La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

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Intervista a Martin - Radio2


Fonte www.radio.rai.it1 - Trascrizione di Lord Beric



Da bambino spaventava i suoi compagni con le sue storie di mostri. Ha scritto avventure di vampiri e di lupi mannari, di belve e di bestie; e con le sue CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO ha rivoluzionato il mondo della fantasy. Siete pronti per incontrare George R. R. Martin? Preparatevi per le sue grandi avventure accompagnati dal suo traduttore italiano, ovvero Sergio Altieri.
È stato sceneggiatore e produttore di un serial fortunatissimo come LA BELLA E LA BESTIA, ha rivoluzionato le storie della fantascienza ma anche quelle fantasy internazionali: il suo nome è George R. R. Martin e le sue CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO stanno per diventare un grande serial televisivo per la HBO ma nel frattempo stanno per uscire in Italia anche le sue WILD CARDS e stanno per uscire anche le sue storie di vampiri, per cui preparatevi per viaggiare nell'immaginario di George R. R. Martin.
È un grande piacere annunciarvi che oggi a "Tutti i colori del Giallo" avremo un ospite speciale che è George R. R. Martin e avremo anche il suo grande traduttore italiano che è Sergio Altieri che lo tradurrà per noi. Ma volete sapere chi è Martin? Se è solo un autore di fantascienza, di fantasy, oppure potremmo dire che è un autore di storie che sono immaginate in una sorta di medioevo presente o futuro. Vorrei che a spiegarvelo fosse Sergio Altieri e che ci raccontasse un po' i segreti del grande successo delle CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO che sono pubblicate in Italia da Mondadori.

Buongiorno a tutti e grazie Luca per avermi a "Tutti i Colori del giallo". Oggi abbiamo un ospite speciale che è George R. R. Martin, uno straordinario autore americano. Autore non solo della fenomenale saga fantasy LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO (THE SONG OF ICE AND FIRE nell'originale), ma anche un autore pressoché unico nel paesaggio della letteratura fantastica. Ha esplorato praticamente tutti i generi del fantastico dalla fantascienza fin dagli anni '80, all'horror, al soprannaturale al fantasy. È uno sceneggiatore di fama mondiale, ha collaborato a show televisivi come LA BELLA E LA BESTIA e AI CONFINI DELLA REALTÀ, THE TWILIGHT ZONE, la nuova versione di THE TWILIGHT ZONE. George ha venduto libri praticamente in tutte le lingue del mondo. Questa straordinaria saga fantasy che ha iniziato oramai più di dieci anni fa, edita in Italia da Mondadori, LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO, di cui ho l'onore di essere il traduttore di questa saga. Chiederemo a George come la saga è nata, chiederemo quali sono i suoi progetti futuri, gli chiederemo di parlarci del progetto televisivo che sta nascendo dalle CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO, insomma una carrellata sul lavoro di questo autore straordinario che è ormai un lavoro che va avanti da più di trent'anni.


Allora iniziamo ad intervistare George R. R. Martin. Ma è vero George che da bambino vendevi storie di mostri ai tuoi compagni di classe e ti offrivi pure di recitarle a voce alta?

Sì, è assolutamente vero. A quell'epoca viveva a Bayonne, il nome assomiglia infatti alla baionetta, che è una cittadina del New Jersey dall'altra parte del fiume Hudson e scriveva appunto storie di mostri di una o due pagine che poi rivendeva ai suoi amichetti e i suoi ragazzini per 10 centesimi, che era il prezzo dei canditi, degli snack oggi li chiameremmo. Comunque è assolutamente vero, vendeva storie di mostri ai ragazzini ed era un ragazzino anche lui.


Ma voi vi chiederete: di che cosa parlavano veramente le storie che scriveva George?

Il demone del narrare storie ha posseduto George in da quando aveva 10 anni, ed è qui che ha cominciato a scrivere. Ciò che scriveva all'epoca erano sostanzialmente storie di vampiri e lupi mannari sulla base dei film e degli show televisivi che vedeva. Ma già aveva questo impulso, questa necessità di voler raccontare delle storie, è qui l'inizio di questo grande narratore.


Da bambino che cosa leggevi esattamente, che cosa ti spaventava e che cosa ti divertiva delle storie che leggevi da piccolo?

Ha cominciato a leggere fumetti, soprattutto "Batman" e "Superman" e quando sono arrivati i fumetti della Marvel "Spiderman" e tutti gli altri personaggi creati in quell'epoca. Quando aveva circa dodici-tredici anni, ha scoperto la letteratura di fantascienza, nel lavoro di uno dei più grandi maestri di tutti i tempi, Robert A. Heinlein e uno dei suoi a tutt'oggi classici di fantascienza per ragazzi, che è LA TUTA SPAZIALE, un romanzo che io stesso lessi da ragazzo e che mi influenzò moltissimo. Oltre alle letture di fantascienza, George ha intrapreso anche quelle dell'orrore, ed anche qui con il più grande maestro di tutti i tempi, che è Howard Phillips Lovercraft. E da qui è andato avanti. Ha cominciato a spendere meno soldi per i fumetti e più per i libri. Quindi, queste sono sostanzialmente le sue letture di formazione e in effetti da ragazzo le storie di Lovercraft erano quelle che gli facevano più impressione e più paura, come a me del resto.


Visto che Martin ci raccontava che leggeva fumetti di supereroi, quanto è stato divertente creare una propria serie di supereroi come quella del ciclo di WILD CARDS, che non è ancora edito in Italia ma so che lo sarà tra poco. E in particolare, quanto si identifica in un supereroe come la Tartaruga?

È stato un grande piacere, una grande esperienza per George creare una sua serie di supereroi, proprio perché è sempre stato un grande fan di supereroi e la sua primissima storia che ha venduto era appunto una storia di supereroi. WILD CARDS continua ad essere una serie di straordinario successo negli Stati Uniti, va avanti da più di vent'anni. Ha a che fare con un consorzio di scrittori, questa è esattamente l'espressione usata da George, di più di 35 scrittori tra i quali degli autori straordinari come Zelazny, Waldrop, Snodgrass, Abraham e lo stesso Walter Jon Williams, che è un maestro della fantascienza. Venendo al personaggio della Tartaruga, è in effetti un personaggio estremamente autobiografico. La storia del personaggio della Tartaruga è sostanzialmente identica a quella di George, viene da Bayonne in New Jersey, viveva in quelle che noi chiameremmo case popolari. L'unico rimpianto di George è che non sia mai riuscito lui stesso a sviluppare dei superpoteri.


E noi continuiamo a narrare invece i poteri della letteratura di George R. R. Martin ai microfoni di "Tutti i colori del Giallo" assieme a Sergio Altieri che lo sta raccontando per noi, qui in radio. Il nostro blog è giallo.blog.rai.it.
Siccome però le WILD CARDS non sono ancora arrivate in Italia ma stanno per arrivarci, vorrei sapere da George come è situato il tuo universo, che cosa l'ha contagiato e ha costretto i tuoi protagonisti a diventare dei supereroi. Sembra una sorta di legge beffarda del destino, per cui questo virus ha trasformato alcuni in persone con una grande dote e altri in persone che sono in realtà estremamente mostruose.

George ci spiega che l'universo narrativo in cui si sviluppano le storie delle WILD CARDS, che noi chiameremmo i Jolly, è stato creato, sempre narrativamente, da un esperimento condotto da una razza aliena nel 1946, per cui è un universo alternativo al nostro per quanto abbia molte similitudini con il nostro. Questi alieni hanno disseminato un retrovirus, che sostanzialmente è una stringa di DNA, la quale ha avuto tre effetti. L'effetto numero uno è nessuno, alcune persone... la maggior parte delle persone non ne hanno risentito. L'effetto numero due la creazione di questi personaggi dotati di superpoteri come poter volare, lanciare folgori dalle dita; questi sono gli Aces, gli Assi, e la loro contropartita, la loro controparte al negativo, sono i Jokers, esattamente come il Joker di Batman, che però sono degli individui negativi, deformi, i mostri della situazione. Ci sono dieci Jokers per ogni Ace, per ogni Asso. L'universo delle WILD CARDS, sempre narrativamente, parte nel 1946, ma il primo libro appare nel 1987, vent'anni dopo. La saga continua con l'apporto, come abbiamo detto prima, di trentacinque scrittori. È un lavoro di squadra estremamente complesso, estremamente articolato. A George piace paragonarlo, sostanzialmente, a un'operazione simile a quella dei film di Robert Holtman, con tutte queste trame che si sviluppano, si intersecano le une cone le altre. George è anche ben lieto di sapere che i primi tre libri di WILD CARDS sono stati acquistati da un editore italiano e che quindi ben presto anche i lettori italiani avranno loro modo di giudicare questa saga.


E i lettori italiani della grande saga fantasy inventata da George R. R. Martin, che è quella delle CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO, hanno appena scoperto che c'è in lavorazione un serial televisivo per la HBO, tratto dalle storie di Martin. Come stanno andando le cose, Martin? A che punto siete? Sono iniziate le riprese? C'è già il cast? Ce lo puoi anche anticipare?

George è molto soddisfatto del modo in cui si sta sviluppando questa produzione televisiva. È una produzione televisiva HBO, probabilmente la più grande entità via cavo a pagamento degli Stati Uniti e non solo degli Stati Uniti. Inizialmente l'anno scorso, nel 2009, è stato girato il pilot, cioè l'episodio di apertura, in Irlanda del Nord, Scozia e Marocco. Il risultato è stato talmente buono e talmente incoraggiante che la HBO ha deciso di procedere con una miniserie di dieci ore. La HBO, tra l'altro, è anche la compagnia televisiva che ha prodotto degli show di enorme successo come I SOPRANOS, come ROMA (ROME), DEADWOOD, BIG LOVE, che è uno show che non credo sia arrivato in Italia ancora, che ha a che fare con la cultura mormone e le strane storie che ruotano attorno alla poligamia. L'idea, la struttura della narrazione televisiva è che ogni stagione coprirà uno dei romanzi, che fino ad adesso sono quattro, delle CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO. Le prime dieci ore copriranno A GAME OF THRONES (IL GIOCO DEL TRONO, come abbiamo tradotto in lingua italiana), la seconda serie, e speriamo tutti che possa avvenire sulla base della risposta del pubblico alla prima serie, sarà A CLASH OF KINGS (LO SCONTRO DEI RE). George ci ha anche precisato di avere ricevuto molte offerte da parte di Hollywood per una versione cinematografica di questa sua opera pressoché unica nel paesaggio del fantasy. George, come sapete, ha a sua volta un'esperienza di sceneggiatore, ma non ha ritenuto che ci sia in realtà lo spazio, in formato cinematografico, per raccontare la storia di questa saga nella sua interezza e nella sua complessità. Aveva sempre ritenuto che dovesse essere una serie televisiva, ma al tempo stesso non una serie televisiva realizzata dai grandi network americani, come possono essere NBC, CBS o ABC, in quanto i lettori de LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO sanno che ci sono tematiche adulte, c'è sesso, c'è violenza, c'è intrigo, e i network gratuiti, quelli che ho elencato prima, hanno troppe limitazioni, troppe pastoie. Ecco perché il quadro produttivo naturale per la trasposizione televisiva de LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO è, appunto, la HBO. George è anche estremamente soddisfatto con il cast; c'è Sean Bean, che è uno straordinario attore inglese, nella parte di Eddard Stark, e Lena Headey, che è parimenti un'attrice molto interessante, era stata Sarah O'Connor nella versione televisiva di TERMINATOR, era stata la moglie di Leonida in 300. Questa è l'attrice che interpreta Cersei Lannister, e da un punto di vista di scritture, George stesso scriverà uno dei dieci episodi di ciascuna delle serie che verranno realizzate. Attualmente i due sceneggiatori incaricati della trasposizione della sceneggiatura saranno David Benioff e D. B. Weiss, che sono due giovani ma estremamente professionisti ed estremamente preparati sceneggiatori di Hollywood.


E noi continuiamo ad esplorare il mondo di George R. R. Martin nei segreti di questa bellissima serie che sta producendo la HBO, assieme a Sergio Altieri, qui a "Tutti i colori del Giallo". Il nostro blog è sempre giallo.blog.rai.it.
Avete sentito poco fa Sergio Altieri che traducendo il nostro Martin, ci anticipava che uno degli sceneggiatori della serie de LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO è David Benioff. L'avete sentito ai nostri microfoni perché è venuto qua a parlarci della VENTICINQUESIMA ORA e di altri romanzi che ha pubblicato in Italia. Allora, volevo sapere dal nostro Martin: ma è vero che per essere sicuro che Benioff non scrivesse una sceneggiatura come quella di TROY, lo hai minacciato che lo avresti percosso con una mazza ferrata se incappava nello stesso errore?

[risate] No, non ha mai minacciato di colpire David Benioff con una mazza ferrata, anzi, TROY gli è anche piaciuto molto.


Il fatto che gli sia piaciuto TROY ci dispiace un po', però continuiamo a intervistare il nostro George R. R. Martin. So che hai appena realizzato un'antologia interamente dedicata a Vance. Come hai realizzato questa antologia e come hai scelto gli autori che ne fanno parte. So che prossimamente Sergio Altieri la pubblicherà anche in Italia.

Questo progetto di George nasce da quella che è stata la prima opera di successo di uno dei grandi maestri della fantascienza, che è Jack Vance. Questo è un uomo che ha scritto dei lavori straordinari, sia di fantascienza che di fantasy. Si riferisce a questo suo lavoro del 1951, DYING EARTH, (LA TERRA MORENTE o LA TERRA IN AGONIA), e questa antologia rivisita le tematiche di questo lavoro di Jack Vance, e si chiama infatti I CANTI DELLA TERRA MORENTE, questo è verosimilmente il titolo che gli daremo in lingua italiana. Sarà un trittico di libri pubblicati da Mondadori, da qui a diciotto mesi spero di poterlo avere. L'idea venne a George e a Gardner Dozois, che è l'altro curatore dell'antologia, i quali chiesero a Jack Vance di scrivere un racconto. Jack, a causa della sua età e del suo stato di salute, non poté farlo, ma concesse... fu ben contento di concedere il permesso di avere una serie di racconti, di avere altri autori che scrivessero racconti ispirati al suo lavoro, il quale lavoro è stato ed è tuttora talmente importante e ha influenzato talmente tanti autori di lingua inglese che George e Gardner si sono ritrovati a far fronte a una straordinaria risposta da parte di alcuni dei più grandi autori contemporanei tra i quali Neil Gaiman, Dan Simmons, Tad Williams, Robert Silverberg, e che ha generato un volume di quasi novecento pagine, un antologico di quasi novecento pagine ispirato appunto a questa grande saga, e George è ben contento che questa saga vedrà la luce anche in lingua italiana.


E un libro di George R. R. Martin che ritorna nelle librerie italiane a sedici anni dalla prima sua pubblicazione in Italia è IL BATTELLO DEL DELIRIO, che viene pubblicato in Italia dalla Gargoyle Books; ed è un romanzo particolare, perché si tratta di una storia di vampiri. Allora, vorrei chiedere a Martin com'era nata questa storia e perché hai deciso proprio di ambientare una storia di vampiri sul Mississippi in un periodo che è ancora quello, potremmo dire, del vecchio West. Una storia che sarebbe magari piaciuta moltissimo a Mark Twain.

L'idea di scrivere FEVRE DREAM, che in italiano è questo libro che apparirà per la Gargoyle, è venuta a George alla fine degli anni '70; a quell'epoca era insegnante in un college in una città chiamata Dubuque, nello stato dell'Iowa, che è una città che si affaccia precisamente sul fiume Mississippi, quindi con delle pareti rocciose; è un punto del Mississippi in cui il letto è molto profondo, non è ancora vasto come quando il fiume si avvicina alla sua foce. È una città, questa di Dubuque, nella quale venivano costruite le navi a vapore con la propulsione a ruota che percorrevano a quell'epoca il fiume Mississippi, stiamo parlando intorno al 1850, quindi prima della guerra di secessione americana. George è rimasto affascinato da queste navi, dalla mistica che le circondava, erano navi bisca, se ricordo bene, e decise quindi di scrivere una storia ambientata su questi battelli al tempo stesso collocandola in una situazione soprannaturale, e scelse appunto di fare una storia di vampiri su queste navi. È ben contento che il pubblico dei lettori italiani abbia modo di vedere quest'opera, che peraltro lui scrisse dopo avere lasciato Dubuque, la scrisse nel 1981-82. A tutt'oggi è il suo libro più conosciuto insieme a LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO, quindi è un libro di cui è particolarmente orgoglioso. Giustamente è una storia di vampiri in un setting contro uno sfondo decisamente insolito, per cui non perdetela da Gargoyle editore.


Ma voi, dall'altra parte, state chiedendovi fin dall'inizio della puntata: quando uscirà il prossimo romanzo de LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO? Allora lo chiediamo direttamente a Martin, e vorremmo sapere da lui quanto dovremo ancora aspettare.

George è al lavoro sul quinto volume de LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO. Preferisce non fare previsioni; ritiene di essere in prossimità della conclusione, ma i lettori sanno la vastità, conoscono la vastità di questa storia, conoscono la complessità di questa storia, quindi, giustamente, George non vuole lavorare in fretta, non vuole rompere le uova senza riuscire a fare la frittata, per cui speriamo che presto, alcuni mesi, senza entrare nel dettaglio, anche perché chi ci ascolta che scrive sa bene che è difficile fare previsioni sulla scrittura, presto dovremo avere il quinto volume, A DANCE WITH DRAGONS (LA DANZA DEI DRAGHI). Era un titolo che avevamo già sentito quindi il titolo verrà rispettato.


Come sei riuscito a creare un universo fantasy che contemporaneamente avesse una dimensione realistica e storica così forte? Quanto hai studiato il medioevo e degli eventi storici come la Guerra delle Rose per arrivare a creare una dimensione fantasy così credibile, così diversa anche da quello che avevano fatto i narratori del passato?

George Martin è un accanito lettore di romanzi storici, è un accanito lettore di resoconti storici e anche di fantasy. Esiste una vasta produzione negli Stati Uniti, in lingua inglese, di romanzi fantasy che hanno un'ispirazione o un impianto comunque medievale, ma George ritiene che solo pochi di questi libri effettivamente funzionino, perché l'atmosfera di questi libri è un po' l'iconografia fiabesca e medievale coi castelli, le principesse eccetera. L'impostazione di George è in realtà opposta, cioè il medioevo non è un luogo fiabesco, ma è un luogo tetro, è un luogo sinistro, un luogo sporco, ed è ciò che lui ha voluto eseguire ne LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO cercando anche, e a mio parere riuscendo con grande successo, a stabilire una forma di equilibrio tra, appunto, il realismo storico medievale, e la presenza del soprannaturale rappresentata dalla magia. Ma chi conosce quest'opera di George Martin sa che c'è una magia estremamente controllata, estremamente misurata ed equilibrata, e la fonte, il maestro al quale George si è ispirato e ha fatto riferimento nello stabilire l'equilibrio della magia è il grande J. R. R. Tolkien con IL SIGNORE DEGLI ANELLI, ovviamente, in cui sì, c'è della magia, ma non è che se ne veda molta. Persino il grande mago Gandalf si sposta a cavallo, o quando deve combattere lo fa con la spada. Usando le stesse parole di George, in un'opera fantasy la magia è come il sale: se ne metti poco, funziona, se ne metti troppo, rovini il brodo.


E ringraziando Sergio Altieri e George R. R. Martin, in attesa de LA DANZA DEI DRAGHI, vi lascio al GR2. Buona suspance da Luca Crovi.




1: le risposte di Martin sono state tradotte da Sergio Altieri, che si riferisce a Martin in terza persona.


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