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Fonti di Energia


Mornon

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Su Fukushima, si prospetta una possibilità non proprio rassicurante...

 

Sul Marsili, cito da qui:

 

una parte della sommità del Marsili [è] costitutita da rocce con una bassa densità, quindi più deboli e a rischio di crolli.

 

Il 29 marzo 2010 il direttore dell’INGV, Enzo Boschi, lanciò l’allarme sulle pagine del Corriere della Sera.

 

Potrebbe succedere anche domani. Le ultime indagini compiute dicono che l’edificio del vulcano non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all’improvviso.

 

Il cedimento delle pareti muoverebbe milioni di metri cubi di materiale, che sarebbe capace di generare un’onda di grande potenza. Gli indizi raccolti ora sono precisi ma non si possono fare previsioni. Il rischio è reale e di difficile valutazione

Come specificato nel seguito dell'articolo, il tono di quell'intervento fa trasparire uno scenario eccessivamente drastico, ma comunque è vera la fragilità delle pareti; sarebbe interessante vedere se e come il progetto di sfruttamento energetico ha tenuto in considerazione quegli aspetti.
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genericamente su nucleare, fotovoltaico ed eolico

[...]

i numeri non tornano: se il costo annuo è 0,89 G€ e la produzione annua 44,29 TWh, allora il costo è 0,02 €/kWh; troppo basso

Nei commenti si sta sviluppando una discussione abbastanza interessante, ed è stato segnalato un altro articolo scritto da uno degli autori per rettificare i numeri (non ho chiaro come si possa concludere che "le valutazioni sul confronto non cambiano affatto", ma comunque - pur contenendo un errore non da poco: considera quarant'anni di vita per la centrale, ma considera il costo stimato su sessant'anni - il costo del nucleare è già piú realistico).
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Il solare a concentrazione è un'idea vecchia, anche se negli impianti fotovoltaici commerciali non mi risulta sia mai stato particolarmente usato; il problema - a parte i costi dovuti all'impianto concentratore - è che concentrare la luce aumenta la temperatura, e quindi diminuisce la vita.

Questo in generale: sul progetto specifico non posso dire nulla, non conoscendolo; intanto segnalo la cosa, vedo se mi arrivano informazioni.

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Rispondo a questo: Il problema dei reattori di quarta generazione è che sono una sorta di "Arriveranno. Prima o poi. Forse". Se ne parla da... sessant'anni?, e sono previsti non prima del 2020÷2030, sperando che arrivino per quella data (confermata da world-nuclear.org - il cui ruolo è to support the global nuclear energy industry, quindi pro-nucleare - e dal sito dell’ufficio per l’energia nucleare del Department of Energy statunitense).

Sulle riserve italiane per alimentare quelle centrali non mi pronuncio, al momento non ho dati sottomano.

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  • 3 weeks later...
  • 2 weeks later...

Di sicuro una bella sfilza di variabili.

 

Leggevo che l'attuale costo del solare è di circa 3 euro a bolleta. Questo per assicurare una quantità d'energia che, sarà pure pregiata perché arriva nel momento di massima richiesta, ma contribuisce nei fatti allo 0,2% delle nostre necessità.

 

Siccome non mi sembra che la bolletta media sia di circa 1500 euro, dov'è il guadagno?

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Incentivi statali

 

Acquistare un impianto fotovoltaico? Detrazioni fiscali del 55%

Se acquisti un impianto fotovoltaico potrai usufruire delle detrazioni fiscali del 55%, approvate dal nuovo Conto Energia 2011. Grazie agli incentivi statali e grazie al progresso della ricerca italiana in materia di energie rinnovabili oggigiorno il settore del fotovoltaico ha sorpassato quello eolico, soprattutto per potenza installata negli impianti realizzati. Il Quarto Conto Energia 2011 ha approvato le detrazioni fiscali del 55% che permetteranno di suddividere le spese per energie rinnovabili non più in 5 rate bensì in 10. Si possono detrarre “le spese sostenute e rimaste a carico nel 2010 e nel 2011 nella dichiarazione dei redditi relativa al 2011, anche se riferite a un unico intervento”.

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  • 2 weeks later...

L'idroelettrico? Altro che energia pulita: distrugge i torrenti

Rivolte in Lombardia per la proliferazione di piccoli impianti: grazie agli incentivi si sfrutta qualsiasi corso d'acqua, anche minuscolo, provocando impatti ambientali considerevoli

 

E se vi dicessimo che le energie rinnovabili distruggono l’ambiente, invece di proteggerlo? Le polemiche sull’ impatto di pannelli solari e pale eoliche sono note da tempo, ora si aggiungono anche le proteste contro l’idroelettrico. O meglio, contro la diffusione a macchia di leopardo di minicentrali che prosciugano i torrenti.

 

Il 16% della produzione elettrica nazionale deriva dai fiumi, contro il 3% delle altre fonti rinnovabili. L’idroelettrico è una voce importante anche guardando al totale di energia prodotta in Italia: rappresenta il 66% di tutta la potenza rinnovabile nel nostro Paese, secondo in Europa solo a Svezia e Francia. Ad aumentare sempre più – facendo crescere perplessità nelle comunità montane – non sono però grossi impianti. Anzi. Proprio il GSE (Gestore Servizi Energetici) notava già due anni fa che “ L’unico fenomeno degno di nota è rappresentato dall’entrata in esercizio di molti impianti di piccola taglia ad acqua fluente. Nel futuro si prevede che verranno realizzati soprattutto piccoli e mini impianti idroelettrici, in linea con quanto accaduto negli ultimi anni”.

 

Facciamo un passo indietro. Nel 1999 il decreto Bersani liberalizza il mercato elettrico. L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas delibera che l’energia elettrica prodotta da impianti di piccola potenza ha un’importante valore nella tutela ambientale, in quanto sostituisce l’energia prodotta con altre fonti di maggior impatto negativo. Grazie agli incentivi, si registra così il boom di richieste per il mini idroelettrico, ossia per la creazione di impianti fino a tre megawatt di potenza. Perché? Si sfruttano corsi d’acqua montani, si produce energia pulita e si guadagna parecchio: 26 centesimi per Kw venduto, sei d’incasso vero e proprio e 20 sotto forma di incentivo statale. Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia, semplifica: “ La verità? Spesso si assalgono torrentelli che rendono pochissimo”, ma grazie agli incentivi tutto torna.

 

Un business niente male. Non fosse che alcune valli - soprattutto in Lombardia - iniziano ad essere decisamente ambite. E vari comitati locali, come quello comasco, si mobilitano per denunciare i rischi: dissesti del terreno, impoverimento dei corsi d’acqua, trasformazione della flora caratteristica e dell’habitat della fauna ittica. Insomma, se tutti i torrenti vengono deviati, pesci e piante ne risentono. “ Sarà pure energia pulita, ma incide parecchio sulla conservazione ambientale, spiega Dario Bianchi, consigliere regionale leghista della Regione Lombardia, che da tempo si batte contro la proliferazione di piccole centrali idroelettriche nelle valli lombarde.

 

I numeri. Solo in Lombardia sono 299 le richieste fatte alle varie province per la costruzione di piccolo impianti idroelettrici. Se si pensa che nel 2009 il GSE censiva in totale 351 impianti, si ha un’idea della spoporzione. E queste cifre riguardano solo i casi pendenti.

 

L'articolo poi prosegue con altre due pagine

http://daily.wired.it/news/ambiente/2011/08/08/idroelettrico.html

 

:saiyan:

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  • 2 months later...

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