :stralol:

 

Il rischio di un finale scadente che sconfessa totalmente un romanzo esiste sempre, ma è una cosa talmente soggettiva... Io potrei trovare del tutto insoddisfacente un finale che per te invece assolutamente perfetto. Nessun finale, invece, semplicemente scontenta tutti (o quasi).

 

Infine, questo eccessivo timore del giudizio dei lettori... boh! In generale, se hai questa paura non inizi proprio a scrivere, o meglio, non rendi pubblico quello che scrivi. Chiaramente l'opinione di chi legge è importante. Tuttavia, soprattutto a certi livelli, il giudizio più importante è quello dello stesso autore. Martin ha sempre detto che in ogni caso sarà il "suo finale", vale a dire quello che soddisferà prima di tutti lui stesso. Ad alcuni lettori piacerà da impazzire. Altri lo disprezzeranno. Altri, forse i più, resteranno indifferenti e, dopo tanta attesa, magari anche delusi. E' il risvolto della medaglia quando si creano grandi aspettative.

 

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28 minutes fa, Maya dice:

 

Che non abbia appunti pronti da lasciare in eredità è una supposizione. Per quanto sia uno scenario possibile, giudicarlo negativamente oggi in questo senso mi pare azzardato. :ehmmm: 

 

 

Non è una supposizione: George ha più volte affermato che non lascerà alcun appunto, perchè rifiuta categoricamente che qualcuno finisca la sua opera nel caso lui la lasci incompiuta.

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Non lo sapevo. Mi pare una scelta piuttosto sciocca perché vorrà dire che prima o poi qualcuno la finirà al suo posto come non vorrebbe lui. :ehmmm:

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E' sempre stato gelosissimo della sua opera: ha pure vietato le fanfiction.

Per me è però comprensibile che uno scrittore che abbia dedicato 30 anni ad un'opera, che "viva" in quel mondo e con quei personaggi, non voglia che sia qualcun altro a scrivere la sua storia. Dal suo punto di vista, ovviamente.

Ma anche da lettore, leggere qualcosa che non venga dalla mente del creatore originale, che conosce nell'intimo personaggi e mondo, ha davvero poco senso. Se, come probabile, non riuscirà a completare la sua opera, sarà davvero un peccato e una roba da imprecazioni, ma leggere il racconto fatto da qualcun altro non è certamente un'alternativa che mi piace.

Peraltro, una volta che Martin ha vietato esplicitamente di non completare la sua opera, dubito che uno degli scrittori bravi e famosi che potrebbero finirla forse degnamente, si screditi andando contro il suo volere.

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