Jump to content
JonSnow;

ASOIAF/GoT Music Challenge On The Wall.

Recommended Posts

Giorno 6 - Brandon Stark:  

 

Nell'individuare un brano che indentificasse quella che è la figura ed il ruolo di Brandon Stark, mi sono chiesta quale aspetto del piccolo lord inquadrare.

Mi sono chiesta quale fosse il momento, dopo la caduta dalla torre, in cui Bran ha percepito che il suo destino stesse per cambiare, e se, potendo scegliere, egli avrebbe compiuto il suo percorso in ogni caso; il momento in cui Bran lo Spezzato ha incontrato il suo destino ha anche determinato la progressiva ma definitiva perdita delle sua umanità, e mi sono chiesta se ha mai provato rimpianto per tutto ciò che ha lasciato dietro di sé, della sua vita, dei suoi affetti. 

Alla fine, ho scelto un brano abbastanza introspettivo, dove la parte strumentale prevale sul testo, che in questa bellissima e malinconica melodia fa quasi da orpello.

 

I am not the only traveler

who has not repaid his debt

I've been searching for a trail to follow again

Take me back to the night we met.

 

When the night was full of terror

when you had not touched me yet

Take me back to the night we met.

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Giorno 6 - Brandon Stark

 

Oggi sarò breve davvero, per forza maggiore (scrivo dal cellulare e col tutore alla mano destra).

Non sono per niente soddisfatta della mia scelta: ne avevo un' altra che preferivo di molto, ma richiederebbe una lunga spiegazione che non riesco a scrivere.

E allora, canzone che non amo per niente come musica, ma molto come testo:

Dimmi, Tiresia, di Vinicio Capossela (TV Bran)

Dove Tiresia puó essere un' immagine generica per rappresentare la conoscenza, oppure Brynden Tully, il precedente Corvo A Tre Occhi.

E il tema centrale é una domanda:

quanto pesa la conoscenza?

 

Quanto mi cambierà? Quanto mi costerà; quanto mi sottrarrá di me stesso, della mia vita?

E quanto mi allontanerà da quello che una volta era il mio mondo; da coloro che amo?

Perché "la conoscenza é distanza che separa". Dagli altri. Dal loro amore per me. Dal mio per loro.

Da me stesso, dall' essere umano che si chiamava Bran e che mi verrà tolto di dosso, come un abito che poi sarà gettato nella spazzatura e bruciato. Diverró un contenitore e una funzione, ma non sarò più me stesso, un individuo, un essere umano..

E allora, sarò tutto... ma non sarò più nulla.

 

Dimmi Tiresia
Dal regno dove mai nessuno si è recato
Versami il sangue
Scavami
un buco per sbirciare tra il mio destino e il Fato
Bevi il mio sangue
Che porti alla memoria la coscienza di chi ero e sono stato
Ma è meglio sapere o non sapere
Aver la conoscenza
Sapere o non sapere
Quello che poi mi sporcherà?

Dimmi Tiresia
Affido a te il mio viaggio
Alla tua sentenza

Sapere o non sapere
Dimmi Tiresia
Quali stratagemmi dovrò ordire
In quale forma mi dovrò nascondere
Dimmi Tiresia
Ma è meglio sapere o non sapere
E non poter più credere?
Sapere e poi dovere
Portare fino in fondo il compito?
Dimmi Tiresia
E' duro profetare
La conoscenza è distanza che separa
La fatica di conoscere
E' più grande fatica di essere creduti?

Dimmi Tiresia
Tu che dimentichi e ricordi e poi dimentichi
E così purifichi
A che mi servirà sapere
Saper il mio destino come già deve compiersi
E poi non esser più creduto dai compagni
Soltanto dai segni nei sogni
 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
7 hours fa, Figlia dell' estate dice:

GIORNATA 6: BRAN STARK

Per Bran ho scelto Zankoku na tenshi no these, meglio nota come A Cruel Angel Thesis, la sigla di Evangelion.

Ma grande!! 

 

Giorno 6: Bran Stark

Con oggi iniziano i veri problemi perche per un po' di personaggi a seguire non so bene cosa scegliere.

Per Bran ho pensato a questo brano, un po' per omaggiare il mio musical preferito e un po' per il one day I'll fly away e anche perchè mi fa pensare al Bran onirico visionario post caduta.

 

 

follow the night
Can't stand the light
When will will I begin
My life again?
 
One day I'll fly away
Leave your love to yesterday
What more can your love do fot me?
When will love be through with me?
Why live life from dream to dream
And dread the day when dreaming ends

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sono rimasta indietro :ehmmm:

 

Giorno 5: Arya Stark

Prendo spunto dalla fine di Arya/Serie che ho trovato perfetta per lei. 

 

Giorno 6: Bran Stark

 

Con lui è facile, i Blind Guardian gli hanno dedicato un'intera canzone!

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ma prego! E' un gruppo che mi piace tantissimo e che mi ha fatto conoscere mio marito. C'è un'altra canzone loro dedicata ad un personaggio delle Cronache (O comunque ad un gruppo di personaggi) e penso che la metterò a tempo debito.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Giorno 7 - Rickon Stark

 

Sempre più impossibilitata a scrivere, mi porto avanti approfittando della mezzanotte appena passata, che mi pone nel giorno di Rickon. 

Scusate se potrò a stento motivare la mia scelta. Allora, per necessita di cose, niente analisi e approfondimenti:  mi limiterò ad uno stato d' animo.

Tralascio book- Rickon, personaggio che in Asoiaf é forse destinato ad un suo interessante sviluppo - i nomi dei Metalupi sono sempre attinenti alla personalità del loro riferimento umano, e "Cagnaccio" significherà sicuramente molto- ma ne é in attesa da anni, sospeso in un limbo da cui chissà se lo vedremo mai riemergere. Quindi, mi baso sul personaggio in GOT. Dove lo abbiamo visto transitare direttamente dal candore dell' infanzia all' orrore di una morte crudele, compiaciuta e gratuita, mentre era appena adolescente. Oltre a questo, nulla sappiamo di lui.

 

Che immagini mi sono rimaste, di questo character, allora? La reazione viscerale, passionale, forse autodistruttiva di Jon, nell' impossibile ma necessario tentativo di salvarlo: su questo ci sarebbero mille suggestioni; ma riguardano Jon, non lui. Dall' altra parte, la corsa inutile di un ragazzo senza via di scampo che cerca di sfuggire ad una morte già scritta. Un ragazzo di cui non conosciamo altro che quella corsa, quella manciata di secondi, quel totalizzante desiderio di sopravvivere e altrettanto totalizzante terrore. Ed é straniante, trovarsi a riannodare questa scena e questo ragazzo al ricordo di un bambino. Un bambino a cui l' infanzia é stata concessa per troppo poco tempo. Prima ancora della disperata fuga con Osha, quasi dimenticato da una madre totalmente concentrata su un altro figlio forse morente, un attentato dalle dinamiche oscure e uno sposo sempre più in pericolo.

Che cosa avresti potuto fare, Rickon, se fossi vissuto? quali scelte, quali azioni? Chi saresti potuto essere?

Domande la cui risposta é stata cancellata per sempre dalla freccia scagliata da un sadico psicopatico. E poi la guerra é la guerra, cosa vuoi che conti una vita in più o in meno, tantopiù se é quella di un ragazzo.

 

E allora, la sensazione che associo a Rickon é il grido silenzioso di una totalizzante, ingiusta, affranta tristezza. Senza parole. Perche ogni volta che la morte strappa un fiore prima ancora che sia sbocciato potresti parlare per ore, oppure arrenderti al fatto che le parole, in certi casi, non sono nulla. Che non c' é nulla da dire, solo un assordante silenzio.

 

E allora, Rickon per me é un brano strumentale.  Nessuna parola: soltanto dolore.

Un dolore lento, ampio; un dolore che si allarga riempiendo tutto lo spazio. E una musica che nello stesso tempo ti sovrasta e ti avvolge, ti preme addosso, ti si serra intorno alla gola, ti schiaccia. Con un tema che ricorre continuamente, sempre uguale e sempre nuovo, come un grumo di sofferenza a cui non puoi smettere di pensare nemmeno per un momento. E cala dall' alto, sorge dalla terra; é sopra di te, intorno a te, in te, ovunque. Un brano che spesso, con il ritornare continuo di quel tema portante, assume l' inesorabilità maestosa, ampia, lenta quanto imponente ed inevitabile, di un requiem. Ma nello stesso tempo, é un brano abbastanza dolce per abbracciare e cullare un bambino privato dell' infanzia, della sicurezza, degli affetti, di un focolare, della possibilità di crescere con la propria famiglia, di tutto. O un ragazzo appena uscito dall' infanzia di cui apparentemente sappiamo poco o nulla, ma collegando con una linea  i due punti, quello in cui l' avevamo lasciato e quello in cui lo ritroviamo, possiamo immaginare una storia di fuga, gelo, solitudine, perdita vagabondaggio come selvaggina braccata, nascondigli; e poi la prigionia nelle mani di un pazzo sadico torturatore, in una solitudine ancora più totale e spaventosa; l' uccisione di quel metalupo- e conoscendo Ramsey, non si sarà privato del di divertimento di compierla davanti ai suoi occhi, o almeno mostrargliene la testa staccata dal corpo- che era non solo un affetto, ma anche un emblema, un segno di continuità ed un legame - l' ultimo- con il "branco" Stark; probabilmente un alter ego.

Un bambino che, probabilmente, prima di quella corsa e quella freccia, era già stato ucciso mille volte.

 

Albinoni, Adagio. Hauser.

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Giorno 6 - Bran Stark (ASOIAF)

 

Bran era un ragazzino curioso che amava arrampicarsi per vedere tutto dalla visuale migliore e per dominare la scena vedendone tutti i particolari, anche in prospettiva.Era un cadetto Stark ergo pur avendo la stessa educazione del fratello era destinato ad essere un nobile cavaliere difensore ,almeno in teoria dei deboli.

Dopo essere stato spinto giù dalla torre perché non doveva conoscere certi particolari scabrosi e pericolosi, egli non potrà più camminare ma resta in lui il grande desiderio di essere un cavaliere ,presupposto secondo me della sua nuova vita di corvo a tre occhi

 

Dedico a lui bambino entusiasta della vita I Cavalieri dello Zodiaco

 

 

Per diventare "santi"

Per esser cavalieri

Han sostenuto prove di rara crudeltà

Ma orma-ai è giunto il momento

Chi vincerà-à l'armatura d'oro

Saran scontri sovraumani

Duelli decisivi

Che decideranno chi l'armatura indosserà

è un torneo micidiale

è uno scontro fraticida

...

Sono i cavalieri dello Zodiaco

Hanno nomi importanti

Sono grandi e forti eroi

Tutti decisi a vincere ma solo uno alla fine potrà trionfar

Ma solo uno alla fine potrà trionfar

 

Giorno 6 - Bran Stark (GoT)

 

Sappiamo ,finita la serie,  quale sarà il destino di Bran che diventa  re eletto ma resta condannato a vivere nel passato, conoscendone,anche dolorosamente, ogni particolare in una conoscenza-memoria del mondo che lo opprimerà, gli toglierà il respiro .Egli per questo cerca di distaccarsi da tutto e tutti, di non mostrare empatia perché essa avrebbe un costo emotivo molto alto, ma impegna tutto se stesso nella lotta contro il male,il gelo,l'oscurità.E infatti combatte anche lui per la vittoria mettendosi anche coraggiosamente in gioco quando decide di essere l'esca per incastrare il NK.

Gli dedico

 

Combattente di Fiorella Mannoia 

 

Il tempo ha cucito qualche ferita
e forse tolto anche i miei muscoli
un po’ di elasticità
ma non sottovalutare la mia voglia di lottare
perché è rimasta uguale
non sottovalutare di me niente
sono comunque sempre un combattente


E’ una regola che vale in tutto l’universo
chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
e anche se la paura fa tremare
non ho mai smesso di lottare

Per tutto quello che è giusto
per ogni cosa che ho desiderato
per chi mi ha chiesto aiuto
per chi mi ha veramente amato

 

E’ una regola che cambia tutto l’universo
perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso
e in questa lacrima infinita
c’è tutto il senso della vita
 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sono rimasto indietro. Comincio dal recuperare.

 

Giorno 5 - Arya Stark:

L'anticonformismo.

La ribellione naturale che trova il suo guscio carnale. L'indocile rivendicazione alla vita.

Identità e verità muovono da sempre, a livello concettuale, un'individualità imbattuta nella sua sollevazione, nell'ammutinamento verso un costrutto di regole costituitesi solo come un baratro costrittivo e mai realmente ammaliante. Il lupo, il famelico simbolo di cui immancabilmente ottempererà rinuncia e riconquista, prodigio di uno spirito orgoglioso, incapace di scindersi dal promemoria di quel branco da cui è stata violentemente sradicata; uno strappo tanto forte da far sì che le parti più luminose del suo animo godessero del bacio della penombra.

 

Svariati insegnamenti verranno proposti sul suo cammino, eppure la giovane lupa si limiterà ad assimilare senza mai distogliere la sua persona da un obiettivo che la corrompe e la purifica. Un desiderio di distruzione, un'irriverente e seduttiva pulsione di morte che la anima e che fa sì che i suoi polmoni respirino la salvifica aria dell'attesa. E quanto i suoi occhi hanno dovuto fare i conti con il sapiente discernimento: il dover piegare sé stessa e il suo sguardo alla realtà, esulando da tutto ciò che fosse fallace, risparmiandola ed allontanando dal miserando e arrendevole idealismo. La rivalsa dei propri sensi, l'equilibrio della coscienza.

 

Fatalismo e prosecuzione che s'intersecano al di sotto di ogni ululato, disillusione mai disorientante ma spudoratamente tangibile, utile in un animo divorato dal risentimento che la anima e sospinge, non permettendole libertà alcuna. La sua stessa individualità ardentemente ulula, spiegata nella massima dello sprezzante divenire. Eppure a quell'individualità ella dovrà rinunciare. Il lupo che non è più lupo. Arya Stark che non è più Arya Stark. L'assenza di quell'individualità così passionale e castrante, l'impossibilità di un Ego e di istanze personali, la fitta costituita dall'addio a sé stessa. Per l'ennesima volta il distinguo: nulla è realmente tangibile nella sua apparenza, nemmeno il palesarsi del proprio odio.

 

Perdita, la perdita che è in vero la tessitura strutturale della sua breve esistenza: ogni cosa è perduta; persone, speranze, innocenza, persino la vista, iconica regina tra i suoi acuiti sensi. Infine, l'Identità. Eppure alla fine del tragitto ogni cosa è potentemente recuperata con audacia, sino al palesarsi del suo vero Io, ora riattribuito e ridefinito nella piena consapevolezza di sé e nel retrogusto agrodolce di un'attitudine libertina ma pur sempre fedele a sé stessa, come fosse ella stessa spregiudicato ricordo di un tempo meraviglioso e incerto.

 

Ma una sola cosa ha realmente guidato tutto ciò che Arya Stark ha rappresentato: Vendetta.

Passionale, tormentosa, dilagante e mantrica vendetta.

 

One day

I'll return

The chosen one under God

If there's a judgement only then will I get...

Revenge Revenge Revenge Revenge

 

 

 

 

Giorno 5 - Brandon Stark:

La curiosità; volitiva, pura, immensamente fragile.

L'avventurosità di un Io dinamico, asservito al senso di scoperta, svelato nelle costruzioni ideologiche e fantasiose della sua stessa mente eccezionalmente produttiva, infine imprigionata in un corpo spezzato, altresì destinata a sbiadire negli aloni più oscuri e criptici della conoscenza.

Una conoscenza dilaniante, alienante, spavaldamente possessiva di ogni minima forma di desiderio individuale, senza riguardo alcuno per l'umanità che si cela dietro l'intollerabile peso dell'infinita memoria. Quale dolore più atroce del costante ricordo, dell'impossibilità di dimenticare qualsivoglia circostanza, sino ad arrendersi all'ineluttabile flusso di eventi che animano la sua mente prodigiosa come una danza di pensieri che non ha pause, affannosa e logorante. Il lupo infortunato cessa d'esser tale, oramai confinato nell'oltre, nel limbo a cui nessun uomo dovrebbe mai avere accesso, totalmente dissipato nelle molteplici pelli indossate, nella vacuità di occhi il cui riflesso nulla hanno di umano.

E' l'anamnesi ad essere l'epicentro di un tale miracolo mnemonico, ultimo brivido di una conoscenza ambivalente che lo traghetterà nei recessi più labili e dimenticabili dell'esistenza.

Una conoscenza che lo renderà inamovibile, impenetrabile, indolentemente inesorabile.

Perché Brandon Stark è metamorfismo, è memoria, è conoscenza.

 

Until you find an open door

I build you up to pull you down

Tie you to your feet, and watch you drown

A little bit of knowledge will destroy you

I'll find another skin to wear

 

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Giorno 7 - Rickon Stark

 

Per lui è impossibile esprimersi.

E' semplicemente il lupo nella sua essenza più basilare: irrazionale, profondamente selvaggio, ferale e delirante, arrabbiato, aggressivo, rassicurante nella sua bestialità inalterata, che reclama il proprio nutrimento. Pertanto una melodia adrenalinica, parimenti distruttiva e ricolma d'ira.

 

I can feel the animal within

I chain the beast crawling inside myself

I hear the call of violence

I sleep no more and I can't

I've lost it all

It's no longer human, it's a beast, a merciful, ferocious, fearless

I feed the wolf

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Giorno 7 - Rickon Stark

 

Come giustamente dice @JonSnow;, Rickon è il vero lupo feroce di casa Stark. L'aspetto selvaggio, feroce e libero dalle convenzioni sociali emerge in lui in modo preponderante, per quello che si è potuto vedere. Spero proprio che con Rickon si abbia la transizione da "lupo gentile" (Ned Stark) a "lupo selvaggio" come i vecchi Re del Nord. Il dubbio è rappresentato dalla sua precoce dipartita in GoT, ma credo che i veri piani di Giorgione siano diversi.

Per questo mi sento di dire che la canzone più adeguata a Rickon sia questa:

 

Disturbed - The Animal

Share this post


Link to post
Share on other sites


Giorno 7- Rickon Stark (ASOIAF)

Di Rickon sappiamo che soffre moltissimo per la morte del padre e per la lontananza dalla madre ,del resto era il più piccolo della cucciolata Stark , era un piccolo selvaggio come il suo metalupo ,ma aveva un sacco di doti da mostrare ,improvvisamente tutto gli crolla addosso ed egli diventa una 

 

Candle in the Wind-Elton John 

 

 

 

Come una candela al vento
che non sapeva mai a chi aggrapparsi
quando cominciava a piovere
e avrei voluto conoscerti...

La solitudine era dura da sopportare
 

Giorno 7-Rickon Stark (GoT)
Funere Mersit acerbo 

O tu che dormi là su la fiorita 
Collina tosca, e ti sta il padre a canto;
Non hai tra l'erbe del sepolcro udita 
Pur ora una gentil voce di pianto ?

 

e il modo ancor ci offende

 

Muore giovane chi è caro agli dei ,ma la morte di Rickon è un sadico gioco di un violento che però conoscerà il giorno del giudizio in cui pagherà un prezzo bestiale degno delle sue azioni 

 


«Giorno d'ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e di oscurità, giorno di squilli di tromba e d'allarme sulle fortezze e sulle torri d'angolo.»

Ho scelto il Dies Irae di Giuseppe Verdi anche per poter al meglio esprimere la rabbia e l’orrore del fratello Jon che fa di tutto per salvarlo (mentre una sorella non degna neanche di uno sguardo il cadavere martoriato di un bambino innocente ,orrore degli orrori pensando solo a vendicare se stessa ) e che di fronte alla  sua morte quasi impazzisce di dolore  e si lancia contro la cavalleria Bolton come se cercasse una morte rapida e benevola che ne alleviasse l’orrore per l’evento crudele ,perché fatto passare come un gioco dilettevole di caccia all’animale da parte di un animale inferiore , Ramsay Bolton che ne traeva godimento idiota .E per inciso questa reazione di Jon ,emotiva al massimo ed incontrollata ci spiega meglio di ogni altra cosa chi è Jon Snow dopo la sua rinascita :un essere umano degno di stima e rispetto,sempre e ovunque ed in ogni circostanza .Assolutamente non un eroe freddo ,determinato ,troppo controllato ,tantomeno un calcolatore arrivista e ambizioso a tutti i costi .E per questo tra gli Stark sarà colui che avrà il destino più dolce e malinconico.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Interessante come, su Rickon, stiano emergendo due filoni di lettura diametralmente opposti. Ma, per la mia modestissima opinione, l' origine di questo (fermo restando che ognuno può dare la lettura che vede e sente, sono tutte ugualmente valide e stimolanti) l' ha focalizzata @Iceandfire, distinguendo nettamente book R. e show R.. Perché le potenzialità del primo e l' epilogo del secondo li rendono quasi due personaggi diversi. O perlomeno, indicano direzioni (in avanti, di sviluppo, in ASOIAF, e,all' indietro, di storia pregressa cosí come la possiamo immaginare, non disgiunta da una certa "pucciositá" della sua figura infantile), completamente diverse. In ASOIAF, forse (è sarebbe bellissimo), Lupo per eccellenza, selvaggio e primordiale. In GOT, agnello.

Sacrificale. L' ennesimo. 

Share this post


Link to post
Share on other sites

7. Rickon Stark 


Povero Rickon, il più sfigato degli Stark. Davvero ingrato come personaggio. Personalmente la frequente associazione con la feralità mi ha sempre lasciato perplessa. Dopotutto si tratta di un bambinello che alla sua età è ancora preda di comportamenti ed emozioni nella loro forma meno filtrata.
La sua figura mi suscita invece un'immensa tristezza, fin da quando si appende alle gambe di Robb per avere un po' di considerazione. Pertanto mi trasmette compassione e soprattutto tenerezza. Nella serie hanno voluto inserire la bella scena di commiato da Bran che è la prima che mi viene in mente quando penso a Rickon.

Seguendo la mia vena romantica gli dedico una canzone con le parole che la sua famiglia avrebbe dovuto dirgli almeno una volta ma che, invece, sembra tutti fossero troppo impegnati a fare altro per trasmettergli, ovviamente scevra delle connotazioni romantiche di sorta.
Vivaddio almeno Jon all'ultimo fa quello che qualunque fratello (a parte Sansa ovviamente) dovrebbe fare: dimostra di tenere a lui.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


×
×
  • Create New...