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Commenti su film appena visti

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Tron, di Steven Lisberger. Con Jeff Bridges, David Warner, Bruce Boxleitner, Cindy Morgan, Barnard Hughes. Flynn, geniale programmatore di videogiochi, viene disintegrato e trasportato nella realtà delle sue stesse creazioni, dovendo lottare contro la memoria centrale e il suo vecchio collaboratore che gli rubò il progetto per scopi economici. Prodotto dalla Disney, il primo film sulla realtà virtuale è affascinante quanto imperfetto. Ambizioso e visionario, alterna alti e bassi tra scelte di sicuro fascino e trovate poco riuscite, dimostrando però un mondo cybernetico totalmente folle e originale, visto anche l'anno di realizzazione. Un giovane Bridges è l'unica nota lieta del cast, per il resto impoverito da attori e interpretazioni non certo memorabili. In attesa dell'imminente remake, rimane ancora interessante nonostante gli anni passati. Tecnologico. Voto 3 / 5

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Disturbia, con Shia LaBeouf, Sarah Roemer <img alt=" />, David Morse, Carrie-Ann Moss ;)

 

Costretto agli arresti domiciliari per tre mesi, Kale perde ben presto interesse per tutti i passatempi che possono trovarsi nella casa di un adolescente, e si mette così a spiare i vicini nelle loro attività quotidiane. Col tempo coinvolge prima il suo amico Ronnie poi la nuova vicina, Ashley.

Appassionandosi al nuovo giochino, i tre iniziano a notare inquietanti collegamenti tra le abitudini di uno dei vicini e le notizie circa la sparizione di alcune ragazze della zona. Iniziano così a controllarlo ma la situazione trascende e vedranno cose che non avrebbero dovuto vedere, spingendosi fin dove la situazione cessa di essere un gioco.

 

Film abbastanza avvincente, non mi è dispiaciuto ma non mi ha nemmeno esaltato. Voto 2.5/5

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I Cavalieri del Nord Ovest di John Ford. Un western del 1949, antimilitarista e ai bordi del comico: all'indomani della sconfitta di Little Big Horn, il capitano Brittles si prepara senz'alcuna voglia alla pensione definitiva, ma prima deve svolgere l'ultima missione: accompagnare e far prendere prendere la diligenza le due donne presenti a Forte Star, salvo trovarsi nella necessità di impedire una guerra indiana contro una coalizione di quattro o cinque diverse tribù di pellerossa, e finire felicemente promosso e riconfermato conm tanto di firme di generali a cinque stelle. Tra sergenti irlandesi pronti a nascondere e bere il whiskey (un classico di Ford), ufficialetti che si contendono la mano della bella di turno, esploratori col sorriso sulle labbra che affermano "non è mio compito, signore" e indiani divisi tra giovani guerrieri dalla testa calda e vecchi che rimpiangono la pace, sfilòano due ore di divertimento e panorami meravigliosi, ben svolti nella modalità preferita da Ford: "il cinema migliore è quello con l'azione lunga e i dialoghi brevi".

Per la cronaca, il titolo originale è She wore a yellow Ribbon.

voto: 5/5

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Scontro di titani, di Desmond Davis. Con Laurence Olivier, Claire Bloom, Maggie Smith, Ursula Andress, Jack Gwillim, Susan Fleetwood, Pat Roach, Harry Hamlin. Perseo, figlio illegittimo di Zeus, deve lottare per salvare la bella principessa Andromeda da un triste destino, e allo stesso tempo deve sfidare creature mostruose lanciatogli contro proprio dagli dei. Al suo fianco, il cavallo alato Pegaso. Diventato un culto, pur non potendo fregiarsi del titolo di capolavoro, il film di Davis è affascinante per ciò che concerne la trama, un pò meno per la caratterizzazione dei personaggi e di dialoghi banali, con una recitazione monocorde se si esclude il sempre grande Olivier nei panni di Zeus. Gli effetti speciali oggi fanno un pò sorridere, ma il film ha quasi trent'anni sul groppone. A breve nelle sale l'ennesimo remake hollywoodiano. Mitologico. Voto 2.5 / 5

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La Spada nella Roccia per tornare bambini, sorridendo e ridendo di gusto con un cartone animato fatto senza computer, senza effetti speciali in 3D, senza arzigogoli e tecnologie varie, ma con tanto buon gusto e voglia di raccontare una bella storia. Ed il vero protagonista, sotto sotto, è il gufo Anacleto ;)

voto 4/5

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Happy together, di Wong Kar-wai. Con Leslie Cheung, Tony Leung, Chang Chen. La storia d'amore tra due giovani gay cinesi in Argentina. Un rapporto tormentato, che li vede più volte litigare e lasciarsi fino al ritorno a casa. Kar-wai e l'omosessualità convincono a metà: innegabile è sempre lo stile del maestro, con alcune scene di grande impatto emotivo, trasformando il viaggio dei protagonisti in un percorso interiore struggente. Il film però latita dei virtuosismi del suo cinema, associando alla maggiore crudezza della storia una regia più scarna e diretta. Immancabile rimane per i fan di Kar-wai, ma i neofiti è meglio inizino con capolavori come Hong Kongh Express e In the mood for love. Intimo. Voto 3 / 5

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Thirst, di Chan-wook Park. Con Kang-ho Song, Ha-kyun Shin, Dal-su Oh, Mercedes Cabral. Un prete, offertosi volontario per sperimentare un vaccino, si ammala e orribile piaghe gli deturpano il corpo. Scopre in seguito di essere diventato una sorta di vampiro, e insieme alla insoddisfatta moglie di un suo vecchio amico, comincia a uccidere per la sua sete di sangue. Una storia forte per un regista estremo, già autore della trilogia della vendetta, vero e proprio culto che ha raggiunto il successo mondiale con Old Boy. Ancora una volta le perversione corporee sono il succo centrale del film, trasformando la tematica vampiresca in una sorta di estremismo sessuale, laddove l'uccidere non è solo soddisfare la propria fame, ma anche un vuoto interiore, rappresentato al meglio dal personaggio della compagna del novello succhiasangue. Due ore intense e crude, una violenza dell'anima che esplode potente nei fiotti di emoglobina che scorrono a sangue, offrendo un opera complessa e capace di inquietare e affascinare in egual misura. Angosciante. Voto 4.5 / 5

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Fulltime killer, di Jonnie To, Wai Ka-Fai, con Andy Lau, Takashi Sorimachi, Simon Yam, Kelly Lin, Cherrie Ying, Suet Lam, Teddy Lin. La sfida senza tregua tra 0 e Tok, i due serial killer migliori sulla piazza. Tra di loro una donna, che da timida impiegata si trasforma anch'essa in un'infallibile assassina. Non è il miglior Jonnie To, ma rimane comunque un divertente action movie, ricco di scene esaltanti e personaggi di grande magnetismo, con un Andy Lau adattissimo al ruolo. Ricco di citazioni dal mondo del cinema e da quello dei videogiochi, è l'ideale per una serata all'insegna del puro intrattenimento, firmato però da un autore di gran classe e maestro del genere. Affidabile. Voto 3 / 5

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Throw down, di Jonnie To, con Louis Koo, Aaron Kwok, Cherrie Ying, Tony Leung Ka-Fai, Lo Hoi-Pang, Eddie Cheung. Un ex campione di Judo, consumato ormai dall'alcool e dal gioco, ritrova la voglia di lottare grazie a un ragazzo che vuole sfidarlo e a una giovane cantante in cerca del successo. Ispirato alla saga Sugata Sanshiro di Akira Kurosawa (omaggiato nei titoli di coda), il film è un sentito omaggio alla filosofia del judo, un mondo dove l'onore sovrasta ogni cosa. E' spiazzante notare, in un film di To, la totale assenza di pistole e sparatorie, ma l'atmosfera epica che permea la pellicola è tale da non farne sentire la mancanza. Gli scontri sono realizzati in maniera superba, e i personaggi pur nelle loro contraddizioni, riescono ad emozionare per le loro vite, così diverse ma unite da sogni non dissimili. Pecca a tratti di ritmo, ma la maniera in cui il regista dirige la storia è sempre perfetta. Intenso. Voto 3.5 / 5

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Profondo rosso, di Dario Argento. Con David Hemmings, Clara Calamai, Macha Méril, Eros Pagni, Giuliana Calandra. Un pianista inglese, residente da tempo in Italia, assiste all'omicidio di una sensitiva tedesca. Con l'aiuto di una giornalista, si mette sulle tracce dell'assassino e scopre un mistero legato a una vecchia villa abbandonata. Il film simbolo di Dario Argento, l'ideale unione tra il thriller degli esordi e la svolta horror che presto avrebbe seguito. Teso, avvincente, ammantato di un fascino macabro e inquietante che si svela gradualmente nelle oltre due ore, con un finale di grande impatto. Ottimo il cast, soprattutto il protagonista Hemmings, per un culto entrato pienamente nell'Olimpo del cinema, di genere e non. E la colonna sonora dei Goblin è divenuta immortale. Affilato. Voto 4 / 5

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Rec 2 Non mi sono interessato né a registi né attori, tantomeno vi sto ad elencare qui sotto i fatti che dovrebbero comporre la trama.

Un horror mal riuscito, privo di tensione vera o di approfindimenti da "far rizzare i peli".

Un film pressoché inutile. Voto 0.5/5

Il mezzo punto è dato dai piccoli effetti "speciali" non sempre malvagi.

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Ho visto anche io Sherlock Holmes di Guy Ritchie. Mi aspettavo qualcosa di meglio. Non malissimo però non l'ho trovato nemmeno così originale e divertente come si diceva, anzi a lunghi tratti mi ha anche annoiato un po'. Promuovo Robert Downey Jr., le scenografie e le musiche; boccio Jude Law, i cattivi e la trama. VOTO: 2,5/5

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Otto donne e un mistero, di François Ozon. Con Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart, Fanny Ardant, Virginie Ledoyen, Danielle Darrieux, Ludivine Sagnier, Firmine Richard. In una villa isolata, otto donne si ritrovano a indagare sulla morte del padrone di casa. Nella ricerca dell'assassino emergono segreti di famiglia che dovevano restare sepolti, fino al sorprendente finale. Ozon dirige un'elegantissima commedia, carica di stile e con la presenza di un cast strepitoso: otto attrici il cui fascino è immortale, in ruoli congeniali cui si adattano alla perfezione, con tanto di stacchetti musicali a variare la narrazione. Il sottile umorismo che pervade la vicenda, di chiara ispirazione teatrale, è l'ultimo ingrediente di una leccornia assolutamente immancabile per gli amanti del Cinema di qualità. Delizioso. Voto 4 / 5

 

Ju-on: rancore, di Takashi Shimizu. Con Megumi Okina, Misaki Ito, Misa Uehara, Yui Ichikawa, Kanji Tsuda. Un'assistente sociale viene mandata ad aiutare un'anziana signora. La casa della donna è completamente nel caos e la ragazza trova al piano superiore un gatto nero e un bambino. Da qui si sviluppa la maledizione che perseguiterà diversi personaggi nell'arco di tutto il film. L'originale The grudge è ben superiore al suo remake americano, regalando momenti di grande tensione e paura, con una storia affascinante e dolorosa, che si sviluppa su più passaggi temporali. La tensione è costante e alcune scene fanno davvero saltare dalla sedia. Pur rimarcando qualche influenza di Ringu (l'originale The ring), precursore dei j-horror, lo spirito femminile è spaventoso al punto giusto. Agghiacciante. Voto 3.5 / 5

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Il segreto di Vera Drake, di di Mike Leigh. Con Imelda Staunton, Philip Davis, Peter Wight, Adrian Scarborough, Heather Craney. Vera Drake è una donna altruista, che vive per gli altri. Nella sua vita c'è però un segreto, di cui nemmeno la famiglia è a conoscenza: infatti pratica aborti clandestini ormai da parecchi anni. Ma un giorno una donna da lei "aiutata" si sente male e rischia la vita, e la polizia comincia a indagare. Dramma moralistico di Leigh, su un tema così combattuto ancor'oggi come quello dell'aborto. Qui il tutto è trasferito nella Londra del 1950, in una famiglia non certo ricca e con diversi problemi, ma nessuno, nemmeno negli ambienti più ricchi, sembra esser felice. Una certa assenza di ritmo è compensata dalla bravura degli attori, e se la protagonista Imelda Staunton è eccelsa, non si può non notare una giovane Sally Hawkins, che sarà splendida protagonista de La felicità porta fortuna, sempre di Leigh. Profondo. Voto 3.5 / 5

 

Ringu - The ring, di Hideo Nakata. Con Nanako Matsushima, Miki Nakatani, Hiroyuki Sanada, Yuko Takeuchi. Una strana videocassetta causa entro sette giorni la morte di chiunque la guardi. Una giornalista, zia di una giovane studentessa morta dopo aver visto il filmato, comincia a indagare. Ma dopo aver visto anche lei lo spaventoso video, ha solo una settimana per riuscire a scoprire il mistero e salvare la propria vita. Il film che ha sdoganato il j-horror al mondo intero, con tanto di remake hollywoodiani e svariati seguiti, ha fascino come pochi e riesce a mantenere una tensione costante senza mai eccedere nella violenza o nel facile spavento. La storia di Samara, causa di tutto il male, è straziante e affonda le sue radici in un passato lontano, in cui i due protagonisti si trovano lor malgrado. Ben diverso dal rifacimento americano di Verbinski, più sobrio e meno spettacolare ma intriso di un magnetismo che difficilmente lascia indifferenti. Ammaliatore. Voto 4 / 5

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Leviathan, di George Pan Cosmatos. Con Richard Crenna, Amanda Pays, Peter Weller, Daniel Stern, Ernie Hudson, Michael Carmine, Lisa Eilbacher, Hector Elizondo, Meg Foster. L'equipaggio di una base sottomarina per l'estrazione dell'argento, composto da sei uomini e due donne, è vittima di un'epidemia, che trasforma chi colpito in una sorta di creatura anfibia. Solo in pochi scamperanno alla morte. Trasportare il mito di Alien nel profondo degli abissi: è questa l'ambiziosa idea di Cosmatos, che dirige un fantahorror senza infamia e senza lode, con un'atmosfera opprimente e una storia che fanno il verso al capolavoro di Scott. Un cast diligente, svolge il suo compitino senza eccellere, e l'ultima sequenza regala un sorriso. Godibile. Voto 3 / 5

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