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romanzi storici


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"Ninive" è di Nicholas Guild,ed è il seguito di "L'assiso". Bellissimi entrambi, anche se secondo me il suo romanzo migliore è "Il macedone". Il protagonista è Filippo II di Macedonia. La sua fama tra i posteri sarà suclassata dal suo dolce pargoletto, un certo Alessandro Magno, ma senza Filippo la Macedonia non avrebbe mai avuto un ruolo di prima importanza nel mondo antico.

Quoto in pieno, anche a me sono piaciuti moltissimo.

Di solito non rileggo mai lo stesso libro due volte, Il Macedone è stata l'eccezione che conferma la regola.

Ciao a tutti

Gal.

 

 

 

P.S. anche se, come ho già detto, il mio autore preferito resta Jennings

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  • 5 months later...
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Confesso che i romanzi storici li conosco poco.. sto leggendo quelli della McCoullogh - ho finito I favoriti della Fortuna - che mi piacciono molto e poi ho letto L'atzeco di Jennings che ho trovato davvero eccezionale.

Volevo leggere altro di lui e dai commenti in questo 3D sicuramente il prossimo libro sarà Il viaggiatore.

 

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Confesso che i romanzi storici li conosco poco.. sto leggendo quelli della McCoullogh - ho finito I favoriti della Fortuna - che mi piacciono molto e poi ho letto L'atzeco di Jennings che ho trovato davvero eccezionale.

Volevo leggere altro di lui e dai commenti in questo 3D sicuramente il prossimo libro sarà Il viaggiatore.

 

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Decisamente una scelta azzeccata!!! Il viaggiatore è fantastico!! <img alt=" /> ...io ho preferito l'Azteco, ma il viagg ci si avvicina molto (mia mamma l'ha addirittura preferito all'Azteco).

 

Buona lettura

 

Ciao

 

bry <img alt=" />

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  • 2 weeks later...
  • 4 weeks later...

Romanzi storici, vediamo cosa posso consigliare:

 

Allora, del nostro Valerio Massimo Manfredi consiglio:

 

-Alexandròs, ovvero una trilogia in cui è magnificamente raccontata la vita di Alessandro Magno, tra virtù, sregolatezze, grabdi battaglie, e donne focose.

 

- L'ultima legione, il nome dice tutto, il crollo dell'impero romano, la fuga dell'ultimo Cesare, la nascita di una nuova era.

 

- L'impero dei draghi; 11 legionari scampati alla tortura incominciano un viaggio meraviglioso e inaspettato nel paese della seta: Cina.

 

 

Poi vediamo, come non consigliarvi il gran Bernard Cornwell:

 

- Trilogia Medievale, nel pieno della "Guerra dei 100 anni", intitolata "Alla ricerca del Graal". Non fatevi confondere, non è uno di quei saggi su dove si trova il graal e cavoli vari, è composto da tre spendidi libri: "L'arciere del re; Il cavaliere nero; e La spada e il calice."

 

- E poi i famosissimi "fucilieri di Sharpe", ovvero la storia di un comandante inglese nel pieno delle conquiste coloniali dell'XIII° secolo. Vic consiglio i titoli: Assalto alla fortezza; Territorio nemico; La sfida della tigre.

 

Penso che per ora sia tutto da parte mia <img alt=" />

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  • 3 weeks later...

Ho appena terminato un tomone contenente due presunti romanzi storici di Conn Iggilden: Le porte di Roma e Il soldato di Roma. Tremendi. Ho scritto un paio di recensioni-stroncatura per due siti internet, le posto anche qui:

 

LE PORTE DI ROMA

La peggior accozzaglia di falsità e imprecisioni mai spacciata per romanzo storico, e l'autore ne è pure consapevole. Nella "nota storica", infatti, scrive testualmente "Benché Mario fosse suo zio da parte di padre e non di madre, come si dice in questo libro..." Che senso ha falsificare la realtà in questo modo? In ogni romanzo storico l'autore inventa tantissime cose, i dialoghi, i sentimenti e le motivazioni dei personaggi, e anche buona parte degli episodi raccontati, ma i fatti storicamente accertati dovrebbero essere raccontati così come si sono svolti. Mario era zio di Cesare perché aveva sposato Giulia, sorella del padre del protagonista. Non era fratello della madre. Cambiare la realtà è una falsità bella e buona, che oltretutto non aggiunge nulla al pathos del romanzo. E, a proposito della madre, Aurelia è nota per essere stata una delle matrone più intelligenti ed equilibrate di Roma, modello di virtù tanto quanto Cornelia, la madre dei Gracchi. Perché farne una fragile demente? In questo romanzo, quando Cesare va a Roma da suo zio Mario, si dice che non ha mai vissuto in città. Peccato che in realtà sia cresciuto nella Suburra, uno dei quartieri poveri dell'Urbe, e grazie alla sua infanzia in quest'ambiente sia sempre riuscito a comprendere gli umori del popolo e a sfruttarli come più gli faceva comodo.

Tornando a Mario, Iggulden dice che "ho trovato necessario semplificare l'azione per renderla più drammatica." In realtà l'ha stravolta completamente, dimenticando per strada eventi (solo per lui) poco significativi come la Guerra sociale o sbagliando il numero dei consolati di Mario e facendogli ricoprire la massima carica contemporaneamente al suo rivale, cosa mai avvenuta. Silla, console, ha ricevuto l'incarico di combattere contro Mitridate, ma Mario, da privato cittadino, è riuscito a far revocare il mandato e a farselo assegnare, mentre in questo libro nessuno dei due vuole condurre la guerra! Silla, inferocito per la palese ingiustizia subita, ha condotto la prima marcia su Roma di un esercito romano che la storia ricordi, costringendo Mario alla fuga. Arrivato in città ha ammazzato un buon numero di avversari politici, sistemato le cose a modo suo e poi è partito per l'Oriente. Con Silla lontano Mario ha condotto a sua volta una marcia su Roma, ha fatto una strage dei suoi avversari, è stato eletto console per l'ultima volta è subito dopo è morto, probabilmente di pleurite fulminante, certo non assassinato. Silla è tornato solo tre anni più tardi, quando sotto terra c'era anche Cinna, suocero di Cesare, e lungo la strada della sua seconda marcia su Roma ha affrontato e sconfitto, fra gli altri, Mario il Giovane, figlio di Caio Mario, che quindi non era senza figli.

Come ciliegina sulla torta di questo spaccato della realtà ci sono maestri d'arme che provano seriamente ad ammazzare i loro allievi e schiavi che rimproverano i padroni per il loro comportamento, a dimostrazione di una perfetta comprensione di quelle che erano la civiltà e la cultura romana.

Per chi è interessato a conoscere una versione dei fatti relativi all'ultimo periodo della Repubblica molto fedele alla realtà, per di più narrati con uno stile decisamente più avvincente, consiglio i romanzi di Colleen McCullough.

 

IL SOLDATO DI ROMA

La peggior accozzaglia di falsità e imprecisioni mai spacciata per romanzo storico. Questo volume è il seguito de "Le porte di Roma", ed è persino più infedele del precedente.

Cambiano le date e le circostanze della morte di alcuni personaggi, a partire da Cinna, qui ben vivo mentre nella realtà era morto prima che Silla tornasse a Roma, per proseguire con lo stesso Silla, morto dopo essersi ritirato a vita privata, mentre per Iggulden era ancora dittatore. Spariscono interi episodi di storia, come la guerra contro Sertorio. Così, visto che Pompeo non si trova più in Spagna impegnato contro un temibile avversario, l'autore può riportarlo a Roma per fargli assumere il comando della guerra contro Spartaco, in realtà sconfitto da Crasso. Come sovrappiù i due sono persino amici, e alleati contro un Catone che Iggulden, nella nota storica, indica come nemico di Cesare per molti anni. Ora, il nemico di Cesare era un certo Marco Porcio Catone, nato nel 95 a.C. e quindi più giovane di tutti i già citati personaggi. Com'è possibile che un ragazzo così giovane (aveva 24 anni all'epoca della sconfitta di Spartaco) sia così influente in Senato, e che abbia un figlio tanto grande da poter far parte dell'esercito? Se poi aggiungiamo che Catone è stato Legato di Pompeo contro i pirati, e che ha preso le sue parti nella guerra civile, arrivando a suicidarsi dopo la vittoria di Cesare a Tapso nel 46 a.C., viene da chiedersi chi sia il cattivone di questo romanzo.

Catone non è il solo personaggio a cui Iggulden ha lievemente accorciato la vita. Mitridate, qui ucciso da un giovane Cesare, in realtà si è suicidato nel 63 a.C. dopo essere stato sconfitto da Pompeo, che era già stato console grazie alla sua vittoria su Sertorio nove anni prima e all'accordo con Crasso che, contemporaneamente, aveva sconfitto Spartaco.

La fantasia dell'autore non si limita a cambiare l'ordine delle guerre, ma interviene anche in episodi dalla portata più limitata, ma comunque storicamente accertati. Per esempio, dice che Cesare ha riportato in auge il nome di Mario intentando un processo per riavere la sua casa, mentre le fonti indicano che ha ottenuto questo risultato con un'orazione oggi perduta in occasione del funerale della zia Giulia, vedova del grande generale. Certo, visto che Iggulden ha fatto suicidare una certa Metella (ma chi è?) alla fine del primo libro, qui non aveva più vedove a disposizione da commemorare.

Parlando di personaggi misteriosi, c'è anche il figlio di Servilia, Marco Giunio Bruto, che era parecchi anni più giovane di Cesare. Al massimo suo compagno d'armi poteva essere Decimo Giunio Bruto, che infatti è stato suo Legato in Gallia e poi contro Pompeo. Forse il fatto che entrambi abbiano fatto parte dei cesaricidi ha fatto decidere a Iggulden di semplificare le cose e farli diventare una sola persona. Probabilmente ci giudica troppo ignorati per capire le cose anche se ci vengono spiegate chiaramente.

Dulcis in fundo, l'autore dichiara che "i dettagli della vita quotidiana dei Romani sono storicamente accurati". Tralasciando il gran numero di personaggi con nomi troppo improbabili per essere romani, ad un certo punto ci viene presentata Cornelia indecisa sul nome da dare alla figlia. Indecisione tutta moderna, visto che all'epoca alle bambine veniva dato, indistintamente, il nome della gens paterna. Cornelia si chiamava così perché era figlia di Lucio Cornelio Cinna, e ugualmente sua figlia doveva chiamarsi Giulia perché era figlia di Caio Giulio Cesare. E Ottaviano in realtà si chiamava Caio Ottavio. Solo dopo essere stato adottato da Cesare è diventato Caio Giulio Cesare Ottaviano, iniziando quindi a portare, secondo la consuetudine, il nome e il cognome della famiglia che lo aveva adottato affiancato al nome della famiglia di origine con il suffisso -anus. Se questo è un romanzo storico forse è meglio leggere libri fantasy. Sono più fedeli alla realtà.

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anche a me piacciono i romanzi storici,i più belli per me sono:

 

-La guerra degli dei di poul andersen narra la mitologia nordica-scandinava mescolandola con ingredienti fantasy,davvero bello!!!!!!!! <img alt=" />

 

-la saga di camelot di jack white è davvero interessante,narra dal ritiro delle truppe romane dalla gran bretagna alla fondazione di uno stato autoctone formato da romani e celti,pultroppo nn ho finito di leggere tutta la saga............

 

-goffredo di buglione di angela.p.fassio un ottimo romanzo storico ambientato durante la conquista dei crociati della terra santa condito con qualche ingrediente fantasy

 

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Al di là delle troppe "licenze" che si è preso dal punto di vista storico Iggulden a me è sembrato decisamente mediocre anche come scrittore: dopo aver completato con una certa fatica la lettura di "Le porte di Roma" mi sono guardata ben bene dal cercarne un seguito.

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Al di là delle troppe "licenze" che si è preso dal punto di vista storico Iggulden a me è sembrato decisamente mediocre anche come scrittore: dopo aver completato con una certa fatica la lettura di "Le porte di Roma" mi sono guardata ben bene dal cercarne un seguito.

Anche secondo me è uno scrittore mediocre, non l'ho scritto semplicemente perché quelle due recensioni sono già fin troppo lunghe. E ho letto la bellezza di due romanzi perché ho fatto l'errore di comprare il volume doppio. Se lo avessi preso in biblioteca mi sarei fermata a metà del primo volume, se non ancora prima, ma ormai avevo speso i soldi... <img alt=" />

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LE CRONACHE DI CAMELOT DI JACK WHITE

malgrado il titolo è un romanzo storico con la S maiuscola...w caio merlino britannico!!! &gt;_&gt;

 

 

concordo pienamente...anche se non sono un veterano dei romanzi storici, le cronache d camelot sono magnifiche...e anche la nuova serie di whyte...Io Lancillotto...promette davvero bene...w il vecchio zoppo Caio Publio Varro!!!! <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

 

Non posso che quotare!Adoro Whyte ma non ho finito la serie che ho interroto al libro alla cui fine Artù ddiventa re e parte in guerra(scusate ma proprio non ricordo il titolo! <img alt=" /> )

tralatro proprio perchè avevo deciso di continuare a leggere la saga di Martin che avevo appena scoperto!

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w Ullic Pendragon!! <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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-La guerra degli dei di poul andersen narra la mitologia nordica-scandinava mescolandola con ingredienti fantasy,davvero bello!!!!!!!!

Sottoscrivo.

Soprattutto x gli appassionati, come me, del Walhalla, di Odino, Njord, ecc.

Questo autore purtroppo si è dedicato x troppo tempo alla fantascienza tipo Star Wars (x la quale è diventato famoso), e ha scritto poco di ambientazione mitologica o fantasy, ma quel poco è ottimo.

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Al di là delle troppe "licenze" che si è preso dal punto di vista storico Iggulden a me è sembrato decisamente mediocre anche come scrittore: dopo aver completato con una certa fatica la lettura di "Le porte di Roma" mi sono guardata ben bene dal cercarne un seguito.

Anche secondo me è uno scrittore mediocre, non l'ho scritto semplicemente perché quelle due recensioni sono già fin troppo lunghe. E ho letto la bellezza di due romanzi perché ho fatto l'errore di comprare il volume doppio. Se lo avessi preso in biblioteca mi sarei fermata a metà del primo volume, se non ancora prima, ma ormai avevo speso i soldi... <img alt=" />

 

 

Questa estate ho letto CALIGULA di Maria Grazia Silato, libro interessante e particolare, descrive una figura maltrattata ingiustamente dalla storia fino a pochi anni fà. Non è un libro privo di difetti, ma è senza dubbio una lettura che rifarei, e quindi lo consiglio.

Caligula mi ha messo voglia di Roma, e così gironzolando avevo visto in libreria l'offerta di Iggulden.

Nella mia ignoranza su questo scrittore, quest'estate stavo per fare il danno...e comprare il tomone con i due romanzi!!!....per fortuna non l'ho preso <img alt=" /> ...lol!!!

 

Tuttavia dopo la lettura di Caligula mi è venuta curiosità sulla figura di Giulio Cesare. Qualcuno sa consigliarmi un romanzo che ne descriva la figura in maniera attendibile e interessante??

 

Ciao

 

bry <img alt=" />

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Oltre i libri che ha già consigliato Kindra di di Colleen McCullough, Io ho letto il Caesar di MAx Gallo che è scritto molto bene anche se non ai livelli del suo libro su Napoleone, il libro è in soggettiva sul protagonista e almeno non ha strafalcioni storici. <img alt=" />

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mi è venuta curiosità sulla figura di Giulio Cesare. Qualcuno sa consigliarmi un romanzo che ne descriva la figura in maniera attendibile e interessante??

 

Non ho letto il libro di Gallo, quindi non posso dirne nulla, ma ti indico l'elenco dei libri che compongono il ciclo della McCullough, indicandoti anche l'arco di tempo di cui si occupano:

 

I giorni del potere (110-100 aC)

I giorni della gloria (98-86 aC)

I favoriti della fortuna (83-69 aC)

Le donne di Cesare (73-58 aC)

Cesare - Il genio e la passione (54-48 aC)

le idi di Marzo (48-42 aC).

 

Come puoi vedere l'arco di tempo è ben più lungo della vita di Cesare, che nasce al termine del primo volume, nel 100 aC, e muore a metà dell'ultimo, nel 44 aC. Non credo siano spoiler, le date ce le fornisce la Storia. Nella saga compaiono parecchi altri personaggi, noti e meno noti, come Caio Mario e Lucio Cornelio Silla, Marco Emilio Scauro, Lucio Apuleio Saturnino, Marco Livio Druso, Spartaco, Quinto Sertorio, giusto per citarne alcuni. Io non ne conoscevo quasi nessuno, e adesso sono figure familiari. Se non ti spaventano le saghe di dimensioni colossali (il secondo libro, il più lungo, supera le 900 pagine) vale davvero la pena leggerla.

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