Bronn: differenze tra le versioni

Da La Barriera Wiki.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Nessun oggetto della modifica
Nessun oggetto della modifica
Riga 85: Riga 85:
{{Portale | Argomento1 = Personaggi}}
{{Portale | Argomento1 = Personaggi}}


<noinclude>[[Categoria:BP]] [[Categoria:Duello tra Bronn e Vardis Egen]] [[Categoria:Mercenari]] [[Categoria:Personaggi]]</noinclude>
<noinclude>[[Categoria:BP]] [[Categoria:Duello tra Bronn e Vardis Egen]] [[Categoria:Mercenari]] [[Categoria:Personaggi]] [[Categoria:Sommossa del Pane]]</noinclude>


[[de:Bronn]]
[[de:Bronn]]

Versione delle 16:41, 28 mar 2019

Bronn
Apparizioni
A Game of Thrones - A Clash of Kings
Serie TV
Jerome Patrick Flynn
Pasquale Anselmo
Prima stagione - Seconda stagione

Bronn è un mercenario[1], successivamente capitano della guardia personale di Tyrion Lannister[2].


Descrizione fisica

È un uomo magro, con i capelli e gli occhi neri e la barba spelacchiata.[3] Perde un dente nel duello con Ser Vardis Egen.[4]

Porta una spada lunga che tiene di traverso sulla schiena[3] e un pugnale[5].

Con la sua permanenza alla Fortezza Rossa assume un'aria più rispettabile, con capelli lavati e pettinati e la corazza nera degli ufficiali della Guardia Cittadina.[6]

Descrizione psicologica

È un guerriero molto abile e coraggioso.[7] In combattimento si muove con agilità e rapidità.[4]

Possiede un grande sarcasmo e un cupo senso dell'umorismo.[3] Sebbene sia dotato di intuito e perspicacia, soprattutto in ambito militare[8], è illetterato[9].

Ha un approccio alla vita cinico[7] e pragmatico[3]. È completamente amorale, al punto che non si farebbe problemi a uccidere bambini per denaro[10] o depredare i defunti[3]. Tende a schierarsi con le persone che gli offrono maggiori possibilità di guadagno, senza stringere legami di amicizia e senza preoccuparsi di cambiare bandiera all'occorrenza. Ha un carattere schietto e poco portato alle adulazioni, persino nei confronti dei propri clienti.[5] È dotato di poca compassione e non si fa scrupoli ad abbandonare al loro destino coloro che non gli recano profitto.[7]

Ama le donne e il vino, e i suoi obiettivi dichiarati sono ricchezze materiali e titoli nobiliari.[5]

È abituato a dormire molto poco.[8]

Sviluppa una grande intesa con Tyrion Lannister, fondata sulle loro affinità caratteriali e sulla reciproca convenienza.[7]

Resoconto biografico

Un infido mercenario

"Non fare sbagli, nano. Ho combattuto per te, ma questo non significa che provo affetto per te."

} Nato popolano, Bronn vive un'infanzia povera e dura, e uccide il suo primo uomo all'età di dodici anni.[8] Intraprende quindi la carriera del mercenario.[1]

Nel 298, mentre si trova alla Locanda dell'Incrocio in compagnia di un altro mercenario di nome Chiggen, assiste alla cattura di Tyrion Lannister da parte di Catelyn Stark. Sperando in un'adeguata ricompensa si schiera dalla parte della donna, disarmando il Folletto e i suoi servitori. È tra gli uomini che accettano di aiutarla a scortare il prigioniero a Grande Inverno, ma durante il viaggio scopre che la vera destinazione è Nido dell'Aquila, quindi percorre la pericolosa strada alta insieme al resto del gruppo.[3]

Durante una sosta vengono attaccati da una ventina di uomini dei Clan delle Montagne, e quando Catelyn decide che anche i prigionieri devono essere armati Bronn passa al Folletto un'ascia bipenne. Poi sguaina la spada e avanza a formare una linea difensiva insieme a Chiggen, Rodrik Cassel e Willis Wode. Dopo la battaglia si rivolge a Tyrion, scoprendo che è il suo primo combattimento e commentando che gli ci vorrebbe una donna, e ride quando il Folletto allude scherzando a Catelyn. Respinge l'idea di quest'ultima di fermarsi a seppellire i morti e sostiene la necessità di proseguire in fretta prima di subire altri assalti, riuscendo a convincere il resto del gruppo.[3]

Proseguendo il viaggio vengono di nuovo attaccati dai Clan delle Montagne e Bronn è uno dei pochi che riescono a sopravvivere, dimostrandosi molto utile al gruppo con le sue abilità in combattimento. Instaura un rapporto sempre più amichevole con Tyrion e inizia a cavalcare al suo fianco. [7] Vedendo gravemente ferito anche il suo compagno Chiggen, lo uccide infilandogli il pugnale sotto l'orecchio.[5]

Il drappello viene infine individuato dalla compagnia di Ser Donnel Waynwood, che li scorta fino alla Porta Insanguinata. Dopo aver raggiunto la fortezza, Bronn e Marillion decidono di continuare il viaggio verso Nido dell'Aquila insieme a Catelyn e Tyrion. Arrivano quindi alle Porte della Luna, dove il mercenario si ferma per la notte prima di intraprendere la tappa finale del viaggio.[7]

A Nido dell'Aquila Bronn assiste al processo a Tyrion e alla sua richiesta di un verdetto per singolar terzone. Quando Lysa Arryn invita uno dei presenti nella sala a combattere per il Folletto contro il suo campione, Vardis Egen, convinta che nessuno accetterà, il mercenario si fa avanti offrendosi volontario[11] nella speranza di guadagnarsi una ricompensa da parte dei Lannister[5].

Il giorno del duello si presenta nei giardini dei quartieri di Lady Lysa indossando un'armatura molto leggera. Durante il duello punta sulla propria agilità, schivando i colpi di Ser Vardis e facendolo stancare. Inizialmente i suoi contrattacchi vengono assorbiti dalla pesante armatura del cavaliere, ma a un certo punto Bronn riesce a ferirlo al braccio della spada, rendendo più lenti i suoi movimenti successivi. Colto impreparato e colpito al volto con lo scudo, riesce presto a riprendersi e a schivare un altro fendente. Dopo aver mancato il mercenario, la spada di Ser Vardis si spezza contro la statua di Alyssa Arryn presente nel giardino, che casca a terra schiacciando il cavaliere sotto di sé. Bronn si avventa prontamente su di lui, trafiggendolo al torace e uccidendolo. La sua vittoria decreta la liberazione di Tyrion. Costretta a mantenere la propria promessa, Lysa fa scortare i due fino alla Porta Insanguinata, costringendoli a ripercorrere da soli tutta la strada alta fino al Tridente.[4]

Malgrado i consigli di Bronn di muoversi rapidamente per non farsi individuare dai Clan delle Montagne, non appena cala la sera Tyrion decide di fare una sosta e accendere un fuoco. Per cena, Bronn riesce a cacciare una capra; poco dopo si mettono a dormire, solo per essere svegliati dagli uomini dei Clan delle Montagne intenzionati a derubarli e ucciderli; il Folletto riesce tuttavia a portarli dalla sua parte con le promesse di altre ricompense.[5]

In guerra nelle Terre dei Fiumi

"Infine c'è Bronn, mercenario di nessuna particolare lealtà. Infatti, nel breve tempo della nostra conoscenza, ha già saltato il fosso due volte. Tu e lui, padre, dovreste andare magnificamente d'accordo."


Insieme a molti uomini dei Clan delle Montagne richiamati dalle promesse del Folletto, Bronn e Tyrion raggiungono le Terre dei Fiumi e si avvicinano all'accampamento di Tywin Lannister, sceso in guerra dopo il rapimento del figlio. Bronn fa quindi conoscenza con il Lord di Castel Granito.[12]

Il mercenario segue quindi verso nord l'esercito Lannister, fermandosi insieme ad esso nei pressi della Forca Verde. In quell'occasione si impegna a procurare una donna per Tyrion: notando una graziosa prostituta di nome Shae, già in compagnia di un altro cavaliere, spinge quest'ultimo a rinunciare alla ragazza puntandogli un pugnale alla gola.[8]

Il giorno seguente combatte nella Battaglia della Forca Verde contro l'esercito Stark, posizionandosi nell'avanguardia dell'ala sinistra, comandata da Ser Gregor Clegane, insieme a Tyrion e agli uomini dei Clan delle Montagne. Si lancia quindi all'attacco, trovandosi di fronte i lancieri Karstark, ma Ser Gregor riesce ad aprire una breccia permettendo anche a Bronn di penetrare tra le linee nemiche. Perde di vista Tyrion, non riuscendo così a proteggerlo, ma a battaglia conclusa scopre che il Folletto è sopravvissuto comunque.[8]

Dopo la vittoria nella Battaglia della Forca Verde, bilanciata dall'arrivo delle notizie della sconfitta e della cattura di Jaime Lannister per mano di Robb Stark a Delta delle Acque, Lord Tywin decide di inviare Tyrion ad Approdo del Re per agire in sua vece come Primo Cavaliere. Bronn segue pertanto il Folletto alla volta della capitale, assieme ai barbari dei clan e a Shae.[13]

Capitano della guardia

"Una domanda te la farei." Il mercenario strofinò più volte i polpastrelli del pollice e dell'indice uno contro l'altro. "Ti chiederei... quanto?"


Dopo essersi installato nella Fortezza Rossa, Tyrion nomina Bronn e Timett sua scorta personale[2]; conferisce quindi a Bronn anche il titolo di capitano della sua guardia[6], e gli affida l'incarico di comporre tale guardia reclutando nuovi mercenari, sia in vista di un probabile attacco di Stannis Baratheon ad Approdo del Re, sia allo scopo di rafforzare la sua posizione a corte.[10] Bronn riesce nelle settimane successive a formare un piccolo esercito che arriva a contare ottocento unità.[14]

Nel corso del tempo Bronn viene coinvolto in svariati incarichi ad Approdo del Re per conto di Tyrion: radunare alla Fortezza Rossa i fabbri che dovranno essere incaricati di forgiare la grande catena necessaria per la difesa della città[15]; individuare un manipolo di persone da infiltrare nella scorta Lannister a Cleos Frey per tentare di liberare Jaime Lannister, prigioniero a Delta delle Acque[16]; corrompere Ser Osmund Kettleblack affinché spii la Regina Cersei per conto del Folletto; scortare il suo signore nei suoi spostamenti.[17]

Fa parte della delegazione che si reca al porto cittadino in occasione della partenza della Principessa Myrcella per Dorne, e sulla via del ritorno alla Fortezza Rossa viene coinvolto in una violenta sollevazione popolare. Riesce a sopravvivere agli scontri e riceve l'incarico di assicurarsi che gli incendi appiccati dai rivoltosi in vari punti della città siano adeguatamente domati.[17]

Sebbene i suoi modi sempre più arroganti e sicuri di sé, al punto di arrivare apertamente a proporre l'assassinio di Re Joffrey per far salire al Trono di Spade il suo più malleabile fratello Tommen, inizino ad infastidire Tyrion[17], il Primo Cavaliere continua a conferirgli compiti importanti e delicati. Tra questi vi è la distruzione delle baracche situate tra le rive delle Rapide Nere e le mura cittadine, che potrebbero essere usate dall'esercito di Stannis Baratheon ormai alle porte[14] e la consegna degli ordini al Lord Comandante della Guardia Cittadina Jacelyn Bywater in merito alla messa in sicurezza del Principe Tommen. Quando Bronn apprende che Tyrion[17] intende ricompensare Ser Jacelyn con il titolo di lord per questo delicato incarico, si offre di eseguirlo lui stesso in prima persona in cambio della stessa ricompensa, non riuscendo però a convincere il Folletto.[17]

La Battaglia delle Acque Nere

Loro avevano bevuto il suo vino e riso alle sue battute, chiamandosi ser l'uno con l'altro fino a quando non avevano cominciato a barcollare... tutti tranne Bronn. Il quale, finita la festa, si era limitato a uno dei suoi tetri, insolenti sorrisi: "Uccideranno per il titolo di cavaliere, questo sì, ma dubito molto che si faranno uccidere per averlo."


Quando le forze di Stannis si avvicinano alla capitale e le sue navi iniziano a risalire la foce delle Rapide Nere, Bronn ha il delicatissimo incarico di controllare che l'imponente catena che deve ostruire il passaggio delle navi verso il mare aperto venga sollevata al momento opportuno. Il mercenario esegue il compito con la massima efficienza non appena l'ammiraglia nemica supera la Fortezza Rossa, con il risultato che buona parte della flotta di Stannis viene intrappolata nel fiume e distrutta con l'altofuoco.[18]

Per i suoi meriti nel corso della battaglia Bronn viene nominato cavaliere nella grande cerimonia tenuta da Re Joffrey Baratheon dopo che le forze di Stannis sono state completamente respinte.[19]

Note