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ADWD - Recensione del Time


 Ecco un altra recensione del Time. A differenza di quello precedente, scritto dal critico dei libri responsabile per la rubrica, questa qui é scritta da un critico, che si é occupato della Serie TV Game of Thrones e di altri libri di Martin, in passato. La traduzione della critica contiene spoilers fino a AFFC:

 

I problemi del potere: A Dance With Dragons di George RR Martin

 

Nota: A Dance With Dragons, il quinto libro di George RR Martin della saga Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, sul quale Game of Thrones della HBO è basato, è uscito nei negozi oggi. Io ho ricevuto una copia parecchie settimane fa. Il critico di libri del TIME, Lev Grossman, lo ha già recensito. Ma siccome ho lavorato sulla serie TV della HBO, e ho scritto altro di Martin in passato, prima che la serie debuttasse, ho pensato che avrei potuto condividere in questa rubrica un po’di pensieri sul libro come romanzo e come potenziale adattamento alla serie TV.

Inutile dirlo, ma lo dirò lo stesso. Questa è la recensione del quinto libro della serie. Per questo contiene spoilers riguardanti i precedenti quattro libri. Se avete solo guardato la serie TV e non volete sapere quali personaggi sono vivi – non leggete oltre! E come in altre recensioni, mentre cercherò di non rivelare dettagli essenziali della trama, devo comunque parlare di scenografie e contenuti. Se siete sensibili anche a questo – non leggete oltre!

Forse tornerò a parlare del libro più tardi quest’estate per alcune discussioni, quando sarete in molti ad aver avuto la possibilità di leggerlo. Nel frattempo…

In più di un punto in A Dance With Dragons, i personaggi parlano della natura del potere. Uno di questi sottolinea, che la serie ne parla di continuo: un brav’uomo può essere un cattivo re, e un cattivo uomo può essere un buon re. Un altro parla della differenza tra il vedere l’essere re come un diritto (per nascita o titolo), e vederlo come un dovere da adempiere che deve essere guadagnato (attraverso lavoro e sofferenza).

Se c’è un tema in questo romanzo di mille pagine, tra continenti, zone climatiche e personaggi chiaroscuri, questo è lo struggimento che i personaggi – bambini e uomini vecchi, nobili e bastardi - hanno con il potere, compreso quello che vuole dire guadagnarlo e come usarlo al meglio.

ADWD, in un certo modo è un mezzo romanzo, perché GRRM messo in difficoltà con le trame moltiplicatesi nel suo quarto romanzo, ha deciso di dividerlo in due, non in ordine cronologico, ma in ordine di personaggio: ha aggiunto alcuni personaggi punti di vista, attraverso i quali scrive i suoi capitoli, e lasciato altri a dopo.

Il risultante quarto libro, A Feast For Crows (AFFC), ha portato le cronache in posti strani e oscuri, ma ha sofferto dalla divisione. Ci ha occupati con personaggi ai quali non ci eravamo ancora avvicinati, - siamo diventati veramente faimiliari con Dorne e le Isole di Ferro – mentre alcuni dei personaggi preferiti erano spariti per undici lunghi anni.

ADWD li riporta – il guerriero bastardo Jon Snow, la regina drago in esilio Daenerys Targaryen, il nano fuggitivo Tyrion Lannister e lo storpio, mistico Bran Stark, tra gli altri – e dal via vai porta ad affiancarsi narrativamente al suo libro compagno. Ognuno, a suo proprio modo, tratta con questioni di potere.

Jon Snow, ora lord commandante dei Guardiani della notte sulla barriera, una esigua forza di difensori del reame, è alle prese con una crisi di immigrazione – un fiume di fuggiaschi dei Bruti che scappano dagli Estranei nel nord. Il suo lavoro, già di per sé ingrato è complicato da re Stannis, un pretendente al Trono di Spade, che si è accampato con la sua armata e la sua sacerdotessa/maga Melisandre.

Dany, avendo deciso che deve portare pace alla città conquistata di Meereen prima di avanzare la sua pretesa al trono a Westeros, trova le difficoltà di controllare una casta d’elite che nutre del risentimento per aver abolito la schiavitù (insieme alle vicine e belligeranti città-stato) .- non da contare che deve mantenere tre draghi affamati. Tyrion, che è fuggito ad est dopo aver ucciso suo padre Tywin, si ritrova a dover contare solo sulla sua testa, tagliato di supporti della sua benestante famiglia. Bran, nel frattempo, riassume il suo viaggio verso nord (del quale suo fratello Jon sulla Barriera è ignaro), lo accompagna il misterioso Coldhands, a cavallo di un alce, in cerca del “crovo a tre occhi” che ha perseguitato i suoi sogni, da quando la caduta lo ha paralizzato. Bran è chiaramente il personaggio fisicalmente meno forte della serie, e comunque sta iniziando a usare il suo potere interiore – l’abilità di entrare in altri corpi e forse più – forse diverrà estremamente importante a lungo termine per il procedere della storia.

Certamente, questo è GRRM, quindi ci sono altre complicazioni e altri giocatori che si aggiungono lungo la strada, uno dei quali seriamente sconvolge il tavolo di cyvasse per la lotta al trono di spade. (Il gioco simil-scacchi cyvasse, a proposito, diventa un motivo ricorrente di ADWD). Ri-incontriamo Theon Greyjoy, ora il prigioniero spezzato di Ramsay Bolton, forse il più grande sadico che Martin ha inventato, il che vuol dire qualcosa. Una buona porzione di ADWD si focalizza su Dany e varie altre parti che convergono a Meereen nella speranza di corteggiare lei e/o i suoi draghi – Tyrion, Victarion, Greyjoy e uno sfortunato principe Dorniano, tra gli altri – inoltre ADWD spulcia il mondo esotico di Essos, le città libere, la Baia degli Schiavisti, molto più che in ogni altro libro della serie. Il mondo di ASOIAF sta diventando più barocco esotico e magico.

GRRM ha detto che parte di quello che ha ritardato il libro per tanto tempo è stato lo sciogliere “il nodo di Meereen” – che è, se ho capito bene, fare la cronologia dei personaggi convergenti con vari compiti su Dany. Se c’è una debolezza nelle prime sequenze di Meereen, è che sembrano voler guadagnare tempo (e rendere Dany atipicamente non in grado di prendere decisioni) per permettere agli altri personaggi di arrivare alla loro meta. In questo caso, per quanto riguarda dei vuoti cronologici o per questioni di continuità della storia, avrei quasi preferito una spiegazione del tipo “è stato un mago a farlo”, e in compenso ricevere il libro due anni prima – ma in ogni caso, la storia diventa esilarante quando la crisi della leadership di Dany la costringe confrontarsi con la sua vera natura.

Lettori di GRRM si sono abituati al fatto che nessun personaggio è al salvo: non come i Sopranos, c’è sempre un pettegolezzo sul “chi è stato accoppato” che accompagna ogni libro pubblicato. Ma l’intenzione di Martin, mettendo questi paletti alla storia, non è solamente quella di uccidere dei personaggi – alcuni di questi muoiono, ovviamente, ma non dirò chi – ma di costringerli a cambiamenti e sacrifici sostanziosi. C’è una particolare scena di non-morte in ADWD, che a suo modo è un sacrificio più terribile e trascendente, ed è possibilmente il momento più commovente di tutte le Cronache finora (inclusi quegli omicidi a cui state pensando ora).

Pensavo che AFFC e ADWD erano due “metá” di un lungo romanzo, ma non è esattamente così. Sono più come uno e un terzo di romanzo, o circa. ADWD prosegue dopo la fine di AFFC, e a quel punto diversi personaggi di AFFC ritornano, inclusa Arya Stark, l’apprendista dei uomini senza faccia a Braavos, il già prima nominato Victarion, l’imprigionata Cersei Lannister ad Approdo del Re (vi ricordate di Approdo del Re)?

Tutto questo suggerisce una grande sfida di adattamento, assumendo che la serie HBO sopravviva fino a questo punto dei romanzi. Sarebbe ridicolo adattare quasi 2.000 pagine di due libri in una stagione, eppure non esiste una naturale linea di divisione cronologica nella metà di ciascun arco narrativo dei personaggio. (Detto questo, mi vengono in mente parecchi finali dramatici, ma altre linee narrative semplicemente si fermerebbero a metà). Ci vorrà creatività da parte di David Benioff e D. B. Weiss per dividere questo gigante in due. (Forse potrebbe funzionare dividendolo in una stagione a Essos e una stagione a Westeros, ma penso che i fan, gli esecutivi della HBO e gli agenti del casting non sarebbero d’accordo).

Ma a dispetto di tutta questa retorica, ci sono un sacco di dettagli deliziosi in ADWD. Più che in ogni altro libro della serie, se è per questo, entra in profondità nelle varie religioni di Essos e Westeros, e nel loro temporaneo potere per il bene e il male. Tutte le religioni riflettono il temperamento della propria cultura. Non c’è regione che sembri essere il vero credo – ci sono audaci dimostrazioni di forza da molte delle religioni – e nemmeno sembrano avere monopoli su determinate virtù. A Westeros, per esempio avreste fatto il tifo a vedere il zelante Alto Septon mettere Cersei nei guai alla fine di AFFC, ma in ADWD vediamo l’insignificanza e la misoginia della sua condanna (“tutte le donne sono voluttuose), quale che siano i crimini ci cui essa è colpevole.

Tutto questo produce un libro di mille pagine, che sembra lungo la metà, che si muove destreggiando, risponde a questioni chiave e vi sconvolge con convincenti finte e cambiamenti. Come in AFFC, ci sono sezioni che sembrano come se avrebbero avuto bisogno di un correttore. In alcuni capitoli ti trovi improvvisamente in un luogo strano con un personaggio con cui hai poca confidenza, meravigliandoti dove questa linea narrativa stesse andando, come se foste stati troppo a lungo ad una festa dalla quale gli amici con cui siete venuti fossero già andati via.

Ma anche in queste digressione Martin ci mostra la sua abilità di trovare umanità e tragedia nei personaggi che sembrano più periferici. Giusto perché nessuno è salvo nelle Cronache, non si può neanche dire chi potrebbe diventare importante. Dicono, veniamo a sapere in ADWD, che i draghi non smettono mai di crescere, e la stessa cosa vale anche per il mondo di Martin, anche ad un migliaio di pagine, ADWD è svelto, e agile e mortale, e non è stato abbastanza lungo che io non lo abbia finito desiderando giusto un centinaio di pagine in più.


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