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Oathkeeper

His Dark Materials - la serie tv

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Ho atteso trepidante l'uscita di questa serie, adattamento dell'omonima trilogia di romanzi di P. Pullman, letta e amata da ragazzina.

 

La prima stagione racconta le vicende che corrispondono al primo libro della trilogia, "La bussola d'oro".

In un mondo parallelo simile al nostro, nel Jordan college di Oxford vive l'orfana Lyra Belaqua, ospitata dagli studiosi su richiesta dello zio Lord Asriel, noto ricercatore. La particolarità di questo mondo è che tutte le persone possiedono un daimon, una creatura in forma animale che non è altro che un'estensione della persona, come se fosse la materializzazione della sua anima.

Un giorno Lyra assiste di nascosto ad un incontro tra lo zio e i professori del college in cui Lord Asriel rivela la sua intenzione di partire per una spedizione scientifica nell'Artico per studiare un curioso fenomeno astronomico che chiama "polvere". Gli studiosi accettano malvolentieri di finanziarlo perché la questione della polvere è un argomento considerato eretico dall'autorità politica di quel mondo, una sorta di totalitarismo religioso a cui capo c'è il Magisterium.

In città cominciano a sparire bambini e quando scompare anche un bambino dei gyziani, nomadi che vivono su barche esplorando i fiumi del paese, questi decidono che è arrivato il momento di prendere in mano la situazione e indagare loro stessi sui rapimenti, dato che l'autorità sembra disinteressata a cercare bambini poveri o reietti.

Lyra viene coinvolta nella situazione quando anche il suo amico Roger viene rapito e nel frattempo lascia il college e viene affidata alla Sig.ra Coulter, che collabora con il Magisterium, con la promessa di partire con lei per l'Artico in funzione di sua assistente.

 

Non voglio raccontare altro, anche se le sinossi in rete spiegano molte più cose.

Dico solo che la serie tratta temi delicati come la religione, il libero arbitrio, l'amicizia, il sacrificio, e lo fa pescando molto dalla mitologia gnostica.

 

I libri sono molto belli e sono felice che la serie gli abbia reso giustizia.

Il racconto è fedelissimo, il cast azzeccato, gli effetti speciali ottimi.

 

Nel cast James Mc Avoy interpreta Lord Asriel e una bravissima Ruth Wilson, oltre che un paio di personaggi a noi noti...

 

Lo consiglio vivamente se non lo avete ancora visto, la versione in italiano è uscita da pochi giorni su Sky Atlantic.

 

Spero che vi piaccia a che si possa parlarne in questo thread perché secondo me la trama offre ottimi spunti di discussione su vari temi, soprattutto lo farà dalla seconda stagione...

 

 

 

 

 

 

 

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Sono incerto se vedermi la serie tv senza aver letto i libri. Allo stesso tempo sono incerto se leggermi i libri: tutti dicono che il primo sia meraviglioso ma che la saga decada moltissimo dal secondo. @Oathkeeper tu sai dirmi qualcosa?

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Per quel che vale, io non sono d'accordo, i libri mi sembrano di livello omogeneo (e a memoria forse mi è piaciuto di più il secondo) :unsure:

Ma ammetto che non ho amato moltissimo questa serie.

 

Quanto alla serie TV, probabilmente per questo non mi attrae tantissimo; però se avessi tempo ( e no, non ce l'ho :unsure:) una possibilità comunque gliela darei.

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A me è piaciuta molto la prima parte di stagione, poi le ultime puntate, quelle contenenti gli eventi più importanti, le ho trovate a tratti un po' pesanti e senza la giusta enfasi nei punti cruciali (a mio avviso, resi molto meglio nella versione cinematografica).

 

In particolare ho trovato debole

tutto il racconto inerente al ragazzo nel nostro universo, con una trama abbastanza confusa che non chiarisce bene, forse per i troppi andirivieni con la trama di Lyra, perchè il personaggio del Magisterium sia sulle sue tracce.

 

Sicuramente guarderò le prossime stagioni per vedere come prosegue la storia, visto che io ero rimasta appunto al film quindi non conosco il finale :)

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46 minutes fa, Euron Gioiagrigia dice:

Sono incerto se vedermi la serie tv senza aver letto i libri. Allo stesso tempo sono incerto se leggermi i libri: tutti dicono che il primo sia meraviglioso ma che la saga decada moltissimo dal secondo. @Oathkeeper tu sai dirmi qualcosa?

 

Come per tutto, sono gusti. A me è piaciuto il primo ma il secondo mi ha catturata definitivamente, forse perché la storia si apre a ventaglio proprio da lì e si chiariscono molte cose. Il terzo libro forse fin troppo veloce, ma questo libro è di per se una fiaba potentissima nel contenuto e nel messaggio  di cui ai tempi (avevo forse 14 anni quando l'ho letta) non ho che sfiorato la comprensione.

 

@ryer Dalla seconda stagione si capirà tutto, comunque il personaggio in questione nei libri viene presentato solo dal secondo volume, non so sinceramente perché abbiano anticipato la sua presenza, forse cercavano di far capire prima come fosse collegato a Lyra.

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essendo una serie tv hanno fatto bene, altrimenti non avrebbero dovuto mostrare lyra all'inizio della seconda stagione prima di introdurre l'arco di will, visto che lei

Spoiler

appare nel secondo libro subito insieme a lui

 

il secondo libro è quello con le scene piu intense a mio parere, salvo per un certo viaggio presente nel terzo...

 

questa prima stagione è splendida in ogni caso, forse due o tre eventi potevano essere mostrati meglio(l'ho scritto anche nella discussione generale delle serie), ma introduce benissimo le tematiche che poi continueranno a espandersi con i libri successivi...

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Ho visto le prime due puntate di questa serie e mi sono piaciute ,oltretutto ricordo perfettamente il film tratto dagli stessi libri, La bussola d’oro anche esso ben fatto e fruibile proprio in periodo natalizio .

La storia è raccontata molto bene e mi sono piaciute le ambientazioni ,Oxford in particolare che sembra proprio la scuola di magia di Harry Potter .

La protagonista è molto brava ma tutto il cast è all’altezza .

Deliziosi i daimon che se ho capito bene sentono e sono le emozioni delle persone che li posseggono e infatti nei bambini essi non hanno la forma definitiva di animale che assumeranno quando i loro padroni diverranno adulti .

 

La lotta tra il daimon di Lyra che si trasforma più volte e la scimmia rossa ( la padrona è molto vanitosa e anche gelosa come una scimmia ) daimon della Sig.Coulter che ha progetti strani su Lyra ,è molto trascinante.

Certamente è una serie da vedere e metabolizzare soprattutto per quello che adombra nel mondo che racconta .

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Io sono in attesa di recuperarla, anche perché c'è una certa questione di affinità onomastica :blink:

Come avevo già detto il film uscito all'epoca non era affatto male, tuttavia una serie garantisce maggiore possibilità di esplorare e approfondire il materiale che è di una certa complessità.

Comunque i libri personalmente non li ho graditi perché un po' troppo pseudofilosofici metafisici, per questioni di materia insomma, ma comunque l'ambientazione creata è molto innovativa (a te @Euron Gioiagrigia che interessa il World building potrebbero piacere sotto questo punto di vista), oltre al fatto che sono scritti bene.

Certo dal secondo in poi la vicenda si complica non poco con un notevole approfondimento della tematica "pseudofilosofica" di fondo e tutta l'introduzione della questione

Spoiler

dei diversi mondi/piani di realtà non saprei come definire

, motivo per cui possono apparire più noiosi. 

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Però se leggi il primo va da sé che poi ti viene voglia di sapere come continua... anche se per dire la mia trilogia l'ho regalata alla biblioteca XD 

Ecco magari non so se valga la pena proprio comprarli, se hai occasione prendilo a prestito ^^"

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27 minutes fa, Euron Gioiagrigia dice:

Il fatto è che le recensioni su Amazon del secondo e terzo libro mi hanno smontato.

 

Io ormai le recensioni sui libri e giochi di Amazon non le leggo più, tanto non corrispondono mai alle mie :stralol:

Però se il primo ti è piaciuto non capisco perché non leggere almeno il secondo, così vedi da te...

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Visti gli episodi uno e due.

Primo approccio con questo mondo, non avendo avuto modo di leggere il materiale cartaceo.

 

Impressioni per ora molto positive, soprattutto per il contrasto ideologico tra il doversi concatenare a ciò che è reale, tangibile e razionale, e al contempo un tipo di fantasy che è tale perché prova a bilanciare tale assunto con l'introiettarsi di una narrazione e di figure votate all'utilizzo di meccaniche di immaginazione. Per quanto il fantasticare sia spesso un elemento considerato dissociativo, esso è un processo che in vero facilita l'elasticità di pensiero e rende possibile allineare la mente in contesti plurimi, disciplinandola proprio al ragionamento stesso e alla possibilità di giungere alle destinazioni più realistiche e logiche.

 

Questo sottofondo è già percettibile dalla protagonista. In Lyra la logica e l'immaginazione si amalgamano in un rispettabile modus vivendi. I suoi sensi sono perennemente allarmati, la sua mente è già affilata e capace di analizzare gli elementi con cui essa entra in contatto, eppure ciò non le basta. Il suo Io è avvolto dalla curiosità, dalla sete di conoscenza, dall'amore per ciò che è peculiare e diverso. L'ignoto diviene quindi un costrutto per nulla invasivo, ma una destinazione morale e personale. E' il primo singulto della conoscenza, un propulsore di disciplina che lascia anche da parte l'etico. Assistiamo ad una personalità estroversa e vivace, non tracotante, ma precoce e rivendicativa. Ella non vuole scappare da una situazione repressiva, ma solo liberarsi a livello interiore, muoversi verso il dinamismo della scoperta e di ciò che essa comporti.

 

Lo stesso mondo proposto mi appare decisamente accurato ed enfatico di determinati contrasti. Metafisico, ma parimenti scientifico e indagatore. Non magia stessa, ma possibilità dell'uomo attraverso le scelte verso ciò che è inusuale. E poi il carisma delle figure in gioco è pulsante e percettibile, specialmente quello dell'ambigua Mrs.Coulter, simulacro di violenza e fragilità, capace di esercitare tanto un fare metodico quanto una resa di autocontrollo, dietro le affascinanti e coinvolgenti espressioni di Ruth Wilson, già famosa per le stesse in Luther.

 

La trama è introduttiva e accattivante, ma lo sono più le dinamiche interpersonali che vengono portate avanti. Il come fuoriesca la verità nell'episodio 2 è ad esempio l'esplosione di un raffinato susseguirsi emotivo, che riesce ad essere tali in indubbia credibilità e riscontro.

 

Ancora presto per emettere giudizi decisivi, ma proseguirò senza dubbio la visione.

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«Into this wild abyss,
The womb of nature and perhaps her grave,
Of neither sea, nor shore, nor air, nor fire,
But all these in their pregnant causes mixed
Confusedly, and which thus must ever fight,
Unless the almighty maker them ordain
His dark materials to create more worlds,
Into this wild abyss the wary fiend
Stood on the brink of hell and looked a while,
Pondering his voyage...»

J. Milton -  Paradise lost

 

 

Ho già accennato come Philip Pullman abbia impregnato la sua opera di riferimenti gnostici e mitologici.

Vorrei quindi affrontare uno dei temi centrali della serie, come dei romanzi, che è la figura del Daimon.

 

E' palese come, per la costruzione di queste creature, Pullman si sia ispirato al mito di Er, che Platone narra in "La Repubblica". (Sono certa che il nostro caro @JonSnow; potrà darci il suo prezioso contributo in merito)

Per la versione completa potete leggere il mito sui mille siti web che lo riportano, a partire da Wikipedia, di cui lascio il link

https://it.wikipedia.org/wiki/Mito_di_Er

 

In breve, secondo il mito il daimon sarebbe una specie di genio tutelare che viene assegnato ad ogni anima prima di incarnarsi, da Lachesi, una delle Moire, e il suo compito è di guida e guardiano per tutta la durata della vita di una persona.

Poiché ogni anima, al momento dell'incarnazione, è costretta a bere dalle acque dell'oblio del fiume Amelete e si dimentica così di se stessa, ecco che il ruolo del daimon risulta fondamentale per mantenere la persona incarnata sulla Via del destino prescelto. Il daimon è quindi quella voce interiore che ci sussurra le decisioni da prendere per compiere il fato, ma è anche l'incarnazione delle nostre doti, virtù e potenzialità, strumenti da riscoprire in vita e utilizzare per la nostra evoluzione.

 

Nella tradizione indiana il daimon potremmo paragonarlo al Dharma, poiché il concetto è lo stesso. Il Dharma è il Destino Divino, la stella sotto cui siamo nati e compiere questo fato è lo Scopo Ultimo di ogni essere umano, il motivo per cui siamo su questa terra.

Inutile dire che è un compito non facile, chiunque di noi può ben dire che spesso non ascoltiamo questa voce perché troppo impegnati a compiere il Dharma altrui, a percorrere la Via che altri hanno scelto per noi, i genitori, i compagni, i figli. Non ascoltiamo perché spaventati dalle opportunità che quella voce ci offre, dall'ignoto in cui buttarsi, dall'impegno che esige, dall'integrità che impone. Non ascoltiamo perché siamo sempre così pieni di dubbi...

 

Nelle Oscure Materie, il daimon non è un'entità energetica invisibile e riservata ma si incarna parallelamente all'uomo e assume le sembianze di un animale totem.

Il daimon in principio può mutare forma facilmente, così come mutano le pelli e gli umori dei bambini finché non iniziano a sviluppare un proprio Ego. A quel punto i mutamenti del daimon diventano sempre più rari, fino a stabilizzarsi in un'unica forma.

L'animale finale incarna il carattere, le inclinazioni e la personalità dell'essere umano a cui è legato da un vincolo invisibile ma potentissimo. Difatti nessun umano può allontanarsi dal suo daimon più di pochi metri ed è un grandissimo tabù toccare il daimon altrui, mentre è consentito toccarsi tra daimon. 

Questa scelta narrativa è interessante perché in effetti è impossibile pensarsi separati dal proprio Dharma, così come è impossibile per noi concepire di violare gli altri in modo così intimo (e nessuno lo concederebbe a un altro) da toccare le nostre profondità.

Questo tabù e le conseguenze del romperlo avranno un ruolo fondamentale nel racconto, quindi non ve lo spoilero, così come lo avrà la Polvere, su cui mi piacerebbe soffermarmi più avanti.

 

E' interessante anche che daimon è un termine greco che significa "essere divino" e il termine viene mantenuto nella versione italiana dell'opera, mentre in inglese viene tradotto con "daemon" che per noi significa demone e ha un'accezione negativa.

Tuttavia bisogna tenere presente che i nostri demoni sono i nostri baratri interiori, cioè tutto ciò che teniamo celato al mondo ma anche a noi stessi, mentre nel mondo di Lyra questo non è possibile. Il daimon è una figura in carne ed ossa e ciascuno può valutare gli altri in base al daimon con cui si accompagna.

 

Più avanti nella serie verrà affrontato anche il tema della solitudine di noi umani che abbiamo il nostro daimon nascosto dentro, mentre nel mondo di Lyra non si è mai soli fino alla morte.

 

Mi piacerebbe andare oltre ma vi rovinerei la visione e le sorprese che questa serie riserva.

 

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