La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

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Dichiarazioni di Benoiff e Weiss tratte da diverse interviste


Fonti: Los Angeles Times, IGN, Entertainment Weekly

 
SULLA FEDELTA’ AI LIBRI
 
“Il nostro approccio è sempre stato quello che abbiamo detto a George all’inizio: stiamo adattando l sua intera saga. I cambiamenti che facciamo, prendendo qualcosa da un libro e mettendolo nel mezzo degli eventi di un altro libro, sono sempre al servizio della serie nella sua interezza, sia la serie di George che la nostra. Spesso un evento dal Libro 2 funzionerà come un miglior punto chiusura per un personaggio, piuttosto che come punto di partenza della Stagione 2.
Quest’anno  ci sono sicuramente cose che abbiamo preso dal Libro 3 e spostato indietro di una stagione, e ci sono cose del libro 2 che ci siamo trattenuti dall’introdurre per metterle in una stagione successiva. E ci sono cose, purtroppo, che semplicemente non abbiamo in assoluto lo spazio di includere. George, per fortuna, non è solo un romanziere stagionato. E’ anche uno stagionato scrittore televisivo, sa come si fa la salsiccia e comprende i sacrifici che spesso devono essere fatti allo scopo di preservare l’impatto della serie nel complesso.”
 
“E quindi ci sono cose che saranno sbattute dal terzo libro nella seconda stagione, e similmente ci sono cose del secondo libro che saranno spinte nella Stagione 3. Personaggi, storyline e roba del genere.”
 
 
SULLA BATTAGLIA DELLE ACQUE NERE
 
“Per quanto riguarda la Battaglia delle Acque Nere, c’era un pericolo alla fine della stagione. Quando stavamo facendo il budget, abbiamo pensato che non saremmo stati in grado di farla. Potevamo semplicemente avere Cersei e Sansa che stanno ferme in questa specie di sala nella Fortezza Rossa, ricevendo rapporti dall’esterno, dal fronte. Questo era più o meno il modo in cui Shakespeare ha gestito le scene di battaglia quando sapeva di poter fare tutto sul palco. Ed è una sorta di modo di fare le cose testato dal tempo, che sia Rome, o persino I Claudius. Ma a un certo punto, ci è sembrata una presa in giro. Una cosa è farlo nella Stagione 1, quando l’abbiamo fatto con la battaglia, ma questa intera stagione è una sorta di preparazione alla Battaglia delle Acque Nere. Per noi non mostrarne niente era come prendere in giro gli spettatori. Allo stesso tempo, sapevamo di non avere il tempo e i soldi per fare una prolungata battaglia in stile Peter Jackson o Ridley Scott, quindi dovevamo cercare di capire cosa potevamo fare per avere un vero impatto drammatico e un impatto visibile, con la consapevolezza delle nostre limitazioni. E c’era molta roba che non potevamo fare.”[…] “Quindi si è trattato di prendere decisioni strategiche su cosa potevamo mostrare e cosa sarebbe stato straordinario. E fortunatamente abbiamo una squadra VFX incredibile.”
 
 
SUI DRAGHI
 
“Idealmente devi farli vedere abbastanza e non troppo. Se sei in una scena in cui noi due parliamo e c’è un drago seduto vicino alla mia bottiglia d’acqua, puoi anche parlare in un linguaggio privo di senso e nessuno vedrà niente eccetto il drago. Devi stare attento con queste cose, e non usarli quando sono nocivi a ciò che stai cercando di trasmettere.”
“Ed è anche [vero che non vogliamo farli diventare ordinari]. E’ una desensibilizzazione che capita. Non sto puntando il dito contro nessuno e non faccio nomi, ma quando vedo alcuni film dove il cielo è il limite, mi trovo a non interessarmi molto agli affetti perché ho già visto tutto nel mezzo del film.”
 
 
SULLA SCENA DI SESSO NEL BORDELLO DI DITOCORTO NELLA PUNTATA 1x07
 
“E’ un problema che affronti nell’entrare nella testa di un personaggio, quando non hai nessuno degli strumenti letterari che George ha a disposizione. Molti di essi sono equivalenti al voiceover, che dice quello che un personaggio sta pensando. La scena di Ditocorto è nata dalla necessità di far capire chi era quella persona dietro alla maschera, e purtroppo è un giocatore così sicuro di sé che non ha intenzione di rivelare agli altri giocatori, che incontra quotidianamente,  la verità su chi lui è davvero. In questa situazione, la prostitute funzionano come psicologhe, e questa è la concezione dietro alla scelta di quella scena, al fatto di ambientarla dove l’abbiamo ambientata, e al fare quello che ci abbiamo fatto.”


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