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Prime due puntate di GoT: lettore VS newbie


Fonte: Vulture


Game of Thrones, l’enorme opera di George R.R. Martin, la scorsa sera finalmente è diventata una realtà televisiva. Ha soddisfatto i fans accaniti o li ha delusi? Ha attirato i novizi o li ha disorientati? A riguardo, la mattina seguente, abbiamo ingaggiato Adam Pasick (un superfan delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco), e Margaret Lyons (una novizia di GoT), per discutere dei primi due episodi, cosa ha funzionato e cosa no, se si stanno attaccando o meno alle serie.


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MARGARET LYONS: In generale non sono una persona molto da fantasy e, anche se ho trovato le due puntate di Game of Thrones abbastanza eccitanti, non so se mi ci rimarrò attaccata. E’ come se avessi già visto tutto questo prima. E’Rome ai tempi del Medioevo, è I Tudors con meno storia. Diavolo, delle parti sembrano prese da Monthy Python e il Sacro Grail. La recitazione è splendida e i costumi sono belli, e ho un piccolo debole per i cuccioli di lupo, ma la produzione dispendiosa e i seni nudi non sono abbastanza. Vorrei essere totalmente affascinata dall’ambizione e dalle dimensioni della storia. Cosa mi sta sfuggendo?
 
ADAM PASICK: Prima di tutto, un disclaimer. E’ difficile per me dare uno sguardo imparziale alla serie TV Game of Thrones, perché sono stato ossessionato con i libri da così tanto tempo che essi mi occupano lo spazio mentale che alcuni dedicano, per dire, a Star Wars. Ma se cerco di essere obiettivo, riesco assolutamente a capire perché lo show possa sembrare un organismo ricostruito con pezzi di cavalieri e spade, e che essi appaiano vecchi quanto, bè… i cavalieri e le spade.
Non nego che ci siano stati show con temi simili in precedenza: io amo Game of Thrones non per il tipo di ambientazione, ma quasi nonostante questo. E’ una travolgente epica che esplorerà alcuni particolari  molto oscuri della natura umana, e si confonderà completamente con la tua mente nel corso del processo. Mi piace Il Signore degli Anelli, ma George R.R. Martin fa apparire Tolkien moralmente ambiguo quanto le canzoncine dei una balia. Tuttavia, ammetto che è impossibile capire tutto ciò dai primi due episodi, che devono prendere un sacco di tempo per la spiegazione e l’introduzione dei personaggi. Lo stesso discorso vale per le serie più grandi e ambiziose. Fammi un favore: continua a seguirlo. Diventerà migliore.
 
LYONS: Sono contenta che tu abbia messo in campo lì ambiguità morale, perché ciò evidenzia una delle cose che mi creano problemi nella serie: è abbastanza leggera in fatto di reali emozioni umane. E’ difficile coinvolgermi nel conflitto morale interiore di qualcuno, quando sembrano suonare una sola nota. Quel tizio vuole la vendetta! Quella donna vuole il potere! Lui ha un segreto! E’ telegrafico e semplice e, nonostante ci siano tanti comportamenti incidentali che ricordano la vita vera  — per dire, Arya che provoca la sua sorella più grande  — i Veri Grandi Sentimenti suonano incredibilmente falsi. E’ possibile che arrivino più dalla recitazione che da qualunque altra cosa; Maisie Williams è formidabile come sorella Stark più giovane, quindi trovo Arya davvero coinvolgente. Ma la vuota Daenerys di Emilia Clarke semplicemente non ha un senso per me.
Le storie epiche tentacolari spesso finiscono con lo spiegare troppo e la loro struttura e con lo sviluppare troppo poco la vita interiore dei loro personaggi (dico, visto che si tira in ballo Star Wars…). Sebbene GoT sia riuscito a creare azione entro l’esposizione, ho bisogno anche di emozioni coinvolgenti, lì dentro.
 
PASICK: Daenarys è un personaggio passivo e poco interessante all’inizio, ma è così in base a un disegno. Avrà la trasformazione più grande di tutte in questa stagione. Riguardo alle vite interiori poco sviluppate… questo mi suona familiare… ah sì, ho già scritto in proposito per Volture, ma riassumerò così: i libri si basano tutti sull’inchiodare il lettore nella testa di personaggi a rotazione, fornendo esattamente il genere di introspezione che penso che tu stia chiedendo. Ammetto che è ancora da vedere se i creatori siano riusciti a far funzionare ciò in TV.
Ripensando a show come Lost e I Soprano, essi hanno precisamente disposto i pezzi della loro scacchiera all’inizio della stagione. Le mosse iniziali non hanno un grande senso drammatico, ma quando il martello si abbatte alla fine, tutto cade al posto giusto. I motori apparentemente ovvi e semplicistici che ora sembrano triti e ritriti — se lo show riuscirà ad adempiere al suo programma ambizioso — si accolleranno un significato molto più stratificato una volta che la trama farà più giri intorno alla mappa. Un’altra cosa che può aiutare: ogni personaggio di Game of Thrones pensa di essere l’eroe della storia, con ragioni perfettamente buone per le occasionali azioni odiose che commette.
 
LYONS: La differenza rispetto ai pilot di Lost e de I Soprano è che per me questi ultimi erano più sfumati. Il pilot di Lost è riuscito a combinare della sana azione con alcuni misteri ombrosi e sbalzi temporali gettati all’interno. I Soprano punteggino la propria atmosfera di claustrofobia suburbana con momenti di viva aggressione. GoT fino ad ora si limita a colpire con lo stesso timbro ancora e ancora, e questo timbro è il “destino imminente”. C’è così tanto “destino”! Ognuno si trova sul ciglio, ad eccezione di Tyrion di Peter Dinklage, che è probabilmente il personaggio migliore perché è il solo che sembra divertirsi un po’. Tra le decapitazioni, lo stupro, l’incesto e il generale senso di ansia che sembra avvolgere tutti i membri della famiglia Stark, benvenga Tyrion a portare uno sprazzo di sollievo.
Inoltre, se odierò il finale di GoT quanto odio i finali di Lost e dei Soprano, poi darò la colpa a te.

PASICK: Con poche eccezioni, mi piace il casting, specialmente dei miei personaggi preferiti: Jon Snow, Arya Stark e Tyrion Lannister. Peter Dinklage è prevedibilmente fantastico. Il personaggio di Catelyn Tully è un po’ più Mamma e un po’ meno Grizzly di quanto mi sarebbe piaciuto. La Barriera, che credo sia l’elemento più figo che George R.R. Martin ha immaginato per i libri, si presenta giustamente magnifica. Non vedo l’ora di vedere tutte le azioni che stanno per svolgersi. Il sangue e le viscere non mi hanno impressionato molto, forse perché non conosco davvero nessuno dei personaggi colpiti, però ho trovato la scena di stupro con Khal Drogo e Daenerys dura da guardare. Nel libro lui l’ha trattata un po’ più gentilmente, pur considerandola sua proprietà, quindi magari è un ritratto più onesto per mostrarne la sofferenza.
Infine, a costo di correre il rischio di spaventarti, ti dico che il finale sei libri non è stato ancora scritto. Se non sarà mai terminato, o se farò schifo, sarà così abbattuto che il tuo biasimo da newbie sarà l’ultimo dei miei problemi. Oh, e il finale de I Soprano era perfetto. Non smettere di credere.


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