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Spagna:Sì ai matrimoni gay


Ser Garlan Tyrell

il vostro parere a riguardo...  

117 members have voted

  1. 1. il vostro parere a riguardo...

    • Sì al matrimonio gay - sì all'adozione per le coppie gay
      25
    • Sì al matrimonio gay - no all'adozione per le coppie gay
      50
    • No al matrimonio gay - no all'adozione per le coppie gay
      39


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In base al tuo discorso, allora, alle elezioni, chi ha ottenuto l'1% dei voti deve avere diritto allo stesso numero di poltrone di chi ha avuto il restante 99%, se no c'è una discriminazione. Non diciamo ca***te, và

A parte che io non ho mai detto una simile cosa, forse un po' piú di rispetto (e di attenzione nella lettura dei messaggi degli altri, giusto per non attribuirgli cose che mai hanno detto) non guasterebbe: tu hai parlato di dare piú diritti, io ho fatto notare che accettare un'unione civile di omosessuali non significa dargli piú diritti della famiglia, ma al massimo parificarli (nemmeno: non potrebbero adottare figli, per esempio). Il discorso che tu hai portato è stato "Non è giusto che abbiano piú diritti", ma nel caso che tanto contesti non ne avrebbero di piú, anzi ne avrebbero di meno. Quindi cadi in contraddizione: da una parte "non devono avere piú diritti", dall'altra "non devono avere questo anche se non gli darebbe piú diritti".

 

 

La famiglia classica non rappresenta un valore esclusivo dei cattolici. E' un valore comune anche a tutte le altre principali religioni presenti in Italia: ci si identificano il 98% dei residenti. Parlo in particolar modo degli islamici e degli ebrei, ma anche degli asiatici (in tutte le loro fedi, la Famiglia è un pilastro irrinunciabile)

A parte che, come detto, uno stato laico non deve risentire dei culti presenti sul suo territorio, e che aspetto ancora le basi per quei numeri, se sono cosí tanti avranno votato partiti cattolici, se hanno votato partiti cattolici allora in parlamento la legge non passerà.

 

 

Non esiste proprio che per soddisfare un misero 2% dei cittadini, un Governo si spinga ad insultare l' unico valore capace di tenere unite le coscienze di tutto il restante 98%, una volta tanto, al di là di qualsiasi differenza di veduta

Ripeto: su cosa basi queste percentuali? Dal tuo 98% dovresti togliere tutti quelli che sono catalogati cristiani unicamente perché battezzati, anche se non lo sono, tutti i cattolici che si dicono d'accordo con tali unioni omosessuali, plausibilmente i mussulmani (essendo poligami, potrebbero sentirsi insultati da una famiglia monogama), ecc. 98%? Dubito.

 

 

Il senso morale della maggioranza della popolazione non può né deve mai essere ignorato. Non è questione di "dittatura": non siamo in Israele o nel mondo arabo, dove se non sei ciò che devi, sei morto. La questione è che PRIMA viene la maggioranza, e POI vengono le minoranze. Se c'è compatibilità di vedute, ok. Se non c'è, è giusto che prevalga la maggioranza

Ancora, ripeto: «che le persone che si dicono cattoliche siano quella percentuale è una cosa, ma quanti lo sarebbero effettivamente? E come si fa a dire che tutte sarebbero disturbate da quella legge? Anche su questo forum non pochi cattolici si sono detti favorevoli, quindi...». Resto in attesa di risposte, le percentuali da te date al momento non solo sono infondate, ma sembrerebbero dare contro a tutte le persone che (1) non sono religiose, e (2) sarebbero d'accordo con tale legge.

 

 

Ho i fatti. [...] non s'è mai sentito di magistrati che abbiano anche solo multato uno qualsiasi di quei giornali per una qual si voglia vignetta [...] Per non parlare degli articoli [...] S'è mai sentito di disordini, di campagne mediatiche, di cortei contro qualcuna di queste vignette o di questi articoli? [...] Ed ecco che improvvisamente, coloro che offendono i Cattolici per passatempo, giusto per il piacere di offendere ed umiliare, facendo a gara a chi è più offensivo, immediatamente si sono trasformati nei paladini del "dovere morale di difendere le religioni e rispettarne i valori"

Di nuovo, ripeto: "Che dati hai, denunce effettive, per sostenerlo?". Se chi si sente insultato non denuncia, non vedo il punto di lamentarsi che i magistrati non puniscono: prima serve la denuncia. E se questa non c'è non è colpa dei magistrati.

E poi, cosa c'entrano i cortei, il trasformismo di certa gente, con i magistrati? Non hai fornito dati, dalla tua non hai, almeno per quanto hai detto, i fatti: i fatti possono essere che la gente non si indigna quando il cattolicesimo è insultato, ma questo non significa che un magistrato dietro denuncia non penalizzerebbe chi, andando contro la legge, insultasse un cattolico.

 

 

Evidentemente, in questo Forum, si parla di "discriminazione" solo quando non è rivolta al Cattolicesimo. Evidentemente, l' idea per cui "un cattolico non è una persona" ha messo radici anche qui. Come cittadino, MI VERGOGNO di vivere in un Paese dove si parla di Democrazia solo quando fa comodo, e di discriminazione solo quando fa piacere

Anche visto che sono accuse decisamente pesanti, vorrei che portassi i messaggi su cui basi tali affermazioni. Perché non è stato detto, né sostenuto, né penso che gli intervenuti, o almeno la loro maggioranza, pensino cose simili, men che meno è stato detto che un cattolico non sia una persona. Simili cose non sono state dette, sei pregato di non attribuirle a persone che non solo non le hanno scritto, ma nemmeno le pensano. Anche perché soprattutto se si parla tanto di rispetto, l'atteggiamento da te preso non è esattamente rispettoso. È tanto difficile discutere senza distorcere o insultare le idee degli altri, le persone con cui si discute?

 

 

proibendo la pubblicazione di qualsiasi articolo o vignetta lesiva della dignita dei cattolici

Lo stato avrebbe questo dovere? Direi di no, anzi esattamente il contrario, altrimenti il diritto alla libertà di pensiero e di parola dove vanno a finire? A fronte di denunce eventualmente potrà valutare, ma a fronte di denunce, non con una censura a priori. E giusto per evitare altri fraintendimenti, con questo non voglio dire che i cattolici siano da discriminare, applico lo stesso ragionamento a ogni confessione: ma se gli insulti verso le altre fedi sono state legalmente perseguite a fronte di una denuncia, allora a fronte di analoga denuncia gli insulti verso la fede cattolica devono essere legalmente perseguiti.

 

 

Se si eleva il PACS ad una sorta di "matrimonio", si danneggia la posizione sociale della famiglia, e quindi si reca offesa a tutti coloro che ritengono la Famiglia il fondamento della società. Non è più solo il 65% della popolazione, corrispondente ai cattolici. E' il 98% della popolazione

A parte che di nuovo ti chiedo le basi per simili percentuali, visto che ancora le dai, ma non le fondi su nulla (e, come detto, i cattolici effettivi quanti sono?), allora i cattolici non dovrebbero considerare famiglia coloro che si sposino senza voler avere figli; anche a loro via le tutele legali?

Inoltre, la "sorta di 'matrimonio'" sarebbe a livello legale giuridico civile, non religioso: perché i fedeli dovrebbero ritenersi offesi se due omosessuali hanno parte dei loro diritti legali e civili? Capirei se lo stato dicesse "Chiesa, devi sposare anche gli omosessuali", ma non lo fa. Ripeto, potresti dirmi dove le Sacre Scritture si direbbero contro a unioni civili di omosessuali, alla concessione a loro di diritti civili analoghi a quelli delle famiglie normali? Perché se non c'è nelle Sacre Scritture, allora non ne vedo la base, è solo omofobia.

 

 

i cattolici, più i cristiani d'altre confessioni, più ebrei, più musulmani, più altri culti meno diffusi, per i quali la Famiglia resta comunque un valore morale assoluto

E immagino che la "bassa" percentuale di divorzi lo dimostri... non mi pare molto assoluto :D

Abbiamo una separazione ogni 3,9 matrimoni e un divorzio ogni 7,66 nel 2002, con un aumento del 52,2% di separazioni e del 54,7% di divorzi dal 1995 al 2002 - fonte ISTAT. Dov'è l'assolutezza?

Prima parentesi: per i mussulmani la famiglia potrà anche essere un valore morale assoluto, ma è una famiglia diversa dalla nostra, poligama piuttosto che monogama; quindi su che basi dici che difenderebbero la nostra concezione di famiglia?

Seconda parentesi: se una famiglia su 3,9 si separa, dando contro ai valori cattolici, allora con che logica può ancora dirsi contro i PACS per difendere la sacralità della famiglia, sacralità che lui stesso ha dissacrato? Perché uno su 3,9 è circa il 25,6%, cui si aggiungono i divorzi. Ma cento meno 25,6 fa 74,4 (e non stiamo considerando i divorzi), non 98, il che mi pare un'ulteriore base contro al fatto che il 98% delle persone possa dirsi scandalizzato da una simile legge per motivi religiosi di sacralità della famiglia, il dato mi pare quantomeno esagerato.

 

 

Ma arrivare a definire la "coppia di fatto" come "paritaria alla famiglia naturale" è una vera propria offesa ai valori morali su cui si basano, non solo le fedi, ma anche la società civile. Un obrobrio

De gustibus, faccio solamente notare che quella normale è la famiglia naturale secondo te. Oppure tutti gli animali che monogami non sono, che ogni anno cambiano compagno, che hanno piú compagni, non sono famiglie naturali? Riterrei che una cosa presente in natura è, di fatto, naturale.

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Beh, fondamentalmente mi piacerebbe quali sono i diritti che la Chiesa Cattolica possiede in più delle altre confessione, e in particolare se con tali diritti la morale cattolica (non l'istituzione Chiesa) deve essere considerata privilegiata dall'Italia.

 

Guarda,i diritti e i privilegi son veramente parecchi e riguardano molteplici aspetti,da quello economico,artistico fino ad arrivare a quello morale,che mi sembra quello a cui sei più interessato e che tratterò più da vicino.Nel testo concordatario si ritrovano frasi molto forti al riguardo:

art. 2 comma 1:La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica.Nei commi successivi dello stesso si vanno a configurare anche una serie di privilegi spettanti al culto cattolico "automaticamente".

art. 6 La Repubblica italiana riconosce come giorni festivi tutte le domeniche e le altre festività religiose determinate d’intesa tra le parti.

art. 8 comma 1: Sono riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni contratti secondo le norme del diritto canonico, a condizione che l’atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale. Subito dopo la celebrazione, il parroco o il suo delegato spiegherà ai contraenti gli effetti civili del matrimonio, dando lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi, e redigerà quindi, in doppio originale, l’atto di matrimonio, nel quale potranno essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite secondo la legge civile.

art. 9 comma1 La Repubblica italiana, in conformità al principio della libertà della scuola e dell’insegnamento e nei termini previsti dalla propria Costituzione, garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione. A tali scuole che ottengano la parità è assicurata piena libertà ed ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali, anche per quanto concerne l’esame di Stato.

comma 2 (attenzione perchè questo è fondamentale) La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado. [...].

Per altri privilegi,ne cito alcuni:libertà di organizzazione sul territorio,"gli ecclesiastici non sono tenuti a dare a magistrati o ad altra autorità informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero",per quanto riguarda i luoghi di culto cattolici non posson esser nè requisiti,nè espropriati nè occupati e sempre in merito,spetta all'autorità civile costruire nuovi luoghi di culto qualora la popolazione en sentisse l'esigenza,l'amministrazione dei beni soggetta alle norme del diritto canonico e altre normative per i beni culturali e artistici.

 

Dal punto di vista economico-fiscale inoltre,la Chiesa Cattolica che è portatrice della morale cattolica,gode di diversi privilegi.Ne cito alcuni:con riferimento alle norme concordatarie,il più evidente è di sicuro l'8 per mille nato inizialmente con l'intento di mantenimento dei sacerdoti (prima era lo stato che doveva provvedere allo stesso);il cosiddetto "fondo per la costituzione di edifici legati al culto";la deducibilità fiscale per le donazioni alla chiesa cattolica;il finanziamento pubblico diretto alla chiesa cattolica.Sulla base delle stesse,in questi ultimi anni se ne son aggiunti altri,ad esempio il tanto dibattuto il finanziamento pubblico a scuole private cattoliche (ricorod che per le altre confessioni ai sensi dell'art 33 della costituzione è garantita la libertà di porre in essere istituti educativi,ma senza onere per la collettività) et simila.

 

 

Penso sia difficile fare un distinguo tra "morale cattolica" e "chiesa cattolica",nel senso che son due facce delle stessa medaglia:quando non lo è direttamente,la morale è privilegiata inquanto figlia della chiesa >)

 

Spero di essere stato esauriente,tuttavia ho tralasciato gli articoli della costituzione che pongono in essere dei distinguo su certi temi per quanto riguarda la religione cattolica-diritti.Tutto questo comunque è strattamente collegato a quanto ho espresso nel post precedente (chiesa cattolica unica tra le confessioni ad essere costituzionalmente riconosciuta "sovrana e indipendente" etc etc)

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Oppure tutti gli animali che monogami non sono, che ogni anno cambiano compagno, che hanno piú compagni, non sono famiglie naturali? Riterrei che una cosa presente in natura è, di fatto, naturale.

Solo una piccola cosa...non abusiamo del termine naturale....perchè se spingiamo la libertà basandoci sul concetto del naturale fra un pò madri e figli si possono sposare,sorelle e fratelli,perfino i pedofili potrebbero dire che dopotutto è naturale che la differenza di età non conta...dopotutto in natura c'è..vi basta pensare ai gatti,senza contare che naturali sono molte cose...anche l'omicidio diventa una cosa "naturale",la violenza stessa è naturale....tutto si può basare su questo.

Solo un piccolo Ot riflessivo anche se collegato con la discussione..........

Attenzione a non cadere negli eccessi catalogonado tutto come naturale..non siamo animali,o almeno siamo un pò più evoluti....il fatto che una cosa sia presente in natura non vuol dire che sia giusta e fattibile anche per l'uomo.

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Solo una piccola cosa...non abusiamo del termine naturale....perchè se spingiamo la libertà basandoci sul concetto del naturale fra un pò madri e figli si possono sposare,sorelle e fratelli,perfino i pedofili potrebbero dire che dopotutto è naturale che la differenza di età non conta

 

Non sto abusando di quel termine, sottolineo solamente che quello che è stato chiamato "famiglia naturale" è naturale quanto (anzi meno, causa il matrimonio) di altre forme di unione; chiarisco solamente una cosa: "naturale" non significa necessariamente "giusto" (inteso come "conforme alla morale umana [di una determinata cultura/società]"). Inoltre, attenzione a un fatto: madre e figli non si potrebbero sposare nemmeno sulla base di un discorso "Naturale è giusto", perché il matrimonio è artificiale. Però catalogare come "famiglia naturale" un tipo di unione (oltretutto almeno in parte innaturale, causa matrimonio) come se fosse l'unica, ignorando tutti gli altri tipi che in natura ci sono, significa tralasciare elementi del discorso.

Inoltre, per le cose che hai detto ci possono essere motivazioni di carattere pratico (l'incesto potrebbe causare al figlio danni genetici, per esempio), nel vietare l'unione civile omosessuale che motivazioni analoghe ci sarebbero?

 

 

Attenzione a non cadere negli eccessi catalogonado tutto come naturale..non siamo animali,o almeno siamo un pò più evoluti....il fatto che una cosa sia presente in natura non vuol dire che sia giusta e fattibile anche per l'uomo

 

Infatti non ho detto quello, però il fatto che una cosa sia presente in natura vuol dire che è naturale.

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Credo che il discorso sia estremamente semplice: per non offendere la morale cattolica, coloro che cattolici non sono, o che intendono seguire una formalizzazione cattolica della loro unione, non devono avere diritti.

Se non sbaglio il messaggio di Warin è questo.

 

Quindi la scelta è:

- non offendere la morale cattolica e per questo lasciare a zero i diritti civili di chi cattolico non è

- limitare la morale cattolica alla parte attiva e concedere diritti civili al resto della popolazione

 

Credo che per uno Stato ragionevole la scelta non sia nemmeno da porsi.

Dal momento che i partiti che rappresentano l'idea della famiglia classica non rappresentano il tanto succitato 98 %, ma nemmeno il 70 % (quota dei cattolici nel senso di battezzati), evidentemente ai cittadini italiani l'idea che altri possano godere di diritti civili non fa schifo.

Io lo trovo un segno di maturità.

 

 

 

 

 

 

Ti ringrazio Fra, mi sto facendo un'idea veramente chiara della situazione...

Ti sfrutto ancora una volta: ci sono passaggi del Concordato o di altre leggi in cui si spiega cosa accade nel caso in cui Chiesa e Stato siano in contrasto, tipo laddove alcuni passaggi della morale cattolica siano anticostituzionali oppure, più blandamente, alcune disposizioni della Chiesa siano contro la legge?

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Evidentemente, in questo Forum, si parla di "discriminazione" solo quando non è rivolta al Cattolicesimo. Evidentemente, l' idea per cui "un cattolico non è una persona" ha messo radici anche qui. Come cittadino, MI VERGOGNO di vivere in un Paese dove si parla di Democrazia solo quando fa comodo, e di discriminazione solo quando fa piacere

 

Detta così sembra quasi che sia obbligatorio, dal regolamento del forum, discriminare il cattolicesimo. Ma siccome penso che non intendessi questo, suppongo che tu ti riferisca ad alcuni membri in particolare di questo forum, che pensa che un cattolico non sia una persona... e allora sarebbe carino per queste persone potersi difendere, se tu dicessi chiaramente chi sono ;) Qui si parla un pò di tutto, c'è stata discussione sia sul crocifisso di Ofena che sulle vignette di Maometto, con pareri pro e contro da entrambe le parti, quindi la tua accusa mi sembra assolutamente fuori luogo, e finchè ti riferisci ad un generalizzante Forum e non a delle persone specifiche, anche "discriminante" >)

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... La democrazia si basa su questo: la maggioranza vince. Punto. Se non ti piace, prendi e va a vivere in un paese non democratico. Oppure accetta la realtà e fattene una ragione.

 

Hitler fu eletto con i voti dei tedeschi. A questo punto posso affermare, con piena cognizione di causa, che fu il fautore di un governo estremamente democratico. Purtroppo i sovversivi c'erano anche lì, quindi ci fu gentaccia come Einstein che scelse ugualmente di andare a vivere in paesi totalitari, come gli Stati Uniti. òO

 

 

No luca,purtroppo stavolta son in dissenso con te.Torno a dire che l'Italia dal punto di vista del diritto NON è uno stato laico,come pure non è confessionale nè tantomeno ateo.L'Italia post-concordato dell'84 ai sensi del primo articolo del concordato stesso,è "neutrale" di fronte ad ogni religione,e neutrale non significa affatto laica.Inoltre la stessa costituzione prevede norme differenziate per i rapporti stato-religione cattolica (art 7) e stato-altri culti (art8),oltre alla serie di privilegi riservati esclusivamente alla chiesa romana.Per questi motivi chi oggi parla di "stato laico" per l'Italia sbaglia,almeno dal punto di vista della giurisprudenza.Ragazzi ho appena dato ecclesiastico,su ste cose non sbaglio =P Tutti i massimi esperti d'ecclesiastico son per questa tesi,mica mi invento nulla.

 

Hmm...Ni!òO

Ovvero: l'esame di diritto ecclesiastico l'ho dato, a occhio e croce 4 anni fa, quindi forse non ricordo benissimo le cose, ma su questo punto ricordo che la dottrina non è univoca.òO

Ad ogni modo i privilegi che lo Stato accorda alla Chiesa Cattolica derivano grosso modo dal fatto che la suddetta Chiesa:

- rappresenta la fede più seguita nel territorio italiano;

- si presenta come un'entità unitaria, a differenza di altre religioni (Islam, Buddismo, ecc.);

- ha il suo capo (il Papa), che, a tutti gli effetti, è un capo di stato. Anzi, in quest'ottica il Concordato può essere assimilato, con le dovute precauzioni, al genus dei trattati internazionali.

Il Legislatore perciò, a mio modesto avviso, con la distinzione tra "Chiesa Cattolica" e "altri culti ammessi", non ha voluto fare una scelta in senso "confessionale" (altrimenti tanto sarebbe valso dichiarare il cattolicesimo religione di stato, dichiarazione che nello Statuto Albertino era presente, mentre nella Costituzione Repubblicana non ce n'è traccia), quanto ha voluto dedicare una particolare attenzione alla confessione religiosa a cui appartiene la maggioranza degli italiani, attraverso degli accordi con i suoi massimi esponenti.

Ad ogni modo, nonostante su questo punto dissenta, vorrei farti i complimenti sulla costruzione della tua tesi e sulle teorie che hai citato. Quando c'è da affrontare un discorso con serietà non parli mai a sproposito. :inchino:

 

Infine faccio notare che i "pacs", o come si voglia chiamarli, sarebbero conformi alla stessa Costituzione, e la loro stessa mancata approvazione potrebbe essere anticostituzionale.

Ciò in base all'articolo 10 ("L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.") che impone all'Italia di conformarsi ai trattati di cui si è resa firmataria (una delle norme suddette è proprio questa:"i trattati vanno rispettati."), compresi quelli che vietano qualsiasi discriminazione basata sugli orientamenti sessuali.

 

Attenzione però:in italia non è possibile equiparare i benefici fiscali e tributari riservati dalla costituzione(art 29-30-31) al matrimonio convenzionale con quelli di un'eventuale pacs,a meno di non andar a cozzare con la norma costituzionale stessa.Il dibattito su sto punto direi che è ancora aperto.

 

Qui mi sa che mi hai frainteso. ;)

Volevo fare un riferimento al diritto internazionale. In sostanza, se l'Italia firma un trattato in cui c'è scritto "sono vietate le discriminazioni in base all'orientamento sessuale" e l'Italia continua a praticarle, si rende inadempiente nei confronti degli altri stati firmatari in base al famoso concetto "pacta sunt servanda"(i trattati vanno rispettati), che è una norma di diritto internazionale generalmente riconosciuta (cioè che vale per tutti gli stati). Inoltre, in aggiunta all'inadempimento a livello internazionale, le norme di diritto interno che si pongono in contrasto rispetto al trattato firmato sono passibili di incostituzionalità, per violazione appunto dell'art.10; qui nessuna incertezza, il diritto internazionale è la mia materia... >)

 

son totalmente favorevole all'idea di un contratto (possibilmente di diritto privato) che preveda il riconoscimenti di alcuni diritti alle coppie di fatto,siano esse omosessuali o etero.Stessa cosa vale per altre situazioni ambigue,per esempio la distribuzione di preservativi nei paesi del terzo mondo

 

Ecco altri punti sui quali mi dico pienamente d'accordo. Non un matrimonio, ma un atto giuridico di diritto privato. Non mi stancherò mai di dirlo.

 

La Chiesa Cattolica ha lo stesso diritto di TUTTE le altre Chiese di PRETENDERE ASSOLUTO RISPETTO PER LA PROPRIA FEDE ED I VALORI CHE LA RAPPRESENTANO. Ciò significa che lo Stato deve adoperarsi al fine di impedire qualsiasi tipo di discriminazione ai danni della Santa Sede, dei suoi Rappresentanti, e dei suoi fedeli. Chi offende la Fede cattolica DEVE essere punito esattamente come chi offende qualsiasi altra. E soprattutto, lo Stato ha il DOVERE MORALE di porre fine, immediatamente ed in modo definitivo, a qualsiasi campagna denigratoria in atto sulla pseudo-informazione anti-cristiana, proibendo la pubblicazione di qualsiasi articolo o vignetta lesiva della dignita dei cattolici

 

Occhio. Nel medioevo questa si chiamava Santa Inquisizione.

 

Tra l'altro, il PACS non è assolutamente una necessità: in Italia ci sono già abbastanza strumenti per tutelare le famiglie di fatto.

 

In diritto successorio e in un'ampia gamma di altri campi non direi.

 

Solo una piccola cosa...non abusiamo del termine naturale....perchè se spingiamo la libertà basandoci sul concetto del naturale fra un pò madri e figli si possono sposare,sorelle e fratelli,perfino i pedofili potrebbero dire che dopotutto è naturale che la differenza di età non conta...dopotutto in natura c'è..vi basta pensare ai gatti,senza contare che naturali sono molte cose...anche l'omicidio diventa una cosa "naturale",la violenza stessa è naturale....tutto si può basare su questo.

 

Pienamente d'accordo. Faccio notare anche che nemmeno prendere l'aereo o andare in giro vestiti sono cose "naturali".

 

Cià!

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Hmm...Ni!òO

Ovvero: l'esame di diritto ecclesiastico l'ho dato, a occhio e croce 4 anni fa, quindi forse non ricordo benissimo le cose, ma su questo punto ricordo che la dottrina non è univoca.òO

Ad ogni modo i privilegi che lo Stato accorda alla Chiesa Cattolica derivano grosso modo dal fatto che la suddetta Chiesa:

- rappresenta la fede più seguita nel territorio italiano;

- si presenta come un'entità unitaria, a differenza di altre religioni (Islam, Buddismo, ecc.);

- ha il suo capo (il Papa), che, a tutti gli effetti, è un capo di stato. Anzi, in quest'ottica il Concordato può essere assimilato, con le dovute precauzioni, al genus dei trattati internazionali.

Il Legislatore perciò, a mio modesto avviso, con la distinzione tra "Chiesa Cattolica" e "altri culti ammessi", non ha voluto fare una scelta in senso "confessionale" (altrimenti tanto sarebbe valso dichiarare il cattolicesimo religione di stato, dichiarazione che nello Statuto Albertino era presente, mentre nella Costituzione Repubblicana non ce n'è traccia), quanto ha voluto dedicare una particolare attenzione alla confessione religiosa a cui appartiene la maggioranza degli italiani, attraverso degli accordi con i suoi massimi esponenti.

Ad ogni modo, nonostante su questo punto dissenta, vorrei farti i complimenti sulla costruzione della tua tesi e sulle teorie che hai citato. Quando c'è da affrontare un discorso con serietà non parli mai a sproposito. :inchino:

 

 

Ehehe ti ringrazio per i complimenti finali,anche se non li merito merito =P Un appunto,quella che ho esposto non è la mia tesi,ma quella di D'Avack e Del Giudice che ho avuto modo di approfondire durante il corso ^_^ A me che ci si definisca stato laico o neutrale cambia poco:per legge son riconosciuti privilegi e differenze,son d'accordo quando affermi la "non confessionalità" degli intenti del legislatore e sui motivi per cui tali differenziazioni son state inserite,ma sta di fatto che ci sono.E vengono apllicate,almeno dalla corte costituzionale (ma anche dal csm,vedi Rognoni).

 

 

Qui mi sa che mi hai frainteso. ;)

Volevo fare un riferimento al diritto internazionale. In sostanza, se l'Italia firma un trattato in cui c'è scritto "sono vietate le discriminazioni in base all'orientamento sessuale" e l'Italia continua a praticarle, si rende inadempiente nei confronti degli altri stati firmatari in base al famoso concetto "pacta sunt servanda"(i trattati vanno rispettati), che è una norma di diritto internazionale generalmente riconosciuta (cioè che vale per tutti gli stati). Inoltre, in aggiunta all'inadempimento a livello internazionale, le norme di diritto interno che si pongono in contrasto rispetto al trattato firmato sono passibili di incostituzionalità, per violazione appunto dell'art.10; qui nessuna incertezza, il diritto internazionale è la mia materia... >)

 

Ecco altri punti sui quali mi dico pienamente d'accordo. Non un matrimonio, ma un atto giuridico di diritto privato. Non mi stancherò mai di dirlo.

 

Tutto chiarito :figo: Sei sulla mia stessa lunghezza d'onda,niente da eccepire qui,la penso per filo e per segno come te :huh:

 

Evidentemente, in questo Forum, si parla di "discriminazione" solo quando non è rivolta al Cattolicesimo. Evidentemente, l' idea per cui "un cattolico non è una persona" ha messo radici anche qui. Come cittadino, MI VERGOGNO di vivere in un Paese dove si parla di Democrazia solo quando fa comodo, e di discriminazione solo quando fa piacere

 

 

Ahahah Warin ti sei perso le discussioni "storiche" di sto forum =PP Ti assicuro che il mio ruolo da rompiscatole cattolico l'ho fatto senza problemi =P

 

 

Ti sfrutto ancora una volta: ci sono passaggi del Concordato o di altre leggi in cui si spiega cosa accade nel caso in cui Chiesa e Stato siano in contrasto, tipo laddove alcuni passaggi della morale cattolica siano anticostituzionali oppure, più blandamente, alcune disposizioni della Chiesa siano contro la legge?

 

Sisi :D C' un passo proprio del concordato del 1984,forse all'ultimo articolo (14) che sentenzia una cosa del tipo "se ci dovessero essere problemi d'interpretazione,la Santa Sede e lo Stato Italiano provvederanno a risolverli tramite la nomina di una commissioen paritetica definita da entrambi",e comunque in un "clima amichevole" (o sereno non ricordo =P)

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  • 2 weeks later...

Qui la questione è la stessa dell'aborto. Anche se la Chiesa era ed è contraria, il referendum diede esito favorevole, grazie anche al voto a favore di numerossissimi cattolici. Ora, PERCHE'? Semplice: se anche io cattolico non lo ritengo accettabile per i valori in cui credo, chi sono io per vietarlo a tutti?

 

Quindi: io cattolico, chi sono per non fare unire civilmente due omosessuali?

 

Non so se sono stato chiaro, scusate ma sono d fretta :wub:

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Qui la questione è la stessa dell'aborto. Anche se la Chiesa era ed è contraria, il referendum diede esito favorevole, grazie anche al voto a favore di numerossissimi cattolici. Ora, PERCHE'? Semplice: se anche io cattolico non lo ritengo accettabile per i valori in cui credo, chi sono io per vietarlo a tutti?

 

Quindi: io cattolico, chi sono per non fare unire civilmente due omosessuali?

 

Non so se sono stato chiaro, scusate ma sono d fretta :wub:

 

Sono, anche in questo caso, come in tantissimi altri, pienamente daccordo con te !!!!!! :wub: :wub:

 

:wub: :dart:

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