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Polgara

Commenti sul libro che ho appena letto....

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Ho appena finito "L'ultimo cavaliere", primo libro della trilogia della Torre Nera di Stephen King.

Mi ha piuttosto deluso. alcuni mesi fa avevo letto il secondo "La chiamata dei tre" che mi era piaciuto anche se mi aveva lasciato molti interrogativi, ai quali supponevo avrei trovato risposta nel primo.

Così non è stato.

"L'ultimo cavaliere" , ambientato in un mondo che ricalca molto il Far West, narra la storia di un pistolero che insegue un fantomatico Uomo in Nero, per ragioni che non è dato capire, connesse ad una sorta di lotta tra il Bene ed il Male.

Su tutto incombe una mitica Torre Nera, che il pistolero odia con tutto se stesso ed ha giurato di distruggere.

Confuso per tutte le sue 230 pagine, ricco di allusioni e richiami ad eventi precedenti che non vengono mai chiariti, il romanzo non si solleva neppure nel finale, alquanto deludente

Decisamente Stephen King ha scritto di meglio.

6/10

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Ho appena finito "L'ultimo cavaliere", primo libro della trilogia della Torre Nera di Stephen King.

Mi ha piuttosto deluso. alcuni mesi fa avevo letto il secondo "La chiamata dei tre" che mi era piaciuto anche se mi aveva lasciato molti interrogativi, ai quali supponevo avrei trovato risposta nel primo.

Così non è stato.

"L'ultimo cavaliere" , ambientato in un mondo che ricalca molto il Far West, narra la storia di un pistolero che insegue un fantomatico Uomo in Nero, per ragioni che non è dato capire, connesse ad una sorta di lotta tra il Bene ed il Male.

Su tutto incombe una mitica Torre Nera, che il pistolero odia con tutto se stesso ed ha giurato di distruggere.

Confuso per tutte le sue 230 pagine, ricco di allusioni e richiami ad eventi precedenti che non vengono mai chiariti, il romanzo non si solleva neppure nel finale, alquanto deludente

Decisamente Stephen King ha scritto di meglio.

6/10

 

personalissimo consiglio: non fermarti o perderesti una saga grandiosa <img alt=" />

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Terminato Fallen di Lauren Kate primo libro di una serie di quattro che ancora devono uscire in America (entro il 2012 pare).

 

In un'epoca in cui ogni cosa su vampiri vende, questo libro invece si sposta su un'altra tematica.

 

Lucinda, detta Luce, è una 17enne che dopo uno strano incidente, di cui lei ricorda poco, che ha portato alla morte del suo ragazzo, viene chiusa in un correzzionale. La ragazza fin da piccola è perseguitata da delle ombre che si manifestano in particolari occasioni, ma che dal momento in cui entra nell'istituto aumentano di frequenza e anche di intensità.

Nel nuovo ambiente la ragazza ha a che fare con ragazzi disadattati ed educatori e metodi non proprio perfetti (per non parlare dello stesso istituto costruito su una vecchia accademia militare risalente alla guerra civile americana e comprendente anche un cimitero). In particolare sono tre i personaggi con cui crea particolari legami: Daniel, che a lei sembra di conoscere da sempre ma che la evita come la peste, Cam che invece pare molto interessato a lei e Penn, una ragazza che la aiuta ad ambientarsi e a fare indagini su Daniel.

Alla fine i rapporti con i due personaggi maschili si fanno molto complicati e si arriva a una conclusione che invece di tirare fuori i vampiri tira fuori gli angeli caduti. A quanto pare la sensazione che provava per Daniel non era sbagliata...loro si conoscevano già da prima.

Mi fermo qui, per non spoilerare troppo. Il libro a dire il vero non ha un finale, concludendosi con lei che parte e l'inizio di un nuovo scontro tra questi angeli caduti, e promette bene per i seguenti volumi (che essendo altri tre non dovrebbero portare a una trama eccessivamente allungata).

 

Voto: 7,5/10

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Ho appena finito "l'eretico" di Sergio Alan D Altieri. Le descrizioni degli sbudellamenti sono a dir poco magistrali(come piacciono a me),i personaggi sono ben delineati e il libro è molto accurato dal punto di vista storico.Inevitabilmente viene da paragonarlo a Martin:ok,le Cronache sono sempre le Cronache,ma Altieri è bravo,decisamente sa quello che fa.Assolutamente da leggere.

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Iniziamo con Tutto Sherlock Holmes di Conan Doyle

Spero che abbiano almeno corretto gli sbagli di traduzione più madornali che avevano nella prima edizione... del tipo straniero reso con gentile...(Uno studio in rosso)

 

Poi, per quanto mi riguarda, ho letto velocemente Il processo Deltchev di Eric Ambler. Per chiunque ami le spy-stories Ambler è un maestro: forse l'ambientazione suona talvolta troppo fantasiosa, e la costruzione puà sembrare implausibile, ma l'intreccio ed il doppio e triplo gioco dei protagonisti sono tali da spiazzare e avvincere chiunque - e poi è divertentissimo trovare il protagonista ch compie regolarmente la scelta sbagliata, convinto di fare quella giusta, riuscendo solo a mettersi sempre più nei guai...

voto 7/10

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Iniziamo con Tutto Sherlock Holmes di Conan Doyle

Spero che abbiano almeno corretto gli sbagli di traduzione più madornali che avevano nella prima edizione... del tipo straniero reso con gentile...(Uno studio in rosso)

 

 

Non mi pare ci fossero molte idiozie, dovrei però rivedere...anche se devo dire che per il Mastino dei Baskerville ho preferito la traduzione di Anna Allocca (nella mia edizione della deAgostini del 1997) rispetto a quella del libro della Bizzotto.

 

Nel frattempo ho letto Il guardiano degli innocenti di Andrezej Sapkowski...un'antologia di racconti riguardante Geralt di Rivia. L'ambientazione e il personaggio hanno dato luogo, nel 2007, al videogioco The witcher. L'intera saga è composta da 4 libri di cui il guardiano degli innocenti costituisce il terzo, ma da quanto ho capito gli altri non sono stati tradotti in italiano.

Geralt è uno strigo, ossia un individuo molto più forte della norma che è stato sottoposto a un duro addestramento e costretto a prendere erbe e pozioni che l’hanno profondamente mutato. Lo scopo degli strighi è quello di uccidere le creature magiche che infestano i regni degli uomini, ma la loro forza e i loro poteri li rendono poco amati, tanto da essere considerati “un male necessario”, c’è addirittura chi vorrebbe eliminarli.

I 7 racconti sono racchiusi in un filo conduttore rappresentato dalla degenza di Geralt nel tempio della sacerdotessa Nenneke, dopo esser stato ferito durante uno dei suoi lavori. Essi ci aiutano ad entrare meglio in quella che è la vita dello strigo, della discriminazione che spesso subisce e dei personaggi che bene o male entrano in contatto con la sua vita: è questo il caso di Ranuncolo, stimato trovatore alquanto pasticcione e raffinato, uno dei pochi amici di Geralt, e della maga Yennefer (protagonista dell’ultimo racconto) con la quale lo strigo ha un profondo rapporto.

 

E' un bel libro, ma trattandosi di racconti separati è facile perdere l'attenzione per qualche giorno. In genere preferisco quando si tratta di un unico romanzo.

 

Voto: 7/10

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Terminato Fallen di Lauren Kate primo libro di una serie di quattro che ancora devono uscire in America (entro il 2012 pare).

 

In un'epoca in cui ogni cosa su vampiri vende, questo libro invece si sposta su un'altra tematica.

[..]

Alla fine i rapporti con i due personaggi maschili si fanno molto complicati e si arriva a una conclusione che invece di tirare fuori i vampiri tira fuori gli angeli caduti.

 

Ho come l'impressione che gli angeli saranno il prossimo filone fantasy per YA e sostiuiranno presto i tanto "odiati" vampiri. <img alt=" /> Spero solo che in tanta spazzatura (non faccio nomi, ma ho già letto alcuni spezzoni di libri di prossima uscita sul tema) se ne distingua qualcuno perchè sono molto interessato all'argomento.

Erin questo libro che target ha? E' per adolescenti o secondo te anche un vecchio cinico bastardo quale sono lo può leggere? Il mondo angelico è descritto, spiegato e approfondito o gli angeli agiscono sulla terra come persone normali? Grazie in anticipo. <img alt=" />

 

 

EDIT: ho trovato questo: l'angelo elfo. Non pensavo che fossimo già arrivati a questi livelli. <img alt=" />

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"Guerra e Pace". Se non l'avete ancora letto ve lo consiglio caldamente, le descrizioni delle battaglie sono molto realistiche. Molto bello anche lo studio psicologico dei diversi personaggi e le descrizioni dell'alta società russa. Veramente da non perdere.

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Guerra e Pace....bellissimo!! Letto quando avevo più o meno 15 anni...amore a prima vista. ;)

 

Finalmente sono riuscita a terminare, non senza fatica, "Il Quattrocento" di Susana Fortes.

Il libro parte sotto tutti i migliori auspici, fa parte di quel filone che va tanto di moda negli ultimi tempi; con una doppia ambientazione, una nella Firenze del presente e specificatamente nel all'inizio del 2005, l'altra nella Firenze Rinascimentale di Lorenzo il Magnifico de Medici, al massimo del suo fulgore, nel 1478.

La trama è concentrata su due storie parallele; quella del presente riguarda una ragazza spagnola, Ana Sotomayor, che dopo aver vinto una borsa di studio per terminare la sua tesi in Storia dell'Arte si trasferisce a Firenze dove studierà l'opera di Pierpaolo Masoni detto il Lupetto, contemporaneo di Leonardo e come lui proveniente dalla bottega del Verrocchio. L'altra storia, invece, riguarda Luca, il giovane apprendista di Masoni attraverso gli occhi del quale il lettore verrà trasportato nella vita intensa ed a volte caotica della Firenze del 1478.

E fin qui, tutto bene; Ana segue la sua tesi con passione, visita gli Uffizi, ha la fortuna di poter ammirare da vicino e per tutto il tempo che vuole il quadro simbolo dell'opera di Masoni "La Madonna di Nievole", rimasto incompiuto e terminato da Leonardo da Vinci. Nella storia parallela Luca impara a vivere nella città più vibrante del suo tempo e ci racconta, suo malgrado, la tremenda vicenda passata alla storia come la "Congiura dei Pazzi". La famiglia Pazzi, avversaria dei Medici, pur essendo con essa imparentata, fa di tutto per spodestare Lorenzo e far decadere la sua casata per prenderne il posto; a tale scopo Franceso, Jacopo ed altri illustri membri della famiglia Pazzi, ordirono un piano (che, per varie ragioni politiche trovò appoggi sia dall'esterno, come PapaIV, sia da personaggi vicini ai Medici) per uccidere Lorenzo ed il fratello Giuliano.

La storia del passato scorre vivace e brillante, quella del presente pigra, prevedibile ed a tratti malinconica fino al colpaccio alla Dan Brown.....e qui mi fermo.

Poteva essere meglio, mi aspettavo che fosse meglio...

Voto 6/10

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Terminato Fallen di Lauren Kate primo libro di una serie di quattro che ancora devono uscire in America (entro il 2012 pare).

 

In un'epoca in cui ogni cosa su vampiri vende, questo libro invece si sposta su un'altra tematica.

[..]

Alla fine i rapporti con i due personaggi maschili si fanno molto complicati e si arriva a una conclusione che invece di tirare fuori i vampiri tira fuori gli angeli caduti.

 

Ho come l'impressione che gli angeli saranno il prossimo filone fantasy per YA e sostiuiranno presto i tanto "odiati" vampiri. ;) Spero solo che in tanta spazzatura (non faccio nomi, ma ho già letto alcuni spezzoni di libri di prossima uscita sul tema) se ne distingua qualcuno perchè sono molto interessato all'argomento.

Erin questo libro che target ha? E' per adolescenti o secondo te anche un vecchio cinico bastardo quale sono lo può leggere? Il mondo angelico è descritto, spiegato e approfondito o gli angeli agiscono sulla terra come persone normali? Grazie in anticipo. <img alt=" />

 

 

Come target è certamente rivolto a un pubblico meno bimbominkioso rispetto a twilight gnumu ecc, però forse lo troveresti un pò adolescenziale nel tuo essere cinico e bastardo. Per non svela molto delle cause che hanno portato gli angeli a cadere...la loro identità salta fuori solo alla fine, nella parte dove vengono spiegate diverse cose (decisamente la più interessante), ma penso sia dovuto al fatto che ci sono altri libri in programma e quindi non ha voluto svelare tutto in un unico libro.

Sicuramente non ci sono momenti molto "oh edward amo il tuo essere vampiro sbriluccicoso", ma tenendo conto che la protagonista è una 17enne non ci si può aspettare discorsi molto elevati. Tuttavia non scade eccessivamente nel sentimento e soprattutto nell'ultima parte pone buone premesse per lo sviluppo della lotta tra gli angeli caduti, almeno questa è stata la mia opinione.

Proprio in questi giorni mi pare sia uscito il secondo libro...appena la mia amica lo compra e lo legge, me lo farò passare così vediamo se le buone premesse si realizzano

<img alt=" />

 

Edit: nel frattempo ho termianto la lettura di Tutti i racconti di A.B.Yehoshua...

 

Abraham B. Yehoshuaè nato a Gerusalemme nel 1936 e ha pubblicato varie opere tra cui Viaggio alla fine del Millennio.

 

Tutti i racconti è invece una raccolta dei suoi racconti brevi, in tutto 12 seguiti da una breve nota dell’autore.

 

Variano di lunghezza. I primi tendono ad essere brevi, rimanendo tra le 10-20 pagine, mentre man mano che si va avanti (sono infatti messi in ordine cronologico) arrivano all’ordine della cinquantina di pagine.

 

I protagonisti di questi racconti sono tutti uomini ossessionati da passioni, sonno, vendetta, voglia di scomparire. Tutti elementi che portano alla costruzione di racconti al dir poco surreali e a tratti molto irritanti a causa dei gesti sconsiderati e fuori dal comune. Per esempio un vecchio che si fa sepellire vivo perche, secondo gli altri, ormai non ha più niente da dare. O ancora uno studioso che viene mandato a fare il guardiaboschi e alla fine da fuoco alla foresta senza motivo apparente. Insomma, i loro problemi invece di trovare soluzioni razionali e costruttivi, portano a circoli viziosi di pensieri che si concludono in diversi casi con azioni controproducenti per sè stessi ma anche per gli altri. Tutto questo viene ambientato in un paese vero, con persone normali, ma surreale attraverso gli occhi dei protagonisti.

 

Ovviamente non dico che non ci siano stati racconti che comunque mi hanno intrigato, soprattutto Il poeta continua a tacere che narra del rapporto difficile tra un vecchio poeta e il figlio con problemi mentali, ma altri invece proprio non li ho digeriti più di tanto.

 

Tutto questo ha fatto sì che il libro mi risultasse parecchio difficile da leggere, non tanto per lo stile che scorre molto piacevolmente (anche se ogni tanto l’autore tende, a mio parere, ad abbondare con aggettivi e predicati…cosa a quanto pare voluta dato che egli stesso dice “Il racconto breve esige una maggiore concentrazione della frase, una sua maggiore espressività che si ottiene con l’uso preciso di aggettivi e predicati e attraverso una coesione di forma e contenuto”), quanto per l’insensatezza del contenuto…per il fatto che problemi all’apparenza poco gravi vengono trasformati in cause di autodistruzione…insomma una rappresentazione dell’essere umano priva di qualsiasi possibilità.

 

Insomma, ora mi ci vuole una buona flebo di storie con un pò più di normalità.

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Terminato Il nostro comune amico (Our Mutual Friend), penultimo romanzo di Charles Dickens.

Consigliato caldamente: estremamente diverso, sia per stile che per tematiche, da The Pickwick Circle, ma sempre spassoso e profondo al tempo stesso. Il Tamigi fa da cornice, inzio e fine, ad una doppia storia, quella di John Harmon, erede morto-non-morto di una fortuna immensa, e Bella Wilfer, giovane bisbetica domata londinese, e quella di Eugene Wrayburn, classico rappresentante della ricca e nullafacente classe medio-alta, e Lizzie Hexham, autentica figura salvifica; all'intorno si muovono personaggi simpaticissimi, dagli spazzaturai d'oro Nicodemus ed Henrinetta Boffin al tormentato maestro di scuola Bradley Headstone, dai cacciatori di cadaveri sul fiume Gaffer Hexham e Roger Riderhood, dall'assemblatore di scheletri Venus al disonesto lettore senza una gamba Silas Wegg, dall'ebreo Riah all'usuraio Fledgeby, ad una pletora di pseudo-nobilotti ed arricchiti che si ritrovano in cene pantagrueliche e rifiutano di parlare di argomenti che non considerano.

Secondo alcuni è il romanzo più complesso dell'autore inglese. Di certo è percorso in ogni pagina dalla corrosiva e feroce critica che Dickens lanciava alla società ed alla politica del suo tempo, contro le poor laws, il sistema scolastico, l'ipocrisia delle classi dominanti che ignorano a bella posta la reale situazione del paese (non vi ricorda qualcosa?) e vivono al di sopra dei loro mezzi. Di fatto, nonostante la mole e la necessità di essere letto con calma ed attenzione, è un libro che merita ogni minuto speso sulle sue pagine.

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Terminato un paio di giorni fa L'acchiapparattidi Andrea Barbi

 

Nelle poche sicure terre di confine, vi è la città di Tilos dove vivono due strani personaggi: il becchino gobbo Ghescik e Zaccaria lo strambo acchiapparatti del paese (precisiamo, non ha concorrenza perchè il mestiere di acchiapparatti l’ha inventato lui). Ad accomunare questi due personaggi c’è la grande passione per i libri antichi; così, quando Ghescik riesce a entrare in possesso di un libro appartenuto ad un famoso negromante fa ricorso al suo amico per decifrare i contenuti del testo.

Ghescik tiene però nascosta l’esistenza di uno strano diadema, trovato proprio nella torre del negromante, che riesce a metterlo in collegamento con una strana entità, di cui non capisce, almeno all’inizio, l’identità. E’ proprio questo che scatena una serie di eventi che portano al coinvolgimento di una serie di personaggi, tra cui un cacciatore di taglie, una banda di briganti, una prostituta, un gigante e tanti altri. Non aggiungo altro perchè svelerei troppa trama.

 

Proprio questa è abbastanza originale, soprattutto per il fatto che evita i classici personaggi, ma punta su due individui strani: il becchino gobbo e l’acchiapparatti. Proprio il becchino, Ghescik, si può considerare un personaggio con aspetti puramente negativi: è invidioso, meschino, subdolo, sfrutta il suo “amico” solo per convenienza. Insomma solo alla fine ha un piccolo riscatto finale, anche se non proprio per sua scelta, a parer mio.

 

La storia è ben scritta e avvincente. Tuttavia ha la pecca di risultare un pochino dispersiva per via dei diversi punti di vista che, soprattutto all’inizio, non hanno alcun punto di contatto. La cosa si risolve nell’ultima parte del libro che effettivamente invoglia ad andare avanti.

 

Fra le figure meglio riuscire di certo il cacciatore di taglie Gamara, il gigante Orgumus che ispira davvero simpatia. E nel suo essere negativo, di certo menzione al becchino Ghescik.

 

Molto carino: voto 7,5 <img alt=" />

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Questi ultimo mese di inquietudine è stato allietato dalla lettura delle avventure dei moschettieri di Dumas. In particolare ho letto I tre moschettieri e Vent'anni dopo. Complimenti a Dumas, quindi, che mi ha saputo divertire con l'eleganza e la baldanza dei giovani moschettieri del primo libro e con la malinconia e complicità dei maturi moschettieri del secondo libro.

Le avventure di questi supereroi della corte di Francia, sempre ricche di colpi di scena, scorrevoli e divertenti, sono assolutamente consigliate a tutti i lettori, nessuno escluso. Un piacevole tuffo nel passato per dimenticare almeno per qualche ora le preoccupazioni del presente! <img alt=" /><img alt=" />

Non mancherò di procurarmi nei prossimi mesi anche l'ultimo libro delle avventure di Athos,Porthos,Aramis e D'Artagnan, Il Visconte di Bragelonne.

 

Ciao a tutti. Bry

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Non mancherò di procurarmi nei prossimi mesi anche l'ultimo libro delle avventure di Athos,Porthos,Aramis e D'Artagnan, Il Visconte di Bragelonne.

 

Bravo! E' necessario per completare l'evoluzione dei quattro amici e seguirli fino alla fine.

 

Per intanto, ho appena terminato L'allegra apocalisse di Arto Paasilinna: scritto nel 1992, inizia in quell'anno, quando "il grande bruciachiese" Asser Toropainen stabilisce per testamento che i suoi beni siano destinati ad una Fondazione Funeraria incaricata di costruire un tempio. Esecutore testamentario, il nipote Eemeli Toropainen, impresario fallito e semi-bigamo, prende in mano l'intera faccenda tra difficoltà burocratiche e logistiche, problemi finanziari e religiosi; intorno al tempio ed alla canonica, col tempo, si stabilisce una fiorente comunità di ecologisti imbranati, emigranti somali, mastri carpentieri ed orsi cannibali, tuti dditi a vivere felicemente isolati dal mondo che sprfonda pian piano nelle tenebre della Terza Guerra Mondiale. Surreale, assurdo, forse perfino eccessivo (mi sono piaciuti molto di più i suoi romanzi precedenti), questo lavoro di paasilinna ha comunque il pregio di tenerti allegramente inchiodato alla lettura in attesa della fine del mondo...

voto 7/10

 

Molto più deludente è stato invece Notizie sul giocatore Rubasov, di Carl Johan Vallgren: la notte del capodanno del 1900, il giocatore Rubasov sfida a carte il diavolo e naturalmente perde...non l'anima, ma la propria mortalità: si trova così condannato ad attraversare tutto il XX secolo, a vivere alcune delle più grandi tragedie del secolo in prima persona, altre sfiorandole, di quando in quando incrociando un certo Feder Wisch (il diavolo stesso), nel disperato tentativo di ritrovare l'avversario per chiedergli la rivincita. La storia è raccontata dal punto di vista di chi lo sorveglia, il demonio stesso, capace di cambiare forma e di seguirlo, che raccoglie informazioni su tutti in un grande archivio.

Purtroppo, dietro una bella idea, si trova un romanzo eccessivamente trascinato e lungo, dove la presenza di altri "dannati all'immortalità" quali Gilles de Retz, Paracelso, Erzebth Bathory e simili rende tutto più stucchevole artificioso; a questo si aggiunge uno stile non proprio scorrevolissimo. Un peccato, perché il rovescio di copertina prometteva molto bene...

voto 5/10

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Dopo un lungo periodo (mea culpa mea culpa) di abbandono della lettura in favore del mezzo cinematografico, ho finito L'uomo che allevava i gatti di Mo Yan, già autore dello splendido Sorgo rosso da cui è stato tratto il film capolavoro di Zhang Yimou. Una serie di racconti, alcuni autobiografici, che raccontano la vita rurale nelle campagne cinesi con una dolcezza e un'attenzione ai dettagli che fanno immergere pienamente in questi luoghi apparentemente semplici ma ricchi di una magia unica che, grazie allo stile dell'autore, porta anche una buona dose di serenità. Tra dolorose perdite, amori impossibili, leggende che trovano riscontro nelle realtà, un ritratto di un popolo orgoglioso e indomito come quello cinese, qui lontano dalla dittatura ma attaccato alla terra e alla natura, che non mancherà di emozionare chi è appassianato di cultura orientale. Nonostante la divisioni in racconti, più o meno lunghi, l'affinità narrativa rimane solida fino all'ultimo "episodio", che da il titolo al libro stesso. Consigliatissimo. Voto 8.5 / 10

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