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NPO-91

Concerti...

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Date le premesse, il fatto che l'ultima uscita discografica fosse una raccolta di lenti, e che la location prescelta fosse l'arena di Verona, tempio dell'opera classica, temevo di assistere ad un concerto molto tranquillo. Dopotutto il biglietto era il regalo di compleanno per mio padre, e se va bene a lui, buon concerto a tutti!

 

Invece la band teutonica ha colto di sorpresa tutti, proponendo una scaletta basata sui loro cavalli di battaglia degli anni 70, primi anni 80, snocciolando pezzi di solidissimo hard & heavy come l'osannato The Zoo, Blackout, la celebre Rock You Like a Hurricane e la strumentale Coast to Coast con Klaus Meine come terza chitarra!

 

Questi brani relativamente tosti si alternavano intelligentemente con i migliori brani AOR del gruppo. Dei veri e propri inni da stadio, che nell'arena di Verona hanno trovato pane per i loro denti.

Big City Nights, le ballad Still Loving You, Wind of Change e Send Me an Angel, nonché la nuova We Build this House, che ha riscosso massiccia approvazione.

 

Degno di nota l'iserimento nel gruppo di Mikkey Dee, storico batterista e anfitrione dalla grinta inesauribile, che ha martoriato le pelli giá con Motörhead e Helloween, tanto per nominarne due, che ci ha regalato un ottimo assolo di batteria, e probabilmente é stato anche il movente della cover di Overkill in onore dello scomparso Lemmy Kilmister.

 

Lo stato di forma della band, che, ricordiamo é formata da musicisti ormai 70enni é stato altalenante. Se Rudy Schenker ha un fisico invidiabile per uno della sua etá, Klaus Meine é stato evidentemente in difficoltà all'inizio del concerto. Probabilmente non é stato aiutato dall' audi, abbastanza confuso all'inizio del concerto, ben lontano da quel miracolo acustico, che dovrebbe essere l'arena. Comunque sia Meine, che l'arena hanno avuto un netto miglioramento dopo qualche canzone, regalando un concerto di tutto rispetto e che resterá un ricordo indelebile.

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Uh....che bella scaletta!!!!:wub: tutti  brani che so suonare!!!!

Immagino il delirio su certe leggende tipo Still Loving You, Blackout, The Zoo, Wind of Change e Send me an Angel.....oddio, a dirla tutta avrei dato di matto per tutte le canzoni che hai citato......

Dev'essere stato davvero un concerto epocale; gli Scorpions li ricordo come grandi animali da palcoscenico, io però li vidi l'ultima volta 24 anni fa!.........mica pizza e fichi! Io ero una pischellina e loro poco meno che 50enni......

 

L'acustica....confido che quando hanno fatto il soundcheck era tutto perfetto; ma siccome il soundcheck si fa ore prima, quando c'è ancora il sole ed un'umidità relativa diversa, poi è naturale che le prime canzoni sembrino un po' "loffie" a livello di audio.....la temperatura che cambia e l'aumento dell'umidità, unito al non trascurabile cambiamento climatico causato dal temporale, hanno mandato le accordature degli strumenti a ramengo.....quindi le prime canzoni sono servite per "riaggiustare le cose".....i concerti all'aperto soffrono tantissimo di questi sbalzi. Pensa che a volte si hanno problemi di audio anche in quelli indoor (ma in questo caso di solito le cause sono altre....)

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Secondo me, causa ritardi sulla scaletta di montaggio del palco il soundcheck lo hanno fatto DURANTE il concerto :stralol:

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Eh....mi sa che hai ragione!

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Reduce dal Metal Italia, un breve report dell'evento:

 

Il primo gruppo che ho visto sono i White Skull. Li conosco di fama da 20 anni. Tosti, convincenti, con una front woman, che gioca a fare la Doro Pesch, e non fallisce neanche tanto l'obiettivo. È un concerto speciale per loro, festeggiano i 30 anni di attivitá.

 

Gli Elvenking sono un mix tra fenomeni da baraccone e una allround fantasy band, di quelle, che si trovano ai mercati medievali. Interessante comunque il suond, che hanno sviluppato. Nota per il cantante: hai una voce giovanile/femminile, rinuncia al face painting, che non ti fa sembrare minaccioso, ma solo ridicolo. Ahem. :unsure: 

 

Con i Domine iniziano i gruppi principali, la parte del festival piú attesa. I toscani, acclamatissimi macinano tutti i loro grandi classici, Dragonlord, Thunderstorm, The Hurricane Master, la monumentale The Ride of the Valkyries, The Fall of The Spiral Tower e l'inmancabile Defender. Neanche i problemi tecnici per il chitarrista riescono a sminuire la loro presenza scenica, anzi l'intervallo forzato concede a Morby qualche minuto per interagire con il pubblico.

Qualche piccola pecca nell'esecuzione (scarsa possibilitá di suonare dal vivo? peso dell' etá?) l'ho notata, comunque nel complesso é stato un gran bel concerto. Il loro più bello dal Gods of Metal del 2000, per quanto mi riguarda! ^_^ 

 

Il peso dell'etá si fa sentire anche per il leggendario Chris Boltendahl e i suoi Grave Digger, qualche calo di voce e qualche problema di audio comunque non pesano su un concerto epico, che ripesca i pezzi più famosi del gruppo, tratti dalla loro trilogia medievale, in particolare da Tunes of War, il loro famosissimo concept album sulla storia scozzese. Cornamuse e inni epici, quindi, cantati a squarciagola dal pubblico, che per tutta la serata é stato davvero fantastico. In piú il locale si sta riempiendo per davvero, l'atmosfera quindi non puó, che migliorare ancora.

 

Intermezzo agli stand gastronomici, scegliamo di farci spennare per un panino, accanto invece c'é una vera e propria mensa, che sembra essere ben fornita. Non cosí invece il baracchino degli Hamburger, dove la porvera ragazza alle casse annuncia disperatamente alla folla di aver finito pomodori e insalata. Viva la buona organizzazione. :yeah:

 

Un boato accoglie i Refuse, una band, che non conoscevo, e che ho scoperto essere una formazione vecchia dei Rage. I loro pezzi sono Power Metal al fulmicotone, il loro batterista sembra costantemente a rischio d'infarto, per quanto selvaggiamente picchia le sue pelli. È giá il mio nuovo idolo!

In mezzo al concerto poi, stacco via le luci ed ecco apparire i Rage odierni, che continuano a spiattellare pezzi della loro fitta discografia. Il tutto gira intorno alla figura dell'istrionico Peavy Wagner, che con il suo antenato c'entra come i cavoli a merenda, ma che ci regala un doppio concerto memorabile.

 

Se prima la sala era piena, adesso sta per scoppiare. Chiudono la serata gli Hammerfall, anche se i veri headliner erano appena usciti. Cains, Dronjak e compagni snocciolano sapientemente le loro migliori song (per forza, é un Best-of-show), ma purtroppo snobbano quasi in toto il loro primi due album, quelli più melodic e piú power. Inoltre, dopo gli ultimi 3 concerti tutti sopra le righe, questi ultimi si esibiscono in curiosi siparietti, che sembrano coreografati dagli Europe d'annata, e peccano un po' di mancanza di appeal.

 

Ben dopo le una, stanco e soddisfatto, riprendo la strada verso casa, pensando a quale memorabile serata sia stata organizzata nuovamente (d)al Live Club.

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