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Darrosquall

Commenti su film appena visti

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Anche io sono un fan di Shaun the Sheep :D

 

Ho visto Whiplash e Boyhood e devo dire che insieme a Birdman e Grand Budapest Hotel formano un p o k e r (forum cattivo, così lo scrivo lo stesso, tiè!) di gran bei film, molto diversi tra loro ma che mi sono piaciuti veramente tanto.

 

Whiplash mi ha preso da subito sia per l'implacabile passione del protagonista, così preso dalla batteria da sacrificargli praticamente tutto il resto, che per la straordinaria recitazione del "maestro-tiranno", una specie di sergente Hartman musicale.

 

Boyhood, al di là della bella storia del come sia stato girato, con attori seguiti per ben dodici anni nella loro crescita fisica e caratteriale, mi ha appassionato più lentamente ma con un crescendo continuo fino alla seconda parte che reputo di gran classe, sia come recitazione che come storia in se.

 

Grand Budapest Hotel, che dire, un orgasmo visivo e scenico, una specie di vorticoso giro tra le montagne russe del mitico Wes.

 

Birdman, forse quello che mi è piaciuto leggermente di più tra i quattro, un capolavoro originale nella forma e sia divertente che riuscito nella sostanza, brillante, bel costruito sia nell'intreccio che nella recitazione di alto livello, è uno di quei film per i quali esci dal cinema contento di discutere con gli amici del finale.

 

 

Consigliatissimi tutti sisi.

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Ho visto anche Vizio di Forma (Inherent Vice) con il protagonista Joaquin Phoenix in gran spolvero (più una serie abbastanza lunga di attoroni vari..)

 

Il film, che dura tanto (due ore e quaranta circa), è un poliziesco fine anni '60 in cui si mischiano in un vortice psichedelico trame e storie trasversali ma convergenti, in un crescendo di tragicomicità surreale e quasi onirica.

 

Credo che per capirne appieno tutta la ricchezza sarebbe il caso di rivederlo, in quanto spesso la voce narrante, molto importante sia per la trama che per la profondità della sceneggiatura, ti incalzava mentre i personaggi davano il meglio del loro repertorio di fattoni hippie e tutori della legge violatori di diritti civili. Insomma mi è capitato nel corso del film di perdere il filo del discorso perchè troppo preso dalle mimiche facciali grottesche del protagonista o dalle azioni degli altri. :P

 

Molto bel fatto il lavoro di ricerca sulla cultura del tempo, tipo che appena ho letto del nome del complesso "Kismet" non ho potuto non pensare a questa vignetta de "La casa dorata di Samarcanda" di Corto Maltese, in cui Enver Pasha va verso i suoi rimorsi, per dirla con le parole di Corto..

 

Immagine.png

 

Non ho capito perchè hanno tradotto il titolo Vizio di forma e poi nel film dicono Vizio intrinseco inciampando la cosa, boh.. ok tradurre un titolo non è facile ma almeno rimaniamo coerenti D:

 

Nel complesso un film strano e non adatto a tutti i gusti, personalmente l'ho adorato e gli piazzo un voto che varia dall' 8 "tecnico" al 9 "sentimentale".

 

Stramegaconsigliato, e doveva vincere almeno un Oscar! :angry:

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Già volevo andare a vederlo, direi che la tua recensione mi ha convinta ulteriormente :D

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Visto Birdman, e devo dire che mi è piaciuto tantissimo. Lo voglio rivedere in lingua originale, quando sarà possibile.

Mi ha davvero colpito l'aspetto tecnico e artistico dell'unico lunghissimo piano sequenza virtuale: estremamente complesso da realizzare, ma che assicura un coinvolgimento estremo (come già si era visto, di recente, in Gravity o in passato in Nodo alla gola, tra gli altri). Inoltre mi è parso che questo flusso ininterrotto ben rappresentasse la mente egocentrica, frustrata e forse schizofrenica di Riggan, costantemente orientata verso se stessa, macinando pensieri e deliri senza pause.

Mi piacerebbe approfondire di più le tematiche del film, perchè ho l'impressione che ci sia tantissimo simbolismo dietro: la medicazione che ricorda la maschera, le meduse sulla spiaggia, forse il batterista che ricorre in alcuni momenti. Sono certo che ci sia anche molto di più, ma aspetto di leggere qualche articolo di gente più preparata di me, e magari con maggiore familiarità con Inarritu. Non ho idea di quale sia il significato del finale, ma

 

Una da tenere in considerazione è che Riggan sia morto al teatro, sparandosi in testa. Tutto quello che vediamo dopo, è ciò che lui ha immaginato prima.
Abbiamo visto che il volo, la telecinesi e tutti i presunti superpoteri, sono soltanto nella sua testa.
Dopo lo sparo non si alza, non urla, lo vediamo immobile per parecchio. Lo ritroviamo poche ore dopo in ospedale, già operato, con un naso cambiato e senza segni di punti o altro. Tutto è lieto: la recensione ottima, lui ha successo, la moglie e la figlia amorevoli gli sono a fianco. Infine, lui vola e la figlia può vederglielo fare.
In un certo senso, sarebbe anche un'altra critica ad un certo cinema Hollywoodiano, che indirizza sempre verso il lieto fine (e qui il regista, che non è esattamente tipo da lieto fine, direbbe: è morto, non c'è sempre un lieto fine, non fatevi ingannare).

(In realtà, il finale non sarebbe completamente lieto, perchè Riggan non ha avuto successo per la sua qualità di attore, ma un successo mediatico dovuto al sensazionalismo del suo gesto, è ancora un freak, un fenomeno da social.)

Le altre seguono l'idea che si sia davvero accidentalmente colpito il naso.

Fermo restando che ci è stato mostrato che non possiede poteri, l'eventuale salto significa morte. La figlia potrebbe non aver retto alla vista del cadavere del padre, aver avuto un collasso nervoso (ci era già stato detto dell'instabilità, delle droghe, ecc.) che le farà sperimentare allucinazioni simili a quelle del padre (l'espressione estatica finale, potrebbe derivare dal vedere il padre volare, o anche vedere se stessa in una situazione stile-padre, per esempio vedere se stessa volare).

Su un piano metaforico, potrebbero solo averci mostrato come la figlia, per la prima volta, abbia visto il padre come lui stesso si vede.

 

 

Io non credo che

 

il finale sia il punto di vista soggettivo della figlia: mi sorprenderebbe sapere che un finale di apparente riscatto e libertà sia solo il frutto della mente instabile della figlia. Così come durante il film non ci viene mostrata alcuna ragione per cui la figlia debba in qualche modo condividere le allucinazione del padre (non sa di questo suo 'amico immaginario'). E se anche fosse, perchè mostrarlo? Tutto il film si concentra su Riggan. Qualsiasi allucinazione della figlia sarebbe completamente irrilevante, così come, a mio avviso, una riappacificazione post-mortem /che troverei anche molto forzata, fatta in questo modo). Quindi lui alla fine vola davvero. Ma non ci credo, perchè la scena con il taxi svela il carattere illusorio dei poteri.

Secondo me tutta l'ultima sequenza è immaginata: la figlia premurosa e affettuoso, l'avvocato entusiasta, il naso rifatto che permette a Riggan di esprimere l'altro se stesso. Così come la capacità di volare etc.

Metamorfo ha fatto notare come la sua vittoria sia solo parziale, perchè di fatto il successo è mediatico e non di critica alle sue doti attoriali. Ma secondo me questo è voluto: quel 'paradiso' che viene descritto è quello a cui Riggan è arrivato seguendo il consiglio di Birdman. Il successo ottenuto è quello a cui puntava BIrdman. Così come le 250 mila visualizzazioni del suo video e l'account Twitter aperto dalla figlia.
Inoltre a congratularsi non viene qualche altro membro del cast, felice dei risultati artistici, ma il produttore/avvocato che per tutto il film citava incassi e si preoccupava delle perdite. E' lui quello più entusiasta, anche se sulla pelle di Riggan.

 

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Vizio di forma lo vedrò appena si degnano di mandarlo al cinema qua xD

 

Ieri ho visto Brood - la covata malefica, un Cronenberg che resta più di molte altre volte nel genere (horror) e lo fa benone. Nonostante sia uno dei primi film la regia di David è già più che ottima, la perfezione personale per me la raggiunge poco dopo con Videodrome (e poi la ritrova varie altre volte).

Il film riprende un po' alcune tematiche del precedente Rabid e del futuro Scanners. Anche la tematica della carne inizia a evolversi sempre più.

Storia da horror abbastanza classico, ma che si esalta nel finale.

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Ieri sono andata a vedere Il settimo figlio... che dire? Un film che scorre via... nel senso che si guarda e non lascia niente. La storia è appena abbozzata, niente viene approfondito col risultato che non appassiona. I personaggi idem, col risultato che nessuno prende, se non lievemente Malkin - Julianne Moore. Anzi protagonista e co protagonista risultano persino antipatici. La storiella d'amore di rito risulta del tutto insulsa perchè come il resto non c'è un minimo di coinvolgimento. Musiche mah, ambientazioni che vorrebbero essere sontuose ma poco sfruttate. Che è un po' tutta l'idea generale di questo progetto.

Ah, per quel poco che si vede, direi che Kit Harington questa volta dà una buona prova di attore in confronto all'interpretazione di Ben Barnes.

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"Vizio di forma"di Paul Thomas Anderson.

 

Siamo a Gordita Beach, luogo al tempo stesso immaginario e reale, ovvero la Manhattan Beach di Los Angeles. È il 1970, anno spartiacque tra le battaglie e le speranze del'68 e le derive violente e autoritarie del'70.

Il film è tratto dal romanzo di Thomas Pynchon, che, sotto le spoglie del genere hard-boiled, ci parla in realtà dell'America e del mondo che verrà.

Nel caotico ufficio dello strafumato detective privato Doc Sportello, in un perenne stato alterato di coscienza, arriva il classico caso:a portarglielo è la sua ex, l'amatissima Shasta Fay, che lo ha lasciato per un milionario e che vuole sventare un piano di rapimento che lo riguarda. Da lì prende il via una trama in cui il Caso apre una porta dopo l'altra in una caleidoscopica serie di scatole cinesi, con indizi, situazioni e personaggi le cui interazioni sembrano determinate da una specie di karma cosmico.

Sia nel poderoso e labirintico romanzo che nel film, a muovere le azioni del protagonista è l'amore infelice, perduto, idealizzato e dunque eterno . Anderson porta il libro sullo schermo nella migliore versione possibile, accentuandone gli elementi sentimentali e romantici e dipingendo, con la forza di una felice immaginazione visiva, un'epoca psichedelica dove il peace &love è stato sostituito dalle droghe e dal sesso a pagamento.

Anderson ci catapulta letteralmente in un periodo storico da cui usciremo solo al termine del film.Assieme a Doc incontreremo una bizzarra fauna di personaggi, dotati di spessore e peso specifico anche quando restano poco tempo in scena (ad es.l'apporto de Eric Roberts).A volte invece queste figure invadono lo spazio vitale del protagonista con la loro dirompente fisicità, come nel caso del detective"Bigfoot"Bjornsen(un 'altra grande prova di Josh Brolin).

Non ci sono scene o personaggi superfli in questo film, ma tutto è connesso in modo imperscrutabile, come se un burattinaio invisibile si divertisse a incrociare i fili che muovono le sue marionette. A dare ordine al caos ci pensa la musicale voce fuori campo di Sortilege,l'amica di Doc, che lo conosce da sempre e alla cui bocca vengono affidate le parole scritte da Pynchon.

Come quasi tutti i film di Anderson anche questo a ogni successiva visione ci svela un nuovo tassello, un particolare prezioso o buffo, un dettaglio significativo che ci era sfuggito e che arricchisce la nostra esperienza di spettatori, gratificandoci come parti attive della rappresentazione.

Joaquin Phoenix è animale da scena per eccellenza, dà vita ad un'infinità di splendidi balletti sincopati, da solo e con i suoi coprotagonisti. Trasformista, malinconico clown capace di fare vere e proprie acrobazie col volto, l'attore aderisce completamente al personaggio.

"Vizio di forma"e'un film costellato di sorprese e folgoranti intuizioni, che ci restituisce il gusto e il senso di una visione non prevedibile o addomesticata.E'anche e soprattutto un'esperienza cinematografica da gustare in sala nello splendore della pellicola 35 millimetri, possibilmente in versione originale. Ai suoi tanti pregi unisce una colonna sonora che alterna le splendide musiche di Jonny Greenwood a pezzi vintage, che incrementano la nostalgia per un'epoca che non abbiamo vissuto e in cui tutto, sia pure per un breve periodo di tempo, è stato davvero...groovy.

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Thermae Romae, film interessantissimo che ho recuperato grazie a Rai4. Commedia giapponese che riallaccia il Giappone moderno alla Roma Antica. Consigliato.

 

Operazione Paura, uno dei capostipiti dell'horror moderno. D'altra parte Mario Bava era uno che creava Cinema. Almeno tre scene mostruose per bellezza (la scala a chiocciola, la scena delle porte, e la bambina con la palla). Bambina con la palla che sarà omaggiata in credo almeno 100 film successivi (da un certo Fellini ad oggi). GRAZIE MARIO!!

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Frankenstein di Mary Shelley, un film che nel complesso mi piace. Bella la Creatura di De Niro (anche se doppiato perde un po'), anche se un po' troppo buona. Però nell'inevitabile confronto col Dracula di Bram Stoker (di Coppola) per me perde sempre.

 

Non aprire quella porta, uno dei Re degli slasher. Un film di grande impatto, con figure come "Il Nonno" e "Leatherface" che non si scordano facilmente. I vari sequel, prequel e remake non sono mai riusciti a riavvicinarsi all'originale di Hooper, che oltre a questa gemma ci regalerà poi anche Poltergeist.

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Ho visto Kingsman. Sinceramente non mi aspettavo di divertirmi così tanto :D ho riso tantissimo!

Divertente ma con un fondo di "verità", nel senso che ti lascia comunque uno spunto di riflessione su questo mondo sempre più tecnologizzato e sempre più controllabile. Colin Firth, Samuel L. Jackson, Michael Caine e Mark Strong.. decisamente nella parte Taron Egerton, che leggo aver lavorato con Kit :stralol: , è ad una delle sue prime esperienze ma non ha sfigurato di fronte ad attori con così tanta esperienza! E c'è pure Sofia Boutella che ormai è diventata un'attrice praticamente e pure bravina, devo dire :) a me è sempre piaciuta in veste di ballerina, è stata una piacevole sorpresa ritrovarla lì!

Io lo consiglio, è uno dei migliori cinecomics che abbia visto :victory: tra l'altro il regista ha rinunciato a fare i soldoni con X-Men - Giorni di un futuro passato per girare questo film!

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Sfruttando un "vedi 2 paghi meno" del cinema:

 

Maraviglioso Boccaccio, film italiano di qualità targato Taviani. Tecnicamente c'è poco da dire su loro, un film da far vedere nelle scuole di cinema. Sul resto per me sono forse stati anche troppo fedeli, senza dare il loro tocco in maniera decisa. Però il film mi è piaciuto, ma non quanto il recente e davvero bellissimo Cesare deve morire.

 

Whiplash, bel film. Per me però non a livello dei Top dell'anno. Davvero grandioso Simmons, Oscar meritatissimo devo dire.

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Free to play.

 

Nonostante non io sia uno che gioca ai videogiochi, ho visto un secondo un documentario sul mondo dei gamers, dopo The King of Kong (di cui ho parlato qualche giorno fa, e che mi è piaciuto di più).

 

Il documentario è del 2014, e segue le vicende di un torneo internazionale a squadre di un gioco chiamato DOTA 2. Il torneo è in Germania ed ha un montepremi milionario.

Il documentario segue in particolare tre giocatori: uno statunitense, un ucraino e uno di Singapore.

 

E' disponibile anche su Youtube (con sottotitoli in italiano, se si sceglie l'opzione).

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"The Search"di Michel Hazanavicius.

 

Hazanavicius , dopo una carriera dedicata alla commedia, ci presenta un film sulle prime fasi della seconda guerra cecena nel 1999. Un film girato in varie lingue e con attori non professionisti locali, a parte le due star Berenice Bejo e Annette Bening.

Una funzionaria francese dell'Unione Europea in Cecenia lotta per aprire gli occhi dei politici di Strasburgo sullo stato di guerra in corso in quella parte remota d'Europa, sulle continue stragi di civili portate avanti con la scusa dell'operazione interna antiterrorismo da parte del Presidente Eltsin e del nuovo astro della politica russa, il primo ministro Vladimir Putin. In parallelo a questa vicenda incontriamo un bambino che sopravvive all'uccisione della sua famiglia, inconsapevole che la sorella, rimasta in vita, lo stia cercando ovunque. La terza storia è quella di un giovane russo come tanti che viene costretto ad arruolarsi provando sulla sua pelle la spietatezza disumanizzante del contesto di guerra.

"The Search"e' chiaramente un progetto molto sentito da parte del regista;sono evidenti le motivazioni ideali di questo grido di dolore per una guerra poco ricordata e mai contrastata a sufficienza dall'opinione pubblica internazionale. Nonostante però la ricerca di realismo, nei volti, nelle lingue parlate, il film fallisce sostituendo una ipocrisia a un'altra, restando sempre all'interno di un punto di vista occidentale e scegliendo un approccio paternalistico.

Detto dei limiti"ideologici"del film, è anche vero che si tratta di un lavoro visivamente accurato, fin troppo, visto che rimane bloccato tra una voglia di rigore e la rinuncia a ogni slancio epico da una parte e dall'altra pecca in qualche scivolata di pietismo e retorica di troppo.

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Guida galattica per autostoppisti

 

Non male come film che vuole lanciare un qualche messaggio sul senso della vita a mio parere ti fa passare tranquillamente un paio d ore da vedere

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