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Qualche serie vista ultimamente:

Severance - Eccellente, una riflessione splendidamente realizzata sulla società odierna. Unico difetto, la parte centrale della stagione arranca un po' ed è uno di quei rari casi in cui un paio di episodi in meno avrebbero giovato

Vatican Girl - Per la verità un documentario, ben fatto anche se troppo amerigano come stile in certi momenti, non aggiunge nulla di nuovo ma mette bene in fila i fatti.

Euphoria S2 - Scena per scena è meravigliosa, il legame tra le singole scene però latita, ed è abissale il divario tra la storia di Rue (a mio avviso meravigliosa) e le altre. Alcuni personaggi poi paiono essere rimasti nella serie per caso o per essere avviliti oltre misura. Spero la chiudano in gloria con la S3.

1883 - Una a tratti ridicola fantasia Repubblicana, ma a me il back-country americano piace sempre.

The Rings of Power - Peccato perchè c'erano tante buone idee e anche una onestà di fondo, ma alla fine è un pasticcio insensato. Sarà dura raddrizzarla per la S2.

House of Dragons - Il remake in salsa "Occhi del Cuore" di Game of Thrones. Mi ha detto poco, alla fine pochissimo.

Andor - Serie dell'anno, punto e basta. Da brividi, la cosa migliore partorita dall'universo Star Wars dai tempi de L'Impero Colpisce Ancora.

 

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6 ore fa, MezzoUomo ha scritto:

Euphoria S2 - Scena per scena è meravigliosa, il legame tra le singole scene però latita, ed è abissale il divario tra la storia di Rue (a mio avviso meravigliosa) e le altre. Alcuni personaggi poi paiono essere rimasti nella serie per caso o per essere avviliti oltre misura. Spero la chiudano in gloria con la S3.

 

Nel complesso ho avuto le stesse impressioni. Ha degli alti pazzeschi, e dei frame che sembrano a tutti gli effetti dei quadri. La puntata 2x05 poi è folle nel senso buono del termine. Tuttavia la qualità generale è meno omogenea rispetto alla stagione precedente e alcuni personaggi sono molto sacrificati, come quello di Kat anche se in questo caso si era parlato di contrasti tra Barbie Ferreira e Sam Levinson. Spero anche io che si concluda con la terza stagione, anche perché banalmente gli attori/attrici invecchiano e non sarebbero più credibili nel tempo.

In ogni caso a suo tempo avevo aperto questa discussione che potrebbe interessarti.

 

Nel frattempo ho terminato dopo soli due mesi e mezzo circa la prima stagione di Daredevil. Più andavo avanti nella visione e più mi rendevo conto della classicità della narrazione.

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Si ha un personaggio positivo ma non del tutto bianco, con vari tormenti e una disabilità fisica che però riesce paradossalmente a trasformare in arma, che decide di salvare il posto in cui vive dalle ambizioni di un villain con cui è oggettivamente difficile empatizzare ma che non è affatto macchiettistico, e che oltre ad essere dotato di grande intelligenza e forza fisica sa dimostrare affetto verso un limitato numero di persone. Questo confronto finisce per coinvolgere (ed inguaiare a vario titolo) tutti i personaggi a cui i due personaggi tengono fino al confronto finale il cui esito è prevedibile ma non banale. Fisk si trova in prigione ma dubito vi rimarrà a lungo, e tutta la sottotrama che gira attorno a Gau e Stick è piuttosto misteriosa.

Si è trattata di un'ottima stagione e ora, con (molta) calma, proseguirò con la visione.

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Su insistenza quasi patologica di un mio amico, ho anche iniziato a vedere The Mandalorian. Il taglio e la narrazione sono quelli di un western e lo apprezzo molto perché trovo si leghi bene al mondo di Star Wars post Episodio VI, dove è presente una situazione geopolitica ancora non del tutto stabile. Molto azzeccato Pedro Pascal nel ruolo, che per forza di cose deve recitare solo tramite la voce e il corpo. Da quello che ho capito, lo show partì come un prodotto di nicchia ma poi ha avuto un enorme e inaspettato successo.

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  • 2 weeks later...

Ho finito la prima stagione di Slow Horses, tratta da Un covo di bastardi, primo della serie romanzi di Mick Herron dedicati a Jackson Lamb, una versione maleodorante, sudaticcia ma non meno geniale di George Smiley, una leggenda dell'MI5 esiliata e condannata a gestire una squadra di agenti che hanno commesso un errore di troppo in servizio e sono finiti a vegetare nel Pantano, la sezione di Lamb. I libri (al momento in Italia ne sono arrivati solo due) sono assolutamente imperdibili, e la serie è ottima. Consigliatissimi, entrambi.

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Finito di vedere Stranger Things 4 stagione. Anni luce dalla seconda, direi la piú bella dopo la prima. Ci sono diverse banalitá e non tutto é azzeccato IHMO, ma finalmente i personaggi sono interessanti e simpatici, la recitazione (anche a vederlo doppiato) mi é parsa molto buona e l'azione non si fa mancare, ma senza mai dimenticare il lato piú umano delle vicende.

 

Non un capolavoro, ma lo promuovo senza dubbio.

 

Ho visto anche i primi episodi di Cabinet of Curiosities. Ho sensazioni discordanti: da una parte sembra un recupero dell'horror antologico degli anni 80 (creepshow, i racconti dalla cripta etc). D'altra parte nessuno degli episodi fino ad ora si é dimostrato davvero interessante: non fanno paura (quell'horror non fa piú paura, io credo), non é originale, non mi pare abbia livelli interpretativi particolari o punti di vista affascinanti (alla black mirror, per dire): é quello che vedi. 

Sembra quasi come se Del Toro avesse recuperato un tipo di televisione a cui é nostalgicamente affezionato e lo abbia riproposto, sperando che altri come lui ne siano ancora interessanti.

A parte questo, é sicuramente ben fatto e si lascia tutto sommato guardare.

 

 

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@Manifredde Anche tu hai la sensazione che in ST

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abbiano finito per retconnare il personaggio di Martin Brenner? Sarà che sono passati anni da quando ho visto la S1, ma mi pare di ricordare che avesse delle intenzioni molto più oscure, mentre qui di fatto lotta per salvare il mondo, pur con tutti gli scheletri nell'armadio che si ritrova. Oppure è una falsa impressione dovuta al fatto che a inizio serio si capiva poco di quello che fossero i suoi veri obiettivi?

Intanto, dopo aver finito le S1 di The Mandalorian e Daredevil, ho iniziato la miniserie The New Pope. Di Sorrentino non so assolutamente nulla ma trovo l'aspetto tecnico e il cast molto indovinato. Devo ancora capire nel dettaglio le tematiche affrontante, anche perché non si tratta di uno show facile (e meno male). Per ora mi pare venga affrontanto il tema della distanza tra Uomo e Dio per mezzo del punto di vista del giovane Papa del titolo, ancora alla ricerca dei genitori che lo hanno abbandonato. Certe volte ho anche l'impressione che per mezzo di alcune particolari inquadrature a dei simboli religiosi Sorrentino voglia comunicare qualcosa, ma mi sfugge.

 

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E' un periodo in cui non trovo una serie tv da guardare e quindi sono passato al "revival". Mi sono rivisto:

  • Isabel serie tv spagnola su Isabella la cattolica. In alcuni momenti è un pò lento ma il risultato è buono e inquadra bene una delle sovrane di castiglia/spagna della storia. I duetti con il marito Ferdinando di Aragona sono ben rappresentati.
  • Hornblower: miniserie tv sull' omonimo ufficiale che fa la sua carriera tra 1700 e 1800 nel periodo tra le la rivoluzione francese e l' ascesa di napoleone. Serie tv molto godevole e realizzata molto bene
  • The Unit: serie tv sulla delta force ossia il top delle forze speciali usa. Serie tv fatta molto bene e con belle scene di combattimento. Quello che fa storcere il naso ad uno appassionato di tematiche militari è che in alcuni episodi il protagonista si prende un' autorità da generale prulistellato pur essendo un sergente maggiore.. Ogni tanto più che militari dell' esercito sembrano la milizia privata del presidente usa.. 

 

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@Euron Gioiagrigia Si, anche io sono stato un pó perplesso circa la resa di quel personaggio. Peró, come per te, anche io la 1 non la ricordo poi granché da questo punto di vista, e la 2 e la 3 le ho fondamentalmente rimosse, quindi mi sono detto che ricordavo male io.

Il modo in cui peró lo hanno fatto é stato secondo me efficace, aprendo un cerchio e poi chiudendolo ottimamente.

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Il 24/11/2022 at 11:11, MezzoUomo ha scritto:

Sarà dura raddrizzarla per la S2.

 

Io, non so perché, sono assurdamente fiduciosa sulla seconda stagione. Le ultime tre puntate della prima mi hanno ribaltato il risultato alla Borghese. :ehmmm:

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Anch'io ultimamente ho guardato un po' di roba su Netflix:

The Crown 5. Si può vedere ma confermo quello che stanno dicendo un po' tutti, è la stagione più debole ed è nel complesso piuttosto noiosa. Credo che il motivo principale sia che, non volendo per vari motivi inserire a questo giro la morte di Diana e quello che ne è seguito, fossero un po' a corto di materiale, e siano stati costretti a piazzarci a mo' di riempitivo una serie di fatti di scarsa importanza romanzandoli esageratamente per renderli più appetibili. Brava l'attrice che fa Diana (solo alla fine mi sono resa conto che quella lungagnona è la stessa che faceva la femme fatale in Tenet), inguardabile quello che fa Carlo, decorosi gli altri.
 
1899. Seconda serie realizzata dal duo tedesco che ha fatto Dark (sono marito e moglie, la vita non deve essere monotona a casa loro), tematiche simili ma meno cervellotica (per ora, almeno) e quindi più agevole da seguire. Da vedere assolutamente se piace il genere, a me questa prima stagione è piaciuta molto. Imperdibile il finale, soprattutto se si è fan di Bowie :victory:, e molto interessante il making of, che spiega come siano riusciti a realizzare tutte quelle scene incredibili senza mai usare il green screen. Un'avvertenza per chi non l'ha vista ma conta di farlo: tassativo l'originale coi sottotitoli. I personaggi provengono tutti da paesi diversi e ognuno parla la sua lingua madre, per cui spesso tra di loro non si capiscono. Quei co***oni completi che hanno curato il nostro doppiaggio fanno parlare tutti in italiano, cosicchè il senso delle loro interazioni si perde completamente.
 
Wednesday. Ok, devoto rispetto per Tim Burton, ma m'è parsa una cagata. Sorta di incrocio tra le tipiche storie degli Addams e quelle di Harry Potter, questa pseudo-Hogwarts gotica mi ha convinto poco, mi pare che possa piacere giusto se uno ha meno di 16 anni. Prevedibilissimi i cosiddetti colpi di scena, io che sono completamente tonta credo di avere capito chi erano i cattivi dalle parti della seconda puntata. Perfetta, però, la giovane attrice che interpreta Mercoledì, è bravissima e ha la faccia giusta. E centrata nella parte la nostra vecchia amica Gwendoline (non so dove ho visto un meme secondo cui la Mano è quella di Jaime e mi sono sganasciata dalle risate :stralol:
Katla. Lo so, non è uscita ora, ma continuavano a consigliarmela e l'ho guardata. Non è male, nel complesso, e non l'ho trovata troppo lenta: il genere è quello, le serie gelido-nordiche solitamente non hanno un ritmo travolgente.
In parte credo che il motivo del mio apprezzamento dipenda dal fatto che è ambientata in Islanda, paese meraviglioso del quale ho grande nostalgia. Il difetto principale della serie è la tematica non molto originale: i changeling sono un topos della fantascienza praticamente da sempre, ho visto citare l'invasione degli ultracorpi ma a mia memoria il capostipite è il bellissimo racconto "La terza spedizione" dalle Cronache Marziane di Ray Bradbury, che è del 1949. Qui, se non altro, lo scopo dei changeling (semprechè ne abbiano uno) non sembra essere quello solito, e non dico altro per non fare spoiler.
Nota a margine: la protagonista, a quanto ho capito, è una cantante abbastanza nota nella madrepatria. Sono andata a vedere qualche video live sperando di avere beccato una nuova Bjork, ma la definirei piuttosto una sorta di versione islandese di Sade. Meglio come attrice, in ogni caso.
 
Hot Skull. L'ho appena finita, e anche questa non è male. Anche qui la tematica non è propriamente inedita, ma del resto nel genere fantascientifico-distopico ormai è quasi impossibile fare qualcosa che non sia già stato fatto. L'ho trovata realizzata bene, e il fatto che sia una serie turca ambientata a Istanbul (una Istanbul distopica ovviamente, non ci si aspettino moschee blu, bazar e deliziosi ristorantini sul mare) le aggiunge una certa aria di novità, soprattutto se uno la guarda in turco :). Sul piano interpretativo la baracca da ogni punto di vista la regge l'attore protagonista, gli altri ricordano abbastanza come recitazione non memorabile i loro colleghi delle serie italiane: dev'essere la comune provenienza mediterranea. In ogni caso fila via liscia ed è abbastanza adatta a un binge-watching in un weekend in cui il tempo è brutto e uno non ha niente da fare...
 

 

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@Pongi 1899 l'ho iniziata, e ora che mi dici che é degli stessi autori di Dark capisco perché anche questa sia cosí scura. Il mio tv ha ormai 10 anni o quasi, bellissimi colori, ma un pannello IPS che non conosce i neri: se le scene sono scure, é un misto di grigi dove non si capisce una mazza. 

Peró non mi dispiaceva.

Katla mi é piaciuta davvero molto.

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@Manifredde Dark l'avevo trovata affascinante ma esageratamente difficile da seguire. Troppo cervellotica, e io non avevo voglia di star lì con carta e penna per capire chi era chi nei vari piani temporali.

Questa è più semplice, non perché gli enigmi non ci siano ma perché vengono svelati in modo progressivo e quindi è più facile tenerne le fila. Visivamente è bellissima: io non l'ho trovata affatto buia, ma la guardo sul PC e ho uno schermo molto grande e molto luminoso. 

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1899 spero di riuscire a recuperarla a breve.

Anche io avevo letto di questa scelta assurda di doppiare in italiano tutto, anche quando serve che i personaggi si esprimano nel loro idioma... non capisco come abbiano potuto non rendersi conto che così avrebbero cambiato proprio il senso delle scene.

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@ryer ma infatti. Cito ad esempio una scena che c'è nella prima puntata:

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Un ragazzo entra in un salone pieno di gente urlando aiuto, mia sorella non riesce a partorire e sta morendo, c'è un medico? Nessuno se lo fila, ma anzi lo acchiappano e cercano di sbatterlo fuori. Uno si dice guarda che manica di str***i, solo perché sono ricchi e lui è povero. In realtà il motivo è che lui urla in danese e nessuno lo capisce, quindi si limitano a pensare che sia un matto. 

Scene così ce ne sono in continuazione, senza contare l'effetto di straniamento dato da questa moltitudine di lingue (credo una decina) che anch'esso si perde completamente. 

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