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La presentazione di USA Today


In occasione dell'uscita di A Dance with Dragons, ecco di seguito la traduzione di una presentazione pubblicata su USA Today.


È uscito il quinto libro della serie “Game of Thrones”

In un secolo passato, un oscuro romanzo fantasy emerge dalla sempre montante marea di libri pubblicati dove un'infinità di storie rimane non letta

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di Helen Sloan

Ma spalleggiata da un'esercito di fan ossessionati, soprattutto giovani maschi, questo racconto del 1996 di guerre dinastiche su un continente simil-medievale chiamato Westeros si è evoluto da libro cult a serie best-seller fino alla serie HBO di quest'anno, Game of Thrones.

Vedi George R.R. Martin e le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Oggi vanno in vendita più di 650.000 copie vendute di A dance with Dragons (bantam, 35 dollari), il quinto libro della serie, con traduttori al lavoro su più di 40 lingue.

Basata sul primo libro, A Game of Thrones, la serie HBO (che ha tolto la “A” nel titolo e ha concluso la prima stagione lo scorso mese) è una saga sexy e selvaggio centrata su tre potenti famiglie: gli Stark di Grande Inverno, i Lannister ed i Targaryen. Mettici dentro un'ambientazione composta da superuomini alla gengis-khan, draghi, incesto ed intrighi letali, e avrai la ricetta per una sensazionale estate via cavo.

Ma la serie Hbo ne offre solo un piccolo esempio, se confrontata con gli intricatissimi libri. Immaginatevi cosa succederebbe se J.R.R.Tolkien (Il Signore degli Anelli) fosse chiuso in una stanza con lo staff di sceneggiatori dei Sopranos, Niccolò Machiavelli, il maestro dell'horror H.P. Lovecraft ed un insieme di esperti di storia mongola e britannica.

Nel nuovo libro di Martin, Daenerys Targaryenl, già principessa e sposa adolescente, governa in Oriente, aiutata dai suoi tre draghi; il nano dal grande cuore Tyrion Lannister prosegue nella sua ricerca; e Jon Snow di Grande Inverno ha un sacco di spazio.

Le cose sono certamente cambiate per Martin, 62 anni, dal tempo del suo viaggio di promozione del primo libro, A Game of Thrones, nel 1996. In una libreria di Dallas, era stato eccitato dal vedere centinaia di persone, fino a quando si rese conto che era bambini ed i loro genitori. “Clifford il Grande Cane Rosso mi colpì”, ricorda. “C'erano circa 12 persone a vedere me. È stato umiliante”.

In una recente visita in Slovenia, 2000 fan erano in fila per incontrare Martin, che ora viene riconosciuto negli aeroporti. “è lusinghiero, anche se un po' sconcertante”, dice.

L'autore di Santa Fe scrive di guerra, ambizione, denaro e magia, quanto della fame per l'amore ed il potere.

Soprattutto, dice Martin, scrive su ciò che William Faulkner ha notoriamente detto fosse l'unica cosa sulla quale valga la pena di scrivere: “i problemi del cuore umano in conflitto con se stesso”. Uno degli aspetti più affascinanti della serie è l'influenza che esercita sui giovani uomini, un gruppo associato alla Playstation, non ai Plantageneti (la serie trae elementi dalla guerra delle Due Rose, nell'Inghilterra del quindicesimo secolo).

Signore! Mettete giù quella torre fiammeggiante sul Web, allontanatevi dal bottone al vetriolo sul vostro computer portatile. Poche cose fanno arrabbiare i fan di Martin più dello stereotipo che le sole persone che amino la narrativa fantasy siano ragazzi nerd.

Di fatto, il ciclo delle Cronache è tradizionalmente descritto come una serie fantasy per persone che odiano il fantasy. “Ha grandi personaggi, grande narrativa – il fatto che sia fantasy è quasi secondario”, dice l'editore di Martin, Scott Shannon.

Un appello generale

Martin contesta l'idea di essere in un certo senso uno scrittore di nicchia per il set di Halo.

Precisa che agli incontri ha fan di soli 11 anni (“sono troppo giovani per leggere i libri”, che comprendono sesso e violenza) e lettori di 80 anni. “Mi dicono di scrivere più in fretta perché (dicono), 'Sono molto vecchio'”, dice. (Intende scrivere altri due libri nella serie).

Martin preferisce essere paragonato a Larry McMurty, il cui romanzo western del 1985, Lonesome Dove, ha ottenuto milioni di lettori, la maggioranza dei quali non ha letto né prima né dopo di cowboy e corse di bestiame.

Cionondimeno, se anche molti altri autori hanno ammiratori che possono presentarsi ad una lettura in una libreria, Martin ha una fan base che rivaleggia con quella di J.K. Rowling.

Uno di questi gruppi è la “Brotherhood without Banners”, una comunità informale con decine di migliaia di membri in tutto il mondo.

è come un gruppo nel quale non si tratta tanto di chiedere a qualcuno di essere inclusi, ma decidere di esserne parte”, spiega il fondatore David McCaman.

McCaman, che ora ha 38 anni, ha scoperto A Game of Thrones 15 anni fa, quando sua moglie insisteva perché lo comprasse in una libreria di Menlo Park, California. “Se non lo avesse fatto, la mia vita sarebbe stata molto differente, in peggio”, dice.

Qual è il fascino della serie? Secondo McCaman: “Rivoltare il fantasy come un calzino. Epico nella prospettiva e personale nella narrazione... è forte, è duro, è epico ... dove sono le persone a portare la connessione emotiva, non cose e creature magiche”.

Nel mondo esterno, McCaman è vicepresidente per il marketing della Hands-On Entertainment, una società di gioco di società e mobile a San Francisco. Collezionista della memoria storica di Martin, McCaman ha un metalupo tatuato sulla spalla (è il simbolo della casa Stark).

Attarverso la “Brotherhood without Banners”, McCaman è diventato amico di Martin, con il quale spesso chiacchiera del football NFL, e della moglie di Martin, Parris. “Nessuno tratta meglio i suoi fan, e nessuno vuole compiacerli di più”, dice.

Fan sparsi per tutto il mondo.

Dall'altra parte dell'Oceano, in Svezia, un altro fan di Martin, Elio Garcia jr., 33 anni, conduce Westeros.org con la sua fidanzata da quasi 13 anni, Linda Antonsson, 36 anni. Garcia, candidato ad un dottorato americano in letteratura inglese, e Antonsson, 36 anni, traduttrice, hanno letto entrambi A Game of Thrones nel 1997. Stanno collaborando con Martin in una guida di prossima uscita, chiamata The World of Ice and Fire.

C'è un certo numero di cose che separa George da molti suoi contemporanei”, scrive Garcia in un'e-mail. “Nonostante il comportamento impietoso che ha verso i suoi personaggi, nel profondo del cuore è un romantico con la R maiuscola, nel vecchio senso, e lo dimostra nel modo in cui è capace di costruire un'atmosfera e analissare la psiche dei suoi personaggi”.

La coppia ha lanciato il loro sito nel 1997 come “laboratorio d'amore”. Oggi stimano che il 50% del loro traffico provenga da fuori degli USA. Nel complesso, è per circa il 70% maschile, ma Antonsson nota che c'è “un gruppo femminile di lettrici che ama intensamente la serie”.

Il mese scorso, westeros.org ha avuto più di 13 milioni di pagine viste e 600,000 visitatori unici, un aumento di cinque volte del traffico, grazie alla serie HBO.

I libri sono diversi dalla serie TV

Game of Thrones è la serie HBO valutata al terzo posto, dop True Blood e Boardwalk Empire, dice Sue Naegle, presidente della HBO Entertainmente. Con un'audience complessiva di 8,9 milioni di spettatori per episodio, “è stata un grande successo”, dice. (La prima stagione è andata in onda dal 17 aprile al 19 giugno).

La stagione è terminata con un evento scioccante: la dipartita permanente dell'eroe Ned Stark (Sean Bean). Naegle è reticente dull'attore protagonista maschile della Stagione 2, l'anno prossimo (Natalie Dormer, dei Tudors, farà parte del cast).

La serie di Martin, dice Naegle, è stata naturale per HBO: “Dinastie in guerra, la sete per il potere, ambizione, la condizione umana – questi sono temi molto raccoontabili”.

Mentre la serie ha ricevuto molte critiche positive, HBO si è presa alcune libertà con il libro, aggiungendo così tante prostitute nude che a confronto della Westeros televisiva Vegas sembra un convento.

Naegle dice della versione HBO: “è divertente e un po' piccante, e questo è parte del mondo della tv via cavo”.

Martin, coproduttore esecutivo, non si lamente. “Beh, c'erano molti bordelli nel Medioevo”, dice Martin, che ha contribuito con due sceneggiature.

Per creare la sua serie epica, Martin prima ha dovuto lasciare Hollywood. È cresciuto in una famiglia operaia a Bayonne, N.J. (suo padre era uno scaricatore di porto).

Scrittore prefessionista dall'età di 21 anni, quando ha pubblicato il suo primo racconto, Martin dalla metà degli anni '80 fino alla metà dei '90 ha lavorato a Los Angeles come scrittore e produttore per la TV, in The Twilight Zone e La Bella e la Bestia. Ha scritto anche molte sceneggiature “che nessuno ha visto”. Sì, dice, “ti danno sacchi di soldi, ma io volevo il pubblico. Volevo vedere alzarsi il sipario. Volevo che la gente mi dicesse che amava i miei libri”.

Ambiguo come il nostro mondo

Anche se Time ha definito Martin “il Tolkien Americano”, l'approccio di Martin al mondo è molto differente da quello del creatore del Signore degli Anelli. Diversamente dalla narrativa fantasy tradizionale del coraggioso giovane eroe che trionfa sul male, la Westeros di Martin affronta l'ambiguità morale.

Personaggi nobili rovinano quelli che amano di più, l'innocente spesso soffre orribilmente ed i malvagi prosperano.

Sono sempre stato attratto dai personaggi grigi”, dice Martin. “Non vedo Orchi e non vedo angeli. L'eroe è il cattivo dell'altra parte”.

Ma per gruppi come “Brotherhood without Banners”, il trionfo di Martin non ha lati oscuri. “Tutti i fan dei primi giorni hanno sempre saputo fino in fondo che questo giorno sarebbe arrivato”, dice McCaman. “Ci speravameno, come qualsiasi gruppo, in parte preoccupati che questa straordinaria storia venisse scoperta dal 'mondo esterno', e siamo tutti orgogliosi ed emozionati che George abbia ricevuto il successo che merita”.

Come potrebbero dire i fan di Martin: lunga vita al re.


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