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Intervista a Martin - Marvel


Fonte marvel.com - Traduzione di Lord Beric




Questa intervista si fa perché uno dei miei amici - il cantante Claudio Sanchez dei Coheed and Cambria - ha perso la testa. Stava scavando tra i suoi scatoloni di vecchi fumetti e ha iniziato a leggere un vecchio numero di Avengers. Penso fosse il numero 12, e guardando nelle pagine delle lettere, ha visto una lettera che tu scrissi alla rivista. Mi ha twettato, e l'ho messa on-line ed è stata ripresa da vari siti e altro.

Sì, persino John Hodgman mi ha chiesto di quella lettera.


Ho notato! Penso sia fantastico e che i nostri fan usciranno fuori di testa a sapere che sei anche un fan della Marvel. Personalmente, ho letto tutti i tuoi libri di recente per la prima volta, e decisamente li adoro. Mi hanno spezzato un po' il cuore, ma penso sia la forza della serie. Sono fantastici.

[Risate]


Allora, cominciamo dalla lettera apparsa in Avengers #12. In quella lettera, parli dei Fantastici Quattro e dei Vendicatori. Ti ricordi qualcosa di quella lettera?

Beh, è stato tanto tempo fa. Insomma, stiamo parlando dei primi anni '60. In effetti ho mandato un certo numero di lettere all Marvel Comics all'epoca. Quella su AVENGER, che credo fosse sull'introduzione di Wonder Man - me l'ha ricordato John Hodgman - e a cui non ho riguardato per molti anni, era solo una. Penso che la prima fosse in Fantastic Four #20 o qualcosa del genere. E ne ho scritte un paio di altre. Non sono certo del conto esatto su due piedi, ma, vedi, ero al liceo in quel periodo. Quindi è molto, molto, tempo fa. I primi tempi del fandom dei fumetti.


Hai scritto anche ad altri oltre alla Marvel, oppure nell'adolescenza eri un fan dedicato alla Marvel?

Ho scritto a quel tempo ad un certo numero di case di fumetto. A Julie Schwartz della DC, credo prevalentemente su Justice League, ma forse anche Green Lantern o The Atom o qualcosa del genere seguito da Julie, ma non ha mai pubblicato le mie lettere. Più avanti sono arrivato a conoscere Julie Schwartz piuttosto bene, e ne abbiamo sempre scherzato. "Julie, non hai mai pubblicato le mie leggere. Stan e Jack lo hanno fatto, tu mai!" In quel periogo, verso la fine degli anni '50, primi anni '60, Julie Schwartz dava una pagina in omaggio di disegni originali a chi riusciva a farsi pubblicare una lettera.


Fantastico.

Non le restituivano agli artisti in que tempo, se le tenevano e Julie le usava come premi. Quindi se riuscivi ad avere una lettera in Justice League o Flash o qualcosa del genere, vincevi una pagina di disegni di Carmine Infantino di Lanterna Verde di Gil Kane o qualcosa del genere. Ma io non ne ho mai avute. Stan e Jack pubbllicavano le mie lettere, ne ho qualcuna di quelle e penso di averne un paio sulle colonne di Charlton Comic, anche. Blue Beetle e cose del genere.


Quindi leggevi di tutto. C'era una particolare uscita Marvel o un particolare personaggio marvel di cui eri particolarmente appaassionato?

Una volta fondata la Marvel, sono diventato un gran fan della Marvel; comunque, ho continuato a leggere la DC e, naturalmente, sono sempre stato interessato a quello che facevano le altre compagnie. Ma sono diventato molto fissato con la Marvel, come penso riveli il tono di qualcuna di quelle leggere [le mostra] se le leggessimo oggi. Penso che la mia lettera su Fantastic Four, la prima che è stata pubblicata, fosse del tipo "Shakespeare fatti da parte, perché è arrivato Stan Lee."


Penso che Stan avrebbe apprezzato.

Sì, sono sicuro di sì. Comunque, non penso che Stan avesse idea di chi fossi. Ho incontrato Stan qualcosa come sei volte. Della gente ci ha presentati, e non ha mai dat' l'idea di ricordarsi delle altre cinque volte in cui ci eravamo visti. D'altra parte, Julie sì. Ho sempre avuto un grande rapporto con Julie nei pochi anni prima che morisse. Ma, vedi, sono stato e reesto un grande fan di quei primi fumetti Marvel di Stan e Jack Kirby, naturalmente, e Steve Ditko, e alcuni degli altri che erano alla Marvel in quei primi giorni. Hanno davvero ridisegnato il genere fumettistico.


Ti ritieni più un fan di un singolo autore o più rivolto ad un particolare personaggio o team?

Beh, vedi, dipende, se si sta parlando del 1962 o di oggi. Nel 1962 sicuramente amavo certi personaggi e amavo le squadre. Ero un grande fan dei team, sai. La Justice League era il mio team preferito della DC e Fantastic Four e Avengers lo erano per la Marvel. Comunque, amavo Spiderman. Li ho tutti. Spiderman, Iron Man, tutti. Ma nel momento in cui li avevo, iniziavo a scrivere lettere suggerendo di unirli in un team. In quei primi giorni della Marvel - questo può sembrare un suggerimento strano, ma Marvel aveva i Fantastic Four, e avevano iniziato a introdurre tutti quei nuovi personaggi, quei nuovi fumetti. Thor e Iron Man e Spiderman e a molti fan del tempo, me compreso, il primo pensiero che è venuto in mente è stato "Beh, tutti questi potrebbero unirsi ai Fantastic Four." Fare i Fantastic Five o i Fantastic Ten. In altre parole, poteva essere la Justice League della Marvel, di cui tutti gli eroi facevano parte, ed era una bella idea, e invece ne sono venuti fuori con gli Avengers. E poi, per confondere ancora le cose, hanno introdotto gli X-Men. Quindi, di colpo, la Marvel aveva tre team, cosa piuttosto rivoluzionaria all'epoca perché la DC ne aveva solo uno.


Una volta che la Marvel ha creato questi team e sei diventato un fan dei team, ti sei rivolto nel tempo di più verso uno in particolare?

Beh, ho sempre guardato ai Fantastic Four perché sono stati davvero i primi di cui mi sono innamorato, e The Thing era il mio personaggio preferito. Era un personaggio davvero rivoluzionario. Non c'era nulla di simile ai lui nei precedenti fumetti di supereroi. Ma mi sono divertito molto anche con gli Avengers. E, ancora una volta, Stan ha fatto qualcosa di rivoluzionario con gli Avengers. In primo luogo, il team continuava a cambiare. Ora, dopo cinquant'anni o giù di lì, è diventato, "Oh, gli Avengers hanno una nuova formazione" per la 474° volta. Ma al tempo in cui tutto questo avveniva, nessuno l'aveva mai fatto. La Justice League non cambiava mai i suoi membri in quel tempo, diventava solo sempre più grande. Iniziavano e poi, ad un certo punto, dicevano, "oh, ok, ora Green Arrow è dentro, si è unito," ma nessuno se ne andava mai. Ma era completamente diverso con gli Avengers, hanno iniziato con Hulk che poi è uscito nel secondo volume. Poi hanno ripescato Captain America dall'alcol e, vedi, alla fine tutti se ne vanno un po' di uscite dopo. E poi improvvisamente spuntano tutti questi cattivi e si formano dei nuovi Avengers. Tutto questo era meraviglioso, era una cosa rivoluzionaria all'epoca. Ruppe tutte le regole della scrittura dei fumetti del tempo e io ero proprio preso, volevo sapere cosa sarebbe successo.


Ho letto alcune delle lettere del periodo, in particolare le reazioni al cambiamento dei team, e sembrava anche almeno nella metà dei casi i fan fossero sconvolti di questi numerosi cambiamenti, mentre oggi per me è "oh, sì, sono cambiati."

Beh, credo se ne sia abusato nei decenni seguenti. Sarebbe carino che un team restasse lo stesso per sei mesi o qualcosa del genere, per sviluppare qualche rapporto. Ma in quel tempo, era qualcosa di interessante.


Leggi ancora fumetti o ne hai letti negli ultimi anni?

Li ho letti per molti decenni e ancora di tanto in tanto ne compro uno, ma non li leggo regolarmente come una volta. È strano, ma non credo vogliate sentire certi pensieri critici.


Di certo ci piacerebbe sentirli.

Alcune delle cose che mi piacevano negli anni '60, credo, sono svanite nel tempo... sono durate troppo. La continuità era un'altra cosa rivoluzionaria nei libri di Lee e Kirby e Ditko. I libri degli anni '50, prima della Marvel, erano prevalentemente episodici o circolari. Leggevi di Superman, Batman o della Justice League, avevano la loro avventura e poi al termine del volume l'avventura era finita. E si ritrovano generalmente al punto da cui erano partiti. E l'uscita dopo era sullo stesso tema. Quindi uno poteva leggere le uscite in un ordine qualsiasi, ogni uscita aveva un'introduzione. La Marvel ha iniziato - e la DC ha seguito - l'idea della continuità attraverso più uscite. Accadeva qualcosa in un'uscita che impattava pesantemente sui personaggi, quindi l'uscita dopo iniziava in un modo completamente diverso. Ad esempio, rompeva con la fidanzata.
La cosa accaduta con Spiderman è stata rivoluzionaria. Superman stava sempre con Lois Lane. Non ha mai lasciato Lois per cercare una nuova ragazza. E uno iniziava a leggere Spiderman e, "OK, l'unica donna della sua vita è Liz Allen, OK" e improvvisamente non è più importante. E poi c'è Betty Brant e improvvisamente spunta Gwn Stacy e poi Mary Jane e tutto questo è molto interessante, specialmente per un ragazzo come ero io a quel tempo. Un ragazzo della high school, del college. Il tempo passava nei fumetti Marvel, cosa per me meravigliosa a quel tempo. Ero un ragazzino della high school e Spidermen andava alla high school. Eravamo perfettamente in sincrono. E poi mi sono diplomato alla high school e sono andato al college, e Spiderman si è diplomato alla high school ed è andato al college. Quindi eravamo ancora in sincrono.
Ma ad un certo punto io sono uscito dal college, mi sono laureato dopo qusttro anni e ho preso un master dopo cinque, mente Spiderman ci ha messo quindici anni per sucire dal college, credo. Ed è entrato nei suoi vent'anni e ci è rimasto per quaranta. E io, sfortunatamente, non ho imparato quel trucco. Ma questa, in ogni caso, è una digressione.
I fumetti mainstream attuali li compro di tanto in tanto. Se vedo qualcosa che suona particolarmente intessante o sento un commento o qualcosa del genere. E ho ancora tantissimo affetto per i personaggi.


Capisco. Penso che l'equilibrio consista nel cercare storie interessanti e introdurre nuove cose in un arco di 50, 60 anni, ma al tempo stesso far evolvere le cose che ci sono e renderle familiari. Non sono editor dei nostri volumi, ma vedo cosa fanno i nostri autori ed editor e penso stiano facendo cose interessanti che spero ci porteranno nuovi lettori e al tempo stesso intratterranno i vecchi.

Beh, il trucco è sempre quello. Naturalmente, ora ho WILD CARDS. Non so se hai mai letto la mia serie WILD CARDS, ma tutte le mie esperienze di fan dei fumetti sono confluite lì. Ci sono i miei supereroi, e quello è il gruppo che ho messo assieme e abbiamo il nostro universo ed i personaggi invecchiano e cambiano. Ho giurato solennemente ai lettori di WILD CARDS: "Nessuna continuità retroattiva, nessun ripartire da zero, mai."


Fantastico; sono romanzi o fumetti?

Sono romanzi, li chiamiamo romanzi a mosaico perché ciascuno ha un background comune, e tutti gli eroi vivono nello stesso universo e così via. È tema supereroico in un modo più crudo e realistico.


Fantastico. Parlando di questo, i fumetti con cui sei crescito e le storie che hai letto... come ti hanno influenzato come scrittore? Sia per WILD CARDS che per A SONG OF ICE AND FIRE.

Beh, di certo se si parla di WILD CARDS si può vedere il mio amore per i supereroi in ogni cosa, ne sono certo... in effetti appena uscito dal college avevo scritto alla Marvel per un lavoro da scrittore, non mi avevano preso. Sono arrivato ad avere un colloquio con Roy Thomas una volta nel 1971.


È molto tempo fa, comunque! Non tutti arrivano a fare un colloquio. I ragazzi di www.westeros.org in effetti me ne avevano parlato; stavo per riprendere io l'argomento. Come è successo che hai provato a entrare in Marvel?

A quel tempo, siamo parlando dei primi giorni del fandom dei fumetti, si tenevano le prime convention sui fumetti e c'erano fanzine stampate su ciclostile o duplicatori ad alcol e pubblicavano storie amatoriali di supereroi assieme ad articoli di discussione sui fumetti dell'epoca. Quelle sono state le mie prime pubblicazioni. Ho scritto piccole storie di supereroi per, credo, Star Studded Comics e Hero e alcune delle altre fanzine dell'epoca. Non so disegnare, non ero un artista. Scrivevo quelle che erano chiamate "text stories", ovvero storie di supereroi in prosa.
In quel periodo tutti i volumi a fumetti contenevano una pagina di "text story" perché era necessario tenere la seconda pagina per la posta, quindi doveva avere una pagina in prosa che di solito utilizzavano per una piccola storia; una storia dell'orrore o di mostri o qualcosa del genere. Quindi quando noi ragazzi della scuola abbiamo iniziato a mettere assieme le nostre fanzine, abbiamo pensato di includere anche le "textstories" oltre alle strisce di fumetti, ed io sono diventato uno dei ragazzi che se ne occupavano. E nel piccolo, fragile mondo del fandom dei fumetti, divenni abbastanza conosciuto per questo e ottenni anche un premio chiamato Alley Award. L'ho vinto una volta per la migliore storia, per qualcuno dei miei lavori.
Nel frattempo, facevo altre cose. Andavo a scuola. Sono andato alla scuola di giornalistmo alla Northwestern University, ho preso la laurea nel '70 ed un master nel '71 e poi sono uscito nel mondo per cercare un lavoro e, naturalmente, mi sono trovato a lavorare per un certo numero di riviste e giornali. Ma mi sono detto, che diamone, mi piacciono i fumetti, quindi... e allora ho cercato lavoro presso un paio di compagnie del genere. Credo di aver mandato una lettera o due, forse tre o quattro, a differenti compagnie, ma la Marvel è stata la sola a rispondere. Forse avevano riconosciuto il mio nome da qualche fanzine o qualcosa del genere. Vivevo a Bayonne, nel New Jersey, quindi era facile; mi bastava salire su un bus e andare a New York. Quindi ho avuto quel piccolo incontro con Rot Thomas e sfortunatamente non stavano cercando nessuno scrittore in quel momento.
Ma poi c'è stata quella cosetta chiamata Vietnam, ed il mio numero venne fuori alla lotteria. Ero obiettore, quindi dovevo fare due anni di servizio alternativo al poto del servizio militare e sono stato fuori dal mercato per un paio d'anni, dal '71 al '73. Durante quel periodo ho iniziato a vendere le mie prime storie, quindi anche mentre lavoravo per la VISTA facendo il mio servizio altenrativo, vendevo alcune storie di fantascienza e mi facevo un nome come scrittore e ricevevo nomination per qualche premio. Mentre i miei due anni passavano decisi di seguire quella strada invece di provare a diventare un giornalista a tempo pieno o tornarei ai fumetti o cose del genere.


Semplicemente fantastico, adoro sentire il percorso creativo intrapreso dalle persone, che siano scrittori di fumetti o romanzieri o che altro. È fantastico ciò che una piccola cosa può cambiare nella vita di qualcuno. In un universo alternativo, come hai detto, potresti ancora scrivere per la Marvel. È grandioso. Hai parlato delle convention di fumetti; ci vai ancora?

Vado a San Diego; è diventato sempre più importante non solo per gli appassionati di fumetti, ma anche per la TV, il cinema e i romanzi, sono attivo in tutti i campi e San Diego è diventata la convention per eccellenza. Sono andato alla prima convention di fumetti che Len Wein ha organizzato a New York nel '63 o '64. Era in una stanza; c'erano tipo trenta persone, era tutto più piccolo. Gli ospiti previsti erano Steve Ditko - dovevo incontrarlo e avere un autografo - ed la favolosa Flo Steinberg.


Flo è ancora qui, più amabile e dolce e amichevole che mai.

C'è ancora? Mio Dio.


Sì, davvero. Di tanto in tanto passa per salutare, ed è grandioso, credimi.

Fantastico.


Parliamo di GAME OF THRONES. Ci sono stati cambiamenti nella tua fanbase con la serie TV?

Oh, il mio pubblico è cresciuto enormemente con la serie TV. Voglio dire, era già molto grande, erano già dei best-seller, ma ora ho migliaia e migliaia di nuovi lettori che giungono ai libri tramite la serie TV. È fantastico, ed è anche interessante avere le due differenti audience con differenti modi di recepire le cose. Il pubblico dei libri originali diventa molto triste quando le cose vengono cambiate, o rimosse, o cose del genere. E naturalmente chi viene dalla serie TV non sa nemmeno dei cambiamenti. Hanno punti di vista differenti ed è molto affascinante osservarli.


Ho iniziato a leggere i libri prima dell'uscita della serie TV. Ho iniziato a leggerli, e sono andato avanti e avanti e ho finito A GAME OF THRONES prima dell'uscita dello show. L'ho guardato con mia moglie, ed era fantastico ma non potevo dire nulla perché lei non aveva letto niente. Ero contemporaneamente nuovo in quel mondo ma ne conoscevo qualcosa, era fantastico vedere tutto su schermo.

Beh, voi ragazzi della Marvel dovete vedere spesso questo fenomeno; avete due audience, avete anche quella che è arrivata con i film e non conosce i personaggi, e poi avete i vecchi fan come me.


Ci sono in effetti almeno quattro tipi di audience per la Marvel che io conosca, perché ho molto a che fare con il nostro sito e tutto il resto. Abbiamo i fan del cinema, quelli dei fumetti, quelli che arrivano prevalentemente dai videogiochi e quelli che vengono dalla TV, sai, cartoni e cose del genere. Ogni gruppo percepisce la Marvel in modo differente. Li guardo reagire agli altri aspetti della Marvel, e interagire tra loro, ed è affascinante.

Sono assolutamente nella sezione dei vecchi amatori di fumetti. Stavo guardando il vostro trailer online di AVENGERS l'altro giorno. Non vedo davvero l'ora di vedere il vostro film di AVENGER, ma sono seccato che abbiano lasciato fuori Ant-Man. Ant-Man c'era dall'inizio. Avrebbe avuto il diritto di esserci, no? Avreste potuto portar dentro Hawkeye e la Black Widow più tardi; loro non c'erano dall'inizio. Ant-Man! E Wasp!


[risate] Abbiamo diversi ferri sul fuoco, quindi con un po' di fortuna vedremo alcuni di questi personaggi. È in effetti fantastico perché le persone che seguono la produzione dei film sono della vecchia scuola dei fumetti e arrivano dicendo, "Ehi, questi sono i personaggi che ci piacciono, vogliamo essere sicuri che non verranno messi da parte e finiscano sullo schermo." C'è così tanto amore e attenzione che danno ai film della Marvel Studios. Hai visto gli altri film della Marvel Studios che hanno portato a AVENGERS?

Sì. Penso che CAPTAIN AMERICA: THE FIRST AVENGER fosse fantastico. IRON MAN è stato grandioso. Il secondo non tanto come il primo, ma comunque buono. Penso che una cose più belle da quando la Marvel ha preso in mano la produzione dei film sia che quanto più vicino si sta al materiale originale, meglio vengono ruori le cose. THOR è cambiato molto. L'inizio ad Asgard e tutto il resto, io volevo la storia dei fumetti. Volevo lo storpio dottor Dan Blake in un tour in Norvegia, l'imbattersi nella caverna, il ritrovamento del bastone e tutto il resto. Era la storia di Stan e Jack, non la si può migliorare. Hai già visto il nuovo AMAZING SPIDER-MAN?


Ho visto circa dieci minuti di montaggio.

Mi sembra strano un reboot di Spider-Man. Mi sembra che il precedente fosse uscito una settimana fa o qualcosa del genere. Non so perché non abbiano continuato con Tobey Maguire.


Vorrei saperne di più, ma, come sai, è prodotto da un altro studio. Ma ho sentito cose splendite a riguardo, quindi ho fiducia che sarà un grande film di Spidey. Allora, qual è stata la tua esperienza lavorando sulla seconda stagione di GAME OF THRONES

Abbiamo girato in Croazia e in Irlanda del Nord. Abbiamo fatto dieci giorni in Islanda per alcune parti oltre la Barriera. Il mio episodio è stato diretto da Neil Marshall, che ha diretto THE DESCENT e DOG SOLDIERS. È la prima volta che lavorava per la televisione quindi il tutto era molto emozionante.


Fantastico. Hai avuto una parte nel sceglierlo o semplicemente è andata così?

Mi hanno detto che era contento di essere a bordo e io ero emozionato. THE DESCENT è il miglior film horror degli ultimi venti anni, credo.


Sei un grande fan dell'horror?

Beh, lo ero. Mi piacciono i vostri classici dell'horror, o cose come THE DESCENT o THE MIST, un altro bel film. Non mi piacciono quelli in stile porno della tortura; potete tenervi la serie di HOSTEL o quella di SAW. Per me quello non è horror.


Sei andato nella location in cui hanno girato il tuo episodio?

Avrei potuto, se avessi voluto, sai che ho molto lavoro da fare. Per sei mesi dopo l'uscita del libro sono stato in tour, e alle convention. Sono stato al Comic-Con di San Diego e al WorldCon; ho avuto altre appaarizioni e discorsi che ho dovuto preparare. Ho viaggiato molto e non ho avuto il tempo di volare in Europa. Ma ho visitato i set gli anni scorsi.


Splendido. Beh, se mai passerai da New York e vuoi visitare la Marvel speriamo di farcela in un giorno in cui c'è anche Flo, sarei felice di farti da guida e presentarti alcune persone fantastiche.

Ci sono stato un paio di volte, vado a New York una volta all'anno o giù di lì; ho ancora dei parenti in New Jersey. Sono di Bayonne, non troppo lontano. Credo, quando ho visitato la Marvel, che sia stata una sorta di delusione, mi sono sempre immaginato i grandi, un gruppo di artisti seduti lì tutto il giorno a disegnare tavol, creare, sai? Stan Lee e Jack Kirby seduti vicino a Steve Dirko seduto vicino a Don Heck, tutti lavorando contemporaneamente scambiandosi saggi consigli e tutto il resto. Immagino che lavorino tutti a casa, ora, e semplicemente consegnino di tanto in tanto il materiale, giusto?


Ovni volta porto in tour qualcuno spiego quanto sia cambiato tutto a causa di internet e a causa del respito internazionale adesso dei fumetti. Un artista può eessere in Portogalo, a lo scrittore in Spagna, l'inchiostratore in Florida, eccetera. È strano come funzionino le cose in questi giorni. Ultima domanda. La nostra grande storia AVENGERS VS X-MEN sta arrivando. Mentre la battaglia sta per iniziare, che fazione pensi vincerà? E nella tua mente, quando pensi agli X-men e quando pensi agli Avengers, senza riferirti ad una specifica versione, moderna o classica o da film o che altro, chi pensi prevarrà?

Beh, penso che vincerebbero gli Avengers, specialmente se si schiera la A-List. CI sono stati, come sai, moltissimi Avengers differenti negli anni, ma se puoi schierare gli Avengers classici come Thor e Iron Man e gli altri pesi massimi... sì, penso che vincerebbero.


Non c'è nessuno degli X-Men che potrebbe batterli, eh?

Beh, anche qui dipende dagli X-Men. Sicuramente ci sono stati alcuni X-Men potenti negli anni, ma, vedi, Thor è un dio. Questa è una cosa che torna utile.


Sicuramente. Grazie davvero per il tuo tempo.

È stato divertente.


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