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Commenti su film appena visti


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Hot Shots! (1991) di Jim Abrahams

 

Classica commedia demenziale diretta da uno dei membri del trio ZAZ e sceneggiata sempre da Abrahams e da Pat Proft, quest'ultimo collaboratore di storica data del trio suddetto. La trama sconclusionata è un pretesto, come sempre in questo genere di film, per inanellare un gran numero di gag e riferimenti parodistici verso vari film di quell'epoca, su tutti Top Gun ma anche Via col Vento, 9 settimane e ½Superman. Nulla di particolare, ma fa effetto vedere un tipo di comicità demenziale iniziato con Airplane! e diventato molto di moda in quegli anni e che ora sembra essere finito nel dimenticatoio. Uno dei primi ruoli da commedia per il mitico Charlie Sheen, che qui recita insieme a Jon Cryer 12 anni prima della loro interpretazione come fratelli Harper nella famosa sit-com Due Uomini e Mezzo. Nel complesso una visione divertente, ma vorrei rivederlo in lingua originale con i sottotitoli per vedere se le varie battute sono state tradotte correttamente.

 

Voto: 7

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Secondo me non puoi apprezzarlo fino in fondo se non hai visto Top Gun, ci sono persino le parodie delle inquadrature:blink:

Il due invece riprende Rambo (più qualcosa di Van Damme) ma l'effetto parodia è molto più soft e si riduce a mera scemata.

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25 minuti fa, Lyra Stark ha scritto:

Secondo me non puoi apprezzarlo fino in fondo se non hai visto Top Gun, ci sono persino le parodie delle inquadrature

 

Conosco un po' la trama di Top Gun, anzi credo di averlo anche visto in passato e avevo in effetti la sensazione di capire le gag satiriche del film. Comunque fino al 2006, anno d'uscita di Scary Movie 4, il cinema demenziale aveva prodotto nel complesso molti film validi. Dopo questa data si è scaduti nella volgarità e nel turpiloquio e il genere è di fatto morto, anche se il genere è stato parzialmente rinvigorito dalla trilogia de Una notte da leoni.

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Nosferatu - Il principe della notteWerner Herzog (1979)

 

Celebre versione targata "nuovo cinema tedesco" del classico di Bram Stoker, con Isabelle Adjani e Bruno Ganz e un disturbantissimo Klaus Kinski nella parte del Conte Dracula. Il film è un remake del vetusto Nosferatu - Il vampiro del 1922, ma differisce molto di più dalla trama originale, soprattutto nel finale. 

Personalmente - limite mio - ho sempre guardato con occhio alquanto critico il cinema horror degli anni '70-'80, trovandolo invecchiato assai male e non in linea con le corde emotive che uno spettatore del XXI secolo può percepire più sensibili. Tuttavia sono i film come questo che mi stanno lentamente facendo ricredere, capolavoro d'autore dall'atmosfera inquietante dall'inizio alla fine, con un cambio di ritmo tra prima e seconda parte davvero straniante (lentissimo il primo terzo circa, molto più incalzante di lì in avanti) e una fotografia a tratti davvero immersiva: 

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Mi riferisco in particolare alle scene in cui Harker esplora il castello di Dracula, quasi sempre inquadrato di spalle, dando la sensazione allo spettatore di stare seguendo il protagonista in quei luoghi oscuri.


Che dire, una piacevole sorpresa che mi invoglia ancora di più a esplorare il cinema horror d'autore di quel periodo.

 

Voto: 8

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Il cinema horror anni 70 e 80 ha caratteristiche peculiari tutte sue :scrib:Non sono un esperto, ma ho passato durante l'adolescenza il mio bel "periodo horror", tra Dylan Dog e cinema, e in quegli anni sono state prodotte una tonnellata di vaccate, ma anche vere e proprie perle che, come dici, oggigiorno non solo non verrebbero piú prodotte, ma difficilmente riescono anche ad essere apprezzate.

Epperó c'era qualcosa di speciale, di fisico, di viscerale, in quel genere, che oggi, con lo stile patinato e gli effetti digitali, si é un pó perso. Inoltre, i registi dovevano scontrarsi contro i limiti economici delle produzioni per forza di cose di nicchia (non cercavano certo il pg13, che tra l'altro é stato disponibile solo da metá anni 80) e potevano cercare senza problemi il grottesco e la catarsi, ovunque li trovassero.

 

 

 

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D'accordissimo. C'è anche a parer mio da tenere in considerazione la presenza, talvolta, dell'autocensura imposta dai tempi.

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Penso ad esempio alla scena in cui Dracula affonda i denti nel collo di Lucy: non si vede una goccia di sangue. È come se Herzog non se la fosse sentita di girare una scena evidentemente sensuale e sanguinosa insieme.

 

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Hobbs & Shaw (2019) - David Leitch

 

Un film di azione esagerato, come non se ne vedevano da tempo. Giá collaudata nei vari Fast & Furious, la accoppiata Statham/Dwayne Johnson funziona alla grande. E dove la trama non pecca in creativitá il film é farcito di siparietti veramente memorabili.

Fortunatamente il film non si allaccia al filone dei Fast&Furious, anzi a parte qualche minimo riferimento, sembra seguire una strada propria, fatta di testosterone, di stile e di divertimento assicurato.

 

Voto 8/10

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@Timett figlio di Timett Hai visto indubbiamente il miglior film della storia del cinema :stralol:

 

Hancock (2008) di Peter Berg

 

Film che ricordo essere molto noto e piuttosto di successo all'epoca, ma che oggi appare poco più che un racconto sconclusionato. La parte migliore del film è la prima metà, con l'introduzione e l'analisi di un supereroe disfunzionale che crea più problemi di quanti ne risolva, ma quando viene introdotta

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la sottotrama dei supereroi come essere immortali che diventano mortali quando si avvicinano alla loro controparte maschile o femminile

la trama perde di forza e tutto si risolve nel solito finale convenzionale in cui i cattivi vengono sconfitti (cattivi poi con ben poco carisma) e i problemi risolti. In questo caso

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la risoluzione del problema è semplicemente avere Hancock a New York, lontano da Mary, a condurre la sua vita da supereroe ordinario e lontano da eccessi.

Secondo me, un'occasione mancata di creare un film che facesse una satira cattiva sui supereroi, ma da quello che sono neanche la recente serie tv The Boys ci è riuscita completamente. Comunque tra gli sceneggiatori figura Vince Gilligan, autore della serie tv Breaking Bad, e tra i produttori figura il famoso regista Michale Mann.

 

Voto: 5

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The Time Machine (2001) di Simon Wells

 

Remake del film del 1960 L'uomo che visse nel futuro (film che fra l'altro viene citato nella puntata 1x14 di The Big Bang TheoryLa macchina del tempo) e come il film originale ispirato al famoso romanzo La macchina del tempo di H. G. Wells, di cui il regista di questa pellicola è bisnipote. Il film ha una prima parte ispirata, soprattutto nelle fasi in cui si mostrano i viaggi nel futuro del protagonista e il progressivo cambiamento in peggio del pianeta, ma scade nella rappresentazione macchiettistica e quasi caricaturale dei Morlock, nient'altro che esseri bestiali che vivono nel sottosuolo e si nutrono degli abitanti della superficie. Probabilmente ciò deriva dal fatto che il romanzo di Wells non è invecchiato benissimo (benché la sua importanza storica sia indubbia), e anche nei discorsi sui paradossi temporali il cinema e le letteratura nel frattempo sono andati avanti.

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Il motivo per cui Alexander non può cambiare il passato, ossia la morte della fidanzata, è che se lo facesse non inventerebbe più la macchina del tempo e non potrebbe più tornare indietro e salvare la sua ragazza, generando così un paradosso la cui soluzione è appunto l'impossibilità di cambiare il passato, una sorta di determinismo ineluttabile. Ma questo tipo di visione dei viaggi del tempo è cambiata con la trilogia de Ritorno al Futuro e con la duologia di James Cameron di Terminator, in cui cambiare il passato fa sorgere una nuova timeline. È proprio quest'ultima visione dei viaggi del tempo ad essere diventata più familiare nel mondo del cinema.

In ogni caso un film indubbiamente originale e che ogni nerd dovrebbe vedere.

 

Voto: 6

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Condivido il giudizio sul film, quanto alle considerazioni sotto spoiler, non mi pare che il modello "cameroniano" sia così preponderante, in tv o al cinema, mi sembra che le due soluzioni siano abbastanza equilibrate (senza contare che la prima, quella deterministica mi sembra scientificamente più plausibile, ha solo la pecca di offrire molte meno soluzioni narrative).

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Non ho detto preponderante, ho detto familiare, anche perché altrimenti dovremmo anche considerare nell'elenco la soluzione offerta da Endgame (che è la più farraginosa e criticata). Di solito gli appassionati di cinema e libri quando pensano ai viaggi del tempo e alle loro implicazioni pensano ai film da me citati, ma forse entra anche in gioco il fatto che sono film molto più famosi di quelli della mia recensione. Comunque è solo un'impressione personale.

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2 ore fa, Euron Gioiagrigia ha scritto:

Non ho detto preponderante, ho detto familiare

 

L'avevo interpretato in quel senso. Sì, è come dici tu perchè in effetti l'approccio alla Cameron è quello che offre più possibilità narrative (creazione di nuovi universi/linee temporali e via discorrendo), però anche l'ipotesi deterministica (loop temporale) ha il suo fascino, che è quasi più accattivante, per me.

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  • 3 weeks later...

Robert the Bruce - Guerriero e re (2019), di Richard Gray.

 

Si tratta del seguito, se non ufficiale senz'altro ideale, di Braveheart, con Angus Macfadyen che riprende il ruolo di Robert. Il film inizia qualche anno dopo la morte di William Wallace, e ci presenta un Robert in fuga dagli inglesi dopo una lunga serie di sconfitte, con una golosa taglia sulla testa e scoraggiato al punto da congedare quei pochi soldati ancora fedeli e a rinunciare alla guerra d'indipendenza. Grazie all'assistenza di una vedova che lo cura dopo essere stato ferito, Robert ritrova la forza e l'umiltà di riprendere la lotta per liberare la Scozia.

Il film parte con delle ottime premesse, ma alla fine è un film abbastanza noioso. Quelli che dovrebbero essere i punti salienti della situazione in cui versa Bruce (la sua invidia per la popolarità di Wallace, le sue difficoltà militari, la lontananza dalla famiglia eccereta) vengono appena citati, e neanche da lui stesso, e il film si concentra maggiormente sulla famiglia che l'ha soccorso.

Robert the Bruce, poco guerriero e re quasi per niente. Per quanto Outlaw King non brillasse ganchè, qui è proprio buio pesto.

 

Voto, 4.

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Ah se outlaw king era meglio non oso pensare a questo film allora :shock:

Che peccato, si che di roba per farci un buon film attorno a questa figura ce ne sarebbe. Attenderemo Cavill in kilt :wacko:

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