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La sorprendente crescita della magia nelle Cronache.


Dal blog di Elio Garcia e Linda Antonsson

''...la magia è una spada senza elsa. Non esiste un modo sicuro di impugnarla.''  - Tempesta di Spade.

La magia nelle ''Cronache del Ghiaccio e del Fuoco'' è uno di quei soggetti che hanno sempre appassionato i fan. All'inizio de Il Gioco del Trono praticamente non ce n'è proprio. Si, ci può essere una Barriera da quasi 250 metri fatta di ghiaccio, che si estende per cento chilometri, e il prologo inizia con i misteriosi Estranei con le loro lame di ghiaccio e revenant dagli occhi blu, ma dopo quest'occhiata all'inquietante minaccia nelle terre al di là della Barriera la magia sparisce in gran parte dal romanzo. Ogni romanzo gradualmente amplifica gli obiettivi e l'importanza della magia, sebbene finora il suo utilizzo sia stato raramente decisivo nella trama, e spesso comporta un prezzo. Martin ha messo a paragone il suo approccio alla reintroduzione della magia con il bollire un granchio: mettilo nell'acqua bollente e salterà via, ma se lo infili nell'acqua fredda e la scaldi con gradualità se ne starà fermo. Sembra che proprio allo stesso modo [l'uso della magia] stia crescendo, dato che si avvicina la minaccia di una nuova Lunga Notte – l'inverno leggendario durato per generazioni, finchè i Guardiani della Notte sconfissero gli Estranei nella Battaglia dell'Alba – mentre i Sette Regni sono impantanati nelle lotte tra i nobili principali.

Non si è avuto sempre il caso di una magia così rara e limitata, come rivelano le meraviglie architettoniche del passato. L'imponenza al limite delle leggi della fisica della Barriera ha a che fare con la magia in essa, magia che impedisce anche ad altra magia di oltrepassare il proprio confine, il che spiega quasi completamente e in modo plausibile perchè la minaccia della distruzione della Barriera (con l'antico Corno dell'Inverno, che la leggenda dice possa svegliare i giganti dalla terra) sia un tale pericolo. Jon non percepisce più la sua strana connessione con il metalupo, Spettro, quando la Barriera li separa. Un altro antico baluardo, nel lontano sud, sembra condividere questa caratteristica: le mura di Capo Tempesta, che si dice sia il settimo e il più imponente castello elevato sul sito dal primo Re della Tempesta. Entrambi sono connessi da leggende secondo cui Brandon il Costruttore avrebbe sovrinteso alla costruzione, e si dice che persino i Figli della Foresta avrebbero aiutato a costruirli.

Sono soprattutto i Figli della Foresta ad essere associati con la magia nel passato di Westeros. Si dice che i loro Veggenti Verdi fossero capaci di vedere attraverso gli occhi degli alberi diga intagliati che avevano sparso per Westeros (i Primi Uomini e più tardi gli Andali ne abbatterono la maggior parte), che avessero potere sulle bestie selvatiche, gli uccelli e i pesci, e che potessero vedere il futuro con la loro Vista Verde. Quando I Primi Uomini attraversarono per la prima volta il ponte di terra che unisce il continente orientale di Essos a Westeros, le canzoni dicono che i Veggenti Verdi si riunirono al sito del Moat Cailin per ''abbattere il martello delle acque'', facendo a pezzi il ponte di terra cosicchè ora le mappe mostrano il Braccio Spezzato a Dorne e la fila di isole chiamate le Stepstone. Ma lo dicono le canzoni, mentre i maester sembrano esistanti. Che i Figli della Foresta possedessero una diversa saggezza è un conto, ma il potere di fare a pezzi i continenti?

Tralasciando i Figli, la magia naturale a Westeros è molto più rara. Ci sono discendenti dei Primi Uomini tra i Bruti al di qua e al di là [della Barriera] che possono 'cambiar pelle', infilandosi nella mente delle bestie. L'antica armatura di bronzo di Lord Yohn Royce, coperta di rune dei Primi Uomini, protegge davvero chi la indossa? Forse. D'altra parte, sebbene i preti del Dio Annegato sulle Isole di Ferro vedano la propria abilità di far resuscitare un uomo affogato (una forma estrema di battesimo) come un segno di favore del proprio dio, la sua descrizione – e il fatto che un maester delle Terre Verdi fu capace di usare la sua conoscenza per resuscitare Ser Duncan l'Alto, molti anni prima dell'era dei romanzi – ci fa sospettare che sia una forma primitiva di rianimazione assistita piuttosto che una vera e propria magia.

C'erano i draghi, e un Targaryen di tanto in tanto che aveva sogni profetici, ma la loro origine era estranea a Westeros. L'altofuoco, la 'sostanza' creata dai piromanti della Gilda degli Alchimisti, può avere anche lei avere all'est, ma la loro gilda è certo un pallido riflesso della sua antica gloria visto che l'altofuoco comincia a perdere la sua potenza.

Persino i maester della Cittadella hanno un anello per lo studio della magia, ma, per citare un'altra opera letteraria, non è diverso dalla differenza tra i maghi in pratica e i maghi in teoria. Non che gli studenti non provino tutti quanti a far funzionare un incantesimo, ma falliscono inevitabilmente, confermando il punto di vista della Cittadella che la magia sia ampiamente sparita dal mondo.
Fino a poco tempo fa, cioè, visto come si sono sviluppati gli eventi oltre il Mare Stretto.

Essos è il luogo dove la magia sembra essersi radicata più tenacemente, anche se la sua gloria è svanita. Là i preti di R'hllor di tanto in tanto possono cogliere immagini nelle fiamme, gli stregoni di Qarth bere ombra della sera per togliersi il velo dagli occhi e vedere nell'altro mondo, e si dice che ad Asshai delle Ombre ogni tipo di maghi – negromanti, incantatori, aeromanti, e altri – si radunino e pratichino le loro arti. Forse Essos ha mantenuto la magia a causa dell'Ombra, ma potrebbe avere a che fare più con i draghi e l'antica Valyria. I signori dei draghi di Valyria crearono il più grande impero del mondo conosciuto con i draghi da loro controllati. La loro magia fu usata per costruire e mantenere il loro dominio: strade lisce di pietra fusa che corrono dritte come frecce e non mostrano segno di usura dopo secoli, cittadelle dalle forme fantastiche fatte di pietra lavorata come fosse argilla, candele di vetro che permettevano agli uomini di comunicare a grandi distanze, acciaio di Valyria che mantiene il filo come messun altro, e più ancora.

La Signoria di Valyria era una meraviglia, finchè la Caduta si abbattè alcuni secoli prima dei romanzi. Persino i maester dicono che la magia è declinata da allora, e senza dubbio hanno le loro teorie sul perchè. Una che sembra difficile da ignorare, comunque, ha a che fare con i draghi che hanno forgiato il loro impero. I piromanti assicurano che la 'sostanza' altofuoco era più potente quando i draghi dei Targaryen vivevano ancora. E' nella morte di così tanti draghi durante la Caduta, un cataclisma che ha distrutto Valyria e lasciato pochi resti delle sue montagne di fuoco in mezzo al Mare Fumante infestato dai demoni, che ha in effetti annunciato il declino della magia? E se i drgahi in qualche modo fossero tornati, è questo il motivo per cui la magia si sta ora rafforzando?


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