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J. R. R. TOLKIEN


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E' uscito il bellissimo saggio di Tolkien (in edizione a prezzo conveniente dato che in passato uscì a 17 euro prezzo esagerato visto che si tratta di un libro abbastanza corto) "IL MEDIOEVO E IL FANTASTICO". E' un opera interessante per capire le fonti ispiratrici di Tolkien e non solo. Chiedete l'edizione della Bompiani che costa 9 Euro mentre quella della Luni viene 17 Euro.

 

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Un interessante lavoro per gli appassionati di Tolkien.

 

 

 

I Cronisti della Terra di Mezzo

 

 

 

La storia della Terra di Mezzo si estende per migliaia di anni di una storia instrigante. Attraverso questa ascoltiamo le storie affascinanti di Beren and Lúthien, Eärendil il Marianio,e Bilbo e Frodo Baggins.

Ma chi ci ha dato queste storie? Chi è il grande autore dei lai e degli annali che il professor Tolkien tradusse in inglese, narrando questo periodo completamente perso? Attraverso la Prima, la Seconda e la Terza Era, gli Elfi, gli uomini e gli Hobbit hanno registrato la loro storia sotto forma di annali, lai, saghe e biografie. A differenza di molte altre culture, i nomi di molti di questi cronisti sono sopravvissuti lungo i secoli. La ragione principale di ciò è probabilmente dovuta al fatto che molti autori inserivano i loro nomi nei documenti, oltre a citare le loro fonti. Di seguito discuterò su che cosa noi conosciamo a proposito dei più grandi cronisti e delle loro opere. Rumil di Valinor

 

Pengolodh di Gondolin

Quennar i Onotimo

Dírhavel

Ælfwine d'Inglilterra

Il Libro Rosso ed i suoi autori

I Libri della Conoscenza

Grafico sulla trasmissone delle Leggende

 

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Rumil di Valinor

Rumil è uno tra i più antichi cronisti conosciuti, ed appare già nei vecchi testi. Il significato del suo nome è sconosciuto, tuttavia potrebbe essere connesso con la parola Noldorin rum: "segreto", "mistero" {1}.

Rumil era un Noldo ed un saggio che viveva in Valinor, nella città di Tirion. Era chiamato l'elfo-saggio di Valinor {2} e l'Anziano Saggio di Tirion {11}, e scrisse molti documenti in particolar modo a proposito di Valinor. Sembra che gran parte della scienza della storia degli Eldarin sia stata basata sui suoi lavori. Uno dei suoi più famosi è l'Ainulindalë che narra la Musica degli Ainur e solitamente rappresenta l'introduzione dei Quenta Silmarillion {3}. Rumil sembra che abbia abbandonato la sua professione di saggio più tardi (vista l'inverosomiglianza di una sua morte in Valinor), dal momento che in molti testi è indicato come un maestro di saggezza di lungo corso. Vi è un testo chiamato I Equessi Rumilo ("Le massime di Rumil") che è una collezione di suoi pensieri dai primi giorni degli Eldar in Valinor. Oltre ad altre questioni, tratta il linguaggio Valarin {11}. Il titolo potrebbe implicare che raggiunse uno stato simile a quello di Socrate, ed ebbe attorno a lui discepoli che scrissero i suoi discorsi (come i Dialoghi di Platone).

Una cosa che ci conferma la grandezza di Rumil come cronista l'invenzione da parte sua di un alfabeto nell'anno 1179 di Valinor: il Tengwar di Rumil{4}, propriamente chiamato Sarati {11}. Questo è il più antico alfabeto conosciuto in Arda, e fu quello che ispirò Fëanor quando sviluppò i Tengwar di Fëanor, e che fu in seguito usato da quasi tutti i popoli della Terra-di-Mezzo.

Un documento di particolare interesse per gli storici è il testo chiamato glia Annali di Aman (o gli Annali di Valinor). Il documento rinarra gli eventi di ogni anno in Valinor fino alla creazione del Sole e della Luna e può, una delle fonti dei Quenta Silmarillion. In un manoscritto si dice che Rumil sia l'autore di questo lavoro, ma in un altro si dice che egli lo iniziò soltanto e poi continuò scrivendo del Destino dei Noldor nell'anno di Valinor 1496 {4}. Qui si fermò ed altri continuarono {5}. Questo potrebbe avere una delle due seguenti spiegazioni: 1) Egli non seguì la dinastia di Fëanor nella Terra di Mezzo, ma seppe delle avventure dei Noldor da coloro che partirono da Tuna e ritornarono, oppure 2) Egli stesso andò con la compagnia di Finarfin, e ritornò indietro con lui quando seppe del decreto minaccioso.

Rumil era anche interessato alle lingue e imparò - secondo una fonte (sfortunatamente generalmente errata) {7} - moltissime lingue. Produsse alcuni scritti concernenti le lingue degli Elfi, e Pengolodh il Saggio (vedi sotto) lesse questi testi e li usò per uno dei suoi lavori {8}.

Quando Pengolodh venne in Valinor a metà della Seconda Era, Rumil vide i suoi Quenta Silmarillion ed apportò alcune trascurabili aggiunte come la menzione dei veri nomi di Mandos e Lorien: Namo e Irmo {9}.

Rumil non e' menzionato in nessun altro testo di narrativa, e neppure si conosce cosa gli accadde negli anni successivi. Non sembra che sia stato in Tol Eressëa, fino a che Ælfwine, molto dopo, non lo incontrò lì ma invece lesse i suoi documenti. Pengolodh fu sicuramente lì, e narrò a Ælfwine molte storie, tra queste l'Ainulindalë {10}. È probabile che si stabilì in Tirion preso Tuna, e che ancora oggi viva lì.

 

Fonti

 

{1} HME vol. 1 Appendice

{2} HME vol. 4 The Earliest Annals of Valinor

{3} Sil. Indice

{4} HME vol. 10 The Annals of Aman

{5} HME vol. 5 The Later Annals of Valinor

{6} Sil. Of the Flight of the Noldor

{7} HME vol. 1 Music of the Ainur

{8} HME vol. 5 The Lhammas

{9} HME vol. 10 The Later Quenta Silmarillion

{10} HME vol. 10 Ainulindalë

{11} HME vol. 11 Quendi and Eldar Appendix D

 

 

 

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Dìrhavel

Dírhavel era un menestrello che compose un solo lay nella sua vita, ma questo divenne il piùù ricordato tra gli Uomini di tutti i tempi. Il suo nome originario fu Narn I Chin Hù, il "Racconto dei figli dei Bambini di Hùrin".

Dírhavel (o Dírhaval) era appartenente alla casa di Hador, e probabilmente scappò da Dor-lomin quando venne ai Rifugi sul Sirion. Dato il suo lignaggio egli ra estremamente interessato alle azioni della sua Casa e, quindi, cercò informazioni tra tutti i rifugi. Così incontrò MAlung del Doriath che gli raccontò molte cose su Tùrin Turambar. Grazie alla fortuna incontrò anche un vecchio uomo chiamato Andvìr. Questi era il figlio di Andròg che era stato un membro della banda di Turin quando questi si dava alla macchia.

Usò le informazioni che riuscì a raccogliere e scrisse in Sindarin un lunghissimo lay modella to in superbi versi da allora conosciuto come Minlamad thent (o Minlamad estent). Esso fu scritto in versi che ricalcavano il linguaggio parlato a differenza del modo allitterativo del vecchio inglese. Il Narn I Chin Hù racconta del fato dei figli di Hùrin Tùrin e Nienor. E' una storia tragica, ma il componimento fu elogiato dagli Elfi e ricordato tra la loro gente.

Questa è l'unica fonte che si dispone sulla vita di Tùrin e, infatti, tutti gli scritti successivi su questo tema si dovettero basare su questo.

Sfrotunatamente Dírhavel fu ucciso quando i fgli di Fëanor attaccarono i Rifugi di Sirion nel terzo e conclusivo massacro di Elfi da parte di Elfi.

Il significato del nome di Dìrhavel è sconosciuto. Sembra che contenga gli elementi dir "guardare" (watch), el "stella" (star), ma ciò troppo poco per poter fare qualsiasi supposizione.

 

Fonti

HME vol. 11 Ælfwine and Dirhavel

Silmarillion

 

 

 

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Ælfwine

Il soggetto di Ælfwine, il navigatore che trovò la Strada Diritta (Straight Road) e arrivò a Tol Eressë, è sicuramente la più intricata e complicata di tutte le cronache ed è straordinaria in quanto l'unica ad appartenere alla storia reale.

Ælfwine era un anglosassone che visse in Britannia durante il X secolo. Il suo nome in inglese antico significa Amico degli Elfi, nome non troppo inusuale per quel periodo. Era un lontano discendente di Aërendil, ed aveva, come tutta la sua stirpe, il mare nel sangue. [1]

Ci sono attualmente due versioni molto differenti della leggenda di Ælfwine. La prima lo colloca nell'XI secolo nel Wessex, ma questa versione della storia sembra essersi confusa con le tradizioni orali da cui le origini di Warwick come una costruzione elfica (chiamata Kortirion in memoria di Kortirion di Tol Eressëa). [2] Ritengo questa sostanzialmente impossibile per tre ragioni: nella Prima, Seconda e Terza Era noi non conosciamo nessuna città chiamata con questo nome nella Terra di Mezzo. All'inizio della Quarta Era i pochi elfi rimasti nella Terra di Mezzo erano in diminuzione e quindi ritengo improbabile che qualcuno di loro possa aver costruito una grossa città. Nonostante tutto la prima versione è altamente dettagliata ed inoltre molto ben narrata: Ælfwine visse nel Warwick in Luthany (che è l'attuale Inghilterra) ed era un parente di Ing. Suo padre era il menestrello Deor e sua madre Eadgifu. Mentre Ælfwine era ancora molto giovane, Warwick fu attaccata dai Vichinghi venuti dal Nord. Deor e Eadgifu furono massacrati e il bambino divenne il servo del vichingo Orm; dopo molti anni di servizio Ælfwine fuggì e decise di dirigersi verso la costa occidentale dell'Inghilterra. Là visse con i pescatori per molti anni finchè non crebbe. In questo periodo apprese l'arte della navigazione e spesso abbandonava le coste per dirigersi nell'ampio oceano. In uno di questi viaggi vide, ad Ovest, delle isole molto lontano; il vento contrario lo ricondusse alla sua dimora.

Sapendo che su nessuna cartina erano segnate quelle isole così ad Occidente, uscì nuovamente in mare con sette compagni (dei quali abbiamo soltanto due nomi Ælfheah e Gelimer). Durante una tempesta notturna la nave fu distrutta e il mattino successivo Ælfwine si trovò solitario su una spiaggia. Era stato gettato su una delle isole della Baia di Eldamar; subito comprese di essere il solo essere vivente sull'isola eccetto per un vecchio uomo che era naufragato molto tempo addietro e disse di chiamarsi l'"Uomo del mare". Ælfwine trascorse molto tempo sull'isola ed imparò molto dal vecchio. Una mattina scoprirono che un'altra nave era naufragata sull'isola: l'imbarcazione di Orm. Nessuno dei Vichinghi era sopravvissuto e i due poterono allontanarsi con la nave.

Dopo un lungo viaggio verso Occidente giunsero ad Eneadur, un'isola solitaria abiatata da straordinari marinai chiamati Ythlings. Sull'isola Ælfwine ritrovò i suoi sette amici. Gli Ythlings sembravano conoscere l'Uomo del Mare il quale ordinò loro di costriure una nuova nave per Ælfwine ed i suoi compagni. Il giorno della partenza l'Uomo del Mare benedì la nave e, dopo aver raggiunto una scogliera, si tuffò nell'oceano; Ælfwine affranto riteneva che quel gesto significasse per l'uomo una morte certa, ma gli Ythlings sorrisero soltanto.

Accompagnati da un Ythling chiamato Bior, gli otto diressero nuovamente le vele verso Ovest. Dopo un viaggio lungo e difficoltoso passarono le Isole Magiche, dove persero tre membri dell'equipaggio avvolti da un sonno magico. Una mattina nebbiosa, con l'aria piena di una strana fragranza, avvistarono davanti a loro l'isola solitaria, Tol Eressëa. Ma il vento cambiò e la nebbia si fece più fitta così la visione scomparve. Ælfwine rimase a lungo sotto coperta ed infine con un urlo saltò nell'oceano mentre la nave ritornava verso Est.[2]

questa versione della leggenda termina qua. Ciò potrebbe significare che fu originariamente scritta da uno dei compagni di Ælfwine. Ma deve essersi corrotta attraversi gli anni, e forse non è molto degno di fiducia. Bisogna sottolineare come, nel racconto, la nave non lasci mai la superficie del mare.

L'altra versione della storia sembra più credibile anche perchè ha molti riferimenti storici.

Ælfwine aveva nove anni (878 A.C.), quando suo padre salpò con la sua nave Èarendel e non ritornò mai più. A causa dell'attacco dei Danesi, la madre di Ælfwine (senza nome) si trasferì nel Somerset, nel Galles occidentale, dove vissero e dove aveva i suoi parenti.

Dopo aver raggiunto la maturità e avendo appreso l'arte della navigazione e il linguaggio gallese, ritornò nel Somerset per servire il suo Re durante la Guerra. Agli ordini del sovrano Odda esplorò varie volte l'Irlanda e il Galles. Durante i suoi viaggi raccolse molte storie sul mare e così venne a conoscenze della leggenda irlandese di San Brandano e Malduino che raccontava "dei due monaci che salpati verso Ovest giunsero ad una serie di piccole isole dove si susseguivano meraviglie su meraviglie" [3].Sentì anche di una grande terra ad Occidente che era stata sprofondata nel mare e i pochi superstiti abitavano in Irlanda, e i discendenti di questi uomini avevano il mare nel sangue, tanto che molti di loro salparono verso Ovest e mai più ritornarono. Ælfwine potrebbe essere uno di questi discendenti.

Intorno al 915, in autunno,i Danesi attaccarono Porlock. All'inizio furono respinti e la compagnia di Ælfwine decise di catturare nella notte una cnearr danese (una piccola imbarcazione). Il miglior amico di Ælfwine si chiamava Tréowine della frontiera (la parola Marches in inglese designa la regione di frontiera tra la Scozia e l'Inghilterra). Ælfwine confidò a lui di voler navigare verso Occidente sperando di trovare il leggendario re Sheaf [10]. Dopo aver terminato i preparativi per il viaggio, Tréowine decise di accompagnarlo amche oltre l'Irlanda. Poi dipartirono.

Navigarono verso occidente, ma dopo aver superato l'Irlanda i due viaggiatori erano esausti. Un "sogno funereo" sembrò avvolgerli ma scomparve tanto rapidamente quanto venne. L'ultima cosa che sappiamo a proposito del viaggio di Trèowine è che il mondo si aprì sotto di loro. Erano entrati nella Strada Diritta.

È incerto cosa sia successo alla compagnia di Ælfwine dopo che svenirono. Inlotre rimane avvolto nella nebiia quanti dei suoi compagni lo seguirono lungo la Strada Diritta. Ciò che risulta esser certo è la presenza di Trèowine perchè si fa precisa menzione di lui a questo punto (ma scompare dal contesto immediatamente dopo). Gli altri possono esser rimastio in Irlanda o (come una un'altra versione propone) saltarono a bordo quando la nave si affacciò sulla superficie del mare.

In ogni caso Ælfwine si svegliò e si trovò sdraiato sulla spiaggia mentre un gruppo di Elfi trainavano la sua imbarcazione sulla riva. [3] Entrò subito in confidenza con i Noldor che vivevano nell'isola, e assunse il nome di Eriol "colui che sogna da solo" (ma c'è un'altra interpretazione come "scogliera di ferro"),[4]. Imparò il linguaggio dell'isola, Noldorin, e dopo un periodo di tempo andò sulla terraferma.

Subito approdò ad un villaggio chiamato TAvrobel, dove visse rimase per molto tempo. Al suo interno viveva anche Pengolodh, e Ælfwine imparò molto da lui. Pengolodh gli raccontò l'Ainulindalë [5], e gli mostrò Lhammas [6], il Quenta Silmarillion, il Libro Dorato [7], Il Narn I Chîn Húrin, [9], e gli annali di Aman e del Beleriand [8]. Ælfwine apprese molto da questi lavori e tradusse il Silmarillion, gli Annali e il Narn in inglese antico (la maggior parte dopo il suo ritorno in Britannia), fornendo spiegazioni su molti nomi [7,9]. Non si sa quanto Ælfwine rimase su Tol Eressëa, ma si può ritenere certamente che trascorse parecchi anni insieme agli Elfi. Alla finedecise di ritornare in Britannia, ma cosa gli successe non è conosciuto. È chiaro, tuttavia, che continuò a tradurre i lavori che aveva imparato o ricevuto, a che, infine, il professor tolkien utilizzò nella sua traduzione [5].

 

Fonti

 

 

[1] HME, vol 9 The notion Club Paper

[2] HME, vol 2 The History of Eriol or Ælfwine

[3] HME, vol 5 The Lost Road

[4] HME, vol 1 Appendie

[5] HME, vol 10 Ainulindalë

[6] HME, vol 5 The Lhammas

[7] HME, vol 5 Quenta Silmarillion

[8] HME, vol 4 The Annals of Valinor

[9] HME, vol 11 Ælfwine e Dirhaval

[10] Beowulf

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  • 3 weeks later...

Ciao Gil Galad!

 

Mi chiedevo se tu sapevi se c'era la possibilità di farsi inviare a casa in qualche modo il calendario di Tolkien del 2004. Io lo compravo ogni anno a Lucca, ma quest'anno mi sa che non riesco ad andare! Tu sai come potrei fare? <img alt=" />

 

Un'altra domandina... Quando si parla di Gothmog nella Battaglia dei Campi di Pelennor, chi si intende? Dice che è il luogotenente del Re dei Nazgul, ma che è? Un Nazgul anche lui? Un uomo?

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Albione Gothmog nel SDA è appunto il Luogotenente di Minas Morgul ed è un Numeneorano Nero cioé uno di quelli che tradì Elendil e la sua stirpe e si fece corrompere da Sauron.

 

Per quanto riguarda il Calendario 2004 potresti provare a comprarlo presso la Società Tolkieniana Italiana:

www.tolkien.it

 

in passato io ho comprato alcuni libri in inglese presso di loro tramite internet.

 

Ciao Gil &lt;_&lt;

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  • 3 weeks later...
  • 2 weeks later...

Informo solo che per chi ne fosse interessato è uscita una nuova edizione del SDA corretta dagli errori di traduzione presenti nelle edizioni del passato con in piu' una raccolta d'immagini di Alan Lee. Il libro è rilegato in edizione super-pregiata visto anche il prezzo notevole.

Be' se dovete farvi un regalo di Natale non vedo nulla di meglio!!

Ciao Gil <img alt=" /><img alt=" /><img alt=" /><img alt=" />

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Avete mai immaginato nella vostra mente lo scontro tra Echtelion e Gothmog durante la Caduta di Gondolin? Bene ora finalmente esiste un'immagine veramente bella di ciò che mi auguro possa stuzzicare la vostra fantasia quando rileggerete quel passo.

Ps. Albione per quanto riguarda la bandiera di Minas Morgul, ho solo lo stemma con la mezza luna piu' il simbolo del teschio che nel primo lavoro sull'araldica che ti mandai è presente. E' vero la bandiera corretta dovrebbe avere i due simboli insieme, purtroppo non lo trovata da nessuna parte.

 

Saluti Gil &lt;_&lt;

 

eccola

Edited by Jeyne Westerling
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Re dei Noldor in esilio, ma quante ne sai???? Sei troppo un grande!!!!

&lt;_&lt;&lt;_&lt;

 

Avrei una domanda: ho letto quello che hai scritto sulla Dagor Dagorrach, l'Ultima Battaglia, e non mi sembra coincida con quanto letto sui Racconti Perduti: lì si dice che sarà Fionwe figlio di Manwe a scontrarsi alla fine con Melkor, e che il mondo sarà distrutto dopo quella battaglia, e che gli Uomini saranno distrutti perché si saranno schierati con Melkor...

 

Attendo delucidazioni...

 

 

Grazie, sommo Gil!!!

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