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Euron Gioiagrigia

Evoluzione socioeconomica di Westeros?

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Una monarchia assoluta, centralizzata, "a la 1500-1600", non è tanto plausibile secondo me.

 

Ricordiamoci che Westeros è un continente enorme, vuoto e spopolato, grande come il sudamerica ma con una popolazione di non più di 30-50 milioni di abitanti.

L'Inghilterra Elisabettiana  era grande 1/20 e aveva una 1/10 della popolazione, un pelo diverso da gestire.

Idem lo shogunato giapponese.

 

E' impossibile che in questo contesto si affermi un governo accentratore e che sia in grado di esautorare i vari centri di potere locali.

 

Primo, i viaggi e gli spostamenti (su distanze immense) si basano su tecnologie molto datate. La tecnologia navale è ancora molto scarsotta, il sistema di strade è abbastanza scadente, il commercio e i traffici molto tenui.

Secondo, non si sono ancora affermate le tecnologie d'assedio tali da rendere innocue le singole fortezze e castellotti, e che garantiscono la possibilità per il governo centrale di liquidare rapidamente le singole ribellioni/spinte centrifughe. Polvere da sparo, cannoni, possibilità di armare efficacemente un vasto numero di popolani e sopperire alla superiorità della cavalleria corazzata e della "classe guerriera" dei cavalieri ecc.

 

Il fattore unificante di Westeros erano i draghi, che hanno di fatto bypassato il fattore distanze e il fattore incastellamento/superiorità militare assoluta della classe aristocratica.

In questo Martin è stato storicamente "accurato", plausibile.

I draghi e solo i draghi hanno reso possibile l'unificazione di Westeros e l'affermazione di un potere centrale (relativamente) solido.

Una volta spariti i draghi, era inevitabile una progressiva disgregazione e un ritorno a situazioni pre-unitarie (e infatti negli ultimi 30 anni di storia westerosiana si è andati in quella direzione, ribellioni a ritmo crescente, separatismo ecc.).

 

La borghesia mi sembra ancora in fase embrionale, a parte qualche mercante nei grandi porti c'è ben poca roba. Vedo ben pochi capitali e ricchezze al di fuori della casse dei nobili. Le città libere sono duecento anni avanti.

Forse inizierà a svilupparsi qualcosa nel post-guerra dei 5 Re, con gran parte della grande nobiltà sterminata, ma anche qui ci vuole tempo.

 

Quindi secondo me l'evoluzione nel breve-medio termine sarà semplicemente un ritorno alla frammentazione pre-Aegon.

In questo contesto, è tuttavia possibile che alcuni singoli "stati" (quelli più ricchi, tecnologicamente avanzati e connessi con le vie mercantili) sviluppino in qualche decennio/secolo una rivoluzione in senso "elisabettiano/moderno". Le terre degli hightower secondo me sono le più indicate per questo "salto", forse l'altopiano nel suo complesso, le terre della corona e Approdo del Re, forse la valle. Gli altri li vedo ancora troppo sfavoriti da condizioni sociali, tecnologiche e geografiche per fare il grande salto. Per non parlare di Westeros nel suo complesso.

 

Questo senza considerare il fattore draghi. Se chi diventa Re detiene quantomeno un drago (o qualche diavoleria magica con effetti analoghi), cambia tutto e Westeros può restare unito ancora a lungo.

 

 

 

 

 

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Sono d'accordo con la tua analisi. Anche a me sembra che al massimo massimo si possa delineare una situazione da tardo medioevo italico, quindi con fine impero romano d'occidente, varie zone frammentate e divise, alcune più avanzate, altre meno, il tutto complicato dalle distanze molto vaste, per lo meno per le zone dall''incollatura in su che sono difficilmente gestibili da un potere centrale localizzato a Sud.

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Da notare anche l'assenza dalla narrazione di corporazioni di arti e mestieri, che dovrebbero "aiutare" a spostare l'egemonia economica dalle mani degli aristocratici a quelle della nascente borghesia. L'unica gilda che viene nominata mi pare che sia quella dei piromanti, ma più come riferimento a un generico gruppo. Correggetemi se sbaglio o ricordo male. 

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Sospetto anche per analogia con alcuni giochi di ruolo dove appunto esistono le gilde e solitamente sono occupate in attività annesse a magia o pseudoscienza, es. la gilda dei Witcher :blink:

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15 minutes fa, Jacaerys Velaryon dice:

In realtà mi pare di ricordare che le vie di King's Landing prendano nome da delle gilde, però si tratta di cenni marginali.

anche a me pare di ricordare ciò

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Topic molto interessante ma secondo me vedere una forte ascesa della classe borghese alla fine di tutto sarà piuttosto complicato anche perché lo vedrei possibile solo con un ampio azzeramento di molte famiglie nobili ( banalmente le stesse appendici dei libri per quanto riguarda Westeros ci hanno sempre mostrato una struttura feudale in cui i protagonisti sono i nobili/cavalieri, anche varys e Illyrio pur non essendo dei lord come gli altri non li considero borghesi anche perché se le teorie blackfyre sono vere come pare anche loro si inseriscono nella classe nobiliare, l unico personaggio di peso che sembra seguire le logiche della classe borghese e' Ditocorto ma non lo vedo vivo alla fine della storia ). Per quanto riguarda un eventuale monarchia assoluta la vedrei possibile solo eliminando il sistema dei lord protettori e con un unico esercito nazionale che risponde al re. Comunque penso che al termine del prossimo libro sarà possibile avere una visione più chiara sulle effettive possibilità di un radicale cambiamento socio-economico, considerando la situazione delle famiglie nobili più importanti. Per quanto riguarda poi l' alternativa unificazione/disgregazione del continente secondo me le due principali istituzioni del sud ( il Credo dei sette e la Cittadella ) subiranno contraccolpi e sono curioso di vedere se ciò possa favorire o meno una riaffermazione in certe zone del continente delle vecchie credenze 

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si anche secondo me per passare alla monarchia assoluta è necessario abolire il sistema dei lord protettori o quanto meno modificarlo

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Una sorta di Rinnovamento Meiji di Westeros, ma è possibile con la tecnologia medioevale? Ipotizzando che Sansa diventi  regina e Tyrion il suo primo cavaliere, hanno i mezzi culturali sufficienti per comprendere la necessità del cambiamento ? forse il cambiamento si verificherà spontaneamente perché i signori feudali saranno estremamente indeboliti e dovranno accettare le riforme.

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Cersei ha diversi incontri e cene con i rappresentanti delle gilde dei mercanti e nelle descrizioni di Approdo del re e di Vecchia città si fa espresso riferimento alle (riccamente ornate) sedi delle gilde, se ci sarà una rivalsa della borghesia è perché è già lì pronta ed organizzata.

La corona ha già forti caratteri assolutisti, quello che manca è la marginalizzazione della classe nobiliare, cosa che potrebbe aiutare tantissimo con le distanze: se al lord protettore che governa "le sue terre per diritto di nascita" può saltargli in testa di secedere ed indossare la corona dei suoi avi, il governatore di nomina regia potrebbe essere molto più controllabile, meglio ancora se si trattasse di 3-4-5 prefetti messi a capo di "circoscrizioni tributarie" che vengano a svolgere di fatto le stesse funzioni del lord protettore, lasciando quest'ultima come un titolo vuoto con cui pavoneggiarsi ma niente più.

Il vero problema è il tempo, ciò di cui parliamo è storicamente avvenuto progressivamente nel corso di secoli e per quanto un apocalisse di ghiaccio possa accelerare le tempistiche penso che vedremo la fase preliminare di questa evoluzione,  sia chiaro sempre che ci sia.

 

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La cosa più simile alla borghesia credo siano i magistri delle città libere, i quali a differenza dei ricchi mercanti di Westeros hanno dei veri ruoli di potere. 

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Una fonte esterna con un'analisi divertente (ATTENZIONE SPOILER fa riferimenti alla SERIE TV) anche se su Essos, non su Westeros.

 

Potremmo provare ad applicare lo stesso metodo :blink:

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