La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

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Intervista a Martin - Smarter Travel


Fonte www.smartertravel.com - Traduzione di Lord Beric




DISCLAIMER: l'intervista contiene spoiler del finale di A DANCE WITH DRAGONS


Mr. Martin, è un piacere parlare con te. Sono stato un fan di A SONG OF ICE AND FIRE da quando ho comprato il primo libro nel 1996.

Oh, beh, allora partecipi a questo lungo, strano, viaggio con me. [risate]


È stato un viaggio divertente, anche se hai fatto alcune cose terribili ai miei personaggi preferiti negli anni! I tuoi libri sono a volte definiti come "il fantasy per la gente che non ama il fantasy". Penso che in particolar modo il primo suoni proprio come un romanzo storico, con la magia relegata più o meno allo sfondo. Gli elementi soprannaturali diventano più rilevanti nei romanzi successivi, ma la storia conserva il suo sapore storico. Vedi il fantasy ed il romanzo storico come due facce di una stessa moneta?

Sì, in fondo sono gemelli. In parte esercitano lo stesso fascino sul lettore. Offrono lo stesso piacere: ti portano fuori dalla nostra società e ti portano o in un mondo fantastico o in un'epoca in cui la cultura e la società erano differenti. Entrambi danno al lettore la possibilità di sperimentare un mondo differente. E per questo penso che abbiano molto in comune.


I tuoi libri riguardano intrighi politici, guerre civili e lotte per il potere. Hanno una crudezza da mondo reale che non si trova spesso nella letteratura fantasy. Restando sui paragoni con Tolkien, qui non abbiamo una storia tradizionale, non c'è un anello magico da distruggere. A SONG OF ICE AND FIRE è una reazione a Tolkien, o più specificamente una reazione ai tanti imitatori di Tolkien?

Penso più la seconda della prima. Sono un grande fan di Tolkien. Ho letto THE LORD OF THE RINGS quando ero al liceo. Ha avuto un enorme impatto su di me e ha cristallizzato il mio amore per il fantasy. Lo rileggo ancora ad intervalli di qualche anno. Credo che tutto il fantasy moderno derivi da Tolkien.
Detto questo, naturalmente, come ogni libro di grande successo, Tolkien è stato imitato e imitato e imitato, e penso che molti di questi imitatori lo abbiano fatto male. Hanno preso alcuni elementi da Tolkien e hanno tralasciato alcune delle cose che rendevano questi elementi interessanti, e hanno prodotto lavori per me molto inferiori. Non volevo fare una cosa del genere.
Al tempo stesso, avevo letto molti romanzi storici, sia i classici che lessi molti anni fa - come Thomas B. Coastain e Frank Yerby e via dicendo - e alcuni più contemporanei, come Bernard Cornwell, Sharon Kay Penman e Philippa Gregory.
Volevo catturare questi due elementi, prendere un po' della magia e della meraviglia del fantasy e combinarla con un po' dell'asprezza e del realismo e della complessità dei romanzi storici.


Una volta hai detto che un sito storico del mondo reale, il Vallo di Adriano nell'Inghilterra del Nord, è stata la tua ispirazione per la Barriera di Westeros. In che modo la visita al Vallo di Adriano ti ha portato ad ideare i Guardiani della Notte?

Ho visto il Vallo di Adriano per la prima volta nel 1981. È stato in occasione della mia primaa visita nel Regno Unito, e in effetti penso fosse la prima volta che lasciavo gli Stati Uniti. Stavo viaggiando con la mia amica Lisa Tuttle, che ha collaborato con me sul romanzo WINDHAVEN. Si era traferita nel Regno Unito e aveva sposato un inglese, e mi stava facendo da guida. Ci stavamo spostando per il Paese e abbiamo raggiunto il Vallo di Adriano, ed iera il tramonto, quindi tutti i bus turistici stavano partendo.
Abbiamo visto la gente salire sui bus e andare via perché stava scendendo il buio. Avevamo il Vallo tutto per noi, cosa grandiosa perché era autunno, una giornata fredda e frizzante. Il vento soffiava, e io salivo sul Vallo, ed era fantastico.
Non c'era nessun altro intorno, e mi sono incantato a guardare a nord mentre scendeva il crepuscolo e cercavo di immaginare cosa significasse essere un soldato romano di stanza al Vallo quando questo era una protezione attiva, quando era il confine del mondo romano e non si sapeva bene cosa sarebbe arrivato da quelle colline o cosa sarebbe emerso dai boschi al di là. I Romani richiamavano gente da tutto il loro immenso impero, quindi poteva essere un africano, un siriano o un egiziano ad essere assegnato a questo avamposto. Che strano mondo alieno sarebbe stato.
Ecco, questa è stata la mia profonda esperienza. È stato un decennio dopo, quando ho iniziato A SONG OF ICE AND FIRE, che ho riavuto questa visione e quel senso di "voglio scrivere una storia su gente che guarda i confini del mondo."
Ma, naturalmente, nel fantasy si gioca sempre con quete cose. Il fantasy deve essere più grande e colorato, quindi un muro alto appena una decina di piedi non mi sarebbe andato bene, Il mio muro è alto 700 piedi ed è fatto di ghiaccio. E le cose che scendono dal nord sono di gran lunga più terrificanti degli Scoti o dei Pitti, che erano ciò di cui dovevano preoccuparsi i Romani.


La seconda stagione della seria HBO segue A CLASH OF KINGS e ci porta nelle Terre oltre la Barriera. Per la produzione si è usata l'Islanda coem set. Quella terra vulcanica è quello che immaginavi quando hai ideato le location oltre la Barriera - la Foresta Stregata, gli Artigli del Gelo e le Terre dell'Eterno Inverno?

A dire il vero non sono mai stato in Islanda, cosa che rimpiango. Volevo andare a vedere le riprese quest'anno, ma sono stato troppo impegnato con altre cose e con i tou promozionali per il nuovo libro, quindi non sono riuscito ad esserci. Quindi non posso fare una comparazione diretta con la vera Islanda. Ma ho visto immagini delle riprese e mi è parsa incredibilmente bella.
Naturalmente, l'Islanda è relativamente piccola. Le Terre oltre la Barriera sono considerevolmente più grandi dell'Islanda, probabilmente più grandi della Groenlandia. E l'area più vicina alla Barriera è ricca di foreste, quindi in questo senso è più simile al Canada della Baia di Hudson o alle foreste canadesi appena a nord del Michigan. E poi via via che ci si sposta a nord, le cose cambiano. Si arriva alla tundra e alle distese di ghaiccio, e diventa un ambiente sempre più artico. Ci sono pianure da un lato e vaste montagne dall'alto. Naturalmente, ancora una volta si tratta di fantasy, quindi le mie montagne sono più come l'Himalaya. Ma come sempre si gioca con queste cose.
E quello che si trova all'estremo nord... non l'abbiamo ancora esplorato, ma lo faremo negli ultimi due libri.


Hai scritto la sceneggiatura per il punto dentrale della seconda stagione, la Battaglia delle Acque Nere. Una delle mie parti preferite di tutti i libri è la trappola preparata da Tyrion che coinvolge una gigantesca catena, che mi ricorda una tattica similare impiegata in una battaglia, secoli fa a Costantinopoli, nel mondo reale.

Quella certamente è una delle ispirazioni. Le catene sono state usate un certo numero di volte in battaglie storiche per svariati motivi. Quindi, quella è una parte dell'ispirazione. Certo, ci sono diversi scopi per cui usare una cosa del genere. Puoi alzarla subito per chiudere il porto - o il fiume in questo caso - di modo che le navi non possano entrare. Ma non era questo il piano di Tyrion. Quello che Tyrion voleva era attirare quanta parte poteva della flotta di Stannis, e poi alzare la catena di modo che non potessero scappare mentre lui scagliava su di loro l'altofuoco.
L'altofuoco, naturalmente, è la mia versione magica del fuoco greco, per tornare ai riferimenti bizantini. E ancora una volta il fantasy esagera, quindi l'altofuoco è fuoco greco moltiplicato per dieci. È fuoco greco ma peggiore, e ha alcuni elementi magici. È una materia insidiosa, e brucia con fiamme verdi, che hanno un effetto pirotecnico carino. Non sono certo che le metteranno nello spettacolo, ma spero di vederle. Spero le metteranno.


Dopo aver sentito parlare di Dorne nei primi romanzi, finalmente l'abbiamo visitata nel quarto libro, A FEAST FOR CROWS. Mi ricprda il Galles, ma ci sono anche accenni di Spagna e anche del Medio Oriente. Sembra che attingi liberamente da varie culture.

Sì, voglio dire, puoi fare una conversione uno a uno tra il mondo reale ed il fantasy, ma se lo fai tanto vale scrivere un romanzo storico. Perché scrivere di un personaggio che assomiglia in tutto e per tutto a Enrico VIII? Se lo vuoi fare, basta scrivere di Enrico VIII.
Ha più senso prendere alcuni elementi interessanti di Enrico VIII e altri elementi interessanti di Edoardo IV, e magari qualcosa da qua e là, metterli insieme e usare un po' di immaginazione per creare il proprio personaggio, qualcuno che sia sé stesso e non come qualche personaggio storico. La stessa cosa è vera per le battaglie e via dicendo.
La storia è piena di storie meravigliose che si possono leggere nei libri. Mia moglie è sempre in cerca di libri storici e mi dice "non puoi fare le cose in questo modo." Quindi, leggere la storia per gli scrittori di fantasy è una miniera d'oro.


Valyria è un posto che non abbiamo ancora visto nei libri, ma la sua presenza si sente. L'ho sempre associata all'Impero Romano, ma quando hai descritto il Disastro di Valyria con mari ribollenti e giganteschi tsunami, mi ha richiamato alla mente le leggende di Atlantide. Sono sulla strada giusta con queste comparazioni?

Sì, e ancora una volta ho fatto dei mix e degli abbinamenti. Ci sono elementi di Valyria che sono simili a Roma. È stata una potenzia mondiale per centinaia di anni. A differenza di Roma, il dominio era in parte basato sulla magia e sui draghi, tanto quanto sulla forza delle sue legioni. Ma ci sono certamente elementi simili. Naturalmente, la caduta dell'Impero Romani fu un processo lento che richiese secoli, mentre Valyria cadde in una notte. Quindi in questo senso è più simile alle leggende di Atlantide.
Una particolare influenza del mondo reale sul Disastro di Valyria è una cosa della storia della Nuova Zelanda, l'eruzione vulcanica che distrusse le Terrazze Bianche e le Terrazze Rosa. Erano formazioni rocciose considerate una delle sette meraviglie del mondo nel periodo vittoriano. La gente viaggiava da tutto il mondo per vedere le Terrazze Bianche e le Terrazze Rosa, bellissime terrazze rocciose dove l'acqua delle sorgenti calde vulcaniche scorreva in una serie di cascate. C'era una serie di piscine ai livelli più bassi, e via via che l'acqua scorreva da una piscina all'altra lungo il fianco della montagna si raffreddava, di modo che le terraze più alte erano di acqua molto calda, mentre quelle al fondo avevano acqua tiepida.
Erano molto scenografiche, ma l'intera area era vulcanica. Un giorno semplicemente il tutto esplose, l'intera area sparì, e per fortuna non era un'area densamente popolata, non ci viveva molta gente. Ma quelle due meraviglie del mondo semplicemente sparirono dal giorno alla notte, assieme ad un lago circostante ed un'area intorno piuttosto vasta. L'ultima volta che sono andato in Nuova Zelanda, eravamo a Rotorua e c'era un museo che aveva un'intera stanze sulle Terrazze Bianche e sulle Terrazze Rosa e sulla loro distruzione.
Un altro episodio simile è stata la grande esplosione del Vesuvio che ha distrutto Pompei ed Ercolano. E Krakatoa, un'altra esplosione gigantesca. Ho messo assieme tutte queste cose e ne è venuta fuori Valyria... con la magia in mezzo.


Uno dei temi dominanti nei primi cinque libri, in effetti probabilmente il tema dell'intera serie, è che l'inverno sta arrivando. Alla fine di A DANCE WITH DRAGONS l'inverno non è più in arrivo, è finalmente arrivato. Cosa ci puoi dire del libro che stai scrivendo ora, THE WINDS OF WINTER?

Beh, ho inserito una preview sul mio sito, quindi potete leggere lì un capitolo, e ci sarà un altro capitolo nell'edizione in brossura di A DANCE WITH DRAGONS quando uscirà quest'estate. Quindi, avrete due capitoli. Dopo quelli, bisognerà aspettare un po'.
Ovviamente, continuerò la storia. Ci sono un po' di cliffhanger alla fine di A DANCE WITH DRAGONS. Quelle saranno risolte molto presto. Aprirò con le due grandi battaglie che ho preparato, la battaglia del ghiaccio e la battaglia di Meereen, la battaglia della Baia degli Schiavisti. E si ripartirà da lì.


Dopo quello che è accaduto a Ned in A GAME OF THRONES e a Robb in A STORM OF SWORDS, mi ritrovo a leggere i tuoi libri con un piacevole senso di terrore allo stomaco.

[risate]


D'altra parte, se Ned non fosse morto sarebbe stata una serie completamente diversa. Lo stesso per Robb. Quanto preso hai deciso quello che doveva succedere a questi due particolari persoanggi? Oppure le loro morti sono qualcosa che hai sviluppato strada facendo?

L'avevo deciso praticamente dall'inizio. So quali sono i principali colpi di scena della storia, chi deve vivere e chi deve morire, il fato di tutti i personaggi principali. Ci sono molti dettagli che scopro strada facendo. Per alcuni personaggi minori potrei decidere mentre scrivo. Quindi, se un personaggio importante va in battaglia con sei amici, non so necessariamente cosa accadrà a tutti i sei amici quando mi metto a scrivere. Ma i personaggi principali, la loro sopravvivenza e gli eventi principali... tutto è stato pianificato dall'inizio.


Su questo stesso tema, molta gente pensa che tu abbia ucciso Jon Snow alla fine di A DANCE WITH DRAGONS. Hai fama di far patire cose terribili agli Stark, ma il mio istinto mi dice che probabilmente è sopravvissuto. Vuoi commentare?

[risate] Nessun commento su questo.


Con Jon di fatto fuori dal ruolo di Lord Comandante, comunque - anche se sopravvive - non mi convincono le possibilità della Barriera di trattanere gli Estranei ora che l'inverno è arrivato. Possiamo assuemere che li vedremo muoversi a sud della Barriera in THE WINDS OF WINTER?

Beh, non voglio dire troppo, ma sicuramente si vedrà qualcosa di più degli Estranei in THE WINDS OF WINTER.


In A FEAST FOR CROWS e A DANCE WITH DRAGONS, hai iniziato ad utilizzare titoli dei capitoli come "The Queen's Hand" o "The Iron Suitor", mentre nei libri precendenti era sempre Jon o Ned o Arya, una cosa del genere. È un modo per esplorare il tema dell'identità? In particolare per Arya, Sansa e Theon, le loro identità nel complesso sembrano in mutamento.

Sì, è esattamente quello che ho in mente. Molte identità sono sotto assalto in questi libri.


Un altro tema che emerge - presente da sempre, ma che diventa ancora più chiaro nell'epilogo di A DANCE WITH DRAGONS - è che i personaggi che credono di essere giocatori del trono sono più che altro pedine. Il potere reale sta nell'ombra. Avevi intenzione di esplorare questa idea dall'inizio?

Beh, dipende da cosa stiamo parlando. Quando ho iniziato a scrivere la serie nel 1991, non sapevo cosa ne sarebbe stato. Non appena addentro ad A GAME OF THRONES; tuttavia, sapevo quali sarebbero stati i tempi principali, e quello è certamente uno. La natura del potere e l'uso del potere e cosa la gente è disposta a fare per conquistarlo... sono alcuni dei tempi principali con cui ho a che fare.
L'indovinello di Varys in A CLASH OF KINGS sul mercenario che riceve ordini diversi dal re, dal prete e dal ricco... a chi obbedirà? Chi ha realmente il potere? Penso sia una questione dirimente.


Hai speso molti passaggi degli ultimi due libri a resettare la scacchiera dopo gli eventi della Guerra dei Cinque Re. I pezzi sono stati mossi o addirittura rimossi. Daenerys e gli Estranei si stanno avvicinando ai Sette Regni. L'inverno è arrivato. Sembra che siamo entrati nel terzo atto, o che siamo sul punto di entrarci. Stai iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel?

Per lo meno lo spero. [risate] È stato un lungo viaggio. Di sicuro inizio a vederla, ma il tunnel è ancora lungo. L'ultimo libro era circa 1.500 pagine di manoscritto. Penso che ciascuno dei due prossimi sarà almeno altrettanto lungo, quindi ecco ancora 3.000 pagine da scrivere, ed è tanto.
Ho raggiunto un punto in cui devo smettere di pensare a cose del genere, perché è semplicemente troppo deprimente. Scrivo un capitolo alla volta, una scena alla volta, una frase alla volta, senza preoccuparmi del resto. Un passo alla volta, prima o dopo, il viaggio avrà fine.


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